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	<title>Aiuto alla Chiesa che Soffre (Acs) Archives - InsideOver</title>
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	<title>Aiuto alla Chiesa che Soffre (Acs) Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Tra rapimenti e attentati jihadisti: il nuovo Natale di terrore in Nigeria</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/tra-rapimenti-e-attacchi-jihadisti-il-nuovo-natale-di-terrore-in-nigeria.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Dec 2022 16:12:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Aiuto alla Chiesa che Soffre (Acs)]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa cattolica]]></category>
		<category><![CDATA[Isis (Stato islamico)]]></category>
		<category><![CDATA[Natale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221223171009817_87bc06db7d1faa6b90358abca16f9ec7-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221223171009817_87bc06db7d1faa6b90358abca16f9ec7-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221223171009817_87bc06db7d1faa6b90358abca16f9ec7-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221223171009817_87bc06db7d1faa6b90358abca16f9ec7-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221223171009817_87bc06db7d1faa6b90358abca16f9ec7-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221223171009817_87bc06db7d1faa6b90358abca16f9ec7-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221223171009817_87bc06db7d1faa6b90358abca16f9ec7-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>A nord c&#8217;è l&#8217;attività mai domata dei gruppi jihadisti. A partire da Boko Haram, oggi per la verità in difficoltà e soppiantato dall&#8217;Iswap, sigla di Stato Islamico dell&#8217;Africa Occidentale. A sud invece c&#8217;è l&#8217;attività forse ancora più difficile da intercettare delle piccole bande di criminali comuni, i quali agiscono contro occidentali e religiosi per avere &#8230; <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/tra-rapimenti-e-attacchi-jihadisti-il-nuovo-natale-di-terrore-in-nigeria.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/tra-rapimenti-e-attacchi-jihadisti-il-nuovo-natale-di-terrore-in-nigeria.html">Tra rapimenti e attentati jihadisti: il nuovo Natale di terrore in Nigeria</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221223171009817_87bc06db7d1faa6b90358abca16f9ec7-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221223171009817_87bc06db7d1faa6b90358abca16f9ec7-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221223171009817_87bc06db7d1faa6b90358abca16f9ec7-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221223171009817_87bc06db7d1faa6b90358abca16f9ec7-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221223171009817_87bc06db7d1faa6b90358abca16f9ec7-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221223171009817_87bc06db7d1faa6b90358abca16f9ec7-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221223171009817_87bc06db7d1faa6b90358abca16f9ec7-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>A nord c&#8217;è l&#8217;attività mai domata dei gruppi jihadisti. A partire da <a href="https://it.insideover.com/schede/terrorismo/boko-haram-una-storia-di-terrore-lunga-10-anni.html">Boko Haram</a>, oggi per la verità in difficoltà<a href="https://it.insideover.com/terrorismo/boko-haram-ultimo-atto-lo-jihadismo-sembra-aver-i-giorni-contati.html"> e soppiantato dall&#8217;Iswap</a>, sigla di Stato Islamico dell&#8217;Africa Occidentale. A sud invece c&#8217;è l&#8217;attività forse ancora più difficile da intercettare delle piccole bande di <strong>criminali</strong> comuni, i quali agiscono contro occidentali e religiosi per avere un riscatto. In <strong>Nigeria</strong> celebrare il <strong>Natale</strong> appare molto pericoloso. Spostarsi per andare in chiesa, sia nelle regioni settentrionali che in quelle meridionali, potrebbe rappresentare un&#8217;insidia per la propria incolumità. E questo dà l&#8217;idea di come, ancora oggi, per milioni di cattolici festeggiare la natività appaia quasi una chimera. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La presenza cristiana in Nigeria</h2>



<p>C&#8217;è un dato su tutti che testimonia la diffusione del cattolicesimo nel più popoloso Paese africano: i battezzati ammontano circa a 46 milioni, una minoranza su una popolazione di 250 milioni di persone, ma la comunità da sola ha tanti fedeli quasi quanto in Italia. La chiesa nigeriana è per questo tra le più importanti d&#8217;Africa e una delle più influenti del continente. </p>



<p>La Nigeria è tradizionalmente distinta in due parti sotto il profilo religioso: il <strong>nord</strong> a maggioranza musulmana, il <strong>sud</strong> invece a maggioranza cristiana. Ed è qui che risiedono buona parte dei cattolici nigeriani, anche se non mancano comunità nelle regioni settentrionali. Una distinzione, quella interna alla società nigeriana, grossomodo rispecchiante una storica divisione in diverse aree culturali del Paese. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Quei rapimenti così costanti in tutto il 2022</h2>



<p>Fino a pochi anni fa, si pensava che il sud della Nigeria fosse sicuro per i fedeli cattolici e cristiani in generale. Durante gli anni di massima espansione di Boko Haram, in molti hanno preferito scappare dalle regioni settentrionali e rifugiarsi in quelle meridionali. Adesso invece la situazione sembra farsi preoccupante anche in quelle aree tradizionalmente lontane dal fenomeno <strong>jihadista</strong>. </p>



<p>Nel corso del 2022 sono stati più di venti i rapimenti contro sacerdoti e fedeli cattolici. Lo ha denunciato già a ottobre <strong>Alessandro Monteduro</strong>, a capo dell&#8217;associazione Aiuto Alla Chiesa Che Soffre, <a href="https://www.ilgiornale.it/news/mondo/rapito-altro-sacerdote-cattolico-nigeria-2076717.html">in occasione del rapimento di padre Padre Joseph Igweagu</a>. Episodi che hanno spesso riguardato preti sorpresi all&#8217;interno delle parrocchie oppure di ritorno da funzioni religiose. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">Un altro sacerdote, l’ennesimo, rapito in <a href="https://twitter.com/hashtag/Nigeria?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Nigeria</a>. Padre Joseph Igweagu, dell&#39;arcidiocesi cattolica di <a href="https://twitter.com/hashtag/Onitsha?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Onitsha</a>, è stato sequestrato mentre rientrava a casa dopo aver celebrato una veglia funebre a Umunnachi mercoledì scorso. Il Governo garantisca la loro protezione! <a href="https://twitter.com/acs_italia?ref_src=twsrc%5Etfw">@acs_italia</a> <a href="https://t.co/apTnchdcxQ">pic.twitter.com/apTnchdcxQ</a></p>&mdash; Alessandro Monteduro (@alesmonteduro) <a href="https://twitter.com/alesmonteduro/status/1582250978816188416?ref_src=twsrc%5Etfw">October 18, 2022</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Il movente il più delle volte riguarda tentativi di rapine da cui prendere un discatto. A testimoniarlo anche un&#8217;operazione, compiuta a metà dicembre, da parte dell&#8217;unità antirapimento. Le forze speciali hanno fatto irruzione in una località dello Stato di <strong>Abia</strong>, sempre nel sud del Paese, liberando due donne prigioniere e uccidendo almeno quattro membri di un gruppo di malavitosi dedito ai rapimenti. Le donne liberate aspettavano di essere liberate tramite un riscatto. La banda sgominata, così come accertato dalle autorità, era specializzata nel rapire occidentali e sacerdoti, due categorie considerate in grado di poter portare &#8220;in dote&#8221; dei riscatti. </p>



<p>I rapimenti contro membri del clero cattolico sono oramai quasi all&#8217;ordine del giorno. L&#8217;ultimo, <a href="https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2022-12/nigeria-rapiti-altri-due-sacerdoti-chiesa-colpita-da-criminal.html">come denunciato da <em>VaticanNews</em></a>, ha avuto suo malgrado protagonista <strong>don Sylvester Okechukwu</strong>, della diocesi di <strong>Kafanchan</strong>. Il Natale in Nigeria sarà nel segno della <strong>preghiera</strong> per chi è ancora nelle mani dei rapitori. Ma anche nel segno del forte <strong>timore</strong> di finire nel mirino di una malavita sempre più organizzata e sempre più forte, in grado di sfruttare la debolezza sia dell&#8217;economia che dello Stato nigeriano. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La guerriglia islamista</h2>



<p>Da non dimenticare poi le sorti delle comunità cristiane del nord del Paese, quelle martoriate dell&#8217;islamismo. Boko Haram sta lasciando spazio all&#8217;Iswap, ma questo non vuol dire avere meno violenze. Anzi, i membri del gruppo jihadista emergente hanno più volte assaltato parrocchie, villaggi a maggioranza cristiana e luoghi frequentati da civili cristiani. Una violenza circa e in grado di prendere di mira indiscriminatamente chiunque non sposi la retorica estremista. </p>



<p>Anche in questo Natale si temono attentati durante le celebrazioni più sentite. Del resto nel 2022 non sono mancati gravi episodi in tal senso, sia nel nord che nel sud. Come nel caso della strage attuata durante la domenica di Pentecoste nella Chiesa di San Francesco Saverio di <strong>Owo</strong>, nello Stato di Ondo. Lì l&#8217;attentato è costato la vita a cinquanta persone. Le autorità hanno arrestato presunti membri dell&#8217;Iswap ad agosto, ma al momento non è stato avviato alcun processo. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/tra-rapimenti-e-attacchi-jihadisti-il-nuovo-natale-di-terrore-in-nigeria.html">Tra rapimenti e attentati jihadisti: il nuovo Natale di terrore in Nigeria</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Come le missioni cristiane tengono in vita l&#8217;istruzione in Siria</title>
		<link>https://it.insideover.com/religioni/quelle-missioni-cristiane-che-tengono-in-vita-l-istruzione-in-siria.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Jan 2022 12:46:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Religioni]]></category>
		<category><![CDATA[Aiuto alla Chiesa che Soffre (Acs)]]></category>
		<category><![CDATA[Campagna Acs Siria]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Siria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220105133459792_b1d2cbb7f039166fa785cf1b8680775c-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220105133459792_b1d2cbb7f039166fa785cf1b8680775c-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220105133459792_b1d2cbb7f039166fa785cf1b8680775c-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220105133459792_b1d2cbb7f039166fa785cf1b8680775c-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220105133459792_b1d2cbb7f039166fa785cf1b8680775c-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220105133459792_b1d2cbb7f039166fa785cf1b8680775c-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220105133459792_b1d2cbb7f039166fa785cf1b8680775c-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>&#8220;Nel mondo milioni di cristiani continuano a vivere emarginati, in povertà, ma soprattutto discriminati e in pericolo. Dopo due anni di pandemia vogliamo tenere acceso un faro su questa oppressione e aiutare Aiuto alla Chiesa che Soffre Onlus a portare conforto e sostegno ai fedeli di tutto il mondo: in particolare coloro che vivono in &#8230; <a href="https://it.insideover.com/religioni/quelle-missioni-cristiane-che-tengono-in-vita-l-istruzione-in-siria.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/religioni/quelle-missioni-cristiane-che-tengono-in-vita-l-istruzione-in-siria.html">Come le missioni cristiane tengono in vita l&#8217;istruzione in Siria</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220105133459792_b1d2cbb7f039166fa785cf1b8680775c-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220105133459792_b1d2cbb7f039166fa785cf1b8680775c-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220105133459792_b1d2cbb7f039166fa785cf1b8680775c-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220105133459792_b1d2cbb7f039166fa785cf1b8680775c-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220105133459792_b1d2cbb7f039166fa785cf1b8680775c-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220105133459792_b1d2cbb7f039166fa785cf1b8680775c-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220105133459792_b1d2cbb7f039166fa785cf1b8680775c-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><em>&#8220;Nel mondo milioni di cristiani continuano a vivere emarginati, in povertà, ma soprattutto discriminati e in pericolo. Dopo due anni di pandemia vogliamo tenere acceso un faro su questa oppressione e aiutare Aiuto alla Chiesa che Soffre Onlus a portare conforto e sostegno ai fedeli di tutto il mondo: in particolare coloro che vivono in <a href="https://speciali.ilgiornale.it/acs/2021/campagna-1.html?utm_source= InsideOver&amp;utm_medium=sponsored_content&amp;utm_campaign=acs_libano" target="_blank" rel="noopener">Libano</a>, <a href="https://speciali.ilgiornale.it/acs/2021/campagna-2.html?utm_source= InsideOver&amp;utm_medium=sponsored_content&amp;utm_campaign=acs_siria" target="_blank" rel="noopener">Siria</a> e <a href="https://speciali.ilgiornale.it/acs/2021/campagna-3.html?utm_source=InsideOver&amp;utm_medium=sponsored_content&amp;utm_campaign=acs_india" target="_blank" rel="noopener">India</a>&#8220;</em></p>
<p><a href="https://speciali.ilgiornale.it/acs/2021/home.html?utm_source=InsideOver&amp;utm_medium=sponsored_content&amp;utm_campaign=acs_home" target="_blank" rel="noopener"><strong>Scopri come aiutare ACS</strong></a></p>
<hr />
<p>Nella prima metà del 2012 la <strong>Siria</strong> ha avuto la percezione di essere un Paese in guerra. <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/le-tappe-salienti-della-guerra-siria.html">L&#8217;inizio del conflitto</a> viene formalmente identificato con l&#8217;inizio delle manifestazioni a Dara&#8217;a, nel marzo del 2011, ma in realtà i combattimenti ad alta intensità hanno avuto luogo a partire dall&#8217;anno successivo. Uno dei primi elementi che ha fatto percepire ai cristiani di essere in guerra ha riguardato la chiusura delle <strong>scuole</strong> in molte parti del Paese. Era impossibile, con lo sfaldamento iniziale dell&#8217;esercito e con la perdita del controllo di vaste aree del territorio da parte del governo, garantire l&#8217;<strong>istruzione</strong>. Ma dopo un decennio, sia per una guerra mai conclusa e sia per condizioni economiche falcidiate dalle <strong>sanzioni</strong>, molte scuole non sono state riaperte. Un allarme rilanciato anche dalle missioni cristiane presenti sul territorio.</p>
<h2>Siria, l&#8217;istruzione negata</h2>
<p>Durante la <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/la-battaglia-aleppo.html">battaglia di Aleppo</a>, andata avanti dal 2012 al 2016, gli abitanti avevano un unico obiettivo: sopravvivere. La città, una vera e propria capitale economica della Siria e una metropoli di 2 milioni di abitanti diventata nel tempo riferimento sociale e culturale del nord del Paese, ha vissuto per quattro anni divisa, frammentata e con lo spettro quotidiano di bombardamenti. I quartieri orientali per diverso tempo sono stati occupati da gruppi di ribelli in realtà formati in gran parte da sigle jihadiste in alcuni casi anche straniere. Gli abitanti di queste zone hanno temuto per diversi anni i bombardamenti dell&#8217;aviazione siriana e russa durante i tentativi di estromissione dei terroristi dalla città. Chi invece viveva nei quartieri rimasti in mano al governo, ha subito il bombardamento degli ordigni lanciati dai gruppi islamisti. Quando si usciva di casa, a prescindere dalla zona in cui ci si trovava, ogni abitante temeva di finire vittima delle bombe. In un contesto del genere organizzare l&#8217;istruzione è stato impossibile. Per quattro lunghi anni una città come Aleppo ha avuto poche scuole aperte e gran parte degli istituti di formazione chiusi. Anche perché molti degli edifici scolastici sono andati distrutti durante i combattimenti.</p>
<blockquote><p><em>Beneficiario: Aiuto alla Chiesa che Soffre ONLUS</em><br />
<em>Causale: </em>EROGAZIONE LIBERALE – ILGIORNALE PER I CRISTIANI CHE SOFFRONO<br />
<em>IBAN: IT23H0306909606100000077352</em><br />
<em>BIC/SWIFT: BCITITMM<br />
</em><span style="font-size: 1rem;">Per altre informazioni puoi consultare la <a href="https://speciali.ilgiornale.it/acs/2021/campagna-2.html?utm_source=adv&amp;utm_medium=strip_ IO&amp;utm_campaign=acs_siria" target="_blank" rel="noopener">scheda del progetto</a></span></p></blockquote>
<p>Vale per Aleppo, ma questo discorso può riguardare anche <strong>Homs</strong>, <strong>Raqqa</strong> (ex &#8220;capitale&#8221; dello <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/cos-e-l-isis-genesi-della-rete-del-terrore.html">Stato Islamico</a>), <strong>Deir Ezzor</strong> e la stessa <strong>Damasco</strong>, in parte occupata fino al 2018 da gruppi radicali. Lì dove in Siria è arrivata la guerra l&#8217;istruzione è stata tra le prime vere vittime. Oggi, tra le principali città e tra le città capoluogo, soltanto <strong>Idlib</strong> non è tornata in mano al governo. Eppure organizzare un&#8217;adeguata istruzione è ancora molto complicato. La guerra sta continuando e questo vuol dire che Damasco deve usare ancora molti fondi per finanziarla. Le sanzioni poi fanno il resto. Con il commercio bloccato, il governo ha pochi soldi da destinare alla ricostruzione, compresa quella delle scuole. Molti edifici sono inagibili o inadatti ad ospitare gli studenti.</p>
<h2>Il peso delle sanzioni</h2>
<p>Il ruolo negativo delle sanzioni non si esaurisce soltanto nella mancanza di soldi per finanziare la riapertura delle scuole. L&#8217;economia al collasso della Siria, ulteriormente danneggiata poi dalla <strong>pandemia</strong>, sta imponendo a molti ragazzi e a molte ragazze di cercare lavoretti ed espedienti per portare qualcosa a casa. Molti di loro, pur in presenza di nuovi edifici, non avrebbero scelta: dovrebbero lavorare invece che andare a scuola. A lanciare questo allarme è stato nei giorni scorsi, come riportato da <em>VaticanNews</em>, l&#8217;arcivescovo greco cattolico di Homs<strong> Jean Abdo Arbach</strong>: &#8220;Cosa potrà fare da grande un bambino se non ha accesso all’educazione? È molto pericoloso”, <a href="https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2022-01/siria-homs-aiuti-chiesa-monsignor-arbach.html">ha tuonato</a>. Dalla sede dell&#8217;arcivescovado, Arbach ha fatto presente quella che è la situazione ad Homs e in molte città siriane. Manca di tutto sia a livello infrastrutturale che lavorativo. Per i cristiani la sfida è duplice: si tratta di contribuire a ricucire il tessuto sociale siriano e cercare di far tornare quanti più fedeli possibile dopo la fuga di migliaia di famiglie a causa del conflitto. Per farlo provare a ridare l&#8217;istruzione a una generazione intera privata dalla possibilità di andare a scuola è forse il primo e decisivo passo.</p>
<h2>Le missioni cristiane</h2>
<p>É stato lo stesso vescovo di Homs a ricordare l&#8217;importanza che hanno molte delle missioni attualmente impegnate in Siria: &#8220;Come vescovi e servitori di Dio – ha dichiarato – dobbiamo lavorare con le istituzioni caritative come Aiuto alla Chiesa che soffre, l&#8217;Oeuvre d&#8217;Orient e tutti gli altri organismi per rafforzare e radicare la nostra presenza, il nostro diritto, la nostra dignità di cittadini nel nostro Paese e nella nostra terra&#8221;. Aiuto alla Chiesa che Soffre recentemente <a href="https://it.insideover.com/religioni/aiutiamo-i-cristiani-dimenticati.html">ha lanciato una campagna</a> per aiutare i cristiani di Siria e Libano. Fondi destinati a dare una speranza a chi vive nella bolgia siriana. L&#8217;obiettivo è ricostruire chiese e luoghi di aggregazione.</p>
<p><a href="https://speciali.ilgiornale.it/acs/2021/home.html?utm_source=adv&amp;utm_medium=strip_IO&amp;utm_campaign=acs_home" target="_blank" rel="noopener"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-337462 size-full" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/strip_desktop_cristiani.jpeg" alt="" width="1500" height="343" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/strip_desktop_cristiani.jpeg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/strip_desktop_cristiani-300x69.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/strip_desktop_cristiani-1024x234.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/strip_desktop_cristiani-768x176.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></p>
<p>Ogni luogo di culto recuperato vuol dire non solo far tornare i cristiani, ma creare anche un ambiente a disposizione di tutti per ridare quei servizi tolti dalla guerra, compresa l&#8217;<strong>istruzione</strong>. In Siria in questo momento anche un semplice oratorio in più potrebbe voler significare per centinaia di ragazzi, cristiani e non, riavere un angolo in cui studiare, socializzare e riprendere la normalità. Sono molte le missioni cristiane nel Paese che curano proprio questo aspetto e che provano a rimettere in piedi, con le proprie forze, i servizi di istruzione. Da Aleppo ad Homs, passando per Damasco e altre aree dove la povertà e le sanzioni fanno più terrore della guerra. Sono al momento preti, suore e missionari a tenere in vita l&#8217;istruzione. Nella speranza un giorno che la Siria possa riappropriarsi definitivamente della propria normalità.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/religioni/quelle-missioni-cristiane-che-tengono-in-vita-l-istruzione-in-siria.html">Come le missioni cristiane tengono in vita l&#8217;istruzione in Siria</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il Covid non ferma la generosità: boom di donazioni per i cristiani perseguitati</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/il-covid-non-ferma-la-generosita-boom-di-donazioni-per-i-cristiani-perseguitati.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Benignetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Jun 2021 17:03:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Aiuto alla Chiesa che Soffre (Acs)]]></category>
		<category><![CDATA[Covid-19]]></category>
		<category><![CDATA[Cristiani perseguitati]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/cristiani-perseguitati-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/cristiani-perseguitati-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/cristiani-perseguitati-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/cristiani-perseguitati-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/cristiani-perseguitati-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/cristiani-perseguitati-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/cristiani-perseguitati-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La pandemia ha svuotato le strade delle nostre città, paralizzato gli spostamenti, impedito il contatto umano, ma non è riuscita a fermare la solidarietà. Nonostante la crisi economica che ha gettato il vecchio continente nella stagnazione, nel 2020 la fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre (Acs) è riuscita a raccogliere 122,7 milioni di euro &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/il-covid-non-ferma-la-generosita-boom-di-donazioni-per-i-cristiani-perseguitati.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/cristiani-perseguitati-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/cristiani-perseguitati-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/cristiani-perseguitati-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/cristiani-perseguitati-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/cristiani-perseguitati-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/cristiani-perseguitati-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/cristiani-perseguitati-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La pandemia ha svuotato le strade delle nostre città, paralizzato gli spostamenti, impedito il contatto umano, ma non è riuscita a fermare la solidarietà. Nonostante la crisi economica che ha gettato il vecchio continente nella stagnazione, nel 2020 la fondazione pontificia <strong>Aiuto alla Chiesa che Soffre</strong> (Acs) è riuscita a raccogliere 122,7 milioni di euro per sostenere i <strong>cristiani perseguitati</strong>, le vittime dei conflitti e i poveri di tutto il mondo. Anzi, nel 2020, l’anno nero del Covid, le donazioni sono addirittura aumentate, facendo registrare un incremento del 15,4 per cento rispetto all’anno precedente, pari a 16,4 milioni di euro.</p>
<p>Soldi che sono serviti a finanziare “oltre cento progetti a tutela delle comunità cristiane minacciate e oppresse”, spiega il direttore di Acs-Italia, Alessandro Monteduro. Si tratta di iniziative a sostegno delle comunità cristiane colpite dalla guerra e dal <strong>fondamentalismo</strong> nei Paesi del Sahel, in Siria o in Iraq, ma anche delle minoranze che a causa della pandemia si sono ritrovate a fare i conti con isolamento e povertà estrema.</p>
<p>“La pandemia ha peggiorato drammaticamente la condizione dei cristiani in molte regioni del mondo, i quali si sono trovati letteralmente, quasi dall&#8217;oggi al domani, senza lavoro, paga o cibo”, spiega Thomas Heine-Geldern, presidente esecutivo di Acs Internazionale. Tra questi ci sono anche sacerdoti e suore. Un terzo degli aiuti, spiega l’organizzazione in un comunicato, è stato destinato ai Paesi africani, dove nell’ultimo anno si è registrata un’impennata degli attacchi terroristici. “La pandemia ha reso ancora più difficile la situazione dei <strong>profughi</strong> sfollati, e in molti casi la Chiesa è l&#8217;unica istituzione ancora rimasta a sostenere la gente”, ha spiegato il presidente esecutivo di Acs.</p>
<p>Il 14,2 per cento delle donazioni sono state devolute alle popolazioni siriana e irachena. La pandemia, infatti, ha bloccato molti dei progetti di ricostruzione che erano stati avviati nei due Paesi sconvolti dalla guerra. Un programma di aiuti di emergenza, per un totale di quasi 4 milioni di euro, è stato lanciato anche per la capitale libanese, <strong>Beirut</strong>, dopo l’esplosione del 4 agosto scorso nel porto della città, sia con un intervento immediato a sostegno della popolazione, sia con la ricostruzione degli edifici del quartiere cristiano, comprese chiese e case religiose, tra i più colpiti dalla deflagrazione.</p>
<p>Il 18 per cento dei fondi è stato destinato al subcontinente indiano, messo in ginocchio dall’epidemia di Covid, dove le minoranze cristiane di <strong>India</strong> e <strong>Pakistan</strong> sono state discriminate nell’accesso agli aiuti messi in campo dai governi per fronteggiare l’emergenza sanitaria. In un anno sono stati costruiti o ristrutturati dopo essere stati danneggiati 744 edifici tra <strong>chiese</strong>, case parrocchiali, conventi e seminari, compresa la <strong>cattedrale</strong> maronita di Sant&#8217;Elia ad Aleppo, in Siria, parzialmente distrutta dai violenti combattimenti tra il 2012 e il 2016.</p>
<p>Un importo di 1,7 milioni di euro è stato destinato ai <strong>sacerdoti</strong> per la celebrazione delle messe, mentre sono stati sostenuti negli studi 14mila seminaristi in tutto il mondo. Ad essere acquistate con il contributo dei benefattori sono stati 783 biciclette, 280 auto, 166 moto, 11 barche, due bus e un camion, che serviranno ad aiutare parroci e religiosi a svolgere il proprio apostolato, ma anche <strong>mascherine</strong> e dispositivi di protezione individuale per cercare di arginare il più possibile la diffusione del Covid.</p>
<p>In totale sono state finanziate attività per 102,1 milioni di euro. I restanti 20,6 milioni, fa sapere la fondazione, a causa dei ritardi imposti dalla pandemia, saranno erogati entro la fine di giugno 2021. “La crisi economico-sociale generata dalla diffusione del Covid-19 ci ha fatto temere una flessione delle <strong>donazioni</strong>, il che avrebbe impedito la realizzazione di molti importanti progetti. – ha spiegato il presidente di Acs Italia, Alfredo Mantovano &#8211; Tali timori sono stati fugati dalla persistente carità dei nostri benefattori”.</p>
<p>“Pensiamo che i vari <strong>lockdown</strong> abbiano fatto riflettere tanti cattolici italiani a proposito delle limitazioni ordinariamente sperimentate da tante comunità cristiane minacciate nel mondo, non per il virus ma per la persecuzione in odio alla fede &#8211; commentano dalla fondazione pontificia -. Il Covid-19, in altre parole, può mutare e diventare più o meno aggressivo, ma non ha la capacità di intaccare la carità&#8221;.</p>
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		<title>Massacri, stupri e controllo digitale: ecco come vengono perseguitati i cristiani</title>
		<link>https://it.insideover.com/religioni/massacri-stupri-e-controllo-digitale-ecco-come-vengono-perseguitati-i-cristiani.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Benignetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Apr 2021 16:55:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Religioni]]></category>
		<category><![CDATA[Aiuto alla Chiesa che Soffre (Acs)]]></category>
		<category><![CDATA[Cristiani]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[libertà religiosa]]></category>
		<category><![CDATA[persecuzioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/cristiani-perseguitati-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/cristiani-perseguitati-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/cristiani-perseguitati-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/cristiani-perseguitati-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/cristiani-perseguitati-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/cristiani-perseguitati-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/cristiani-perseguitati-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’allontanamento dalle figlie piccole, la prigione, le torture psicologiche, le vessazioni da parte degli agenti di polizia. Asia Bibi, la bracciante pakistana cattolica condannata a morte per blasfemia nel 2010 da un tribunale del distretto del Punjab dopo essere stata accusata dalle colleghe musulmane di aver toccato la loro acqua, porta ancora le cicatrici del &#8230; <a href="https://it.insideover.com/religioni/massacri-stupri-e-controllo-digitale-ecco-come-vengono-perseguitati-i-cristiani.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/cristiani-perseguitati-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/cristiani-perseguitati-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/cristiani-perseguitati-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/cristiani-perseguitati-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/cristiani-perseguitati-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/cristiani-perseguitati-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/cristiani-perseguitati-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>L’allontanamento dalle figlie piccole, la prigione, le torture psicologiche, le vessazioni da parte degli agenti di polizia. <strong>Asia Bibi</strong>, la bracciante pakistana cattolica condannata a morte per blasfemia nel 2010 da un tribunale del distretto del Punjab dopo essere stata accusata dalle colleghe musulmane di aver toccato la loro acqua, porta ancora le cicatrici del suo lungo calvario.</p>
<p>Ora vive in Canada, dopo essere stata assolta dalla Corte Suprema del Pakistan nel 2018. Ma non dimentica il dramma di chi, come è successo a lei, continua ad essere imprigionato ingiustamente, o peggio ucciso, stuprato, rapito, discriminato, a causa della propria <strong>fede</strong>.</p>
<p>Quante Asia Bibi ci sono nel mondo? Secondo la quindicesima edizione del rapporto di <strong>Aiuto alla Chiesa che Soffre</strong> sulla libertà religiosa 5,2 miliardi di persone oggi vivono in un Paese in cui il diritto di professare il proprio credo viene soppresso o addirittura negato.</p>
<h2>La persecuzione religiosa in una nazione su tre</h2>
<p>Succede in 62 Stati, una nazione su tre. In 26 casi non si parla soltanto di discriminazione, ma di vera e propria <strong>persecuzione</strong>. Non sono semplici numeri, seppur inquietanti. “Dietro ci sono la carne, il sangue e la sofferenza di milioni di persone”, sottolinea il presidente di Acs-Italia, Alfredo Mantovano.</p>
<p>Tra i gruppi più perseguitati c’è quello dei <strong>cristiani</strong>. Cristiani come Asia, ai quali con la violenza, e con strumenti come la legge pakistana sulla blasfemia, vengono tolte dignità e libertà. “È una spada in mano alla maggioranza del Paese”, accusa la donna, intervenendo alla presentazione del report della fondazione pontificia.</p>
<p>Tra qualche settimana sarà a Roma. Spera di incontrare <strong>Papa Francesco</strong> e Benedetto XVI. Vuole ringraziarli per essersi battuti e aver pregato per lei, quando nell’indifferenza generale portava la sua croce nel silenzio di una cella spoglia del carcere di Sheikhupura.</p>
<h2>Stupri e rapimenti contro i cristiani in Pakistan</h2>
<p>Asia denuncia come in Pakistan le <strong>violenze</strong> contro le minoranze religiose non si siano fermate. Parla dei soprusi subiti dalle ragazzine rapite e costrette a sposarsi e convertirsi all’Islam, delle donne stuprate da uomini musulmani.</p>
<p>Secondo le organizzazioni locali si stima che almeno mille <strong>ragazze</strong> e giovani donne cristiane e indù vengano rapite ogni anno. È andata peggio a Sonia, una giovane cristiana uccisa nel novembre del 2020 dopo aver rifiutato le avances di un uomo musulmano. Soltanto due settimane fa un’altra ragazza è stata attaccata con un coltello per la stessa ragione. L’aggressore è libero mentre lei è stata arrestata per blasfemia.</p>
<p>“Se l’Islam è una religione di pace e armonia, come si può giustificare una tale violenza in nome della stessa religione? L’Islam permette forse di sposare ragazze minorenni e costringerle alla conversione?”, sono le domande di Asia Bibi al primo ministro del Pakistan. E poi un appello, il più accorato, a modificare quella legge sulla blasfemia di cui troppo spesso si abusa per colpire le minoranze religiose.</p>
<h2>Le violenze del Califfato transnazionale</h2>
<p>L’avanzata dei <strong>gruppi islamisti</strong> in alcune aree del mondo, la pandemia e persino lo sviluppo tecnologico hanno aggravato un quadro che già nello scorso biennio si presentava fosco. “Nel novembre del 2018 i Paesi dove si sono registrate violazioni erano 38, di cui 21 con persecuzioni gravi e 17 con discriminazioni. – spiega il direttore di Acs-Italia Alessandro Monteduro &#8211; I soprusi non sono diminuiti: nel 2021 i Paesi con violazioni sono diventati 62, di cui 26 colorati di rosso e 36 di arancione”.</p>
<p>La persecuzione religiosa cresce nel <strong>continente africano</strong> che conta ben sette nuovi ingressi nella triste classifica con Burkina Faso, Camerun, Ciad, Comore, Repubblica Democratica del Congo, Mali e Mozambico. Alla base dell’aumento di violenze e discriminazione in Africa c’è l’aumento della presenza dei gruppi jihadisti e la crescente radicalizzazione.  “Il network islamista transnazionale – va avanti Monteduro &#8211; si estende dal Mali al Mozambico, dalle Comore nell’Oceano Indiano alle Filippine nel Mar Cinese Meridionale, con lo scopo è creare un sedicente califfato transcontinentale”.</p>
<h2>L&#8217;Africa sempre più &#8220;nera&#8221;</h2>
<p>Tra gli esempi più lampanti c’è quello del <strong>Burkina Faso</strong>, dove negli ultimi due anni sono raddoppiati gli attacchi da parte dei gruppi islamisti come Jama&#8217;at Nusrat al Islam wal Muslimin, Ansaroul Islam e lo Stato islamico del Grande Sahara.</p>
<p>“Il loro obiettivo è quello di invadere l’Africa collegando il deserto al mare per poter controllare le vie del commercio per portare avanti i loro traffici e cambiare l’organizzazione della società, islamizzando tutta l’area”, spiega monsignor <strong>Laurent B. Dabiré</strong>, vescovo di Dori e presidente della Conferenza episcopale del Burkina Faso e del Niger.</p>
<p>La sua diocesi, nel nord del Paese, si è ritrovata ad avere a che fare all’improvviso con miliziani <strong>jihadisti</strong> che hanno “massacrato la popolazione, distrutto case, scuole e ogni simbolo di tolleranza e dialogo”. “La chiesa si è trovata coinvolta, assieme al resto dei cittadini, compresi gli stessi musulmani”, spiega il vescovo.</p>
<p>Nella sua diocesi, assicura, sei parrocchie su tre sono chiuse, ci sono interi villaggi off limits ed esercitare la propria libertà religiosa viene di fatto impedito. “È una minaccia seria per la libertà, &#8211; avverte &#8211; se i gruppi islamisti avranno la meglio e sarà finita per tutti”.</p>
<h2>La persecuzione 2.0 grazie alle nuove tecnologie</h2>
<p>Alla minaccia del fondamentalismo si affianca anche quella dell’abuso delle <strong>tecnologie</strong> più all’avanguardia. Ad usarle sono gli stessi gruppi jihadisti, ma anche i governi. Come quello cinese che attraverso una sorveglianza di massa basata sull’intelligenza artificiale, portata avanti con l’ausilio di 626 milioni di <strong>telecamere</strong> piazzate in tutto il Paese, controlla e reprime le minoranze religiose, grazie a sistemi di riconoscimento facciale come quelli dei nostri smartphone.</p>
<p>Non solo regimi autoritari, come Cina e Corea del Nord, ma anche nazionalismi etno-religiosi che si traducono nella persecuzione delle minoranze in Paesi come India, Nepal, Myanmar e Thailandia.</p>
<h2>Gli effetti della pandemia e della &#8220;persecuzione educata&#8221;</h2>
<p>Poi c’è la <strong>pandemia</strong>, che ha aggravato le discriminazioni nei confronti delle minoranze, che si sono viste negare gli aiuti economici, alimentari e sanitari in Paesi come Niger, Turchia, Egitto, Pakistan e la stessa Cina. Un trattamento di serie b, basato proprio sui forti pregiudizi sociali già esistenti nella società e spesso amplificati dalle istituzioni.</p>
<p>E infine, la “persecuzione educata”. Così Papa Francesco ha definito l’ascesa di quei nuovi “diritti” e norme culturali che relegano la religione nella “oscurità della coscienza di ciascuno, o alla marginalità del recinto chiuso delle chiese, delle sinagoghe e delle moschee”.</p>
<p>Norme che rischiano di spingere la maggior parte dei Paesi civili all’<strong>indifferenza</strong> verso il dramma vissuto ogni giorno in tutto il mondo da milioni di persone.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/religioni/massacri-stupri-e-controllo-digitale-ecco-come-vengono-perseguitati-i-cristiani.html">Massacri, stupri e controllo digitale: ecco come vengono perseguitati i cristiani</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Un centro per aiutare le donne vittime di Boko Haram</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/un-centro-per-aiutare-le-donne-vittime-di-boko-haram.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Bellocchio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Dec 2020 07:45:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Abusi sulle donne]]></category>
		<category><![CDATA[Aiuto alla Chiesa che Soffre (Acs)]]></category>
		<category><![CDATA[Boko Haram]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti delle donne]]></category>
		<category><![CDATA[Jihad]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1000" height="475" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Nigeria-Boko-Haram-donne-La-Presse-e1581269239746.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Nigeria donne Boko Haram" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Nigeria-Boko-Haram-donne-La-Presse-e1581269239746.jpg 1000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Nigeria-Boko-Haram-donne-La-Presse-e1581269239746-300x143.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Nigeria-Boko-Haram-donne-La-Presse-e1581269239746-768x365.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>Maiduguri, capitale del Borno, un tempo avamposto britannico nel nord est della Nigeria, oggi una delle città più pericolose al mondo. Questo centro abitato, immerso nelle sabbie del Sahel e sferzato dalle raffiche dell&#8217;Harmattan, è il luogo in cui la setta jihadista nigeriana ha preso vita, dove sono iniziate le predicazioni di Mohammed Yusuf e &#8230; <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/un-centro-per-aiutare-le-donne-vittime-di-boko-haram.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1000" height="475" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Nigeria-Boko-Haram-donne-La-Presse-e1581269239746.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Nigeria donne Boko Haram" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Nigeria-Boko-Haram-donne-La-Presse-e1581269239746.jpg 1000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Nigeria-Boko-Haram-donne-La-Presse-e1581269239746-300x143.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Nigeria-Boko-Haram-donne-La-Presse-e1581269239746-768x365.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p><p><a href="https://insideover.ilgiornale.it/reportage/terrorismo/dadaab-il-piu-grande-campo-profughi-al-mondo/la-capitale-del-califfato-dafrica.html">Maiduguri,</a> capitale del Borno, un tempo avamposto britannico nel nord est della Nigeria, oggi una delle città più pericolose al mondo. Questo centro abitato, immerso nelle sabbie del Sahel e sferzato dalle raffiche dell&#8217;Harmattan, è il luogo in cui la setta jihadista nigeriana ha preso vita, dove sono iniziate le predicazioni di Mohammed Yusuf e dove la formazione terroristica africana ha creato la propria roccaforte. Solo negli ultimi sei mesi più di 200 persone sono state uccise o rapite lungo le arterie che conducono nel centro abitato da membri della formazione islamista e gli agguati dei mujaheddin di<a href="https://insideover.ilgiornale.it/schede/terrorismo/boko-haram-una-storia-di-terrore-lunga-10-anni.html"> Boko Haram </a>hanno interessato anche politici, uomini delle forze speciali e operatori umanitari.</p>
<p>Ma la violenza è endemica da anni nella città che conta due milioni di abitanti, 300mila dei quali sono sono sfollati che vivono nei 14 campi profughi che puntellano il capoluogo. In un vecchio fienile adattato a moschea, nel 2002, Mohammed Yusuf diede vita a <strong>Boko Haram</strong>, dichiarando già nel nome del gruppo, che in lingua hausa significa &#8221;l&#8217;educazione occidentale è proibita&#8221;, la sua volontà di combattere tutto ciò che avesse legami con l&#8217;occidente e ergendosi, nei suoi sermoni, a promotore di un&#8217;applicazione radicale della sharia. Nel 2009 gli adepti di Yusuf invasero le strade del capoluogo del Borno, il loro leader venne arrestato e assassinato, la guida del gruppo venne assunta da Abubakar Shekau e da quel momento la storia dell&#8217;insurrezione jihadista nigeriana è nota.</p>
<p>Boko Haram ha dato vita a una guerra che ad oggi ha provocato la morte di 36&#8217;000 persone e l&#8217;esodo di 2milioni di cittadini e la città di Maiduguri è stata in tutti questi anni al centro dell&#8217;insurrezione jihadista. Gli attentati nelle Chiese e tra i banchi dei mercati hanno caratterizzato la vita nella città nigeriana che è stata anche il proscenio di una delle peggiori efferatezze compiute dal gruppo islamista. Nel 2015, alcune bambine di 8, 9 e 10 anni sono state costrette a compiere attacchi kamikaze tra le vie cittadine e da quel momento il mondo ha compreso che gli jihadisti africani non conoscono la pietà né si pongono limiti nel compimento della &#8221;guerra santa&#8221;. Sempre nel 2015 Shekau ha dichiarato l’adesione di Boko Haram a Daesh dando così vita alla ”Provincia Occidentale dello Stato Islamico”, con il desiderio di fare di Maiduguri la capitale del Califfato africano.</p>
<blockquote><p>Sono sempre di più i cristiani massacrati in Nigeria. Tu puoi fare la differenza aiutandoli. Puoi farlo tramite Iban:</p></blockquote>
<p><em>Beneficiario: Aiuto alla Chiesa che Soffre ONLUS</em><br />
<em>Causale: ILGIORNALE PER I CRISTIANI DI NIGERIA</em><br />
<em>IBAN: IT23H0306909606100000077352</em><br />
<em>BIC/SWIFT: BCITITMM</em></p>
<blockquote><p>Oppure tramite pagamento online a questo <a href="https://sostieni.acs-italia.org/?ilgiornale" target="_blank" rel="noopener noreferrer">link</a></p></blockquote>
<p>Oltre ad essere flagellata dalle esplosioni e dagli scontri armati la città africana negli anni è stata travolta anche da una profonda crisi economica. Miglaia di bambini vagano per le polverose vie cittadine, famiglie di sfollati vivono sui marciapiedi del capoluogo ed è proprio tra queste persone divorate dalla miseria che Boko Haram miete vittime, soprattutto tra le donne. E per aiutare le bambine e le donne che sono state travolte dalla ferocia degli jihadisti oggi, a Maiduguri, è nato lo Human Resources Skills and Acquisition for Trauma Care, un centro specializzato nell&#8217;aiutare le donne e le ragazze che sono state vittime di violenza fisica e psicologica degli islamisti. Il centro, creato grazie all&#8217;impegno dell&#8217;associazione <a href="https://acs-italia.org/">Aiuto alla Chiesa che Soffre</a> e di altri benefattori internazionali è gestito da <strong>Padre Joseph Fidelis</strong>, che a <em>InsideOver</em> ha raccontato: &#8221;La situazione a Maiduguri non è facile. A soli due chilometri dalla città ci sono i terroristi e spesso si infiltrano nel centro abitato, compiono rapimenti e fanno stragi. Inoltre noi cristiani viviamo discriminati e perseguitati, la domenica le chiese sono presidiate dall&#8217;esercito e oltre alle esplosioni e le vittime provocate dagli scontri armati, la guerra ha causato enormi danni anche a livello psicologico tra la popolazione&#8221;. Proseguendo e spiegando di cosa si occupa il centro appena creato nella capitale del Borno, padre Joseph Fidelis ha proseguito dicendo: &#8221;I terroristi compiono ogni sorta di violenza nei confronti delle donne, non solo stupri ma anche violenze psicologiche indicibili. Ci sono casi di ragazze e bambine che hanno assistito alle decapitazioni dei propri genitori e madri che hanno visto morire i propri figli. È necessario che noi ci impegniamo ad aiutare le persone vittime di questi orrori e per questo ringrazio tutti coloro che hanno creduto e supportato questo piccolo ma importantissimo progetto&#8221;.</p>
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		<title>Ora un vescovo chiede azioni efficaci in difesa dei cristiani perseguitati</title>
		<link>https://it.insideover.com/religioni/ora-un-vescovo-chiede-azioni-efficaci-in-difesa-dei-cristiani-perseguitati.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Boezi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Dec 2020 06:58:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Religioni]]></category>
		<category><![CDATA[Aiuto alla Chiesa che Soffre (Acs)]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa cattolica]]></category>
		<category><![CDATA[Cristiani perseguitati]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Cristiani-in-Siria-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Cristiani-in-Siria-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Cristiani-in-Siria-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Cristiani-in-Siria-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Cristiani-in-Siria-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Cristiani-in-Siria-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Cristiani-in-Siria-2048x1364.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il vescovo Athanasius Schneider segnala da tempo la crisi del cattolicesimo in Europa. Nelle sue riflessioni, l&#8217;alto ecclesiastico, che in questi anni si è distinto per interventi di caratura dottrinale e non solo, pensa che alcune ideologie stiano perseguitando i cristiani nel mondo. Esistono, per l&#8217;alto prelato, diverse forme di persecuzione. Questo sarà un Natale &#8230; <a href="https://it.insideover.com/religioni/ora-un-vescovo-chiede-azioni-efficaci-in-difesa-dei-cristiani-perseguitati.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/religioni/ora-un-vescovo-chiede-azioni-efficaci-in-difesa-dei-cristiani-perseguitati.html">Ora un vescovo chiede azioni efficaci in difesa dei cristiani perseguitati</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Cristiani-in-Siria-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Cristiani-in-Siria-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Cristiani-in-Siria-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Cristiani-in-Siria-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Cristiani-in-Siria-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Cristiani-in-Siria-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Cristiani-in-Siria-2048x1364.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il vescovo Athanasius Schneider segnala da tempo la crisi del cattolicesimo in Europa. Nelle sue riflessioni, l&#8217;alto ecclesiastico, che in questi anni <a href="https://www.ilgiornale.it/news/cronache/dietro-i-migranti-c-piano-cambiare-i-popoli-europei-1545835.html">si è distinto per interventi di caratura dottrinale e non solo</a>, pensa che alcune ideologie stiano perseguitando i cristiani nel mondo. Esistono, per l&#8217;alto prelato, diverse forme di persecuzione. Questo sarà un Natale particolare. Saranno festività diverse per via della pandemia. La Chiesa cattolica, per Schneider, è chiamata a confrontarsi con questo periodo con una speranza maggiore rispetto al solito. Un atteggiamento che deve riguardare pure il tema della persecuzione dei cristiani.</p>
<p><b>Siria, Nigeria, Pakistan: tre scenari diversi uniti da un trait d&#8217;union tragico: i cristiani perseguitati. Monsignor Schneider, il mondo si è dimenticato dei cristiani?</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I tre paesi enumerati già parlano per sé: si tratta della persecuzione dei cristiani da parte di gruppi terroristici islamici (Siria, Nigeria) e di un islam intollerante politicizzato (Pakistan). Ci sono certamente anche persecuzioni di cristiani da parte dei sistemi politici comunisti come in Corea del Nord e in Cina. Attualmente, le persecuzioni cruente dei cristiani provengono dall&#8217; islam radicale e politicizzato e dal comunismo. Il mondo non si è dimenticato dei cristiani. Il mondo di oggi odia i cristiani, perché odia Cristo, perché odia la verità, e la verità è esigente. Si può disiderare che la Santa Sede, come la massima autorità spirituale del mondo, faccia azioni sistematiche di sensibilizzazione e di protesta riguardo la persecuzione dei cristiani su vari livelli, anche quello della politica internazionale. Dal punto di visto spirituale, l’aiuto più prezioso ai nostri fratelli e sorelle perseguitati consiste nella preghiera per loro. La Santa Sante potrebbe fare azioni più efficaci di carattere permanente di aiuto spirituale ai perseguitati in tutta la Chiesa cattolica, come per esempio adorazioni eucaristiche, ore sante per i perseguitati, celebrazioni di Messe votive, la devozione alla “Madonna della Mercede” della liberazione dei cristiani incarcerati e perseguitati con la restaurazione dell’apposita festa liturgica, che si celebrava anticamente nel 24 di settembre. Pregare anche per il perdono dei peccati e della conversione dei persecutori.</span></p>
<p><b>Noi de IlGiornale.it, ogni volta che si avvicina il Natale, sposiamo i progetti di Aiuto alla Chiesa che soffre. Cosa si sente di dire ai tanti cristiani perseguitati nel mondo?</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Vorrei dire a tutti i nostri eroici fratelli e sorelle in Cristo che le loro sofferenze e i loro sacrifici sono tra le più potenti forze spirituali per la crescita della Chiesa ai nostri giorni. Le loro lacrime, le loro pene e il loro sangue sono raccolti dall’angelo nel calice di cristallo, come descritto nella terza parte del segreto di Fatima, e il campo spirituale della Chiesa al giorno d’oggi è irrigato dai loro sacrifici. I nostri fratelli e sorelle perseguitati dimostrano al mondo intero la validità e la fecondità spirituale della beatitudine evangelica: &#8220;Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa Mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti hanno perseguitato i profeti prima di voi&#8221;. </span></p>
<p><b>In Europa, poi, la violenza non c&#8217;è o è minore, ma i cristiani subiscono altre forme di persecuzione?</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I sistemi politici occidentali, che si chiamano liberali, essendo allo stesso tempo chiaramente anti-cristiani, attuano non una persecuzione cruenta dei cristiani, ma una persecuzione sottile e estremamente cinica, come si poteva vedere nel divieto totale e chiaramente sproporzionato del culto cristiano in alcuni paesi occidentali con il pretesto di un’emergenza sanitaria. Molti paesi occidentali in Europa e America perseguitano i cristiani costringendoli ad accettare leggi e ideologie contra la natura e i comandamenti di Dio come per esempio la cultura e l’attività omosessuale, il cosiddetto “matrimonio omosessuale” o un suo analogo nelle “unioni civili dei partner omosessuali”, l’eutanasia e altri forme culturali immorali. Sempre più i cristiani nei paesi occidentali non possono manifestare pubblicamente la loro fede, come accade nelle scuole, università, nelle piazze pubbliche.</span></p>
<p><b>Monsignor Schneider, che Natale sarà questo per la Chiesa cattolica?</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il Natale sarà, nel suo significato liturgico, lo stesso come sempre, cioè la celebrazione dell’ineffabile evento e mistero dell’Incarnazione del Figlio di Dio, del Verbo che era Dio, del Dio vero, che è divenuto vero uomo per la nostra salvezza. Un volta ho letto queste parole, espresse in un modo  davvero concise e sintetico: &#8220;Dio esiste, quindi l’Incarnazione è avvenuta&#8221;. Certamente, la celebrazione esteriore, comunitaria e liturgica del Natale avrà quest’anno una caratteristica unica: per la prima volta da quanto la Chiesa ha ricevuto la libertà del culto nei tempi dell’Imperatore Constantino, nella maggior parte d’Europa e America il Natale sarà celebrato in chiese con un numero drasticamente ristretto dei fedeli, in un’atmosfera contenuta e cauta, che dà l’impressione che viviamo in una situazione simile ad una guerra o ad un assedio. Dobbiamo vedere questa tribolazione esteriore che circonda le celebrazioni del Natale nella luce della fede e della Provvidenza Divina, credendo che Dio sa trarre il bene anche dal male. Le limitazioni esteriori possono ricordarci più vivamente le circostanze nelle quale è nato Gesù Cristo, il Salvatore del mondo. Quando Dio è venuto al mondo Egli è stato collocato dagli uomini di questo mondo alla periferia della stalla. Per amore alla salvezza eterna degli uomini, il Dio incarnato ha scelto la povertà, l’essere disprezzato. In quest’anno, possiamo conoscere meglio la verità di queste parole dal prologo del Vangelo di san Giovanni: &#8220;Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo. Egli era nel mondo, e il mondo fu fatto per mezzo di lui, eppure il mondo non lo riconobbe&#8221;. Le condizioni restrittive della celebrazione del Natale e sue circostanze umili possono essere per noi una chance di scoprire ancora più le ricchezze spirituali del mistero dell’Incarnazione. Possiamo, con la grazia divina, scoprire la vera gioia in mezzo alle tribolazioni esteriori. La nostra gioia nel Signore, nel Dio Emanuele, nel divino bambino, dovrebbe superare la tristezza delle condizioni esteriori. Le restrizioni a causa dell’emergenza Covid-19 non posso impedire a Gesù di venire nelle nostre anime con l’abbondanza delle sue grazie ed illuminare tutti coloro che lo cercano con cuore sincero.</span></p>
<blockquote><p><em>Anche tu puoi aiutare i cristiani (<a href="http://speciali.ilgiornale.it/acs/home.html">Qui tutti i dettagli</a>).</em></p></blockquote>
<p><em>Per sostenere i cristiani che soffrono potete donare tramite Iban, inserendo questi dati:</em></p>
<p><em>Beneficiario: Aiuto alla Chiesa che Soffre ONLUS</em><br />
<em>Causale: ILGIORNALE PER I CRISTIANI CHE SOFFRONO</em><br />
<em>IBAN: IT23H0306909606100000077352</em><br />
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<p><b>C&#8217;è un pericolo di scomparsa per i cristiani?</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I cristiani non possono scomparire, poiché nostro Salvatore e Dio ha detto che resterà con noi i cristiani fino alla fine del mondo e che le porte dell’inferno non prevarranno contro la Chiesa, cioè contra l’intera comunità dei veri cristiani cattolici. Dall’altra parte, c’è il pericolo reale che i cristiani diventino una minoranza nel mondo, simile alla situazione nell’inizio della Chiesa, quando i cristiani costituivano, nel mezzo di una società pagana con una morale e cultura degradante, una minoranza marginalizzata e discriminata. Essere cristiano fu considerato in quel tempo un crimine. Sperimentiamo ai nostri giorni un’inaudita crisi di fede a tutti i livelli della vita della Chiesa. Tra un vasto numero dei cattolici e del clero, e persino dei vescovi, la fede si è indebolita e si è trasformata in un vago sentimento religioso. La visione soprannaturale e la fermezza e integrità della fede sono quasi svaniti. Le seguente parole del Signore si applicano anche a questa situazione della fede dentro della Chiesa ai nostri giorni: &#8220;Il Figlio dell&#8217;uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?&#8221;. I cristiani non dovranno avere paura di essere una minoranza nelle società, memori delle parole di Cristo: &#8220;Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto di darvi il suo regno&#8221;. </span></p>
<p><b>Quali sono le cause della possibile scomparsa del cristianesimo dal mondo?</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Non dobbiamo temere un secolarismo aggressivo, ma un cristianesimo debole. Come abbiamo detto, il cristianesimo, cioè la Chiesa, non potrà scomparire, poiché ha un&#8217;origine divina. Il cristianesimo potrà divenire un fenomeno di poca influenza nella vita politica e sociale, ciò che è già accaduto ai nostri giorni. Le cause sono l’indebolimento della fede, il conformarsi allo spirito naturalista, materialista e edonista di questo mondo, con la conseguente mancante testimonianza di vita cristiana, anzi spesso una contro-testimonianza. Abbiamo bisogno di cristiani e specialmente di sacerdoti con lo spirito degli apostoli, con l’ ardore della fede e dell’amore a Dio e al prossimo, con lo spirito dei martiri di tutti i tempi. Il Signore non abbandona la Sua Chiesa e quando la necessità e calamità sono più grandi, l’aiuto di Dio è più vicino e potente anche ai nostri giorni, poiché Dio è con noi.</span></p>
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		<title>Rapite e convertite a forza: la piaga delle spose bimbe</title>
		<link>https://it.insideover.com/religioni/rapite-e-convertite-a-forza-la-piaga-delle-spose-bimbe.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Carnieletto]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Dec 2020 06:20:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Religioni]]></category>
		<category><![CDATA[Aiuto alla Chiesa che Soffre (Acs)]]></category>
		<category><![CDATA[Cristiani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1313" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Donne-in-Pakistan-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Donne-in-Pakistan-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Donne-in-Pakistan-300x205.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Donne-in-Pakistan-1024x700.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Donne-in-Pakistan-768x525.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Donne-in-Pakistan-1536x1050.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Donne-in-Pakistan-2048x1400.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>«Salvate le minorenni innocenti dagli avvoltoi» è la scritta che campeggia su un grande striscione nero con le immagini simbolicamente dietro le sbarre di due ragazze cristiane costrette a convertirsi all&#8217;islam e a sposare mariti musulmani, che le hanno rapite e stuprate. La folla di coraggiosi cristiani dietro lo striscione è scesa in piazza a &#8230; <a href="https://it.insideover.com/religioni/rapite-e-convertite-a-forza-la-piaga-delle-spose-bimbe.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/religioni/rapite-e-convertite-a-forza-la-piaga-delle-spose-bimbe.html">Rapite e convertite a forza: la piaga delle spose bimbe</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1313" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Donne-in-Pakistan-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Donne-in-Pakistan-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Donne-in-Pakistan-300x205.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Donne-in-Pakistan-1024x700.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Donne-in-Pakistan-768x525.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Donne-in-Pakistan-1536x1050.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Donne-in-Pakistan-2048x1400.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>«Salvate le minorenni innocenti dagli avvoltoi» è la scritta che campeggia su un grande striscione nero con le immagini simbolicamente dietro le sbarre di due ragazze cristiane costrette a convertirsi all&#8217;islam e a sposare mariti musulmani, che le hanno rapite e stuprate. La folla di coraggiosi cristiani dietro lo striscione è scesa in piazza a Karachi, culla pachistana dei fondamentalisti, l&#8217;8 novembre. Davanti al corteo innalzavano il crocefisso e cartelli con le parole d&#8217;ordine: Stop conversione forzata, stop spose bambine, giustizia e libertà» per le vittime di questa piaga, che colpisce le minoranze religiose come quella cristiana.</p>
<p>Ufficialmente sono un migliaio le adolescenti cristiane, ma pure indù, prima sequestrate e poi convertite contro la loro volontà e costrette al matrimonio forzato ogni anno. Tabassoum Yousaf, donna avvocato di Karachi, che cerca di strappare agli «avvoltoi», le minori cristiane è convinta che non tutte le violenze vengono denunciate: «In base alla mia esperienza i casi del genere, compresi quelli non registrati, sono il doppio, 2000 all&#8217;anno».</p>
<p>La fondazione pontificia «Aiuto alla chiesa che soffre» si è fatta paladina del destino delle spose bambine in Pakistan raccogliendo fondi per ottenere dai tribunali la liberazione. Nell&#8217;ultima rapporto-denuncia «sui cristiani ingiustamente detenuti per la loro fede», la prefazione è firmata dalla pachistana Asia Bibi per otto anni nel braccio della morte con l&#8217;ingiusta accusa di blasfemia. «Nei momenti più bui, mi ero ripromessa che se fossi sopravvissuta al mio Calvario una croce che ho portato per anni e anni sarei stata al fianco di coloro che soffrono come io ho sofferto», scrive la donna simbolo della persecuzione, che oggi ha trovato asilo in Canada. E invita a leggere «le drammatiche storie» contenute nel rapporto «di ragazze come Maira Shahbaz, 14 anni, cattolica e anch&#8217;essa pakistana, rapita in strada nei pressi di casa, costretta a convertirsi e brutalmente violentata e ricattata». Secondo Asia Bibi «sono dei facili bersagli. A causa della loro fede hanno scarso rilievo nella società e i tribunali saranno poco solleciti nei loro confronti».</p>
<p>Anche tu puoi aiutare i cristiani in Pakistan.<strong> </strong>(<strong><a href="http://speciali.ilgiornale.it/acs/home.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Qui tutti i dettagli</a></strong>).</p>
<blockquote><p>Per sostenere i cristiani che soffrono potete donare tramite Iban, inserendo questi dati:</p></blockquote>
<p><em>Beneficiario: Aiuto alla Chiesa che Soffre ONLUS</em><br />
<em>Causale: ILGIORNALE PER I CRISTIANI DEL PAKISTAN</em><br />
<em>IBAN: IT23H0306909606100000077352</em><br />
<em>BIC/SWIFT: BCITITMM</em></p>
<blockquote><p>Oppure tramite pagamento online a questo <strong><a href="https://sostieni.acs-italia.org/?ilgiornale" target="_blank" rel="noopener noreferrer">link</a></strong></p></blockquote>
<p>Il 28 aprile 2020, in piena pandemia, Maira aveva solo 14 anni, quando stava camminando vicino a casa a Madina vicino a Fiasalabad, un capoluogo pachistano. Le telecamere di sorveglianza hanno ripreso un&#8217;auto da dove sono scesi tre uomini armati che l&#8217;hanno spinta nel veicolo. I sequestratori sono fuggiti sparando in aria per intimorire due cristiani che volevano intervenire in difesa della ragazza. In tribunale, il suo rapitore, Mohamad Nakash Tariq, ha esibito un certificato di matrimonio falso dell&#8217;anno prima sostenendo che la sposa forzata e bambina era maggiorenne. Le prime sentenze hanno dato ragione al marito-sequestratore. Il 18 agosto Maira è riuscita a fuggire e alla polizia ha testimoniato di essere stata «ripetutamente violentata». Il marito l&#8217;aveva drogata costringendola ad abbandonare il cristianesimo e filmata durante le violenze sessuali a scopo di ricatto. Le autorità pachistane sono state costrette a nascondere la ragazza in un rifugio segreto. La costola inglese di «Aiuto alla chiesa che soffre» ha lanciato una petizione per concedere a Maira e famiglia asilo in Gran Bretagna.</p>
<p>Un&#8217;altra cristiana simbolo di questa piaga è Huma Younus costretta a sposare l&#8217;uomo che l&#8217;ha rapita a 14 anni e convertita a forza all&#8217;islam. Il 10 ottobre del 2019 era sparita dalla sua casa di Karachi e più avanti ha chiamato i genitori informandoli che aspettava un bambino dopo avere subito una violenza carnale. All&#8217;invito del padre a tornare a casa, Huma ha risposto: «Sono imprigionata fra le quattro mura di una camera». Il marito-orco, Abdul Jabbar, ha un fratello, Mukhtiar, arruolato nei Rangers pachistani. Proprio lui ha chiamato i genitori della ragazza cristiana «con video telefonate brandendo delle armi per minacciarli di morte se avessero continuato a cercare la figlia», denuncia l&#8217;avvocato Yousaf. Dopo un braccio di ferro giudiziario, che all&#8217;inizio considerava valida l&#8217;unione strappata a forza «purché la ragazza abbia avuto il primo ciclo mestruale», è stato emesso un mandato di arresto per Jabbar. La polizia, però, ha cominciato a fare melina grazie a una serie di cavilli legati alla competenza territoriale. La legale della famiglia cristiana si è rivolta al ministero dell&#8217;Interno, ma la situazione è in stallo.</p>
<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="Fausto Biloslavo per i cristiani che soffrono" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/EX2Xd0coFYk?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
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<p>La storia di Arzoo Raja, altra sposa-bambina cristiana di Karachi, ha un lieto fine a metà. In ottobre era stata rapita da Ali Azhar per un matrimonio e conversione forzati. Il 23 novembre l&#8217;Alta Corte del Sindh ha ordinato che la ragazza resti nella struttura governativa che la ospita dopo essere stata portata via dal marito. Però non può tornare a casa dai genitori cristiani.</p>
<p>Asma Yaqoob, è morta in seguito all&#8217;acido gettatole in faccia dopo aver rifiutato di sposare un musulmano. Razia Bibi, a soli 12 anni, è stata costretta a convertirsi per sposare un disabile islamico contro la sua volontà. Asia Bibi, in appoggio alla campagna di «Aiuto alla chiesa che soffre» scrive: «È tempo che i governi agiscano. È tempo di manifestare in difesa delle nostre comunità di fedeli, vulnerabili, povere e perseguitate». Un accorato appello che resta lettera morta nell&#8217;Occidente politicamente corretto o fra le eroine del MeToo fondato dalla donne vessate dagli uomini. Si vede che il Pakistan è troppo lontano da Hollywood.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/religioni/rapite-e-convertite-a-forza-la-piaga-delle-spose-bimbe.html">Rapite e convertite a forza: la piaga delle spose bimbe</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>&#8220;A Natale non dimentichiamo i cristiani stretti tra persecuzione e povertà&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/religioni/a-natale-non-dimentichiamo-i-cristiani-stretti-tra-persecuzione-e-poverta.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Benignetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Dec 2020 06:33:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Religioni]]></category>
		<category><![CDATA[Aiuto alla Chiesa che Soffre (Acs)]]></category>
		<category><![CDATA[Cristiani perseguitati]]></category>
		<category><![CDATA[Natale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1345" height="903" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Immagine-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Immagine cristiani (ACS)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Immagine-1.jpg 1345w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Immagine-1-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Immagine-1-1024x687.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Immagine-1-768x516.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1345px) 100vw, 1345px" /></p>
<p>L’assistenza legale per le famiglie, spesso povere e senza nessun tipo di istruzione, delle ragazze cristiane che in Pakistan vengono rapite per essere date in sposa a uomini musulmani che le costringono a convertirsi. &#8220;Il sostegno ai sacerdoti che ogni giorno, in Nigeria, rischiano di essere uccisi o sequestrati per ottenere un riscatto. Le bibbie &#8230; <a href="https://it.insideover.com/religioni/a-natale-non-dimentichiamo-i-cristiani-stretti-tra-persecuzione-e-poverta.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/religioni/a-natale-non-dimentichiamo-i-cristiani-stretti-tra-persecuzione-e-poverta.html">&#8220;A Natale non dimentichiamo i cristiani stretti tra persecuzione e povertà&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1345" height="903" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Immagine-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Immagine cristiani (ACS)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Immagine-1.jpg 1345w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Immagine-1-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Immagine-1-1024x687.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Immagine-1-768x516.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1345px) 100vw, 1345px" /></p><p>L’assistenza legale per le famiglie, spesso povere e senza nessun tipo di istruzione, delle ragazze cristiane che in Pakistan vengono rapite per essere date in sposa a uomini musulmani che le costringono a convertirsi.</p>
<p>&#8220;Il sostegno ai <strong style="font-size: 1rem;">sacerdoti</strong><span style="font-size: 1rem;"> che ogni giorno, in Nigeria, rischiano di essere uccisi o sequestrati per ottenere un riscatto. Le bibbie del fanciullo per le famiglie cristiane che in diversi Paesi, come l’Eritrea o l Cina, sono ancora costrette a nascondersi. </span><span style="font-size: 1rem;">Sono alcuni dei &#8220;doni di fede&#8221; a cui la fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre ha pensato per sostenere i </span><strong style="font-size: 1rem;">cristiani</strong><span style="font-size: 1rem;"> perseguitati in vista del Natale. Un Natale che per tanti di loro non sarà un Natale di pace. &#8220;L’obiettivo – spiega il direttore di Acs Italia, <strong>Alessandro Monteduro</strong> &#8211; è duplice: fornire conforto ai fedeli cristiani sofferenti per la persecuzione o la povertà e sostenere sacerdoti e religiose impegnati nello sforzo di evangelizzare in condizioni non di rado estreme per le medesime cause&#8221;.</span></p>
<p>La comunità cristiana resta la più<strong> perseguitata </strong>al mondo. I numeri parlano chiaro: nel 2019 sono stati 2.983 i cristiani uccisi a causa della loro fede e 9.400 le chiese vandalizzate o distrutte, secondo i numeri <a href="https://www.avvenire.it/mondo/pagine/open-doors-cristiani-perseguitati-nel-mondo-2019">pubblicati lo scorso gennaio</a> dall’associazione Open Doors. Un fedele su otto, secondo la stessa organizzazione, ha subito vessazioni proprio a causa dell’appartenenza alla Chiesa di Cristo. Non ci sono solo gli omicidi, ma anche le torture, gli abusi sessuali, i sequestri e le detenzioni arbitrarie. Un rapporto <a href="https://www.ilgiornale.it/news/cronache/carcere-solo-perch-cristiani-migliaia-fedeli-detenuti-tutto-1905642.html">pubblicato la scorsa settimana</a> da Aiuto alla Chiesa che Soffre ha messo in luce come queste ultime siano divenute sempre più frequenti. Tanto da essere considerate come lo &#8220;strumento preferito&#8221; nelle mani degli oppressori. &#8220;Tracciare i confini della ingiusta detenzione&#8221;, sottolinea, infatti, l’organizzazione nello stesso report, è &#8220;molto difficile&#8221;.</p>
<p>Le cifre del fenomeno sono al ribasso, ma già così destano inquietudine: nei cinquanta Paesi considerati più a rischio oltre 300 fedeli ogni mese finiscono dietro le sbarre senza un’accusa plausibile o un giusto processo, mentre i dati parlano di 1.052 cristiani<strong> rapiti</strong>, soltanto nel corso del 2019. &#8220;Prigionie per motivi di coscienza, detenzioni arbitrarie, processi ingiusti, condizioni carcerarie inadeguate, casi di tortura e pressione per indurre ad abbandonare la fede rappresentano altrettante tessere di un drammatico mosaico&#8221;, spiega Monteduro a <em>InsideOver-ilGiornale.it</em>. &#8220;Non dobbiamo dimenticare – sottolinea &#8211; che ogni cristiano ingiustamente detenuto è una persona che ha relazioni con familiari, con amici, con sacerdoti o religiose, in una parola con un&#8217;intera comunità cristiana&#8221;.</p>
<p>Ecco come aiutare <strong>Aiuto alla Chiesa che soffre </strong>(<strong><a href="http://speciali.ilgiornale.it/acs/home.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Qui tutti i dettagli</a></strong>).</p>
<blockquote><p>Per sostenere i cristiani che soffrono potete donare tramite Iban, inserendo questi dati:</p></blockquote>
<p><em>Beneficiario: Aiuto alla Chiesa che Soffre ONLUS</em><br />
<em>Causale: ILGIORNALE PER I CRISTIANI DI SIRIA</em><br />
<em>IBAN: IT23H0306909606100000077352</em><br />
<em>BIC/SWIFT: BCITITMM</em></p>
<blockquote><p>Oppure tramite pagamento online a questo <strong><a href="https://sostieni.acs-italia.org/?ilgiornale" target="_blank" rel="noopener noreferrer">link</a></strong></p></blockquote>
<p>Proprio a questa &#8220;comunità&#8221; si rivolgono i &#8220;doni di fede&#8221; di Acs-Italia. Un gesto di solidarietà verso &#8220;sacerdoti e seminaristi, religiose, intere famiglie, bambini&#8221;, chiarisce il direttore. &#8220;Nei Paesi di persecuzione i cristiani che oggi vivono grazie a lavori giornalieri – spiega la fondazione in un comunicato &#8211; sono i più colpiti dagli effetti economici del Covid-19&#8221;. &#8220;Si rivolgono alle parrocchie per sfa mare le loro famiglie ma gli stessi sacerdoti, che ordinariamente si sostengono grazie alla beneficenza dei parrocchiani, sopravvivono con crescenti difficoltà e non riescono ad aiutare i più <strong>poveri</strong>&#8220;, aggiunge Monteduro. Insomma, &#8220;si è innescato un pericoloso circolo vizioso&#8221;, che rischia di aggravare ulteriormente le condizioni di moltissime persone.</p>
<p>L’appello della fondazione, quindi, è quello di tendere la mano verso chi oggi sta soffrendo. Si può donare per comprare una bibbia ad un bambino o per far arrivare il latte in polvere ai neonati delle famiglie cristiane in Siria. Si può donare per contribuire alla riedificazione di una <strong>chiesa</strong> o alla costruzione di un nuovo luogo di preghiera nelle terre in cui le croci sono state spezzate dalle bombe e dal fondamentalismo. Si può donare per fornire a un sacerdote un mezzo di trasporto o per aiutare un seminarista a completare i suoi studi. Si può donare per pagare un avvocato a chi ha assistito inerme al rapimento della propria figlia adolescente o a chi è in carcere senza un valido motivo, solo perché non accetta di rinnegare la sua fede.</p>
<p>&#8220;Per ogni dono sarà possibile scaricare un biglietto con la descrizione del progetto sostenuto, allo scopo di inviarlo alla persona cara destinataria del regalo&#8221;, fa sapere l’associazione, così da &#8220;far giungere un dono solidale in forma digitale a persone che, nostro malgrado, sono lontane per il distanziamento necessario a contenere la pandemia da coronavirus&#8221;. &#8220;Aiutare le comunità cristiane sofferenti farà molto bene anche alla nostra comunità cattolica italiana – assicura il direttore di Acs Italia &#8211; la pandemia ci ha fatto riscoprire l&#8217;importanza della solidarietà o, per usare un termine più cattolico, della <strong>carità</strong>&#8220;. &#8220;Preserviamo ed esercitiamo questa carità, anche fuori dei confini nazionali – è l’appello di Monteduro &#8211; ci servirà a vivere meglio anche il nostro Natale&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/religioni/a-natale-non-dimentichiamo-i-cristiani-stretti-tra-persecuzione-e-poverta.html">&#8220;A Natale non dimentichiamo i cristiani stretti tra persecuzione e povertà&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Uccisi, perseguitati e stuprate: fermiamo la barbarie sui cristiani</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/uccisi-perseguitati-e-stuprate-fermiamo-la-barbarie-sui-cristiani.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Carnieletto]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Nov 2020 06:00:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Aiuto alla Chiesa che Soffre (Acs)]]></category>
		<category><![CDATA[Cristiani]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=298741</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1000" height="698" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Bambini-in-Pakistan.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Bambini-in-Pakistan.jpg 1000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Bambini-in-Pakistan-300x209.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Bambini-in-Pakistan-768x536.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>Bisogna ascoltarli i cristiani di Siria, piegati da dieci anni di guerra. Nel 2011, quando tutto è iniziato, erano il 10% della popolazione, ma il conflitto, la leva obbligatoria e l&#8217;avanzata delle fazioni jihadiste hanno provocato un vero e proprio esodo, facendone fuggire all&#8217;estero oltre 900mila. &#8220;Sai, noi stiamo vivendo i sette anni di carestia &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/uccisi-perseguitati-e-stuprate-fermiamo-la-barbarie-sui-cristiani.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/uccisi-perseguitati-e-stuprate-fermiamo-la-barbarie-sui-cristiani.html">Uccisi, perseguitati e stuprate: fermiamo la barbarie sui cristiani</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1000" height="698" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Bambini-in-Pakistan.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Bambini-in-Pakistan.jpg 1000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Bambini-in-Pakistan-300x209.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Bambini-in-Pakistan-768x536.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p><p>Bisogna ascoltarli i cristiani di Siria, piegati da dieci anni di guerra. Nel 2011, quando tutto è iniziato, erano il 10% della popolazione, ma il conflitto, la leva obbligatoria e l&#8217;avanzata delle fazioni jihadiste hanno provocato un vero e proprio esodo, facendone <a href="http://www.aina.org/reports/utrmcfsi.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">fuggire all&#8217;estero oltre 900mila</a>.</p>
<p>&#8220;Sai, noi stiamo vivendo i sette anni di carestia annunciati dalla Bibbia, ma presto arriveranno quelli della prosperità&#8221; &#8211; ci aveva detto ormai due anni fa suor <strong>Yola Girges</strong>, francescana di Damasco ora in partenza per l&#8217;Iraq, in missione &#8211; che sperava in un futuro migliore per il suo Paese. Ma in questi due anni la situazione non ha fatto altro che peggiorare: sono sempre di più i cristiani che hanno lasciato la Siria e i pochi che sono rimasti lo hanno fatto a caro prezzo, sperando contro ogni speranza. Una scelta non facile, la loro: in soli dieci anni, hanno <span style="font-size: 1rem;">dovuto sfidare prima le persecuzioni islamiste, poi una devastante crisi economica e, infine, l&#8217;emergenza sanitaria legata al coronavirus. Tre piaghe tremende, che sembrano non volersi rimarginare. </span></p>
<p><span style="font-size: 1rem;"><em>Insciallah</em>, dicono indistintamente cristiani e musulmani in questa fetta di terra. Se Dio vuole. Eppure molti si chiedono dove sia finito Dio &#8211; che pure è nato non lontano da lì e che ha inviato il suo apostolo prediletto, Paolo, in quella Siria oggi martoriata? C&#8217;è chi dice che stia guardando altrove e chi, invece, sostiene che abbia tempi che gli uomini non possono comprendere perché non sono di questo mondo, ma di un altro, dove i secondi si contano in millenni. <em>Insciallah</em>, dicevamo. Se Dio vuole. </span></p>
<p><span style="font-size: 1rem;"><em>Insciallah</em>, pensano le famiglie siriane che si stanno preparando a festeggiare il Natale. &#8220;I cristiani qui ora sono diventati una minoranza. Il loro numero è sempre più piccolo. In questo Paese non hanno denaro e chi rimane è perché non ha i mezzi per andarsene&#8221;. Ma non solo: &#8220;L&#8217;Occidente si è dimenticato dei cristiani di Siria, che ora vivono sotto la legge islamica e la <em>sharia</em>. Inoltre, la situazione finanziaria è molto precaria&#8221;. Mentre in Italia, poco alla volta, i negozi riaprono per permettere alle persone di fare i regali di Natale, in Siria si fanno i salti mortali per tutto: &#8220;Stiamo pagando moltissimo l&#8217;elettricità, le medicine, il cibo e i vestiti. Tutto è diventato molto costoso&#8221;. Per questo motivo, <a href="http://speciali.ilgiornale.it/acs/campagna-1.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ilGiornale.it ha lanciato una raccolta fondi per aiutare i cristiani di Siria</a>. Non servono cifre folli per fare la differenza e bastano alcuni numeri per comprenderlo: un euro equivale a oltre 600mila lire siriane, lo stipendio medio ad Aleppo è di circa 69 euro e in buon ristorante si pranza con 7.91 euro. Con pochi euro, quindi, si può fare la differenza e donare una speranza a chi, da dieci anni, è costretto a vivere tra le macerie e a convivere con il terrorismo. </span></p>
<p>Non c&#8217;è solo la Siria tra le campagne proposte dall&#8217;associazione <strong>Aiuto alla Chiesa che soffre </strong>(<strong><a href="http://speciali.ilgiornale.it/acs/home.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Qui tutti i dettagli</a></strong>).</p>
<blockquote><p>Per sostenere i cristiani che soffrono potete donare tramite Iban, inserendo questi dati:</p></blockquote>
<p><em>Beneficiario: Aiuto alla Chiesa che Soffre ONLUS</em><br />
<em>Causale: ILGIORNALE PER I CRISTIANI DI SIRIA</em><br />
<em>IBAN: IT23H0306909606100000077352</em><br />
<em>BIC/SWIFT: BCITITMM</em></p>
<blockquote><p>Oppure tramite pagamento online a questo <strong><a href="https://sostieni.acs-italia.org/?ilgiornale" target="_blank" rel="noopener noreferrer">link</a></strong></p></blockquote>
<p>Proprio ieri, a Koshobe, in <strong>Nigeria</strong>, i terroristi di <strong>Boko Haram</strong> hanno ucciso 110 persone. Si è trattato di un blitz in piena regola: i jihadisti sono arrivati all&#8217;improvviso e hanno cominciato a colpire chiunque si parasse loro davanti. Uomini, donne e bambini: nessuna differenza davanti ai proiettili. &#8220;Sono stati uccisi con crudeltà&#8221;, ha detto Edwar Kallon, coordinatore umanitario dell&#8217;Onu in <span class="hilg1">Nigeria. </span><span class="hilg1">Anche in questo caso, i numeri ci aiutano a comprendere cosa stia accadendo in questo Paese: da oltre dieci anni, i terroristi che vietano l&#8217;educazione occidentale &#8211; questa la traduzione di Boko Haram &#8211; hanno ucciso oltre 36mila persone e provocato l&#8217;esodo di oltre due milioni di profughi. La speranza sembra non trovare più casa qui. Quando, nel 2017, Daniele Bellocchio e Marco Gualazzini sono stati in Nigeria hanno trovato una realtà devastante. Come quella di Sara Tuzakaria, 43 anni e miracolosamente riuscita a scappare dai terroristi: &#8220;Era l’agosto del 2014, quando i miliziani di Shekau si sono impossessati di Gwoza. Dopo aver fatto fuggire i soldati governativi e, una volta conquistato il centro abitato, hanno iniziato con le esecuzioni sommarie. Gli uomini sono stati radunati, poi uccisi con un colpo in testa e gettati nel fiume; noi donne, invece, siamo state rapite e io sono stata portata via insieme ai miei figli&#8221;. Gli islamisti le hanno portato via i bambini. Di loro non sa più nulla. &#8220;Da quel momento non li ho più rivisti. Sono stata costretta a lavorare e cucinare per i miliziani. Volevano che mi convertissi e mi frustavano perché ero cristiana. Io ero disperata perché non sapevo nulla dei miei figli e, a un certo punto, ho smesso di mangiare: volevo morire, non potevo vivere senza avere notizie dei miei ragazzi&#8221;, ha raccontato. Come lei, sono tante le ragazze fuggite, ma solo in parte, dall&#8217;incubo jihadista. <a href="http://speciali.ilgiornale.it/acs/campagna-3.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Noi vogliamo aiutarle</a>, sostenendo la costruzione di un centro, con sede a Maiduguri, che permetterà a 150 donne di essere seguite da un team di esperti che le aiuterà a costruire un futuro per sé e per i propri figli.</span></p>
<p>Dall&#8217;Africa profonda al <strong>Pakistan</strong>, dove non si ferma la persecuzione contro le donne cristiane. Nel Paese asiatico, infatti, sono sempre di più i rapimenti organizzati da gruppi islamici radicali ai danni di giovani credenti in Cristo. Huma Younus è una di loro. La sua storia, per come lei stessa l&#8217;ha raccontata, è un continuo crescendo di violenze: &#8220;Dall’ottobre 2019 la mia vita è stata stravolta. Sono stata rapita, violentata e data in moglie al mio sequestratore. Ricevo pressioni per abbandonare la mia fede&#8221;. Ha solo 15 anni, ma la sua esistenza è già segnata. I suoi occhi, nonostante un sorriso appena abbozzato, sono spenti. A volte inespressivi. Huma è rimasta incinta in seguito alle continue violenze compiute dal suo rapitore che, tra le altre cose, ha anche un fratello (Mukhtiar) arruolato nei rangers, le forze di sicurezza pachistane, che continua a inviare video di minacce ai genitori della quindicenne. Tabassum Yousaf, avvocato dell’Alta Corte del Sindh che segue il caso, ha raccontato: &#8220;Ha chiamato i genitori di Huma con video-telefonate e, facendo vedere loro le armi, li ha minacciati dicendo che li avrebbe uccisi qualora avessero cercato la figlia. Lo stesso Mukhtiar ha aggiunto, tramite messaggi-audio, che anche se tutti i cristiani si mettessero insieme per riavere Huma lui ucciderebbe sia i genitori sia chiunque intenda aiutare questi ultimi&#8221;. Huma non è però la sola a subire questa sorte. In Pakistan vengono infatti rapite oltre 2mila cristiane ogni anno. Solamente poche riescono a fuggire. <a href="http://speciali.ilgiornale.it/acs/campagna-2.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Noi vogliamo aiutarle</a>, fornendo assistenza legale alle vittime di sequestri, matrimoni forzati e conversioni coatte, dando vita a consultazioni con le autorità di governo e i rappresentanti politici.</p>
<p><strong><a href="http://speciali.ilgiornale.it/acs/campagna-1.html">Siria</a></strong>, <a href="http://speciali.ilgiornale.it/acs/campagna-3.html">Nigeria</a>, <strong><a href="http://speciali.ilgiornale.it/acs/campagna-2.html">Pakistan</a></strong>. Tre Paesi, un&#8217;unica sofferenza. Aiutaci ad aiutare. Fai la differenza.</p>
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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/uccisi-perseguitati-e-stuprate-fermiamo-la-barbarie-sui-cristiani.html">Uccisi, perseguitati e stuprate: fermiamo la barbarie sui cristiani</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Trecento milioni di cristiani perseguitati nel mondo</title>
		<link>https://it.insideover.com/religioni/trecento-milioni-cristiani-perseguitati-nel-mondo.html</link>
		
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		<pubDate>Fri, 23 Nov 2018 15:45:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Religioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_7875521.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_7875521.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_7875521-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_7875521-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_7875521-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>“Hanno chiesto a mio padre il suo nome e poi di recitare la professione di fede islamica. Ha rifiutato, ha detto che era cristiano. Hanno sparato a lui e a tutti gli altri nel camioncino”. È il racconto di un bimbo sopravvissuto all’attacco contro un bus di cristiani copti a Minya, in Egitto, il 26 &#8230; <a href="https://it.insideover.com/religioni/trecento-milioni-cristiani-perseguitati-nel-mondo.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_7875521.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_7875521.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_7875521-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_7875521-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_7875521-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>“Hanno chiesto a mio padre il suo nome e poi di recitare la professione di fede islamica. Ha rifiutato, ha detto che era cristiano. Hanno sparato a lui e a tutti gli altri nel camioncino”. È il racconto di un bimbo sopravvissuto all’attacco contro un bus di cristiani copti a Minya, in Egitto, il 26 maggio 2017. Le vittime di quell&#8217;attentato furono 35. Un fiume di sangue che non ha mai smesso di scorrere. </p>
<p>Trecento milioni di cristiani perseguitati nel mondo</p>
<p>In tutto il mondo le violenze contro i cristiani, e contro le minoranze religiose in generale, sono aumentate. A dirlo è il <strong>Rapporto 2018 sulla Libertà Religiosa nel mondo</strong> della fondazione pontificia <strong>Aiuto alla Chiesa che Soffre</strong>, giunto alla sua quattordicesima edizione, che assieme al rapporto annuale del dipartimento di Stato americano, è tra i documenti più importanti in materia a livello mondiale. Secondo la ricerca i <strong>cristiani</strong> restano il gruppo religioso più perseguitato al mondo, con <strong>300 milioni di fedeli</strong> costretti a sopportare violenze e vessazioni. Quasi 100 milioni in più rispetto al biennio precedente. “Un aumento &#8211; spiega il direttore di Acs Italia, <strong>Alessandro Monteduro</strong> &#8211; legato in primo luogo all’ingresso in classifica di alcuni Paesi densamente popolati, come ad esempio l’India, in cui gli attacchi contro i cristiani si sono moltiplicati negli ultimi anni”. Secondo i dati emersi dall’analisi, oggi nel mondo un cristiano ogni sette vive in un Paese dove la libertà religiosa è fortemente limitata. Sono 38 gli Stati in cui le violazioni sono considerate gravi o estreme, ed in 17 di questi la situazione è addirittura peggiorata tra il 2016 e il 2018.</p>
<p>Fondamentalismo e nazionalismo dietro le violenze</p>
<p>I diritti delle minoranze religiose continuano ad essere gravemente violati in Cina, Birmania, Corea del Nord, India, Pakistan, Libia, Niger, Nigeria, Somalia, Arabia Saudita e Yemen. Ma ci sono anche dei flebili “segnali di speranza”, come quelli che arrivano da Siria e Iraq dopo la sconfitta dell’Isis e da Kenya e Tanzania, che grazie al progressivo arretramento del gruppo islamista al Shabaab non vengono più identificati come Paesi “di persecuzione”. A scatenare le violenze quasi sempre c’è il <strong>fondamentalismo</strong> <strong>religioso</strong>. Quello di matrice islamica è presente in ventidue Paesi del mondo, in cui vivono 1 miliardo e 337 milioni di persone. Ma a costituire una minaccia per le minoranze c’è anche il nazionalismo. In <strong>India</strong> ad esempio, nel 2017 sono stati 736 gli attacchi contro i cristiani, il doppio rispetto all’anno precedente. Restrizioni nei confronti dei gruppi religiosi sono state introdotte anche in <strong>Cina</strong>, dove continuano gli attacchi ai luoghi di culto e la rimozione delle <strong>croci</strong> dalle chiese. Nell’aprile del 2018 il governo di Pechino ha proibito la vendita online della Bibbia e in alcune zone del Paese viene offerto denaro per sostituire le immagini della Natività con quelle del presidente Xi Jinping. Resta gravissima anche la situazione in <strong>Corea del Nord</strong>, dove migliaia di cristiani continuano ad essere detenuti nei campi di prigionia del regime.</p>
<p>Continuano le violenze nel Pakistan di Asia Bibi</p>
<p>Il fondamentalismo islamico miete ancora le sue vittime in <strong>Nigeria</strong>, con gli attacchi di Boko Haram e dei pastori fulani, e in <strong>Niger</strong>, dove è stato rapito padre Pierluigi Maccalli. “In Egitto i cristiani continuano ad essere presi di mira e la libertà religiosa non è garantita a causa della mentalità fondamentalista portata avanti da gruppi salafiti, come i Fratelli Musulmani”, ha spiegato monsignor Botros Fahim Hanna, vescovo copto cattolico della diocesi di Minya, intervenendo alla presentazione del Rapporto all’ambasciata italiana presso la Santa Sede. Diminuisce sempre più anche la comunità cristiana a <strong>Gaza</strong>, in Palestina. I gruppi radicali islamici guadagnano terreno in Indonesia, Bangladesh e in <strong>Pakistan</strong> dove si moltiplicano i casi di rapimenti e conversioni forzate ai danni dei cristiani. “Sono almeno quindici i casi di donne costrette a convertirsi nell’ultimo anno ma potrebbero essere molti di più perché non tutti, di fronte alle minacce che ricevono, hanno la forza di denunciare”, spiega agli <em>Occhi della Guerra</em>, Tabassum Yousaf, avvocatessa di Karachi che si occupa di difendere le vittime di violenza e discriminazione. “Dopo la sentenza di liberazione di Asia Bibi sono rimasta per quattro giorni chiusa in casa per paura di aggressioni collegate alle proteste degli islamisti del TLP – ci confessa – e così molti altri cristiani”. Nel 2016 diciassette pakistani sono stati incriminati per blasfemia. “Non credo che questa legge verrà abolita a breve – commenta Yousaf – ma è importante che, come per il caso di Asia, continui ad esserci visibilità internazionale sulla condizione delle minoranze per far sì che ci siano sviluppi in positivo”.</p>
<p>Cresce l’antisemitismo in Europa</p>
<p>Secondo il Rapporto, infine, la crescita del fondamentalismo islamico anche in Europa e in Occidente ha determinato un aumento dell’antisemitismo, soprattutto in Francia, con un picco di attacchi e violenze contro centri culturali e religiosi ebraici. “La libertà religiosa è la roccia ferma su cui i diritti umani si fondano saldamente”, ha ricordato <strong>il cardinale Mauro Piacenza</strong>, presidente di Aiuto alla Chiesa che Soffre, intervenendo sull&#8217;importanza della difesa dei diritti delle minoranze religiose nel mondo. “Chi difende questa libertà – ha detto &#8211; difende l’uomo, promuove la pace e la comprensione tra i popoli nel contesto internazionale nel quale viviamo”.</p>
<p></p>
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