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	<title>Agenzia internazionale per l&#039;energia atomica (AIEA) Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
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	<title>Agenzia internazionale per l&#039;energia atomica (AIEA) Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>L&#8217;Iran chiude le porte all&#8217;Aiea: stop alle ispezioni ai siti nucleari</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/liran-chiude-le-porte-allaiea-stop-alle-ispezioni-ai-siti-nucleari.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Jul 2025 10:11:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Agenzia internazionale per l'energia atomica (AIEA)]]></category>
		<category><![CDATA[Energia nucleare]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="928" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241114221148189_d2c87d6d80aa6095f86f83d9a5f2ed88-e1731618742178.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241114221148189_d2c87d6d80aa6095f86f83d9a5f2ed88-e1731618742178.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241114221148189_d2c87d6d80aa6095f86f83d9a5f2ed88-e1731618742178-600x290.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241114221148189_d2c87d6d80aa6095f86f83d9a5f2ed88-e1731618742178-300x145.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241114221148189_d2c87d6d80aa6095f86f83d9a5f2ed88-e1731618742178-1024x495.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241114221148189_d2c87d6d80aa6095f86f83d9a5f2ed88-e1731618742178-768x371.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241114221148189_d2c87d6d80aa6095f86f83d9a5f2ed88-e1731618742178-1536x742.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;Iran ha chiuso ufficialmente le porte all&#8217;Agenzia Internazionale dell&#8217;Energia Atomica (Aiea) dopo che il presidente Masoud Pezeshkian ha firmato e promulgato la legge approvata il 25 giugno scorso dal Parlamento che apriva la strada al congelamento dei rapporti tra Teheran e l&#8217;organizzazione di Vienna. Cosa ha deciso l&#8217;Iran Secondo la legge il Consiglio supremo per &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/liran-chiude-le-porte-allaiea-stop-alle-ispezioni-ai-siti-nucleari.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/liran-chiude-le-porte-allaiea-stop-alle-ispezioni-ai-siti-nucleari.html">L&#8217;Iran chiude le porte all&#8217;Aiea: stop alle ispezioni ai siti nucleari</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="928" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241114221148189_d2c87d6d80aa6095f86f83d9a5f2ed88-e1731618742178.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241114221148189_d2c87d6d80aa6095f86f83d9a5f2ed88-e1731618742178.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241114221148189_d2c87d6d80aa6095f86f83d9a5f2ed88-e1731618742178-600x290.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241114221148189_d2c87d6d80aa6095f86f83d9a5f2ed88-e1731618742178-300x145.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241114221148189_d2c87d6d80aa6095f86f83d9a5f2ed88-e1731618742178-1024x495.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241114221148189_d2c87d6d80aa6095f86f83d9a5f2ed88-e1731618742178-768x371.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241114221148189_d2c87d6d80aa6095f86f83d9a5f2ed88-e1731618742178-1536x742.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;<strong>Iran ha chiuso ufficialmente le porte all&#8217;Agenzia Internazionale dell&#8217;Energia Atomica (Aiea)</strong> dopo che il presidente <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/un-sussulto-da-teheran-il-ballottaggio-va-al-riformista-pezeshkian.html">Masoud Pezeshkian</a></strong> ha firmato e promulgato la legge approvata il 25 giugno scorso dal Parlamento che apriva la strada al congelamento dei rapporti tra Teheran e l&#8217;organizzazione di Vienna. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa ha deciso l&#8217;Iran</h2>



<p>Secondo la legge il Consiglio supremo per la sicurezza nazionale dell&#8217;Iran, di cui Pezeshkian in quanto capo dello Stato è presidente, potrà sospendere l&#8217;accesso degli ispettori dell&#8217;Aiea ai siti nucleari della Repubblica Islamica, in particolar modo quelli di Fordow, Isfahan e Natanz, finché non sarà possibile accedervi in piena sicurezza e non saranno state ripristinate le condizioni di operatività dopo la guerra con Israele ma anche finché non si <strong>sarà risolta la problematica politica</strong> che divide l&#8217;Iran dall&#8217;ente dell&#8217;Onu guidato dall&#8217;argentino <strong>Rafael Mariano Grossi</strong>.</p>



<p>L&#8217;Iran accusa l&#8217;Aiea di aver promosso un &#8220;rapporto politicamente motivato&#8221; criticante la violazione da parte di Teheran degli obblighi di non proliferazione nella giornata del 12 giugno e, secondo l&#8217;emittente PressTv, starebbe addirittura valutando di vietare a Grossi l&#8217;ingresso nel Paese dopo che Israele ha usato come <em>casus belli</em> l&#8217;idea che il report di Vienna sottendesse l&#8217;ipotesi di un netto avvicinamento del regime degli ayatollah all&#8217;atomica. Grossi ha dichiarato che <a href="https://it.insideover.com/guerra/lattacco-usa-latomica-israeliana-e-quella-iraniana-che-non-ce.html"><strong>l&#8217;Aiea non ha notizia</strong> di un effettiva volontà dell&#8217;Iran di dotarsi dell&#8217;arma atomica</a> ma questo non l&#8217;ha reso esente da critiche da parte del <strong>governo di Teheran, col ministro degli Esteri </strong><a href="https://it.insideover.com/politica/araghchi-il-tessitore-del-cessate-il-fuoco-e-la-diplomazia-paziente-delliran.html"><strong>Abbas Araghchi che non ha mancato</strong> di evidenziare il <strong>presunto doppio standard dell&#8217;agenzia</strong></a>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché Teheran critica l&#8217;Aiea</h2>



<p>Teheran ritiene che l&#8217;Aiea abbia fornito un gancio a Israele col suo report e contesta la presunta parzialità di Grossi, che non ha espresso condanna per gli attacchi e la <strong>martellante campagna di uccisione degli scienziati nucleari iraniani</strong> da parte di Israele nei dodici giorni di guerra ma si è limitato a una serie di analisi tecniche molto rigide e distaccate. Al contempo, lo stop deciso dal governo riformista di Teheran è <strong>un compromesso che si inserisce nel quadro di un sistema politico scosso dalla guerra</strong>.</p>



<p>Pezeshkian non poteva non tenere conto del fatto che sul fronte del rilancio dell&#8217;ambizione nucleare molte spinte convergono: ci sono i Pasdaran, reduci dei duri colpi subiti da Israele nella guerra. C&#8217;è da pesare il rinnovato nazionalismo esacerbato dalla guerra. C&#8217;è, poi, da pesare il pensiero della Guida Suprema Ali Khamenei. Inoltre, l&#8217;infiltrazione continua del Mossad ha fatto emergere timori che <strong>la Aiea possa aver avuto al suo interno talpe</strong> che hanno fornito informazioni a Tel Aviv, dato tutto da confermare ma che turba i sonni degli strateghi iraniani. </p>



<p>Mentre si prepara a possibili colloqui per cercare un patto con Stati Uniti e Paesi europei, il governo deve rispondere a queste pressioni e, dunque, tenerne conto per non trovarsi contro la fronda dei falchi. Ne emerge un uso strategico di questi divieti: da un lato, <strong>il governo iraniano li usa per equilibrio interno</strong>, dato che il voto del Majlis, il Parlamento di Teheran, mette al sicuro Pezeshkian e Araghchi da scelte più critiche come aprire al ritiro del Paese dal Trattato di Non Proliferazione nucleare (Tnp) che farebbe precipitare la crisi diplomatica. Dall&#8217;altro, fermare l&#8217;ingresso dell&#8217;Aiea serve anche nel quadro delle trattative ad aver <strong>un&#8217;arma negoziale da</strong><a href="https://it.insideover.com/politica/iran-dopo-il-cessate-il-fuoco-arriva-la-proposta-di-trump-30-miliardi-di-investimenti.html"><strong> giocare sia con Vienna sia con gli Usa</strong> mascherando gli effettivi danni </a>subiti dai siti nucleari durante i raid israeliani e quelli americani del 22 giugno.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;Iran non esce dal Tnp</h2>



<p>Un invito a non drammatizzare la situazione è arrivato, significativamente, da un&#8217;analisi che ha pubblicato <a href="https://www.inss.org.il/social_media/the-crisis-between-iran-and-the-international-atomic-energy-agency-deepens/"><strong>l&#8217;Institute for National Security Studies</strong> della Tel Aviv University,</a> secondo il quale se da un lato ci sono stati segnali di una rivolta anti-Aiea, come quando &#8220;il quotidiano estremista Kayhan, strettamente affiliato alla Guida Suprema iraniana, si è spinto fino a dichiarare che se Grossi dovesse arrivare in Iran, dovrebbe essere processato e giustiziato&#8221;, dall&#8217;altro &#8220;è importante notare che l&#8217;Iran non ha annunciato – né nella legislazione del Majlis né in altri modi – alcun ritiro dal Trattato di non proliferazione nucleare&#8221;. </p>



<p>Insomma, nota anche una prestigiosa istituzione accademica israeliana, <strong>&#8220;l&#8217;opzione per una rinnovata cooperazione con l&#8217;agenzia rimane aperta&#8221;</strong>. Quella del nucleare iraniano è una partita a scacchi in cui le pedine servono alla battaglia di posizione. E dopo una fase di sommovimento, siamo solo all&#8217;inizio di una lunga fase di studio e pressioni diplomatiche.</p>



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		<item>
		<title>Kiev avanza sul fronte orientale, Trump zittito, un&#8217;altra crisi dell&#8217;acqua: cos&#8217;è successo oggi nel mondo</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/kiev-avanza-sul-fronte-orientale-trump-zittito-unaltra-crisi-dellacqua-cose-successo-oggi-nel-mondo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Chiara Marcassa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Sep 2023 18:09:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Agenzia internazionale per l'energia atomica (AIEA)]]></category>
		<category><![CDATA[Armi nucleari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230916191001109_32b52f99f24b0bd3da6d7c44e66ea524-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230916191001109_32b52f99f24b0bd3da6d7c44e66ea524-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230916191001109_32b52f99f24b0bd3da6d7c44e66ea524-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230916191001109_32b52f99f24b0bd3da6d7c44e66ea524-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230916191001109_32b52f99f24b0bd3da6d7c44e66ea524-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230916191001109_32b52f99f24b0bd3da6d7c44e66ea524-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230916191001109_32b52f99f24b0bd3da6d7c44e66ea524-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230916191001109_32b52f99f24b0bd3da6d7c44e66ea524-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le truppe ucraine avanzano verso Bakhmut, Trump rischia di non poter più commentare pubblicamente i suoi processi, la crisi idrica provoca un nuovo scontro in America Centrale, i talebani arrestano operatori umanitari e il capo dell'Iaea esprime profonda preoccupazione per la cooperazione sul nucleare tra Kim e Putin.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/kiev-avanza-sul-fronte-orientale-trump-zittito-unaltra-crisi-dellacqua-cose-successo-oggi-nel-mondo.html">Kiev avanza sul fronte orientale, Trump zittito, un&#8217;altra crisi dell&#8217;acqua: cos&#8217;è successo oggi nel mondo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230916191001109_32b52f99f24b0bd3da6d7c44e66ea524-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230916191001109_32b52f99f24b0bd3da6d7c44e66ea524-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230916191001109_32b52f99f24b0bd3da6d7c44e66ea524-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230916191001109_32b52f99f24b0bd3da6d7c44e66ea524-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230916191001109_32b52f99f24b0bd3da6d7c44e66ea524-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230916191001109_32b52f99f24b0bd3da6d7c44e66ea524-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230916191001109_32b52f99f24b0bd3da6d7c44e66ea524-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230916191001109_32b52f99f24b0bd3da6d7c44e66ea524-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La scarsità d&#8217;acqua colpisce ancora e inasprisce le tensioni tra Repubblica Dominicana e Haiti; l&#8217;Agenzia per l&#8217;energia atomica dà voce alle preoccupazioni per il trasferimento di tecnologia nucleare alla Corea dei Kim, fuori dal trattato di non-proliferazione. Le truppe di Kiev riconquistano una cittadina vicina a Bakhmut, ma i russi smentiscono. Il procuratore che dirige il caso contro Trump chiede che gli venga proibito di denigrare o intimidire i testimoni del processo e i talebani continuano l&#8217;ostruzionismo nei confronti degli operatori non governativi in Afghanistan, in particolare contro le donne e i cristiani. <strong>Ecco le cinque notizie del giorno. </strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">&#8220;Semplicemente inconcepibile&#8221;: il commercio nucleare tra Putin e Kim allarma l&#8217;Iaea</h2>



<p>Il capo dell&#8217;Agenzia internazionale per l&#8217;energia atomica (Iaea) ha affermato che trova inconcepibile che la Russia si impegni nel commercio di <strong>tecnologia bellica nucleare</strong> con la Corea del Nord. La preoccupazione deriva dai <a href="https://it.insideover.com/politica/armi-spazio-commercio-5-cose-da-sapere-sullincontro-tra-kim-e-putin.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">recenti negoziati</a> che hanno avuto luogo tra i leader dei due Paesi per approfondire la <strong>cooperazione militare</strong>. In un&#8217;intervista rilasciata ad un&#8217;emittente sudcoreana, il direttore dell&#8217;Iaea Mariano Grossi ha affermato che non può credere che uno stato nucleare come la Russia, riconosciuto nel Trattato di non-proliferazione, &#8220;si impegnerebbe nel commercio o nel trasferimento di tecnologia nucleare bellica in un Paese che è di fatto <a href="https://it.insideover.com/guerra/come-e-perche-la-corea-del-nord-e-ossessionata-dal-nucleare.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>al di fuori del regime</strong></a>&#8220;. Grossi si è detto particolarmente preoccupato perché è risaputo che Pyongyang ha una relazione <strong>profondamente problematica</strong> con il regime di non-proliferazione. Il direttore ha insistito sul fatto che il governo di Mosca dev&#8217;essere consapevole dei suoi <strong>obblighi</strong> come membro permanente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, e ha concluso il suo intervento informando che nonostante la parziale apertura dei confini nordcoreani dopo più di tre anni di limitazioni giustificate in nome del Codiv-19, gli <strong>ispettori nucleari</strong> dell&#8217;agenzia non sono ancora stati ammessi nel Paese (dal quale sono stati espulsi nel lontano 2009). </p>



<h2 class="wp-block-heading">Le truppe ucraine avanzano sul fronte orientale</h2>



<p>&#8220;È stato molto difficile e la situazione cambiava in modo molto dinamico, più volte al giorno. Ma possiamo finalmente confermare che le nostre truppe hanno ripreso il controllo di <strong>Andriivka</strong>&#8220;. Con queste parole la viceministra della Difesa ucraina Hanna Maliar ha annunciato la <strong>riconquista</strong> di una cittadina a soli 13 chilometri da Bakhmut, in una delle zone di combattimento più calde del <a href="https://it.insideover.com/guerra/controffensiva-ucraina-e-adattamenti-russi-come-sta-cambiando-la-guerra.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>fronte orientale</strong>.</a> Riportando la notizia nel suo discorso serale, il presidente Zelesnky ha sottolineato che &#8220;per l&#8217;Ucraina si tratta di un risultato significativo e importante&#8221;e ha spiegato che <strong>i combattimenti proseguono</strong> nelle vicine località di Klishchiivka e Kurdyumivka, dove le <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-nuova-strategia-della-controffensiva-cosa-rischia-lesercito-russo.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">forze russe stanno subendo pesanti perdite</a>. Meno di 24 ore più tardi è giunta la <strong>smentita di Mosca</strong>. Il ministero della Difesa russo ha emanato una nota per comunicare che nella regione di Donetsk, &#8220;il nemico non ha abbandonato i piani per catturare la città di Artemovsk (Bakhmut per i russi) e continua a condurre operazioni di assalto, cercando senza successo di espellere le truppe russe dagli insediamenti di Klishchiivka e Andriivka&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;escalation tra Donald Trump e Jack Smith</h2>



<p>Il procuratore speciale Jack Smith, alla guida del <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/i-quattro-grandi-processi-a-carico-di-donald-trump.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">caso federale contro l&#8217;ex presidente Donald Trump</a> per ingerenza elettorale, ha chiesto alla giudice di Washington Tanya Chutkan di imporre un ordine che <strong>impedisca</strong> a <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-donald-trump.html#:~:text=Donald%20John%20Trump%2C%20terzo%20figlio,carica%20dal%202017%20al%202021." target="_blank" rel="noreferrer noopener">Donald Trump</a> di rilasciare <strong>dichiarazioni pubbliche</strong> sui procedimenti a suo carico. In base alla richiesta di Smith, una &#8220;restrizione su misura&#8221; impedirebbe all&#8217;imputato di perseguitare o spaventare i testimoni, ed è necessaria per prevenire <strong>disinformazione, minacce</strong> e pregiudizi nel <a href="https://it.insideover.com/politica/tutti-i-guai-giudiziari-di-donald-trump.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">processo</a>. L&#8217;ordine proibirebbe all&#8217;ex presidente di rilasciare dichiarazioni &#8220;riguardanti l&#8217;identità, le deposizioni o la credibilità dei testimoni&#8221; ma anche &#8220;affermazioni su parti in causa, avvocati, personale della corte o potenziali giurati che siano denigratorie, provocatorie o <strong>intimidatorie</strong>&#8220;. Trump ha subito reagito online, accusando i legali di comportamento scorretto: &#8220;Mi vogliono impedire di parlare&#8221; ha postato sui suoi profili social, ribadendo la propria innocenza nella cospirazione per rovesciare le elezioni del 2020. Sulla sua piattaforma <a href="https://it.insideover.com/economia/truth-la-scommessa-di-trump-da-8-miliardi-di-dollari.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Truth</a>, The Donald ha scritto: &#8220;il procuratore di Biden, lo squilibrato Jack Smith, ha chiesto alla corte di limitare il 45mo presidente e principale candidato repubblicano (di oltre 50 punti): in pratica combatto contro una persona incompetente che ha usato come un&#8217;arma il Dipartimento di Giustizia e l&#8217;Fbi contro il suo avversario e <strong>non mi è consentito commentare?</strong>&#8220;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La crisi dell&#8217;acqua blinda le frontiere dominicane</h2>



<p>Il governo&nbsp;della Repubblica Dominicana ha disposto la <strong>chiusura totale&nbsp;delle frontiere</strong> marittime, terrestri&nbsp;e aeree con la vicina Haiti, misura che si è detto pronto a ritirare solo quando sarà regolata la questione della <strong>crisi idrica</strong>. All&#8217;inizio della settimana, il presidente dominicano Luis Abinader aveva imposto un ultimatum per impedire al governo haitiano di costruire un <strong>canale</strong> che devia le acque del fiume binazionale <strong>Dajabòn</strong>, detto anche <a href="https://it.insideover.com/reportage/guerra/linferno-di-haiti.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Fiume del massacro</a> per un evento sanguinoso accaduto in passato tra i due Paesi, profondamente diversi e ostili. Abinader ha spiegato che Haiti ha <strong>perso il controllo </strong>del territorio, e gli imprenditori agricoli della parte occidentale dell&#8217;isola hanno agito autonomamente con lo scavo dell&#8217;emissario, ma questo non deve essere un problema della Repubblica Dominicana e l&#8217;impotenza di Port-au-Prince non può mettere a repentaglio le colture dominicane. La decisione isola ulteriormente<a href="https://it.insideover.com/politica/cosi-il-disastro-di-haiti-porta-il-caos-nel-cortile-di-casa-degli-usa.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> Haiti in un periodo di particolare difficoltà </a>nel quale la <strong>violenza delle bande armate </strong>e la fame sono sempre più diffuse. </p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;impossibile lavoro delle Ong nell&#8217;Afghanistan dei talebani</h2>



<p>I <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/chi-sono-i-talebani.html#:~:text=I%20talebani%20sono%20un%20gruppo,di%20due%20terzi%20dell'Afghanistan." target="_blank" rel="noreferrer noopener">talebani</a> hanno <strong>arrestato 18 membri </strong>dello staff di un&#8217;organizzazione non governativa cristiana che opera in Afghanistan da oltre 50 anni, l&#8217;<strong>International Assistance Mission </strong>(Iam). Come tutte le altre, l&#8217;organizzazione è stata posta sotto rigido controllo da quando i<a href="https://it.insideover.com/guerra/come-e-cambiato-lafghanistan-dopo-il-ritorno-dei-talebani.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> talebani hanno preso il controllo</a> del Paese, ormai due anni fa, introducendo <a href="https://it.insideover.com/politica/i-talebani-vietano-alle-donne-di-lavorare-con-le-ong.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">misure severe che escludono le donne </a>afghane dal sistema scolastico oltre la prima media ma anche dalla vita pubblica e dal <strong>lavoro</strong>, incluso il lavoro nelle organizzazioni non governative. L&#8217;operazione ha avuto luogo nella provincia di Ghor, nell&#8217;ovest del Paese, e ha coinvolto 17 afghani e un cittadino straniero. L&#8217;organizzazione cristiana, che mira a migliorare le condizioni di vita e di salute, sviluppare la comunità e il livello di istruzione, ha comunicato di non avere informazioni sulla natura delle accuse contro il proprio staff, e che questa non è la prima occasione in cui i volontari vengono <strong>perseguitati dai talebani</strong>. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/kiev-avanza-sul-fronte-orientale-trump-zittito-unaltra-crisi-dellacqua-cose-successo-oggi-nel-mondo.html">Kiev avanza sul fronte orientale, Trump zittito, un&#8217;altra crisi dell&#8217;acqua: cos&#8217;è successo oggi nel mondo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La controffensiva, la Crimea e il rischio nucleare: chi ha colpito la diga in Ucraina</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/controffensiva-crimea-rischio-nucleare-diga-ucraina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Jun 2023 12:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Agenzia internazionale per l'energia atomica (AIEA)]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Kherson]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1049" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/diga-ucraina-nova-kakhovka-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Satellite imagery from June 5 shows clear damage to the Nova Kakhovka hydroelectric power plant dam" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/diga-ucraina-nova-kakhovka-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/diga-ucraina-nova-kakhovka-scaled-600x328.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/diga-ucraina-nova-kakhovka-300x164.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/diga-ucraina-nova-kakhovka-1024x560.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/diga-ucraina-nova-kakhovka-768x420.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/diga-ucraina-nova-kakhovka-1536x840.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/diga-ucraina-nova-kakhovka-2048x1119.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Ecco cosa sta succedendo nell'area di Nova Kakhovka, dove la diga sul fiume Dnipro in Ucraina è collassata dopo un'esplosione</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/controffensiva-crimea-rischio-nucleare-diga-ucraina.html">La controffensiva, la Crimea e il rischio nucleare: chi ha colpito la diga in Ucraina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1049" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/diga-ucraina-nova-kakhovka-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Satellite imagery from June 5 shows clear damage to the Nova Kakhovka hydroelectric power plant dam" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/diga-ucraina-nova-kakhovka-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/diga-ucraina-nova-kakhovka-scaled-600x328.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/diga-ucraina-nova-kakhovka-300x164.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/diga-ucraina-nova-kakhovka-1024x560.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/diga-ucraina-nova-kakhovka-768x420.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/diga-ucraina-nova-kakhovka-1536x840.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/diga-ucraina-nova-kakhovka-2048x1119.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;allarme per la <strong>diga</strong> in Ucraina è partito poco prima dell&#8217;alba. I livelli dell&#8217;acqua nell&#8217;ultima cascata del <strong>Dnipro</strong> hanno subito un repentino aumento, causando primi allagamenti nella zona di <strong>Nova Kakhovka</strong>. Qui è presente una delle sei dighe situate lungo il corso del fiume, la più importante del sud dell&#8217;Ucraina. La struttura, subito dopo i primi controlli, è risultata seriamente danneggiata. Lo scenario più temuto si è verificato. Nel giro di poche ore interi territori, nella parte meridionale dell&#8217;oblast di <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/la-battaglia-di-kherson-spiegata.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Kherson</a>, sono stati allagati. Il livello dell&#8217;acqua sta continuando a salire sia nelle aree occupate dai russi che in quelle controllate dagli ucraini. Il timore è adesso quello di assistere a drammatiche <strong>inondazioni</strong>, in grado di incidere anche sulle attuali dinamiche belliche. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché la diga di Nova Kakhovka è così importante</h2>



<p>Nell&#8217;ultimo secolo il Dnipro, il fiume cioè che passa da Kiev e taglia quasi a metà l&#8217;Ucraina, è stato più volte deviato dal suo corso naturale. Il Dnipro attraversa il territorio ucraino per 981 km e solo 100 km risultano non interessati dall&#8217;intervento dell&#8217;uomo. A partire dagli anni Trenta, l&#8217;amministrazione sovietica ha iniziato a finanziare e costruire una serie di costruzioni volte a sfruttare maggiormente la portata d&#8217;acqua del fiume. Non solo per l&#8217;agricoltura, ma anche per implementare la produzione di energia elettrica. La prima diga è stata ultimata nel 1932 ed è situata ancora oggi vicino <strong>Zaporizhzhia</strong>. La seconda guerra mondiale ha poi rallentato i progetti, ripresi negli anni Cinquanta con la costruzione della diga di Nova Kakhovka. L&#8217;ambizione in questo caso era quella di alimentare le campagne attorno Kherson e dare vita a un <strong>canale</strong> che potesse connettere il Dnipro con la Crimea. </p>



<p>Ancora oggi la diga è importante proprio per questi due aspetti: grazie a questa opera, viene costantemente assicurata l&#8217;acqua per irrigare i campi nell&#8217;oblast di Kherson e per alimentare l&#8217;unico canale che rifornisce la penisola di Crimea. Inoltre alla diga è associata una<strong> centrale elettrica </strong>dalla capacità di 357 Mw. Anche per questo l&#8217;infrastruttura di Nova Kakhovka è risultata al centro dello scontro tra Russia e Ucraina già nel 2014, all&#8217;indomani dell&#8217;<strong>annessione </strong>della Crimea da parte di Mosca. Il governo di Kiev in quell&#8217;occasione ha infatti chiuso il canale alimentato dalla diga, causando non pochi problemi nella penisola. Non è un caso forse che<a href="https://it.insideover.com/guerra/guerra-in-ucraina-inizio-situazione.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> l&#8217;invasione russa del 2022</a> sia partita proprio da qui: con l&#8217;avanzata delle truppe inviate dal Cremlino, il 26 febbraio dello scorso anno le autorità di occupazione russa hanno subito riattivato il corso d&#8217;acqua artificiale. </p>



<p>Negli anni Ottanta, con la costruzione della <strong>centrale nucleare di</strong> <strong>Enerhodar</strong>, l&#8217;importanza della diga è ulteriormente cresciuta. L&#8217;alimentazione dell&#8217;impianto atomico più grande d&#8217;Europa passa infatti anche dalle acque del bacino di Nova Kahkovka. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="670" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/diga-nova-kakhovka-1-1024x670.jpg" alt="" class="wp-image-398711" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/diga-nova-kakhovka-1-1024x670.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/diga-nova-kakhovka-1-scaled-600x392.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/diga-nova-kakhovka-1-300x196.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/diga-nova-kakhovka-1-768x502.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/diga-nova-kakhovka-1-1536x1005.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/diga-nova-kakhovka-1-2048x1339.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/diga-nova-kakhovka-1-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">La diga di Nova Khakovka dopo i bombardamenti. Foto: Ansa.</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Il rimpallo di responsabilità</h2>



<p>Il diretto coinvolgimento dell&#8217;opera nel conflitto forse era purtroppo solo questione di tempo. La diga si è ritrovata lungo la <strong>linea di contatto</strong> tra i due fronti. Da una parte del fiume ci sono gli ucraini, tornati nell&#8217;area di Kherson dopo il vittorioso contrattacco di ottobre. Dall&#8217;altra ci sono i russi, i quali controllano la cittadina di Nova Kakhovka. Chi è stato però ad attuare l&#8217;attacco fatale per l&#8217;infrastruttura? Da Kiev si accusano direttamente le forze russe. <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-mykhailo-podolyak-luomo-della-guerra-ombra-dellucraina.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Mykhailo Podolyak</a>, consigliere del presidente ucraino <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/chi-e-volodymyr-zelensky.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Volodymyr Zelensky</a>, in un&#8217;intervista ha tirato in ballo la 205esima brigata motorizzata dell&#8217;esercito russo. Sarebbero stati i suoi membri, secondo la versione di Podolyak, ad attaccare la diga. &#8220;Lo scopo dell&#8217;operazione – ha scritto Podolyak su Twitter – è <strong>creare ostacoli</strong> insormontabili all&#8217;avanzata delle truppe ucraine&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr"><a href="https://twitter.com/hashtag/Russia?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Russia</a> blew up the dams of the <a href="https://twitter.com/hashtag/Kakhovka?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Kakhovka</a> hydroelectric power plant. The purpose is obvious: to create insurmountable obstacles on the way of the advancing <a href="https://twitter.com/hashtag/AFU?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#AFU</a>; to intercept the information initiative; to slow down the fair final of the war. On a vast territory, all life will be… <a href="https://t.co/rFpkDbjyhj">pic.twitter.com/rFpkDbjyhj</a></p>&mdash; Михайло Подоляк (@Podolyak_M) <a href="https://twitter.com/Podolyak_M/status/1665954154567593984?ref_src=twsrc%5Etfw">June 6, 2023</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>A Mosca invece si punta il dito contro Kiev. &#8220;La centrale idroelettrica di Shandors di Nova Kakhovka – ha dichiarato ad alcuni giornalisti locali il capo dell&#8217;amministrazione filorussa di Nova Kakhovka, <strong>Vladimir Leontyev</strong> – è stata danneggiata dai <strong>bombardamenti delle truppe ucraine</strong>&#8220;. Anche dal Cremlino, tramite il portavoce <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-dmitry-peskov-leminenza-grigia-di-putin.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Dimitry Peskov</a>, sono arrivate accuse dirette contro gli ucraini. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa può accadere adesso </h2>



<p>La prima conseguenza è pagata, come sempre in guerra, dai <strong>civili</strong>. Sia nelle aree occupate che in quelle attorno Kherson, la <strong>piena</strong> del Dnipro causata dal collasso della diga sta causando inondazioni molto gravi. A Nova Kakhovka l&#8217;acqua ha già invaso il centro cittadino, nella città di Kherson si prevedono allagamenti in diversi quartieri. I cittadini sono stati invitati a seguire le misure di sicurezza dettate dalle autorità militari e civili. Il presidente ucraino Zelensky ha dichiarato che almeno 80 località potrebbero essere interessate dalle <strong>alluvioni</strong>. Secondo Kiev, sarebbero state danneggiate almeno 11 delle 28 campate che compongono la diga. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="und" dir="ltr">⚡️Novaya Kakhovka now <a href="https://t.co/PsDgO5JbMM">pic.twitter.com/PsDgO5JbMM</a></p>&mdash; War Monitor (@WarMonitors) <a href="https://twitter.com/WarMonitors/status/1666018559003090950?ref_src=twsrc%5Etfw">June 6, 2023</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Le conseguenze però potrebbero essere ben evidenti anche sotto il profilo bellico. In alcuni video apparsi nelle scorse ore sui social, si notano <strong>barchini</strong> con a bordo soldati ucraini abbandonare rapidamente gli isolotti sul Dnipro vicino Kherson. Dall&#8217;altro lato, <a href="https://it.insideover.com/guerra/fortificazioni-e-campi-minati-tutti-gli-ostacoli-non-solo-russi-per-la-controffensiva-ucraina.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">molte trincee russe</a> sarebbero state inondate con le truppe rapidamente spostate altrove. Si teme anche per l&#8217;approvvigionamento idrico della Crimea. </p>



<p>Di certo, la linea del fronte è stata pesantemente colpita. Il tutto a poche ore dalle prime controffensiva lanciate dagli ucraini nell&#8217;oblast di Zaporizhzhia e di Donetsk. Anche l&#8217;area di Kherson era ritenuta papabile per futuri attacchi ucraini. Ma ogni operazione nella zona, dopo le inondazioni odierne, sarà destinata inevitabilmente a essere rimandata.  </p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;allarme per la centrale di Zaporizhzhia</h2>



<p>Da Kiev sono emersi timori anche per l&#8217;<strong>impianto atomico</strong> di Zaporizhzhia, controllato dal marzo del 2022 dalle truppe russe. Il pericolo è dato soprattutto da un possibile abbassamento del livello dell&#8217;acqua nel bacino che alimenta la centrale. L&#8217;<strong>Aiea</strong>, l&#8217;agenzia Onu per la sicurezza nucleare, in un primo momento ha rassicurato. &#8220;Gli esperti dell’Aiea – si legge in un tweet pubblicato sul canale dell&#8217;agenzia – presso la centrale nucleare di Zaporizhzhia stanno monitorando da vicino la situazione; non c’è <strong>nessun rischio immediato</strong> per la sicurezza nucleare nell’impianto”. Tuttavia poche ore dopo sono emersi alcuni specifici timori. &#8220;Se il livello dell&#8217;acqua nel serbatoio utilizzato per raffreddare la centrale nucleare di Zaporizhzhia scenderà sotto i 12,7 metri, sarà impossibile continuare a pompare&#8221;, ha dichiarato il direttore Rafael Mariano Grossi. </p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;indiscrezione della Cnn: &#8220;Diga danneggiata prima del 5 giugno&#8221;</h2>



<p>Dagli Usa è arrivata un&#8217;indiscrezione da parte della <em>Cnn</em>, secondo cui la diga di Nova Kakhovka avrebbe subito danneggiamenti alcuni giorni prima del cedimento registrato in questo martedì. In particolare, i giornalisti del network Usa hanno esaminato alcune immagini satellitari di <strong>Maxar</strong> risalenti al 5 giugno. Dalle analisi degli scatti sono emersi danni importanti in almeno una sezione del <strong>ponte stradale </strong>della diga. </p>



<p>Sempre secondo i reporter, al momento è impossibile stabilire un eventuale nesso tra il danneggiamento del ponte e il collasso della struttura. C&#8217;è però un elemento importante rintracciato sempre tramite le analisi delle foto satellitari: fino 28 maggio il ponte stradale risultava intatto. È probabile, esaminando le immagini a bassa risoluzione, che il danneggiamento risalga al primo o al 2 giugno. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/controffensiva-crimea-rischio-nucleare-diga-ucraina.html">La controffensiva, la Crimea e il rischio nucleare: chi ha colpito la diga in Ucraina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>A Chernobyl i soldati russi hanno aperto un pericoloso vaso di Pandora</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/a-chernobyl-i-soldati-russi-hanno-aperto-un-pericoloso-vaso-di-pandora.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Apr 2022 05:18:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Agenzia internazionale per l'energia atomica (AIEA)]]></category>
		<category><![CDATA[Chernobyl]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220411190145323_dd2a6c32dd192255c75894c507384c85-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220411190145323_dd2a6c32dd192255c75894c507384c85-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220411190145323_dd2a6c32dd192255c75894c507384c85-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220411190145323_dd2a6c32dd192255c75894c507384c85-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220411190145323_dd2a6c32dd192255c75894c507384c85-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220411190145323_dd2a6c32dd192255c75894c507384c85-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220411190145323_dd2a6c32dd192255c75894c507384c85-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>È stata una missione suicida quella dei giovani sventurati dell’armata russa spediti nella foresta radioattiva di Chernobyl. Scoperti a maneggiare qualcosa di raro e letale che sembrerebbe non conoscessero affatto, e che adesso potrebbe costargli la vita. La stampa internazionale continua a riportarli come uomini &#8220;privi della preparazione necessaria&#8221; e senza &#8220;niente da perdere&#8221;. Ma se così non fosse e dietro &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/a-chernobyl-i-soldati-russi-hanno-aperto-un-pericoloso-vaso-di-pandora.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/a-chernobyl-i-soldati-russi-hanno-aperto-un-pericoloso-vaso-di-pandora.html">A Chernobyl i soldati russi hanno aperto un pericoloso vaso di Pandora</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220411190145323_dd2a6c32dd192255c75894c507384c85-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220411190145323_dd2a6c32dd192255c75894c507384c85-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220411190145323_dd2a6c32dd192255c75894c507384c85-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220411190145323_dd2a6c32dd192255c75894c507384c85-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220411190145323_dd2a6c32dd192255c75894c507384c85-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220411190145323_dd2a6c32dd192255c75894c507384c85-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220411190145323_dd2a6c32dd192255c75894c507384c85-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>È stata una <strong>missione suicida</strong> quella dei <a href="https://it.insideover.com/guerra/i-soldati-russi-chernobyl-e-il-rischio-contaminazione.html">giovani sventurati</a> dell’armata russa spediti nella foresta radioattiva di <strong>Chernobyl</strong>. Scoperti a maneggiare qualcosa di raro e letale che sembrerebbe non conoscessero affatto, e che adesso potrebbe costargli la vita. La stampa internazionale continua a riportarli come uomini &#8220;privi della preparazione necessaria&#8221; e senza &#8220;niente da perdere&#8221;. Ma se così non fosse e dietro i furti registrati nei siti nucleari si celasse la losca intenzione di mettere a segno un affare pericoloso?</p>
<p>Mentre Kiev denuncia la sottrazione di <strong>materiali altamente radioattivi</strong> dalla centrale dove si verificò il tragico incidente del 1986, l&#8217;ipotesi che qualcuno abbia preso dei &#8220;souvenir&#8221;, travalicando il limite della stupidità che lo stesso Albert Einstein (tra i creatori della bomba atomica, <em>ndr</em>) giudicava illimitata come lo spazio, lascia un margine ad preoccupazione remota: forse qualcuno ha provato ad inserirsi, suo discapito, nel <strong>contrabbando di materiale radioattivo</strong>. Quel materiale che può servire &#8211; o si crede possa bastare &#8211; per creare una bomba, magari <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/bombe-sporche-cosa-sono.html">sporca</a>. Da sempre terrore delle grandi potenze con molti nemici. Ciò che è certo, è che<a href="https://it.insideover.com/tag/chernobyl"> a Chernobyl</a> i russi hanno riaperto un pericoloso vaso di Pandora: quello che contiene le scorie e lo spettro della<strong> proliferazione nucleare</strong>.</p>
<h2>Una missione suicida per i soldati di Mosca</h2>
<p>&#8220;Hanno scavato terreno nudo contaminato da radiazioni, raccolto sabbia radioattiva in sacchi per la fortificazione, respirato questa polvere&#8221;, <a href="https://www.rte.ie/news/ukraine/2022/0410/1291505-ukraine-russia-chernobyl/">ha denunciato</a> con sgomento il ministro dell&#8217;Energia dell&#8217;Ucraina, German Gulashchenko. &#8220;Più precisamente, non di vita ma di una <strong>lenta morte</strong> per malattia” ha proseguito, sancendo la fine degli sventurati soldati che sono stati mandati alla morte nell&#8217;obiettivo strategico che una volta preso doveva terrorizzare non soltanto Kiev, ma l&#8217;intera Europa continentale che ancora non ha superato il dramma di quel 1986; e convive silenziosamente con il fantasma dell&#8217;incidente nucleare che i sovietici sottovalutarono nella sua letale entità.</p>
<p><span style="font-size: 1rem;">Il contingente russo di stanza alla centrale di Chernobyl, giunto su bulldozer e carri armati, avrebbe &#8220;sollevato&#8221; e molto probabilmente inalato </span><strong style="font-size: 1rem;">polvere radioattiva</strong><span style="font-size: 1rem;">. “Sono arrivati e hanno fatto quello che volevano. Abbiamo cercato di avvisarli che era pericoloso, ma ci hanno ignorato”, ha denunciato il personale tecnico ucraino che attraverso i contatori geiger ha registrato livelli di radiazioni che superano di 10-15 volte gli standard. </span><span style="font-size: 1rem;">Anche solo “una piccola parte” di questo genere di materiali può rivelarsi “mortale se gestita in modo non professionale” ha tenuto a specificare l’Agenzia ucraina per la gestione della Zona di Esclusione. </span></p>
<p><span style="font-size: 1rem;">Per i membri delle forze armate russe che hanno combattuto per conquistare e occupare il sito nucleare potrebbe essere troppo tardi. Sia per coloro che hanno</span><strong style="font-size: 1rem;"> &#8220;scavato trincee nella Foresta Rossa&#8221;</strong><span style="font-size: 1rem;">, sia per coloro che si sospetta abbiano trafugato materiale radioattivo da laboratori, aree di stoccaggio e depositi di vario genere. Dovranno affrontare “malattie da radiazioni di varia gravità per i prossimi 30 giorni” spiegano gli esperito. La maggior parte potrebbe non avere un anno di vita. Ma sembra impossibile che nessuno immaginasse a cosa andavano incontro.</span></p>
<p>&#8220;Ogni soldato russo porterà a casa un pezzo di Chernobyl. Morto o vivo&#8221; ha affermato Gulashchenko. Ricordando come lo stesso equipaggiamento impiegato dai militari sia contaminato e sufficiente a contaminarne altri. Secondo quanto riportato dal <em>New York Times,</em> l&#8217;ingegnere capo per la sicurezza della centrale Valeriy Simyonov ha raccontato di un soldato russo di un&#8217;unità NBC sorpreso a &#8220;prelevare a mani nude&#8221; una fonte di <strong>cobalto-60</strong> in un deposito di rifiuti nucleari. Un contatto di pochi secondi come questo è sufficiente ad esporlo ad un <a href="https://www.rainews.it/articoli/2022/04/ingegneri-ucraini-a-chernobyl-i-soldati-russi-hanno-scavato-trincee-a-mani-nude-ec07f4dd-9979-437c-865e-3f1d27e8df0e.html">rischio mortale</a>. <span style="font-size: 1rem;">&#8220;L&#8217;ignoranza dei soldati russi è scioccante&#8221; hanno concluso gli ucraini. Ma rischiamo di dover fare i conti con una verità ancora più scioccante, perché ora che la centrale di Chernobyl è tornata sotto il controllo di Kiev (dopo la ritirata del 31 marzo), sembrano mancare all&#8217;appello un gran numero di </span><strong style="font-size: 1rem;">sostanze altamente radioattive rubate</strong><span style="font-size: 1rem;"> dai laboratori di ricerca. Sono tutte considerate potenzialmente letali. Cosa credevano di farsene i russi?</span></p>
<h2>L&#8217;incubo del &#8220;bazar atomico&#8221;</h2>
<p>Non appena il crollo dell&#8217;avversario sovietico fu concepito dall&#8217;Occidente come il risultato della più lenta ma allo stesso tempo ben giocata partita a scacchi della Storia, qualcuno iniziò a materializzare con la sua fervida immaginazione quel che poteva essere un rischio mai pensato prima: cosa sarebbe stato delle testate nucleari che Mosca aveva sviluppato e immagazzinato con il suo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-bomba-nucleare-sovietica-la-storia-adesso-si-ripete.html">temibile programma nucleare</a> per mezzo secolo di <strong>Guerra fredda</strong> in vista della guerra totale? Ma soprattutto, cosa sarebbe stato di tutto il materiale radioattivo che poteva consentire ad una potenza di &#8220;sviluppare&#8221; una <strong>bomba atomica</strong>?</p>
<p>A scongiurare questo genere di minacce si è impegnata per anni un&#8217;agenzia statunitense poco nota ai più, la NNSA (United States National Nuclear Security Administration). Che fa capo al dipartimento dell&#8217;Energia degli Stati Uniti, a sua volta in stretta collaborazione con la più nota AIEA (Agenzia internazionale per l&#8217;energia atomica). A rispondere a quelle domande, tentando di quietare il timore di una &#8220;fuga o furto&#8221; di materiale radioattivo, che sia uranio arricchito, plutonio, o cobalto, ci ha pensato una grande firma del giornalismo internazionale, il saggista <strong>William Langewiesche</strong> che nel 2007 pubblicò il libro &#8220;<em>Il Bazar Atomico</em>&#8221; (Adelphi). Spiegando tra le altre quale sia la genesi della proliferazione nucleare che terminata la Guerra Fredda ha orientato gli equilibri e l&#8217;ascesa di nuove potenze come il Pakistan.</p>
<p>Chi lo ha letto sa di cosa stiamo parlando. Chi non ne ha avuto il piacere e si è invece imbattuto in titoli di giornale come &#8220;<a href="https://www.ilgiornale.it/news/politica/nuovo-allarme-chernobyl-rubate-sostanze-letali-pericolo-2025358.html">Allarme a </a><span class="hilg1">Chernobyl&#8221;, oltre che per il destino dei soldati che hanno maneggiato a &#8220;mani nude&#8221; materiale radioattivo, dovrebbe iniziare a preoccuparsi per il destino delle sostanze altamente radioattive che sono state rubate da Chernobyl e che potevano essere trafugate dagli altri siti nucleari ucraini &#8211; delle quali attualmente non si hanno tracce e non sono state ottenute o divulgate informazioni precise.</span></p>
<p>I soldati russi che hanno occupato Chernobyl probabilmente non hanno letto il saggio di Langewiesche. Né conoscevano il rischio al quale si stavano sottoponendo &#8211; considerando che hanno scavato dei trinceramenti nella foresta rossa poco distante della centrale, dove anche i turisti sanno di non doversi trattenere per più di un&#8217;ora.  Ma forse sapevano &#8211; non è da escludere &#8211; che <strong>qualcuno avrebbe pagato</strong> per quel materiale raro, severamente controllato ed estremamente prezioso per qualsiasi potenza (o frangia estremista) che a differenza di Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna, Cina, India, Pakistan, quasi certamente <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-mistero-vela-israele-testo-davvero-unarma-nucleare-nelloceano.html">Israele</a>, e più che probabilmente Corea del Nord non ne è mai entrato in possesso.</p>
<h2>Un&#8217;ipotesi spaventosa ma improbabile?</h2>
<p>Ad ora l&#8217;Agenzia nucleare ucraina ha riferito che le truppe russe sono entrate in un&#8217;area di stoccaggio della base di ricerca e hanno sottratto <strong>133 sostanze altamente radioattive</strong>. Comunicando che &#8220;il posto in cui sono state portate le sostanze rubate è al momento sconosciuto&#8221;, secondo quanto affermato dal ministro dell&#8217;Energia ucraino German Galushchenko.</p>
<p><span style="font-size: 1rem;">Non è stata mai fatta menzione dell&#8217;ipotesi di un furto con movente, ma è lecito pensare che i membri di un&#8217;</span><a style="font-size: 1rem;" href="https://en.wikipedia.org/wiki/Russian_NBC_Protection_Troops">unità NBC dell&#8217;Esercito russo</a><span style="font-size: 1rem;"> &#8211; ossia operatori esperti di armi chimiche, nucleari e biologiche &#8211; fossero al corrente del tipo di materiale che avevano sotto gli occhi. Conoscendone la </span>pericolosità<span style="font-size: 1rem;"> ma anche il valore sul mercato clandestino delle armi. Un mercato al quale non è certamente facile </span>accedere. E dove le criticità nel portare a termine non affare non appartengono solo al difficile reperimento dei materiali più controllati del mondo, ma anche alla capacità di <strong>trovare un acquirente</strong> sicuro (ricorda nel libro una fonte israeliana, forse appartenente al Mossad).</p>
<p>In passato alcuni casi di furto e contrabbando di materiale radioattivo sono stati sventati e documentati. Spesso collegati ad ex membri dell&#8217;<strong> Fsb</strong> (o del precedente Kgb) che avrebbero trovato il modo di sottrarre da vecchi siti di stoccaggio delle barre di plutonio. <span style="font-size: 1rem;">Nel saggio di Langewiesche questa evenienza del furto di materiale per &#8220;bombe atomiche&#8221; non solo viene menzionata, ma anche spiegata nei suoi processi. Per quanto estremamente complesso, remoto e fallibile, il modo di estorcere attraverso corruzione del materiale radioattivo da &#8220;città chiuse&#8221; (o ex città fortezza nucleari sovietiche,<em> ndr</em>) come </span><strong style="font-size: 1rem;">Ozersek</strong> ad esempio, c&#8217;è sempre stato. Attraverso<span style="font-size: 1rem;"> il Caucaso meridionale, passando per stati come Georgia, Azerbaijan, Armenia, </span>l&#8217;obiettivo<span style="font-size: 1rem;"> dei trafficanti di materiale </span>radioattivo<span style="font-size: 1rem;"> sarebbe sempre quello di </span>raggiungere i <span style="font-size: 1rem;">principali porti della Turchia. Dove incontrare i famigerati mercanti d&#8217;armi internazionali, nella speranza di poter &#8220;vendere&#8221; la prova di un carico di materiale fissile. Secondo le </span>conclusione<span style="font-size: 1rem;"> dell&#8217;autore, raggiunte con l&#8217;ausilio di fonti classificate, il </span>più<span style="font-size: 1rem;"> delle volte questi ladri di materiale atomico si sarebbero accontentati di vendere un &#8220;campione&#8221; per poi dileguarsi con una valigetta piana di dollari americani. Questo perché si </span>sarebbero<span style="font-size: 1rem;"> sempre trovati privi della quantità o qualità necessaria da materiale da fornire ad un </span>acquirente<span style="font-size: 1rem;"> con un obiettivo preciso. </span></p>
<p><span style="font-size: 1rem;">È impossibile conoscere il motivo per cui i russi abbiano sottratto materiale </span>radioattivo potenzialmente letale per per chiunque qui lo maneggi. Forse non scopriremo mai quale sarà il loro destino, l&#8217;entità del furto e la sua ultima meta.<span style="font-size: 1rem;"> Quello che possiamo accertare è che l&#8217;occupazione</span> di siti nucleari da parte di scellerate componenti dell&#8217;esercito potrebbe celare conseguenze inimmaginabili se non condotti con la professionalità necessaria. Mosca sembra aver completamente sottovalutato questo rischio.</p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8220;Pericolo senza precedenti per le centrali nucleari in Ucraina&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/pericolo-senza-precedenti-per-le-centrali-nucleari-in-ucraina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Mar 2022 05:21:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Agenzia internazionale per l'energia atomica (AIEA)]]></category>
		<category><![CDATA[energie nucleare]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1188" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220329180731739_2ead61b2403d2a5155e29929ce106c1e-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220329180731739_2ead61b2403d2a5155e29929ce106c1e-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220329180731739_2ead61b2403d2a5155e29929ce106c1e-300x186.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220329180731739_2ead61b2403d2a5155e29929ce106c1e-1024x634.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220329180731739_2ead61b2403d2a5155e29929ce106c1e-768x475.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220329180731739_2ead61b2403d2a5155e29929ce106c1e-1536x951.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220329180731739_2ead61b2403d2a5155e29929ce106c1e-2048x1267.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La guerra tra Russia e Ucraina ha portato sulla linea del fronte molti impianti nucleari presenti nel Paese invaso dalle truppe di Vladimir Putin. I casi degli impianti di Chernobyl, occupato dai russi nelle prime ore del conflitto, e Zaporizhzhia, nelle cui prossimità si è in più occasioni combattuto, è emblematico. Un monito per molti analisti interessati &#8230; <a href="https://it.insideover.com/energia/pericolo-senza-precedenti-per-le-centrali-nucleari-in-ucraina.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/pericolo-senza-precedenti-per-le-centrali-nucleari-in-ucraina.html">&#8220;Pericolo senza precedenti per le centrali nucleari in Ucraina&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1188" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220329180731739_2ead61b2403d2a5155e29929ce106c1e-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220329180731739_2ead61b2403d2a5155e29929ce106c1e-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220329180731739_2ead61b2403d2a5155e29929ce106c1e-300x186.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220329180731739_2ead61b2403d2a5155e29929ce106c1e-1024x634.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220329180731739_2ead61b2403d2a5155e29929ce106c1e-768x475.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220329180731739_2ead61b2403d2a5155e29929ce106c1e-1536x951.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220329180731739_2ead61b2403d2a5155e29929ce106c1e-2048x1267.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La guerra tra <strong>Russia e Ucraina </strong>ha portato sulla linea del fronte molti impianti nucleari presenti nel Paese invaso dalle truppe di Vladimir Putin. I casi degli impianti di <strong>Chernobyl, </strong>occupato dai russi nelle prime ore del conflitto, e Zaporizhzhia, nelle cui prossimità si è in più occasioni combattuto, è emblematico.</p>
<p>Un monito per molti analisti interessati alla dinamica della sicurezza nucleare e che ha interessato anche l&#8217;<strong>Agenzia internazionale dell&#8217;energia atomica (Aiea), </strong>l&#8217;agenzia Onu che si occupa del dossier nucleare, pronta a studiare attentamente la situazione. L&#8217;Aiea ha raggiunto accordi con Mosca e Kiev per portare negli impiani contesi i suoi tecnici e ha inviato una delegazione ufficiale in Ucraina.</p>
<p>&#8220;Il conflitto militare sta mettendo le centrali nucleari ucraine e altre strutture con materiale radioattivo in un pericolo senza precedenti&#8221;, ha dichiarato il direttore generale dell&#8217;Aiea, <strong>Rafael Grossi,</strong> da oggi in visita in Ucraina. &#8220;Dobbiamo intraprendere un&#8217;azione urgente per garantire che possano continuare a operare in sicurezza e ridurre il rischio di un incidente nucleare che potrebbe avere un impatto grave sulla salute e sull&#8217;ambiente sia in Ucraina che altrove&#8221;, ha affermato Grossi, che si recherà in una delle centrali nucleari. &#8220;L&#8217;Ucraina ha richiesto la nostra assistenza per la sicurezza &#8211; ha proseguito, secondo quanto si legge in una nota &#8211; La presenza dell&#8217;Aiea, dove necessario per garantire sicurezza e protezione, è di fondamentale importanza. Siamo pronti ora a fornire il supporto necessario&#8221;.</p>
<hr />
<ul>
<li><a href="https://bit.ly/3qLic3w" target="_blank" rel="noopener"><strong>Quando gli incendi a Chernobyl hanno preoccupato l&#8217;Europa</strong></a></li>
<li><a href="https://bit.ly/3JRG5xR" target="_blank" rel="noopener"><strong>La crescita delle radiazioni dopo l&#8217;occupazione russa</strong></a></li>
<li><a href="https://bit.ly/3qKBmXf"><strong>Chernobyl, il fallout</strong></a></li>
</ul>
<hr />
<p>Il capo dell&#8217;<span class="hilg1">Aiea è un <strong>navigato diplomatico argentino </strong>oggi 61enne. Ex ambasciatore di Buenos Aires in Austria, Slovenia e Slovacchia, dal 2013 al 2019 è stato referente dell&#8217;Argentina presso le organizzazioni internazionali basate a Vienna e proprio dal 2019 dirige l&#8217;Aiea. Da diplomatico fortemente impegnato per la sicurezza, ha acquisito notorietà quando ha contribuito a mobilitare la <strong>Comprehensive Nuclear-Test-Ban Treaty Organization (CTBTO)</strong> per capire se un evento impulsivo sottomarino potesse aver causato la distruzione del sommergibile argentino <strong><a href="https://it.insideover.com/societa/san-juan-restera-negli-abissi-spese-alte-recupero.html" target="_blank" rel="noopener">ARA </a><em>San Juan, </em></strong>scomparso nell&#8217;Atlantico nel novembre 2017. Adesso</span> si trova in Ucraina conscio che il <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-russkiy-mir-la-guerra-in-ucraina-e-lorigine-del-putinismo.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>conflitto militare</strong> </a>rappresenti una minaccia da disinnescare: &#8220;Dobbiamo adottare misure urgenti per garantire che continuino a funzionare in sicurezza e ridurre il rischio di incidenti&#8221;, ha affermato Grossi.</p>
<p>L&#8217;Aiea ha reso noto che la missione a cui Grossi ha fatto da apripista si dispiegherà nelle prossime settimane e comprenderà l&#8217;<strong>invio di esperti dell&#8217;Agenzia</strong> &#8220;in strutture prioritarie&#8221; e la consegna di &#8220;forniture vitali per la sicurezza e la protezione, comprese le apparecchiature di monitoraggio e di emergenza&#8221;. Il diplomatico argentino ha sottolineato che a una prima analisi dei tecnici risulta intatta, nonostante i danni subiti dalla struttura -la &#8220;piccola quantità di materiale nucleare&#8221; presente nel centro di ricerca della città nord-orientale ucraina di <strong>Kharkiv, </strong>secondo centro del Paese e attualmente sotto assedio russo. Kiev sottolinea che l&#8217;impianto di ricerca nucleare ha subito diversi attacchi, l&#8217;ultimo dei quali avvenuto sabato. L&#8217;Aiea sottolinea che &#8220;l&#8217;Ucraina ha affermato che l&#8217;edificio, il suo sistema di solamento termico e la sala sperimentale sono stati danneggiati, ma la sorgente di neutroni, che contiene materiale nucleare utilizzato per generare neutroni per la ricerca e la produzione di isotopi, non lo è stato&#8221;.</p>
<p>Indiziata numero uno della missione Aiea sarà, comunque, <strong>Chernobyl, </strong>di cui preoccupano più fattori. In primo luogo la disconnessione dall&#8217;impianto elettrico nazionale, che ai detta dei tecinici per ora non dovrebbe avere un impatto critico sulle funzioni di sicurezza essenziali ma va monitorata. In secondo, il logoramento del personale: <a href="https://www.fanpage.it/esteri/centrali-nucleari-in-ucraina-laiea-zaporizhzhia-e-chernobyl-non-trasmettono-piu-dati/">l&#8217;Aiea nelle scorse settimane ha sottolineato di temere</a> &#8220;un&#8217;ulteriore deterioramento della sicurezza operativa dalle radiazioni nel sito&#8221; qualora la situazione di tensione bellica &#8220;crei ulteriore stress per i circa <strong>210 esperti tecnici</strong> e guardie che non hanno potuto ruotare nelle ultime due settimane&#8221;. Infine,<a href="https://it.insideover.com/guerra/sotto-attacco-impianto-nucleare-a-kharkiv-rischio-radiazioni.html" target="_blank" rel="noopener"> gli <strong>incendi boschivi attorno all&#8217;impianto </strong>sono ritenuti una minaccia sistemica. E a questo si aggiungono</a> dettagli di cronaca che, se confermati, aprirebbero scenari estremamente complessi:&#8221;I soldati russi stanno andando in giro su veicoli blindati nella &#8216;foresta rossà, altamente tossica, che circonda il sito della centrale nucleare di Chernobyl senza protezione dalle radiazioni, sollevando nuvole di polvere radioattiva&#8221;. Lo hanno riferito i lavoratori del sito, citati dall&#8217;Independent, definendo l&#8217;atto &#8220;suicida&#8221; per i soldati.</p>
<p>Insomma, una situazione problematica che va monitorata. E l&#8217;Aiea è in prima linea per far sì che dal caos bellico esca perlomeno un &#8220;cordone sanitario&#8221; attorno alle centrali nucleari. Un fallout di un solo impianto sarebbe una catastrofe di portata europea. E la mediazione di Grossi mira proprio a far sì che i Paesi in guerra, perlomeno, non usino il ricatto dello <strong>sfruttamento bellico</strong> delle centrali nei mesi a venire. Potenziale causa di un&#8217;escalation che sarebbe impossibile governare.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/pericolo-senza-precedenti-per-le-centrali-nucleari-in-ucraina.html">&#8220;Pericolo senza precedenti per le centrali nucleari in Ucraina&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il reattore nucleare emiratino che minaccia il Golfo</title>
		<link>https://it.insideover.com/ambiente/il-reattore-nucleare-emiratino-che-minaccia-il-golfo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jan 2020 15:07:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Agenzia internazionale per l'energia atomica (AIEA)]]></category>
		<category><![CDATA[Energia nucleare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Suhail-al-Mazrouei-Emirati-Arabi-Uniti-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Emirati nucleare" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Suhail-al-Mazrouei-Emirati-Arabi-Uniti-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Suhail-al-Mazrouei-Emirati-Arabi-Uniti-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Suhail-al-Mazrouei-Emirati-Arabi-Uniti-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Suhail-al-Mazrouei-Emirati-Arabi-Uniti-La-Presse-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La scelta tra combustibili fossili ed energia pulita attanaglia anche il Medio Oriente, che inizia a meditare su una svolta green. Tuttavia, questa operazione potrebbe implicare l’uso civile dell’energia nucleare in un’area, quella del Golfo, che di tensioni vive dalla notte dei tempi. L’idea viene dagli Emirati Arabi Uniti che, pur avendo annunciato il loro &#8230; <a href="https://it.insideover.com/ambiente/il-reattore-nucleare-emiratino-che-minaccia-il-golfo.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Suhail-al-Mazrouei-Emirati-Arabi-Uniti-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Emirati nucleare" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Suhail-al-Mazrouei-Emirati-Arabi-Uniti-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Suhail-al-Mazrouei-Emirati-Arabi-Uniti-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Suhail-al-Mazrouei-Emirati-Arabi-Uniti-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Suhail-al-Mazrouei-Emirati-Arabi-Uniti-La-Presse-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La scelta tra combustibili fossili ed energia pulita attanaglia anche il Medio Oriente, che inizia a meditare su una svolta <em>green</em>. Tuttavia, questa operazione potrebbe implicare l’uso civile dell’energia nucleare in un’area, quella del Golfo, che di tensioni vive dalla notte dei tempi. L’idea viene dagli <strong>Emirati Arabi Uniti</strong> che, pur avendo annunciato il loro programma da anni, il prossimo marzo saranno in grado di attivare il primo dei quattro reattori nucleari nella regione di Al Dhafra di Abu Dhabi. Una notizia che ha scatenato la fantasia sulle peggiori distopie militari possibili oltre che il timore di una Chernobyl del deserto.</p>
<h2>Un reattore non sicuro?</h2>
<p>La centrale nucleare degli Emirati Arabi Uniti si chiamerà <strong>Barakah</strong>, &#8220;benedizione divina&#8221;. È così che il ministro di Stato degli Emirati Arabi Uniti <strong>Sultan bin Ahmed Sultan Al Jaber</strong> ha reso pubblica la notizia in occasione della Settimana della sostenibilità di Abu Dhabi, dichiarando alla stampa che il suo sarà il primo Paese a produrre energia pulita nella regione. L&#8217;impianto di energia nucleare di Barakah si trova a circa 53 chilometri a ovest-sud-ovest della città di Ruwais. I quattro reattori nucleari di progettazione APR1400 dell&#8217;impianto forniranno fino al 25% del fabbisogno di elettricità degli Emirati Arabi Uniti una volta pienamente operativi. La costruzione dell&#8217;impianto è iniziata nel luglio 2012, a seguito del ricevimento della Licenza di costruzione da parte dell&#8217;Autorità federale per il regolamento nucleare (Fanr) e di un certificato di non obiezione da parte del regolatore ambientale di Abu Dhabi, l&#8217;Agenzia per l&#8217;ambiente &#8211; Abu Dhabi (Ead): problemi con l&#8217;addestramento del personale locale ne hanno ritardato più volte l’accensione. Lo stabilimento di Barakah è una parte importante degli sforzi degli Emirati Arabi Uniti per diversificare le sue fonti energetiche e fornirà energia pulita ed efficiente a case, aziende e strutture governative riducendo al contempo l&#8217;impronta a carbone della nazione. Una volta pienamente operativo, si prevede che l&#8217;impianto di energia nucleare di Barakah risparmierà negli Emirati Arabi Uniti fino a 21 milioni di tonnellate di emissioni di carbonio ogni anno, secondo quanto dichiarato dalla <a href="https://www.enec.gov.ae/barakah-npp/">Emirates Nuclear Energy Corporation</a>.</p>
<p>Ma i pareri sono discordi circa l’uso e i rischi che questa “benedizione divina” potrà scatenare, da una corsa agli armamenti nucleari alla catastrofe ambientale. L’associazione no profit <strong>Nuclear Consulting Group</strong> ha messo in evidenza <a href="https://www.nuclearconsult.com/">una miriade di rischi inerenti al progetto di Barakah</a>. Tra le notizie più inquietanti, il fatto che l&#8217;azienda che ha vinto l’appalto per la costruzione di Barakah &#8211; Korea Electric Power Corporation (Kepco) &#8211; ha concluso l&#8217;accordo con un&#8217;offerta &#8220;incredibilmente bassa, circa il 30% inferiore alla prossima offerta più economica&#8221;. Un prezzo stracciato reso possibile grazie alla mancanza di caratteristiche chiave per la progettazione della sicurezza normalmente previste per i nuovi reattori europei ma mancanti in quelli costruiti da Kepco. Tali caratteristiche includono un cosiddetto <em>core catcher</em> utile ad impedire al nocciolo del reattore nucleare di violare l&#8217;edificio di contenimento in caso di fusione e altre difese per evitare un significativo rilascio di radiazioni in caso di incidente o attacco intenzionale alla struttura. A ciò si aggiunge la scoperta di crepe in tutti e 4 gli edifici di contenimento del reattore e l&#8217;installazione di valvole difettose, che mettono in dubbio la capacità degli Emirati Arabi Uniti di fornire un&#8217;adeguata regolamentazione nucleare.</p>
<h2>Un pericolo per la regione</h2>
<p>Gli Emirati Arabi Uniti sono l&#8217;unico paese ad aver acquistato un reattore Kepco. Ma se questo si dimostrasse incapace di contenere ricadute radioattive risultanti da un incidente o un attacco, il problema sarebbe non solo degli Emirati. Le ricadute radioattive viaggiano e i vicini degli Emirati Arabi Uniti stanno già esprimendo le proprie preoccupazioni. Ad aprire il valzer delle proteste il <strong>Qatar</strong> che, nei mesi scorsi, aveva inviato una lettera all&#8217;<a href="https://www.iaea.org/search/google/Barakah">Agenzia internazionale per l&#8217;energia atomica</a> affermando che una fuoriuscita radioattiva accidentale potrebbe raggiungere la sua capitale, Doha, entro cinque, massimo tredici ore &#8211; e una perdita di radiazioni potrebbe devastare l&#8217;approvvigionamento idrico del Golfo a causa della forte dipendenza della regione dagli impianti di dissalazione.</p>
<p>Le relazioni tra il Qatar e il suo vicino sono già tese dopo che gli Emirati Arabi Uniti, l&#8217;Arabia Saudita, l&#8217;Egitto e il Bahrein hanno rotto i legami diplomatici, commerciali e di trasporto con il governo di Doha nel giugno 2017, con l&#8217;accusa per il Qatar di sostenere il terrorismo internazionale e il governo di Teheran. Doha ritiene che la mancanza di qualsiasi cooperazione internazionale con gli Stati limitrofi in materia di pianificazione delle catastrofi, salute e sicurezza e protezione dell&#8217;ambiente costituisca una grave minaccia per la stabilità della regione e del suo ambiente: è questo che affermava la lettera del ministero degli Affari esteri del Qatar all’ex direttore generale dell&#8217;Aiea Yukiya Amano, lo scorso marzo.</p>
<p>Il governo del Qatar afferma che la tecnologia non è sufficientemente testata in quanto vi è solo un altro reattore commerciale di questo tipo in funzione, in Corea del Sud. Nonostante l’<em>establishment</em> emiratino insista sull&#8217;intento pacifico delle proprie ambizioni nucleari, abbondano le preoccupazioni per un’eventuale <strong>effetto domino nucleare</strong> date le fratture geopolitiche tra i vicini paesi del Golfo, cresciute esponenzialmente dopo l’uccisione del generale iraniano <strong>Qassem Soleimani</strong>. Il timore più grande è che i gruppi belligeranti operativi nell&#8217;area possano iniziare a considerare anche i reattori come obiettivo da colpire, unitamente ai rischi di intercettazione dei flussi di uranio e di rifiuti pericolosi da parte di milizie armate non convenzionali.</p>
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		<title>Israele e il nucleare in Medio Oriente</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/israele-e-il-nucleare-in-medio-oriente.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Battaglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Dec 2019 16:24:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Agenzia internazionale per l'energia atomica (AIEA)]]></category>
		<category><![CDATA[Armi nucleari]]></category>
		<category><![CDATA[Nazioni Unite (Onu)]]></category>
		<category><![CDATA[Trattato di non proliferazione nucleare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="765" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/LAPRESSE_20191112212304_31086390-e1575194542326.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/LAPRESSE_20191112212304_31086390-e1575194542326.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/LAPRESSE_20191112212304_31086390-e1575194542326-300x153.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/LAPRESSE_20191112212304_31086390-e1575194542326-768x392.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/LAPRESSE_20191112212304_31086390-e1575194542326-1024x522.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Quando lo scorso 19 novembre, al Palazzo di Vetro dell’ONU a New York si è aperta la “Conference on the Establishment of a Middle East Zone Free of Nuclear Weapons and Other Weapons of Mass Destruction”, che ha visto riuniti i leader delle principali nazioni mediorientali per discutere di un progetto di non proliferazione degli &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/israele-e-il-nucleare-in-medio-oriente.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="765" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/LAPRESSE_20191112212304_31086390-e1575194542326.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/LAPRESSE_20191112212304_31086390-e1575194542326.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/LAPRESSE_20191112212304_31086390-e1575194542326-300x153.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/LAPRESSE_20191112212304_31086390-e1575194542326-768x392.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/LAPRESSE_20191112212304_31086390-e1575194542326-1024x522.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Quando lo scorso 19 novembre, al Palazzo di Vetro dell’ONU a New York si è aperta la “<strong>Conference on the Establishment of a Middle East Zone Free of Nuclear Weapons and Other Weapons of Mass Destruction</strong>”, che ha visto riuniti i leader delle principali nazioni mediorientali per discutere di un progetto di non proliferazione degli armamenti nucleari e delle armi di distruzione di massa in Medio Oriente, in molti non hanno potuto fare a meno di notare la mancanza di un Paese fondamentale al tavolo delle trattative: <strong>Israele</strong>.</p>
<p>Una assenza “pesante” quella dei rappresentanti israeliani, specialmente considerando che, in mezzo alle tensioni e ai conflitti storici mai risolti che continuano a destabilizzare la regione, gli spiragli per risolvere con la diplomazia il problema della corsa al nucleare e della diffusione delle armi di distruzione di massa sembrano restringersi ogni giorno di più.</p>
<p>I recenti tentativi dell’Iran di arricchire l’uranio e di dotarsi di un’arma atomica per garantire la propria supremazia regionale (e ridurre al minimo il rischio di “regime change”)  sebbene abbiano contribuito ad alzare notevolmente la pressione sullo scenario mediorientale, attirando l’attenzione di Israele e degli Stati Uniti, sono semplicemente la punta dell’iceberg di un problema ben più complesso e a cui si cerca di porre rimedio da moltissimo tempo, quello di una possibile escalation nucleare in Medio Oriente.</p>
<h2>Che cos’è la Nuclear Weapons Free Zone?</h2>
<p>Da oltre mezzo secolo si discute della creazione di una <strong>Nuclear Weapons Free Zone</strong> (NWFZ) e, parallelamente, di una <strong>Weapons of Mass Destruction Free Zone </strong>(WMDFZ) in Medio Oriente, ma finora quasi tutti i tentativi per ridurre la diffusione di questi armamenti nella regione sono terminati in un nulla di fatto.</p>
<p>L’idea di stabilire una zona totalmente libera dalle armi di distruzione di massa nello scenario mediorientale venne avanzata per la prima volta dall&#8217;Unione Sovietica nel 1958. In seguito, negli anni Sessanta, la proposta fu adottata come base per una discussione regionale dal <strong>Comitato per la denuclearizzazione del Medio Oriente</strong>, un collettivo di intellettuali israeliani che vedeva la corsa agli armamenti nucleari da parte di Israele come una minaccia alla sicurezza della nazione stessa.</p>
<p>Come ha precisato <a href="https://www.chathamhouse.org/sites/default/files/publications/research/2017-07-27-WMDFZME.pdf">uno studio della Chatham House</a> focalizzato sulle tappe fondamentali del progetto, “non si trattava di una posizione pacifista o di una denuncia per la natura distruttiva delle armi nucleari, ma piuttosto della preoccupazione strategica che scatenare una corsa agli armamenti nucleari nella regione sarebbe stato incredibilmente pericoloso sia per la regione sia per la sicurezza globale&#8221;.</p>
<p>E’ importante sottolineare che già in quegli anni, nonostante le tensioni e i conflitti mediorientali fossero più accesi che mai e con lo spettro della Guerra Fredda a fare da cornice ad ogni vicenda politica nella regione, apparve fin da subito chiara a tutti la necessità di limitare la diffusione delle armi nucleari in Medio Oriente al fine di evitare un tracollo anche su scala globale.</p>
<p>Tuttavia, per la prima vera proposta riguardo la creazione di una Nuclear Weapons Free Zone nella regione, bisognerà attendere fino agli anni Settanta, quando Iran ed Egitto firmarono insieme una risoluzione ufficiale all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per dar vita al progetto.</p>
<p>Fin dall&#8217;inizio l&#8217;Egitto si mostrò particolarmente interessato a stabilire una zona priva di armamenti nucleari, con l&#8217;allora presidente <strong>Hosni Mubarak</strong> che in seguito suggerì di allargare la zona proposta anche a tutte le armi di distruzione di massa.</p>
<p>Così, nel 1995, alla Review Conference dei paesi membri del <strong>Trattato di non proliferazione nucleare</strong> si decise, oltre che di prorogare indefinitamente la durata del trattato NPT, di perseguire ufficialmente l&#8217;obiettivo di creare una zona libera da armi di distruzione di massa in Medio Oriente.</p>
<p>Da lì in poi, gli sforzi sono proseguiti a rilento, con l’unica altra tappa rilevante per il progetto raggiunta nel 2012, il tentativo, peraltro più volte rimandato, di organizzare una conferenza sulla WMDFZ ospitata dalla Finlandia. Ma anche in quel caso, la posizione ostile di Israele e degli Stati Uniti rese vano ogni sforzo diplomatico.</p>
<p>Fino ad arrivare alla conferenza dello scorso 19 novembre al Palazzo di Vetro, richiesta a gran voce dagli Stati della Lega Araba attraverso una risoluzione ufficiale all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite e che, ancora una volta Israele, insieme agli alleati americani, ha deciso di boicottare.</p>
<h2>Perché Israele è fondamentale per la riuscita del progetto?</h2>
<p>Se, da un lato, le continue guerre e tensioni nella regione negli ultimi decenni non hanno di certo aiutato a creare un clima “adatto” alla discussione di un tema così delicato come l’istituzione di una zona totalmente libera da armi di distruzione di massa, dall’altro, negli ultimi anni è apparsa evidente l’ostilità di Israele al progetto e la sua decisa ambiguità in merito al proprio programma nucleare, mai “ufficializzato” formalmente da Tel Aviv.</p>
<p>L’assenza di Israele al vertice dello scorso novembre a New York, insieme alla mancanza dei rappresentati degli Stati Uniti, è sembrata quindi il frutto di una strategia ben delineata, piuttosto che di un mero sgarbo diplomatico nei confronti degli Stati arabi presenti alla conferenza.</p>
<p>Tuttavia, come hanno notato diversi osservatori, l’incontro, fortemente sostenuto anche dal segretario generale delle Nazioni Unite <strong>Antonio Guterres</strong> che ha sottolineato come la creazione di una WMDFZ sia in grado di porre definitivamente fine al rischio di conflitti nucleari nella regione, poteva costituire finalmente una solida base di partenza per l’inizio di colloqui diplomatici tra Israele e le altre potenze mediorientali.</p>
<p>Un’occasione sprecata, quindi, che non è certo passata inosservata agli occhi della comunità internazionale. Come emerge dal report finale dell’ONU sulla conferenza, i malumori tra gli altri Paesi per l’assenza di Israele non si sono fatti attendere più di tanto. Nelle loro dichiarazioni introduttive, molti delegati presenti alla conferenza hanno sottolineato come Israele sia l&#8217;unico Stato nella regione a non far parte del Trattato di non proliferazione e a non essere soggetto ai controlli <strong>dell&#8217;Agenzia internazionale per l&#8217;energia atomica</strong> (AIEA).</p>
<p>&#8220;L&#8217;assenza dell&#8217;unico Stato in Medio Oriente a possedere un’arma nucleare non promette nulla di buono&#8221;, ha affermato Abdallah Y. Al Mouallimi, rappresentante della delegazione dell’Arabia Saudita, aggiungendo che “è un fallimento da parte dell&#8217;intera comunità internazionale, non solo degli Stati del Medio Oriente, che Israele continui a ostacolare qualsiasi tentativo di costruire una zona regionale libera da armi nucleari”.</p>
<p>Come ha spiegato <a href="https://carnegieendowment.org/2016/07/07/realistic-approach-toward-middle-east-free-of-wmd-pub-64039">in un articolo pubblicato dal Carnegie Endowment for International Peace</a> l’ex vicedirettore generale e capo del dipartimento delle misure di salvaguardia dell’AIEA, <strong>Pierre Goldschmidt</strong>, all’interno del Medio Oriente, l&#8217;Egitto, l’Iran e molti altri stati arabi considerano il possesso di armi nucleari da parte di Israele come un grave ostacolo alla pace e alla sicurezza nella regione, mentre, dal canto suo, Israele vede il disarmo nucleare come conseguenza della pace, non come un presupposto di essa.</p>
<p>Lo stato attuale delle relazioni israeliane con l&#8217;Iran e, in parte, con la Siria presenta gravi ostacoli a una NWFZ in Medio Oriente e per questo, la credibilità del progetto dipenderà dall&#8217;istituzione di un regime di ispezione reciproca.</p>
<p>Tuttavia, come precisa Goldschmidt, “prima che si possa sperare di vedere ispettori israeliani in Iran e viceversa, l&#8217;Iran dovrebbe riconoscere l&#8217;esistenza di Israele e i due paesi dovrebbero stabilire normali relazioni diplomatiche”.</p>
<p>Ad ogni modo, l’articolo conclude che tutti questi ostacoli non significano necessariamente che il Medio Oriente e la comunità internazionale non possano realizzare progressi su una Nuclear Weapons Free Zone, ma indicano che è indispensabile passare da &#8220;grandi visioni&#8221; e dichiarazioni retoriche a &#8220;misure concrete&#8221; per rafforzare la fiducia.</p>
<p>“Senza uno sforzo per stabilire prima un ordine politico e di sicurezza regionale – spiega Goldschmidt-  è altamente improbabile che il Medio Oriente possa affrontare efficacemente il controllo degli armamenti”.</p>
<p>I passi da fare per stabilizzare il Medio Oriente ed evitare la proliferazione nucleare ovviamente sono ancora tanti, ma lo spazio per una soluzione diplomatica sembra restringersi ogni giorno di più. Presumibilmente, non passerà molto tempo prima che anche l’Iran porti a termine il proprio programma atomico e a quel punto Israele non sarebbe più l’unica “eccezione” nucleare della regione.</p>
<p>In vista della prossima Review Conference del Trattato di non proliferazione nucleare prevista per la primavera del 2020, la posta in gioco è dunque altissima, e, anche questa volta, tutti gli occhi saranno puntati sulla prossima mossa di Israele.</p>
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