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	<title>Allied Democratic Forces (ADF) Archives - InsideOver</title>
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	<title>Allied Democratic Forces (ADF) Archives - InsideOver</title>
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		<title>La &#8220;guerra infinita&#8221; nell&#8217;est del Congo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Jul 2022 20:02:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Allied Democratic Forces (ADF)]]></category>
		<category><![CDATA[Congo]]></category>
		<category><![CDATA[crisi umanitaria]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220709151315577_6b64ee09fdaa10cac33aa6983742cb1a-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220709151315577_6b64ee09fdaa10cac33aa6983742cb1a-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220709151315577_6b64ee09fdaa10cac33aa6983742cb1a-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220709151315577_6b64ee09fdaa10cac33aa6983742cb1a-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220709151315577_6b64ee09fdaa10cac33aa6983742cb1a-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220709151315577_6b64ee09fdaa10cac33aa6983742cb1a-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220709151315577_6b64ee09fdaa10cac33aa6983742cb1a-2048x1366.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I venti di guerra che, nelle ultime settimane, hanno agitato i rapporti tra Repubblica Democratica del Congo e Ruanda, sembrano essersi sopiti. Un incontro chiarificatore, svoltosi in Angola tra il Capo di Stato congolese Félix Tshisekedi ed il suo omologo ruandese Paul Kagame, ha abbassato le tensioni. Tshisekedi e Kagame hanno concordato sulla necessità di normalizzare &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-guerra-infinita-nellest-del-congo.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-guerra-infinita-nellest-del-congo.html">La &#8220;guerra infinita&#8221; nell&#8217;est del Congo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220709151315577_6b64ee09fdaa10cac33aa6983742cb1a-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220709151315577_6b64ee09fdaa10cac33aa6983742cb1a-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220709151315577_6b64ee09fdaa10cac33aa6983742cb1a-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220709151315577_6b64ee09fdaa10cac33aa6983742cb1a-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220709151315577_6b64ee09fdaa10cac33aa6983742cb1a-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220709151315577_6b64ee09fdaa10cac33aa6983742cb1a-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220709151315577_6b64ee09fdaa10cac33aa6983742cb1a-2048x1366.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>I venti di guerra che, nelle ultime settimane, hanno agitato i rapporti tra <strong>Repubblica Democratica del Congo </strong>e <strong>Ruanda</strong>, sembrano essersi sopiti. Un incontro chiarificatore, svoltosi in Angola tra il Capo di Stato congolese Félix Tshisekedi ed il suo omologo ruandese Paul Kagame, ha abbassato le tensioni. Tshisekedi e Kagame hanno concordato sulla necessità di <strong>normalizzare le relazioni</strong> diplomatiche ma questo risultato non potrà essere raggiunto solamente con le strette di mano.</p>
<p>Nelle ultime settimane, infatti, i rapporti sono stati tesi ed hanno sfiorato la rottura, Il presidente congolese aveva accusato il Ruanda, nel corso di un&#8217;intervista rilasciata al <em>Financial Times</em><em>, </em>di appoggiare<strong> il gruppo ribelle M23</strong> e di avere &#8220;<strong>interessi economici illeciti</strong> in Congo&#8221; e non aveva escluso &#8220;la possibilità di una<strong> guerra</strong> qualora le provocazioni fossero proseguite&#8221;. Le accuse erano state respinte da Kagame, che aveva definito la crisi come un <strong>problema interno</strong> della Repubblica Democratica del Congo. Il Movimento 23 Marzo, conosciuto come M23, è un gruppo ribelle che opera nel Congo orientale, in particolare nella provincia del Kivu Settentrionale. Nel 2012-2013 è stato appoggiato e finanziato dal Ruanda ma ha poi deposto le armi dopo le trattative con Kinshasa. Nel 2022 una fazione scissionista ha dato vita ad una nuova offensiva ed ha conquistato la città di frontiera di Bunagana.</p>
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<ul>
<li><a href="https://bit.ly/3HwXpIe"><strong>Scopri il reportage: Il Congo sanguina</strong></a></li>
</ul>
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<h2>Le tante crisi congolesi</h2>
<p>Il gruppo ribelle M23 si è scontrato, per diversi mesi, con le truppe congolesi nella provincia del <strong>Nord Kivu</strong>. Gli esperti delle Nazioni Unite ritengono che l&#8217;obiettivo finale possa essere <strong>Goma</strong>, una metropoli con quasi due milioni di abitanti, anche se l&#8217;M23 ha alternato scontri militari a proposte di cessate il fuoco. Anne Sylvie Linder, vice presidente del Comitato Internazionale della Croce Rossa a Goma, ha dichiarato, come riportato da <em>The New Humanitarian</em>, che i combattimenti &#8220;hanno scatenato <strong>una grave crisi umanitaria</strong>&#8221; che i gruppi umanitari faticano a contenere a causa dell&#8217;insicurezza dilagante. Alcune persone hanno provato a fare ritorno alle proprie case durante le pause dei combattimenti ma &#8220;sono costretti ad abbandonarle ogni volta che riprendono le ostilità&#8221;.</p>
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<ul>
<li><a href="https://bit.ly/3n0xn6G"><strong>Luca Attanasio: l&#8217;ambasciatore dimenticato</strong></a></li>
<li><a href="https://bit.ly/3zGchCi"><strong>Congo Stato d&#8217;assedio</strong></a></li>
</ul>
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<p>Gli analisti, i funzionari locali ed i leader della società civile provenienti da diverse zone del Nord Kivu e della vicina provincia dell&#8217;Intuir ritengono che durante il mandato di Tshisekedi la situazione non si sia evoluta positivamente. La crisi con l&#8217;M23 non è, poi, l&#8217;unica ad insanguinare questi territori dove operano anche le <strong>Allied Democratic Forces</strong> (ADF), che hanno giurato fedeltà allo <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/l-evoluzione-terroristica-dell-adf.html">Stato Islamico</a> e la<strong> milizia CODECO</strong>, responsabile di dozzine di morti negli ultimi mesi.</p>
<p>Le <strong>Allied Democratic Forces</strong> sono state inserite nella lista dei gruppi terroristici da parte degli Stati Uniti e sono il gruppo armato<strong> più attivo e letale</strong> tra quelli operanti nelle province orientali della RDC. In oltre 20 anni di attività sono state responsabili di numerosi attacchi alle forze militari della RDC, di svariati<strong> crimini</strong> ai danni della popolazione civile e del rapimento e <strong>reclutamento di bambini</strong> per trasformarli in soldati. La chiesa cattolica della RDC ha reso noto che questo gruppo armato sarebbe responsabile di oltre 6mila morti dal 2013 alla fine del 2021.</p>
<h2>Una storia sanguinosa</h2>
<p>Le origini della violenza  nella Repubblica Democratica del Congo (RDC) risalgono alla crisi dei rifugiati scatenata del <strong>genocidio in Ruanda</strong> del 1994. Gli <strong>Hutu</strong> coinvolti nel genocidio fuggirono nella RDC orientale e formarono gruppi armati. Questo comportò la nascita di formazionii rivali da parte dei <strong>Tutsi</strong> e di altre fazioni opportunistiche. Il governo congolese non fu in grado di controllare sul proprio territorio e di fronteggiarli e ciò portò allo scoppio della <strong>seconda guerra del Congo</strong>.</p>
<hr />
<ul>
<li><a href="https://bit.ly/3AIa8ql"><strong> Il male assoluto La furia jihadista </strong></a></li>
<li><a href="https://bit.ly/3uA7eA6"><strong> Le miniere maledette. Discesa nell&#8217;inferno</strong></a></li>
</ul>
<hr />
<p>Il conflitto, durato dal 1998 al 2003, vide le forze di Kinshasa, appoggiate da Angola, Namibia e Zimbabwe, combattere contro gli insorti sostenuti da Ruanda ed Uganda. Il raggiungimento della pace nel 2002 non ha fermato, a causa della debolezza delle istituzioni, le violenze sui civili (costate <strong>tre milioni di vite</strong>).</p>
<p><a href="https://it.insideover.com/economia/geoeconomia-del-congo-un-paese-al-centro-del-mondo-suo-malgrado.html">Le massicce <strong>risorse naturali</strong></a> in loco finanziano i gruppi, consentendo loro di comprare armi e di commettere nuove atrocità. L&#8217;Unione Africana e le Nazioni Unite hanno provato a risolvere la situazione ma <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/le-milizie-che-infestano-la-repubblica-democratica-del-congo.html">si stima che</a> <strong>cento gruppi armati</strong>, nonostante la presenza di 16mila caschi blu, operino nella regione orientale della Repubblica Democratica del Congo. Almeno<strong> cinque milioni</strong> di civili sono stati costretti a fuggire a causa dei rischi che gravano sulle loro vite.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-guerra-infinita-nellest-del-congo.html">La &#8220;guerra infinita&#8221; nell&#8217;est del Congo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il jihad nel cuore dell&#8217;Africa: l&#8217;evoluzione terroristica dell&#8217;Adf</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/l-evoluzione-terroristica-dell-adf.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Jan 2022 06:25:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Allied Democratic Forces (ADF)]]></category>
		<category><![CDATA[Campagna il Congo sanguina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20220112151942187_6b64ee09fdaa10cac33aa6983742cb1a-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20220112151942187_6b64ee09fdaa10cac33aa6983742cb1a-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20220112151942187_6b64ee09fdaa10cac33aa6983742cb1a-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20220112151942187_6b64ee09fdaa10cac33aa6983742cb1a-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20220112151942187_6b64ee09fdaa10cac33aa6983742cb1a-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20220112151942187_6b64ee09fdaa10cac33aa6983742cb1a-1536x1025.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20220112151942187_6b64ee09fdaa10cac33aa6983742cb1a-2048x1366.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>&#8220;Vogliamo raccontare i drammi senza fine del Congo, una terra tormentata da gruppi armati anche di matrice islamista, depauperata dallo sfruttamento delle risorse minerarie, travolta da epidemie e da sfide che riguardano tutti noi. Vogliamo farlo attraverso lo sguardo di chi da anni si occupa di questo Paese: il fotografo Marco Gualazzini e il giornalista &#8230; <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/l-evoluzione-terroristica-dell-adf.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/l-evoluzione-terroristica-dell-adf.html">Il jihad nel cuore dell&#8217;Africa: l&#8217;evoluzione terroristica dell&#8217;Adf</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20220112151942187_6b64ee09fdaa10cac33aa6983742cb1a-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20220112151942187_6b64ee09fdaa10cac33aa6983742cb1a-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20220112151942187_6b64ee09fdaa10cac33aa6983742cb1a-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20220112151942187_6b64ee09fdaa10cac33aa6983742cb1a-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20220112151942187_6b64ee09fdaa10cac33aa6983742cb1a-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20220112151942187_6b64ee09fdaa10cac33aa6983742cb1a-1536x1025.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20220112151942187_6b64ee09fdaa10cac33aa6983742cb1a-2048x1366.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><em>&#8220;Vogliamo raccontare i drammi senza fine del Congo, una terra tormentata da gruppi armati anche di matrice islamista, depauperata dallo sfruttamento delle risorse minerarie, travolta da epidemie e da sfide che riguardano tutti noi. Vogliamo farlo attraverso lo sguardo di chi da anni si occupa di questo Paese: il fotografo Marco Gualazzini e il giornalista Daniele Bellocchio.</em><br />
<em><a href="https://it.insideover.com/project/il-congo-sanguina-aiutaci-a-raccontarlo.html?utm_source= InsideOver&amp;utm_medium=sponsored_content&amp;utm_campaign=congo" target="_blank" rel="noopener">Sostieni il reportage</a> &#8220;</em></p>
<hr />
<p><strong>Beni</strong> è una delle più importanti città del <strong>North Kivu</strong>. Qui convogliano le strade N2 e N4: la prima scende verso il capoluogo <strong>Goma</strong>, la seconda risale invece nell&#8217;<strong>Ituri</strong> e lungo le sponde del lago Albert. Ma soprattutto qui si è a una manciata di chilometri dal confine con l&#8217;<strong>Uganda</strong>. Gli abitanti di Beni e dei villaggi vicini sono forse i principali testimoni della brutalità e della pericolosità di un gruppo da anni consolidato nella regione, quello cioè dell&#8217;<strong>Adf</strong>, acronimo di <em>Allied Democratic Force</em>. Un nome che, per l&#8217;intera regione dei Grandi Laghi, è sinonimo di estremismo e terrorismo islamico.</p>
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<h2>Dall&#8217;Uganda al Congo</h2>
<p>Il 16 novembre <a href="https://www.nova.news/uganda-lo-stato-islamico-rivendica-il-duplice-attentato-di-ieri-a-kampala/">una serie di attacchi hanno sconvolto Kampala</a>, la capitale dell&#8217;Uganda. La matrice, secondo il presidente ugandese Museveni, è chiara: gli attentati sono opera dell&#8217;Adf. Un &#8220;ritorno alle origini&#8221; per la formazione criminale. I miliziani da circa due decenni costituiscono una delle (tante) minacce alla sicurezza nella martoriata regione congolese del North Kivu. Ma il gruppo è nato ben prima al di là del confine. Nel 1995 in Uganda è stata annunciata la formazione dell&#8217;Allied Democratic Force, milizia da subito antagonista al governo di Museveni. All&#8217;inizio si parlava di &#8220;semplice&#8221; ideologia islamista. A fondare l&#8217;Adf è stato infatti <strong>Jamil Mukulu</strong>. Lui, cattolico convertito all&#8217;Islam, ha da sempre avuto fama di leader carismatico in grado di fare ampio proselitismo soprattutto nelle campagne occidentali dell&#8217;Uganda. Tanto da riuscire, dopo un&#8217;ampia opera politica e diplomatica, a unire le forze di più gruppi per dar vita all&#8217;Adf. Hanno appoggiato la sua causa infatti i membri dell&#8217;Esercito nazionale per la liberazione dell’Uganda, dell’Esercito di liberazione musulmano dell’Uganda, nonché alcune centinaia di militanti ugandesi del movimento<strong> Tablighi Jamaat</strong>. Mukulu è sempre stato fautore dell&#8217;instaurazione di un califfato ugandese retto dalla <strong>Sharia</strong>, la legge islamica.</p>
<p>Era però ben consapevole che operare nel suo Paese sarebbe stato molto difficile. Museveni ha scagliato contro i miliziani l&#8217;esercito e ha sempre promesso una lotta senza quartiere all&#8217;Adf. Per questo Mukulu ha stabilito la sua base nelle province occidentali dell&#8217;Uganda. Qui la natura rurale del territorio ha giocato un ruolo a vantaggio dell&#8217;Adf. Anche se è stato soprattutto un altro fattore a rivelarsi decisivo per Mukulu: la vicinanza con un <strong>confine</strong> congolese esistente di fatto solo sulla carta. Quando da Kampala è partito l&#8217;ordine, sul finire degli anni &#8217;90, di stanare il movimento, lo stesso Mukulu e i suoi più stretti seguaci si sono spostati nel North Kivu. Qui, tra le foreste del <strong>Virunga</strong>, hanno potuto impiantare nuovamente le proprie basi.</p>
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CAUSALE: Reportage Congo<br />
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<p>Ad accorgersene sono stati in special modo gli abitanti di Beni. Per finanziarsi il movimento islamista è dovuto ricorrere a <strong>rapine</strong> e <strong>razzie</strong> di ogni tipo, compiute a danno della popolazione civile. Le <strong>incursioni</strong> nelle città e nei villaggi vicini al confine sono state una costante soprattutto a partire dal 2011. Una guerriglia avviata non tanto in nome del califfato e né in nome dell&#8217;Islam ma, al contrario, con lo specifico intento di terrorizzare la popolazione e derubare quante più risorse possibili. Le aree settentrionali del Nord Kivu, già martoriate da anni di guerra, hanno dovuto fare i conti anche con l&#8217;Adf. Centinaia sono stati i saccheggi e le stragi compiute contro i civili, con l&#8217;esercito di Kinshasa ben lontano dal sapere ristabilire le più basilari condizioni di <strong>sicurezza</strong>.</p>
<h2>La nuova cellula dell&#8217;Isis nella regione dei Grandi Laghi</h2>
<p>Una svolta si è arrivata nel 2015. In Tanzania<a href="https://www.observer.ug/news-headlines/37497-adf-leader-jamil-mukulu-arrested"> è stato arrestato dopo anni di latitanza proprio Mukulu</a>. Una cattura che ha comportato subito dopo l&#8217;estrazione in Uganda, dove dal carcere adesso il terrorista sta pagando i conti con la giustizia. Da dietro le sbarre però il fondatore dell&#8217;Adf ha provato a continuare a influenzare le scelte del movimento. Tuttavia le redini sul campo sono state prese da un suo ex &#8220;delfino&#8221;, <strong>Musa Baluku</strong>. Quest&#8217;ultimo, oltre a proseguire con la strategia delle violenze nella regione, ha iniziato a far avvicinare il gruppo all&#8217;<a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/cos-e-l-isis-genesi-della-rete-del-terrore.html">Isis</a>. Una piega diversa rispetto a quella voluta dal fondatore. Mukulu ha sempre propagandato la nascita di uno Stato Islamico in Uganda, mai invece è sembrato favorevole al progetto di un unico grande califfato islamico. Da questo momento in poi l&#8217;Adf ha iniziato un graduale processo di <strong>frammentazione</strong>. Una parte ha aderito all&#8217;Isis assieme a Baluku, un&#8217;altra invece è rimasta fedele a Mukulu. La scissione non ha però indebolito le varie cellule del gruppo.</p>
<p><a href="https://it.insideover.com/project/il-congo-sanguina-aiutaci-a-raccontarlo.html?utm_source=adv&amp;utm_medium=strip_IO&amp;utm_campaign=congo" target="_blank" rel="noopener"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-335999 size-large" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/strip_congo-1024x234.jpeg" alt="" width="1024" height="234" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/strip_congo-1024x234.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/strip_congo-300x69.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/strip_congo-768x176.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/strip_congo.jpeg 1500w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p>Al contrario, soprattutto dal 2017 in poi l&#8217;Adf si è presentato più <strong>radicalizzato</strong> e meno controllabile proprio per via delle tante scissioni interne. Nel 2019 Baluku ha giurato pubblicamente fedeltà all&#8217;Isis, dichiarando il gruppo ugandese organico al cosiddetto Stato Islamico dell&#8217;Africa centrale. Tuttavia quando si parla di seguaci del califfato in Congo e in Uganda si fa sempre riferimento alla sigla Adf, non a caso inserita sempre nel 2019 dal dipartimento di Stato Usa <a href="https://www.state.gov/state-department-terrorist-designations-of-isis-affiliates-and-leaders-in-the-democratic-republic-of-the-congo-and-mozambique/">nella lista delle organizzazioni terroristiche</a>. Come spiegato dagli esperti dell&#8217;<a href="https://www.focusonafrica.info/uganda-le-implicazioni-regionali-dellattentato-terroristico-del-16-novembre-a-kampala/"><em>International Crisis Group</em></a>, la fazione più pericolosa dell&#8217;Adf è quella legata a Baluku e all&#8217;Isis. Le cellule scissioniste sono divise a loro volta in tanti gruppi attivi nel Virunga. Le minacce arrivano comunque da entrambi i fronti. Lo sa bene il governo di Kampala che, nella regione di Beni, ha inviato in accordo con il governo congolese un contingente di militari contro l&#8217;Adf dopo gli attacchi del 16 novembre.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/l-evoluzione-terroristica-dell-adf.html">Il jihad nel cuore dell&#8217;Africa: l&#8217;evoluzione terroristica dell&#8217;Adf</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il punto sulla missione Usa nella Repubblica Democratica del Congo</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/il-punto-sulla-missione-usa-nella-repubblica-democratica-del-congo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Dec 2021 06:30:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Allied Democratic Forces (ADF)]]></category>
		<category><![CDATA[Campagna il Congo sanguina]]></category>
		<category><![CDATA[Isis (Stato islamico)]]></category>
		<category><![CDATA[Terre rare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1440" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211221180145318_635fd7962995b2486e6eecb7455e369f-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211221180145318_635fd7962995b2486e6eecb7455e369f-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211221180145318_635fd7962995b2486e6eecb7455e369f-300x225.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211221180145318_635fd7962995b2486e6eecb7455e369f-1024x768.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211221180145318_635fd7962995b2486e6eecb7455e369f-768x576.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211221180145318_635fd7962995b2486e6eecb7455e369f-1536x1152.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211221180145318_635fd7962995b2486e6eecb7455e369f-2048x1536.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>&#8220;Vogliamo raccontare i drammi senza fine del Congo, una terra tormentata da gruppi armati anche di matrice islamista, depauperata dallo sfruttamento delle risorse minerarie, travolta da epidemie e da sfide che riguardano tutti noi. Vogliamo farlo attraverso lo sguardo di chi da anni si occupa di questo Paese: il fotografo Marco Gualazzini e il giornalista &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-punto-sulla-missione-usa-nella-repubblica-democratica-del-congo.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-punto-sulla-missione-usa-nella-repubblica-democratica-del-congo.html">Il punto sulla missione Usa nella Repubblica Democratica del Congo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1440" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211221180145318_635fd7962995b2486e6eecb7455e369f-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211221180145318_635fd7962995b2486e6eecb7455e369f-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211221180145318_635fd7962995b2486e6eecb7455e369f-300x225.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211221180145318_635fd7962995b2486e6eecb7455e369f-1024x768.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211221180145318_635fd7962995b2486e6eecb7455e369f-768x576.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211221180145318_635fd7962995b2486e6eecb7455e369f-1536x1152.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211221180145318_635fd7962995b2486e6eecb7455e369f-2048x1536.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><em>&#8220;Vogliamo raccontare i drammi senza fine del Congo, una terra tormentata da gruppi armati anche di matrice islamista, depauperata dallo sfruttamento delle risorse minerarie, travolta da epidemie e da sfide che riguardano tutti noi. Vogliamo farlo attraverso lo sguardo di chi da anni si occupa di questo Paese: il fotografo Marco Gualazzini e il giornalista Daniele Bellocchio.</em><br />
<em><a href="https://it.insideover.com/project/il-congo-sanguina-aiutaci-a-raccontarlo.html?utm_source= InsideOver&amp;utm_medium=sponsored_content&amp;utm_campaign=congo" target="_blank" rel="noopener">Sostieni il reportage</a> &#8220;</em></p>
<hr />
<p>In estate, mentre gli Usa evacuavano i propri militari dall&#8217;Afghanistan, <a href="https://it.insideover.com/guerra/gli-usa-adesso-volano-in-congo-per-una-nuova-missione-anti-terrorismo.html">è partita una nuova missione statunitense</a>. Obiettivo questa volta è la <strong>Repubblica Democratica del Congo</strong>, Paese africano devastato da anni di guerre e conflitti. Washington, secondo quanto previsto da un trattato di cooperazione siglato con il governo di Kinshasa nel 2019, ha risposto alla chiamata del presidente congolese <strong>Felix Tshisekedi</strong>, inviando esperti militari nel cuore dell&#8217;Africa. Il motivo è dato dall&#8217;ingombrante presenza dell&#8217;<strong>Adf</strong>, il movimento terroristico ugandese operativo però nelle province orientali del Congo e adesso cellula locale dell&#8217;<a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/cos-e-l-isis-genesi-della-rete-del-terrore.html">Isis</a>. Per comprendere, a distanza di mesi, come sta andando la missione, occorre proprio partire dalla situazione che c&#8217;è oltre confine, in quell&#8217;<strong>Uganda</strong> ancora oggi alle prese con il terrorismo.</p>
<h2>Ugandesi presenti nel territorio congolese</h2>
<p>L&#8217;Adf rappresenta un problema per molti nella regione. La geografia del <strong>North Kivu</strong>, con le sue foreste poco controllabili e i confini molto porosi, è il rifugio ideale per decine di organizzazioni criminali e cellule terroristiche. Si calcola che in questa provincia siano attualmente attivi 120 gruppi armati. L&#8217;Adf è quello meglio armato o comunque più temibile. Nato in Uganda nel 1995, è stato respinto dall&#8217;esercito di Kampala nei primi anni 2000 verso il Congo. Qui ha compiuto, secondo diversi rapporti delle <strong>Nazioni Unite</strong>, crimini e saccheggi. Fino poi ad organizzare attentati in nome dell&#8217;Isis, convertendosi quindi all&#8217;islamismo radicale. Le forze di Kinshasa da sole non sono in grado di riprendere il controllo della regione. Di fatto gli unici gruppi del governo centrale presenti nel North Kivu sono quelli dei <em>Rangers</em> dei grandi parchi. Da qui l&#8217;aiuto chiesto dal presidente Tshisekedi agli Stati Uniti. Dalla Casa Bianca l&#8217;autorizzazione è arrivata per una missione di <strong>addestramento</strong> delle truppe locali. Inoltre sono stati inviati esperti anti terrorismo per consigliare al governo di Kinshasa le strategie da attuare.</p>
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CAUSALE: Reportage Congo<br />
<a href="https://it.insideover.com/project/il-congo-sanguina-aiutaci-a-raccontarlo.html?utm_source= InsideOver&amp;utm_medium=sponsored_content&amp;utm_campaign=congo" target="_blank" rel="noopener"><strong>SOSTIENI IL REPORTAGE</strong></a></p></blockquote>
<p>Ad agosto l&#8217;ambasciatore Usa in Congo, <strong>Mike Hammer</strong>, ha parlato di &#8220;alcune settimane&#8221; di intervento. Poi si è saputo poco o nulla. Gli esperti inviati da Washington dovrebbero essere ancora nelle regioni orientali della Repubblica Democratica del Congo. Ma la missione è avvolta nel più stretto <strong>riserbo</strong>. Anche perché le condizioni di sicurezza al momento appaiono deteriorate. Non solo nel North Kivu, ma anche in Uganda. La capitale Kampala è stata sconvolta il 16 novembre scorso<a href="https://www.nova.news/uganda-lo-stato-islamico-rivendica-il-duplice-attentato-di-ieri-a-kampala/"> da due attacchi terroristici</a> che hanno ucciso almeno sei persone. L&#8217;Isis ha rivendicato l&#8217;azione e lo sguardo delle autorità locali è stato rivolto subito all&#8217;Adf. Il presidente ugandese <strong>Museweni</strong> aveva promesso una risposta immediata e ad inizio dicembre <a href="https://www.bbc.com/news/world-africa-59507543">truppe ugandesi hanno attraversato il confine</a>. Diversi i video sui social che mostrano truppe inviate da Kampala marciare nei dintorni di <strong>Beni</strong>, città vicina alla frontiera. Una mossa preceduta da bombardamenti aerei sempre dell&#8217;Uganda contro postazioni dell&#8217;Adf. La missione ugandese è stata concordata con il governo di Kinshasa. Quest&#8217;ultimo ha ancora una volta mostrato la necessità di interventi stranieri per combattere i gruppi terroristici. Tra consiglieri militari statunitensi e soldati di Museweni, il North Kivu ha adesso l&#8217;aspetto di una caserma a cielo aperto. Ma l&#8217;Adf, assieme alle altre fazioni presenti, appare ben lungi dall&#8217;essere sconfitto.</p>
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<h2>La strategia Usa</h2>
<p>Washington sta quindi operando in un terreno molto delicato, contrassegnato da presenze terroristiche ben organizzate e da incursioni di eserciti stranieri. Se la missione Usa sta proseguendo nel riserbo, la strategia della Casa Bianca appare molto chiara. Mettere i piedi nella Repubblica Democratica del Congo vuol dire posizionarsi in un territorio <strong>strategico</strong> sul fronte energetico. Proprio nel North Kivu sono presenti alcune delle più importanti miniere di <strong>cobalto</strong> e di <strong>terre rare, </strong>minerali essenziali per la transizione ecologica e per l&#8217;economia statunitense. Gli interessi di Washington appaiono qui molto alti. Nel dicembre 2020, dopo la notizia dell&#8217;<a href="https://www.reuters.com/article/cmoc-congo-m-a-idINKBN28N0D9">acquisizione</a> da parte della <em>China Molybdenum</em> della miniera di <strong>Kisanfu</strong>, la Casa Bianca ha &#8220;ammonito&#8221; Pechino di non interferire negli affari minerari di propria pertinenza. La miniera in questione infatti era infatti in mano al colosso<em> Freeport- McMoRan.</em></p>
<p><a href="https://it.insideover.com/project/il-congo-sanguina-aiutaci-a-raccontarlo.html?utm_source=adv&amp;utm_medium=strip_IO&amp;utm_campaign=congo" target="_blank" rel="noopener"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-335999 size-large" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/strip_congo-1024x234.jpeg" alt="" width="1024" height="234" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/strip_congo-1024x234.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/strip_congo-300x69.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/strip_congo-768x176.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/strip_congo.jpeg 1500w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p>Più in generale, il Congo rappresenta un presidio essenziale nella corsa alle <a href="https://it.insideover.com/schede/energia/che-cosa-sono-le-terre-rare-e-perche-sono-cosi-importanti.html">terre rare</a>. E dopo aver per anni annaspato nei confronti della Cina, oggi gli Usa non vogliono farsi trovare impreparati. Nel North Kivu stanno quindi convergendo due specifici interessi: quello della lotta al terrorismo e quello delle risorse energetiche.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-punto-sulla-missione-usa-nella-repubblica-democratica-del-congo.html">Il punto sulla missione Usa nella Repubblica Democratica del Congo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Rapimenti di bambini e villaggi dati alle fiamme: l&#8217;Isis avanza in Congo</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/rapimenti-di-bambini-e-villaggi-dati-alle-fiamme-lisis-avanza-in-congo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Bellocchio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Sep 2021 07:15:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Allied Democratic Forces (ADF)]]></category>
		<category><![CDATA[Isis (Stato islamico)]]></category>
		<category><![CDATA[Repubblica Democratica del Congo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Congo-attacco-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Congo, ucciso in un attacco l&#039;ambasciatore italiano Luca Attanasio" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Congo-attacco-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Congo-attacco-La-Presse-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Congo-attacco-La-Presse-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Congo-attacco-La-Presse-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Congo-attacco-La-Presse-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Congo-attacco-La-Presse-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Non si può più negarlo: il nord est della Repubblica Democratica del Congo è a tutti gli effetti il nuovo terreno di conquista dello Stato Islamico in Africa. Le province orientali del Paese africano da sempre sono il proscenio di guerre, guerriglie, violenze interetniche e scontri finalizzati alla conquista e all&#8217;accaparramento di giacimenti minerari e &#8230; <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/rapimenti-di-bambini-e-villaggi-dati-alle-fiamme-lisis-avanza-in-congo.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/rapimenti-di-bambini-e-villaggi-dati-alle-fiamme-lisis-avanza-in-congo.html">Rapimenti di bambini e villaggi dati alle fiamme: l&#8217;Isis avanza in Congo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Congo-attacco-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Congo, ucciso in un attacco l&#039;ambasciatore italiano Luca Attanasio" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Congo-attacco-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Congo-attacco-La-Presse-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Congo-attacco-La-Presse-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Congo-attacco-La-Presse-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Congo-attacco-La-Presse-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Congo-attacco-La-Presse-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Non si può più negarlo: il nord est della <a href="https://it.insideover.com/reportage/societa/ebola-the-outbreak.html">Repubblica Democratica del Congo</a> è a tutti gli effetti il nuovo terreno di conquista dello Stato Islamico in Africa.<br />
Le province orientali del Paese africano da sempre sono il proscenio di guerre, guerriglie, violenze interetniche e scontri finalizzati alla conquista e all&#8217;accaparramento di giacimenti minerari e risorse del sottosuolo e, dall&#8217;indipendenza negli anni &#8217;60 ad oggi, un vero e proprio momento di pace, l&#8217;ex colonia belga, non l&#8217;ha mai conosciuto. Nelle sole regioni orientali si stima che vi siano oltre cento gruppi di insorti, ma quello che non si era mai verificato era la presenza, all&#8217;interno del coacervo delle sigle irregolari, di formazioni legate alla galassia dello jihadismo internazionalista.<br />
Ora, la regione del Nord Kivu è divenuto il campo di battaglia dei mujaheddin dell&#8217;<a href="https://it.insideover.com/terrorismo/lisis-approda-in-congo-nasce-lo-stato-islamico-dellafrica-centrale.html">ADF (Forze Democratiche Alleate)</a>, la già precaria situazione in termini economici e di sicurezza è peggiorata ulteriormente e in queste ore si stanno registrando massacri in diversi villaggi da parte dei miliziani islamisti.</p>
<p>Le ultime notizie parlano di una<a href="https://www.aljazeera.com/news/2021/9/6/at-least-30-killed-in-northeast-dr-congo-by-suspected-adf-rebels"> strage compiuta sulle colline tra Ituri e Nord Kivu</a> la notte di sabato 4 settembre. I dati riportavano una stima iniziale di 14 morti poi le cifre sono aumentate ora dopo ora e l&#8217;ultimo bilancio è di 30 persone massacrate a colpi di machete. Molti copri sono stati rinvenuti nella boscaglia e diversi testimoni rivelano di decapitazioni e violenze sommarie. In queste ore la ricerca delle vittime prosegue mentre emergono anche le prime testimonianze di chi è riuscito a fuggire dalla carneficina. Un superstite intervistato da <a href="https://www.voanews.com/africa/militants-armed-machetes-kill-30-villagers-east-congo">VOA</a> ha raccontato che i miliziani sono arrivati nel villaggio sabato mattina all&#8217;alba sebbene i loro movimenti nella zona fossero stati segnalati all&#8217;esercito già il giorno precedente, e per tutta la giornata di sabato hanno ucciso e saccheggiato prima di ritirarsi volontariamente il giorno successivo.</p>
<p>Uno scenario inquietante perché gli attacchi sono sempre più frequenti e la popolazione sempre più indifesa e in balia dei ribelli islamisti. A fine agosto un villaggio vicino a Beni era stato cinto d&#8217;assedio e la Croce Rossa, all&#8217;indomani dell&#8217;attacco, aveva rinvenuto 20 corpi esanimi. E secondo le testimonianze raccolte dagli operatori umanitari la gran parte delle vittime è arsa viva nelle proprie capanne. Il primo di settembre un&#8217;altra notizia terrificante è arrivata dal Congo. A Bunia, sempre nel Nord Kivu, i ribelli islamici hanno<a href="https://www.france24.com/en/live-news/20210831-11-children-abducted-by-presumed-islamist-militants-in-dr-congo"> rapito undici bambini</a> e nessuno ad oggi sa più nulla di loro. E questo clima di incertezza e violenza improvvisa e cieca si sta protraendo ormai da diversi anni. <a href="https://aspeniaonline.it/ribelli-in-congo-il-nuovo-volto-insanguinato-delle-allied-democratic-forces/">Gli ADF sono presenti in Congo dal 1996</a> anche se la loro struttura così radicalizzata e la loro salita alla ribalta delle cronache internazionali è riconducibile al 2019 quando hanno giurato fedeltà alla stato Islamico, hanno proclamato la nascita dell&#8217; ISCAP (Islamic States&#8217;s Central African Province) e hanno incominciato a condurre attacchi sempre più spietati nelle regioni orientali del Paese africano. Da maggio, dopo che i miliziani islamisti hanno ucciso in un giorno solo più di 50 persone, il governo di Kinshasa ha proclamato nelle province del Nord Kivu e dell&#8217;Ituri lo &#8221;sotto assedio&#8221; che tutt&#8217;ora perdura, attraverso il quale le autorità civili sono state sostituite da funzionari dell&#8217;esercito e della polizia con ampi poteri. Inoltre, dal 15 agosto, in Congo è arrivato un contingente di<a href="https://www.analisidifesa.it/2021/08/i-berretti-verdi-assistono-le-forze-congolesi-contro-le-milizie-jihadiste-adf/"> berretti verdi</a> americani con l&#8217;obiettivo di formare e aiutare l&#8217;esercito congolese nello sbaragliare le forze islamiste.</p>
<p>La Chiesa cattolica afferma che l&#8217;ADF ha ucciso circa 6.000 civili dal 2013 ad oggi, mentre il think tank statunitense Kivu Security Tracker (KST), gli imputa la morte di oltre 1.200 civili nella sola area di Beni dal 2017. I dati in merito alle vittime dei salafiti sono incerti così come sono oscuri tanti aspetti della formazione jihadista che Washington ha inserito nelle formazioni terroristiche legate all&#8217;ISIS.<br />
In Congo intanto proseguono la guerra contro il gruppo islamista e lo stato di emergenza e se da un lato arrivano notizie orrorifiche sui crimini compiuti dai miliziani sunniti, parallelamente le organizzazioni umanitarie, in primis Amnesty International, mettono in guardia sulla repressione che forze dell&#8217;ordine e militari congolesi stanno compiendo forti del potere che lo stato d&#8217;assedio concede loro.</p>
<p>Da un lato quindi le ferocie degli islamisti, dall&#8217;altro la repressione militare e alla fine chi sta pagando più di tutti il prezzo più alto di questo conflitto, come sempre, è la popolazione civile congolese costretta alla fuga, alla miseria e a drammi ontologici, insolubili ed eterni come un anatema.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/rapimenti-di-bambini-e-villaggi-dati-alle-fiamme-lisis-avanza-in-congo.html">Rapimenti di bambini e villaggi dati alle fiamme: l&#8217;Isis avanza in Congo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Truppe Usa in Congo: al via nuova missione anti terrorismo</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/gli-usa-adesso-volano-in-congo-per-una-nuova-missione-anti-terrorismo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Aug 2021 05:52:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Allied Democratic Forces (ADF)]]></category>
		<category><![CDATA[Isis (Stato islamico)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Congo-attacco-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Congo, ucciso in un attacco l&#039;ambasciatore italiano Luca Attanasio" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Congo-attacco-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Congo-attacco-La-Presse-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Congo-attacco-La-Presse-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Congo-attacco-La-Presse-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Congo-attacco-La-Presse-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Congo-attacco-La-Presse-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nelle stesse ore in cui gli Stati Uniti lasciavano l&#8217;Afghanistan, dalla Repubblica Democratica del Congo arrivava la notizia di una nuova missione di Washington all&#8217;estero contro il terrorismo. Felix Tshisekedi, presidente del più grande Paese centroafricano, ha infatti annunciato il 16 agosto il via libera al posizionamento di truppe Usa nella regione orientale. Si tratta &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/gli-usa-adesso-volano-in-congo-per-una-nuova-missione-anti-terrorismo.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Congo-attacco-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Congo, ucciso in un attacco l&#039;ambasciatore italiano Luca Attanasio" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Congo-attacco-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Congo-attacco-La-Presse-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Congo-attacco-La-Presse-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Congo-attacco-La-Presse-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Congo-attacco-La-Presse-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Congo-attacco-La-Presse-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Nelle stesse ore in cui gli Stati Uniti lasciavano l&#8217;Afghanistan, dalla <strong>Repubblica Democratica del Congo</strong> arrivava la notizia di una nuova missione di Washington all&#8217;estero contro il terrorismo. <strong>Felix Tshisekedi</strong>, presidente del più grande Paese centroafricano, ha infatti annunciato il 16 agosto <a href="https://www.aljazeera.com/news/2021/8/16/dr-congo-accepts-us-military-help-against-adf-militia">il via libera al posizionamento di truppe Usa nella regione orientale.</a> Si tratta del territorio segnato da anni di guerre e conflitti compreso tra le province del <strong>North Kivu</strong> e dell&#8217;<strong>Ituri</strong>. Qui il governo centrale non è mai riuscito a mettere ordine. E più di recente l&#8217;emersione del terrorismo di matrice islamista ha acuito ulteriormente le tensioni.</p>
<h2>Forze Usa pronte a volare nel Congo</h2>
<p>Da Kinshasa, capitale della Repubblica Democratica del Congo, è stato lo stesso Tshisekedi a togliere ogni dubbio: &#8220;Le forze anti terrorismo statunitensi &#8211; si legge in una<a href="https://www.reuters.com/world/africa/congo-says-us-deploy-counter-terrorism-advisors-restive-east-2021-08-16/"> dichiarazione ufficiale</a> &#8211; daranno supporto alle nostre forze locali tra i parchi del <strong>Virunga</strong> e del <strong>Garamba</strong>, diventati santuari del terrorismo&#8221;. Il suo governo, nonostante una forte opposizione interna, ha dato il benestare definitivo per l&#8217;arrivo delle squadre Usa. I primi reparti sono atterrati a Kinshasa già prima di ferragosto, ma soltanto nei prossimi giorni potranno materialmente prendere possesso delle basi da cui opereranno nella regione orientale. Il loro compito sarà quello di fornire supporto alle forze locali. Tra queste figurano i soldati dell&#8217;esercito congolese, così come i rangers dei parchi della regione. Qui, tra alcune delle più grandi foreste d&#8217;Africa, i terroristi hanno trovato terreno fertile per ramificarsi.</p>
<p>Il supporto delle squadre antiterrorismo americane dovrebbe riguardare soprattutto l&#8217;addestramento. La missione non dovrebbe durare a lungo: &#8220;Serviranno alcune settimane&#8221;, ha specificato <strong>Mike Hammer</strong>, ambasciatore Usa a Kinshasa. Quest&#8217;ultimo ha tenuto un incontro nella capitale congolese con il presidente Tshisekedi. Sono stati illustrati gli ultimi dettagli prima di rendere operativa la missione. L&#8217;arrivo delle forze Usa nel Congo è frutto di un accordo stipulato tra Kinshasa e Washington nel 2019. Un partenariato che prevedeva, tra le altre cose, la possibilità di schierare forze speciali contro il dilagare del terrorismo nell&#8217;est del Paese. Possibilità adesso diventata concreta.</p>
<h2>L&#8217;allarme per l&#8217;attivismo dell&#8217;Adf</h2>
<p>Il pericolo jihadista nella Repubblica Democratica del Congo corrisponde a una sigla ben precisa. È quella di <strong>Adf</strong>, acronimo di <em>Allied Democratic Force</em>. Si tratta di un gruppo nato nel confinante <strong>Uganda</strong> in contrapposizione al presidente Museweni. Espulso dal Paese di origine, il movimento si è radicato nel North Kivu e in altre province delle regioni orientali congolesi. Nel corso degli anni ha più volte cambiato pelle, avvicinandosi alla causa islamista. A partire dal 2019 il governo degli Stati Uniti ha riconosciuto l&#8217;Adf come gruppo organico all&#8217;<a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/cos-e-l-isis-genesi-della-rete-del-terrore.html">Isis</a>. Dunque le azioni compiute dai suoi miliziani sono considerate a tutti gli effetti come attacchi terroristici dello Stato Islamico. Si calcola che dal 2013 ad oggi i membri dell&#8217;Adf hanno ucciso qualcosa come seimila civili. L&#8217;intelligence Usa parla di fazioni ben organizzate, guidate dal leader <strong>Jamil Mukulu</strong> e strutturate in modo molto articolato sul territorio.</p>
<p>La pericolosità del gruppo terroristico è possibile valutarla non solo in relazione all&#8217;elevato numero di vittime civili, ma anche dalle difficoltà incontrate dalle forze locali nelle azioni di contrasto. L&#8217;esercito congolese raramente ha conseguito successi nella repressione dell&#8217;Adf. I terroristi hanno dimostrato di saper sfruttare molto bene l&#8217;instabilità dell&#8217;Ituri e del North Kivu, territori dove storicamente il governo di Kinshasa riesce ad avere poco controllo. In queste zone da anni sono in corso conflitti tra più fazioni, scontri che hanno base nelle divisioni etniche della regione e nella volontà di possedere i numerosi giacimenti di materie prime. La presenza dei caschi Blu dell&#8217;Onu, inquadrati nella missione <strong>Monusco</strong>, non ha mai apportato significativi miglioramenti della situazione.</p>
<h2>Reparti Usa nella zona dove è morto l&#8217;ambasciatore Attanasio</h2>
<p>I reparti antiterrorismo inviati da Washington dovrebbero attestarsi soprattutto tra i parchi del Virunga e del Garamba. Per ammissione del presidente Tshisekedi, queste zone si sono trasformate in un crocevia del terrorismo. Un&#8217;affermazione che potrebbe incidere anche sulle <a href="https://it.insideover.com/politica/a-che-punto-sono-le-inchieste-sulla-morte-dell-ambasciatore-luca-attanasio.html">indagini</a> per la morte dell&#8217;ambasciatore italiano <strong>Luca Attanasio</strong>, il carabiniere <strong>Vittorio Iacovacci</strong> e l&#8217;autista congolese <strong>Mustapha Milambo</strong>. I tre <a href="https://www.ilgiornale.it/news/mondo/agguato-congo-morto-ambasciatore-italiano-1925869.html">sono stati uccisi in un&#8217;imboscata la mattina del 22 febbraio scorso</a> proprio in una strada che costeggiava il parco del Virunga. Tanto che i primi a intervenire dopo l&#8217;agguato sono stati i rangers operanti nella foresta. Le inchieste, aperte al Palazzo di Vetro, a Kinshasa e a Roma, hanno sempre puntato sull&#8217;azione di comuni malviventi e su un tentativo di rapimento finito nel sangue. Ma se il Virunga è oramai un conclamato covo dei terroristi dell&#8217;Adf, perché non pensare all&#8217;opera di miliziani jihadisti? Una domanda che probabilmente gli inquirenti, nel tentativo di dare nomi e volti agli assassini, si porranno nei prossimi giorni.</p>
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		<title>Il Congo è il nuovo obiettivo degli islamisti</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-repubblica-democratica-del-congo-e-il-nuovo-obiettivo-degli-islamisti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Oct 2020 06:43:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Allied Democratic Forces (ADF)]]></category>
		<category><![CDATA[terrorismo islamico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1315" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Congo-morto-per-COVID-John-Bompengo-la-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Gli scontri armati e il jihad avanzano in Congo (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Congo-morto-per-COVID-John-Bompengo-la-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Congo-morto-per-COVID-John-Bompengo-la-Presse-300x206.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Congo-morto-per-COVID-John-Bompengo-la-Presse-1024x701.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Congo-morto-per-COVID-John-Bompengo-la-Presse-768x526.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Congo-morto-per-COVID-John-Bompengo-la-Presse-1536x1052.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Congo-morto-per-COVID-John-Bompengo-la-Presse-2048x1403.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Repubblica democratica del Congo rischia di trasformarsi in un porto sicuro per il radicalismo islamico africano, con ovvie conseguenze anche per i Paesi confinanti. La gravità della situazione è testimoniata dall&#8217;assalto, che ha avuto luogo martedì, contro una prigione nella città di Beni, situata nel Congo Orientale. Più di 1300 detenuti sui 1456 presenti &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-repubblica-democratica-del-congo-e-il-nuovo-obiettivo-degli-islamisti.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-repubblica-democratica-del-congo-e-il-nuovo-obiettivo-degli-islamisti.html">Il Congo è il nuovo obiettivo degli islamisti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1315" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Congo-morto-per-COVID-John-Bompengo-la-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Gli scontri armati e il jihad avanzano in Congo (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Congo-morto-per-COVID-John-Bompengo-la-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Congo-morto-per-COVID-John-Bompengo-la-Presse-300x206.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Congo-morto-per-COVID-John-Bompengo-la-Presse-1024x701.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Congo-morto-per-COVID-John-Bompengo-la-Presse-768x526.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Congo-morto-per-COVID-John-Bompengo-la-Presse-1536x1052.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Congo-morto-per-COVID-John-Bompengo-la-Presse-2048x1403.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La Repubblica democratica del Congo rischia di trasformarsi in un porto sicuro per il <strong>radicalismo islamico</strong> africano, <a href="https://www.dw.com/en/dr-congo-militants-free-1300-inmates-in-beni-jailbreak/a-55330776" target="_blank" rel="noopener noreferrer">con ovvie conseguenze anche per i Paesi confinanti</a>. La gravità della situazione è testimoniata dall&#8217;assalto, che ha avuto luogo martedì, contro una prigione nella città di Beni, situata nel Congo Orientale. Più di 1300 detenuti sui 1456 presenti nella struttura carceraria sono stati liberati da un gruppo di uomini armati, quasi certamente appartenenti alle Allied democraticforces (Adf). Le Adf sono un gruppo islamista ugandese che opera nella Repubblica Democratica del Congo sin dalla fine degli anni &#8217;90 e che dall&#8217;inizio del 2019 ha ucciso oltre mille civili. Il sindaco di Beni Modeste Bakwanamaha ritiene che dietro l&#8217;assalto ci sia il gruppo terrorista ed anche lo Stato Islamico ha rivendicato la responsabilità di quanto accaduto. Non è la prima volta che lo Stato islamico rivendica la responsabilità di <strong>attentati</strong> compiuti dalle Adf ma non è ancora chiaro se vi sia un legame effettivo tra le due organizzazioni. La fuga di massa dalla prigione, come confermato dal gruppo per i diritti umani Fight for Change, è destinato a rinforzare le bande criminali locali ed a provocare un ulteriore deterioramento della sicurezza nella regione.</p>
<h2>Una lunga scia di sangue</h2>
<p>Un aumento dell&#8217;instabilità nella Repubblica Democratica del Congo orientale ha costretto alla fuga almeno <strong>50mila</strong> civili residenti in loco. L&#8217;Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr) sta cercando di aiutare i congolesi che hanno abbandonato questi territori ed ha chiarito come i brutali attacchi avvenuti nel Kivu Settentrionale, spesso ascrivibili alle Adf, abbiano trasformato molti minori, spesso non accompagnati, in sfollati. La portavoce dell&#8217;Unhcr Shabia Mantoo ha dichiarato che una missione delle Nazioni Unite, recatasi in questa regione nel mese di agosto, ha ricevuto molte segnalazioni di violazioni dei diritti umani tra cui si sono uccisioni, stupri, rapimenti ed uso di bambini soldato.&#8221; Sono stati identificati più di 270 bambini soldato associati ai gruppi armati&#8221; ha affermato la Mantoo (le cui <a href="https://www.voanews.com/africa/more-50000-flee-new-armed-attacks-eastern-dr-congo">parole</a> sono riportate da Voice of America). Le ADF sono militarmente attive nell&#8217;area di Beni da più di<strong> tre decadi</strong> ma una serie di campagne militari organizzate contro di loro, in particolare modo a partire dall&#8217;ottobre del 2019, ne hanno provocato la dispersione in piccoli gruppi. Questi gruppi hanno iniziato ad essere attivi anche in aree confinanti e la frammentazione dei terroristi si è rivelata decisamente pericolosa.</p>
<h2>Un quadro preoccupante</h2>
<p>Le Adf sono un gruppo misterioso. Il loro <strong>obiettivo</strong> finale non è chiaro e tendono a non rivendicare gli attentati compiuti che, però, avvengono con una certa regolarità. Il 26 maggio, per citare alcuni esempi, hanno assalito un villaggio nella provincia dell&#8217;Ituri, hanno rubato cibo ed oggetti di valore ed hanno ucciso 40 abitanti a colpi di machete mentre il 20 giugno hanno ucciso 10 civili nel villaggio di Bukaka. Il 22 agosto a perdere la vita sono stati invece 13 abitanti degli abitati di Kinziki-Matiba e Wikeno. Il rischio è che l&#8217;intensificarsi di questi episodi violenti possa provocare il collasso del tessuto sociale nelle aree colpite e rafforzare significativamente le ADF, che agiscono in un&#8217;area del mondo già duramente segnata dal radicalismo islamico. Non troppo lontano dal Repubblica Democratica del Congo c&#8217;è infatti la regione del <strong>Sahel</strong> che, come noto, è il nuovo fronte caldo del radicalismo islamico nel continente africano. Gruppi armati legati allo Stato Islamico e ad Al-Qaeda sono attivi in Burkina Faso, Niger e Mali e stanno causando gravi problemi agli esecutivi locali. La creazione di un fronte unito del radicalismo islamico in terra africana rischia di trasformarsi in un vero e proprio incubo per le cancellerie occidentali, al momento distratte dalla pandemia. Kinshasa potrebbe non essere in grado di tenere a bada, nel lungo periodo, le pericolose scorribande delle ADF, che si muovono con discreta facilità in un&#8217;area piuttosto remota. La formazione di un&#8217;alleanza regionale, sul modello della <a href="https://it.insideover.com/schede/terrorismo/cose-la-g5-sahel.html"><strong>G5 Sahel</strong></a>, potrebbe essere un&#8217;arma importante per fronteggiare l&#8217;estremismo prima che sia tropo tardi.</p>
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		<title>L&#8217;Isis approda in Congo: nasce lo Stato islamico dell’Africa centrale</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/lisis-approda-in-congo-nasce-lo-stato-islamico-dellafrica-centrale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jul 2019 06:21:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Allied Democratic Forces (ADF)]]></category>
		<category><![CDATA[Isis (Stato islamico)]]></category>
		<category><![CDATA[Stato Islamico dell’Africa Centrale (ISCAP)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9985776-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9985776-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9985776-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9985776-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9985776-1-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In seguito a un attacco a una base militare, il 16 di Aprile il Califfato ha riconosciuto e proclamato una nuova provincia con base nella Repubblica Democratica del Congo: lo Stato Islamico dell’Africa centrale. Is in Africa Dopo la sconfitta militare in Siria e Iraq, emerge con maggiore evidenza la capacità dello Stato Islamico di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/lisis-approda-in-congo-nasce-lo-stato-islamico-dellafrica-centrale.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9985776-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9985776-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9985776-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9985776-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9985776-1-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>In seguito a un attacco a una base militare, il 16 di Aprile il Califfato ha riconosciuto e proclamato una nuova provincia con base nella <strong>Repubblica Democratica del Congo</strong>: lo Stato Islamico dell’Africa centrale.</p>
<h2>Is in Africa</h2>
<p>Dopo la sconfitta militare in Siria e Iraq, emerge con maggiore evidenza la capacità dello Stato Islamico di inserirsi in crisi preesistenti, sfruttando fratture locali. Una caratteristica che ben si sposa con la geografia globale alla base di Daesh e che trova terreno fertile in differenti aree dell’Africa Sub Sahariana, dove il Califfato non ha impiegato molto a imporsi come una delle organizzazioni criminali di riferimento, al pari di <strong>Al Qaeda</strong>. Sono così nate, negli ultimi anni, diverse wilayat: Isgs (Stato islamico del Sahara), Iswap (Stato Islamico dell’Africa Occidentale), una cellula di IS in Somalia e, recentemente, <strong>Iscap</strong> (Stato Islamico dell’Africa Centrale). Queste province, ben lontane dall&#8217;essere strettamente interconnesse, sono molto eterogenee e rimodulano propaganda e operatività sul territorio a seconda del contesto. Isgs e Iswap nascono da scissioni interne a gruppi legati ad Al Qaeda. In Somalia lo Stato Islamico ha origine da una frangia di Al Shabaab, contro cui ha intrapreso una dura lotta armata.</p>
<p>La capacità di adattamento del Califfato è evidente anche nella genesi dell’Iscap, in cui hanno un ruolo centrale le milizie dell’<strong>Allied Democratic Forces</strong>.</p>
<h2>Adf – Allied Democratic Forces</h2>
<p>Il gruppo armato <a href="https://insidetheadf.org/">Adf</a> opera a cavallo tra Repubblica Democratica del Congo e Uganda da oltre un ventennio. Nate nel 1995 per mano di congolesi ed esponenti salafiti ugandesi, le milizie dell’Adf sfruttano la catena montuosa del Ruwenzori come base per compiere incursioni nelle regioni dell’<strong>Ituri</strong> e del <strong>Nord Kivu</strong>. Dal punto di vista ideologico scelgono di avere un’identità fluida che giustifichi la guerriglia armata con motivazioni politiche, religiose, etniche o secessioniste. Le frequenti incursioni hanno fatto delle milizie dell’Adf un attore parastatale che crea scuole, prigioni, banche, ospedali e riscuote le tasse. A questi introiti vanno aggiunti quelli derivanti dal commercio illegale (oro, caffè e legno) e le continue razzie compiute nei villaggi adiacenti alla regione – pur senza entrare in conflitto con le milizie Mai Mai o Fdlr.</p>
<p>Tra il 2011 e il 2015 le Allied Democratic Forces sono drasticamente ridimensionate grazie all&#8217;azione militare di Rdc, Rwanda e Uganda. Il numero degli effettivi passa da alcune migliaia e poche centinaia; Jamil Mukulu, leader dell’organizzazione, è arrestato in Tanzania e tuttora è detenuto in Uganda.</p>
<h2>Riorganizzazione e nascita dell’Iscap</h2>
<p>Successivamente alle sconfitte del 2015, l’Adf cambia pelle e rielabora la propria narrativa cristallizzandola in chiave religiosa. È presentata una nuova bandiera che graficamente ricorda quella di Daesh e reca la scritta: Tawheed Wau Mujahedeen (La città del monoteismo e dei guerrieri sacri), tant&#8217;è che alcuni analisti contrassegnano il movimento con la sigla Mtm. Nei territori controllati sono imposte leggi islamiste e le Adf si dichiarano ufficialmente a favore dello Stato Islamico. Sheikh Musa Baluku, capo delle milizie dal 2015, si assicura che il messaggio dell’Adf sia diffuso capillarmente tramite media tradizionali e social (in particolar modo Telegram), segnando un punto di svolta nella radicalizzazione di Adf, che in parte già si fondava su idee derivanti dall&#8217;ideologia <strong>jihadista</strong>.</p>
<p>Dal 2018 in poi, grazie all&#8217;assistenza esterna dello Stato Islamico (logistica, militare ed economica), gli attacchi dell’Adf iniziano a essere rivolti anche verso militari e caschi blu, causando in tutto 415 morti. Cooperazione tra Adf e Is che pare essere confermata da <strong>Waleed Ahmed Zein</strong>, operatore finanziario dello Stato Islamico. Arrestato nel Luglio 2018 Zein sembrerebbe aver fatto da tramite tra le strutture centrali del Califfato e l’Adf, trasferendo denaro e risorse umane.</p>
<p>Gli attacchi non sono cessati nel 2019, anzi si sono focalizzati su obiettivi strategici, come quello del 16 di Aprile, in cui sono morti due militari e un civile. L’attacco è stato reclamato dall’Isis in un video diffuso il 29 Aprile. La rivendicazione ufficiale fa dell’Afd/Iscap una wilaya al pari dell&#8217;Isgs o dell’Iswap, non una semplice organizzazione affiliata.</p>
<p>La nascita di questa nuova cellula dello Stato Islamico è quindi la sommatoria di fattori locali ed esterni. L’Adf, prima moribondo, ha trovato nello Stato Islamico nuova linfa. Un valido alleato capace di finanziare e supportare azioni armate e di propaganda. D’altro canto, la direzione centrale dello Stato Islamico ha scelto con attenzione le tempistiche per la proclamazione della nuova provincia, dimostrando di essere un’organizzazione ancora viva e attiva. Il tutto accade mentre nella regione imperversano l’Ebola, gli scontri etnici e il contrabbando di minerali (coltan e rame).</p>
<p>Iscap è l’ennesima variabile che s’inserisce in una delle aree più instabili del continente. Un’area, quella della Repubblica Democratica del Congo Orientale, che avrebbe bisogno di una perentoria e incisiva azione da parte della comunità internazionale.</p>
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