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	<title>attentati-barcellona Archives - InsideOver</title>
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	<title>attentati-barcellona Archives - InsideOver</title>
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		<title>Quella lunga scia di sangue  che ha trafitto l&#8217;Unione europea</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/tutti-gli-attentati-che-hanno-colpito-leuropa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Dec 2018 19:25:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[attentati-barcellona]]></category>
		<category><![CDATA[Bataclan]]></category>
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		<category><![CDATA[Jihadismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LAPRESSE_20181212095847_27977311.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LAPRESSE_20181212095847_27977311.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LAPRESSE_20181212095847_27977311-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LAPRESSE_20181212095847_27977311-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LAPRESSE_20181212095847_27977311-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Che si tratti di &#8220;lupi solitari&#8221;, foreign fighters, o terroristi ibridi &#8211; giovani radicalizzatisi in patria vittime del disagio sociale &#8211; gli attentati di matrice islamista che hanno colpito l&#8217;Occidente si susseguono a cadenza irregolare dal 2012. Prima dell&#8217;ultima tragica sparatoria scatenata dal franceseCherif Chekkat a Strasburgo &#8211; che ha causato la morte di 3 persone &#8230; <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/tutti-gli-attentati-che-hanno-colpito-leuropa.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LAPRESSE_20181212095847_27977311.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LAPRESSE_20181212095847_27977311.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LAPRESSE_20181212095847_27977311-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LAPRESSE_20181212095847_27977311-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LAPRESSE_20181212095847_27977311-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Che si tratti di &#8220;lupi solitari&#8221;, foreign fighters, o<strong><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/attentato-strasburgo-nuovo-terrorismo/"> terroristi ibridi</a></strong> &#8211; giovani radicalizzatisi in patria vittime del disagio sociale &#8211; gli attentati di matrice islamista che hanno colpito l&#8217;Occidente si susseguono a cadenza irregolare dal 2012.</p>
<p>Prima dell&#8217;ultima tragica sparatoria scatenata dal francese<strong>Cherif Chekkat </strong>a Strasburgo &#8211; che ha causato la morte di 3 persone ed è ancora ricercato da una task force di 750 uomini &#8211; sono stati ben 20 gli attentati in Europa. Il più sanguinoso e senza precedenti colpì Parigi nel 2015 causando la morte di 129 morti e altri 350 feriti. Quest&#8217;anno erano già stati due gli attentati che avevano &#8220;lievemente&#8221; innalzato l&#8217;allarme sul nuovo rischio attentati: a marzo un ventiseienne di origine marocchina, identificato come <strong>Redouane Lakdim </strong>prese in ostaggio alcune persone in un supermercato nei pressi <strong>Carcassonne</strong>, in Francia, causando la morte di tre persone e rimando uccisa nella retata delle forze speciali. L&#8217;attentato venne rivendicato dall&#8217;Isis. Sempre al grido di &#8220;<strong>Allah akbar</strong>&#8221; a maggio un uomo cercò di accoltellare alcuni passati nelle vicinanze dell&#8217;opera di Parigi provocando un morto. L&#8217;assalitore, che non si ferma davanti alla polizia, viene poi ucciso.</p>
<p>Il primo attentato ad opera di un lupo solitario si verificò nel marzo 2012, quando il 23enne di origini algerine <strong>Mohammed Merah</strong> uccise in un mese tre paracadutisti francesi in due diverse sparatorie a <strong>Montauban</strong>, un rabbino e tre bambini durante un attacco sferrato alla scuola ebraica di Tolosa. L&#8217;attentatore venne eliminato durante un raid delle forze speciali francesi. Due anni dopo, nel maggio del 2014, un filo rosso legò di antisemitismo lega la Francia all&#8217;attacco sferrato al museo ebraico e alla sinagoga di <strong>Bruxelles</strong> . Rimasero uccise quattro persone. L&#8217;attentatore, <strong>Mehdi Nemmouche</strong>, ventinovenne nato nel nord della Francia individuato e arrestato alla frontiera, era un foreign fighter rientrato dalla Siria dove si era radicalizzato. La polizia trovò tra le sue cose un lenzuolo bianco con su scritto il nome di una <strong>formazione estremista islamica</strong> allora poco conosciuta: lo Stato islamico dell&#8217;Iraq e del Levante che diventerò più noto con l&#8217;acronimo di &#8220;Isis&#8221;.</p>
<p>Il 7 gennaio 2015, due francesi di origine algerina, i <strong>fratelli Kouachi</strong>, irrompono armati nella redazione del settimanale satirico francese <em><strong>Charlie Hebdo</strong></em> per vendicare una serie di vignette sul profeta Maometto. Uccidono 12 persone dando inizio ad una caccia all&#8217;uomo che terminerà pochi giorni dopo con un raid delle forze speciali francesi in una tipografia dove i due si erano barricati. Entrambi rimangono uccisi. Negli stessi giorni, un altro attentatore islamista, <strong>Amedy Coulibaly</strong>, uccide una poliziotta a<strong> Montrouge</strong>, nei pressi di Parigi, per poi prendere degli ostaggi nel supermercato <strong>Hypercacher</strong> di Porte de Vincennes. Il bilancio è di quattro morti. Coulibaly rimase ucciso nella sparatoria &#8211; gli inquirenti rivelarono in un secondo momento il legame tra i due attentati poiché gli ostaggi presi nel supermercato dovevano fungere da contropartita per il rilascio dei fratelli Kouachi.</p>

<p>A poco meno di un anno dall&#8217;attentato di <em>Charlie Hebdo</em> che scosse profondamente l&#8217;Europa e il concetto di libertà d&#8217;espressione con grande risonanza mediatica nella società occidentale, la sera del 13 novembre del 2015 una sequenza di attentati mai verificatasi prima colpisce nel cuore di Parigi lasciando scioccato il mondo intero. Terroristi delle stessa cellula colpiscono in sei diverse zone della città: lo Stade de France, dove era in corso una partita, alcuni ristoranti e bar del decimo e undicesimo arrondissement di Parigi, e la sala concerti &#8220;<strong>Bataclan</strong>&#8220;. Il bilancio sarà straziante: 89 i morti al Bataclan, tutti giovanissimi. Altri 40 nei diversi locali presi d&#8217;assalto a colpi di Ak-47; 350 persone rimangono ferite. Il giorno seguente l&#8217;<strong>Isis</strong> rivendica l&#8217;attentato. Del commando degli attentatori, verrà arrestato il 18 marzo del 2016 in Belgio<b>Salah Abdeslam</b>, francese naturalizzato belga di origine marocchina.</p>
<p>Lo stesso anno, il 14 luglio, giorno della festa della Repubblica e festa nazionale, un camion supera le barriere e travolge la folla sulla Promenade des Anglais a <strong>Nizza</strong>. Perdono la vita 86 morti. Alla guida del camion c&#8217;era <strong>Mohamed Lahouaiej Bouhlel</strong>, francese di origini tunisine. Rimarrà ucciso nel tentativo di fuga dalla polizia. </p>
<p>Il 22 marzo del 2016, due esplosioni scuotono l&#8217;<strong>aeroporto di Bruxelles</strong> Zaventem in Belgio, ne segue una nella metropolitana di <strong>Maelbeek</strong>. Il bilancio è di 32 morti e 300 feriti. I tre <strong>kamikaze</strong>, identificati in seguito attraverso le telecamere di sicurezza, muoiono nell&#8217;attentato suicida prontamente rivendicato dall&#8217;Isis. Sono Najim Laachraoui e Ibrahim El Bakraoui e Khalid El Bakraoui. Un quarto attentatore individuato dalle telecamere e rimasto noto come &#8220;uomo con il cappello&#8221; risultò essere Mohamed Abrini. Arrestato l&#8217;8 aprile del 2016 e già ricercato per gli attacchi di Parigi essendo collegato ad Abdeslam.</p>
<p> Il 18 luglio 2016 in <strong>Germania</strong> un minorenne richiedente asilo aggredisce con un&#8217;ascia i passeggeri di un treno regionale all&#8217;altezza di Würzburg ferendo quattro persone prima di essere ucciso dagli agenti. Nella stanza del giovane assalitore viene trovata una bandiera dello Stato islamico dipinta a mano: l&#8217;Isis rivendica l&#8217;attacco e, tramite l&#8217;agenzia di stampa Amaq, diffonde un video in cui il giovane brandisce un coltello e minaccia che intende usarlo per massacrare infedeli e vendicare la morte di uomini, donne e bambini nei Paesi musulmani. Appena sei giorni dopo un ventisettenne siriano, anch&#8217;esso richiedente asilo, si fa esplodere durante un festival musicale nel centro di <strong>Ansbach</strong>, in Baviera. Il bilancio è di 15 feriti. Lo stesso giorno a <strong>Rouen</strong>, in Francia, due assalitori irrompono nella chiesa di Saint-Étienne-du-Rouvray e <strong>tagliano la gola a padre Hamel</strong> mentre è intento a celebrare la messa della mattina. I due attentatori, Adel Kermiche e Abdel Malik Petitjean, vengono poi uccisi in un&#8217;operazione delle forze di sicurezza.</p>

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<p>La sera del 19 dicembre 2016 è <strong>Berlino</strong> a finire di nuovo nel mirino dell&#8217;Isis, che sceglie per la prima volta di colpire <strong>la festa cristiana del Natale</strong>. Nei mercatini del centro città il richiedente asilo di origini tunisine <strong>Anis Amri</strong> uccide 12 persone. In fuga oltre frontiera verrà ucciso da due agenti di polizia italiani a Milano.</p>
<p>A distanza di 3 mesi il <strong>Regno Unito</strong> diventa teatro di un altro attacco &#8220;automobilistico&#8221;: Khalid Masood si lancia a bordo di un&#8217;auto sulla folla di pedoni in transito sul ponte di <strong>Westminster</strong> e finisce a sfondare una delle cancellate perimetrali del Parlamento. Sceso dall&#8217;auto accoltella a morte un poliziotto prima di essere ucciso. Il bilancio complessivo è di 5 vittime. L&#8217;attentatore è da considerati un altro lupo solitario, come nel caso di Nizza.</p>
<p>Un altro camion colpirà <strong>Stoccolma</strong> il 7 aprile del 2017 causando la morte di 5 persone e 15 feriti; un quarto camion colpirà di nuovo <strong>Londra </strong>il 3 giugno nei pressi del London Bridge. Gli attentatori accolleranno altri passanti nei pressi di Borough Market. Il bilancio sarà di 8morti e 48 feriti. Gli attentatori rimangono uccisi in uno scontro a fuoco con le forze dell&#8217;ordine giunte sul posto. In <strong>Spagna</strong> a <strong>Barcellona</strong> ancora un camion piomberà sui pedoni in transito Las Ramblas, in pieno centro ad agosto, provocando 15 morti e oltre 100 feriti. Il covo della cellula jihadista responsabile dell&#8217;attentato viene fatto saltare in aria senza provocare vittime. Alcuni mesi prima invece un<strong> attacco kamikaze</strong> non rivendicato colpisce il concerto della cantante americana Ariana Grande svoltosi nella <strong>Manchester</strong> Arena. L&#8217;esplosione causa la morte di 22 persone, compreso l&#8217;attentatore. Le vittime sono tutte giovanissime.</p>

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		<item>
		<title>Quella setta wahabita di Barcellona  che preoccupa i servizi spagnoli</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/wahabita-barcellona-servzi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Mar 2018 12:15:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[attentati-barcellona]]></category>
		<category><![CDATA[Catalogna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1112" height="739" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/mossos.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/mossos.jpg 1112w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/mossos-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/mossos-768x510.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/mossos-1024x681.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1112px) 100vw, 1112px" /></p>
<p>Gli attentati di Barcellona e Cambrils hanno mostrato al mondo che la Catalogna aveva un problema, l&#8217;islamismo radicale. Negli anni, con una certa complicità delle autorità locali che hanno lasciato che il fondamentalismo islamico serpeggiasse all&#8217;interno della regione e, in particolare, di Barcellona, le moschee illegali sono sorte copiosamente. Molte volte, con imam che predicavano &#8230; <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/wahabita-barcellona-servzi.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1112" height="739" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/mossos.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/mossos.jpg 1112w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/mossos-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/mossos-768x510.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/mossos-1024x681.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1112px) 100vw, 1112px" /></p><p>Gli attentati di <strong>Barcellona</strong> e <strong>Cambrils</strong> hanno mostrato al mondo che la Catalogna aveva un problema, l&#8217;islamismo radicale. Negli anni, con una certa complicità delle autorità locali che hanno lasciato che il <strong>fondamentalismo islamico</strong> serpeggiasse all&#8217;interno della regione e, in particolare, di Barcellona, le moschee illegali sono sorte copiosamente. Molte volte, con imam che predicavano messaggi di odio.</p>
<p>In questo sottobosco fondamentalista, il fenomeno del terrorismo può dilagare. Non nei mandanti, certamente, ma nella conquista della &#8220;manovalanza&#8221;. I reclutatori dell&#8217;Isis o di altre sigle terroristiche pescano in questo mondo. <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.elconfidencialdigital.com/seguridad/secta-wahabita-amenaza-terrorista-Barcelona_0_3111888800.html">Come spiegato a <em>El Confidencial Digital</em></a> , nelle settimane e nei mesi successivi agli attentati, la polizia nazionale ha effettuato un monitoraggio dei gruppi e delle organizzazioni musulmane con sede in <strong>Catalogna</strong>, analizzando gli imam e tutti i gruppi precedentemente sospettati di reclutamento jihadista.</p>
<p>&#8220;Da tutto questo lavoro sono state tratte importanti conclusioni, evidenziando soprattutto l&#8217;alto livello di radicalismo esistente in alcuni gruppi islamisti formati in tutta la regione, specialmente a Barcellona&#8221;, spiegano le fonti della polizia al sito internet spagnolo. Alcune di queste organizzazioni, le più pericolose, hanno i loro membri istruiti nel <strong>wahabismo</strong> e difendono la violenza come strumento per &#8220;difendere la morale&#8221;.</p>

<p>Dopo le indagini, la <em>Comisaria general</em> ha individuato alcune di queste sette wahabite nella regione. Sono tutte monitorate attentamente. Tuttavia, aggiungono, c&#8217;è <strong>una cellula</strong> che, a causa della sua attività e della violenza dei suoi membri, <strong>preoccupa più degli altri</strong>. Questo gruppo, con sede a Barcellona, ​​è &#8220;molto attivo&#8221; e la sua missione principale è reclutare nuovi adepti. &#8220;Hanno idee radicali e giustificano la violenza&#8221;, avvertono le fonti citate.</p>
<p>La polizia ha già documentato <strong>diversi attacchi</strong>. La setta wahabita che vive a Barcellona e che più preoccupa la polizia ha, tra i suoi membri, islamisti violenti che, oltre a reclutare più fedeli possibili attraverso messaggi assolutamente contrari alla legge, hanno compiuto atti di fanatismo.</p>
<p>La polizia ha registrato numerosi attacchi contro omosessuali da parte di seguaci di questo gruppo radicale negli ultimi due anni. Assalti che hanno messo in <strong>allerta</strong> i servizi di informazione poiché, in molte occasioni, &#8220;è il passo precedente verso azioni più serie&#8221;. </p>

<p>Le stesse fonti spiegano che &#8220;c&#8217;è anche qualche procedimento aperto&#8221; relativo a questo tipo di attacchi: &#8220;La settimana scorsa, due marocchini sono stati processati nella Corte provinciale per <a href="https://www.elperiodico.com/es/sociedad/20170330/lapidacion-homofoba-sitges-5938679">lapidazione di un omosessuale a Sitges</a>. Ora stiamo controllando se entrambi, come molti altri, seguono la branca wahabita dell&#8217;Islam&#8221;.</p>
<p>Non è una novità che questi gruppi pratichino questo tipo di atti all&#8217;interno delle città dove vivono. In <strong>Germania</strong> e in <strong>Svezia</strong> sono già noti casi che testimoniano la nascita di vere e proprie polizie della morale che colpiscono chiunque ritengano viva al di sopra delle norme imposte dall&#8217;interpretazione più integralista dell&#8217;islam. Ma preoccupa pensare che, nonostante quello che sia successo a Barcellona, queste sette si conoscano, si monitorino ma continuino a proliferare.</p>
<p>Il problema è anche politico. Molte moschee sono illegali, ma molte altre sono nate anche grazie al finanziamento di potenze straniere, specialmente del <strong>Golfo Persico</strong>, che utilizzano queste forme di inserimento nel tessuto sociale dei Paesi stranieri per costruire una loro rete di interessi e collegamento con le realtà locali. </p>

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		<title>L&#8217;Isis torna a minacciare la Spagna: &#8220;Se non hai un&#8217;arma, usa un camion&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/isis-torna-a-minacciare-spagna-attentati-terroristici.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Mar 2018 08:59:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Antiterrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[attentati-barcellona]]></category>
		<category><![CDATA[Barcellona]]></category>
		<category><![CDATA[Isis (Stato islamico)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="3072" height="1959" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/1433924384-isis-libia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/1433924384-isis-libia.jpg 3072w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/1433924384-isis-libia-300x191.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/1433924384-isis-libia-768x490.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/1433924384-isis-libia-1024x653.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 3072px) 100vw, 3072px" /></p>
<p>Lo Stato islamico torna a minacciare la Spagna e rievoca Barcellona come obiettivo principale (ma non unico) per colpire l&#8217;Europa. Secondo quanto riferito al quotidiano La Razon dalle fonti dell&#8217;antiterrorismo, l&#8217;Isis ha lanciato giovedì scorso un nuovo appello contro la Spagna, il primo di quest&#8217;anno e uno dei pochissimi che ha fatto riguardanti l&#8217;Europa in questo ultimo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/isis-torna-a-minacciare-spagna-attentati-terroristici.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/isis-torna-a-minacciare-spagna-attentati-terroristici.html">L&#8217;Isis torna a minacciare la Spagna: &#8220;Se non hai un&#8217;arma, usa un camion&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="3072" height="1959" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/1433924384-isis-libia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/1433924384-isis-libia.jpg 3072w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/1433924384-isis-libia-300x191.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/1433924384-isis-libia-768x490.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/1433924384-isis-libia-1024x653.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 3072px) 100vw, 3072px" /></p><p>Lo <strong>Stato islamico</strong> torna a minacciare la <strong>Spagna</strong> e rievoca <strong>Barcellona</strong> come obiettivo principale (ma non unico) per colpire l&#8217;Europa. <a href="https://www.larazon.es/espana/el-estado-islamico-pide-a-sus-terroristas-que-ataquen-de-nuevo-a-barcelona-EP17814527">Secondo quanto riferito al quotidiano<em> La Razon</em></a> dalle fonti dell&#8217;antiterrorismo, l&#8217;Isis ha lanciato giovedì scorso un nuovo appello contro la Spagna, il primo di quest&#8217;anno e uno dei pochissimi che ha fatto riguardanti l&#8217;Europa in questo ultimo periodo di sconfitta in Siria e Iraq, in cui chiede agli &#8220;attori solitari&#8221; (coloro che vengono chiamati erroneamente &#8220;lupi solitari&#8221;) di attaccare le città spagnole. La minaccia è già stata segnalata al Centro Nacional de Protección de Infraestructuras y Ciberseguridad (<strong>Cnpic</strong>).</p>
<p>Secondo quanto riferito dal quotidiano iberico, &#8220;la minaccia è stata pubblicata in una delle pagine che i terroristi hanno su <strong>Telegram</strong> (Muharar al Ansar) e raccomanda l&#8217;uso di veicoli di ogni tipo (auto, furgoni o camion) o coltelli per <strong>attaccare personalmente gli &#8216;infedeli&#8217;</strong>&#8220;. Accanto all&#8217;invocazione ai lupi solitari, è inserito una sorta di manifesto in cui si distingue perfettamente la <strong>Sagrada Familia</strong> di Barcellona, obiettivo del terrorismo durante gli attentati di agosto che hanno colpito il capoluogo catalano e Cambrils, con scritto &#8220;se non avete un&#8217;arma, avete un  camion o un coltello&#8221;.</p>

<p>Nonostante l&#8217;alto numero di vittime, gli attentati della scorsa estate che hanno sconvolto la Catalogna sono considerati da molti analisti e dai funzionari dell&#8217;intelligence un vero e proprio &#8220;<strong>fallimento</strong>&#8221; dei piani dello Stato islamico. La cellula dell&#8217;Isis che ha operato tra Barcellona, <strong>Ripoll</strong> e <strong>Cambrils</strong>, infatti, intendeva commettere diverse azioni simultanee con un numero di morti che avrebbe dovuto anche superare i 200. La mancata operatività del piano della Sagrada Familia ha sventato un bagno di sangue molto peggiore di quello finale. </p>
<p>Tuttavia, anche con la famigerata cellula di Ripoll smantellata (<a href="http://www.abc.es/espana/abci-tres-detenidos-francia-relacion-terrorista-ripoll-201802210222_noticia.html">e con essa la sua rete di collegamento con le altre cellule</a>), non si può affatto ritenere che il terrorismo islamico non abbia altri attori, altre cellule quiescenti, pronte a colpire. E la presenza di altri terroristi o potenziali terroristi è tanto evidente, che il fatto che riproducano l&#8217;immagine della Sagrada Familia viene vista solo come un segnale di voler <strong>colpire i punti nevralgici</strong>, turistici e noti della penisola iberica. In realtà, non significa che non possano attaccare altrove su tutto il territorio nazionale.</p>

<p>L&#8217;intelligence spagnola, come tutto l&#8217;antiterrorismo europeo, <a href="http://www.occhidellaguerra.it/non-chiamiamoli-lupi-solitari/">dà ormai per erronea la definizione di &#8220;lupi solitari&#8221;</a>. Va bene per il mondo mediatico, ma di fondo è ormai appurato che tutti i <strong>terroristi</strong> che hanno colpito nel Vecchio Continente, tranne in alcuni casi, sono solo <strong>interpreti di una regia molto più grande di loro</strong>. Non è il singolo radicalizzato, ma l&#8217;azione di un individuo o di più individui che è posta sotto il mandato di un coordinatore che a volte li ha istruiti anche fino a pochi minuti prima dell&#8217;azione criminale.</p>
<p>Questo fatto di aver costruito una rete di attori individuali posto il l&#8217;ombrello di una rete jihadista estesa, è evidente ne fatto che lo Stato islamico abbia recentemente pubblicato diversi <strong>manuali per &#8220;attori solitari&#8221;</strong>. <a href="https://www.washingtontimes.com/news/2017/jul/10/islamic-state-e-book-released-to-home-school-lone-/">In uno degli ultimi, scritto in turco</a>, diffuso a metà dello scorso anno, vengono date istruzioni per la realizzazione di ordigni esplosivi, sul modo di causare il maggior numero di vittime con furgoni, camion o altri tipi di veicoli, sul provocare incendi boschivi e causare incidenti stradali. L&#8217;ultimo manuale chiede inoltre di colpire direttamente la Spagna. </p>

<p>Questi manuali consistono sì nelle istruzioni per colpire da soli, ma confermano il fatto che essi non sono per niente isolati, ma parte di <strong>un&#8217;organizzazione vastissima e capillare</strong>. E sarebbe sciocco pensare il contrario. Già solo il fatto di avere degli &#8220;istruttori&#8221;, avere dei siti internet, avere dei manuali, fa sì che questi lupi solitari non possano essere considerati tali. Inoltre, il fatto che ci sia qualcuno che dica cosa colpire, come farlo e perché, dimostra che esiste una sorta di <strong>cellula-madre</strong> e che le sue ramificazioni non agiscono da sole. <a href="http://www.occhidellaguerra.it/perche-lisis-ha-colpito-la-spagna/">Colpire la Spagna, ad esempio, ha una matrice precisa</a>, un significato preciso, sia politico che culturale ma anche internazionale. La casualità o la &#8220;follia&#8221; lasciamole da parte.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/isis-torna-a-minacciare-spagna-attentati-terroristici.html">L&#8217;Isis torna a minacciare la Spagna: &#8220;Se non hai un&#8217;arma, usa un camion&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>&#8220;L&#8217;imam della strage di Barcellona  era un informatore dei servizi&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/limam-della-strage-barcellona-un-informatore-dei-servizi-segreti-spagnoli.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Nov 2017 18:17:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[attentati-barcellona]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1405" height="815" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/barcellona.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/barcellona.jpg 1405w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/barcellona-300x174.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/barcellona-768x445.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/barcellona-1024x594.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1405px) 100vw, 1405px" /></p>
<p>La mente degli attentati a Barcellona e Cambrils è stato un informatore degli 007 spagnoli. L&#8217;imam di Ripoll, il marocchino Abdelbaki Es Satty, capo del gruppo jihadista responsabile delle stragi sulla Rambla e nella cittadina della Catalogna, ha fatto parte del CNI, i servizi segreti spagnoli. Non è ancora stato chiarito quanto tempo sia durato il rapporto di collaborazione &#8230; <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/limam-della-strage-barcellona-un-informatore-dei-servizi-segreti-spagnoli.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1405" height="815" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/barcellona.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/barcellona.jpg 1405w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/barcellona-300x174.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/barcellona-768x445.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/barcellona-1024x594.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1405px) 100vw, 1405px" /></p><p>La mente degli attentati a Barcellona e Cambrils è stato un <strong>informatore degli 007</strong> spagnoli. L&#8217;imam di Ripoll, il marocchino <strong>Abdelbaki Es Satty</strong>, capo del gruppo jihadista responsabile delle stragi sulla Rambla e nella cittadina della Catalogna, ha fatto parte del CNI, i servizi segreti spagnoli. Non è ancora stato chiarito quanto tempo sia durato il rapporto di collaborazione né se il terrorista sia stato pagato per i suoi servizi,  ma alcune fonti hanno rivelato che gli 007 spagnoli hanno avvicinato Es Satty nel 2014, quando l&#8217;uomo si trovava in carcere a Castellon per traffico di droga. </p>
<p><strong>Chi è Es Satty?</strong></p>
<p>Abdelbaki Es Satty pubblicamente predicava in maniera moderata. Un imam riservato che viaggiava molto e aveva numerosi contatti con diversi terroristi. Nel 2010 Es Satty è stato arrestato a Ceuta, enclave spagnola in Marocco, perché trasportava 12 chili di hashish. Durante i quattro anni in prigione, l&#8217;imam ha conosciuto alcuni degli attentatori che parteciparono al peggior attacco terroristico mai subito dalla Spagna, quello alla stazione madrilena di <strong>Atocha</strong> l’11 marzo 2004, in cui 4 bombe esplosero contemporaneamente su altrettanti treni, uccidendo 192 persone. Secondo le ultime rivelazioni, in questi anni l&#8217;uomo sarebbe stato avvicinato dai servizi segreti spagnoli. Il capo del commando di Barcellona, nel 2016 ha trascorso diversi mesi in Belgio, nella cittadina di Vilvoorde, considerata una culla del jihadismo europeo. Qui avrebbe iniziato a<strong> formare la cellula terroristica</strong> che ha colpito la Catalogna lo scorso agosto. </p>
<p><strong>L&#8217;attentato a Barcellona</strong></p>
<p>Il 17 agosto 2017 un furgone bianco si è lanciato a tutta velocità contro la folla che passeggiava sulla <strong>Rambla</strong>. In quell&#8217;istante Barcellona sprofonda nell&#8217;<strong>incubo del terrorismo</strong>. Altri cinque membri del gruppo, nella notte, hanno colpito a coltellate i passanti sul lungomare della cittadina di Cambrils. Il bilancio degli attentati è drammatico: 15 morti e 134 feriti. Ma il piano della cellula jihadista doveva essere diverso.  È Mohamed Houli Chemla, uno dei terroristi arrestati nei giorni successivi, a iniziare a parlare e svelare tutti i dettagli. L&#8217;attacco <strong>prevedeva l&#8217;uso di bombe</strong>, le stesse che sono esplose proprio la sera prima nel covo del gruppo ad Alcanar, uccidendo diversi membri della cellula, tra cui anche l&#8217;imam e mente degli attacchi, Abdelbaki Es Satty. Il leader spirituale della rete jihadista voleva immolarsi in un grande attentato kamikaze contro la Sagrada Familia. Ma è stato fermato dalle sue stesse armi.</p>
<p>&nbsp;</p>

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		<title>Barcellona, quella telefonata  tra i Mossos e uno degli attentatori</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/barcellona-quella-telefonata-mossos-uno-degli-attentatori.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Nov 2017 12:28:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[attentati-barcellona]]></category>
		<category><![CDATA[Jihadismo]]></category>
		<category><![CDATA[Mossos d'esquadra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1925" height="1317" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/1503151243-attentato-barcellona-continua.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/1503151243-attentato-barcellona-continua.jpg 1925w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/1503151243-attentato-barcellona-continua-300x205.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/1503151243-attentato-barcellona-continua-768x525.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/1503151243-attentato-barcellona-continua-1024x701.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1925px) 100vw, 1925px" /></p>
<p>Un agente della polizia della Catalogna, i Mossos d’Esquadra, ha avuto una conversazione telefonica con uno degli attentatori di Barcellona, Younes Abouyaaqoub, poche ore prima della strage delle Ramblas. La notizia è stata dal quotidiano locale, Okdiario. Secondo le informazioni ottenute dalle indagini, la telefonata sarebbe partita da una sede dei Mossos di Barcellona tra &#8230; <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/barcellona-quella-telefonata-mossos-uno-degli-attentatori.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1925" height="1317" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/1503151243-attentato-barcellona-continua.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/1503151243-attentato-barcellona-continua.jpg 1925w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/1503151243-attentato-barcellona-continua-300x205.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/1503151243-attentato-barcellona-continua-768x525.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/1503151243-attentato-barcellona-continua-1024x701.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1925px) 100vw, 1925px" /></p><p>Un agente della polizia della Catalogna, i Mossos d’Esquadra, ha avuto una conversazione telefonica con uno degli attentatori di Barcellona, Younes Abouyaaqoub, poche ore prima della strage delle Ramblas. La notizia è stata dal quotidiano locale, <a style="color: #0000ff" href="https://okdiario.com/investigacion/2017/11/15/mosso-hablo-4-minutos-telefono-terrorista-rambla-dos-horas-antes-matanza-1516441"><em>Okdiario</em></a>. Secondo le informazioni ottenute dalle indagini, la telefonata sarebbe partita <strong>da una sede dei Mossos di Barcellona tra le 15 e le 16 del pomeriggio in cui è avvenuta la strage che ha insanguinato le Ramblas</strong>. Secondo quanto sostenuto dagli investigatori che si occupano di questa telefonata, nel momento in cui è avvenuto il contatto telefonico fra l’ignoto agente catalano e l’attentatore marocchino di 22 anni, quest’ultimo si trovava probabilmente in macchina per le strade del capoluogo catalano. Poche ore dopo quella telefonata, il furgone su cui viaggiava Abouyaaqoub sarebbe stato lo strumento di morte di uno dei peggiori attentati della storia spagnola, fra Eta e Al Qaeda.</p>

<p>La telefonata sospetta è stata notata dagli agenti della polizia quando hanno intrapreso le attività d’indagine per ricostruire tutte le telefonate avute dagli attentatori. I registri telefonici mostravano, infatti, tra le varie chiamate una partita proprio da un commissariato dei Mossos d’Esquadra di Barcellona &#8211; non si sa esattamente quale &#8211; non lontano dal luogo della strage. Una scoperta che destato perplessità e sgomento fra gli investigatori che adesso devono comprendere che cosa sia avvenuto in quei quattro minuti di telefonata, cosa si siano detti l’ignoto agente e l’attentatore e perché questa telefonata sia stata compiuta poche ore prima dell’attentato. Chiaramente il tutto è avvenuto senza che i Mosso ne fossero a conoscenza. Su ordine del giudice che segue le indagini, Fernando Andreu, gli agenti hanno operato nel totale segreto senza che nessuno potesse sapere cosa stessero tentando di scoprire quei membri della polizia all’interno del commissariato dei Mossos. E per ora, ancora non si è giunti a una risposta, poiché sembra impossibile, per motivi tecnici, risalire al telefono esatto da cui è partita la telefonata. Si può sapere la centralina telefonica ma non l’apparecchio, dunque è impossibile risalire tramite questo strumento d’indagine all’autore della chiamata.</p>

<p>Le domande che tutti si pongono sono le stesse: perché un agente dei Mossos ha telefonato all’attentatore di Barcellona prima che colpisse le Ramblas? Chi ha effettuato la telefonata e soprattutto, in caso fosse stata una telefonata ordinata da un comandante a un agente, chi ne ha dato l’ordine? Finora non vi sono state risposte. Sono almeno due le possibilità scandagliate sdagli investigatori spagnoli e catalani. La prima è che quel numero di telefono sia stato rinvenuto nelle varie perquisizioni nel covo di Alcanar, a Tarragona, dopo l’esplosione del 16 agosto, in cui si ritiene che sia stata fatta esplodere la bomba che avrebbe dovuto colpire il piazzale della Sagrada Familia e dove si pensa sia morto l’imam di Ripoll. Secondo quest’ipotesi investigativa, un comandante dei Mossos avrebbe ordinato a un agente di verificare il numero trovato. Una seconda ipotesi, vagliata dagli investigatori, è che Abouyaaqoub fosse un informatore della polizia catalana. Un informatore doppiogiochista? Non sarebbe la prima volta. Sta di fatto che il 22enne marocchino avrebbe potuto essere un informatore dei Mossos e, allo stesso tempo, continuare la sua vita da jihadista, nel tipico atteggiamento dissimulatore di molti terroristi islamici. A quel punto, dopo l’esplosione di Alcanar, il comando catalano potrebbe aver forzato la mano sul terrorista chiedendo informazioni e, una volta scoperto il piano, al terrorista non rimaneva altra soluzione che finire quanto preparato e uccidere i passanti che affollavano la via pedonale di Barcellona. C’è poi una terza ipotesi, che non si può purtroppo scartare: e cioè che un agente dei Mossos fosse legato alla cellula terroristica. Ipotesi che non è considerata molto credibile dalle indagini ma che non va, in ogni caso, bollata come completamente inverosimile. Il terrorista potrebbe essere stato avvertito delle indagini facendo attivare il piano di attacco.</p>

<p>Le risposte, per ora, non sembrano arrivare. È impossibile rintracciare l’autore della telefonata ed è soprattutto impossibile saperlo dallo stesso jihadista visto che è stato ucciso dalla polizia a Subirats. Anche quest’uccisione getta alcune ombre inquietanti sulla vicenda. Abouyaaqoub era l’unico attentatore riuscito a sopravvivere ed era riuscito a fuggire da Barcellona. Arrivato a Subirats, 50 chilometri circa dal capoluogo, è stato riconosciuto da una signora e freddato dai Mossos intervenuti: si dice perché in possesso di un cinturone esplosivo falso. Ma c’è chi giura quella risposta violenta dei Mossos contro il terrorista sia stato più frutto della scelta di non lasciare testimoni. E quella telefonata non aiuta a dissipare i dubbi.</p>
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		<title>L&#8217;Arabia Saudita avrà una moschea  nella Spagna colpita dal terrorismo</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/larabia-saudita-avra-unaltra-moschea-nella-spagna-colpita-dal-terrorismo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Sep 2017 13:15:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[attentati-barcellona]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Socialista]]></category>
		<category><![CDATA[Wahabismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1421" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/OLYCOM_20170902174605_24167693-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/OLYCOM_20170902174605_24167693-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/OLYCOM_20170902174605_24167693-1-300x222.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/OLYCOM_20170902174605_24167693-1-768x568.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/OLYCOM_20170902174605_24167693-1-1024x758.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La lezione degli attentati di Barcellona e Cambrils sembra non sia stato molto utile per una parte della politica spagnola. Il radicalismo in Spagna esiste, c’è un problema di cellule jihadiste estremamente radicate, e c’è soprattutto un tema oscuro e fondamentale legato a chi finanzia i centri culturali islamici da cui si irradia l’estremismo islamico &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/larabia-saudita-avra-unaltra-moschea-nella-spagna-colpita-dal-terrorismo.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1421" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/OLYCOM_20170902174605_24167693-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/OLYCOM_20170902174605_24167693-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/OLYCOM_20170902174605_24167693-1-300x222.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/OLYCOM_20170902174605_24167693-1-768x568.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/OLYCOM_20170902174605_24167693-1-1024x758.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La lezione degli attentati di <strong>Barcellona</strong> e <strong>Cambrils</strong> sembra non sia stato molto utile per una parte della politica spagnola. Il radicalismo in Spagna esiste, c’è un problema di cellule jihadiste estremamente radicate, e c’è soprattutto un tema oscuro e fondamentale legato a <strong>chi finanzia i centri culturali islamici</strong> da cui si irradia l’<strong>estremismo islamico</strong> che conduce molti ragazzi a imbracciare le armi &#8211; qualsiasi arma &#8211; per convertirsi in jihadisti. In molti, in Spagna e non solo, hanno puntato il dito contro le monarchie del Golfo Persico, in particolare quella araba e qatariota. È noto che Riad e Doha utilizzino da sempre il binomio dei petroldollari e dell’islamismo per sviluppare la propria politica estera, ed è altrettanto noto che investano miliardi di dollari nell’esportazione del <strong>wahabismo</strong> e nel finanziamento di centri islamici in Europa, sia costruendo moschee, sia inviando imam allevati e indottrinati in Arabia e in Qatar. Un gioco pericoloso che, in Europa, comincia a mietere vittime. Vittime che non sono solo gli innocenti uccisi dagli attentati, ma anche chi cade nella trappola di questi fanatici che lucrano su un disagio sociale.</p>

<p>Purtroppo, c’è chi le lezioni non le impara mai. L’ultimo caso di scuola è quello che arriva proprio dalla Spagna appena ferita dalla mattanza del Las Ramblas, e lo rivela il quotidiano <em><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.elconfidencial.com/espana/2017-09-06/arabia-saudi-ultima-plan-construir-mezquita-suelo-cedido-podemos_1438985/">El Confidencial</a></em>. L’Arabia Saudita sta, infatti, ultimando i dettagli per la costruzione di un’altra gigantesca moschea in territorio spagnolo dopo quella di Madrid, questa volta a <strong>Las Palmas de Gran Canaria</strong>. Il Centro Culturale Islamico di Madrid, ente che fa capo a Riad e che gestisce l’enorme moschea M-30 della capitale spagnola, ha completato la stesura del progetto per la moschea di Las Palmas de Gran Canaria su un terreno ceduto dall’amministrazione comunale guidata da <strong>Partito Socialista</strong> in giunta con <strong>Podemos</strong>. Adesso manca soltanto qualche documento da dare all’amministrazione comunale e soprattutto che la Lega del Mondo Islamico, il braccio di Riad per espandere la sua visione dell&#8217;Islam al di fuori dell’Arabia, liberi i fondi necessari per avviare i lavori.</p>

<p>Il tempio sarà costruito su un terreno municipale di circa 2.300 metri quadrati alla periferia di Las Palmas, e avrà anche un ristorante, sale sportive e culturali e persino un obitorio. Le associazioni civiche della zona avevano presentato delle <strong>proteste ufficiali al comune</strong> per sollecitare l’attenzione del sindaco sui rischi per la sicurezza e per l’eccessiva grandezza della struttura, ma l’amministrazione ha messo a tacere ogni dubbio. L&#8217;unica condizione da rispettare è che il progetto architettonico della nuova moschea si adatti alle <strong>normative urbanistiche</strong>. Il consigliere di Podemos Javier Doreste non ha posto alcun problema al fatto che un ente dall&#8217;Arabia Saudita abbia assunto il costo della costruzione del tempio e della sua futura direzione spirituale, tanto che lo stesso consigliere ha consegnato di fronte ai giornalisti i documenti del terreno al direttore della moschea di Madrid nonché rappresentante della Lega, Abdullah bin Saud in Arabia el Gudaian.</p>

<p>Il problema però è che mentre l’amministrazione di sinistra consegna le chiavi dell’islam delle Canarie all’Arabia Saudita, allo stesso tempo evita di ascoltare la voce dell’antiterrorismo spagnolo, che da tempo esprime preoccupazione per l’avanzamento dell’islamismo radicale in Spagna soprattutto grazie a questi progetti sauditi. Da un punto vista formale, e anche pubblicamente, la moschea M-30 di Madrid e tutti gli  altri centri islamici controllati dalla Lega islamica mondiale, come quelli di Malaga e Fuengirola (Andalusia), hanno adottato un approccio più “moderato”, per scrollarsi di dosso la pressione da parte delle autorità spagnole e dei media e cercare di raggiungere i musulmani che abbracciano correnti meno conservatrici, e che rappresentano la maggioranza dei musulmani nel territorio nazionale. Ma il fatto è che, dietro la forma, c’è poi la sostanza. E questa sostanza è composta di imam direttamente finanziati dall’Arabia Saudita e che promuovono il wahabismo, che è una dottrina totalmente contraria ai valori della società spagnola e la cui messa in atto si pone spesso in aperto contrasto con le leggi nazionali. E in ogni parte del mondo, Europa compresa, si è palesato in maniera cristallina il collegamento fra un certo tipo di islam reazionario e la crescita del radicalismo islamico come minaccia per la sicurezza dei cittadini.</p>
<p>Sarebbe poi interessante comprendere come questa scelta di Podemos di appoggiare la cessione di terreni ai sauditi si possa sposare con la linea politica di un partito che ha addirittura protestato con la monarchia spagnola dopo gli attentati di Barcellona perché la riteneva complice di Casa Saud con accordi economici ed energetici. Il segretario del partito, Pablo Iglesias, ha spesso denunciato con manifestazioni di piazza e virulenti discorsi in parlamento il fatto che grandi aziende spagnole e la stessa Casa Real intrattenessero rapporti con cui avevano venduto la Spagna e “offeso buona parte della cittadinanza”. Curioso che adesso siano proprio i consiglieri di Podemos a diventare maggiori alleati di Riad nella costruzione del secondo centro islamico più grande della Spagna.</p>
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		<title>&#8220;Barcellona è soltanto l&#8217;inizio. In Europa ci sono 50mila jihadisti&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Sep 2017 18:29:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Antiterrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[attentati-barcellona]]></category>
		<category><![CDATA[Foreign fighters]]></category>
		<category><![CDATA[unione-europea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1001" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/LAPRESSE_20170822204146_24078330.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/LAPRESSE_20170822204146_24078330.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/LAPRESSE_20170822204146_24078330-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/LAPRESSE_20170822204146_24078330-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/LAPRESSE_20170822204146_24078330-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Dopo gli attentati di Madrid del 2004, l’Unione europea decise di creare la figura del coordinatore dell’antiterrorismo. Dal 2007, su nomina di Javier Solana, a rivestire l’incarico è Gilles de Kerchove, belga classe 1956 e una vita passata tra Commissione europea e governo del Belgio. Nonostante sia stato spesso dimenticato dai media anche dopo gli &#8230; <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/barcellona-e-solo-linizio-in-europa-50mila-jihadisti.html">[...]</a></p>
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<p>Dopo gli attentati di Barcellona e Cambrils, de Kerchove è stato spesso menzionato dalla stampa spagnola e non solo, perché si è sentita la necessità di approfondire le dinamiche europee nella lotta al terrorismo rispetto al pur fondamentale ruolo delle sole intelligence nazionali. L’idea è che dietro i nuovi attentati che hanno insanguinato la Spagna via sia una tale rete internazionale che passa dal Belgio alla Francia alla Spagna, e che lambisce anche l’Italia, per cui sembra impossibile pensare alla lotta al terrorismo internazionale di matrice islamica senza un’unità d’azione in Europa. E questo risulta estremamente chiaro nell’ultima <a href="http://www.elmundo.es/espana/2017/08/31/59a70a48ca4741f7588b45e4.html">intervista rilasciata proprio da de Kerchove a El Mundo</a>, in cui però, oltre ai segnali di ottimismo sul coordinamento europeo, giungono segnali molto preoccupanti riguardo la minaccia del terrorismo islamico.</p>

<p>I segnali preoccupanti che scaturiscono dall’intervista rilasciato al quotidiano iberico sono sostanzialmente tre: il numero di jihadisti in Europa, l’incapacità di prevedere molti attentati, ma soprattutto la definizione del terrorismo islamico come di un “problema generazionale”. Secondo de Kerchove, “sembra evidente che quello che è successo a Barcellona, accadrà di nuovo”, perché è impossibile in generale fermare ogni tipo di soggetto autoradicalizzato con un coltello o con una patente. Per il coordinatore dell’antiterrorismo Ue, quello che deve essere chiaro, e che ha ricordato recentemente anche Jonathan Evans, dell’MI-5 britannico, ci troviamo di fronte a un problema generazionale. Non è qualcosa che si ferma in pochi mesi o in pochi anni. La lotta al terrorismo va avanti da decenni, e ogni settimana si smantellano cellule jihadiste in Europa. Se si pensa alla Spagna, nel 2015 sono stati arresti 75 jihadisti, nel 2016, 69 e soltanto nei primi otto mesi del 2017, 51 persone. Il problema è che adesso ci si trova di fronte a un numero impressionante di potenziali terroristi e di estremisti islamici che è difficile colpire in particolare perché sono in apparenza totalmente avulsi dall’archetipo del terrorista. Gli attentati di Barcellona, per esempio, segnalano come i ragazzi che hanno compiuto la strage, fino a pochi mesi prima dell’attacco erano perfettamente integrati nella società e nelle ultime settimane, pur cambiando degli atteggiamenti, non avevano in alcun modo insospettito le autorità locali di pubblica sicurezza né dato modo all’intelligence di attivarsi.</p>

<p>A questo problema di dissimulazione e di semi-integrazione che rendono difficile ed estremamente complesso il lavoro dell’antiterrorismo, si aggiungono poi i numeri, ormai spaventosi, degli islamici radicali e di coloro che condividono i valori dello jihadismo in Europa. Per de Kerchove ci sono circa 50mila islamisti in tutto il continente europeo. I dati segnalano come in Regno Unito vi siano già almeno 20mila fondamentalisti, in Francia 17mila, in Spagna 5mila, e in altri Paesi come il Belgio e i Paesi scandinavi la situazione non migliora troppo. Inoltre, a questi jihadisti di casa, si aggiunge la lista dei foreign fighters partiti per la Siria e l’Iraq ed ora già di ritorno dopo la sconfitta del Califfato. Più di un migliaio di terroristi è rientrato in Europa, e rappresentano un pericolo gravissimo per la sicurezza dei cittadini europei.</p>
<p>De Kerchove ha puntato il dito anche sulla cyber-sicurezza, per ora un tema tralasciato dal terrorismo islamico, che si è occupato di colpire i cittadini europei con bombe, accoltellamenti e usando i camion come strumento di morte. Nel futuro, il rischio di un utilizzo di internet non solo come propaganda di idee ma anche come strumento di guerra, potrebbe diventare rilevante, e pertanto è necessario che si attuino il prima possibile politiche comunitarie di tutela della sicurezza informatica dei siti nucleari, centrali elettriche e delle infrastrutture fondamentali dei Paesi. Perché il terrorismo islamico, a detta del coordinatore europeo, è qualcosa con cui dovremo convivere per molti anni, forse anche altri 20 o 30. Ed è necessario avviare prima di tutto una politica dell’antiterrorismo che anticipi le mosse di un nemico oscuro ma sempre più radicato nel cuore d’Europa.</p>
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		<title>Nella storia dell&#8217;imam di Ripollci sono tutti gli sbagli dell&#8217;Europa</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/imam-ripoll-barcellona-al-qaeda.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Aug 2017 11:55:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Al Qaeda]]></category>
		<category><![CDATA[attentati-barcellona]]></category>
		<category><![CDATA[Isis (Stato islamico)]]></category>
		<category><![CDATA[Jihadismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="975" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/LAPRESSE_20170820203228_24064221.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/LAPRESSE_20170820203228_24064221.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/LAPRESSE_20170820203228_24064221-300x195.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/LAPRESSE_20170820203228_24064221-768x499.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/LAPRESSE_20170820203228_24064221-1024x666.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Gli attentati di Barcellona e Cambrils del 17 agosto hanno avuto una figura centrale nella loro pianificazione e attuazione: lbdelbaki Es Satty, l’imam di Ripoll, il quarantenne marocchino ideologo e reclutatore del piano jihadista che ha colpito la Spagna. La sua morte, avvenuta nel covo di Alcanar, ucciso dagli stessi ordigni che stava preparando per &#8230; <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/imam-ripoll-barcellona-al-qaeda.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="975" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/LAPRESSE_20170820203228_24064221.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/LAPRESSE_20170820203228_24064221.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/LAPRESSE_20170820203228_24064221-300x195.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/LAPRESSE_20170820203228_24064221-768x499.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/LAPRESSE_20170820203228_24064221-1024x666.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Gli attentati di Barcellona e Cambrils del 17 agosto hanno avuto una figura centrale nella loro pianificazione e attuazione: lbdelbaki Es Satty, l’imam di Ripoll, il quarantenne marocchino ideologo e reclutatore del piano jihadista che ha colpito la Spagna. La sua morte, avvenuta nel covo di Alcanar, ucciso dagli stessi ordigni che stava preparando per colpire la Sagrada Familia, ci ha detto molto sulla sua importanza nell’attacco di Barcellona e soprattutto su quanto potesse essere devastante. Ma la sua vita, tutto ciò che è avvenuto prima dell’esplosione di Alcanar, racchiude in realtà ancora più informazioni. Perché nella vita di Es Satty si concentra tutto il fenomeno jihadista europeo, le falle del sistema di sicurezza delle intelligence del continente, e soprattutto il filo rosso che lega lo Stato islamico ad Al Qaeda, nonostante le loro profonde differenze.</p>

<p>Innanzitutto, va considerato un primo dato importante nell’analisi degli attentati di Barcellona e che si può rintracciare nella stessa vita di Es Satty: c’è più Al Qaeda che Isis in questo piano jihadista. E non è un caso se la vita del predicatore di Ripoll abbai intrecciato gli eventi degli attentati della stazione di Atocha del 2003 come la strage di militari italiani nella base di Nassiriya. E infatti, la radice dello jihadismo di Es Satty va rintracciata proprio nelle cellule qaediste spagnole attiva già a cavallo del 2005, quando la magistratura iberica chiese le intercettazioni telefoniche dell’imam marocchino perché considerato in grado di svolgere un ruolo attivo nello sviluppo della rete qaedista oltre che legato a molteplici cellule dormienti del terrorismo islamico nel Paese. L’arresto per spaccio di droga e i cinque anni di prigionia non hanno fatto altro che confermare questa deriva qaedista sempre presente in lui. E il motivo è da rintracciare già solo nella motivazione dell’arresto: l’uso e lo spaccio di sostanze stupefacenti. Perché un fondamentalista islamico che spaccia e utilizza droghe e che vive una vita tipica di un qualsiasi cittadino occidentale caduto nel tunnel del vizio, non può destare sospetti ed essere considerato un integralista modello tale da predicare terrore e darsi al jihad. E questa vita mimetizzata nei vizi occidentali è tipica del modello del terrorismo qaedista.</p>

<p>La sua mano si vede poi anche nel modo in cui i ragazzi che hanno preso parte agli attacchi di Barcellona si sono comportati in questi ultimi mesi. Nessuno degli abitanti della cittadina catalana aveva sospettato che quei ragazzi marocchini avessero ideali fondamentalisti. Vivevano alla occidentale, si riunivano in casa loro, frequentavano la moschea senza particolare zelo, lavoravano e non si erano mai isolati se non negli ultimi mesi. Una vita in clandestinità così come probabilmente aveva insegnato loro Es Satty e che ha portato i suoi orrendi frutti: nessuno ha mai segnalato quei ragazzi come potenziali terroristi, né la polizia catalana né le forze di sicurezza nazionali. La Spagna aveva in casa dei terroristi senza sapere nulla riguardo la loro volontà di unirsi al jihad. C’era però lui: Es Satty. Ed è forse questo il più grave errore commesso dall’intelligence spagnola e non sola. Perché se i ragazzi potevano effettivamente rimanere ignoti senza una segnalazione, il marocchino si conosceva benissimo.</p>

<p>La domanda che lascia sgomenti e che getta ombre sulle intelligence dei Paesi interessati dalle vicende della vita di Es Satty è come sia stato possibile che un uomo del genere potesse vivere tranquillamente in un paesino dei Pirenei, viaggiare in Belgio e in altri Stati del continente e continuare a fare proselitismo nonostante le segnalazioni giunte da varie parti d’Europa e le sue indubbie connessioni con le reti qaedista sia nordafricane che mediorientali. Da più di 10 anni, la sua vita intrecciava covi jihadisti, attentati che hanno scosso Spagna ed Italia. Ha viaggiato in Belgio, vera e propria fucina del terrorismo islamico in Europa, e qui ha addirittura svestito i panni del “miscredente” per dedicarsi a sermoni infuocati che furono segnalati alle autorità del Belgio e di cui queste ultime informarono la polizia spagnola dopo l’arrivo a Ripoll di Es Satty. Eppure i segnali c&#8217;erano tutti: frequentazioni, modi di agire tipici di alcune cellule takfir, documenti ritrovati nelle case di terroristi, intercettazioni telefoniche. La stessa Catalogna fu la terra dove conobbe il suo maestro jihadista, Mohamed Mrabet Fahsi, marocchino alla guida della rete basata a Villanova i La Getrù e che fu smantellata dalla polizia iberica con l’accusa di aver inviato in Iraq, già nel 2006, molti terroristi. Guà solo questo avrebbe dovuto rendere Es Satty un soggetto sotto stretta sorveglianza, eppure nulla di ciò è avvenuto. Piangiamo le morti di Barcellona e di Cambrils, ma forse dovremmo domandarci se, anche questa volta, era una strage evitabile.</p>
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		<title>I jihadisti non fermano la Catalogna  Pronta la legge per la secessione</title>
		<link>https://it.insideover.com/nazionalismi/catalogna-lindipendentismo-non-si-ferma-pronta-la-legge-per-la-secessione.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Aug 2017 14:49:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nazionalismi]]></category>
		<category><![CDATA[attentati-barcellona]]></category>
		<category><![CDATA[Catalogna]]></category>
		<category><![CDATA[secessione-catalogna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="999" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/GETTY_20170826201235_24106762.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/GETTY_20170826201235_24106762.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/GETTY_20170826201235_24106762-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/GETTY_20170826201235_24106762-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/GETTY_20170826201235_24106762-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Gli attentati di Barcellona e Cambrils non hanno fermato il processo d’indipendenza attuato dal governo della Catalogna. Lunedì, il parlamento di Barcellona ha presentato il progetto di quella che in catalano è definita “Llei de Transitorietat i Fundacional de la República”, e che i tra i media spagnoli è ormai denominata “Ley de ruptura”. In &#8230; <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/catalogna-lindipendentismo-non-si-ferma-pronta-la-legge-per-la-secessione.html">[...]</a></p>
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<p>Nonostante tutto, il parlamento ha approvato questo progetto di legge. Un progetto decisamente ambizioso, articolato in decine di articoli che vanno dal territorio, al controllo su di esso, alle leggi applicabili, al periodo di transizione e anche al problema della nazionalità, che si ritiene possa essere duplice: spagnola e catalana. Il problema però è che una legge regionale come questa ha delle lacune non irrilevanti sotto il profilo del diritto nazionale e internazionale, tanto che risulta evidente come ci si trovi di fronte a un rischio. Ci sono moltissime perplessità, poche certezze, e rischi infiniti. Innanzitutto, ammettendo anche l’ipotesi che il referendum fosse fatto &#8211; cosa che per ora è incerta &#8211; sarebbe chiaro che ci si troverebbe di fronte a un sovvertimento dell’ordine pubblico in grado di attivare le forze dell’ordine. La Spagna ha già previsto un piano di utilizzo di Guardia Civil, Policia Nacional e delle forze armate in caso in cui gli indipendentisti decidano di perseguire questa idea aprendo le urne. Questo non vorrà dire vedere i carri armati per Barcellona, ma semplicemente l’intervento della forza pubblica per smantellare seggi e arrestare i colpevoli.</p>

<p>Anche ammesso che il referendum si svolga e che vinca il “sì”, per ora i sondaggi non rivelano questa possibilità, ci sarebbe poi il problema non indifferente di una Catalogna fuori dalla Spagna, fuori dall’Unione Europea e fuori da qualunque trattato. Gli Stati europei già hanno confermato di non appoggiare il referendum catalano, e, nonostante molti appoggi politici, specie nella sinistra radicale e in alcuni fronti indipendentisti, Puigdemont è isolato. In Europa, Bruxelles si è mostrata accondiscendente verso un sistema regionalista come quello voluto dai baschi, interni alla Spagna ma profondamente autonomi. Al contrario, la secessione da uno Stato membro sarebbe un pericolo per la stabilità di tutto il sistema europeo. L’isolamento europeo si tradurrebbe in una Catalogna fuori dall’Unione, nonostante gli indipendentisti catalani si considerino come la regione più europea della Spagna, tanto che nella legge di rottura c’è scritto che l’eventuale repubblica catalana considererebbe vigenti tutti i trattati e tutte le norme approvate in sede europea anche senza appartenervi più. Un messaggio molto chiaro verso Bruxelles che però sembra non aver fatto breccia, soprattutto perché Madrid, in particolare dopo gli attentati, non può diventare il ventre molle dell’Ue. E pertanto, l’unica alternativa plausibile per la Catalogna sarà rimanere uno Stato estraneo all’Ue e con un vicino come la Spagna che apporrebbe il veto a qualsiasi richiesta di membership da parte di Barcellona ai trattati europei.</p>

<p>Altro tema particolarmente delicato in questi giorni è quello della sicurezza. La ferita dell’attentato di Barcellona è profonda, e l’opinione pubblica catalana è consapevole che i problemi legati alla sicurezza sarebbero enormi. La legge prevede un cospicuo controllo delle frontiere e la volontà della Generalitat di avere il controllo del territorio tramite le forze di polizia della Catalogna, prima fra tutti i Mossos d’Esquadra. Ma tutto ciò potrebbe non bastare, e il terrorismo internazionale è certamente uno dei problemi più evidenti: in molti si domandano se un Catalogna autonoma non si possa trasformare in un nuovo Belgio con enclave islamiste incontrollate ma soprattutto senza più quei legami effettivi con le intelligence europea e con quella spagnola. Senza contare che per fare questo occorrono soldi, e già solo la Spagna vanta con la Catalogna 75 miliardi di crediti finora ripagati dalle leggi finanziare di Madrid.  </p>
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		<title>Altro che &#8220;isola felice&#8221;:  il Marocco è una fabbrica di jihadisti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Aug 2017 11:53:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Al Qaeda]]></category>
		<category><![CDATA[attentati-barcellona]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="999" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/LAPRESSE_20170820202913_24064164.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/LAPRESSE_20170820202913_24064164.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/LAPRESSE_20170820202913_24064164-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/LAPRESSE_20170820202913_24064164-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/LAPRESSE_20170820202913_24064164-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Migliaia di foreign fighters partiti per l’Iraq e la Siria, cellule terroriste in giro per l’Europa, jihadismo collegato con il narcotraffico e con la tratta dei migranti. Chi pensava che il Marocco fosse l’isola felice dell’Africa settentrionale, probabilmente ha sbagliato. Il regno di Mohammed VI non è per niente un’oasi di pace in un mondo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/altro-isola-felice-marocco-fabbrica-jihadisti.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="999" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/LAPRESSE_20170820202913_24064164.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/LAPRESSE_20170820202913_24064164.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/LAPRESSE_20170820202913_24064164-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/LAPRESSE_20170820202913_24064164-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/LAPRESSE_20170820202913_24064164-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Migliaia di foreign fighters partiti per l’Iraq e la Siria, cellule terroriste in giro per l’Europa, jihadismo collegato con il narcotraffico e con la tratta dei migranti. Chi pensava che il Marocco fosse l’isola felice dell’Africa settentrionale, probabilmente ha sbagliato. Il regno di<strong> Mohammed VI</strong> non è per niente un’oasi di pace in un mondo in guerra, ma è semplicemente un’altra faccia di come il terrorismo internazionale di matrice islamista abbia rafforzato la sua rete e si muova nell’ombra. Il Marocco non ha avamposti di <em>Daesh</em> che combattono nel suo territorio, non ha subito attentati devastanti, non ha moti di rivolta connotati dall’islam radicale &#8211; ad eccezione dei moti del Rif, che comunque possiedono una loro peculiarità storica e culturale. Ma questo non esime il regno di Rabat dall’essere uno dei Paesi-chiave dell’islamismo radicale.</p>

<p>Il Marocco non è un’isola felice, ma un sistema del tutto unico nel panorama del terrorismo internazionale. Il fatto che sia rimasto nell’oscurità rispetto ad altri Paesi, è in realtà dovuto principalmente al fatto che la furia degli attentati terroristici non lo abbia ancora colpito. Tuttavia, questa sorta di “pax” del terrorismo ha creato una percezione collettiva del Marocco non realistica, riducendo la sua importanza nel terrorismo internazionale, quasi che fosse un territorio libero da certi rischi. Purtroppo, i recenti attentati in Europa, così come i dati sulle partenze dei miliziani, mostrano una realtà ben diversa: il Marocco è preda del terrorismo internazionale. Ma con una differenza rispetto agli altri Paesi, e cioè che il Marocco è oggetto di reclutamento, ma non di attacchi, diventando in pratica uno dei principale hub dello jihadismo.</p>

<p>Dal Marocco sono partiti i giovani che hanno colpito Barcellona, Turku, Bruxelles e Parigi. Dal Marocco sono partiti migliaia di foreign fighters per combattere in Iraq, Siria e Libia. Un numero impressionante di marocchini è coinvolto in varie forme nel terrorismo internazionale e l’intelligence europea non è ignara di questa minaccia. Lo jihadismo marocchino è, infatti, molto più sottile e ramificato rispetto a quello di altri Paesi, perché si fonda su organizzazioni non soltanto ideologiche, ma soprattutto criminali. La povertà, l’emarginazione sociale e la mancanza di lavoro, sono elementi su cui si basa non soltanto la politica di reclutamento del Califfato, ma anche quella della criminalità organizzata, che in Marocco si fonda sul traffico dei migranti e sul narcotraffico. Droga, emigrazione, jihadismo, formato tre binari del terrore che si uniscono e formano un blocco pericolosissimo per la sicurezza europea, e la Spagna, in particolare, è il primo Paese ad essere minacciato da questa situazione esplosiva, non solo per la vicinanza geografica al Marocco, ma anche per la presenza di Ceuta e Melilla. Le due enclave sono un punto nevralgico del terrorismo internazionale, perché una volta infiltrati nelle due città, i terroristi si sono automaticamente infiltrati in Europa.</p>

<p>[Best_Wordpress_Gallery id=&#8221;626&#8243; gal_title=&#8221;FAMIGLIA MAROCCHINA TERRORISTA DI BARCELLONA&#8221;]</p>
<p>L’intelligence di Madrid ha da tempo intavolato rapporti di collaborazione strettissimi con le forze di sicurezza marocchine. Rabat si è dimostrata disposta a collaborare, ed ha attivato operazioni delle forze dell’ordine su tutto il territorio per contrastare in particolare il traffico di armi, droga e di migranti.<strong> Nella lotta al terrorismo islamico, il governo marocchino si è impegnato con lo smantellamento di centinaia di cellule jihadiste e aiutando le forze occidentali nell’individuare le minacce per gli altri Paesi</strong>, ma il problema vero risiede nel fatto che il risveglio del terrorismo islamico in Nord Africa rischia di trovare un Marocco completamente impreparato e privo di fondi per far fronte a fenomeni che potrebbero presto coinvolgerlo. Il flusso di migranti è in aumento, e con esso i rischi che i gruppi legati ad Al Qaeda nel Maghreb si finanzino e trovino nuovi combattenti. Secondo gli ultimi dati, la rotta dell’Africa occidentale sta diventando sempre più utilizzata dai trafficanti di uomini, e questo innesca un pericoloso circuito di traffici che passano in territori controllati dalla criminalità organizzata e legati anche al terrorismo islamico. Traffici che arrivano in Spagna e che si legano allo jihadismo iberico, fomentando quindi una filiera che unisce il Nordafrica all’Europa utilizzando le centrali terroristiche presenti in territorio spagnolo. Una minaccia da non sottovalutare, e che l’attentato delle Ramblas ha dimostrato essere tutt’altro che remota: il Marocco è tutt’altro che escluso dal terrorismo islamico. Il fatto che sia passato nell’ombra potrebbe anzi averlo trasformato in uno degli avamposti più pericolosi per l’Europa.</p>
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