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	<title>Anthropic Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Thu, 18 Jun 2026 15:58:06 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Anthropic Archives - InsideOver</title>
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		<title>Il bando di Trump sull&#8217;accesso straniero ad Anthropic: l&#8217;IA da tecnologia commerciale a strumento politico</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-bando-di-trump-sullaccesso-straniero-ad-anthropic-lia-da-tecnologia-commerciale-a-strumento-politico.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 15:58:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Anthropic]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza artificiale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="612" height="376" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/istockphoto-2185337747-612x612-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/istockphoto-2185337747-612x612-1.jpg 612w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/istockphoto-2185337747-612x612-1-300x184.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/istockphoto-2185337747-612x612-1-600x369.jpg 600w" sizes="(max-width: 612px) 100vw, 612px" /></p>
<p>Washington vuole che l’AI americana conquisti il mondo, ma solo se  l’innovazione resta sotto il controllo della sicurezza nazionale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-bando-di-trump-sullaccesso-straniero-ad-anthropic-lia-da-tecnologia-commerciale-a-strumento-politico.html">Il bando di Trump sull&#8217;accesso straniero ad Anthropic: l&#8217;IA da tecnologia commerciale a strumento politico</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="612" height="376" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/istockphoto-2185337747-612x612-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/istockphoto-2185337747-612x612-1.jpg 612w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/istockphoto-2185337747-612x612-1-300x184.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/istockphoto-2185337747-612x612-1-600x369.jpg 600w" sizes="(max-width: 612px) 100vw, 612px" /></p>
<p>Per comprendere la portata del caso <strong>Anthropic </strong>bisogna andare oltre la vicenda tecnica che ha coinvolto <strong>Claude Fable 5</strong> e <strong>Claude Mythos 5</strong>. Non siamo di fronte a un semplice episodio di regolazione tecnologica o a un contenzioso tra un’azienda privata e il governo federale. Siamo probabilmente davanti a uno dei primi segnali concreti di una trasformazione più profonda: <strong>il passaggio dell’intelligenza artificiale da tecnologia commerciale a tecnologia geopolitica.</strong></p>



<p>Negli ultimi trent’anni la globalizzazione digitale si è basata su un principio relativamente semplice. Gli Stati Uniti innovavano, il resto del mondo adottava. Era accaduto con Internet, con i sistemi operativi, con i motori di ricerca, con i social network, con il <em>cloud computing </em>e con buona parte dell’economia digitale contemporanea. La forza americana non derivava soltanto dalla superiorità tecnologica, ma anche <strong>dalla capacità di rendere quella tecnologia globale. </strong>Più il mondo utilizzava prodotti statunitensi, più aumentava il peso economico e politico di Washington.</p>



<p><strong>L’intelligenza artificiale sembrava destinata a seguire lo stesso percorso. </strong>OpenAI, Anthropic, Google, Meta e Microsoft si stavano preparando a esportare modelli sempre più avanzati verso aziende, governi, università e cittadini di tutto il pianeta. L’AI americana avrebbe dovuto diventare la nuova infrastruttura cognitiva globale, una sorta di sistema operativo dell’economia del XXI secolo. La decisione che ha coinvolto Anthropic suggerisce invece che <strong>questa strategia potrebbe essere incompatibile con le nuove priorità della sicurezza nazionale americana.</strong></p>



<p>Perché il problema, dal punto di vista di Washington, è che l’intelligenza artificiale più avanzata non viene più percepita come un software. Viene percepita come una forma di potere. Quando ChatGPT venne lanciato nel 2022, il dibattito riguardava soprattutto gli effetti sul lavoro, sull’istruzione e sulla produttività. Nel 2026 il quadro è radicalmente diverso. Oggi i modelli più avanzati vengono valutati anche in base alle loro capacità di contribuire alla ricerca farmaceutica, alla progettazione industriale, all’ingegneria dei materiali, all’analisi militare, alla cybersicurezza e perfino alla ricerca biologica.</p>



<p>La stessa Anthropic, presentando Claude Mythos 5, ha sostenuto che il modello fosse in grado di contribuire alla generazione di ipotesi scientifiche innovative e di accelerare alcuni processi di ricerca avanzata. Se un sistema possiede realmente capacità di questo livello, allora il ragionamento che emerge negli ambienti della sicurezza nazionale diventa quasi inevitabile: <strong>perché concedere liberamente a qualsiasi cittadino straniero uno strumento che potrebbe contribuire ad aumentare il potenziale scientifico, economico e tecnologico di un altro Paese?</strong></p>



<p>Questa è la stessa logica che negli ultimi anni ha guidato le restrizioni americane sui semiconduttori avanzati destinati alla Cina. Per molto tempo Washington aveva considerato i chip una normale merce di esportazione. Quando però è diventato evidente che i semiconduttori rappresentavano il cuore della competizione tecnologica globale, la loro circolazione ha iniziato a essere sottoposta a controlli sempre più rigidi. <strong>L’AI sembra avviarsi lungo una traiettoria analoga.</strong> La differenza è che nel caso dei chip esiste un oggetto fisico da controllare. Nel caso dell’intelligenza artificiale, invece, ciò che viene esportato è molto più difficile da definire. Non si tratta di una macchina, né di un software installato localmente. Si tratta di una capacità accessibile attraverso il cloud. Ed è proprio questa caratteristica a rendere il caso Anthropic particolarmente significativo.</p>



<p>L’aspetto più interessante della vicenda è che mette in crisi l’intero modello economico dell’industria dell’intelligenza artificiale. Per anni le grandi aziende della Silicon Valley hanno costruito il proprio valore sulla possibilità di servire clienti globali. L’intera logica del <em>cloud computing</em> si basa sul fatto che un sistema possa essere utilizzato contemporaneamente da utenti distribuiti in qualsiasi parte del pianeta. La forza di OpenAI, Microsoft, Google o Anthropic deriva proprio dalla loro dimensione internazionale. Se però il governo americano inizia a considerare i modelli più avanzati alla stregua di una tecnologia strategica, la situazione cambia radicalmente. A quel punto emerge una domanda fondamentale: chi deve avere accesso a queste capacità? La risposta tradizionale del mercato sarebbe semplice: chiunque sia disposto a pagare. <strong>La risposta della sicurezza nazionale è molto diversa: soltanto chi non rappresenta un rischio</strong>.</p>



<p>Il problema è che tra queste due logiche esiste una tensione quasi insanabile. Più un modello diventa potente, più aumenta la pressione politica per limitarne la diffusione. Più se ne limita la diffusione, più si riduce il mercato potenziale. Più si riduce il mercato, più diventa difficile sostenere economicamente investimenti che ormai richiedono decine di miliardi di dollari. In altre parole, <strong>il successo stesso dell’intelligenza artificiale rischia di trasformarsi in un problema per le aziende che la sviluppano.</strong></p>



<p>Il cuore della vicenda non è tanto il divieto in sé, quanto il meccanismo giuridico che lo rende possibile. Secondo quanto comunicato da Anthropic, l&#8217;azienda ha ricevuto una <strong>direttiva basata sulle normative statunitensi di controllo delle esportazioni</strong>, un insieme di regole normalmente utilizzate per tecnologie considerate sensibili per la sicurezza nazionale, come componenti militari, semiconduttori avanzati, software crittografici o tecnologie dual use.</p>



<p>Nel caso di Claude Fable 5 e Claude Mythos 5, l&#8217;amministrazione statunitense avrebbe applicato il principio del cosiddetto <em><strong>deemed export</strong></em>, secondo cui non è necessario spedire fisicamente una tecnologia fuori dagli Stati Uniti affinché si configuri un&#8217;esportazione. Anche consentire l&#8217;accesso a una tecnologia avanzata da parte di un cittadino straniero può essere considerato, dal punto di vista legale, una forma di esportazione. Questo significa che il divieto non riguarda soltanto utenti che si trovano all&#8217;estero. <a href="https://www.anthropic.com/news/fable-mythos-access">Secondo la direttiva descritta da Anthropic</a>, anche un cittadino britannico, francese, italiano o canadese che vive e lavora negli Stati Uniti potrebbe essere escluso dall&#8217;utilizzo dei modelli interessati. <strong>La restrizione, infatti, sarebbe basata sulla nazionalità dell&#8217;utente e non sulla sua posizione geografica</strong>. Per questo motivo la misura avrebbe coinvolto persino dipendenti stranieri della stessa Anthropic.</p>



<p>Dal punto di vista pratico il ban non implica la rimozione dei modelli dai server o la loro distruzione. I modelli restano operativi all&#8217;interno dell&#8217;infrastruttura cloud dell&#8217;azienda, ma l&#8217;accesso viene limitato attraverso controlli sugli account autorizzati. In teoria <strong>Anthropic avrebbe dovuto verificare la cittadinanza di ogni utilizzatore e consentire l&#8217;accesso soltanto ai soggetti autorizzati. </strong>Tuttavia, la complessità operativa e i rischi legali derivanti da eventuali errori hanno spinto l&#8217;azienda a scegliere una soluzione più drastica: sospendere completamente l&#8217;accesso a Fable 5 e Mythos 5 per tutti gli utenti, in attesa di chiarimenti normativi.</p>



<p>Molti osservatori hanno letto il caso Anthropic come un episodio della competizione tra Stati Uniti e Cina. In realtà il dato più interessante riguarda gli alleati americani. <strong>La direttiva non sembra distinguere tra Paesi ostili e Paesi amici.</strong> La distinzione fondamentale è tra <strong>cittadini americani e cittadini non americani. </strong>Questo significa che un ricercatore britannico, francese, tedesco o italiano potrebbe trovarsi nella stessa categoria normativa di un cittadino proveniente da uno Stato rivale.</p>



<p><strong>Dal punto di vista geopolitico si tratta di una novità enorme</strong>. Per decenni gli alleati occidentali hanno dato per scontato che la cooperazione tecnologica fosse una naturale estensione dell’alleanza politica e militare. La vicenda Anthropic suggerisce invece che gli Stati Uniti stanno iniziando a separare sempre più nettamente la dimensione dell’alleanza da quella della superiorità tecnologica. In altre parole, Washington è disposta a condividere la sicurezza, ma non necessariamente i vantaggi competitivi derivanti dalle tecnologie più avanzate.</p>



<p><strong>Questo cambiamento potrebbe avere conseguenze particolarmente rilevanti per l’Europa</strong>. Gran parte dell’ecosistema europeo dell’intelligenza artificiale dipende infatti da infrastrutture, modelli e investimenti provenienti dagli Stati Uniti. Se l’accesso a queste tecnologie dovesse diventare subordinato a valutazioni politiche o strategiche, la vulnerabilità europea emergerebbe in tutta la sua evidenza. È una dinamica che ricorda quanto accaduto nel settore energetico dopo l’invasione russa dell’Ucraina: la dipendenza viene percepita come un problema soltanto quando emerge il rischio concreto di interruzione. C’è poi un elemento più strettamente politico. Per decenni la leadership americana si è basata su una combinazione di potenza e apertura. Gli Stati Uniti dominavano i mercati globali perché offrivano tecnologie che chiunque poteva utilizzare. L’approccio che emerge dal caso Anthropic sembra invece riflettere una visione diversa, molto più vicina alla <strong>logica del trumpismo</strong>.</p>



<p>Non conta più soltanto chi produce una tecnologia. <strong>Conta chi la controlla. </strong>Conta chi può utilizzarla. Conta chi può esserne escluso. La tecnologia non viene più vista come uno strumento di integrazione globale ma come una leva di potere nazionale. Da questo punto di vista il ban su Anthropic appare coerente con altre scelte compiute dall’amministrazione Trump: dai dazi commerciali alle restrizioni tecnologiche contro la Cina, fino alla crescente enfasi sulla rilocalizzazione industriale. L’obiettivo non è costruire un mercato globale aperto. L’obiettivo è preservare il vantaggio competitivo americano.</p>



<p>Paradossalmente, proprio questa strategia potrebbe produrre un effetto inatteso. Ogni volta che Washington limita l’accesso alle proprie tecnologie, crea un incentivo affinché altri Paesi sviluppino alternative autonome. È esattamente ciò che è avvenuto nel settore dei semiconduttori, dove le restrizioni americane hanno accelerato gli investimenti cinesi. Lo stesso potrebbe accadere nell’intelligenza artificiale. Se governi, università e aziende europee inizieranno a percepire i modelli statunitensi come strumenti soggetti a possibili restrizioni politiche, aumenterà inevitabilmente la pressione per costruire ecosistemi alternativi. La Cina lo ha già capito. Pechino sta investendo massicciamente nello sviluppo di modelli nazionali non soltanto per ragioni economiche, ma anche per evitare future vulnerabilità strategiche.</p>



<p>Il rischio per Washington è evidente: nel tentativo di proteggere il proprio vantaggio tecnologico potrebbe accelerare la <strong>frammentazione dell’ecosistema globale dell’AI</strong>. Potrebbe cioè ottenere l’effetto opposto rispetto a quello perseguito negli ultimi vent’anni dalla Silicon Valley, che aveva prosperato proprio grazie alla diffusione universale delle proprie tecnologie.</p>



<p>Il caso Anthropic potrebbe quindi essere ricordato come qualcosa di più di una disputa normativa. Potrebbe rappresentare uno dei primi momenti in cui il mondo ha iniziato a capire che l’intelligenza artificiale non sarà una tecnologia globale nel senso in cui lo sono stati Internet o gli smartphone. Potrebbe invece evolvere in un sistema diviso in blocchi geopolitici, con modelli, infrastrutture e regole differenti.</p>



<p>Un ecosistema americano, uno cinese, forse uno europeo e probabilmente altri ancora. Se questo scenario dovesse concretizzarsi, la promessa originaria dell’AI come tecnologia universale lascerebbe il posto a una realtà molto diversa: quella di un mondo in cui il potere non si misura soltanto in missili, flotte o risorse energetiche, ma nella capacità di decidere chi può accedere agli algoritmi più avanzati e chi invece ne resta escluso.</p>



<p>La vera domanda aperta dal caso Anthropic non è dunque se due modelli specifici debbano essere sottoposti a controlli sulle esportazioni. La questione è molto più ampia. Gli Stati Uniti possono davvero mantenere la leadership mondiale nell’intelligenza artificiale trasformando l’accesso ai propri modelli più avanzati in un privilegio riservato? Oppure, nel tentativo di proteggere il proprio vantaggio, finiranno per spingere alleati e rivali a costruire un mondo tecnologicamente più frammentato, meno dipendente dall’America e forse, nel lungo periodo, meno controllabile da Washington? È attorno a questa contraddizione che si giocherà una parte decisiva della geopolitica dell’intelligenza artificiale nei prossimi anni.</p>



<p></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Anthropic, i fondi degli Emirati e l&#8217;IA tra ambizione geopolitica e bisogno di quattrini</title>
		<link>https://it.insideover.com/tecnologia/anthropic-i-fondi-degli-emirati-e-lia-tra-ambizione-geopolitica-e-bisogno-di-quattrini.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2026 04:56:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Anthropic]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/anthropic.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Anthropic" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/anthropic.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/anthropic-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/anthropic-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/anthropic-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/anthropic-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/anthropic-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Washington considera l’IA il centro della competizione con la Cina. Ma per finanziare questa corsa le aziende Usa hanno bisogno di capitali...</p>
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<p>Quando la sicurezza nazionale incontra il capitale del Golfo. La vicenda che coinvolge <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/palantir-e-anthropic-lia-e-la-lezione-mai-appresa-della-hybris.html" type="post" id="514706">Anthropic,</a> uno dei principali protagonisti mondiali dell’intelligenza artificiale, e i fondi sovrani di Abu Dhabi rivela una delle grandi contraddizioni della nuova economia strategica americana. Da una parte Washington considera l’intelligenza artificiale la tecnologia decisiva del XXI secolo e la pone al centro della competizione con la Cina. Dall’altra, per finanziare questa corsa tecnologica, <strong>le aziende statunitensi hanno bisogno di capitali sempre più giganteschi, spesso provenienti proprio da attori esterni all’Occidente.</strong></p>



<p>Il caso emerso nelle ultime settimane riguarda <strong>i rapporti tra Anthropic e investitori legati agli Emirati Arabi Uniti.</strong> La questione non è finanziaria in senso stretto. Nessuno mette in dubbio la legittimità degli investimenti. Il problema è strategico: <strong>chi controlla realmente il futuro dell’intelligenza artificiale mondiale? E soprattutto, chi controlla i dati, le infrastrutture e le capacità decisionali dei modelli più avanzati?</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">La contraddizione americana</h2>



<p>Negli ultimi mesi Anthropic è diventata una delle aziende più aggressive nel chiedere al governo americano di irrigidire le misure contro la Cina. La società sostiene apertamente la necessità di limitare l’accesso cinese ai semiconduttori avanzati, ai centri di calcolo e alle tecnologie più sofisticate, sostenendo che <strong>Pechino rappresenti il principale concorrente strategico degli Stati Uniti nel campo dell’intelligenza artificiale.</strong></p>



<p>La posizione appare coerente dal punto di vista geopolitico. Meno dal punto di vista economico. Le stesse aziende che chiedono l’isolamento tecnologico della Cina dipendono infatti da <strong>un ecosistema finanziario globale che comprende fondi sovrani del Golfo, investitori asiatici e capitali provenienti da ogni parte del mondo. </strong>La crescita esponenziale dei costi di sviluppo dell’intelligenza artificiale rende impossibile sostenere la competizione soltanto con il capitale privato tradizionale. Si assiste quindi a un fenomeno curioso: Washington tenta di costruire una muraglia tecnologica contro Pechino mentre le sue imprese tecnologiche aprono le porte a investitori stranieri per finanziare la costruzione di quella stessa muraglia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Abu Dhabi non compra quote, compra influenza</h2>



<p>L’errore più frequente consiste nel considerare gli investimenti emiratini come semplici operazioni finanziarie. Gli Emirati Arabi Uniti stanno perseguendo una strategia molto più ambiziosa. <strong>Abu Dhabi vuole trasformarsi in uno dei poli mondiali dell’intelligenza artificiale prima della fine dell’era petrolifera. </strong>Per questo investe simultaneamente nei semiconduttori, nei centri dati, nell’energia necessaria ad alimentarli e nelle principali aziende del settore.</p>



<p>Non si tratta soltanto di ottenere dividendi. Si tratta di acquisire accesso privilegiato alle reti tecnologiche che definiranno la futura distribuzione del potere mondiale. Per gli Emirati l’intelligenza artificiale rappresenta ciò che il petrolio ha rappresentato nel XX secolo: una leva per garantire sopravvivenza politica, influenza diplomatica e centralità economica in un mondo in trasformazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La vera paura: la Cina attraverso il Golfo</h2>



<p>Il nodo centrale della controversia non riguarda in realtà Abu Dhabi. La preoccupazione di numerosi ambienti politici americani è che i legami economici tra Emirati e Cina possano trasformarsi in un canale indiretto di trasferimento tecnologico. Gli Emirati mantengono eccellenti rapporti con Washington ma allo stesso tempo sviluppano relazioni economiche sempre più profonde con Pechino. Questa posizione di equilibrio permette loro di dialogare con entrambe le superpotenze.</p>



<p>Per i fautori della linea dura contro la Cina, il rischio è evidente: tecnologie sviluppate negli Stati Uniti e finanziate da capitali del Golfo potrebbero finire, direttamente o indirettamente, all’interno dell’ecosistema tecnologico cinese. <strong>Non esistono prove di un simile trasferimento,</strong> ma il semplice fatto che il tema venga discusso mostra come l’intelligenza artificiale sia ormai entrata pienamente nella sfera della sicurezza nazionale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dalla globalizzazione alla sovranità tecnologica</h2>



<p>Per trent’anni la globalizzazione ha funzionato secondo una logica relativamente semplice: i capitali erano globali, le catene del valore internazionali e la tecnologia circolava con relativa facilità. L’intelligenza artificiale sta demolendo questo paradigma. I modelli più avanzati vengono ormai trattati come infrastrutture strategiche paragonabili ai sistemi nucleari, alle reti energetiche o ai satelliti militari. <strong>La distinzione tra settore civile e settore militare diventa sempre più sfumata. </strong>Un modello utilizzato per applicazioni commerciali può essere impiegato anche per analisi di intelligence, pianificazione operativa, guerra informatica e ricerca scientifica avanzata. In questo contesto ogni investimento estero assume automaticamente una dimensione geopolitica.</p>



<p>La vicenda Anthropic-Abu Dhabi dimostra che la competizione tra Stati Uniti e Cina non si gioca soltanto sui chip o sugli algoritmi. La vera battaglia riguarda il controllo dell’intero ecosistema: energia, dati, capitale, infrastrutture di calcolo, talenti e accesso ai mercati. <strong>L’intelligenza artificiale sta generando una nuova forma di guerra economica </strong>nella quale il capitale finanziario diventa uno strumento di influenza strategica. I fondi sovrani del Golfo non sono semplicemente investitori. Sono attori geopolitici che cercano di posizionarsi al centro della futura economia dell’intelligenza artificiale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il paradosso del XXI secolo</h2>



<p>Il paradosso finale è evidente. Gli Stati Uniti vogliono mantenere il monopolio tecnologico sull’intelligenza artificiale per impedire l’ascesa della Cina. Ma per sostenere i costi astronomici di questa competizione hanno bisogno di capitali provenienti da un sistema internazionale sempre più multipolare. Ciò significa che il futuro della tecnologia americana non dipenderà soltanto dalle decisioni di Washington o della Silicon Valley. <strong>Dipenderà anche da Abu Dhabi, Doha, Riyad, Singapore </strong>e da tutti quei centri finanziari che stanno trasformando il proprio surplus di capitale in influenza strategica.</p>



<p>L’episodio Anthropic non racconta quindi soltanto una disputa tra investitori e regolatori. Racconta la nascita di un nuovo ordine mondiale nel quale il potere tecnologico, il capitale finanziario e la geopolitica sono diventati ormai inseparabili. E nel quale la vera domanda non è più chi possiede l’intelligenza artificiale, ma chi possiede coloro che la finanziano.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/anthropic-i-fondi-degli-emirati-e-lia-tra-ambizione-geopolitica-e-bisogno-di-quattrini.html">Anthropic, i fondi degli Emirati e l&#8217;IA tra ambizione geopolitica e bisogno di quattrini</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Anthropic mette la freccia su OpenAI, il sorpasso di Amodei su Sam Altman</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/anthropic-mette-la-freccia-su-openai-il-sorpasso-di-amodei-su-sam-altman.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 May 2026 23:26:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Anthropic]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[OpenAI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1161" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260415094445197_dede5b44c432594fb67f8bee3a21b1d3.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260415094445197_dede5b44c432594fb67f8bee3a21b1d3.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260415094445197_dede5b44c432594fb67f8bee3a21b1d3-300x181.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260415094445197_dede5b44c432594fb67f8bee3a21b1d3-1024x619.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260415094445197_dede5b44c432594fb67f8bee3a21b1d3-768x464.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260415094445197_dede5b44c432594fb67f8bee3a21b1d3-1536x929.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260415094445197_dede5b44c432594fb67f8bee3a21b1d3-600x363.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Anthropic mette la freccia su OpenAI, il sorpasso di Amodei su Sam Altman. Claude sorpassa ChatGpt per ricavi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/anthropic-mette-la-freccia-su-openai-il-sorpasso-di-amodei-su-sam-altman.html">Anthropic mette la freccia su OpenAI, il sorpasso di Amodei su Sam Altman</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1161" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260415094445197_dede5b44c432594fb67f8bee3a21b1d3.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260415094445197_dede5b44c432594fb67f8bee3a21b1d3.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260415094445197_dede5b44c432594fb67f8bee3a21b1d3-300x181.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260415094445197_dede5b44c432594fb67f8bee3a21b1d3-1024x619.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260415094445197_dede5b44c432594fb67f8bee3a21b1d3-768x464.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260415094445197_dede5b44c432594fb67f8bee3a21b1d3-1536x929.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260415094445197_dede5b44c432594fb67f8bee3a21b1d3-600x363.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Dario Amodei </strong>mette la freccia su Sam Altman, <strong>Anthropic su OpenAI</strong>, Claude su ChatGpt: nella corsa alla valutazione più alta tra le aziende che stanno sviluppando i <em>Large Language Models</em> di intelligenza artificiale e puntano all&#8217;accesso a Wall Street, il capofila che da inizio 2023 dominava la gara è stato superato da un ambizioso rivale su una metrica non secondaria di questo dossier, la <strong>valutazione delle compagnie ancora private e che mirano alla Borsa</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">65 miliardi di dollari nella settimana d&#8217;oro di Anthropic</h2>



<p>Raccogliendo <strong>65 miliardi di dollari</strong> nell&#8217;ultimo round di finanziamento, il più vasto prima di cercare la via di Wall Street, la madre di Claude è stata valutata 900 miliardi di dollari, esclusa la nuova raccolta, che ha coinvolto fondi come Altimeter e Sequoia Capital. Si stacca, dunque, OpenAI, che è ferma a soli (si fa per dire) 852 miliardi di dollari. </p>



<p><strong>Amodei può coronare così una settimana a dir poco notevole</strong> per il suo gruppo, che negli ultimi giorni ha incassato l&#8217;apertura della <strong>nuova sede milanese,</strong> ha visto <strong>Christopher Olah</strong> (co-fondatore dell&#8217;azienda che Dario Amodei ha sviluppato assieme alla sorella Daniela negli ultimi cinque anni) dialogare nientemeno che con <strong>Papa Leone XIV</strong> <a href="https://it.insideover.com/religioni/magnifica-humanitas-lenciclica-di-leone-xiv-per-liberare-lia-dalla-sindrome-di-babele-di-palantir.html">alla presentazione dell&#8217;enciclica <em>Magnifica Humanitas</em></a> e confrontarsi sugli impatti sociali, filosofici, epistemologici di questa grande rivoluzione tecnologica e ideologica, <a href="https://www.anthropic.com/news/claude-opus-4-8">ha annunciato il rilascio di Opus 4.8</a> e, infine, sorpassato OpenAI. <strong>Lo scenario strategico</strong> parla dunque di un sostanziale dualismo tra i laboratori dominanti per lo sviluppo dell&#8217;IA, in un contesto di mercato che si estende in una competizione a tre estesa a Google e al suo modello Gemini, che per ragioni industriali e strategiche fa storia a sé.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Corsa al trono dell&#8217;IA</h2>



<p>Il <em>Financial Times</em> nota che la pratica del <em>vendor financing</em> per cui i colossi dell&#8217;IA sono recettori di investimenti strategici ad opera dei loro maggiori fornitori di memori e schede grafiche <a href="https://www.ft.com/content/fd0aec4a-50d1-4594-b489-7420bd0b4268?syn-25a6b1a6=1">per la potenza di calcolo si è estesa anche a Anthropic</a>: &#8220;Il nuovo finanziamento comprende investimenti da parte dei tre principali produttori di chip di memoria: Micron, Samsung e SK Hynix. Anthropic è un cliente finale del loro hardware, la cui disponibilità è diventata sempre più limitata a causa dell&#8217;enorme domanda proveniente dai data center dedicati all&#8217;intelligenza artificiale&#8221;. Il <strong>superciclo dei chip in atto</strong> alimenta<a href="https://it.insideover.com/tecnologia/chip-il-rally-mondiale-con-lasia-al-centro-per-samsung-e-sk-hynix-utili-da-record.html" type="post" id="516395">utili record</a> (e <a href="https://it.insideover.com/economia/produttori-di-chip-di-tutto-il-mondo-unitevi-gli-scioperi-di-seul-e-la-sfida-per-il-mercato-dellia.html" type="post" id="518495">anche problemi sindacali in Corea del Sud)</a> e <strong>spazio d&#8217;investimento per quelle aziende che vogliono espandere un ciclo senza fine</strong> nella tecnologia moderna. <a href="https://arstechnica.com/ai/2025/11/tech-giants-pour-billions-into-anthropic-as-circular-ai-investments-roll-on/">I produttori di chip si sommano a aziende come Amazon, Google e Microsoft</a> mentre, sostanzialmente, Anthropic e OpenAI nel loro dualismo arrivano a <strong>sfidarsi e assomigliarsi al tempo stesso</strong>.</p>



<p>Resta la corsa per le quote di mercato: Menlo Ventures assegna nel settore coding per il <a href="https://www.mindstudio.ai/blog/claude-vs-gpt-4o-enterprise-coding-market-share">business una quota dal 42 al 54% a Claude, mentre OpenAI si ferma al 21%</a>, l&#8217;azienda di Amodei è avanti per ricavi, a <strong>una proiezione di 47 miliardi di dollari per il 2026</strong>, mentre OpenAI dopo aver <strong>vinto la battaglia legale contro Elon Musk</strong> potrebbe anticipare la corsa alla quotazione e <a href="https://it.insideover.com/spazio/spacex-marcia-su-wall-street-e-paperone-musk-sul-suo-primo-quadrilione-di-dollari.html" type="post" id="517979">seguire di poco l&#8217;IPO di <strong>SpaceX</strong>.</a> Il Gioco del Trono dell&#8217;intelligenza artificiale continua. Attorno a Amodei e Altman, un mercato vivace che si polarizza attorno alle loro visioni sulla sicurezza degli algoritmi, i futuri rischi legati all&#8217;IA, la capacità trasformativa del sistema. E che vale già centinaia, potenzialmente migliaia di dollari. La combo tra OpenAI, Anthropic e l&#8217;IPO-XXL di Musk con SpaceX è pronta a terremotare Wall Street. E il duello Altman-Amodei ne amplificherà la portata.</p>
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		<title>Palantir e Anthropic: l&#8217;IA e la lezione mai appresa della hybris</title>
		<link>https://it.insideover.com/tecnologia/palantir-e-anthropic-lia-e-la-lezione-mai-appresa-della-hybris.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 23:40:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Anthropic]]></category>
		<category><![CDATA[Palantir]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1536" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Palantir-e-Anthropic-lIA-e-la-lezione-mai-appresa-della-hybris.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Palantir-e-Anthropic-lIA-e-la-lezione-mai-appresa-della-hybris.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Palantir-e-Anthropic-lIA-e-la-lezione-mai-appresa-della-hybris-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Palantir-e-Anthropic-lIA-e-la-lezione-mai-appresa-della-hybris-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Palantir-e-Anthropic-lIA-e-la-lezione-mai-appresa-della-hybris-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Palantir-e-Anthropic-lIA-e-la-lezione-mai-appresa-della-hybris-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1536px) 100vw, 1536px" /></p>
<p>Palantir e Alex Karp vogliono promuovere la ridefinizione dell'Occidente sotto forma di "Repubblica tecnologica" fondata sul connubio tra innovazione e potere come demiurghi di una nuova frontiera; Anthropic e Dario Amodei vanno oltre e nel pieno del dibattito col Pentagono sull'applicativo Claude si domandano addirittura se possa essere definito "figlio di Dio"</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1536" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Palantir-e-Anthropic-lIA-e-la-lezione-mai-appresa-della-hybris.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Palantir-e-Anthropic-lIA-e-la-lezione-mai-appresa-della-hybris.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Palantir-e-Anthropic-lIA-e-la-lezione-mai-appresa-della-hybris-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Palantir-e-Anthropic-lIA-e-la-lezione-mai-appresa-della-hybris-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Palantir-e-Anthropic-lIA-e-la-lezione-mai-appresa-della-hybris-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Palantir-e-Anthropic-lIA-e-la-lezione-mai-appresa-della-hybris-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1536px) 100vw, 1536px" /></p>
<p><strong>Palantir e Alex Karp</strong> vogliono promuovere la <strong>ridefinizione dell&#8217;Occidente</strong> sotto forma di &#8220;Repubblica tecnologica&#8221; fondata sul connubio tra innovazione e potere come demiurghi di una nuova frontiera; <strong>Anthropic e Dario Amodei</strong> vanno oltre e nel pieno del dibattito col Pentagono sull&#8217;applicativo Claude si domandano addirittura se possa essere definito &#8220;figlio di Dio&#8221;. <strong>I giganti della tecnologia scendono in campo ben oltre il fronte dell&#8217;innovazione</strong> e rivendicano una funzione quasi prometeica, da avanguardie della società. <strong>La frontiera infinita si sposta sempre più in là,</strong> e come moderni Icaro i signori del digitale spiccano il volo verso il Sole, desiderosi di poterlo conquistare. O plasmare secondo la propria volontà. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La &#8220;Repubblica Tecnologica&#8221; di Palantir</h2>



<p>&#8220;L&#8217;élite ingegneristica della Silicon Valley ha l&#8217;obbligo di partecipare alla difesa della nazione&#8221;, scrive Palantir in un lungo manifesto che sintetizza &#8220;La Repubblica Tecnologica&#8221;, il saggio in cui Karp teorizza il suo capitalismo guerriero, occidentalista e in trincea contro i nemici del sistema americano e al cui successo ha votato l&#8217;azienda leader nell&#8217;applicazione dell&#8217;IA e di strumenti articolati di profilazione e elaborazione al <strong>management dei big data per il settore privato e pubblico,</strong> soprattutto securitario. &#8220;La capacità delle società libere e democratiche di prevalere richiede qualcosa di più del semplice appello morale. Richiede <em>hard power,</em> e l&#8217;<em>hard power</em> in questo secolo si baserà sul software&#8221;, aggiunge il manifesto di Karp, che esalta il progresso senza limiti dell&#8217;innovazione e un neanche troppo velato <strong>accelerazionismo sociale, politico, tecnologico.</strong></p>



<p>Palantir, che prende il nome dalla <strong>&#8220;pietra veggente&#8221; del Signore degli Anelli</strong>, prova a prevedere il futuro. Un futuro di cui delineare contorni utili <em>pro domo sua.</em> &#8220;Si tratta quindi di una visione più organica del ruolo dello Stato, nella quale si inscrivono anche gli attacchi a un <strong>certo modo iper-burocratico di gestire la cosa pubblica e a una politica inerte</strong>&#8220;, ha <a href="https://www.startmag.it/innovazione/manifesto-palantir-intervista-andrea-venanzoni/">dichiarato a Startmag Andrea Venanzoni, giurista e studioso</a> di punta del fenomeno dell&#8217;accelerazionismo tecnologico e della nuova casta di innovatori &#8220;guerrieri&#8221; a stelle e strisce.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;imprenditore-demiurgo, mito americano</h2>



<p>Venanzoni aggiunge che &#8220;non bisogna dimenticare che in America esiste una consolidata tradizione che nell’imprenditore vede una figura intimamente politica, spesso più efficiente del funzionario elettivo o di quello di carriera. Palantir nasce nel cuore di quella tradizione&#8221;, e lo dimostra anche la proiezione strategica di magnati come <strong>Peter Thiel, suo co-fondatore e deus ex machina, o l&#8217;arcinoto caso di Elon Musk</strong>. Se l&#8217;impresa finanziata anche da appalti e capitali pubblici è laboratorio d&#8217;incubazione dello sviluppo tecnologico, se lo sviluppo tecnologico è la chiave della primazia economica, militare e strategica americana e se tale primazia contribuisce a difendere una linea di sistema su scala globale, la funzione di tali magnati è giocoforza politica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La hybris di Palantir e quella di Anthropic</h2>



<p>Semmai, a Palantir e Karp si può <strong>contestare una certa <em>hybris,</em> una tracotanza quasi ancestrale</strong> di ritenere esaustive e comprese nel perimetro della propria narrazione e ideologia le soluzioni ai problemi di un mondo complesso. Qualsiasi possessore di tecnologie ritenute prometeiche cade in questa tentazione. Sottolinearlo è, a nostro avviso, corretto ma intendiamo andare fino in fondo. Si può parlare, conoscendo l&#8217;argomento, di Palantir e del modello che incarna ma è al contempo doveroso guardare la questione a trecentosessanta gradi. Il caso Palantir ha fatto molto discutere, anche in Italia. Ma molto meno lo ha fatto quello di <strong>Claude e Anthropic. Il fondatore dell&#8217;azienda centrale in molte architetture IA di frontiera</strong> e in rimonta su OpenAI per la primazia nel mercato, di recente in querelle col Pentagono americano per la questione dello sviluppo delle armi autonome a guida IA, ha invitato a fine marzo 15 importanti pensatori cristiani presso la sua sede a San Francisco per discutere del <strong>profilo morale dell&#8217;azienda</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Claude, figlio di Dio?</h2>



<p>&#8220;Lo staff di Anthropic ha chiesto consiglio su come guidare lo sviluppo morale e spirituale di Claude, dato che il chatbot reagisce a quesiti etici complessi e imprevedibili&#8221;, <a href="https://www.washingtonpost.com/technology/2026/04/11/anthropic-christians-claude-morals/">ha scritto il <em>Washington Post</em>, aggiungendo che</a> &#8220;&#8221;alcuni membri <strong>dello staff di Anthropic </strong>presenti all&#8217;incontro non vogliono escludere la possibilità di star creando una creatura nei confronti della quale hanno una sorta di dovere morale&#8221;. <strong>Anthropic, che ha rilasciato a clienti selezionati <a href="http://Claude Mythos">Claude Mythos</a> Preview</strong>, su questo fronte usa un approccio eterodosso rispetto a molte realtà. Ma la discussione coi pensatori cristiani ha preso un versante tutt&#8217;altro che prevedibile quando si sarebbe discusso se effettivamente Claude sarebbe potuto venir definito <strong>&#8220;figlio di Dio&#8221;. </strong></p>



<p>&#8220;La senzienza dell&#8217;IA è una  <a href="https://gizmodo.com/what-would-it-take-to-convince-a-neuroscientist-that-an-ai-is-conscious-2000683232">questione filosofica seria</a> e i dibattiti sono certamente validi, ma ospitare tali dibattiti all&#8217;interno di un&#8217;azienda <a href="https://www.wsj.com/tech/ai/openai-anthropic-ipo-finances-04b3cfb9">che si appresta a quotarsi in Borsa entro la fine dell&#8217;anno</a> solleva dubbi sulla validità di questa particolare esplorazione dell&#8217;argomento&#8221;, <a href="https://gizmodo.com/how-do-we-make-sure-that-claude-behaves-itself-anthropic-invited-15-christians-for-a-summit-2000743766">ha commentato <em>Gizmodo</em></a>, e il voler porre Claude in dimensioni meta-tecnologiche e morali amplifica l&#8217;idea secondo cui, al confronto, la <em>hybris</em> di Palantir possa apparire tutt&#8217;altro che di grandi dimensioni. Karp, in fin dei conti, ragiona sul piano dei rapporti di forza umani. <strong>Amodei e Anthropic, senza dirlo esplicitamente, danno un&#8217;<em>allure</em> etica superiore alla loro creatura</strong>. Se Claude è figlia di Dio, l&#8217;azienda che l&#8217;ha creata si pone su una posizione morale, prima ancora che di mercato. E questo <em>virtue signaling</em> ha un peso ora che Anthropic mira a presentarsi come entità &#8220;buona&#8221; di fronte ai cattivi di turno: Donald Trump, il<a href="https://www.newyorker.com/books/under-review/how-project-maven-put-ai-into-the-kill-chain">Pentagono</a>, l&#8217;arcirivale OpenAI. <a href="https://www.newyorker.com/books/under-review/how-project-maven-put-ai-into-the-kill-chain">Alla prova dei fatti, però, nel Project Maven</a> di IA militare applicato in Iran dagli Usa e decisivo per<a href="https://www.linkedin.com/pulse/inside-maven-palantirs-military-brain-built-claude-anthony-maio-bd6ee/">azioni come l&#8217;eliminazione della Guida Suprema Ali Khamenei <strong>la &#8220;etica&#8221; Anthropic c&#8217;era tanto quanto la &#8220;guerriera&#8221; Palantir</strong>.</a></p>



<h2 class="wp-block-heading">La critica di Luke Burgis</h2>



<p><a href="https://substack.com/@lukeburgis">L&#8217;autore cattolico <strong>Luke Burgis, studioso di questioni tecnologiche e morali</strong></a>, ha affermato di aver declinato la partecipazione al simposio di Anthropic e scritto su X: &#8220;Nessuno, e nessun cristiano, ha l&#8217;obbligo o la responsabilità morale di contribuire a rendere &#8220;buono&#8221; il modello di frontiera di un&#8217;enorme azienda di intelligenza artificiale come Anthropic&#8221; e contestato il richiamo alla &#8220;responsabilità morale&#8221; dell&#8217;azienda come potenzialmente disturbanti il messaggio cristiano. &#8220;Persone di buona volontà possono non essere d&#8217;accordo o avere una percezione diversa di ciò che sta accadendo lì: vedo che queste aziende di intelligenza artificiale stanno già creando una spaccatura tra i cristiani&#8221;, ha aggiunto.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Nobody, and no Christian, has a moral obligation or responsibility to help make a massive AI company like Anthropic&#39;s frontier model &quot;be good&quot;—a non-sensical phrase as it relates to AI anyway. Especially if you don&#39;t even work for them.<br><br>It was precisely because the company was…</p>&mdash; Luke Burgis (@lukeburgis) <a href="https://twitter.com/lukeburgis/status/2043134395238732188?ref_src=twsrc%5Etfw">April 12, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Del resto, Papa Leone XIV <a href="https://www.catholicnewsagency.com/news/267715/pope-leo-xiv-warns-ai-could-fuel-antihuman-ideologies-in-medicine">sul tema degli&nbsp;<strong>algoritmi e dell’intelligenza artificiale</strong></a> è arrivato a mandare un monito contro ogni possibile deriva anti-umana. <strong>Il nodo chiave di come mettere gli algoritmi al servizio dell&#8217;uomo e non del profitto resta</strong>, così come resta l&#8217;indeterminatezza sul futuro della rivoluzione IA. Fatto sta che, sia che si parli di Palantir che di Anthropic, approcci diversi al connubio tra innovazione e presenza sociale scontano lo stesso pregiudizio di partenza di vedere <strong>nei giganti del tech dei &#8220;demiurghi&#8221; a cui è imputata una funzione prometeica e emancipatrice</strong> che si confonde con la missione imprenditoriale e innovativa. Chi scompare, qui? I corpi intermedi, la società, l&#8217;antropocentrismo di un sistema che dovrebbe massimizzare, per citare Vaclav Havel, il potere di chi è senza potere e non può essere lasciato nelle mani dell&#8217;arbitrio di nessuno, sia che si tratti dello Stato, del mercato o delle piattaforme. Palantir, in tal senso, è fin troppo esplicita. Ma anche la celata tentazione di divinizzare l&#8217;innovazione che emerge dalla svolta morale di Anthropic deve far riflettere le società avanzate sui trend della società in cui viviamo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/palantir-e-anthropic-lia-e-la-lezione-mai-appresa-della-hybris.html">Palantir e Anthropic: l&#8217;IA e la lezione mai appresa della hybris</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Anthropic punta al sorpasso su OpenAI nella sfida decisiva per il mondo IA</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/anthropic-punta-al-sorpasso-su-openai-nella-sfida-decisiva-per-il-mondo-ia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 08:49:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
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		<category><![CDATA[Intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[OpenAI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1161" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260415094445197_dede5b44c432594fb67f8bee3a21b1d3.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260415094445197_dede5b44c432594fb67f8bee3a21b1d3.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260415094445197_dede5b44c432594fb67f8bee3a21b1d3-300x181.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260415094445197_dede5b44c432594fb67f8bee3a21b1d3-1024x619.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260415094445197_dede5b44c432594fb67f8bee3a21b1d3-768x464.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260415094445197_dede5b44c432594fb67f8bee3a21b1d3-1536x929.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260415094445197_dede5b44c432594fb67f8bee3a21b1d3-600x363.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Anthropic punta al sorpasso su OpenAI nella sfida decisiva per il mondo IA. Le prospettive del mercato si evolvono.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/anthropic-punta-al-sorpasso-su-openai-nella-sfida-decisiva-per-il-mondo-ia.html">Anthropic punta al sorpasso su OpenAI nella sfida decisiva per il mondo IA</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>La partita per l&#8217;<strong>applicazione dell&#8217;Intelligenza Artificiale nei grandi sistemi produttivi</strong>, dall&#8217;industria ai servizi passando per il mercato privato, sta vedendo <strong>Anthropic mettere la freccia su OpenAI. Trainato da Claude,</strong> il sistema di IA del gruppo di <strong>Dario Amodei</strong>, Anthropic è in rimonta sull&#8217;azienda-madre di <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/son-altman-lalleanza-tra-finanza-e-ia-per-spingere-stargate.html" type="post" id="455567">ChatGpt fondata da <strong>Sam Altman</strong></a>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il duello tra Anthropic e OpenAI</h2>



<p>OpenAI sembrava, fino allo scorso anno, la regina delle aziende emerse dal 2022-2023 in avanti sul fronte dell&#8217;<strong>Intelligenza Artificiale generativa</strong>. Su più fronti, però, dopo il varo di quel <strong>Progetto Stargate</strong> sostenuto dall&#8217;amministrazione di Donald Trump e con il contributo di Oracle e SoftBank, che avrebbe dovuto mobilitare <strong>500 miliardi di dollari per moltiplicarne la potenza di calcolo,</strong> l&#8217;azienda di Altman è stata sfidata apertamente. <strong>Alphabet, con Google Gemini,</strong> ha presentato nuove funzionalità in termini di potenza di calcolo,<a href="https://it.insideover.com/tecnologia/google-il-risveglio-del-gigante-alphabet-in-volo-grazie-allia.html" type="post" id="495176"> ha provato a costruire una filiera IA integrata con software e hardware</a> e ha finanziato gli investimenti in conto capitale con gli ottimi <strong>risultati dell&#8217;attività ordinaria. Tra i nuovi attori, Anthropic</strong> ha goduto del successo tecnico di <strong>Claude per lanciare la sua via all&#8217;IA</strong>. E i risultati sono stati eccellenti.</p>



<p>Per fare un esempio, da febbraio a marzo negli Usa lo scaricamento di Claude da parte degli utenti è aumentato del 229%, ben sopra il ritmo di crescita della cinese DeepSeek (20%), di Google Gemini (14%) e di ChatGpt, salita del 5%. Anthropic, che a febbraio e marzo ha avuto un vero e proprio braccio di ferro con l&#8217;amministrazione Usa di Donald Trump per divergenze sulla volontà di applicare gli algoritmi di IA al settore della Difesa ed è stata dichiarata azienda non sicura nella catena del valore del <em>procurement,</em> è stata <strong>valorizzata da molti utenti per un posizionamento ritenuto più bilanciato</strong> rispetto al potere ma, parimenti, ha potuto godere dei ritrovati dell&#8217;applicazione militare dell&#8217;IA nel contesto della guerra all&#8217;Iran, ove il Project Maven continua a sfruttare le tecnologie integrate dall&#8217;azienda di Amodei.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il volo di Anthropic</h2>



<p>I dati economici sorridono ad Amodei: <strong>&#8220;L&#8217;azienda ha dichiarato questa settimana di aver raggiunto un fatturato annualizzato di 30 miliardi di dollari, rispetto ai 9 miliardi di dollari di fine 2025&#8221;,</strong> <a href="https://www.ft.com/content/abb93a6f-9060-4095-8045-84b97d394a4c?syn-25a6b1a6=1">nota il Financial Times,</a> che ricorda come ciò &#8220;dimostra che la sua strategia di rivolgersi inizialmente a sviluppatori di software e altri professionisti prima di espandersi a un pubblico più ampio sta dando i suoi frutti&#8221;. In un anno, da aprile 2025, la quota di OpenAI nel mercato Usa dei prodotti di IA utilizzati nativamente calcolata dal FT (escludendo, dunque, le applicazioni IA integrate in altre funzionalità, come quella degli ecosistemi Google) è passata dal 32 al 35,2%. Claude è volata dal 7,9% al 30,6%. Questo, su scala globale, mostra l&#8217;emergere di un&#8217;importante competizione che non deve, certamente, sottovalutare il peso del &#8220;<strong>momento ChatGpt</strong>&#8220;, uno dei più interessanti fenomeni della storia tecnologica mondiale.</p>



<p>Nel novembre 2025 <a href="https://medium.com/@PankajVNT/chatgpt-adoption-overtakes-internet-growth-in-record-time-abdf69780ca3">l&#8217;analista Pankaj Thakur</a> sottolineò come ChatGpt in soli due anni avesse raggiunto 800 milioni di utenti, un boom esponenziale oltre sei volte più veloce di quello conosciuto dall&#8217;intero Internet dopo la diffusione del World Wide Web nel 1993, che impiegò ben 13 anni a raggiungere lo stesso pubblico. <a href="https://epoch.ai/gradient-updates/after-the-chatgpt-moment-measuring-ais-adoption">EpochAI ricorda, però,</a> che &#8220;ad aprile 2025, solo <br><a href="https://www.theinformation.com/articles/chatgpt-subscribers-nearly-tripled-to-15-5-million-in-2024">circa il 5% degli utenti aveva un abbonamento a pagamento a ChatGPT</a> , quindi il restante 95% circa utilizzava principalmente modelli gratuiti come 4o o 4.1-mini. Questi modelli gratuiti <a href="https://epoch.ai/data/ai-benchmarking-dashboard">sono generalmente ben lontani dallo stato dell&#8217;arte</a> , o nei casi in cui vengono forniti i modelli migliori, l&#8217;utilizzo gratuito è in genere fortemente limitato&#8221;. Dunque <strong>l&#8217;opportunità per i rivali di Altman si è sostanziata nella diffusione a livello di mercato</strong> delle tecnologie. OpenAI ha venduto il sogno e presentato lo spartiacque, ora la sfida è sulla scalabilità industriale. E Amodei e Anthropic sembrano capaci di piazzare l&#8217;allungo decisivo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il lancio di Claude Mythos Preview</h2>



<p>Ha fatto molto discutere negli scorsi giorni l&#8217;introduzione di Claude Mythos Preview, nuovo sistema di IA di Anthropic rilasciato a pochi clienti selezionati e ritenuto potenzialmente capaci di trovare vulnerabilità profonde in interi pacchetti di codice, anche mai manifestatisi in errori (Zero-day) e che ha portato anche il Tesoro Usa a confrontarsi con le banche che l&#8217;hanno provato per capire eventuali ripercussioni securitarie. <strong>La fattispecie critica è legata al fatto che Mythos</strong> avrebbe elaborato autonomamente la sua capacità di risolvere questi problemi: &#8220;che queste capacità non sono state introdotte deliberatamente nel modello attraverso un&nbsp;<a href="https://www.ictsecuritymagazine.com/notizie/ai-offensiva-cybercrime/">addestramento specifico sulla sicurezza informatica</a>&#8220;, ma &#8220;si tratta, invece, di capacità emerse come conseguenza indiretta dei progressi generali nelle abilità di&nbsp;<em>coding</em>, ragionamento e autonomia del modello&#8221;,<a href="https://www.ictsecuritymagazine.com/notizie/anthropic-project-glasswing/"> nota Ict Security Magazine.</a> </p>



<p>A tal proposito Amodei e i suoi hanno annunciato il Project Glasswing, che riunisce Amazon Web Services, Anthropic, Apple, Broadcom, Cisco, CrowdStrike, Google, JPMorganChase, la Linux Foundation, Microsoft, NVIDIA e Palo Alto Networks per applicare Mythos Preview così da poter governare al meglio la gestione dei software tramite il controllo delle vulnerabilità scoperte dal nuovo modello. <strong>L&#8217;ambizione di Glasswing è enorme, <a href="https://www.anthropic.com/glasswing">e la pagina di presentazione ne spiega tutto il peso</a> sistemico. </strong>Sicuramente c&#8217;è anche molta carica mediatica e sentimento di aspettativa in un contesto che vede Anthropic <strong>duellare proprio con OpenAI per la sfida decisiva</strong><a href="https://www.ft.com/content/04ac7917-940b-4606-be5f-9eb895a7d982?syn-25a6b1a6=1"><strong> su quale sarà la prima compagnia del settore</strong> a programmare concretamente lo sbarco a Wall Street.</a> Ma ormai vediamo che la partita si è spostata: da quale sia il modello di linguaggio più performante a quale sia quello concretamente più capace di produrre cambiamenti a livello di sistema tecnologico ed economia dei servizi. L&#8217;IA sta diventando pienamente integrata nell&#8217;economia e vincerà la corsa chi saprà metterla pienamente al servizio di cambiamenti trasformativi. Ed è qui che Amodei mira a staccare Altman.</p>



<p><strong><em>Le grandi partite economiche e tecnologiche plasmano il mondo di oggi. Su InsideOver le commentiamo con attenzione e curiosità. Per contribuire a sostenere una testata che vuole leggere il mondo di domani mentre è in elaborazione,&nbsp;</em></strong><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">abbonati e sostieni il nostro lavoro.</a></p>
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		<title>Intelligenza Artificiale in missione: il caso Claude e la cattura di Maduro</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/intelligenza-artificiale-in-missione-il-caso-claude-e-la-cattura-di-maduro.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Feb 2026 05:51:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Anthropic]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza artificiale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/maduro.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Maduro" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/maduro.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/maduro-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/maduro-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/maduro-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p> Il modello di intelligenza artificiale Claude della società Anthropic sarebbe stato impiegato nella cattura di Nicolás Maduro. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/maduro.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Maduro" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/maduro.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/maduro-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/maduro-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/maduro-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Secondo quanto riportato dal <em>Wall Street Journal </em>e ripreso da Reuters, il modello di intelligenza artificiale <strong><a href="https://it.insideover.com/tecnologia/ia-schiaffo-ad-anthropic-15-miliardi-di-dollari-di-multa-per-il-copyright.html">Claude della società Anthropic</a></strong> sarebbe stato impiegato nell’operazione militare statunitense che ha portato alla cattura di <strong>Nicolás Maduro </strong>e al suo trasferimento negli Stati Uniti per rispondere di accuse legate al narcotraffico. Reuters precisa di non avere verificato in modo indipendente i dettagli operativi</p>



<p>La questione non è solo “se” sia successo, ma “che cosa significa” se è vero: perché qui l’Intelligenza Artificiale non è più un assistente d’ufficio o un motore di produttività, ma un pezzo della catena decisionale e informativa in un’azione ad alta sensibilità politica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Regole dichiarate e usi possibili</h2>



<p>Anthropic, come molte società del settore, pubblica norme di utilizzo che vietano l’impiego del modello per facilitare violenza, sviluppo di armi o attività di sorveglianza. Nelle dichiarazioni attribuite all’azienda, la linea è prudente: <strong>non confermare né smentire l’uso in operazioni specifiche </strong>e ribadire che ogni impiego deve rispettare le regole e i controlli di conformità.</p>



<p>Questa postura è tipica quando si sfiora l’area delle attività classificate: si difende il principio, si evita il dettaglio, si mantiene uno spazio di manovra. Ma proprio quel vuoto alimenta il tema politico: chi decide che cosa rientra in “supporto operativo” e che cosa sconfinerebbe in “uso per la violenza”?</p>



<h2 class="wp-block-heading">La filiera Palantir e l’accesso ai sistemi riservati</h2>



<p>Il punto tecnico-politico indicato dalle ricostruzioni è l’integrazione attraverso Palantir, società di dati storicamente radicata nei flussi di lavoro di difesa e sicurezza, che avrebbe consentito l’impiego di Claude anche su reti classificate. È qui che il tema smette di essere una disputa astratta sull’etica dell’Intelligenza Artificiale e diventa infrastruttura: <strong>non conta solo il modello, conta dove gira,</strong> con quali dati, con quali autorizzazioni e con quali “contenitori” operativi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’Intelligenza Artificiale come acceleratore</h2>



<p>In uno scenario realistico, l’utilità di un modello linguistico in una missione non è “premere il grilletto”, ma comprimere i tempi. <strong>Sintesi rapida di grandi volumi di informazioni,</strong> collegamento tra segnali deboli, supporto alla redazione di rapporti, preparazione di opzioni operative, interrogazione di archivi, produzione di ipotesi. Tutte cose che, se avvengono dentro una missione, non sono neutre: migliorano il ritmo, riducono l’attrito, aumentano la capacità di coordinamento.</p>



<p>Il punto delicato è la responsabilità: più si accelera il ciclo, più si deve essere certi della qualità dei dati, dei limiti del modello, della possibilità di errori e allucinazioni. In un teatro operativo, anche un fraintendimento non è un refuso: può diventare una decisione sbagliata.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La trasformazione del mercato dell’IA</h2>



<p>Quando un modello entra, anche indirettamente, in un’operazione militare sensibile, si accende un riflettore su contratti, clausole e rischio reputazionale. Le ricostruzioni giornalistiche evocano tensioni interne e la possibilità che la vicenda pesi su rapporti economici in corso o futuri nel settore difesa. Al di là del singolo caso, il trend è chiaro: <strong>l’Intelligenza Artificiale sta diventando un mercato di sovranità,</strong> dove il cliente pubblico non compra solo software, compra capacità strategica. Ne deriva una conseguenza pratica: le aziende che promettono “sicurezza e regole” dovranno dimostrare che quei limiti sono applicabili anche quando l’utente è un apparato statale, e non un’azienda privata.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il precedente e il messaggio agli alleati</h2>



<p>Sul piano geopolitico, la cattura di Maduro è già di per sé un evento dirompente, con inevitabili discussioni su sovranità, legittimità e diritto internazionale. L’eventuale uso di Intelligenza Artificiale in quel contesto aggiunge un livello: significa che <strong>la competizione tra potenze incorpora strumenti che accelerano raccolta, fusione e interpretazione delle informazioni.</strong> Geoeconomicamente, è un segnale ai partner: chi controlla i sistemi, i dati e i modelli controlla anche un pezzo della capacità di azione. Ed è un segnale ai concorrenti: la corsa non è solo a costruire modelli più potenti, ma a renderli utilizzabili in ambienti sensibili, con integrazioni che superano il confine tra civile e militare.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il punto politico finale: la zona grigia diventa dottrina</h2>



<p>Se questa vicenda verrà confermata nei dettagli, non dimostrerà che “l’Intelligenza Artificiale fa la guerra”. Dimostrerà qualcosa di più sottile: che la zona grigia tra analisi, pianificazione e operazione è ormai un terreno dove l’Intelligenza Artificiale può entrare senza proclamazioni ufficiali, attraverso partnership e integrazioni. E quando una tecnologia entra così, non resta un episodio: tende a diventare prassi.</p>
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		<title>Ia, Schiaffo ad Anthropic: 1,5 miliardi di dollari di multa per il copyright</title>
		<link>https://it.insideover.com/tecnologia/ia-schiaffo-ad-anthropic-15-miliardi-di-dollari-di-multa-per-il-copyright.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Sep 2025 16:40:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Anthropic]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza artificiale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=485135</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1078" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/pexels-pixabay-270404.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/pexels-pixabay-270404.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/pexels-pixabay-270404-300x168.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/pexels-pixabay-270404-1024x575.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/pexels-pixabay-270404-768x431.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/pexels-pixabay-270404-1536x862.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/pexels-pixabay-270404-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/pexels-pixabay-270404-600x337.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Negli ultimi giorni, la battaglia legale che ha coinvolto l’azienda Anthropic e migliaia di autori statunitensi ha vissuto un nuovo colpo di scena. Il giudice federale William Alsup ha deciso di respingere l’accordo da 1,5 miliardi proposto dall’azienda e formalmente accettato dai legali degli autori. Il motivo, secondo Alsup, sarebbe una proposta “incompleta” e “poco &#8230; <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/ia-schiaffo-ad-anthropic-15-miliardi-di-dollari-di-multa-per-il-copyright.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1078" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/pexels-pixabay-270404.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/pexels-pixabay-270404.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/pexels-pixabay-270404-300x168.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/pexels-pixabay-270404-1024x575.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/pexels-pixabay-270404-768x431.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/pexels-pixabay-270404-1536x862.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/pexels-pixabay-270404-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/pexels-pixabay-270404-600x337.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Negli ultimi giorni, la <strong>battaglia legale</strong> che ha coinvolto l’azienda <strong>Anthropic</strong> e migliaia di autori statunitensi ha vissuto un nuovo colpo di scena. Il giudice federale William Alsup ha deciso di respingere l’accordo da 1,5 miliardi proposto dall’azienda e formalmente accettato dai legali degli autori. Il motivo, secondo Alsup, sarebbe una proposta “incompleta” e “poco trasparente”, che non garantisce agli autori gli strumenti adeguati per far valere i propri diritti nel disordine burocratico e amministrativo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un passo indietro: chi è Anthropic</h2>



<p><strong>Anthropic </strong>è una start-up statunitense fondata nel 2021 da ex ricercatori di OpenAI, con l’obiettivo di creare modelli di intelligenza artificiale più sicuri e trasparenti. <strong><em>Claude </em></strong>è il suo sistema di intelligenza artificiale, recentemente aperto al mercato globale (Italia inclusa). Claude non è altro che un classico chatbot: un po’ come Chatgpt o Gemini, risponde all’utente quando riceve un prompt o un comando, è in grado di analizzare immagini e file di testo, di tradurre, codificare e semplificare. La differenza con altri suoi simili, secondo i due fondatori, i fratelli italo-americani <strong>Daniela e Dario Amodei</strong>, sarebbe quella di riuscire ad evitare la generazione automatica di dati sbagliati o fuorvianti, le cosiddette <em>allucinazioni. </em>Inoltre, secondo i creatori, sarebbe dieci volte più capace di difendersi dai <em>jailbreak</em>, cioè i tentativi di aggirare le misure di protezione insegnate all&#8217;IA durante l&#8217;addestramento.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché la class action </h2>



<p>Il 19 agosto dello scorso anno, un gruppo di autori &#8211; tra cui Andrea Bartz e Charles Graeber &#8211; decide di intraprendere una class action contro Anthropic. Secondo questi ultimi, l’azienda avrebbe utilizzato illegalmente i loro libri &#8211; scaricandoli da siti piratati &#8211; per addestrare i suoi modelli di IA, tra cui il chatbot <strong>Claude</strong>.</p>



<p>Già nel 2023, un gruppo di autori &#8211; tra cui il giornalista Ta-Nehisi Coates &#8211; aveva fatto <a href="https://www.theguardian.com/technology/2025/jun/26/meta-wins-ai-copyright-lawsuit-as-us-judge-rules-against-authors">causa a Meta</a>, accusandolo similmente di aver violato i loro diritti d’autore, scaricando milioni di libri da siti piratati per addestrare modelli linguistici. Il caso, conosciuto come <strong>Kadrey vs Meta, </strong>si è concluso in positivo per l’impresa: secondo il giudice Vince Chabria, infatti, l’uso di quei libri rientrava nel <strong>“fair use”</strong> in quanto pensato non per leggerli o venderli, ma per addestrare un modello linguistico. Inoltre, secondo Chabria, i querelanti non avevano presentato prove sufficienti per dimostrare che l&#8217;uso dei loro libri da parte di Meta costituisse un danno.</p>



<p>Nel giugno di quest’anno, il giudice Alsup emette una sentenza parziale che arriva più o meno alla stessa conclusione: riconosce che l’addestramento di modelli IA utilizzando libri protetti può rientrare nel “fair use”. Tuttavia, stabilisce anche che Anthropic ha commesso un’infrazione che non rientrerebbe nell’uso lecito, ovvero aver conservato i suddetti libri (si parla di milioni) in un archivio centrale, senza pagarne i diritti. Così, la questione viene rimandata a giudizio, e nel frattempo Anthropic si assicura di formulare un accordo impossibile da rifiutare: 1,5 miliardi di dollari. circa 3.000 per libro coinvolto, oltre alla promessa di distruggere tutti i libri piratati. Ma Alsup rimanda anche l’approvazione dell’accordo, evidenziando la mancanza di alcuni dettagli, come ad esempio quali opere saranno incluse e come gli autori verranno informati. L’udienza successiva è prevista per il 25 settembre.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un caso emblematico, non isolato</h2>



<p>Questa class action, molto più ingente di quella intrapresa contro Meta da pochi autori anni fa, potrebbe essere la goccia che fa traboccare il vaso. Intanto Anthropic è coinvolta anche in un’altra causa intentata da un gruppo di etichette discografiche, tra cui Universal Music Group, per aver apparentemente utilizzato testi protetti da copyright e per aver scaricato illegalmente canzoni da BitTorrent per addestrare Claude.</p>



<p>Da anni ormai autori, editori, musicisti e artisti sostengono che l’intelligenza artificiale abbia contribuito ad acuire le difficoltà di un lavoro già pieno di rischi come quello creativo, creando una concorrenza sleale, aggirando copyright e consenso. Negli Stati Uniti si discute spesso della troppa flessibilità della dottrina del fair use, laddove le aziende tech riescono a nascondere l’utilizzo di migliaia di opere protette senza autorizzazione dietro lo scudo della “<strong>trasformatività</strong>”. In poche parole, non sono perseguibili in determinati casi perché le loro azioni, seppur illegali, implementano la creatività e promuovono il progresso scientifico. Il fair use diventa una difesa legale fondamentale per le aziende tecnologiche e la decisione di Alsup potrebbe essere la prima a scardinarla nel contesto dell’IA generativa.</p>



<p>L’Unione Europea, invece, ha un approccio molto più restrittivo e regolatorio. Nel luglio di quest’anno infatti ha reso pubblico il <a href="https://www.agendadigitale.eu/mercati-digitali/codice-gpai-come-leuropa-tutela-il-copyright-nellera-dellia/">codice GPAI</a> (General Purpose-AI), nell’ambito dell’AI Act, che, seppur non obbligatorio, può diventare per le aziende una sicurezza a livello legale e amministrativo. Nel codice sono inclusi elementi come la <strong>disciplina alla trasparenza, </strong>(gli sviluppatori dovranno provare la correttezza dei dati raccolti attraverso la compilazione di moduli), il <strong>rispetto del diritto d’autore </strong>e <strong>misure preventive per garantire la protezione contro abusi e vulnerabilità.</strong></p>



<p>Il caso Anthropic riaccende il dibattito su come l’intelligenza artificiale stia <strong>ridefinendo il rapporto tra creatività e tecnologia</strong>. Non è praticabile attuare un approccio troppo permissivo, che incoraggia la sperimentazione ma rischia di svalutare le opere dell’essere umano. Allo stesso tempo, avere regole più rigide tutela il consenso esplicito dei creatori ma rischia di soffocare lo sviluppo dell’IA, che ha il potenziale di generare enormi benefici per l’umanità. La vera domanda da porsi è: fino a che punto possiamo attingere dal patrimonio culturale e umano esistente per costruire le tecnologie del futuro, senza rischiare di distruggerlo per sempre?</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/ia-schiaffo-ad-anthropic-15-miliardi-di-dollari-di-multa-per-il-copyright.html">Ia, Schiaffo ad Anthropic: 1,5 miliardi di dollari di multa per il copyright</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il derby del Golfo: Dopo gli Emirati Arabi Uniti, anche il Qatar entra nella corsa all&#8217;intelligenza artificiale</title>
		<link>https://it.insideover.com/tecnologia/il-derby-del-golfo-dopo-gli-emirati-arabi-uniti-anche-il-qatar-entra-nella-corsa-allintelligenza-artificiale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Sep 2025 17:05:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Anthropic]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza artificiale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241212113729111_c66bda4f5bf9f1aa5cdf16ac45aec2cc.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241212113729111_c66bda4f5bf9f1aa5cdf16ac45aec2cc.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241212113729111_c66bda4f5bf9f1aa5cdf16ac45aec2cc-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241212113729111_c66bda4f5bf9f1aa5cdf16ac45aec2cc-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241212113729111_c66bda4f5bf9f1aa5cdf16ac45aec2cc-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241212113729111_c66bda4f5bf9f1aa5cdf16ac45aec2cc-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241212113729111_c66bda4f5bf9f1aa5cdf16ac45aec2cc-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dopo lo scatto degli Emirati Arabi Uniti, che provando a giocare sul binomio tra intelligenza artificiale e energia nucleare si sono presentati come hub regionale della potenza di calcolo, anche il Qatar è entrato con viva forza nel grande gioco dell&#8217;Ia. Nei giorni scorsi, infatti, il fondo sovrano dell&#8217;emirato, la Qatar Investment Authority, ha ufficializzato &#8230; <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/il-derby-del-golfo-dopo-gli-emirati-arabi-uniti-anche-il-qatar-entra-nella-corsa-allintelligenza-artificiale.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241212113729111_c66bda4f5bf9f1aa5cdf16ac45aec2cc.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241212113729111_c66bda4f5bf9f1aa5cdf16ac45aec2cc.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241212113729111_c66bda4f5bf9f1aa5cdf16ac45aec2cc-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241212113729111_c66bda4f5bf9f1aa5cdf16ac45aec2cc-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241212113729111_c66bda4f5bf9f1aa5cdf16ac45aec2cc-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241212113729111_c66bda4f5bf9f1aa5cdf16ac45aec2cc-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241212113729111_c66bda4f5bf9f1aa5cdf16ac45aec2cc-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dopo lo scatto degli <strong>Emirati Arabi Uniti,</strong> che provando a giocare sul binomio tra intelligenza artificiale e energia nucleare si sono presentati come hub regionale della potenza di calcolo, anche il <strong>Qatar è entrato con viva forza</strong> nel grande gioco dell&#8217;Ia. </p>



<p>Nei giorni scorsi, infatti, il fondo sovrano dell&#8217;emirato, <strong>la Qatar Investment Authority</strong>, ha ufficializzato la sua partecipazione a un round di investimento da 13 miliardi di dollari nel capitale di Anthropic, player americano dell&#8217;intelligenza artificiale che opera nel settore dei servizi per clienti aziendali ed è stata fondato nel 2021 dagli ex manager di OpenAI Dario e Daniela Amodei. </p>



<p>I due imprenditori statunitensi, rispettivamente Ceo e presidente dell&#8217;azienda basata a San Francisco, hanno guidato un round di finanziamento che ha alzato a 183 miliardi di dollari il valore di Anthropic, includendo anche Qia nel novero di un gruppo di finanziatori che include anche <strong>Amazon (8 miliardi di dollari), Google (2 miliardi) e Menlo Ventures (750 milioni)</strong>. Il fondo di Doha si è unito a Lightspeed, Fidelity Management, Blackstone, Coatue, <a href="https://it.insideover.com/economia/eni-tim-bper-blackrock-fa-shopping-in-italia.html">BlackRock</a> in un round corposo che ha contribuito ad aumentare il pregio dei detentori di capitale di rischio di Anthropic.</p>



<p>&#8220;Questo ultimo round di investimenti alimenta la corsa agli armamenti nelle aziende di intelligenza artificiale, con le monarchie del Golfo che sostengono diverse aziende&#8221;, <a href="https://www.intellinews.com/qatar-backs-ai-firm-anthropic-in-13bn-series-f-doubling-valuation-to-183bn-399559/?source=qatar">nota <em>Bne Intellinews</em>, aggiungendo che Anthropic</a> &#8220;ha acquisito popolarità con il suo modello di intelligenza artificiale Claude, lanciato a marzo 2023. L&#8217;azienda ha aggiunto di avere un fatturato annuo in aumento da 1 miliardo di dollari all&#8217;inizio del 2025 a oltre 5 miliardi di dollari entro agosto&#8221;.</p>



<p>La partita delle monarchie del Golfo per l&#8217;Ia è triplice. <strong>In primo luogo, i Paesi della regione</strong> mirano a intercettare i trend di crescita del settore e la strutturazione di modelli di business <em>AI-oriented</em> per ottenere importanti profitti da questi investimenti. In secondo luogo, gli Stati della regione mirano a offrire spazio e prospettive <strong>agli stanziamenti dei data center per aumentare la potenza di calcolo</strong> delle grandi compagnie, soprattutto statunitensi, sfruttando la disponibilità d&#8217;energia a basso prezzo della regione. Infine, logica conseguenza dei due precedenti fronti, <strong>questo aiuterebbe a diversificare l&#8217;economia e ad attrarre talenti</strong> in un&#8217;area che si presenta come hub dell&#8217;economia di frontiera del XXI secolo e vuole guardare oltre la dipendenza energetica.</p>



<p>In prospettiva, <strong>il sentiero di crescita della tecnologia qatariota</strong> potrà essere quantomeno interessante e promettente. Lo scenario che si apre è quello di una convergenza tra gli obiettivi di singoli Paesi e quelli di singole aziende, a creare cordate in grado di amplificare le sinergie, gli investimenti, l&#8217;uso dell&#8217;energia e della potenza di calcolo. </p>



<p>Per i Paesi del Golfo è un&#8217;opportunità, per le aziende Usa un gancio per sfuggire alla situazione di <strong>precarietà che lo </strong><a href="https://it.insideover.com/tecnologia/nella-corsa-allia-la-cina-stacca-gli-usa-sul-fronte-dellenergia.html"><strong>sviluppo Ia rischia di imporre sul suolo americano</strong>, principalmente nella partita delle reti</a>. Il &#8220;grande gioco&#8221; è solo all&#8217;inizio ma il Golfo è al centro del mondo anche per questo fronte. Ragion per cui gli Usa non possono perdere Paesi come il Qatar: la pronta volontà di Donald Trump di rispondere a problematiche come l&#8217;attacco israeliano contro Doha si spiega anche con la nascente alleanza Ia. Ritenuta vitale da una superpotenza in cerca di nuove rotte per la sua egemonia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/il-derby-del-golfo-dopo-gli-emirati-arabi-uniti-anche-il-qatar-entra-nella-corsa-allintelligenza-artificiale.html">Il derby del Golfo: Dopo gli Emirati Arabi Uniti, anche il Qatar entra nella corsa all&#8217;intelligenza artificiale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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