<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Aiuti umanitari Archives - InsideOver</title>
	<atom:link href="https://it.insideover.com/tag/aiuti-umanitari/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://it.insideover.com/tag/aiuti-umanitari</link>
	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Mon, 26 May 2025 08:52:01 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/cropped-logo-favicon-150x150.png</url>
	<title>Aiuti umanitari Archives - InsideOver</title>
	<link>https://it.insideover.com/tag/aiuti-umanitari</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Un&#8217;unica ONG per gestire tutti gli aiuti a Gaza: ecco il piano di Israele</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/ununica-ong-per-gestire-tutti-gli-aiuti-a-gaza-ecco-il-piano-di-israele.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simona Losito]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 May 2025 08:51:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Aiuti umanitari]]></category>
		<category><![CDATA[genocidio]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra a Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Nazioni Unite (Onu)]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=471357</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250525191055345_baebde35f63d774fc1c42ba07abe9aa1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250525191055345_baebde35f63d774fc1c42ba07abe9aa1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250525191055345_baebde35f63d774fc1c42ba07abe9aa1-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250525191055345_baebde35f63d774fc1c42ba07abe9aa1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250525191055345_baebde35f63d774fc1c42ba07abe9aa1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250525191055345_baebde35f63d774fc1c42ba07abe9aa1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250525191055345_baebde35f63d774fc1c42ba07abe9aa1-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il governo israeliano intende affidare gli aiuti a una sola organizzazione non governativa, la Gaza Humanitarian Foundation (Ghf).</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/ununica-ong-per-gestire-tutti-gli-aiuti-a-gaza-ecco-il-piano-di-israele.html">Un&#8217;unica ONG per gestire tutti gli aiuti a Gaza: ecco il piano di Israele</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250525191055345_baebde35f63d774fc1c42ba07abe9aa1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250525191055345_baebde35f63d774fc1c42ba07abe9aa1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250525191055345_baebde35f63d774fc1c42ba07abe9aa1-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250525191055345_baebde35f63d774fc1c42ba07abe9aa1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250525191055345_baebde35f63d774fc1c42ba07abe9aa1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250525191055345_baebde35f63d774fc1c42ba07abe9aa1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250525191055345_baebde35f63d774fc1c42ba07abe9aa1-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nella Striscia di Gaza, una nuova fase della gestione degli aiuti umanitari sembra profilarsi all’orizzonte. Secondo fonti diplomatiche e umanitarie, il Governo israeliano intende affidare a una sola organizzazione non governativa, la <strong>Gaza Humanitarian Foundation</strong> (Ghf), il compito esclusivo di distribuire gli aiuti alimentari e sanitari alla popolazione palestinese.</p>



<p>La mossa, che escluderebbe centinaia di enti fino a oggi attivi nella zona, ha sollevato numerose critiche e preoccupazioni sia sul piano operativo che politico. Per la precisione 200 Ong e 15 agenzie delle Nazioni Unite attualmente attive non potrebbero più operare nella Striscia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Chi c&#8217;è dietro l&#8217;Ong sconosciuta</h2>



<p>La Gaza Humanitarian Foundation è una Ong registrata in <strong>Svizzera </strong>l’11 febbraio 2025 da&nbsp;<strong>David Papazian,</strong> ex amministratore delegato del Fondo di interesse nazionale armeno (Anif). In realtà diverse <a href="https://www.shomrim.news/eng/humanitarian-program-in-gaza">indagini </a>hanno sottolineato che esistono due organizzazioni sotto lo stesso nome, una delle quali registrata negli Stati Uniti, cosa che ha destato sospetti. Al momento non esiste una lista pubblica dei suoi finanziatori, ma diplomaticamente la fondazione gode del sostegno degli<strong> Stati Uniti</strong>. Secondo una <a href="https://s3.documentcloud.org/documents/25933457/gaza-humanitarian-foundation-overview-1.pdf">presentazione informale</a>, Ghf dovrebbe garantire l’assistenza inizialmente a 1,2 milioni di palestinesi, con l’obiettivo di raggiungerne 2 milioni.</p>



<p>Alla guida dell&#8217;organizzazione era stato designato <strong>Jake Wood</strong>, ex marine statunitense e fondatore di <strong>Team Rubicon</strong>, una Ong specializzata nei soccorsi durante e dopo disastri e crisi. Nella stessa presentazione figurano tra i collaboratori anche nomi di rilievo come <strong>Nate Mook</strong>, ex direttore di World Central Kitchen (l’organizzazione colpita da un attacco israeliano nell’aprile 2024 in cui persero la vita alcuni operatori) e l’ex primo ministro britannico <strong>Tony Blair</strong>. Ma Wood nella giornata di domenica ha fatto un passo indietro: &#8220;Sono orgoglioso del lavoro che ho supervisionato, compreso lo sviluppo di un piano pragmatico che potrebbe sfamare le persone affamate, affrontare le preoccupazioni di sicurezza relative alla deviazione e integrare il lavoro delle ONG di lunga data a Gaza&#8221;, ha dichiarato, aggiungendo che &#8220;è chiaro che non è possibile attuare questo piano rispettando rigorosamente i principi umanitari di umanità, neutralità, imparzialità e indipendenza, che non abbandonerò&#8221;.</p>



<p>Il piano d&#8217;azione è molto chiaro. Se solo la Ghf verrà autorizzata a operare a Gaza, verrebbero drasticamente ridotti i punti di distribuzione, da circa 400 a 4, ma soprattutto verrebbero localizzati solo ed esclusivamente nel Sud della Striscia.</p>



<p>I nuovi <strong>Secure Distribution Sites</strong> (Sds), così vengono chiamati, previsti da Ghf obbligherebbero quindi decine di migliaia di palestinesi a <strong>spostarsi forzatamente verso Sud</strong>, non potendo coprire quotidianamente lunghe distanze per accedere agli aiuti. E questo spostamento forzato suona proprio come quei piani definiti ormai molto tempo fa dal regime israeliano.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una strategia coerente con gli obiettivi militari</h2>



<p>Questa nuova centralizzazione sembra infatti rispecchiare la linea già delineata dalle autorità israeliane, che da mesi ipotizzano la concentrazione degli aiuti in pochi grandi centri, con accessi controllati attraverso <strong>sistemi biometrici</strong> per identificare i palestinesi ai cancelli di ingresso. Una proposta già <strong><a href="https://idtechwire.com/unicef-rejects-israels-facial-recognition-plan-for-gaza-aid-distribution/">respinta dalle Nazioni Unite</a></strong>. </p>



<p>L&#8217;istituzione degli Sds coordinati con l’esercito israeliano ricorda da vicino la proposta avanzata a inizio maggio e si inserisce nel più ampio disegno militare di “svuotamento” del Nord della Striscia, nonché parte della campagna portata avanti dal Governo Netanyahu.</p>



<p>A partire dal 2 marzo, <a href="https://it.insideover.com/guerra/un-mese-senza-aiuti-umanitari-a-gaza.html">Israele ha imposto un<strong> blocco totale</strong> </a>all’ingresso di cibo, carburante e medicinali, portando la <strong>crisi umanitaria</strong> a livelli estremi. Solo il 19 maggio il premier Benjamin Netanyahu ha annunciato la ripresa (parziale) degli accessi per “ragioni pratiche e diplomatiche”, affermando che “non possiamo arrivare al punto delle morti per fame”. Una decisione presa senza coinvolgere il Consiglio dei Ministri, pur rientrando nelle prerogative legali del premier.</p>



<p>Nei giorni successivi, Israele ha annunciato l’ingresso di 98 camion di aiuti umanitari attraverso il valico di Kerem Shalom. Tuttavia, secondo quanto riferito dalle Nazioni Unite, i convogli sono stati trattenuti dalle forze israeliane e <strong>non sono ancora stati distribuiti</strong> ai civili gazawi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La crescente pressione internazionale</h2>



<p>Di fronte alla gravità della situazione, l’<strong>Unione Europea</strong> ha deciso di rivedere il trattato di associazione commerciale con Israele, in vigore dal 2000. La proposta di revisione, avanzata dai Paesi Bassi, è stata approvata con 17 voti favorevoli su 27, tra cui quelli di Francia, Spagna, Belgio, Svezia e Irlanda. Si sono opposti invece Italia, Germania, Ungheria e Croazia.</p>



<p>Non è passata invece la proposta svedese di imporre <strong>sanzioni personali ai ministri </strong>del governo Netanyahu considerati parte dell’ala più estremista, bloccata dal veto ungherese. Ora la decisione finale spetta alla<strong> Commissione Europea</strong>, che dovrà valutare la portata delle presunte violazioni da parte di Israele e stabilire se interrompere o meno alcune forme di cooperazione bilaterale.</p>



<p>Parallelamente, Regno Unito, Canada e Francia stanno considerando l’imposizione di sanzioni per violazioni dei diritti umani.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ruolo controverso delle Ong “private” e i legami con i contractor americani</h2>



<p>La Gaza Humanitarian Foundation è al centro di una rete complessa che coinvolge società di sicurezza private statunitensi. In particolare, come<a href="https://s3.documentcloud.org/documents/25933457/gaza-humanitarian-foundation-overview-1.pdf"> dichiarato nel progetto </a>di 14 pagine,&nbsp; le operazioni logistiche e di sicurezza della Ghf saranno affidate a due contractor americani, nonché responsabili del progetto: <strong>Safe Reach Solutions</strong> e <strong>UG Solutions</strong>.</p>



<p>Safe Reach Solutions ha precedentemente operato nel corridoio di Netzarim, un&#8217;area controllata da Israele che separa il nord dal sud di Gaza, fornendo supporto logistico e pianificazione operativa. UG Solutions, fondata nel 2023 in North Carolina, è incaricata della gestione dei checkpoint interni e dell&#8217;ispezione dei veicoli, con personale armato impiegato per garantire la sicurezza delle operazioni.</p>



<p>Nella<a href="https://it.insideover.com/guerra/a-gaza-arrivano-i-mercenari-americani.html"> newsletter <strong>InsideOsint</strong></a>, disponibile per gli abbonati e resa accessibile ai lettori, è stata condotta un’indagine approfondita proprio sulla UG Solutions. È emerso che la UG Solutions è direttamente collegata a una Ong statunitense, la <strong>Sentinel Foundation</strong>, che si presenta come un&#8217;organizzazione dedita alla protezione dei bambini e alla risposta alle crisi umanitarie.</p>



<p>Secondo quanto ricostruito da InsideOsint, le due entità condividono amministratori e figure dirigenziali, alimentando i dubbi su una sovrapposizione tra operazioni umanitarie e attività paramilitari. La presenza della Sentinel Foundation nel cuore operativo della Striscia è stata documentata presso il checkpoint di Netzarim, dove personale riconducibile alla Ong è stato osservato durante la distribuzione di beni di prima necessità, come acqua e frutta.</p>



<p>Questa commistione tra soggetti apparentemente umanitari e contractor privati solleva interrogativi sulla <strong>trasparenza </strong>e <strong>l’imparzialità </strong>dell’assistenza prevista nel nuovo assetto a Gaza. In un contesto dove la gestione degli aiuti è sempre più controllata da Israele e mediata da attori esterni, l’uso di strutture ibride rischia di trasformare l’intervento umanitario in un’estensione indiretta della strategia militare e politica.</p>



<p>L&#8217;accentramento della gestione umanitaria nelle mani di una sola Ong, di recente fondazione, <strong>ideata da israeliani e sostenuta dagli Stati Uniti</strong>, rappresenta un possibile pericolo nel sistema degli aiuti a Gaza. In un contesto segnato da mesi di assedio, distruzioni massicce, morti indiscriminate e spostamenti forzati, le Ong indipendenti e le agenzie Onu denunciano il rischio che l&#8217;assistenza umanitaria venga strumentalizzata per fini politici e militari.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/ununica-ong-per-gestire-tutti-gli-aiuti-a-gaza-ecco-il-piano-di-israele.html">Un&#8217;unica ONG per gestire tutti gli aiuti a Gaza: ecco il piano di Israele</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Gli Stati Uniti abbandonano l&#8217;Africa</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/gli-stati-uniti-abbandonano-lafrica.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simona Losito]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Feb 2025 12:09:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Aiuti umanitari]]></category>
		<category><![CDATA[Trump administration]]></category>
		<category><![CDATA[Usaid]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=455859</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1413" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250210175502324_8284257a259a64f046e5e7cd855a6004.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250210175502324_8284257a259a64f046e5e7cd855a6004.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250210175502324_8284257a259a64f046e5e7cd855a6004-600x442.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250210175502324_8284257a259a64f046e5e7cd855a6004-300x221.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250210175502324_8284257a259a64f046e5e7cd855a6004-1024x754.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250210175502324_8284257a259a64f046e5e7cd855a6004-768x565.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250210175502324_8284257a259a64f046e5e7cd855a6004-1536x1130.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La nuova amministrazione statunitense ha deciso di sospendere gran parte degli aiuti esteri, forniti per lo più dall&#8217;Agenzia per lo Sviluppo Internazionale (USAID). Questa decisione avrà un&#8217;impatto devastante soprattutto per molti Paesi africani. La recente decisione di Donald Trump è stata applicata senza un piano di transizione, causando una brusca interruzione di aiuti essenziali. Molti &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/gli-stati-uniti-abbandonano-lafrica.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/gli-stati-uniti-abbandonano-lafrica.html">Gli Stati Uniti abbandonano l&#8217;Africa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1413" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250210175502324_8284257a259a64f046e5e7cd855a6004.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250210175502324_8284257a259a64f046e5e7cd855a6004.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250210175502324_8284257a259a64f046e5e7cd855a6004-600x442.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250210175502324_8284257a259a64f046e5e7cd855a6004-300x221.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250210175502324_8284257a259a64f046e5e7cd855a6004-1024x754.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250210175502324_8284257a259a64f046e5e7cd855a6004-768x565.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250210175502324_8284257a259a64f046e5e7cd855a6004-1536x1130.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La nuova amministrazione statunitense ha deciso di <strong>sospendere gran parte degli aiuti esteri</strong>, forniti per lo più dall&#8217;<strong>Agenzia per lo Sviluppo Internazionale</strong> (USAID). Questa decisione avrà un&#8217;impatto devastante soprattutto per molti <strong>Paesi africani</strong>. </p>



<p>La recente decisione di Donald Trump è stata applicata <strong>senza un piano di transizione</strong>, causando una brusca interruzione di aiuti essenziali. Molti operatori umanitari hanno ricevuto ordini di “stop-work” senza preavviso, lasciando migliaia di programmi improvvisamente paralizzati. E così, a partire dal 7 febbraio, circa diecimila dipendenti dell&#8217;agenzia sono stati posti in congedo amministrativo e per almeno<strong> tre mesi</strong> gli aiuti esteri verranno interrotti, fatta eccezione per quelli considerati essenziali.</p>



<p>Nel 2023, dodici dei venti principali beneficiari degli aiuti USA per sicurezza, sviluppo e crisi umanitarie erano nazioni africane, tra cui il <strong>Sudan </strong>e la <strong>Repubblica Democratica del Congo</strong>, entrambi Paesi devastati da violenti conflitti. L’interruzione degli aiuti statunitensi avrà conseguenze gravi anche in altri Paesi africani, dove l&#8217;USAID ha storicamente fornito risorse essenziali, come Somalia, Etiopia, Kenya, Nigeria e Sudafrica, tutti Paesi che dipendono in larga misura dai fondi statunitensi per la gestione delle crisi umanitarie. Oltre a fornire assistenza umanitaria e programmi per lo sviluppo, l&#8217;USAID svolgeva anche un ruolo strategico nel mantenimento della stabilità in alcune delle regioni più povere e instabili del mondo, contrastando l&#8217;espansione dell&#8217;influenza russa e <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-la-cina-punta-sulla-nigeria-e-sullafrica.html">cinese </a>nel continente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La crisi umanitaria aggravata in Sudan</h2>



<p>Secondo le Nazioni Unite, la metà della popolazione, quindi oltre <strong>20 milioni di sudanesi</strong>, necessita di aiuti umanitari per sopravvivere e ottemperare alla grave crisi alimentare causata dal confitto in corso. Il <strong>Sudan</strong> è attualmente teatro di una <a href="https://it.insideover.com/guerra/indagini-sudan-rivelano-massacri-etnici-darfur.html">guerra civile</a> scoppiata nell&#8217;aprile 2023 che vede combattere Forze Armate del Sudan (SAF) contro le Forze di Supporto Rapido (RSF). Con questa drastica riduzione dei finanziamenti, milioni di persone rischiano di essere private di assistenza umanitaria vitale.</p>



<p>I programmi di distribuzione di generi alimentari gestiti dall&#8217;USAID sono già stati interrotti e molte mense comunitarie, che fornivano cibo alle fasce più vulnerabili della popolazione, hanno chiuso i battenti. Queste strutture erano essenziali per sopperire alle difficoltà operative delle grandi organizzazioni umanitarie, spesso ostacolate dal conflitto in corso. </p>



<p>La popolazione sudanese è anche alle prese con gravi malattie infettive come colera, malaria e morbillo, e il blocco degli aiuti comporta il rischio che 600.000 persone saranno al contagio e alla diffusione di queste malattie.</p>



<p>Sono state sospese anche le vaccinazioni, l&#8217;assistenza prenatale per le madri, le ostetriche per il parto e il trattamento della malaria nei paesi dell&#8217;Africa orientale. Non sono più disponibili persino le ambulanze, che vengono noleggiate e che sono state ritirate dai proprietari, secondo le <a href="https://www.washingtonpost.com/world/2025/02/04/africa-trump-musk-usaid-funding-cuts/">testimonianze</a> dirette fornite dal Washington Post. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Le conseguenze negli altri Paesi africani</h2>



<p>Negli ultimi cinque anni, circa un terzo del budget dell&#8217;USAID è stato destinato all&#8217;<strong>Africa subsahariana</strong>, motivo per cui questa regione sarà la più colpita dalla nuova linea politica americana. L&#8217;assenza di fondi influenzerà su progetti cruciali, tra cui la sicurezza alimentare, l&#8217;accesso all&#8217;acqua potabile ei programmi sanitari per la lotta alle malattie infettive.</p>



<p>Le conseguenze dei tagli colpiscono un gran numero di Paesi africani, dalla maggior parte dei quali milioni di persone sono costrette a fuggire per trovare rifugio nei Paesi limitrofi a causa di conflitti e violenze. Per questo motivo, la decisione degli USA ha avuto un impatto anche sui già sovraffollati<strong> campi profughi</strong>, una realtà che riguarda diverse nazioni africane a causa dell&#8217;elevato numero di sfollati interni ed esterni. La popolazione del Mali, ad esempio, scappa dalle minacce degli estremisti islamici, i sudanesi fuggono dalla guerra civile e dalla repressione del regime, i centrafricani sono costretti a fuggire dalla violenza dei gruppi armati e dalle atrocità del conflitto interno, mentre le popolazioni della Repubblica Democratica del Congo subiscono gli effetti di una lunga e violenta lotta tra fazioni rivali e milizie locali.</p>



<p>Proprio nella <strong>Repubblica Democratica del Congo</strong>, la <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-flop-dei-mercenari-stranieri-nella-guerra-in-congo.html">violenza </a>tra gruppi armati e la crisi politica in corso hanno già messo in ginocchio il sistema sanitario. Si stima che almeno<a href="https://apnews.com/article/trump-africa-aid-freeze-pepfar-usaid-hiv-d1c34ac35af30e8f680f580f7d1b3029"> 1,2 milioni di persone</a> potrebbero perdere il sostegno salvavita a causa del congelamento degli aiuti. L’USAID finanziava ospedali e cliniche mobili in aree colpite dal conflitto, ma senza questi aiuti molte strutture sono ormai al collasso. L’instabilità politica e il mancato sostegno internazionale rendono ancora più difficile il lavoro delle organizzazioni umanitarie, che faticano a garantire cure e assistenza alla popolazione.</p>



<p>In <strong>Somalia</strong>, dove la siccità ha già portato quasi 8 milioni di persone <a href="https://www.unicef.it/media/somalia-oltre-71-000-persone-potrebbero-essere-morte-tra-il-gennaio-2022-e-il-giugno-2024-a-causa-della-siccita/">sull’orlo della <strong>carestia</strong></a>, i tagli ai finanziamenti per la sicurezza alimentare rischiano di trasformare la crisi in una catastrofe umanitaria. Anche in <strong>Etiopia </strong>la situazione è critica, dove si raccolgono i pezzi dopo il conflitto nella regione del Tigray. Quest&#8217;ultimo ha causato una grave crisi di sfollati interni e la mancanza di aiuti internazionali potrebbe peggiorare una situazione sanitaria già al limite. L’interruzione improvvisa dei finanziamenti per la distribuzione di medicinali e vaccini rischia di provocare un aumento delle <strong>malattie infettive,</strong> tra cui il colera e la malaria.</p>



<p>La <strong>Nigeria</strong>, uno dei principali destinatari degli aiuti statunitensi, ha ricevuto oltre un miliardo di dollari in finanziamenti per lo sviluppo e la sicurezza solo nel 2023. Gran parte di questi fondi era destinata a programmi di<a href="https://it.insideover.com/terrorismo/cosi-l-isis-ha-iniziato-a-dilagare-a-sud-del-sahel.html"> <strong>contrasto al terrorismo</strong></a>, oltre che a progetti sanitari per il trattamento della malaria e dell’HIV.</p>



<p>In <strong>Sudafrica</strong> e in <strong>Kenya</strong>, il taglio dei fondi ha colpito soprattutto i programmi per la lotta all’HIV. Il <strong>PEPFAR</strong>, il programma finanziato dagli Stati Uniti che fornisce farmaci antiretrovirali a milioni di persone in tutta l’Africa, è stato parzialmente risparmiato dai tagli, ma molte cliniche hanno comunque dovuto ridurre i servizi per mancanza di personale e risorse. In Sudafrica sono 8 milioni le persone affette da HIV e il PEPFAR contribuisce a fornire ogni giorno trattamenti antiretrovirali salvavita a 5,5 milioni di persone. Per chi si sottopone al trattamento, anche una breve interruzione può essere rischiosa.</p>



<p>Le organizzazioni umanitarie hanno sottolineato che, senza una soluzione rapida, il numero di <strong>vittime </strong>delle crisi potrebbe aumentare esponenzialmente. La mancanza di un piano strutturato per gestire la transizione degli aiuti ha già reso evidente l’impatto della decisione statunitense, mentre milioni di persone soffrono nell’incertezza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/gli-stati-uniti-abbandonano-lafrica.html">Gli Stati Uniti abbandonano l&#8217;Africa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La solidarietà al Marocco può cambiare il Nord Africa?</title>
		<link>https://it.insideover.com/video/la-solidarieta-al-marocco-puo-cambiare-il-nord-africa</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Chiara Marcassa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Sep 2023 13:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Aiuti umanitari]]></category>
		<category><![CDATA[InsideNews]]></category>
		<category><![CDATA[terremoto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?post_type=video&#038;p=409625</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-2-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-2-2.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-2-2-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-2-2-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-2-2-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-2-2-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-2-2-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Per evitare interventi controproducenti, per ora il Marocco colpito dal sisma ha accettato solo gli aiuti di quattro Paesi. Potrà l'ondata di solidarietà cambiare le relazioni internazionali di Rabat con l'Algeria e l'Europa? </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/video/la-solidarieta-al-marocco-puo-cambiare-il-nord-africa">La solidarietà al Marocco può cambiare il Nord Africa?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-2-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-2-2.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-2-2-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-2-2-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-2-2-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-2-2-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-2-2-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<figure class="wp-block-video"><video height="1080" style="aspect-ratio: 1920 / 1080;" width="1920" controls poster="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-2-2.jpg" src="https://cdn.evolutionadv.it/insideover/website/2023/09/Terremoto_Marocco_cambia_NA.mp4"></video></figure>



<p>Dopo il tremendo sisma che ha colpito il Paese, il governo di Rabat ha scelto di accettare l&#8217;aiuto offerto negli interventi di salvataggio solo da Spagna, Qatar, Regno Unito ed Emirati Arabi Uniti. Significativamente, anche l&#8217;ostile <strong>Algeria</strong> si è unita all&#8217;offerta di aiuto in risposta al terremoto. Potrà un disastro naturale ricucire i <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/marocco-e-algeria-la-lotta-fratricida-che-puo-incendiare-il-maghreb.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">rapporti diplomatici cristallizzati</a> da anni tra i due vicini e r<a href="https://it.insideover.com/politica/marocco-ue-liberta-di-stampa-braccio-di-ferro.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">iavvicinare Rabat all&#8217;Eurosfera</a>? </p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Scopri di più: </strong><a href="https://it.insideover.com/politica/come-il-terremoto-in-marocco-puo-cambiare-il-nord-africa.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Come il terremoto in Marocco può cambiare il Nord Africa</a></li>
</ul>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/video/la-solidarieta-al-marocco-puo-cambiare-il-nord-africa">La solidarietà al Marocco può cambiare il Nord Africa?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Perché gli aiuti umanitari non arrivano in Siria</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/perche-gli-aiuti-umanitari-non-arrivano-in-siria.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Allegra Filippi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Feb 2023 14:10:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Aiuti umanitari]]></category>
		<category><![CDATA[Caschi bianchi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=383655</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230210150834924_2d0e7c9122bb6ec166c113296f6adf1a-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230210150834924_2d0e7c9122bb6ec166c113296f6adf1a-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230210150834924_2d0e7c9122bb6ec166c113296f6adf1a-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230210150834924_2d0e7c9122bb6ec166c113296f6adf1a-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230210150834924_2d0e7c9122bb6ec166c113296f6adf1a-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230210150834924_2d0e7c9122bb6ec166c113296f6adf1a-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230210150834924_2d0e7c9122bb6ec166c113296f6adf1a-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il terremoto tra Siria e Turchia ha fatto al momento più di 20mila morti. Tutto il mondo si è mobilitato in soccorso di Ankara e Damasco promettendo aiuti umanitari e squadre di soccorso. In Siria però gli aiuti fanno molta più fatica ad arrivare. Il terremoto ha portato alla ribalta un problema con cui il &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-gli-aiuti-umanitari-non-arrivano-in-siria.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-gli-aiuti-umanitari-non-arrivano-in-siria.html">Perché gli aiuti umanitari non arrivano in Siria</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230210150834924_2d0e7c9122bb6ec166c113296f6adf1a-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230210150834924_2d0e7c9122bb6ec166c113296f6adf1a-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230210150834924_2d0e7c9122bb6ec166c113296f6adf1a-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230210150834924_2d0e7c9122bb6ec166c113296f6adf1a-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230210150834924_2d0e7c9122bb6ec166c113296f6adf1a-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230210150834924_2d0e7c9122bb6ec166c113296f6adf1a-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230210150834924_2d0e7c9122bb6ec166c113296f6adf1a-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il<strong> </strong><a href="https://www.ilgiornale.it/news/cronaca-internazionale/forte-terremoto-turchia-e-siria-centinaia-morti-e-feriti-2113174.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>terremoto </strong>tra <strong>Siria </strong>e <strong>Turchia</strong></a> ha fatto al momento più di 20mila morti. Tutto il mondo si è mobilitato in soccorso di Ankara e Damasco promettendo <strong>aiuti umanitari</strong> e <strong>squadre di soccorso</strong>. In Siria però gli aiuti fanno molta più fatica ad arrivare. Il terremoto ha portato alla ribalta un problema con cui il Paese levantino combatte da anni: l<strong>’impossibilità degli accessi agli aiuti stranieri</strong>. </p>



<p>Le ragioni della quasi impossibilità dell’arrivo degli aiuti umanitari dipende da <strong>tre fattori </strong>ben precisi: <strong>confini bloccati</strong>, <strong>sanzioni internazionali</strong>, <strong>organizzazioni non governative</strong> internazionali in affanno.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Confini bloccati</h2>



<p><a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/le-tappe-salienti-della-guerra-siria.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Dall’inizio della guerra civile nel 2011</a>, la Siria è stata divisa in tre parti: una controllata dal governo di <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-bashar-al-assad.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Bashar al Assad</a></strong>, un’altra dall’opposizione nel nord-ovest (zona di Idlib) e un’altra ancora dalle forze curde nel nord-est. La zona del nord-ovest conta quattro milioni di persone ed è un angolo di terra che dipende fortemente dagli aiuti. Durante tutto il corso della guerra, pochi sono stati i corridoi autorizzati e poi rispettati dal governo di Assad alle zone controllate dall&#8217;opposizione rendendo quindi gli aiuti umanitari pressoché impossibili. Ma è Putin a decidere le sorti dell&#8217;arrivo degli aiuti attraverso i varchi, ad esempio nel 2020 è stato proprio lui a imporre una chiusura di tutti i valichi di frontiera agli aiuti dell&#8217;Onu, fatta eccezione per quello di<strong> Bad al-Hawa</strong>, attraverso il voto semestrale del consiglio di Sicurezza dell&#8217;Onu. Ogni sei mesi infatti vi è il timore che la Russia ponga il veto sull&#8217;ultimo valico aperto, ormai considerato l&#8217;unica via percorribile per fornire gli aiuti. </p>



<p>Adesso gli aiuti internazionali previsti arriverebbero ad <strong>Adana</strong>, Turchia, per poi arrivare nella regione di Gazientep colpita dal terremoto e poi da lì raggiungerebbero le zone colpite della Siria. Le strade del valico di Bad al-Hawa sono gravemente danneggiate e l&#8217;unica strada percorribile da <strong>Gazientep</strong> al valico è attualmente inaccessibile. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Sanzioni internazionali </h2>



<p>Il terremoto ha colpito violentemente anche le zone controllate dal governo, in particolare <strong>Aleppo</strong>, già parzialmente distrutta dalla guerra civile e dall&#8217;assedio del 2016. Queste zone, come tutto il resto del territorio sotto il controllo del presidente Assad, sono alle prese con le <strong>sanzioni statunitensi</strong> ed <strong>europee</strong>. I governi stranieri e molte organizzazioni internazionali preferiscono non far passare gli aiuti attraverso il governo poiché si pensa che questi verrebbero sottratti dai funzionari siriani. Martedì 7 gennaio Khaled Hboubati, direttore della Mezzaluna Rossa siriana, ha chiesto la <strong>rimozione delle sanzioni</strong> per far fronte ai devastanti effetti del terremoto. Il Paese non avrebbe solo bisogno di beni di prima necessità, ma anche di macchinari pesanti, ambulanze e autopompe per continuare le operazioni di salvataggio e per rimuovere le macerie. Infatti al momento il popolo siriano sta scavando con pochissimi mezzi a disposizione e i <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/caschi-bianchi-cosa-fanno-siria.html">caschi bianchi</a> chiedono un immediato aiuto internazionale. Gli <strong>Usa</strong>, fino a questa mattina, non avevano risposto all&#8217;appello del presidente Assad di revocare le sanzioni. Nelle ultime ore però una  circolare diffusa dal Dipartimento del Tesoro di Washington stabilisce un allentamento di 180 giorni delle sanzioni per permettere i soccorsi. L&#8217;Ue starebbe pianificando un pacchetto di aiuto pari a tre milioni di euro.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Organizzazioni non governative internazionali in affanno</h2>



<p>Per anni le organizzazioni umanitarie hanno fornito assistenza alla città di Idlib e alle zone circostanti. Tuttavia, come annunciato dal <strong>World Food Program</strong> nel 2022, i pacchetti di aiuti destinati alle famiglie sono diminuiti drasticamente a causa del limite dei fondi e del moltiplicarsi delle crisi internazionali. Infatti l&#8217;attenzione si è rivolta soprattutto verso l&#8217;<strong>Ucraina</strong> che ha generato una nuova crisi umanitaria bisognosa di urgente aiuto. I precedenti sforzi umanitari in Siria sono stati comunque non all&#8217;altezza e poco più che sufficienti rispetto alla crisi reale, lasciando poco o nulla come prevenzione per emergenze di questo tipo o per calamità naturali. </p>



<p>Si sta quindi <strong>aggravando</strong> una situazione particolarmente difficoltosa nella quale le organizzazioni umanitarie cercavano da tempo di tamponare crisi e problematiche di per sé difficili quali carestie e malattie. In questo contesto l&#8217;unica organizzazione non governativa che sta riuscendo a reperire quanti più aiuti possibili è quella dei<strong> Caschi Bianchi</strong>, infatti sono già riusciti a ricevere dalla Gran Bretagna 900mila dollari e a entrare in contatto con gli Usa che si sono detti pronti a soddisfare le loro esigenze. </p>



<p><strong>Caschi Bianchi</strong> è il nome dato alla Difesa civile siriana, ovvero un&#8217;<strong>organizzazione umanitaria </strong>di protezione civile nata durante la guerra civile dall&#8217;iniziativa di un ex militare britannico<strong> James Le Mesurier</strong>. L&#8217;organizzazione ha ricevuto durante gli anni della guerra finanziamenti da Gran Bretagna e Stati Uniti arrivando a cifre milionarie. I volontari di questa organizzazione si sono dichiarati sin da subito neutrali nel conflitto ma, malgrado questo, ha generato molta controversia il <strong>premio</strong> a loro dedicato da parte dell&#8217;organizzazione jihadista<strong> Al Nusra </strong>nel 2017. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-gli-aiuti-umanitari-non-arrivano-in-siria.html">Perché gli aiuti umanitari non arrivano in Siria</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Gli aiuti in Ucraina ora sono un problema</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/gli-aiuti-in-ucraina-ora-sono-un-problema-il-rischio-fallimento-dei-corridoi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Mar 2022 12:25:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Aiuti umanitari]]></category>
		<category><![CDATA[assedio Kiev]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Mariupol]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=348493</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/AX-r8QFk_HciecU7iHcz_ANSA-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/AX-r8QFk_HciecU7iHcz_ANSA-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/AX-r8QFk_HciecU7iHcz_ANSA-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/AX-r8QFk_HciecU7iHcz_ANSA-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/AX-r8QFk_HciecU7iHcz_ANSA-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/AX-r8QFk_HciecU7iHcz_ANSA-1536x1025.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/AX-r8QFk_HciecU7iHcz_ANSA-2048x1366.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Gli scontri nelle ultime ore, eccezion fatta per Mariupol, non sembrano avere una grande intensità in Ucraina. Tuttavia è attualmente molto difficile organizzare l&#8217;evacuazione dei civili. I nove corridoi umanitari annunciati nelle scorse ore potrebbero dare ossigeno alla macchina dei soccorsi, ma in molti casi si registrano violazioni delle tregue locali e reciproche accuse di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/gli-aiuti-in-ucraina-ora-sono-un-problema-il-rischio-fallimento-dei-corridoi.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/gli-aiuti-in-ucraina-ora-sono-un-problema-il-rischio-fallimento-dei-corridoi.html">Gli aiuti in Ucraina ora sono un problema</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/AX-r8QFk_HciecU7iHcz_ANSA-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/AX-r8QFk_HciecU7iHcz_ANSA-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/AX-r8QFk_HciecU7iHcz_ANSA-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/AX-r8QFk_HciecU7iHcz_ANSA-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/AX-r8QFk_HciecU7iHcz_ANSA-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/AX-r8QFk_HciecU7iHcz_ANSA-1536x1025.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/AX-r8QFk_HciecU7iHcz_ANSA-2048x1366.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Gli scontri nelle ultime ore, eccezion fatta per Mariupol, non sembrano avere una grande intensità in <strong>Ucraina</strong>. Tuttavia è attualmente molto difficile organizzare l&#8217;evacuazione dei <strong>civili</strong>. I nove<strong> corridoi umanitari</strong> annunciati nelle scorse ore potrebbero dare ossigeno alla macchina dei soccorsi, ma in molti casi si registrano violazioni delle tregue locali e reciproche accuse di sabotaggio. Gli unici gruppi di civili che stanno andando via sono coloro che sono riusciti a organizzarsi con mezzi propri per raggiungere le regioni occidentali dell&#8217;Ucraina e, da qui, arrivare nel territorio dell&#8217;Unione Europea. Il tema riguardante la salvaguardia della popolazione civile è quindi sempre più in primo piano, considerando come oramai la guerra sta per raggiungere il suo primo mese di vita.</p>
<h2>Cosa sta succedendo a Mariupol</h2>
<p>Che qualcosa non andava lo si era intuito già nella notte appena passata, quando il presidente ucraino <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-volodymyr-zelensky.html">Volodymyr Zelensky</a> ha parlato di sequestro del <strong>convoglio umanitario</strong> che aveva raggiunto Mariupol. Una carovana composta da almeno undici autobus partiti da Zaporizhzhia e da altre località dell&#8217;Ucraina per intercettare i civili nella città assediata e portarli in salvo. Dei mezzi però non si è saputo più nulla. E qui è partito il rimpallo delle responsabilità. Per il presidente ucraino si tratta di vero e proprio sequestro: &#8220;I russi fanno prigionieri anche i nostri dipendenti del servizio generale di emergenza &#8211; ha dichiarato Zelensky &#8211; con loro sono stati preso anche gli autisti dei bus&#8221;. Da Kiev il capo dello Stato ucraino ha promesso di fare tutto il possibile per liberare il convoglio e permettere il soccorso dei civili: &#8220;Nonostante le difficoltà &#8211; ha spiegato &#8211; negli ultimi giorni siamo riusciti a evacuare più di settemila civili&#8221;.</p>
<p>A spiegare meglio la situazione in mattinata è stata il vicepremier <strong>Iryna Vereshchuk</strong>. Sui social, l&#8217;esponente del governo ucraino ha dichiarato che tra le persone fermate dai russi nel convoglio umanitario c&#8217;erano anche quattro generali del servizio di emergenza: &#8220;Ci sono undici autobus &#8211; ha dichiarato il vicepremier &#8211; e due veicoli del servizio di emergenza statale che sono stati sequestrati a un posto di blocco russo all&#8217;ingresso della città di Mangush e portati via in una direzione sconosciuta&#8221;. I bus dovevano raggiungere la vicina Mariupol. Il posto di blocco in questione è stato istituto dalle truppe di Mosca, le quali negli ultimi giorni hanno preso il controllo di buona parte del territorio attorno Mariupol. Le forze russe hanno conquistato una fascia interna del territorio larga almeno 50 km verso l&#8217;entroterra.</p>
<p>I convogli umanitari quindi non sono riusciti a oltrepassare le linee del fronte. Sul perché ancora c&#8217;è stretto riserbo da parte di Mosca: &#8220;Chiediamo al Comitato Internazionale della Croce Rossa e alle Nazioni Unite &#8211; ha aggiunto Vereshchuk &#8211; di fare tutto ciò che è urgente affinché la nostra gente sia liberata immediatamente&#8221;.</p>
<h2>Il ponte bombardato a Chernihiv</h2>
<p>Non ci sono soltanto difficoltà a sud, ma anche nel nord dell&#8217;Ucraina. Nelle scorse ore le autorità di Kiev hanno denunciato la distruzione di un ponte situato tra la capitale e la città di <strong>Chernihiv</strong>. Il viadotto in questione si troverebbe lungo l&#8217;autostrada di collegamento tra le due città. Un&#8217;arteria negli ultimi giorni preda anche di alcune azioni militari russe. Le truppe di Mosca infatti qui hanno provato alcune incursioni per mettere pressione alle forze di difesa del quadrante orientale di Kiev. Il viadotto bombardato era quindi probabilmente un obiettivo militare strategico. Ma secondo i media ucraini, a partire dal <em>Kyiv Indipendent</em>, il ponte era strategico anche sotto il profilo prettamente umanitario. Da qui infatti passavano gli aiuti verso la capitale. Così come da qui sono passati molti profughi che hanno abbandonato nei giorni scorsi la regione di Chernihiv.</p>
<p>Il ponte in poche parole era fondamentale per il corridoio umanitario sia di Chernihiv che di Kiev. La sua distruzione rischia di compromettere le tregue e i percorsi dedicati alla fuga dei civili più vulnerabili. La denuncia ucraina mira a dimostrare la pericolosità dei corridoi e l&#8217;impossibilità di portare avanti piani di soccorso per la popolazione.</p>
<h2>Le difficoltà sui corridoi umanitari</h2>
<p>La strategia riguardante i corridoi umanitari spesso ha presentato non poche problematiche in Ucraina. Entrambe le parti, sia russi che ucraini, si sono accusate a vicenda di ostacolare i piani di evacuazione e di usare i civili come scudi umani. A Mariupol ad esempio, prima dell&#8217;episodio di oggi è stata più volte Mosca a puntare il dito su Kiev per la mancata fuga dei profughi, tirando in ballo le responsabilità del Battaglione Azov. Dall&#8217;altro lato, l&#8217;Ucraina ha accusato i militari russi di voler deliberatamente bombardare i corridoi umanitari, come accaduto a Chernihiv. Senza interventi concreti per i civili l&#8217;Ucraina rischia il disastro umanitario. Una condizione che oltre a rendere ancora più cruento il conflitto, rischierebbe di rendere ingestibile per entrambi gli eserciti sul campo la situazione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/gli-aiuti-in-ucraina-ora-sono-un-problema-il-rischio-fallimento-dei-corridoi.html">Gli aiuti in Ucraina ora sono un problema</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/?utm_source=w3tc&utm_medium=footer_comment&utm_campaign=free_plugin

Object Caching 54/359 objects using Redis
Page Caching using Disk: Enhanced 
Minified using Disk

Served from: it.insideover.com @ 2026-06-26 10:47:17 by W3 Total Cache
-->