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Siria, Damasco riprende le zone lungo la strada chiave Damasco-Aleppo (LaPresse)
Guerra

Aleppo, storie di sangue e di speranza

Fine dicembre 2016. La valle della Bekaa è coperta di neve e gli uomini dell’esercito libanese premono sull’acceleratore per portarmi al confine con la Siria, dove proseguirò poi per Damasco per intervistare il presidente Bashar al Assad. Sono giorni cruciali,...

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“Ad Aleppo si combatte una guerra totale”

“La cosa peggiore è vivere ogni giorno sotto il tiro ininterrotto dei missili che non cadono solo sull’esercito e sulle milizie ribelli, ma anche sui civili innocenti, sulle scuole, sugli ospedali sulle chiese, sulle moschee, per le strade e sulle abitazioni della gente”. Racconta così, Padre Ibrahim Alsabagh, parroco della chiesa parrocchiale latina di San Francesco d’Assisi, la sua vita nell’inferno di Aleppo. La città siriana che sta attraversando la sua notte più lunga. Quella della guerra di tutti contro tutti. Racconta la notte di Aleppo, Padre Alsabagh, “un istante prima dell’alba”. Come il titolo del suo libro, che raccoglie lettere e impressioni della vita del sacerdote dentro “l’apocalisse” del conflitto siriano

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Aleppo, la battaglia casa per casa

Esiste una zona, compresa tra l’ultimo anello della ‘Castillo Road’ e dell’ex grande accademia militare di Aleppo, che meglio esprime cosa vuol dire la guerra per un paese, come la Siria, catapultato improvvisamente nel conflitto oramai da cinque anni.Si tratta del complesso ‘1070’, fino al 2009 una zona della campagna aleppina immediatamente a sud ovest del grande centro urbano della metropoli siriana, in cui sul finire degli anni 2000 il governo di Damasco ha deciso di costruire nuovi alloggi raggruppati all’interno di un più ampio progetto in cui era prevista la nascita di un vero e proprio nuovo quartiere residenziale, ideale per sopperire all’allora crescente pressione demografica su Aleppo, centro in cui fino al 2011 sono affluiti numerosi abitanti provenienti dalla provincia o da altre zone nord della Siria.

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