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	<title>Assemblea generale dell&#039;Onu Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Thu, 25 Sep 2025 15:48:58 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Assemblea generale dell&#039;Onu Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Il riconoscimento della Palestina tra simbolo e realtà</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/il-riconoscimento-della-palestina-tra-simbolo-e-realta.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Sep 2025 15:48:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Assemblea generale dell&#039;Onu]]></category>
		<category><![CDATA[Palestina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/GAZA-FOTO-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Il riconoscimento della Palestina tra simbolo e realtà" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/GAZA-FOTO-2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/GAZA-FOTO-2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/GAZA-FOTO-2-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/GAZA-FOTO-2-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/GAZA-FOTO-2-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/GAZA-FOTO-2-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>"Mentre il genocidio di Gaza continua senza tregua e i coloni imperversano in Cisgiordania insieme all'esercito, il mondo ha adempiuto al suo dovere minimo riconoscendo uno Stato che probabilmente non nascerà mai.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-riconoscimento-della-palestina-tra-simbolo-e-realta.html">Il riconoscimento della Palestina tra simbolo e realtà</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/GAZA-FOTO-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Il riconoscimento della Palestina tra simbolo e realtà" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/GAZA-FOTO-2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/GAZA-FOTO-2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/GAZA-FOTO-2-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/GAZA-FOTO-2-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/GAZA-FOTO-2-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/GAZA-FOTO-2-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>&#8220;Il giorno in cui le Nazioni Unite hanno tenuto una conferenza ad alto livello sulla soluzione dei due Stati e 10 Paesi occidentali si sono aggiunti alla lunga lista dei Paesi che avevano già riconosciuto lo stato immaginario, la Alon Road era quasi priva di veicoli palestinesi. La maggior parte delle strade della Cisgiordania è ora bloccata da cancelli di ferro che vengono aperti e chiusi a piacimento dai comandanti dell&#8217;esercito israeliano&#8221;. Così inizia un articolo di Gideon Levy su <a href="https://www.haaretz.com/opinion/2025-09-25/ty-article/.premium/recognition-without-rescue-the-worlds-hollow-gift-to-palestinians/00000199-7d35-df8f-afbd-fd7de2010000" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Haaretz</a>.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.haaretz.com/opinion/2025-09-25/ty-article/.premium/recognition-without-rescue-the-worlds-hollow-gift-to-palestinians/00000199-7d35-df8f-afbd-fd7de2010000"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A1-H-1-1024x291.jpg" alt="Recognition Without Rescue: The World's Hollow Gift to Palestinians" class="wp-image-78430"/></a></figure>



<p>&#8220;Nel giorno in cui 159 stati riconoscevano lo Stato dei sogni, il pastore 81enne Sadek Farhana giaceva a casa, gemendo di dolore. Il giorno prima, i coloni lo avevano picchiato senza pietà [&#8230;]&#8221;, rubandogli le pecore. &#8220;Suo nipote sedeva accanto a lui con la testa fasciata: anche lui era rimasto ferito nella rapina dei coloni. La polizia israeliana si è affrettata ad accusare falsamente i pastori palestinesi&#8221; di aver rubato agli aggressori&#8230;</p>



<p>&#8220;Nel giorno in cui il presidente francese celebrava la vittoria diplomatica, la realizzazione di uno Stato palestinese sembrava più lontana che mai. Mai come in questo momento il sogno di questo Stato è sembrato così scollegato dalla realtà. Al presidente dello Stato in divenire, Mahmoud Abbas, non è stato nemmeno permesso di recarsi negli Stati Uniti per partecipare alla conferenza che avrebbe discusso del suo Paese, una palese violazione dell&#8217;accordo stipulato con le Nazioni Unite da parte degli Stati Uniti&#8221;.</p>



<p>&#8220;Proprio in quel momento, l&#8217;uomo più ricercato dalla Corte Penale Internazionale, Benjamin Netanyahu, accusato di aver commesso crimini contro l&#8217;umanità, si stava preparando per il suo viaggio a New York. Il presidente dello Stato che ormai quasi tutto il mondo &#8216;riconosce&#8217; partecipa all&#8217;Assemblea Generale tramite collegamento video, mentre il ricercato numero uno della CPI parlerà in aula dal podio&#8221;.</p>



<p>&#8220;Nel giorno in cui il mondo ha riconosciuto lo Stato palestinese, 61 persone sono state uccise a Gaza, più o meno lo stesso numero del giorno prima e del giorno dopo, come è successo ogni giorno negli ultimi mesi. Il riconoscimento non ha salvato e non salverà nemmeno un bambino di Gaza dalle bombe. Gaza non è abitabile e la situazione per i palestinesi che vivono in Cisgiordania sta gradualmente diventando simile. È improbabile che l&#8217;anziano pastore picchiato abbia sentito parlare del riconoscimento&#8221;.</p>



<p>&#8220;Le dichiarazioni britanniche e francesi non hanno cambiato nulla per lui; e se anche si fossero unite Andorra e Monaco, il suo destino sarebbe rimasto immutato; le pecore che gli sono state rubate non gli sarebbero state restituite nemmeno se il Lussemburgo si fosse unito alla lista. Il mondo, e in particolare l&#8217;ipocrita Europa, questa settimana ha reso omaggio alle vittime di Gaza e della Cisgiordania con un&#8217;altra dichiarazione di intenti&#8221;.</p>



<p>&#8220;Mentre il genocidio di Gaza continua senza tregua e i coloni imperversano in Cisgiordania insieme all&#8217;esercito, il mondo ha adempiuto al suo dovere minimo riconoscendo uno Stato che probabilmente non nascerà mai. Quanto è facile riconoscerlo, quanto è difficile fermare il genocidio! Israele, come al solito, ha gridato &#8216;all&#8217;antisemitismo&#8217;. <strong>Tutti i partiti ebraici dell&#8217;opposizione israeliana – compresi i Democratici di Yair Golan – si sono schierati con il governo nel condannare il riconoscimento</strong>&#8220;.</p>



<p>&#8220;Chiunque, come me, sperasse disperatamente in una drastica mossa d&#8217;emergenza da parte del mondo per fermare immediatamente e anzitutto le uccisioni e le distruzioni sistematiche a Gaza, ha invece ottenuto una mossa che non farà che peggiorare la situazione. I capi di Stato ora possono rassicurare se stessi e i loro agitati cittadini: abbiamo punito il criminale e premiato la vittima. Non dobbiamo più muovere un dito per Gaza, abbiamo fatto la nostra parte&#8221;.</p>



<p>&#8220;Tragicamente, riconoscere uno Stato palestinese adesso è assurdo, quasi folle. Al momento non esiste un partner per una soluzione a due Stati, né in Israele né in Palestina. Gaza è stata distrutta e non c&#8217;è più spazio in Cisgiordania per uno Stato che non sia un agglomerato di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Bantustan" target="_blank" rel="noreferrer noopener">bantustan</a>. Volete salvare ciò che resta di Gaza? Devono essere imposte immediatamente delle sanzioni dure contro Israele&#8221;.</p>



<p>Considerazioni condivisibili, anche se riteniamo che il riconoscimento della Palestina sia un passo di qualche rilevanza, per quanto simbolico. La storia spesso demanda al futuro il dipanarsi di un disegno in principio non visibile. Resta, però, l&#8217;ipocrisia europea, e forse più un crimine che un&#8217;ipocrisia laddove ha puntato tutto su questo passo evitando, nel frattempo, di prendere iniziative più incisive.</p>



<p>Mentre tutto ciò accadeva all&#8217;Onu, Trump &#8211; al quale è pervenuta una <a href="https://www.timesofisrael.com/hamas-pens-letter-to-trump-asking-for-60-day-truce-in-exchange-for-freeing-half-of-hostages/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">missiva di Hamas</a> con annessa profferta di tregua &#8211; incontrava i leader dei Paesi arabi e musulmani giunti a New York per partecipare all&#8217;Assemblea generale. Come annota il <a href="https://www.timesofisrael.com/trump-presented-comprehensive-plan-to-end-gaza-war-in-un-meeting-with-muslim-leaders/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Timesofisrael</a>, il presidente degli Stati Uniti ha presentato un piano di pace approfondito per Gaza, al quale hanno aderito i convenuti.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.timesofisrael.com/trump-presented-comprehensive-plan-to-end-gaza-war-in-un-meeting-with-muslim-leaders/"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A2-TOI-11-1024x377.jpg" alt="Trump presented comprehensive plan to end Gaza war in UN meeting with Muslim leaders" class="wp-image-78432"/></a></figure>



<p>Steve Witkoff, il mediatore della prima ora tra Hamas e Israele, da tempo silente, è <a href="https://www.timesofisrael.com/us-envoy-witkoff-confident-of-gaza-breakthrough-in-coming-days-as-peace-plan-floated/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">tornato a parlare</a> per dichiararsi fiducioso sul fatto che nei prossimi giorni si possa registrare una svolta e raggiungere un accordo che ponga fine al genocidio (loro lo definiscono guerra).</p>



<p>Secondo una fonte del <a href="https://www.timesofisrael.com/trump-presented-comprehensive-plan-to-end-gaza-war-in-un-meeting-with-muslim-leaders/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Timesofisrael</a>, nell&#8217;incontro con i leader dei Paesi arabi e musulmani Trump avrebbe anche dichiarato che non avrebbe permesso a Tel Aviv di annettere la Cisgiordania. Sviluppo sul quale l&#8217;Arabia Saudita &#8211; che di recente ha siglato un patto di mutua difesa con il Pakistan (dotato dell&#8217;atomica) &#8211; aveva inviato un <a href="https://www.timesofisrael.com/saudis-said-to-warn-israel-move-to-annex-west-bank-would-be-a-red-line/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">duro monito</a> a Israele, dichiarando che ciò oltrepasserebbe una linea rossa, da cui inevitabili conseguenze. E sono di ieri le <a href="https://www.timesofisrael.com/liveblog_entry/fm-saar-israel-discussing-annexation-only-of-settlements-not-pa-ruled-areas/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dichiarazioni</a> del ministro degli Esteri Gideon Sa&#8217;ar secondo il quale l&#8217;annessione &#8220;non è nei propositi&#8221; di Tel Aviv.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.timesofisrael.com/liveblog_entry/fm-saar-israel-discussing-annexation-only-of-settlements-not-pa-ruled-areas/"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A4-TOI-7-1024x353.jpg" alt="FM Sa’ar: Israel not considering annexation of PA-controlled West Bank areas, may extend Israeli law to settlements" class="wp-image-78434"/></a></figure>



<p>Tanto si doveva per dovere di cronaca, che pure deve registrare ciò che accade nonostante lo scetticismo del cronista che deve renderne conto. Anche perché, dopo l&#8217;intervento alle Nazioni Unite, nel quale ribadirà le usate nefendezze retoriche, Netanyahu avrà un incontro con Trump, al quale ricorderà il dovere di obbedienza (magari rimodulando il ricatto col quale l&#8217;ha aggiogato da tempo). Sperare che Trump resista è arduo, ma resta d&#8217;obbligo.</p>



<p><em>Piccolenote è collegato da affinità elettive a&nbsp;<a href="https://it.insideover.com/">InsideOver</a>. Invitiamo i nostri lettori a prenderne visione e, se di gradimento, a sostenerlo tramite&nbsp;<a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">abbonamento</a></em>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Gli aiuti a Kiev, i migranti premono in Egitto, l&#8217;accusato dell&#8217;11 settembre non processabile: cos&#8217;è successo oggi nel mondo</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/gli-aiuti-a-kiev-i-migranti-premono-in-egitto-laccusato-dell11-settembre-non-processabile-cose-successo-oggi-nel-mondo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Allegra Filippi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Sep 2023 16:58:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Assemblea generale dell&#039;Onu]]></category>
		<category><![CDATA[Carcere di Guantanamo]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto israelo-palestinese]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Sudan]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/AYq8dDV_EhBTRHBRfDVO_FOTOGRAMMA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/AYq8dDV_EhBTRHBRfDVO_FOTOGRAMMA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/AYq8dDV_EhBTRHBRfDVO_FOTOGRAMMA-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/AYq8dDV_EhBTRHBRfDVO_FOTOGRAMMA-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/AYq8dDV_EhBTRHBRfDVO_FOTOGRAMMA-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/AYq8dDV_EhBTRHBRfDVO_FOTOGRAMMA-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/AYq8dDV_EhBTRHBRfDVO_FOTOGRAMMA-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/AYq8dDV_EhBTRHBRfDVO_FOTOGRAMMA-2048x1366.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Zelensky, in visita al Congresso Usa, riesce a portare a casa 325 milioni di dollari ma non tutto il Congresso lo sostiene ancora. Con lo scoppio della guerra in Sudan gli immigrati verso l&#8217;Egitto hanno raggiunto numeri enormi, e ora Il Cairo chiede aiuto all&#8217;Ue. Netanyahu mostra una mappa senza la Palestina durante l&#8217;Assemblea generale &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/gli-aiuti-a-kiev-i-migranti-premono-in-egitto-laccusato-dell11-settembre-non-processabile-cose-successo-oggi-nel-mondo.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/gli-aiuti-a-kiev-i-migranti-premono-in-egitto-laccusato-dell11-settembre-non-processabile-cose-successo-oggi-nel-mondo.html">Gli aiuti a Kiev, i migranti premono in Egitto, l&#8217;accusato dell&#8217;11 settembre non processabile: cos&#8217;è successo oggi nel mondo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/AYq8dDV_EhBTRHBRfDVO_FOTOGRAMMA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/AYq8dDV_EhBTRHBRfDVO_FOTOGRAMMA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/AYq8dDV_EhBTRHBRfDVO_FOTOGRAMMA-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/AYq8dDV_EhBTRHBRfDVO_FOTOGRAMMA-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/AYq8dDV_EhBTRHBRfDVO_FOTOGRAMMA-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/AYq8dDV_EhBTRHBRfDVO_FOTOGRAMMA-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/AYq8dDV_EhBTRHBRfDVO_FOTOGRAMMA-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/AYq8dDV_EhBTRHBRfDVO_FOTOGRAMMA-2048x1366.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Zelensky, in visita al Congresso Usa, riesce a portare a casa 325 milioni di dollari ma non tutto il Congresso lo sostiene ancora. Con lo scoppio della guerra in Sudan gli immigrati verso l&#8217;Egitto hanno raggiunto numeri enormi, e ora Il Cairo chiede aiuto all&#8217;Ue. Netanyahu mostra una mappa senza la Palestina durante l&#8217;Assemblea generale dell&#8217;Onu. L&#8217;India fa un passo avanti verso l&#8217;uguaglianza di genere introducendo le quote rosa in seno al Parlamento. Gli orrori di Guantanamo tornano a galla dopo che una delle menti dell&#8217;11 settembre è stato dichiarato non idoneo a testimoniare a causa delle torture subite durante la prigionia. <strong>Ecco le cinque notizie del giorno </strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Aiuto indiscusso a Kiev ma Congresso diviso</h2>



<p>L’incontro di <strong>Biden</strong> e <strong>Zelensky</strong> ha portato i suoi frutti. Gli Stati Uniti sbloccheranno <strong>325 milioni </strong>di dollari in aiuti a Kiev. &#8220;È esattamente ciò di cui i nostri soldati hanno bisogno”, ha dichiarato Zelensky. Biden ha ribadito la posizione di Washington senza equivoci, &#8220;Siamo con voi e restiamo con voi”. Gli aiuti comprendono missili di difesa aerea, munizioni per lanciarazzi multipli Himars, armi anticarro, munizioni di artiglieria, tra queste quelle a grappolo e i carri armati Abrams. Se gli aiuti sono arrivati e il sostegno è rimasto immutato, la visita di Zelensky ha avuto connotati diversi. Durante il primo incontro era stato accolto da eroe, adesso gli incontri sono avvenuti a porte chiuse. La ragione è semplice: la spaccatura in seno al <strong>Congresso</strong>. A Capitol Hill non tutti sono in accordo con la linea presidenziale. La stanchezza nei confronti della guerra è palpabile, soprattutto tra i <strong>repubblicani</strong>. Inoltre la crisi che sta colpendo Biden mette in cattiva luce anche la vicinanza a Kiev, con l’avversario Trump che continua a ritenere la guerra in Ucraina inutile e a mantenere una posizione positiva nei confronti del presidente russo <strong>Putin</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’Egitto chiede soldi all’Europa per contenere i flussi migratori dopo lo scoppio della guerra in Sudan</h2>



<p>A margine della sessione dell&#8217;<strong>Assemblea generale delle Nazioni Unite</strong>, il ministro degli esteri egiziano <strong>Sameh Shoukry,</strong> ha presentato una richiesta di aiuti finanziari alla commissaria europea per gli Affari migratori, <strong>Ylva Johansson</strong>. Shoukry &#8220;ha chiesto di aumentare il volume degli aiuti finanziari all&#8217;Egitto per far fronte agli oneri aggiuntivi derivanti dai crescenti afflussi di <strong>migranti</strong> nel Paese e migliorare la capacità di accoglienza dell&#8217;Egitto al fine di ridurre significativamente il flusso di immigrazione irregolare attraverso il Paese”, dice una nota del ministero degli esteri egiziano. La richiesta non arriva a caso. Il conflitto che si sta inasprendo in <strong>Sudan</strong>, Paese di confine con l’Egitto, sta portando inevitabilmente a un ingente flusso migratorio. Infatti secondo i dati forniti da Il Cairo, l’Egitto è passato da ospitare 9 milioni di rifugiati a quasi <strong>310mila</strong>, per la maggior parte sudanesi. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Un futuro mediorientale senza la Palestina? Sì, secondo una mappa mostrata da Netanyahu</h2>



<p>Durante l’Assemblea generale dell’Onu ha preso parola il premier israeliano <strong>Benjamin Netanyahu</strong> che ha lodato il piano di Biden di creare un “<strong>Nuovo Medio Oriente</strong>”, omettendo però la Palestina. &#8220;Costruiremo un nuovo corridoio di pace e prosperità che colleghi l&#8217;Asia attraverso gli Emirati Arabi Uniti, l&#8217;Arabia Saudita, la Giordania, Israele all’Europa”, ha dichiarato. Bibi fa riferimento proprio a quel corridoio economico e infrastrutturale che intende collegare India, Medio Oriente e Europa presentato da Biden in occasione del G20 in India. La mappa presentata però esclude i Territori palestinesi, ovvero <strong>Gaza</strong> e <strong>Cisgiordania</strong>, inglobandole direttamente dentro allo stato ebraico.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dopo un iter di 27 anni, l’India dà il via alle quote rosa</h2>



<p>Malgrado l’<strong>India</strong> abbia avuto leader politiche conosciute e apprezzate a livello internazionale, a partire da <strong>Indira Gandhi</strong>, che fu la seconda donna a diventare premier nel mondo, la presenza femminile nelle istituzioni è molto bassa. Nel parlamento si contano solo 104 donne su 788 eletti. Adesso però il Paese si avvia verso una decisione storica. La Camera alta del Parlamento ha deciso di assegnare il <strong>33% dei seggi </strong>della Camera bassa e dei diversi Parlamenti nazionali alle <strong>donne</strong>. &#8220;Un passo storico, un momento cruciale nel viaggio democratico del nostro paese”, ha dichiarato entusiasta il presidente Modi sul suo account Twitter. Una simile proposta era stata presentata nel 1996 e respinta per ben sei volte negli ultimi 27 anni. L’India si avvia quindi verso un futuro che prospetta la volontà di una maggiore inclusione di genere.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Si riaccendono i riflettori sulle torture di Guantanamo: uno delle menti dell’11 settembre non può essere processato perché distrutto dalle torture</h2>



<p>Era il 2006 e una delle menti dell’attacco terroristico dell’11 settembre, lo yemenita <strong>Ramzi bin al-Shibh</strong>, veniva trasferito nella prigione di <strong>Guantanamo</strong>, a Cuba. Adesso al-Shibh è stato riconosciuto non in grado di sostenere un processo. È il colonnello <strong>Matthew McCall</strong>, giudice militare di Guantanamo, ad averlo deciso. Al-Shabib sarebbe stato &#8220;<strong>torturato</strong> dagli agenti della Cia e per questo soffre di stress post traumatico, di psicosi e di un disturbo delirante”, riferisce il suo avvocato <strong>David Bruck</strong>, &#8220;non è psicologicamente in grado di difendersi, di affrontare un processo, né di dichiararsi colpevole” nel procedimento preliminare che avrebbe dovuto prendere il via oggi. Sempre secondo i suoi avvocati, le torture inflitte e chiamate tecniche di interrogatorio potenziate, prevedevano la privazione del sonno, il waterboarding e le percosse. Il caso di al-Shabib riaccende i riflettori su una delle pagine più oscure della lotta al terrorismo americano, quello della prigione di Guantanamo. La prigione venne aperta l’11 gennaio del 2002 in seguito all’attacco alle Torri gemelle.&nbsp;</p>
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