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	<title>Alt-right Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Sun, 31 May 2020 05:42:35 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Alt-right Archives - InsideOver</title>
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		<title>In Usa c&#8217;è chi vuole la guerra civile</title>
		<link>https://it.insideover.com/nazionalismi/cosi-i-boogaloo-boys-hanno-esordito-nelle-strade-americane.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Boezi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 May 2020 05:41:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nazionalismi]]></category>
		<category><![CDATA[Alt-right]]></category>
		<category><![CDATA[Armi]]></category>
		<category><![CDATA[boogaloo Boys]]></category>
		<category><![CDATA[estremismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="797" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Boogaloo-e1590903749937.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Boogaloo-e1590903749937.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Boogaloo-e1590903749937-300x124.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Boogaloo-e1590903749937-768x319.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Boogaloo-e1590903749937-1024x425.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La creazione di movimenti radicali, negli Stati Uniti, è un fenomeno che sta diventando consueto. L&#8217;estrema destra americana, in questi anni, ci ha abituato a nuove forme comunicative, nuove organizzazioni, nuove piattaforme ideologiche e nuove personalità di vertice. Queste ultime hanno esercitato dei ruoli almeno a livello mediatico-organizzativo. L&#8217;ultima espressione di questo composito universo ideologico &#8230; <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/cosi-i-boogaloo-boys-hanno-esordito-nelle-strade-americane.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/cosi-i-boogaloo-boys-hanno-esordito-nelle-strade-americane.html">In Usa c&#8217;è chi vuole la guerra civile</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="797" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Boogaloo-e1590903749937.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Boogaloo-e1590903749937.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Boogaloo-e1590903749937-300x124.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Boogaloo-e1590903749937-768x319.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Boogaloo-e1590903749937-1024x425.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La creazione di movimenti radicali, negli Stati Uniti, è un fenomeno che sta diventando consueto. L&#8217;estrema destra americana, in questi anni, ci ha abituato a nuove forme comunicative, nuove organizzazioni, nuove piattaforme ideologiche e nuove personalità di vertice. Queste ultime hanno esercitato dei ruoli almeno a livello mediatico-organizzativo. L&#8217;ultima espressione di questo composito universo ideologico è quella dei <strong>Boogaloo Boys</strong>, un gruppo eterogeneo di cui le cronache si stanno interessando pure per via della rivolta di <strong>Minneapolis</strong>. Anche loro fanno parte del moto innescatosi dopo <a href="https://www.ilgiornale.it/video/mondo/george-floyd-ucciso-diciannovenne-durante-proteste-detroit-1866722.html">la morte di George Floyd</a>. A breve vedremo come.</p>
<p>Prima ci conviene fare qualche premessa: in maniera diversa dall&#8217;alt-right tradizionale, i Boogaloo Boys, che prendono il nome da una sub-cultura popolare, da una terminologia tipica delle isole Hawaai &#8211; <a href="https://www.thetimes.co.uk/article/boogaloo-boys-prepare-for-next-american-civil-war-in-hawaiian-shirts-wsmdmmclm">come dice</a> il <em>Times</em> &#8211; e forse anche da un tipo di danza e dal titolo di un film (l&#8217;origine del nome non è chiarissima), non hanno alcuna intenzione di provare a divenire endemici al sistema. Sull&#8217;alt-right si è detto di tutto, compreso che gli esponenti di spicco si fossero appoggiati a Trump, per tentare la scalata nel Partito Repubblicano. Una parabola che, a distanza di quattro anni, non si è mai verificata. Anzi, chi fa parte di questo movimento &#8211; perché di <strong>movimentismo</strong> si tratta &#8211; si definisce volentieri &#8220;anti&#8221;. Volendo rintracciare un filo-conduttore, si potrebbe dire che i Boogaloo Boys contestano le <strong>politiche liberal</strong> che sono maggioritarie in molti Stati a stelle e strisce, in specie in quelli governati dai Democratici. Con l&#8217;emisfero della destra estrema già nota, i Boogaloo Boys condividono alcune usanze: la propaganda sul web, l&#8217;utilizzo dei meme (la rana Pepe fa capolino volentieri anche sugli indumenti indossati dalla nuova destra estremista americana), la difesa del diritto di possedere le <strong>armi</strong> e l&#8217;adesione a teorie ritenute complottiste. È normale notare più di qualche somiglianza con l&#8217;alt-right per come l&#8217;abbiamo conosciuta. Così com&#8217;è giusto pensare ad una sovrapposizione <a href="https://it.insideover.com/reportage/societa/stati-uniti-damerica.html">con gruppi e personalità che già abbiamo avuto d&#8217;indagare</a>.</p>
<p><a href="https://www.nbcnews.com/tech/social-media/what-boogaloo-how-online-calls-violent-uprising-are-getting-organized-n1138461">Secondo <em>Nbc News</em></a>, lo scopo di questa organizzazione è quello di dar vita ad una &#8220;seconda guerra civile&#8221;. Alcuni media esagerano? Come nel caso dell&#8217;alt-right, bisogna partire da un presupposto: le persone che fanno parte di movimenti come questo possono non avere tutte la stessa matrice di pensiero. Di sicuro, i Boogaloo Boys ospitano parecchia esaltazione. E la violenza, compresa quella delle pallottole, sembra abbastanza sdoganata, quantomeno al livello culturale, tra i militanti. I gruppi o le pagine <em>Facebook</em>, che per lo più sono chiusi, sono contraddistinti <a href="https://www.facebook.com/pg/BoogalooBoi/photos/?ref=page_internal">da un costante richiamo alle armi</a>. La situazione non cambia con i video caricati su <em>Youtube</em>. Molto probabilmente, all&#8217;interno di questo movimento, dimorano sacche ideologiche differenti ma accomunate dall&#8217;essere radicali, dal pensare radicale, e dal contribuire, quindi, alla polarizzazione di un quadro, quello politico statunitense, che sarebbe già polarizzato di suo. Vi sarà capitato di osservare le immagini di chi protestava in favore della riapertura delle attività durante la quarantena americana. Bene, i Boogaloo Boys hanno esordito in <strong>Michigan</strong>, <a href="https://www.ilgiornale.it/news/mondo/michigan-proteste-contro-lockdown-uomini-armati-provano-1859743.html">con la protesta relativa alle riaperture statali</a>. Una protesta che è stata anche armata: è un dovere sottolinearlo. I Boogaloo Boys non sono un prodotto delle proteste di Minneapolis. Quella, semmai, è la sede della loro seconda comparsa sulla scena pubblica. Terminate le premesse, possiamo fare un passo indietro nel tempo.</p>
<p>Siamo in <strong>Michigan</strong> ed è un periodo di pieno lockdown. Il Sars-Cov2 sta impedendo agli Stati Uniti di fare gli Stati Uniti. <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-donald-trump.html">Donald Trump</a> ha iniziato a parlare di &#8220;transizione&#8221; dalla pandemia, una fase che prima o poi sarebbe arrivata. Alcuni governatori, tra cui <strong>Gretchen Esther Whitmer</strong>, quella del Michigan, nicchiano sull&#8217;ipotesi di un ritorno alla normalità in tempi brevi. I libertari, oltre alle armi, sfoderano pure azioni plateali: un manipolo di persone armate, neppure poco consistente, si insedia all&#8217;interno della sede del governatorato. La politica predica calma. Trump sembra quasi assecondare determinate richieste, parlando pure di &#8220;brava gente&#8221;. L&#8217;accaduto <a href="https://www.agenzianova.com/a/0/2919217/2020-05-01/usa-trump-invita-governatore-michigan-a-trattare-con-dimostranti-armati-e-brava-gente">si può approfondire</a> sull&#8217;<em>Agenzia Nova</em>. Il fenomeno però si allarga ed inizia ad interessare anche altre realtà cittadine, con modalità di manifestazione di dissenso più o meno simili alle prime. Il libertarismo &#8211; diviene chiaro &#8211; è il trait d&#8217;union di queste frange armate, che però non sparano, o che ancora non lo avevano fatto o che per ora non lo hanno fatto. Il Michigan e la pandemia hanno fornito un&#8217;occasione: è dalla fine del 2019 che, sui siti specializzati, si parla della possibile insorgenza di questo gruppo.</p>
<p>I motivi dietro alla nascita di un movimento così strutturato possono variare: uno è di sicuro lo sviluppo di una mentalità che intende tutelare i bianchi. La demografia americana sta cambiando. Esiste una fascia di popolazione che non è incline ad assecondare i diritti delle minoranze e la loro crescita esponenziale. In una parte dei casi, trattasi di <strong>razzismo</strong> a tutti gli effetti. Quando il fattore suprematista non c&#8217;è &#8211; il caso di Minneapolis è esemplificativo di come i Boogaloo Boys possano opportunamente sfruttare anche dissensi provenienti dalle stesse minoranze &#8211; , il collante diviene il sentimento anti-élitario: la famosa contrapposizione tra il &#8220;basso&#8221; e &#8220;l&#8217;alto&#8221; del sistema socioeconomico. Non che le critiche all&#8217;establishment passino tutte da movimentismi come questo. Ma quella dei Boogaloo Boys è una delle declinazioni di quel confronto. Una buona sintesi è insomma rintracciabile nella <em>summa</em> tra le istanze populiste ed il<strong> liberismo sfrenato</strong>, con un accento sullo Stato minimo, con meno attività di controllo possibili, e sulla difesa, a loro detta, del secondo emendamento, quello che negli Statesi tutela un cittadino vuole possedere delle armi. Sia come sia, trattasi di un movimento che tende al post-ideologico.</p>
<p>La partita &#8220;Michigan&#8221;, mentre scriviamo, è ancora aperta. Ma ora le luci dei riflettori si sono spostate su Minneapolis, dove i Boogaloo Boys <a href="https://www.ilgiornale.it/news/politica/afroamericano-ucciso-scontri-minneapolis-marcia-contro-1866127.html">partecipano volentieri alle sommosse</a>. Gli afro-americani sono i veri protagonisti della rivolta, ma anche questa neo fazione ultraconservatrice è presente tra le strade della città del Minnesota. Perché? Prendendo per buona la finalità descritta dalla <em>Nbc News</em>, si direbbe che lo scopo degli estremisti sia quello di soffiare sul caos, al fine di accelerare il processo che porterebbe alla &#8220;seconda guerra civile&#8221;. Altrimenti, si potrebbe postulare l&#8217;ipotesi secondo cui i Boogaloo Boys non accetterebbero che le forze dell&#8217;ordine, in quanto braccio dello Stato, esercitino un controllo sul territorio troppo stringente. Forse esiste un mix di questi due fattori.</p>
<p>Di sicuro, stando pure a quanto riportato di recente sulle cronache, il problema non è sfuggito agli organi statali: il Consiglio di Sicurezza nazionale ha diramato un rapporto. Un documento che può sancire la pericolosità di questo movimento e che, in qualche modo, certifica pure la sua esistenza.</p>
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		<title>La minaccia dei neo-nazisti, tra l&#8217;alt-Right e il populismo</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/il-trio-dei-neo-nazi-le-organizzazioni-ebraiche-e-lintelligence-americana.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 May 2019 09:10:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Alt-right]]></category>
		<category><![CDATA[Federal Bureau of Investigation (Fbi)]]></category>
		<category><![CDATA[neo-nazi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="934" height="512" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/Cattura-10.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/Cattura-10.png 934w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/Cattura-10-300x164.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/Cattura-10-768x421.png 768w" sizes="(max-width: 934px) 100vw, 934px" /></p>
<p>L&#8217;allarme di una minaccia &#8220;neo-nazista&#8221; nei Paesi occidentali ha subito un acceleramento parallelamente all&#8217;ascesa del populismo. Eppure questi movimenti extra-parlamentari sono sempre esistiti, persino dopo la caduta del Terzo Reich. Chi sono esattamente, come operano e quali sono le relazioni con i loro nemici giurati, in primis le organizzazioni ebraiche e l&#8217;intelligence americana? E quali &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/il-trio-dei-neo-nazi-le-organizzazioni-ebraiche-e-lintelligence-americana.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/il-trio-dei-neo-nazi-le-organizzazioni-ebraiche-e-lintelligence-americana.html">La minaccia dei neo-nazisti, tra l&#8217;alt-Right e il populismo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="934" height="512" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/Cattura-10.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/Cattura-10.png 934w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/Cattura-10-300x164.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/Cattura-10-768x421.png 768w" sizes="auto, (max-width: 934px) 100vw, 934px" /></p><p>L&#8217;allarme di una minaccia &#8220;neo-nazista&#8221; nei Paesi occidentali ha subito un acceleramento parallelamente all&#8217;ascesa del <strong>populismo</strong>. Eppure questi movimenti extra-parlamentari sono sempre esistiti, persino dopo la caduta del Terzo Reich. Chi sono esattamente, come operano e quali sono le relazioni con i loro nemici giurati, in primis le organizzazioni ebraiche e l&#8217;intelligence americana? E quali sono le differenze con l&#8217;attuale<strong> alt-right</strong> americana?</p>
<p><strong>J. Arthur Bloom</strong> è uno scrittore americano della Virginia, redattore-associato del <em>The American Conservative</em>, collaboratore di <em>The Daily Caller</em> e <em>The Catholic Herald</em>,  e ha svolto una ricerca dettagliata sul ruolo dell’estrema destra negli Usa. I suoi lavori sul neonazismo raccontano le relazioni storiche tra l&#8217;estrema destra americana con l&#8217;organizzazione ebraica filo-israeliana, le forze dell&#8217;ordine e l&#8217;intelligence americana, dimostrando, prove alla mano, come questi attori hanno spesso lavorato insieme per portare avanti i loro interessi.</p>
<p><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-205385 aligncenter" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/IMG_2730-768x1024.jpg" alt="Alt-Right 1" width="775" height="1033" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/IMG_2730-768x1024.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/IMG_2730-225x300.jpg 225w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/IMG_2730-1920x2560.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/IMG_2730.jpg 1440w" sizes="auto, (max-width: 775px) 100vw, 775px" /></p>
<p><strong>Nella tua ricerca hai spiegato come hanno lavorato in passato i neo-nazisti americani e il Ku Klux Klan e le loro relazioni con i gruppi che cercavano di distruggerli – tra cui l’organizzazione ebraica dell&#8217;Anti-Defamation League (ADL), le forze dell&#8217;ordine e il Federal Bureau of Investigation</strong> <strong>(FBI) -, denunciando le tecniche di infiltrazione tramite informatori. Puoi spiegare più nel dettaglio di cosa si tratta? </strong><strong> </strong></p>
<p>I media si sono lamentati più volte del fatto che tutti hanno guadagnato qualcosa in questa sinergia. L&#8217;estrema destra vuole la visibilità, mentre le &#8220;watchdog organizations&#8221; vogliono raccogliere più donazioni. Non a caso sono state pubblicate sui giornali diverse interviste al noto nazionalista bianco Richard Spencer. &#8220;Se vogliono dei nazisti, gli daremo dei fottuti nazisti!&#8221; ha detto George Lincoln Rockwell, fondatore del Partito Nazista Americano negli anni Sessanta. L&#8217;estrema destra di solito è contenta di fare la parte che i giornali vogliono che assuma, ma c&#8217;è anche un livello di collusione molto più profondo che a che fare con dei pagamenti sottobanco e degli informatori delle forze dell&#8217;ordine.</p>
<p>Prima di tutto, dobbiamo fare una distinzione: gli informatori sono solo persone all&#8217;interno di un gruppo che rilasciano informazioni a dei partiti esterni interessati, poi c&#8217;è un tipo di informatore molto più specifico che entra in un gruppo sotto falsa identità e questo è un infiltrato. Io faccio ricerca su entrambi. Il pericolo degli informatori è che il loro status spesso li ha protetti dal perseguimento dei loro crimini. Nella criminalità organizzata, per esempio, questo accade frequentemente.</p>
<p>Dopo la fine della segregazione razziale, negli anni della famosa legge del &#8220;<strong>Civil Rights Act</strong>&#8221; (1964), c&#8217;è stata una resistenza di massa che si è tradotta nella formazione di gruppi come il Ku Klux Klan e il Partito Nazista Americano, i quali si opponevano al processo di integrazione, spesso in modi estremamente violenti. Ci sono esempi di informatori nel KKK che sono stati protetti dai crimini che hanno commesso, come per esempio <strong>Gary Thomas Rowe</strong>, autore di una serie di azioni criminali e terroristiche, tra cui il bombardamento della chiesa di Birmingham frequentata per la maggior parte da afro-americani e leader del movimento per i diritti civili e l&#8217;omicidio dell&#8217;attivista per i diritti civili <strong>Viola Liuzzo</strong>.</p>
<p>George Lincoln Rockwell, spesso telefonava ai capi dell&#8217;organizzazione ebraica dell&#8217;ADL e dell&#8217;FBI a Washington, per riportargli cosa stava architettando il suo partito. Lo faceva per farsi pubblicità. Bob DePugh, il fondatore dell&#8217;organizzazione militante anti-comunista negli anni &#8217;60, Minutemen, e in seguito membro del movimento nazionalista bianco dell’Identità Cristiana (Identity Christianity Movement), collaborava con l&#8217;FBI perché si vedevano come alleati contro il comunismo.</p>
<p><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-205389 aligncenter" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/IMG_2728-768x1024.jpg" alt="Alt Right 3" width="768" height="1024" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/IMG_2728-768x1024.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/IMG_2728-225x300.jpg 225w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/IMG_2728-1920x2560.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/IMG_2728.jpg 1440w" sizes="auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px" /></p>
<p>E non tutti gli informatori lavorano per le forze dell’ordine. L&#8217;ADL ha una lunga storia di collaborazione con informatori e infiltrati e ci sono nuove watchdog organizations come Hope Not Hate, che fanno lo stesso. A volte queste relazioni possono essere oscure. Ci sono molti casi in cui l’armonia tra gli interessi delle organizzazioni watchdog e i gruppi di estrema destra è più di una semplice simbiosi utile ai fini delle pubbliche relazioni. James Mitchell Rosenberg era un infiltrato dell&#8217;ADL e ha parlato più volte al movimento di Identità Cristiana di estrema destra nel Michigan. Questo gruppo era diretto da Bob Miles, che è stato coinvolto con il KKK. Miles sapeva chi era Rosenberg e lo lasciava parlare comunque.</p>
<p>Ma ancora più assurdo è come hanno collaborato in certi incidenti violenti – Jack Nelson, un reporter del <em>Los Angeles Times</em>, ha scritto di due uomini del Ku Klux Klan pagati per bombardare la casa del capo dell&#8217;ADL, nel 1968. L&#8217;ADL ha pagato questi due uomini del KKK per incastrare Thomas Tarrants, che era un pericoloso terrorista dell’estrema destra. Quando è andato alla casa del direttore dell&#8217;ADL, la polizia lo stava già aspettando e c&#8217;è stata una sparatoria, in cui una complice di Tarrants è stata uccisa, una donna di nome Kathy Ainsworth. L&#8217;FBI ha aiutato a organizzare la cosa, quindi questo dimostra che l&#8217;ADL e l&#8217;FBI avevano e, probabilmente, hanno tuttora un rapporto molto stretto. L&#8217;ADL pagava regolarmente, per esempio, dei viaggi in Israele alle forze dell&#8217;ordine americane. Per molti anni, la responsabile della liaison delle forze dell&#8217;ordine con l&#8217;ADL era Mira Boland, figlia del famoso capo mafioso ebraico Meyer Lansky.</p>
<p><strong>Secondo te, l&#8217;alt-right americana di oggi, descritta dai giornali mainstream come i nazisti odierni, è diversa dal Ku Klux Kan e i neo-nazi del passato?</strong></p>
<p>Una cosa che l&#8217;estrema destra ha imparato con la campagna di counter-intelligence di COINTELPRO per eliminare il KKK e altri gruppi di estrema destra tra gli anni &#8217;50 e &#8217;70, è che dovevano decentralizzarsi per non essere identificati. Da qui è nata l&#8217;idea delle cellule e gli attacchi dei <strong>lupi solitari</strong>. Si sono allontanati dalle strutture dei partiti. All&#8217;estremo di questa strategia ci sono figure come James Mason, autore di Siege, il paterfamilia di <strong>Atomwaffen</strong> – l&#8217;odierno gruppo neo-nazi terrorista, responsabile di una serie di omicidi l&#8217;anno scorso. Mason idealizzava Charles Manson, proprio per i suoi pensieri sulla guerra di razza, che Mason voleva che arrivasse il prima possibile. Questo tipo di violento nichilismo è la filosofia dietro a un gruppo come quello di Atomwaffen.</p>
<p>L&#8217;alt-right in generale non è un partito di massa, è una sottocultura o una movimento online. Se Rockwell era il Lenin dell’estrema destra, Richard Spencer è il suo Adorno. Spencer cerca di costruire una coscienza tra bianchi, non un partito politico. In termini di pensieri, tuttavia, l&#8217;alt-right di oggi crede più o meno nelle stesse cose degli estremisti del passato. Ma la struttura organizzativa è cambiata, perché più gerarchico è un partito, più facile è farlo crollare. L&#8217;alt-right oggi non può essere eliminato così facilmente, perché sono praticamente solo personaggi online che riappaiono appena vengono censurati.</p>
<p><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-205387 aligncenter" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/IMG_2724-768x1024.jpg" alt="Alt Right 2" width="768" height="1024" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/IMG_2724-768x1024.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/IMG_2724-225x300.jpg 225w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/IMG_2724-1920x2560.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/IMG_2724.jpg 1440w" sizes="auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Quindi pensi che l&#8217;alt-right crescerà? </strong><strong> </strong></p>
<p>Non penso che l&#8217;alt-right sia un movimento morente, perché i fattori che lo hanno fatto nascere stanno solo peggiorando: la scomparsa della classe media americana, la persecuzione mediatica, e le assurdità della giustizia sociale della sinistra continueranno, quindi ci saranno sempre persone che come reazione simpatizzeranno con le loro idee.<strong> </strong></p>
<p>Tuttavia, penso sia molto chiaro che l&#8217;alt-right, come l&#8217;estrema destra in passato, soffre di serie malfunzionamenti sociali. I loro personaggi principali sono ricoperti di scandali personali che li fanno apparire come persone psicologicamente instabili. Nessuno guarda a queste figure dell&#8217;alt-right e vede degli eroi della razza bianca. In parte, questo è il frutto di Nietzsche: pensano che come <em>ubermenschen </em>le regole per loro non valgono e possono comportarsi in modi che loro stessi troverebbero inaccettabili in altri gruppi. Uno dei problemi principali di questi gruppi, che li rende più deboli, è che i loro membri sono spesso mentalmente molto instabili, quindi si fanno corrompere facilmente. Questo li rende politicamente insignificanti. Un buon esempio è il Partito Tradizionalista dei Lavoratori (Traditionalist Workers Party), un gruppo di neo-nazisti di una parte dell&#8217;alt-right di oggi, che è crollato dopo una serie di<strong> scandali sessuali</strong>. I partiti politici marginali attraggono persone instabili.</p>
<p>Questi gruppi si stanno anche confrontando con una persecuzione legale e sociale. Questo tipo di repressione funziona, non facciamo finta che non sia così. E si estende anche al di fuori del semplice alt-right. Uno sviluppo recente è che queste tattiche vengono usate anche dalle istituzioni bancarie, che chiudono i conti di tante figure della <strong>destra populista</strong>. Le aziende dei social media hanno un ruolo molto più importante nel destabilizzare questi movimenti e queste aziende ora stanno lavorando con le organizzazioni di watchdog, come l’ADL e anche il più recente Southern Poverty Law Centre (SPLC), che si definiscono come &#8220;anti-odio&#8221;. Entrambe queste organizzazioni filtrano i contenuti su YouTube, e l&#8217;ADL <a href="https://www.adl.org/news/press-releases/facebook-google-microsoft-twitter-and-adl-announce-lab-to-engineer-new" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ha rapporti</a> con Twitter, Facebook e Google. Facebook fa le cose in maniera leggermente diversa e ha dichiarato che le sue scelte di algoritmi sono spesso scelte editoriali.  Ha uno staff che è cresciuto molto negli ultimi due anni, con migliaia di nuovi impiegati. Ci si chiede chi siano queste persone. Da dove arrivano? Chi decide quali notizie possiamo vedere online?</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/il-trio-dei-neo-nazi-le-organizzazioni-ebraiche-e-lintelligence-americana.html">La minaccia dei neo-nazisti, tra l&#8217;alt-Right e il populismo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il killer di Christchurch e quel filo rosso con alt right europea</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-killer-di-christchurch-e-quel-filo-rosso-con-alt-right-europea.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Mar 2019 10:12:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Alt-right]]></category>
		<category><![CDATA[sparatoria di massa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1620" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9407313-1620x1080.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9407313-1620x1080.jpg 1620w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9407313-1620x1080-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9407313-1620x1080-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9407313-1620x1080-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1620px) 100vw, 1620px" /></p>
<p>Un network di suprematisti bianchi che si annida nel cuore dell’Europa e una rete di finanziamenti che sfrutta le piattaforme di criptovaluta per propagandare la supremazia della razza bianca, è questa la rete dei “patrioti” che potrebbe aver ispirato Brenton Tarrant: il killer di Christchurch. Il nemico comune sono gli immigrati e la prolificazione di organizzazioni umanitarie che scendono &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/il-killer-di-christchurch-e-quel-filo-rosso-con-alt-right-europea.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1620" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9407313-1620x1080.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9407313-1620x1080.jpg 1620w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9407313-1620x1080-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9407313-1620x1080-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9407313-1620x1080-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1620px) 100vw, 1620px" /></p><p>Un network di suprematisti bianchi che si annida nel cuore dell’Europa e una rete di finanziamenti che sfrutta le piattaforme di criptovaluta per propagandare la supremazia della razza bianca, è questa la rete dei “patrioti” che potrebbe aver ispirato Brenton Tarrant: il killer di Christchurch.</p>
<p>Il nemico comune sono gli immigrati e la prolificazione di organizzazioni umanitarie che scendono in campo per sostenere il loro salvataggio e portarli in Europa, l’ideologia è quella del suprematismo bianco che deve in qualche modo fermare la “grande sostituzione” etnica che questi due fenomeni stanno causando. Dalla Polonia alla Francia, passando Austria, Germania e anche Italia, un network di autoproclamati “patrioti” che fonda il proprio credo sugli stessi simboli e le stesse ideologie, si mantiene in strettissimo contatto coordinando strategie di comunicazione e condividendo slogan e ossessioni xenofobe. Questo l’affresco dell’alt-right europea che è pronta, come extrema ratio, ad impugnare le armi, magari acquistate sfruttando finanziamenti occulti sulla piattaforma Bitcoin da investire nel “dark web” per compiere folli azioni dimostrative.</p>
<p>Il complotto della “grande sostituzione”, è infatti il titolo del manifesto di Tarrant, il killer della strage delle moschee di Christchurch che sui caricatori del suo fucile d’assalto semiautomatico Ar-15 aveva scritto nomi di altri killer suprematisti come Anders Behring Breivike Alexandre Bissonnette. L’obiettivo di questa ultra-destra sarebbe quello di fermare l’immigrazione e deportare nei Paesi di origine gli immigrati che starebbero ripopolando le terre dei bianchi. La chiamano “remigrazione”.</p>
<p>La loro organizzazione, chiamata “Fondazione del patriottismo”, avrebbe sede in Polonia, a Stettino, e si tiene in contatto evitando le piattaforme web, le app comuni o i maggiori motori di ricerca come Google. Si scambiano informazioni su Okzident.news – un’applicazione che conta già 11mila utenti e che garantisce l’anonimato sia degli autori sia dei fruitori, evitando l’eliminazione o il blocco dei profili che possono imporre piattaforme sociale come Facebook e Twitter in virtù del loro regolamento etico.</p>
<p>Il progetto di questa cosiddetta “generazione identitaria” ha tre obiettivi principali o linee d’azione: “Creare una rete dei progetti patriottici”, “rafforzare le opinioni conservatrici” e “supportare” i gruppi identitari europei. Il finanziamento per suffragare questo progetto si basa su donazioni effettuate in Bitcoin, la piattaforma di criptovaluta più diffusa al mondo e che non permette di tracciare i flussi di denaro. Altre donazioni vengono effettuare tramite la piattaforma PayPal.</p>
<p>Questa piattaforma ha già diffuso diversi contenuti, video e foto, per propagandare il programma di  “remigrazione” e fomentare i seguaci nel progetto di espulsione degli stranieri. Ha prodotto inoltre un documentario, diffuso anche su YouTube, dedicato ai Gilet Gialli realizzato dal reporter Robert Timm, un volto noto del movimento dell’ultra-destra europea insieme a Martin Sellner, leader della Generazione identitaria già ritenuto dalle autorità britanniche una “minaccia per la sicurezza interna” tanto da non permetterli di mettere piede nel Regno Unito. Collegato alla piattaforma sarebbe anche l’azione della nave anti-migranti C-Star, in rotta nel Mediterraneo nel 2017 con la sola missione di bloccare le navi delle Ong impegnate nei salvataggi di migranti.</p>
<p>“Non farete dell’Europa la vostra casa”, era il messaggio che riportava un enorme striscione rosso e bianca lungo tutto lo scafo. Nel manifesto del killer australiano Breton Tarrant, che dopo la cattura ha subito esibito il gesto dei supramtisti bianchi dell&#8217;”Ok”, si legge chiaramente: “La nostra terra non è la vostra casa”, l’ideologia è senza dubbio la stessa.</p>
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		<title>Viaggio nell&#8217;alt right americana</title>
		<link>https://it.insideover.com/reportage/societa/stati-uniti-damerica.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Mar 2018 13:53:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Alt-right]]></category>
		<category><![CDATA[Armi]]></category>
		<category><![CDATA[Donald Trump]]></category>
		<category><![CDATA[Los Angeles]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="615" height="410" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/03/united-states-of-america-flag-1462903884fHX.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/03/united-states-of-america-flag-1462903884fHX.jpg 615w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/03/united-states-of-america-flag-1462903884fHX-300x200.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 615px) 100vw, 615px" /></p>
<p>Cosa bolle nel calderone Usa? Gli Stati Uniti sono oggetto di numerosi cambiamenti negli ultimi anni, sia di natura politica che sociale. Dalla vittoria di Donald Trump alle elezioni presidenziali del 2016, fino alle divisioni tra liberali e conservatori, passando per la diffusione sempre più marcata di idee più estremiste. Ben presente inoltre la differenza &#8230; <a href="https://it.insideover.com/reportage/societa/stati-uniti-damerica.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="615" height="410" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/03/united-states-of-america-flag-1462903884fHX.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/03/united-states-of-america-flag-1462903884fHX.jpg 615w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/03/united-states-of-america-flag-1462903884fHX-300x200.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 615px) 100vw, 615px" /></p><p><span style="font-weight: 400;">Cosa bolle nel calderone Usa? Gli Stati Uniti sono oggetto di numerosi cambiamenti negli ultimi anni, sia di natura politica che sociale. Dalla vittoria di Donald Trump alle elezioni presidenziali del 2016, fino alle divisioni tra liberali e conservatori, passando per la diffusione sempre più marcata di idee più estremiste. Ben presente inoltre la differenza tra città e provincia, così come il divario tra ricchi e poveri. Con i propri reporter, Occhi della Guerra da diversi anni spiega queste realtà e le mostra ai propri lettori.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dal reportage di Edoardo Cigolini, realizzato assieme a Marta Proietti, sull’Alt Right, ossia sull’estrema destra sempre più radicata in molti Stati della provincia americana, a quello di Alessio Vissani che parla dell’antica tribù indiana dei Sioux, gli ultimi nativi d’America rimasti. Pierre Sautreuil invece, porta le telecamere tra i più poveri di Los Angeles: la metropoli californiana, famosa per ospitare le stelle del cinema, si riscopre sempre più povera ed emarginata. Antonio Borrelli invece, tratta della questione inerente la sicurezza: gli Usa, da questo punto di vista, si presentano ancora quasi come il Far West.</span></p>
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		<title>Gli Usa alla prova della storia; Continua la guerra delle statue</title>
		<link>https://it.insideover.com/reportage/nazionalismi/stati-uniti-damerica/gli-usa-alla-prova-della-storia-continua-la-guerra-delle-statue.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Mar 2018 13:37:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nazionalismi]]></category>
		<category><![CDATA[Alt-right]]></category>
		<category><![CDATA[Charlottesville]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra Civile americana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1615" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/03/Charlottesville3-1615x1080.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/03/Charlottesville3-1615x1080.jpg 1615w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/03/Charlottesville3-1615x1080-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/03/Charlottesville3-1615x1080-768x514.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/03/Charlottesville3-1615x1080-1024x685.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1615px) 100vw, 1615px" /></p>
<p>Charlottesville è una cittadina tranquilla, una di quelle costruite in mattoni rossi a fine ottocento e rimaste immutate nel tempo. A turbare la vita di questo piccolo centro è però la statua del generale sudista Robert Lee, che la sinistra americana vorrebbe rimuovere, ritenendola un simbolo razzista. Un progetto contrastato dalla associazioni a difesa della &#8230; <a href="https://it.insideover.com/reportage/nazionalismi/stati-uniti-damerica/gli-usa-alla-prova-della-storia-continua-la-guerra-delle-statue.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1615" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/03/Charlottesville3-1615x1080.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/03/Charlottesville3-1615x1080.jpg 1615w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/03/Charlottesville3-1615x1080-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/03/Charlottesville3-1615x1080-768x514.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/03/Charlottesville3-1615x1080-1024x685.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1615px) 100vw, 1615px" /></p><p><strong>Charlottesville</strong> è una cittadina tranquilla, una di quelle costruite in mattoni rossi a fine ottocento e rimaste immutate nel tempo. A turbare la vita di questo piccolo centro è però la statua del generale sudista <strong>Robert Lee</strong>, che la sinistra americana vorrebbe rimuovere, ritenendola un simbolo razzista. Un progetto contrastato dalla associazioni a difesa della &#8220;memoria storica&#8221;, che dopo aver ingaggiato una lunga battaglia legale, in queste ore hanno ottenuto un&#8217;importante vittoria.</p>
<style>.embed-container{position:relative;padding-bottom:56.25%;height:0;overflow:hidden;max-width:100%}.embed-container iframe,.embed-container object,.embed-container embed{position:absolute;top:0;left:0;width:100%;height:100%}</style><div class="embed-container"><iframe src="https://www.youtube.com/embed/ft6FGhlJ1jM" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></div>
<p>Per mesi, infatti, la statua era stata coperta da alcuni <strong>teloni neri</strong>, studiati per schermarne la vista e non &#8220;urtare&#8221; le persone di colore. Un giudice però, li ha ritenuti illegali e ne ha così ordinato la rimozione. &#8220;Tutto è cominciato quando l&#8217;amministrazione cittadina ha deciso che la figura di Robert Lee non fosse &#8216;politicamente corretta&#8217; &#8211; racconta l&#8217;avvocato Lewis Martin, membro dell&#8217;associazione &#8216;Save the Robert Lee statue&#8217; &#8211; ed ha pensato di dar vita ad una commissione che individuasse tutti i monumenti &#8216;razzisti&#8217;, così da rimuoverli. Da quel momento è partita una spirale di proteste e contro proteste, organizzate da gruppi dell&#8217;<strong>Alt Right</strong> e dell&#8217;estrema sinistra americana, culminate poi nei tragici scontri del 12 agosto che hanno portato alla morte di una donna. Qui però &#8211; ci tiene a pecisare Martin &#8211; la questione non è essere razzisti o meno, bensì voler difendere un importante pezzo della nostra storia&#8221;.</p>
<p>Tra le colline e le piantagioni della Virginia, infatti, sarebbero in molti ad poter vantare una discendenza diretta dai soldati confederati che combatterono per difendere gli stati del Sud durante il tentativo di secessione. &#8220;Fin da quando ero piccolo &#8211; ricorda Martin &#8211; mi è stato insegnato quanto la figura del Generale Lee fosse una figura positiva. Quella di un soldato che compie il suo dovere ma senza odio o risentimento, ed anzi, a guerra finita si impegna per rimettere insieme i pezzi di una nazione lacerata dalla guerra civile. Oggi invece la sinistra &#8216;liberal&#8217; vorrebbe cancellare Lee dalla storia, addossandogli tutte la colpe dello schiavismo e della segregazione. Colpe di cui era però innocente&#8221;.</p>
<p>Il problema, secondo Martin, sarebbe il voler applicare in maniera talebana la morale dei giorni nostri al passato. &#8220;Fortunatamente la nostra associazione è riuscita, per ora, a bloccare la rimozione della statua, ma il punto è che non si possono giudicare i personaggi storici con i canoni morali odierni. Cosa dovremmo dire allora di Giulio Cesare? La storia è storia, e queste persone che vogliono abbattere le statue ed i monumenti dei &#8216;vinti&#8217; non mi sembrano agire diversamente da come fece l&#8217;Isis a Palmira nel 2015, distruggendo il sito archeologico con esplosivi e martelli. Vogliono cancellare la storia, strapparne via una pagina. E quando non ci riescono sono pronti addirittura ad inventarsi soluzioni fantasiose come quella dei sacchi neri per impedire la vista del monumento. Dei veri e propri burka&#8221;.</p>
<div id="gallery_194988" class="inline-gallery-container"></div><script>var gallery_194988 = [{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Charlottesville3.JPG","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Charlottesville3-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p> <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Charlottesville4.JPG","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Charlottesville4-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p> <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Charlottesville5.JPG","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Charlottesville5-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p> <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Charlottesville2.JPG","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Charlottesville2-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p> <\/p><\/div>"}];</script>
<p>Un&#8217;opinione condivisa anche dalla maggior parte delle persone intervistate per strada, seppur con qualche eccezione. Nella via principale di Charlotesville, infatti, le persone a passeggio tra i ristoranti ed i piccoli negozietti, sembrano avere pochi dubbi: &#8220;Il generale Lee è un pezzo della nostra storia e abbattere la sua statua sarebbe un errore&#8221; sentenzia una donna sulla cinquantina. &#8220;Credo che sia un modo per distogliere l&#8217;attenzione dai problemi reali&#8221; dichiara un&#8217;altra. &#8220;Fu un eroe di guerra, non uno schiavista&#8221; sottolinea il suo compagno.</p>
<p>I giudizi su Lee, ed il passato confederato, cambiano tuttavia quando a parlare sono persone non originarie di Charlottesville. &#8220;La statua è un simbolo di aggressione razzista, un modo con cui i bianchi tenevano la popolazione nera sottomessa&#8221; è l&#8217;opinione di un professore universitario indiano, da alcuni anni stabilitosi in città per lavoro.</p>
<p>E la spiegazione del perché di questa visione diametralmente opposta sembrerebbe fornirla sempre Lewis Martin: &#8220;La maggior parte delle persone favorevoli alla rimozione della statua non ha un legame con questa zona e la sua storia. Arrivano da fuori. Alcuni sono professori venuti ad insegnare all&#8217;Università della Virginia, altri sono studenti progressisti che sanno poco o nulla della Guerra Civile americana. A tutti però consiglierei di lasciare da parte le visioni ideologiche e di aprire un libro di storia&#8221;.</p>
<p>La questione rimane quindi combattuta, e spetterà ad un altro giudice mettere la parola fine sull&#8217;effettiva rimozione della statua. Quel che è certo, però, è che un Paese che distrugge o censura il proprio passato, rischia di cancellare anche se stesso.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/reportage/nazionalismi/stati-uniti-damerica/gli-usa-alla-prova-della-storia-continua-la-guerra-delle-statue.html">Gli Usa alla prova della storia; Continua la guerra delle statue</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La destra alternativa  adesso sfida le élite Usa</title>
		<link>https://it.insideover.com/reportage/politica/stati-uniti-damerica/destra-alternativa-usa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Mar 2018 06:57:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Alt-right]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1432" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/LAPRESSE_20170812205347_24013942.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/LAPRESSE_20170812205347_24013942.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/LAPRESSE_20170812205347_24013942-300x224.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/LAPRESSE_20170812205347_24013942-768x573.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/LAPRESSE_20170812205347_24013942-1024x764.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>(Washington) &#8220;Heil Trump, heil Victory, heil our people!&#8221;. Così, Richard Spencer, uno dei padri dell'&#8221;Alt-Right&#8220;, concludeva poco più di un anno fa la conferenza annuale del suo National Policy Istitute, celebrando con un saluto romano a favor di telecamere la vittoria di Donald Trump. Da allora però molte cose sono cambiate. La cosiddetta &#8220;destra alternativa&#8221; &#8230; <a href="https://it.insideover.com/reportage/politica/stati-uniti-damerica/destra-alternativa-usa.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1432" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/LAPRESSE_20170812205347_24013942.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/LAPRESSE_20170812205347_24013942.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/LAPRESSE_20170812205347_24013942-300x224.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/LAPRESSE_20170812205347_24013942-768x573.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/LAPRESSE_20170812205347_24013942-1024x764.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><strong>(Washington)</strong> &#8220;Heil Trump, heil Victory, heil our people!&#8221;. Così, Richard Spencer, uno dei padri dell'&#8221;<strong>Alt-Right</strong>&#8220;, concludeva poco più di un anno fa la conferenza annuale del suo National Policy Istitute, celebrando con un saluto romano a favor di telecamere la vittoria di Donald Trump. Da allora però molte cose sono cambiate.</p>
<p>La cosiddetta &#8220;destra alternativa&#8221; americana, dopo aver contribuito all&#8217;elezione del presidente, è cresciuta e si è strutturata, entrando addirittura in contrasto con lo stesso <strong>Partito repubblicano</strong>. Per conoscere davvero quali siano le idee alla base di questo nuovo movimento arriviamo a Washington. È proprio qui, infatti, che in un piccolo complesso di ville della contea di Fairfax, alla periferia della capitale, incontriamo <strong>Jared Taylor</strong>, una delle figure più controverse e scomode dell'&#8221;Alt-Right&#8221;. La zona sembra tirata fuori da un film americano: case curate, qualche bandiera a stelle e strisce fuori dalle porte, e davanti ai vialetti l&#8217;immancabile giornale arrotolato lanciato da qualche ragazzino in bicicletta.</p>
<p>Entrati in casa colpiscono subito le centinaia di libri ordinati negli scaffali di una libreria in legno. Su uno dei ripiani la riproduzione di un teschio umano. Sì, perché Jared Taylor non è solamente uno dei guru dell&#8217;ala più radicale del movimento, è soprattutto uno studioso delle &#8220;<strong>razze</strong>&#8220;, come le chiama lui, &#8220;biologicamente diverse ed ognuna con proprie specificità, ma incompatibili a vivere insieme&#8221;.</p>
<p>Nato nel 1951 e laureato all&#8217;università di Yale in filosofia, Taylor diede vita nel 1990 al periodico <em>American Renaissance</em> (Rinascimento Americano), una pubblicazione tacciata da più parti come &#8220;razzista&#8221; e megafono del &#8220;suprematismo bianco&#8221;. Una definizione che a Taylor però non piace: &#8220;Noi non siamo suprematisti bianchi. Un &#8216;suprematista&#8217; &#8211; spiega &#8211; sarebbe ipoteticamente una persona che vuole che la sua razza domini sulle altre. Noi invece vogliamo solamente essere liberi di proteggere la nostra identità di uomini bianchi. Ma al giorno d&#8217;oggi il politicamente corretto impedisce di dirlo. Chissà però come mai nessuno si stupisce che i giapponesi siano giapponesi, i turchi turchi, gli indiani indiani. In Europa sta succedendo la stessa cosa. Pensate che sarete ancora europei quando la maggior parte della popolazione sarà composta da africani e musulmani? No. L&#8217;Europa per rimanere tale deve continuare ad essere abitata da europei&#8221;.</p>
<div class="embed-container"><iframe src="https://www.youtube.com/embed/Y4jiDljyVp8" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></div>
<p>Sul perché poi gruppi etnici differenti fatichino a vivere insieme, e sia meglio quindi che ognuno abbia &#8220;spazi&#8221; propri, Taylor avrebbe una risposta, a suo dire, &#8220;scientifica&#8221;: &#8220;Guardando le differenze che ci sono tra bianchi e neri negli Stati Uniti, ci accorgiamo che sono tantissime: i neri negli Stati Uniti hanno un livello di criminalità molto più alto dei bianchi, una maggiore povertà e voti più bassi a scuola. Per anni ci è stato raccontato che questo fosse a causa dell&#8217;oppressione da parte dell&#8221;uomo bianco&#8217;, nella realtà è perché i neri sono biologicamente meno intelligenti dei bianchi. Esistono ricerche approfondite in merito, o è sufficiente guardare una mappa sul Q.I. (Quoziente Intellettivo) mondiale. Nello stesso tempo però, abbiamo statistiche che ci dicono come gli &#8216;orientali&#8217; abbiano un bassissimo livello di criminalità, voti alti a scuola e stipendi più alti della media. È colpa dei bianchi il fatto che i neri non abbiano successo, e nello stesso tempo è merito dei bianchi che gli orientali ne abbiano molto di più? Certo che no. Sarebbe assurdo. Ogni &#8220;razza&#8221; ha delle sue specifiche qualità. Bisogna solamente riconoscerlo&#8221;.</p>
<p>Ed a fare proprie queste teorie, negli Stati Uniti, sarebbero un numero crescente di giovani. Per approfondire il variegato mondo dell&#8217;Alt-Right, decidiamo quindi di partecipare alla &#8220;Conferenza Annuale 2017&#8221; del National Policy Istitute di <strong>Richard Spencer</strong>. Nella fattoria ad un&#8217;ora da Washington affittata per l&#8217;evento, l&#8217;età media dei partecipanti è molto bassa e la maggior parte di loro non avrà più di trent&#8217;anni. &#8220;Siamo il futuro di questo Paese &#8211; dice, sicuro di sé, un giovane che fa la guardia ad un tavolino pieno di adesivi e gadget -, cresciamo costantemente di numero. Il nostro modello &#8211; spiega &#8211; sono i movimenti identitari europei, come i francesi di Generation Identitaire, che con una serie di flash-mob ed iniziative stanno risvegliando i popoli del vecchio continente. Noi vogliamo fare lo stesso, ma negli Stati Uniti&#8221;.</p>
<p>Un concetto ripreso anche dalla &#8220;star&#8221; dell&#8217;evento, Richard Spencer. Trent&#8217;anni, vestito elegante, capelli tagliati corti sui lati, è lui il leader della destra alternativa che sogna di poter conquistare gli Stati Uniti: &#8220;L&#8217;Alt-Right, la destra alternativa, è un movimento identitario per la difesa dei bianchi. Non solamente negli Stati Uniti, ma potenzialmente in tutto il mondo. Noi siamo il futuro, e qualora Donald Trump non mantenesse le sue promesse elettorali, starà a noi riuscire a creare un vero movimento in grado di difendere il nostro popolo e l&#8217;America bianca&#8221;.</p>
<p>Un movimento che tuttavia ad oggi sembrerebbe aver non pochi problemi a svolgere la sua attività politica. &#8220;Sulla carta negli Stati Uniti c&#8217;è libertà di espressione &#8211; spiega Spencer &#8211; ma nella realtà non è così. Non abbiamo libertà di espressione sui social network, i nostri siti vengono oscurati, i nostri eventi assaltati dell&#8217;estrema sinistra&#8221;.</p>
<p>Ed è proprio terminando l&#8217;intervista che avviene un colpo di scena. L&#8217;aria si fa improvvisamente elettrica. Gli organizzatori dell&#8217;evento si muovono in modo agitato. Parlottano tra loro cercando di non farsi notare. Gli ospiti si guardano intorno in maniera spaesata. Poi l&#8217;annuncio al microfono: &#8220;Vi preghiamo di rimanere calmi ed avviarvi verso le auto. L&#8217;evento è annullato per motivi tecnici. Il proprietario della fattoria in cui stiamo svolgendo la nostra conferenza ci ha revocato l&#8217;autorizzazione e dobbiamo andare via&#8221;.</p>
<p>Nel trambusto che segue riusciamo però è fermare Mike Enoch, uno degli organizzatori dell&#8217;incontro: &#8220;È fondamentale che i media riportino cosa è avvenuto qui oggi &#8211; attacca Enoch, parlando a ruota libera -. Alcune organizzazioni di estrema sinistra, insieme ad organizzazioni &#8220;suprematiste&#8221; ebraiche, come l&#8217;Anti-Defamation League, hanno preso contatti con il proprietario della fattoria e lo hanno intimidito al tal punto da costringerlo a revocarci il permesso di stare qui. Stavamo semplicemente parlando di politica in modo pacifico e non stavamo compiendo nessuna azione illegale, ma negli Stati Uniti ormai funziona così. È sufficiente che questa organizzazioni si muovano, ed il Primo emendamento della nostra Costituzione non vale più nulla&#8221;. Allontanandoci dalla fattoria, però, una domanda sorge spontanea: basterà vietare spazi di parola all&#8217;Alt-Right per impedirgli di crescere negli Stati Uniti?<br id="m_6286814742633013952yui_3_16_0_ym19_1_1518602834220_4259" /><br id="m_6286814742633013952yui_3_16_0_ym19_1_1518602834220_4260" /></p>
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		<title>Il tentativo dei media americani  di avvicinare Trump ai neonazisti</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/quei-collegamenti-lalt-right-neonazisti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Oct 2017 16:09:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Alt-right]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="999" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/OLYCOM_20170813021656_24015926.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/OLYCOM_20170813021656_24015926.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/OLYCOM_20170813021656_24015926-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/OLYCOM_20170813021656_24015926-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/OLYCOM_20170813021656_24015926-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Sta facendo molto discutere un  articolo pubblicato da Buzzfeed  riguardante i rapporti tra l&#8217;Alt-Right e i suprematisti bianchi negli States, quelli che alcuni non esitano a definire &#8220;nazisti&#8220;. Una serie di documenti, scambi di mail, contatti di vario genere e collegamenti giornalistici finalizzati a dimostrare l&#8217;assoluta contiguità tra gli esponenti istituzionali della destra alternativa americana e &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/quei-collegamenti-lalt-right-neonazisti.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/quei-collegamenti-lalt-right-neonazisti.html">Il tentativo dei media americani  di avvicinare Trump ai neonazisti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="999" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/OLYCOM_20170813021656_24015926.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/OLYCOM_20170813021656_24015926.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/OLYCOM_20170813021656_24015926-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/OLYCOM_20170813021656_24015926-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/OLYCOM_20170813021656_24015926-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Sta facendo molto discutere <a href="https://www.buzzfeed.com/josephbernstein/heres-how-breitbart-and-milo-smuggled-white-nationalism?utm_term=.qte4bbXzA#.regd9981r">un  articolo </a>pubblicato da <em>Buzzfeed  </em>riguardante i rapporti tra l&#8217;Alt-Right e i suprematisti bianchi negli States, quelli che alcuni non esitano a definire &#8220;<strong>nazisti</strong>&#8220;. Una serie di documenti, scambi di mail, contatti di vario genere e collegamenti giornalistici finalizzati a dimostrare l&#8217;assoluta contiguità tra gli esponenti istituzionali della destra alternativa americana e il sottobosco estremista della stessa. I &#8220;presentabili&#8221; e gli &#8220;impresentabili&#8221;, insomma, sarebbero membri di unico gruppo. Il tutto, ovviamente, ricollegato ai fatti di Charlottesville e alla prese di distanza di <strong>Donald Trump</strong> e <strong>Steve Bannon</strong> da quell&#8217;episodio. Un vero e proprio attacco mediatico, che prova a strutturare e chiarificare in modo piramidale gli equilibri interni dell&#8217;Alt-Right. Il principale filtro tra i <em>Mercers</em>, cioè gli esponenti di <em>Breitbart News</em>, e il terriccio estremista della destra alternativa, manco a dirlo, sarebbe <strong>Milo Yiannopoulos</strong>, che ha da poco inaugurato l&#8217; &#8220;Accademia dei Troll&#8221;, un&#8217; ennesima iniziativa provocatoria. Nello specifico, è saltato fuori <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.youtube.com/watch?v=XLNLPIRS62g">questo video</a>, che mostra Milo cantare in un festival dei suprematisti durante il 2016, cioè quando ancora collaborava con <em>Breitbart, </em>prima che uno scandalo scaturito da alcune sue dichiarazioni sulla pedofilia lo travolgesse. Nel video, in effetti, si vedono alcuni militanti effettuare il saluto nazista, mentre Milo intona l&#8217;inno nazionale americano. Così, il fenomeno dell&#8217; &#8220;hate speech&#8221; finisce di nuovo al centro della polemica a stelle e strisce.</p>
<p style="text-align: center">Vogliamo andare nel cuore dell&#8217;America profonda: <strong><a style="color: #0000ff" href="http://www.occhidellaguerra.it/projects/la-destra-alternativa-dietro-trump/" target="_blank"><br />ecco cosa vogliamo fare</a></strong></p>

<p>Ma Joseph Bernstein, il giornalista autore dell&#8217;inchiesta, non si ferma qui. La tesi di fondo è che i testi della mail pubblicate, mail scambiate tra <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ilgiornale.it/news/mondo/usa-ultraconservatori-verso-partito-nazionalista-1432149.html">Bannon</a>, Milo e alcuni esponenti più che discutibili, sarebbero serviti a creare e poi rafforzare un legame di cui Bannon, invece, avrebbe sempre negato l&#8217;esistenza. In una di queste conversazioni, ad esempio, lo stratega di <strong>Trump</strong> in campagna elettorale, istruisce Yiannopoulos dicendogli: &#8220;Go help save western civilitazion&#8221;, cioè &#8220;vai ad aiutare il salvataggio della civiltà occidentale&#8221;.</p>
<p style="text-align: left"><em>Buzzfeed news </em>avrebbe anche <a href="http://www.businessinsider.com/documents-video-show-breitbart-yiannopoulos-nazi-ties-2017-10?IR=T">scoperto </a>che alcune delle password utilizzate da Milo per i propri account, farebbero riferimento alla notte dei lunghi coltelli e alla Kristallnacht, due episodi, com&#8217;è noto, legati all&#8217;Olocausto. Elementi che rappresenterebbero un&#8217;anomalia non da poco, se confermati, dato che Milo ha più volte <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://forward.com/fast-forward/361705/watch-milo-yiannopoulos-says-hes-a-jew-not-a-nazi/">dichiarato</a> di essere di cultura ebraica, oltre che omosessuale. Il leader dell&#8217;Alt-Right. per ora, sembra sorvolare sulla questione. Poche ora fa si è limitato a scrivere sul proprio profilo Facebook: &#8220;Pensate a chi viene per le persone più dure, e perché. Me, Bannon e Trump, Sono terrorizzati da noi. E dovrebbero esserlo. Li spazzeremo via&#8221;. Senza mezzi termini, insomma, il leader dell&#8217;Alt-Right sta sostenendo che l&#8217;attacco sia indirizzato a indebolire la presidenza e il consenso di un mondo che sta lentamente uscendo da quelle che una volta si chiamavano &#8220;fogne&#8221; della politica.</p>

<p style="text-align: center">Ti interessa il reportage sull&#8217;Alt Right? Ecco come puoi sostenerlo</p>
<p style="text-align: center"><a class="creativ-shortcode creativ-shortcode-button creativ-shortcode-button-colour-green creativ-shortcode-button-size-large creativ-shortcode-button-edge-rounded" href="http://www.occhidellaguerra.it/purchase-continua-a-sostenerci/?purchaseform=1&amp;prodid=19" target="_self">Paga con carta di credito</a><a class="creativ-shortcode creativ-shortcode-button creativ-shortcode-button-colour-green creativ-shortcode-button-size-large creativ-shortcode-button-edge-rounded" href="http://www.occhidellaguerra.it/fai-un-bonifico-per-gli-occhi-della-guerra/" target="_self">Paga con bonifico</a></p>

<p> La vicenda, comunque, continuerà a far discutere. Due, però, sono le sottolineature da fare: Steve Bannon è stato rimosso dal consiglio nazionale per la sicurezza dopo i fatti di Charlottesville e <a href="http://www.occhidellaguerra.it/milo-yiannopoulos-nei-guai/">Milo Yannopoulos</a> non collabora più con <em>Breitbart</em> dal febbraio scorso. Non è chiaro, insomma, se tutto il costrutto di <em>Buzzfeed </em>possa risultare attuale anche per le dinamiche contemporanee interne all&#8217;Alt-Right. Si pensi, esemplificativamente, che il discusso video di Milo che canta tra i nazisti è del 2016, quando la candidatura di Trump esisteva solo, forse, nei progetti futuribili del Tycoon. Forzata e probabilmente indimostrabile appare, infine, la possibilità che l&#8217;attuale presidente degli Stati Uniti d&#8217;America fosse a conoscenza di questi precedenti e di questi legami. Di certo c&#8217;è che il giornalismo americano continua quotidianamente ad occuparsi dell&#8217;Alt-Right, segno di quanto questo movimento stia influenzando il dibattito politico e l&#8217;opinione pubblica a stelle e strisce. </p>
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		<title>La forza della destra alternativa  a cui Trump non può più rinunciare</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-forza-della-destra-alternativa-cui-trump-non-puo-rinunciare.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Oct 2017 15:44:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Alt-right]]></category>
		<category><![CDATA[populismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/LAPRESSE_20171017095640_24660645.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/LAPRESSE_20171017095640_24660645.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/LAPRESSE_20171017095640_24660645-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/LAPRESSE_20171017095640_24660645-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/LAPRESSE_20171017095640_24660645-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Donald Trump dovrebbe rinnegare l&#8217;Alt-Right. Questa, in sintesi, è la richiesta che a gran voce proviene dagli ambienti evangelici in questi giorni. Eppure, nonostante il peso politico dei protestanti, il presidente degli Stati Uniti d&#8217;America sul tema non si è ancora espresso con fermezza. Perché? Vogliamo andare nel cuore dell&#8217;America profonda: ecco cosa vogliamo fare Gesti simbolici &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-forza-della-destra-alternativa-cui-trump-non-puo-rinunciare.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-forza-della-destra-alternativa-cui-trump-non-puo-rinunciare.html">La forza della destra alternativa  a cui Trump non può più rinunciare</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/LAPRESSE_20171017095640_24660645.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/LAPRESSE_20171017095640_24660645.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/LAPRESSE_20171017095640_24660645-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/LAPRESSE_20171017095640_24660645-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/LAPRESSE_20171017095640_24660645-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Donald Trump dovrebbe rinnegare <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/category/lalt-right-americana/">l&#8217;Alt-Right.</a> Questa, in sintesi, è la richiesta che a gran voce proviene dagli ambienti evangelici in questi giorni. Eppure, nonostante il peso politico dei protestanti, il presidente degli Stati Uniti d&#8217;America sul tema non si è ancora espresso con fermezza. Perché?</p>
<p style="text-align: center">Vogliamo andare nel cuore dell&#8217;America profonda: <strong><a style="color: #0000ff" href="http://www.occhidellaguerra.it/projects/la-destra-alternativa-dietro-trump/" target="_blank"><br />ecco cosa vogliamo fare</a></strong></p>
<p>Gesti simbolici ne ha fatti. Uno su tutti, la cacciata di <strong>Steve Bannon</strong> dal consiglio nazionale per la sicurezza, ma una condanna decisa della destra alternativa americana non è mai arrivata. Nel sottobosco a stelle e strisce, e di questo Trump ne ha piena consapevolezza, l&#8217;Alternative-Right è lungi dall&#8217;essere destinata scomparire. E, anzi, prosegue nella sua opera di diffusione di campagne tematiche finalizzate all&#8217;accrescimento dei consensi. L&#8217;ultima trovata è l&#8217; &#8220;Accademia dei troll&#8221;.</p>

<p>Quanto successo in Alabama con la vittoria di <strong>Roy Moore</strong>, candidato di Bannon alle primarie repubblicane per il seggio lasciato vacante da Jeff Sessions, ora ministro della Giustizia, è stato un segnale più che esemplificativo:<strong> l&#8217;Alt-Right punta a dettare la linea del partito repubblicano per il prossimo futuro</strong> e a destituire i conservatori dalla loro leadership numerica e culturale nel Gop. Quando Donald Trump si è candidato alle primarie repubblicane per correre come presidente, nessuno, a parte l&#8217;Alt-Right, credette alla serietà della cosa. L&#8217;esito di quella scelta è noto tutti. La sensazione è che la destra alternativa americana abbia ormai consolidato un consenso tale da garantirgli la sopravvivenza a qualunque scossone o condanna possa provenire dalle stanze del potere. La tattica messa a punto durante la  campagna elettorale presidenziale, del resto, funziona ancora. Internet e il seguito social, ma ora anche territoriale, di Bannon e soci sono lì a dimostrarlo. </p>
<p>Quando nel marzo scorso Shia LaBeouf e il suo collettivo hanno montato una webcam a New York, sulla scia della campagna politico-artistica denominata &#8220;He will not divide us&#8221; (Lui non ci dividerà), al fine di consentire a tutti gli oppositori della presidenza Trump di registrare video in streaming di protesta, quelli di <strong>4chan</strong>, il sito web imageboard fondato da Christopher Poole, si resero protagonisti di una di quelle che in gergo internauta si chiamano &#8220;trollate&#8221;. Un gesto che ha rappresentato alla perfezione lo spirito e la forza che l&#8217; Alt-Right ha conquistato sul web negli Stati Uniti. Poiché la telecamera era stata più volte presa da mira dai trumpisti, infatti, LaBeouf fu costretto a cambiare zona di posizionamento del videostreaming: la telecamera fu piazzata in un posto sperduto, puntata fissa su una bandiera bianca con scritto in nero, appunto, &#8220;He will not divide us&#8221;.  LaBeouf era convinto che la messa in onda del video sarebbe potuta e dovuta continuare per tutta la durata del mandato di Trump. Ma i nerd di 4chan sono riusciti, si dice mediante l&#8217;interpretazione delle costellazioni, ad individuare il tutto nel Tennesse, a Greenville. Dopo aver &#8220;arruolato&#8221; un cittadino della zona, hanno rubato la bandiera sostituendola con un t-shirt di Pepe The Frog, il meme dell&#8217;Alt-Right, e un cappellino rosso abbastanza conosciuto di questi tempi, quello con su scritto &#8220;Make America Great Again&#8221;. Una storia che ha suscitato ilarità, ma che raffigura bene le modalità esecutive della strategia dell&#8217;Alt-Right. </p>
<p>Durante la sfida Trump vs Clinton, poi, la destra alternativa si è imposta in una materia da sempre ostile ai repubblicani: la comunicazione. Campo in cui i dem sono spesso maestri, basti pensare alle due immaginifiche campagne social di Barack Obama. Eppure contro Pepe The Frog c&#8217;è stato poco da fare. Anche per l&#8217;incredibile macchina da guerra circondante Hilary in campagna elettorale. Certo, l&#8217;Alt-Right senza le grande quantità di denaro mosse dal Tycoon potrebbe finire per essere ridimensionata, ma la domanda vera è: può Donald Trump rinunciare a Milo Yiannopoulos e alla sua &#8220;Troll Accademy&#8221;? Può fare a meno della visione del mondo di Steve Bannon? Della cassa di risonanza donatagli da Breitbart?</p>

<p style="text-align: center">Ti interessa il reportage sull&#8217;Alt Right? Ecco come puoi sostenerlo</p>
<p style="text-align: center"><a class="creativ-shortcode creativ-shortcode-button creativ-shortcode-button-colour-green creativ-shortcode-button-size-large creativ-shortcode-button-edge-rounded" href="http://www.occhidellaguerra.it/purchase-continua-a-sostenerci/?purchaseform=1&amp;prodid=19" target="_self">Paga con carta di credito</a><a class="creativ-shortcode creativ-shortcode-button creativ-shortcode-button-colour-green creativ-shortcode-button-size-large creativ-shortcode-button-edge-rounded" href="http://www.occhidellaguerra.it/fai-un-bonifico-per-gli-occhi-della-guerra/" target="_self">Paga con bonifico</a></p>
<p>Il sito fondato da Andrew Breitbart, di cui adesso Bannon è <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ilgiornale.it/news/mondo/steve-bannon-mollato-trump-torna-origini-breitbart-1431862.html">di nuovo il direttore</a>, nella campagna elettorale presidenziale ha fatto esplodere o ha cavalcato, la maggior parte delle volte in esclusiva, i seguenti casi mediatici: gli scandali sessuali di Weiner, marito di Huma Abedin, collaboratrice di Hilary Clinton; il video poi divenuto virale chiamato &#8220;Clinton Clash&#8221;, un&#8217;ora e quattro minuti di denuncia sulla &#8220;falsa filantropia&#8221; dei coniugi più famosi d&#8217;America; il mailgate; i presunti brogli nei confronti di Sanders durante le primarie democratiche; E poi, dopo la vittoria di The Donald, ha continuato, mettendo in risalto, ad esempio, il legame intercorso tra chi è sceso in strada a manifestare contro l&#8217;esito delle elezioni, nelle manifestazioni organizzate immediatamente dopo lo spoglio, e alcuni grandi magnati della finanza speculativa mondiale. Breitbart, insomma, è stato il braccio armato di Trump.</p>

<p>Il mezzo che ha osato dire quello che neppure un presidente così politically incorrect sembrava avere la facoltà di dichiarare. E Breitbart agli americani, e non solo, piace soprattutto perché rompe puntualmente il velo di Maya del politically correct. Tanto che nell&#8217;aprile del 2017 ha registrato un picco di visitatori unici pari 10,7 milioni. Poi ci sono i suoi simili: Townhall, National Review, The Blaze e così via. Un universo composito spesso associato, come in <a href="https://www.nytimes.com/2016/08/28/magazine/inside-facebooks-totally-insane-unintentionally-gigantic-hyperpartisan-political-media-machine.html">questo pezzo</a> del Nyt, ad un quantitativo enorme di articoli, immagini, meme, gif e qualunque altro strumento utilizzabile sul web  finalizzato alla propaganda politica. Ma l&#8217;Alt-Right non è solo questo o meglio non si limita a esistere sulla creatura di Tim-Berners-Lee. I numeri delle <a href="http://blog.ilgiornale.it/sacchelli/2017/09/27/bannon-batte-trump/">primarie in Alabama</a> dimostrano come i likes, a volte, possano trasformarsi in voti. Ecco perché, in fin dei conti, è improbabile che Donald Trump rinunci completamente e definitivamente all&#8217;Alt-Right. Alle prossime presidenziali, in fin dei conti, mancano solo tre anni. </p>
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		<title>Se Kissinger benedice Bannon e l&#8217;alt-right</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/kissinger-benedice-bannon-lalt-right.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Oct 2017 16:44:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Alt-right]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/OLYCOM_20170818204703_24052659.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/OLYCOM_20170818204703_24052659.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/OLYCOM_20170818204703_24052659-300x205.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/OLYCOM_20170818204703_24052659-768x524.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/OLYCOM_20170818204703_24052659-1024x699.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Da una parte Steve Bannon. Sovranista, esponente dell’universo alt-right e per certi versi anti establishment. Dall’altra Henry Kissinger. Il personaggio politico che più di tutti ha dettato l’agenda della politica estera americana dal secondo dopo guerra. Un pezzo grosso proprio dell’establishment. Un&#8217;alleanza inaspettata A rivelare l’anomala alleanza è stato Bloomberg che lo scorso 28 settembre &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/kissinger-benedice-bannon-lalt-right.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/OLYCOM_20170818204703_24052659.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/OLYCOM_20170818204703_24052659.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/OLYCOM_20170818204703_24052659-300x205.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/OLYCOM_20170818204703_24052659-768x524.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/OLYCOM_20170818204703_24052659-1024x699.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Da una parte Steve Bannon. Sovranista, esponente dell’universo alt-right e per certi versi anti establishment. Dall’altra Henry Kissinger. Il personaggio politico che più di tutti ha dettato l’agenda della politica estera americana dal secondo dopo guerra. Un pezzo grosso proprio dell’establishment.</p>
<p>Un&#8217;alleanza inaspettata</p>
<p>A rivelare l’anomala alleanza è stato <em><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2017-09-28/bannon-s-back-and-targeting-china">Bloomberg</a></em> che lo scorso 28 settembre usciva con un pezzo sul “ritorno di Steve Bannon”. Dopo essere stato “silurato” dal ruolo di stratega del tycoon, Steve Bannon pare ora essere diretto alla guida di un movimento personale. Una scelta che potrebbe condurlo direttamente alle prossime presidenziali americane, come già sottolineato su queste pagine. L’eventuale candidatura di Bannon non è però da sottovalutare perché, memore del suo passato da “stratega”, l’ex direttore esecutivo di Breitbart News sta intrecciando rapporti con rilevanti personalità americane.</p>
<p>Secondo Bloomberg, Bannon avrebbe così incontrato Henry Kissinger presso la sua dimora del Connecticut più volte nello scorso settembre. Secondo quanto riportato dallo stesso Bannon l’argomento della conversazione sarebbe stato proprio il declino della potenza americana nel mondo. Facendo un parallelo con quanto stava accadendo nei primi anni ‘70, quando gli Stati Uniti impantanati in Vietnam sembravano essere sul punto di perdere il confronto con i sovietici, Kissinger ha parlato delle attuali debolezze americane.</p>
<p>&#8220;Risvegliare il popolo americano&#8221;</p>
<p>Sempre da quanto dichiarato da Bannon, nel suo discorso, Kissinger avrebbe anche fatto riferimento al Comitato del Pericolo Presente. Un gruppo di lobbisti americani nato negli anni ‘50 con l’intenzione di contrastare la minaccia sovietica, attraverso una politica estera mirata e aggressiva. “Svegliare il popolo americano, come una campana di fuoco nella notte”, così lo ha descritto Bannon. Il risveglio degli americani può però coincidere con un conflitto su scala planetaria.</p>
<p>Ma cosa è davvero l&#8217;Alt right? Noi lo vogliamo scoprire con un reportage. <strong><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/projects/la-destra-alternativa-dietro-trump/" target="_blank">Guarda il progetto</a></strong></p>
<p>La Cina è infatti considerata la principale minaccia all’economica e alla sopravvivenza americana da parte di Steve Bannon. “Se non risolviamo la situazione con la Cina, saremo economicamente distrutti. Il tarsferimento forzato delle innovazioni tencologiche dall’America verso la Cina è il più grande problema economico del nostro tempo. Finché non ne usciremo, continueranno ad appropriarsi delle nostre innovazioni in favore del loro sistema e ci lasceranno come una colonia, come Jamestown per la Gran Bretagna, uno stato costretto a versare tributi”. <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.breitbart.com/national-security/2017/09/30/30-sep-17-world-view-steve-bannon-and-henry-kissinger-form-project-to-sound-alarm-on-china/">Questa </a>la visione che l’ex stratega di Trump ha della Cina.</p>
<p>Contrastare l&#8217;espansionismo cinese</p>
<p>Un approccio che peraltro sembrava essere condiviso dallo stesso Presidente, almeno nei primi mesi dal suo insediamento. Alcune dichiarazioni Trump affiancate dalla <a href="http://www.ilpost.it/2016/12/07/telefonata-trump-presidente-taiwan/">telefonata</a> alla Presidente di Taiwan, avevano infatti fatto pensare all’inizio di un congelamento dei rapporti tra Washington e Pechino. L’allontanamento di Bannon dallo Studio Ovale ha però fatto cambiare strategia alla Casa Bianca. E ora si cerca proprio in Kissinger, colui che nel 1971 aprì i rapporti diplomatici con la Cina, un valido supporto la nuova sfida americana. Kissinger, pur essendo il simbolo dell’apertura a Oriente, condivide con Bannon l’idea che la non normalizzazione dei rapporti con la Cina possa portare a una guerra tra Washington e Pechino.blockquote></p>

<p><strong>Ti interessa il reportage sull&#8217;Alt Right? Puoi sostenerlo così</strong></p>
<p><a class="creativ-shortcode creativ-shortcode-button creativ-shortcode-button-colour-green creativ-shortcode-button-size-large creativ-shortcode-button-edge-rounded" href="http://www.occhidellaguerra.it/purchase-continua-a-sostenerci/?purchaseform=1&amp;prodid=19" target="_self">Paga con carta di credito</a><a class="creativ-shortcode creativ-shortcode-button creativ-shortcode-button-colour-green creativ-shortcode-button-size-large creativ-shortcode-button-edge-rounded" href="http://www.occhidellaguerra.it/fai-un-bonifico-per-gli-occhi-della-guerra/" target="_self">Paga con bonifico</a></p>
<p>Il rischio di una guerra con Pechino</p>
<p>A proposito <a href="http://www.breitbart.com/national-security/2017/09/30/30-sep-17-world-view-steve-bannon-and-henry-kissinger-form-project-to-sound-alarm-on-china/">Breitbart </a>riportava un recente discorso di Kissinger alla Columbia University, all’interno del quale si è potuto sentire che: “L’iniziativa della via della seta cinese, cercando di connettere la Cina al centro dell’Asia ed eventualmente all’Europa, avrà il particolare significato di spostare il centro del mondo dall’Atlantico al Pacifico. Mai come prima una potenza è cresciuta come la Cina e questo potrebbe portare tensioni e anche la guerra”. Si tratta dunque di ribilanciare i rapporti di forza economici tra Oriente e Occidente proprio per evitare uno sbilanciamento con conseguenze di tipo conflittuale.</p>
<p>Per questo l’ “America first” di Bannon potrebbe essere il cavallo su cui Henry Kissinger potrebbe puntare alle prossime elezioni. Nel frattempo Pechino pare aver già percepito questo ritorno di fiamma dell’alt-right e con un recente editoriale uscito sul Global Times, ha ammonito Washington di non intervenire nelle questioni aperte con l’India. Bannon ha un conto in sospeso con la Cina e proverà a chiuderlo alle prossime elezioni. </p>

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		<title>L&#8217;Alt-Left, la sinistra sovranista che simpatizza per Trump</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/lalt-left-la-sinistra-sovranista-simpatizza-trump.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Oct 2017 07:16:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Alt-right]]></category>
		<category><![CDATA[populismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/LAPRESSE_20171008135023_24565611.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/LAPRESSE_20171008135023_24565611.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/LAPRESSE_20171008135023_24565611-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/LAPRESSE_20171008135023_24565611-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/LAPRESSE_20171008135023_24565611-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Se i fatti di Charlottesville hanno ribadito al mondo l&#8217;esistenza dell&#8217;Alt-Right americana, quello stesso episodio ha fatto emergere un altro spaccato sotterraneo della politica a stelle e strisce: l&#8217;Alt-Left. Nello scontro tra suprematisti bianchi, gente comune e studenti ideologizzati avvenuto attorno alla statua del generale Lee,  per la maggior parte dei cronisti sono state protagoniste, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/lalt-left-la-sinistra-sovranista-simpatizza-trump.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/lalt-left-la-sinistra-sovranista-simpatizza-trump.html">L&#8217;Alt-Left, la sinistra sovranista che simpatizza per Trump</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/LAPRESSE_20171008135023_24565611.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/LAPRESSE_20171008135023_24565611.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/LAPRESSE_20171008135023_24565611-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/LAPRESSE_20171008135023_24565611-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/LAPRESSE_20171008135023_24565611-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Se i fatti di Charlottesville hanno ribadito al mondo l&#8217;esistenza dell&#8217;<strong>Alt-Right</strong> americana, quello stesso episodio ha fatto emergere un altro spaccato sotterraneo della politica a stelle e strisce: <strong>l&#8217;Alt-Left</strong>. Nello scontro tra suprematisti bianchi, gente comune e studenti ideologizzati avvenuto attorno alla statua del generale Lee,  per la maggior parte dei cronisti sono state protagoniste, infatti, almeno due parti. &#8220;Parlate tanto di Alt-Right&#8230; e allora l&#8217;Alt-Left, che si è presentata impugnando bastoni?&#8221;, aveva dichiarato <strong>Donald Trump</strong> in una delle sue sottolineature pubbliche di condanna successive agli scontri nella cittadina della Virginia. Il presidente degli Stati Uniti, in realtà, nell&#8217;identificare chi voleva abbattere la statua del generale sudista con la categoria dell&#8217;Alt-Left, ha operato una discreta generalizzazione: chi se l&#8217;è presa con le statue, sia nel caso del parco dell &#8220;Old Dominion State&#8221; sia nel caso di quelle di Cristoforo Colombo o Italo Balbo, è meno addentro specifiche rigidità dottrinali nelle quali l&#8217;Alt-Left, effettivamente, è invece confinata. E la moda di abbattere le statue sta interessando molto di più gruppi politici che hanno ereditato le istanze della rivolta di Berkeley del 68&#8217;o retaggi derivanti dalla guerra civile americana. L&#8217;Alt-Left, insomma, è un&#8217;altra cosa e in Italia è genericamente raffigurata con l&#8217;utilizzo del termine &#8220;rossobruni&#8221;. Sarà più facile, adesso, comprendere perché molti tra gli analisti politici americani sostengono che l&#8217;Alt-Left abbia votato per Donald Trump, pur di non votare Hilary Clinton. </p>
<p>Ma cosa è davvero l&#8217;Alt right? Noi lo vogliamo scoprire con un reportage. <strong><a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.occhidellaguerra.it/projects/la-destra-alternativa-dietro-trump/" target="_blank">Guarda il progetto</a></strong></p>
<p>L&#8217;Alt-Left, di cui si comincia<a href="http://www.rivistastudio.com/standard/alt-left-sinistra-reazionaria/"> a parlare sempre di più</a>. è quella tipologia di sinistra che è sì anticapitalista, ma anche molto in critica in materia d&#8217;immigrazione e fortemente contraria all&#8217;interventismo armato negli stati stranieri. <a href="https://www.vanityfair.com/news/2017/03/why-the-alt-left-is-a-problem">In un articolo</a> pubblicato dalla versione americana di Vanity Fair, nel pantheon di questa &#8220;sottocategoria&#8221; della sinistra più estrema, come scritto da Anna Momigliano su <em>Rivista Studio</em>, sono stati inseriti: <strong>Julian Assange</strong>, <strong>Glenn Greenwald</strong> ed altri &#8220;progressisti puritani&#8221; attratti dal fenomeno del Trump leftism, cioè del sovranismo riletto in chiave americana. Uno dei fattori che ha attratto il consenso di questi esponenti, oltre alle antipatie per la Clinton, è sicuramente la posizione di Trump sulla questione siriana. L&#8217;Alt-Left, del resto, ha in Vladimir Putin e nella sua idea nazionale russa un riferimento costante, tanto per le politiche interne quanto per le scelte operate in politica estera dal presidente della federazione russa. Quando Marine Le Pen, il 28 aprile del 2017, poi, durante la campagna elettorale per il ballottaggio presidenziale, si è rivolta agli elettori della France Insoumise di Jean-Luc Mélenchon. per chiedere di costruire un fronte comune contro l&#8217;europeismo di Emmanuel Macron, faceva appello ad istanze simili a quelle sostenute dalla sinistra alternativa americana. Il Rust Belt, la zona compresa tra i grandi laghi ed il Midwest, quella più interessata agli effetti della crisi economica, è considerabile come l&#8217;Insoumise delle presidenziali americane. </p>

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<p>La contiguità tra l&#8217;Alt-Right (right-wing populism) e l&#8217;Alt-Left (left-wing populism) esiste e coinvolge tutti quelli che, percependo la distanza del potere e avendo subito le conseguenze della globalizzazione incontrollata, cercano di trovare una risposta concreta alla crisi lavorativa-esistenziale, accorciando le distanze tra popolo e stanze del potere. Le finalità percepite come necessarie da ambi i lati sono le stesse: il termine della tensione sociale procurata dall&#8217;immigrazione incontrollata, la difesa dell&#8217;economia nazionale a scapito dei trattati sovranazionali, il ritorno del ruolo di rappresentanza della politica per i ceti popolari e una svolta tendente all&#8217;autonomismo in politica estera. E quando in America dovettero scegliere tra l&#8217;interventismo della Clinton e l&#8217;indipendentismo propagandato da Trump, in questi ambienti dell&#8217;Alt-Left non sono sorti dubbi: sulla Siria di Assad buona parte della sinistra socialista americana ha sostenuto la bontà dell&#8217;antimperialismo, quindi del non intervento. Bernie Sanders, il candidato sconfitto dalla Clinton nelle primarie, ha provato ad introdurre nel manifesto programmatico del partito democratico una modifica per cui i democratici si impegnavano a rifiutare qualunque intervento militare nei confronti del presidente siriano Bashar Assad, compresa anche l&#8217;istituzione di una no-fly zone. Modifiche che, tuttavia, non sono state apportate. Ma il consenso di Sanders, outsider che aveva messo in difficoltà la Clinton durante le primarie, ha pesato sull&#8217;esito finale delle elezioni. </p>

<p>Glenn Edward Greenwald è probabilmente il personaggio americano più rappresentativo di questo fenomeno. Giornalista vincitore del premio Pulitzer per alcuni articoli pubblicati sul <em>Guardian </em>riguardanti informazioni sulla Cia avute da <strong>Edward Snowden</strong>, Greenwald ha cambiato residenza dagli Stati Uniti al Brasile, quando nel 2016 venne promulgato il Defense of Marriage Act, cioè l&#8217;impedimento legislativo federale al riconoscimento del matrimonio tra persone dello stesso sesso. Greenwald, insomma, è un progressista, non sospettabile di trumpismo, ma si è schierato mediaticamente dalla parte di Trump persino nel caso del Russiagate. L&#8217;Alt-Left americana, in definitiva, è la sinistra antinternazionalista che ha visto in Trump la possibilità di rivoluzionare tanto le logiche interne agli Stati Uniti quanto le classiche modalità d&#8217;intervento dell&#8217;esercito americano nelle aree di crisi del mondo. In Italia, banalmente, si è sempre chiamata &#8220;sinistra nazionale&#8221;. Tra i guru tipicamente in grado di raffigurare efficacemente il pensiero dell&#8217;Alt-Left nel mondo c&#8217;è Alexsandr Dugin, politologo russo, teorizzatore dell&#8217;Euroasia e, non a caso, ideologo di Vladimir Putin. Il banco di prova delle simpatie della sinistra nazionale per Trump risiede nella coerenza che Trump dimostrerà di avere rispetto al suo programma elettorale, per quella presidenza targata sovranismo che Steve Bannon, tuttavia, ha già dichiarato conclusa. </p>
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