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	<title>Aeronautica Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Wed, 13 May 2026 12:29:52 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Aeronautica Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>La strana Aeronautica militare dell&#8217;Indonesia, che usa aerei di 8 Paesi diversi. Ecco perché</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 May 2026 04:47:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Aeronautica]]></category>
		<category><![CDATA[caccia]]></category>
		<category><![CDATA[Indo-Pacifico]]></category>
		<category><![CDATA[indonesia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Marsekal_TNI_Fadjar_Prasetyo_S.E._M.P.P._CSFA._dengan_Crew_Dinamic_Show_Team.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Marsekal_TNI_Fadjar_Prasetyo_S.E._M.P.P._CSFA._dengan_Crew_Dinamic_Show_Team.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Marsekal_TNI_Fadjar_Prasetyo_S.E._M.P.P._CSFA._dengan_Crew_Dinamic_Show_Team-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Marsekal_TNI_Fadjar_Prasetyo_S.E._M.P.P._CSFA._dengan_Crew_Dinamic_Show_Team-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Marsekal_TNI_Fadjar_Prasetyo_S.E._M.P.P._CSFA._dengan_Crew_Dinamic_Show_Team-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Marsekal_TNI_Fadjar_Prasetyo_S.E._M.P.P._CSFA._dengan_Crew_Dinamic_Show_Team-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Marsekal_TNI_Fadjar_Prasetyo_S.E._M.P.P._CSFA._dengan_Crew_Dinamic_Show_Team-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La flotta aerea dell'Aeronautica militare dell'Indonesia è stranamente e straordinariamente eterogenea, compaiono infatti nelle sue fila piattaforme reperite da ben sette nazioni diverse, in barba alle criticità riscontrate nello schierare "sistemi d'arma" potenzialmente "avversari"</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-strana-aeronautica-militare-dellindonesia-che-usa-aerei-di-8-paesi-diversi-ecco-perche.html">La strana Aeronautica militare dell&#8217;Indonesia, che usa aerei di 8 Paesi diversi. Ecco perché</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Marsekal_TNI_Fadjar_Prasetyo_S.E._M.P.P._CSFA._dengan_Crew_Dinamic_Show_Team.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Marsekal_TNI_Fadjar_Prasetyo_S.E._M.P.P._CSFA._dengan_Crew_Dinamic_Show_Team.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Marsekal_TNI_Fadjar_Prasetyo_S.E._M.P.P._CSFA._dengan_Crew_Dinamic_Show_Team-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Marsekal_TNI_Fadjar_Prasetyo_S.E._M.P.P._CSFA._dengan_Crew_Dinamic_Show_Team-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Marsekal_TNI_Fadjar_Prasetyo_S.E._M.P.P._CSFA._dengan_Crew_Dinamic_Show_Team-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Marsekal_TNI_Fadjar_Prasetyo_S.E._M.P.P._CSFA._dengan_Crew_Dinamic_Show_Team-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Marsekal_TNI_Fadjar_Prasetyo_S.E._M.P.P._CSFA._dengan_Crew_Dinamic_Show_Team-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La flotta aerea dell&#8217;<strong>Aeronautica militare indonesiana</strong>, la Tentara Nasional Indonesia Angkatan Udara (TNI-AU), è tanto eterogenea quanto singolare. Nelle sue fila compaiono infatti piattaforme provenienti da ben sette nazioni differenti, in apparente contrasto con le criticità emerse negli ultimi anni riguardo allo schieramento simultaneo di sistemi d’arma potenzialmente “<em>avversari</em>” all’interno della stessa forza armata. Una <strong>peculiarità </strong>che, se da un lato garantisce un’ampia flessibilità operativa nella difesa delle oltre 17.000 isole dell&#8217;arcipelago, dall’altro può rivelare capacità e vulnerabilità di velivoli destinati teoricamente a confrontarsi anche in <a href="https://it.insideover.com/guerra/le-azioni-di-guerra-con-i-caccia-degli-altri-dallucraina-alla-cambogia-quali-sono-i-jet-coinvolti.html">scenari paralleli</a> o <a href="https://www.ilgiornale.it/news/guerra/vittoria-cina-nei-cieli-indiani-ora-pu-diventare-caso-2478288.html">contrapposti.</a></p>



<p>L’Indonesia opera infatti una delle <strong>flotte da combattimento più diversificate dell’intera regione indo-pacifica</strong>, composta da velivoli acquisiti da <strong>Francia, Stati Uniti, Federazione Russa, Corea del Sud, Turchia, Brasile, Italia e Regno Unito</strong>. Una diversità costruita attraverso decenni di decisioni d’acquisto influenzate dalla politica, dai limiti di bilancio, dalla necessità di mantenere rapporti diplomatici equilibrati e, soprattutto, da esigenze operative spesso urgenti. Jakarta ha così privilegiato, di volta in volta, il fornitore ritenuto più conveniente sul piano economico, tecnologico o geopolitico, evitando di legarsi completamente a un unico partner strategico. Osservata da una prospettiva ottimistica, la flotta mista indonesiana offre una <strong>notevole flessibilità</strong>. Diversi tipi di velivolo svolgono infatti ruoli differenti, consentendo alla TNI-AU di adattarsi a un ampio spettro di missioni. Tuttavia, questa stessa peculiarità comporta anche limiti operativi rilevanti, soprattutto sul piano dell’interoperabilità, dello scambio dati e della standardizzazione logistica.</p>



<p>Nell’Aeronautica militare indonesiana operano i <strong>caccia multiruolo Rafale B</strong> prodotti dalla francese Dassault Aviation e gli <strong>F-16 Fighting Falcon</strong> nelle versioni A, B, C e D forniti e aggiornati dalla statunitense Lockheed Martin, che volano accanto ai <strong>Sukhoi Su-27 e Su-30 di produzione russa</strong>, impiegati soprattutto in missioni di superiorità aerea e intercettazione a lungo raggio. A questi velivoli Jakarta si prepara inoltre ad affiancare il <strong>KF-21 Boramae</strong>, il caccia multiruolo di generazione 4.5 sviluppato insieme alla Corea del Sud, e il <strong>TAI TF-X Kaan</strong>, il nuovo caccia di quinta generazione progettato dall’industria turca con il supporto della britannica BAE Systems, già partner dell’Indonesia attraverso la fornitura degli Hawk destinati all’attacco leggero e all’addestramento avanzato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una missione su 17 mila isole</h2>



<p>A completare questo mosaico aeronautico figurano inoltre i <strong>T-50i Golden Eagle sudcoreani</strong>, i <strong>Super Tucano brasiliani</strong> di Embraer e gli <strong>M-346 italiani</strong> prodotti da Leonardo, utilizzati principalmente nei ruoli di addestramento avanzato, supporto ravvicinato e attacco leggero. Una struttura che permette all’Aeronautica indonesiana di coprire una vasta gamma di missioni distribuite su un arcipelago enorme, composto da oltre 17.000 isole e caratterizzato da immense distanze operative.</p>



<p>Tuttavia, <strong>proprio questa varietà rappresenta anche il principale punto debole dell’intero sistema.</strong> Ogni piattaforma richiede infatti catene logistiche dedicate, differenti componenti di ricambio, personale tecnico specializzato e programmi addestrativi specifici. I costi di manutenzione aumentano inevitabilmente man mano che le linee di supporto si moltiplicano tra fornitori, standard tecnici e dottrine operative differenti. Anche l’addestramento dei piloti e degli equipaggi diventa più complesso, poiché ciascun velivolo impiega avionica, software, armamenti e procedure spesso incompatibili tra loro.</p>



<p>Il vero nodo, però, riguarda l’interoperabilità in un eventuale scenario ad alta intensità. Integrare piattaforme occidentali, russe e asiatiche non significa semplicemente farle volare insieme, ma armonizzare sistemi di comunicazione, collegamenti dati, <strong>identificazione amico-nemico e capacità di guerra elettronica</strong>. Ed è proprio su questo fronte che emergono le maggiori criticità, già osservate in altri teatri dove velivoli e sistemi provenienti da blocchi industriali differenti si sono trovati a operare fianco a fianco. In questo senso, l’Aeronautica indonesiana sembra incarnare perfettamente il volto della nuova era multipolare: una forza aerea costruita assemblando tecnologie, dottrine e piattaforme provenienti da mondi strategici differenti. <strong>Una scelta che garantisce autonomia diplomatica e libertà d’azione, </strong>ma che rischia di trasformarsi, nel lungo periodo o in caso di conflitto reale, in un sistema estremamente difficile da sostenere sotto il profilo operativo e logistico. <br></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Dossier shock: i caccia francesi in caso di guerra possono combattere solo per 3 giorni</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/dossier-shock-i-caccia-francesi-in-caso-di-guerra-possono-combattere-solo-per-3-giorni.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Feb 2025 05:42:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Aeronautica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="977" height="652" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/Dassault_Rafale_B.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/Dassault_Rafale_B.jpg 977w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/Dassault_Rafale_B-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/Dassault_Rafale_B-768x513.jpg 768w" sizes="(max-width: 977px) 100vw, 977px" /></p>
<p>Rapporto IFRI: poche munizioni stand-off, pochi missili. Le forze aeree francesi possono combattere ad alta intensità per soli tre giorni.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="977" height="652" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/Dassault_Rafale_B.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/Dassault_Rafale_B.jpg 977w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/Dassault_Rafale_B-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/Dassault_Rafale_B-768x513.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 977px) 100vw, 977px" /></p>
<p>L&#8217;IFRI (<em>Institut Français des Relations Internationales</em>) ha recentemente pubblicato un lungo <a href="https://www.ifri.org/fr/etudes/lavenir-de-la-superiorite-aerienne-maitriser-le-ciel-en-haute-intensite">rapporto</a>, firmato da Adrien Gorremans (tenente colonnello pilota dell&#8217;Arméee de l&#8217;Air et de l&#8217;Espace) e Jean-Christophe Noël ricercatore associato presso il <em>Security Studies Center</em> dell&#8217;IFRI che è stato colonnello dell&#8217;aeronautica militare francese dove ha ricoperto anche diversi incarichi presso il quartier generale, dove ha lavorato in particolare su questioni dottrinali. Il documento analizza la situazione del <strong>potere aereo</strong> attuale, lo sviluppo dei sistemi di difesa aerea integrata e soprattutto le capacità attuali e future dell&#8217;Armée de l&#8217;Air et de l&#8217;Espace.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Armée de l&#8217;Air non all&#8217;altezza degli sviluppi russi o cinesi</h2>



<p>In particolare si afferma che i recenti sviluppi della minaccia aerea russa e cinese <strong>mettono in discussione</strong> la capacità dell&#8217;Occidente di ottenere la superiorità aerea, in particolare nell&#8217;ambito della difesa terra-aria, che rappresenta una sfida formidabile per le forze aeree europee. La proliferazione di tecnologie balistiche e ipersoniche, la tecnologia dei droni, l&#8217;accesso a mezzi avanzati di guerra elettronica e lo sfruttamento emergente di altitudini molto elevate costituiscono interruzioni di capacità con il potenziale di aggirare o esaurire il predominio aereo occidentale così come postulato dal 1945 sino alla Prima Guerra del Golfo (1991). </p>



<p>Gli autori prevedono che il combattimento aereo del prossimo decennio continuerà a essere dominato dalla furtività radar e <strong>dall&#8217;imperativo di neutralizzare le difese terra-aria nemiche</strong> (SEAD – <em>Suppression of Enemy Air Defenses</em>), ma vedrà anche un vantaggio conferito ai modelli di forza che sono passati dalla logica delle piattaforme a una logica di saturazione e distribuzione, padroneggiando al contempo un certo numero di tecnologie chiave. Soprattutto nel rapporto sono stati analizzati <strong>i limiti dell&#8217;aeronautica francese</strong>, e si afferma che il modello di forza d&#8217;oltralpe, basato sulla deterrenza e sulla difesa aerea del territorio metropolitano, sta raggiungendo i suoi limiti nell&#8217;essere efficace in un conflitto ad alta intensità, in particolare a causa della situazione di stallo in materia di stealth e SEAD e di mezzi, equipaggiamento per le missioni e per via di munizionamento insufficiente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Mancano le munizioni</h2>



<p>Da quest&#8217;ultimo punto di vista, quello del munizionamento, gli autori affermano senza messi termini che la Francia <strong>non sarebbe in grado di combattere</strong> in modo efficace come ai tempi della Guerra Fredda un nemico come la Russia odierna, che possiede sistemi da difesa aerea integrati. Inoltre vengono usate in modo intensivo munizioni il cui prezzo unitario è aumentato nel tempo e le cui scorte sono limitate. </p>



<p>Per affrontare la natura specifica delle missioni di <em>Offensive Counter Air</em> al mix Hi-Low francese manca un segmento di munizionamento <em>stand-off</em> a bassa complessità: le attuali capacità di primo ingresso, basate su un numero molto limitato di missili da crociera SCALP, non sono compatibili con un sistema di difesa aerea integrata di tipo russo e nonostante siano stati compiuti notevoli sforzi per ridurre il prezzo unitario delle bombe guidate la loro gittata attuale non è sufficiente per considerarne un utilizzo diverso da quello stand-in. Dopo la ratifica della Convenzione di Oslo sulle munizioni a grappolo nel 2010, <strong>la Francia non è più in grado di gestire obiettivi sparsi su un territorio vasto.</strong> Attaccare un aeroporto per distruggere gli aerei nemici a terra è quindi possibile solo sparando un&#8217;enorme quantità di singole munizioni in posizione <em>stand-off</em> per saturare le aree di parcheggio, oppure sparando armi di opportunità guidate da aerei che operano in posizione <em>stand-in</em>.</p>



<p>Tuttavia, la Francia non dispone né di una scorta sufficiente di munizioni <em>stand-off</em> per la prima opzione, né di un vettore sostitutivo in grado di trasportare un gran numero di munizioni semplici in un ambiente aereo conteso. In effetti, mentre le scorte francesi di armi aria-terra semplici sono a un livello costante, la situazione è molto diversa per le munizioni complesse: come osservato in un rapporto del Senato del 2023, “l&#8217;ambizione dimostrata dal Ministero delle Forze Armate in termini di munizioni resta molto insufficiente rispetto alle esigenze dei combattimenti ad alta intensità”. Il consumo di missili aria-aria osservato durante esercitazioni o simulazioni su larga scala rappresenta, rispetto alle scorte effettive del 2024, <strong>tre giorni di combattimento ad alta intensità</strong>, o addirittura un giorno nel caso particolare del missile Meteor ed è probabile che questo problema peggiori nel tempo, dati i limiti imposti dall&#8217;invecchiamento alla durata di vita dei missili. </p>



<p>Nel settore delle armi aria-terra stand-off e dei missili terra-aria, la situazione è ancora peggiore: le vendite all&#8217;Ucraina hanno ridotto le scorte di missili SCALP e ASTER 30 al limite delle scorte strategiche, in attesa di ordini di rifornimento in un contesto di bilancio che è, nella migliore delle ipotesi, incerto. </p>



<h2 class="wp-block-heading">No quinta generazione no party</h2>



<p>Altro punto dolente, ma questo è ormai arcinoto tra gli addetti ai lavori, è la mancanza di un&#8217;industria aeronautica specializzata nei caccia di <strong>quinta generazione</strong> stealth, o comunque che ha partecipato alla costruzione di questi velivoli. Gli autori del dossier scrivono, senza mezzi termini, che la Francia è rimasta “sorpresa” dalla comparsa dei velivoli stealth statunitensi negli anni Novanta e avendo già puntato sul Rafale è rimasta indietro, sebbene il velivolo si ponga tra la quarta e la quinta generazione. Più interessante è che viene affermato apertamente che i piloti da caccia francesi, quando si trovano a operare in addestramento contro alleati dotati di caccia di quinta generazione, si trovano in una situazione “molto difficile da vincere con l&#8217;attuale stato dei sensori”: un francesismo per dire che sono in aperta difficoltà.</p>



<p>La <em>stealthness</em> radar non è certamente sufficiente per ottenere la superiorità aerea, ma è un vantaggio innegabile, soprattutto negli scenari più difficili, a meno che non si accettino missioni di penetrazione a bassa quota, con un alto livello di rischio. In caso di impegno a fianco degli alleati occidentali in un conflitto ad alta intensità, i caccia francesi potrebbero essere <strong>confinati al ruolo di “supplementi” </strong>dei caccia di quinta generazione, in una coalizione aerea a due velocità, nella quale troverebbero posto anche i caccia di quarta generazione. </p>



<p>Guardando in casa nostra, possiamo senza dubbio affermare che aver partecipato, da partner, al programma JSF che ha dato vita all&#8217;F-35, ha sicuramente colmato un gap capacitivo per l&#8217;industria nazionale aeronautica e soprattutto <strong>ha fornito ai piloti di AM e MM una macchina moderna</strong> in grado di aver un ruolo di punta sul campo di battaglia.</p>
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		<title>Storia delle portaerei, vettore strategico delle guerre moderne</title>
		<link>https://it.insideover.com/video/storia-delle-portaerei-vettore-strategico-delle-guerre-moderne</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Chiara Marcassa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Aug 2023 09:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Aeronautica]]></category>
		<category><![CDATA[InsideNews]]></category>
		<category><![CDATA[Portaerei]]></category>
		<category><![CDATA[Portaerei americane]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-1-21.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-1-21.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-1-21-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-1-21-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-1-21-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-1-21-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-1-21-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Storia e sviluppo delle portaerei, grandi potenze dei mari capaci di coniugare l'arma aerea nel contesto navale per proiettare la potenza di un Paese in tutto il mondo</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-1-21.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-1-21.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-1-21-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-1-21-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-1-21-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-1-21-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-1-21-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<figure class="wp-block-video"><video height="1080" style="aspect-ratio: 1920 / 1080;" width="1920" controls poster="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-1-21.jpg" src="https://cdn.evolutionadv.it/insideover/website/2023/08/Storia_portaerei.mp4"></video></figure>



<p>Storia dell&#8217;evoluzione delle&nbsp;<strong>portaerei</strong>, le più grandi unità di superficie di una flotta da guerra, che hanno segnato lo sviluppo dei <strong>conflitti moderni</strong>. La loro versatilità e capacità di fungere da base avanzata per lanciare operazioni di ogni tipo le ha rese il braccio principale di molteplici Marine militari in tutto il mondo, coniugando al meglio l&#8217;<strong>arma aerea</strong> nel <strong>contesto navale</strong>. </p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Scopri di più</strong>: <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/storia-della-portaerei-la-vera-potenza-dei-mari.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Storia della portaerei: la vera potenza dei mari</a></li>
</ul>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/video/storia-delle-portaerei-vettore-strategico-delle-guerre-moderne">Storia delle portaerei, vettore strategico delle guerre moderne</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Bombe Usa sui caccia ucraini Sukhoi Su-27: ecco come funzionano</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/bombe-usa-sui-caccia-ucraini-sukhoi-su-27-ecco-come-funzionano.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Aug 2023 12:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Aeronautica]]></category>
		<category><![CDATA[Armi all&#039;Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1187" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/caccia-sukhoi-su-27-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/caccia-sukhoi-su-27-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/caccia-sukhoi-su-27-scaled-600x371.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/caccia-sukhoi-su-27-300x185.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/caccia-sukhoi-su-27-1024x633.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/caccia-sukhoi-su-27-768x475.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/caccia-sukhoi-su-27-1536x950.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/caccia-sukhoi-su-27-2048x1266.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Diamo uno sguardo alle bombe Jdam-Er fornite dagli Stati Uniti all'Ucraina che le sta utilizzando sui caccia Sukhoi Su-27</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/bombe-usa-sui-caccia-ucraini-sukhoi-su-27-ecco-come-funzionano.html">Bombe Usa sui caccia ucraini Sukhoi Su-27: ecco come funzionano</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1187" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/caccia-sukhoi-su-27-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/caccia-sukhoi-su-27-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/caccia-sukhoi-su-27-scaled-600x371.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/caccia-sukhoi-su-27-300x185.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/caccia-sukhoi-su-27-1024x633.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/caccia-sukhoi-su-27-768x475.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/caccia-sukhoi-su-27-1536x950.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/caccia-sukhoi-su-27-2048x1266.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;aeronautica ucraina sta utilizzando il kit di precisione per <strong>bombe a caduta liber</strong>a <em>Joint Direct Attack Munition-Extended Range</em>, o <strong>Jdam-Er</strong>, contro le forze russe nel suo sforzo di contrastare l&#8217;invasione del Paese. A <a href="https://www.thedefensepost.com/2023/03/08/us-jdam-smart-bombs-ukraine/?expand_article=1" target="_blank" rel="noreferrer noopener">inizio marzo 2023</a>, il generale dell&#8217;U.S. Air Force comandante in capo delle forze aeree statunitensi in Europa, James Hecker, aveva rivelato che gli Stati Uniti avevano inviato le Jdam-Er a Kiev, per impiegarle sui suoi cacciabombardieri tipo <strong>Su-27S</strong> (ma probabilmente anche sui MiG-29): qualcosa che era noto <a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2023-02-21/boeing-to-provide-ukraine-long-range-version-of-gps-guided-bomb" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dal 21 febbraio scorso</a>. </p>



<p>Lo Stato maggiore ucraino, nella persona di Yuri Ignat, <a href="https://www.thedrive.com/the-war-zone/ukraine-confirms-jdam-precision-bombs-are-now-being-used-in-combat" target="_blank" rel="noreferrer noopener">alla fine di marzo</a> aveva confermato le parole del generale Hecker quando aveva detto che “utilizziamo bombe Jdam. Si tratta di bombe di tipo occidentale con le quali la nostra aviazione colpisce con successo obiettivi importanti. Queste bombe sono <strong>leggermente meno potenti</strong>, ma estremamente precise. Mi piacerebbe avere più bombe simili per avere successo al fronte”. </p>



<p>Il significato di quel “leggermente meno potenti” non è chiaro, ma è probabile che Ignat si riferisse al fatto che gli ucraini usano il kit Jdam su bombe da 450 o addirittura 225 chilogrammi invece che sulle bombe più grandi da 900. </p>



<p>Finora non ci sono dettagli su quale tipo di bombe gli ucraini abbiano montato il kit Jdam-Er, ma le fotografie che ci sono giunte in questi mesi sembrano indicare le Mk-82 da 225 chilogrammi (500 libbre). </p>



<p>L&#8217;Er della <em>Joint Direct Attack Munition</em> è l&#8217;ultima variante del kit di guida di precisione prodotto da Boeing. In produzione dal 1998, il kit serve a trasformare le bombe a caduta libera non guidate in ordigni di precisione e sono attualmente impiegati dall’aeronautica e dalla marina americana e dalle forze aeree di oltre 26 altri Paesi.</p>



<p>Il kit di guida Er incorpora un set di ali a basso costo per triplicare la portata dell&#8217;ordigno portandola a oltre 45 miglia (72 chilometri). Il munizionamento ha registrato un&#8217;affidabilità del 95% con un Cep (<em>Circular Error Probable</em>) di 9,6 metri che scendono a 5 quando sono disponibili le coordinate geografiche del bersaglio tramite sistema di posizionamento globale (Gps). </p>



<p>Il dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, insieme a Boeing, ha deciso di produrre su grande scala le Jdam-Er nel 2021 a seguito dell&#8217;efficienza dimostrata, ed è anche per questo che il Pentagono ha stabilito di inviarle all&#8217;Ucraina. Questo kit permette infatti di avere un <strong>ordigno di precisione a basso costo</strong> grazie all&#8217;aggiunta di superfici aerodinamiche su una normale bomba a caduta libera insieme a un sistema di navigazione inerziale (Ins) assistito dal sistema di posizionamento globale. Il sistema di navigazione si coordina con l&#8217;avionica del cacciabombardiere per ottenere i vettori di posizione e velocità, sebbene le coordinate dell&#8217;obiettivo possano essere preimpostate a terra. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">&quot;Happy Ukrainian Independence Day!&quot;<br>Lieutenant General Mykola Oleshchuk. <a href="https://t.co/CCUmClvJsy">pic.twitter.com/CCUmClvJsy</a></p>&mdash; Ukrainian Air Force (@KpsZSU) <a href="https://twitter.com/KpsZSU/status/1694618329015599234?ref_src=twsrc%5Etfw">August 24, 2023</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Una bomba Jdam può planare autonomamente verso le coordinate del bersaglio dopo il suo rilascio dall&#8217;aereo, permettendogli di allontanarsi immediatamente dopo lo sgancio e così non avvicinarsi ai sistemi contraerei avversari. Una Jdam può essere sganciata in diverse modalità: picchiata, loft, volo rettilineo e livellato e può colpire in asse o fuori asse dal bersaglio da altitudini molto basse o molto elevate. </p>



<p>Come per i missili antiradiazioni Agm-88 “Harm”, anche per le Jdam-Er è stato necessario <strong>adeguare i cacciabombardieri ucraini</strong> al loro utilizzo, trattandosi di velivoli di fabbricazione sovietica/russa non adatti a utilizzare l&#8217;armamento di fabbricazione occidentale. </p>



<p>Per usare le bombe con questo kit, il personale statunitense e ucraino ha dovuto inventare un nuovo pilone subalare per i caccia ucraini che permettesse al velivolo di comunicare con la bomba e quindi aggiornare i dati di lancio. </p>



<p>A quanto pare, il nuovo pilone pensato per adeguare il munizionamento occidentale ai caccia di Kiev utilizzante il <a href="https://www.forbes.com/sites/davidaxe/2023/08/24/ukraines-su-27-interceptors-are-dropping-high-tech-american-glide-bombs/?sh=79f81806612e" target="_blank" rel="noreferrer noopener">bus dati digitale Mil-Std-1760C</a> ha reso compatibili i MiG-29 e i <strong>Sukhoi Su-27</strong> con le Jdam-Er. </p>



<p>L&#8217;aviazione di Kiev ha in servizio Su-27P, assegnati alla difesa aerea e privi di qualsiasi capacità aria-suolo, e Su-27S utilizzati dalle forze aeree tattiche, che hanno una limitata capacità di attacco al suolo (fino a 4 tonnellate di bombe e razzi). Quindi è probabile che la scelta sia ricaduta su questi ultimi in quanto presentano anche il vantaggio che i loro piloti abbiano svolto addestramento per l&#8217;attacco al suolo. </p>



<p>Agli ucraini, dei 50 Su-27 anteguerra, in teoria <strong>ne restano circa 38</strong> di entrambe le versioni considerando che 70 erano in servizio negli anni Novanta e che almeno una quarantina di essi, sino al 2014, erano stati messi a terra per poi essere cannibalizzati e utilizzati per ottenere ulteriori esemplari in efficienza, ma sta diventando sempre più difficile stabilire il numero di cacciabombardieri di questo tipo ancora disponibili per Kiev. Ogni Su-27 che l’Ucraina perde è un Su-27 che non può sostituire in quanto, a differenza dei MiG-29 e dei Su-25, questo caccia non era in servizio negli ex Paesi del Patto di Varsavia ora facenti parte della Nato. </p>



<p>Tornando al lavoro di adeguamento dei Su-27 per poter utilizzare l&#8217;armamento occidentale, è probabile che questo sia stato facilitato dal fatto che gli Stati Uniti posseggano da anni almeno un Su-27 (proprio di provenienza ucraina) usato per l&#8217;<strong>addestramento</strong> dei piloti al <em>dogfight </em>(ma non solo) e probabilmente da un evento risalente al primo giorno di guerra che è stato rapidamente dimenticato: il <a href="https://theaviationist.com/2022/03/01/ukrainian-su-27-returns-to-ukraine/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">24 febbraio 2022</a> un Su-27P dell&#8217;aviazione ucraina a pieno carico con sei missili aria-aria R-27 (AA-10 “Alamo” in codice Nato) e quattro R-73 (AA-11 “Archer”) a guida Ir, era atterrato in Romania nella base aerea di Bacău, per poi decollare una settimana dopo completamente disarmato. In quella occasione probabilmente esperti occidentali hanno effettuato ulteriori valutazioni riguardanti l&#8217;avionica del caccia e la sua compatibilità con missili e bombe occidentali.</p>
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		<title>L&#8217;Iran ripensa la propria forza aerea e parte da un nuovo nido d&#8217;aquila</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/liran-ripensa-la-propria-forza-aerea-e-parte-da-un-nuovo-nido-daquila.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Chiara Marcassa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Feb 2023 05:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Aeronautica]]></category>
		<category><![CDATA[Aviazione russa]]></category>
		<category><![CDATA[Base iraniana]]></category>
		<category><![CDATA[Sukhoi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230221184049259_4ec4b3f6dfbdca9fa0dd33a270fb20c7-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230221184049259_4ec4b3f6dfbdca9fa0dd33a270fb20c7-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230221184049259_4ec4b3f6dfbdca9fa0dd33a270fb20c7-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230221184049259_4ec4b3f6dfbdca9fa0dd33a270fb20c7-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230221184049259_4ec4b3f6dfbdca9fa0dd33a270fb20c7-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230221184049259_4ec4b3f6dfbdca9fa0dd33a270fb20c7-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230221184049259_4ec4b3f6dfbdca9fa0dd33a270fb20c7-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Due settimane dopo una massiccia esercitazione congiunta Usa-Israele, le forze armate iraniane hanno giocato al rilancio presentando la nuova base aerea militare Oghab-44, costruita a centinaia di metri sotto terra, al sicuro dai bombardamenti americani. L&#8217;iniziativa sembra inserirsi in un più ampio piano per rilanciare la potenza aerea iraniana nella regione e riaffermare il controllo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/liran-ripensa-la-propria-forza-aerea-e-parte-da-un-nuovo-nido-daquila.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230221184049259_4ec4b3f6dfbdca9fa0dd33a270fb20c7-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230221184049259_4ec4b3f6dfbdca9fa0dd33a270fb20c7-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230221184049259_4ec4b3f6dfbdca9fa0dd33a270fb20c7-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230221184049259_4ec4b3f6dfbdca9fa0dd33a270fb20c7-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230221184049259_4ec4b3f6dfbdca9fa0dd33a270fb20c7-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230221184049259_4ec4b3f6dfbdca9fa0dd33a270fb20c7-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230221184049259_4ec4b3f6dfbdca9fa0dd33a270fb20c7-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Due settimane dopo una massiccia esercitazione congiunta Usa-Israele, le forze armate iraniane hanno giocato al rilancio presentando la nuova<strong> base aerea militare Oghab-44</strong>, costruita a centinaia di metri sotto terra, al sicuro dai bombardamenti americani. L&#8217;iniziativa sembra inserirsi in un più ampio piano per rilanciare la potenza aerea iraniana nella regione e riaffermare il controllo sul Golfo Persico. </p>



<p>Anche quest’anno <strong>l’anniversario della rivoluzione khomeinista</strong> ha portato con sé un annuncio in pompa magna. In presenza delle massime autorità militari del Paese, il comandante in capo delle Forze Armate Iraniane Mohammad Hossein Baqeri e il comandante dell’esercito iraniano Abdolrahim Mousavi hanno presieduto la cerimonia di presentazione di Oghab-44, trasmettendo sui canali nazionali le immagini della nuova base sotterranea, comprese le strutture interne e velivoli parcheggiati.</p>



<p>Non a caso, la notizia arriva a meno di due settimane dalla conclusione dell’operazione Juniper Oak, <a href="https://twitter.com/CENTCOM/status/1618601053083127811">definita</a> dallo stesso Comando Centrale delle forze armate americane come “la più grande <strong>esercitazione congiunta</strong> Stati Uniti-Israele”. L&#8217;iniziativa ha dimostrato la rapidità con cui Washington è in grado di trasferire le proprie forze armate all’esterno dell’area di responsabilità Centcom e l&#8217;alto grado di integrazione con le forze di difesa israeliane. Nonostante i funzionari della difesa americana <a href="https://www.mei.edu/publications/juniper-oak-2023-reinforces-us-commitment-middle-east-sets-standard-future-regional" target="_blank" rel="noreferrer noopener">abbiano assicurato</a> che l’esercitazione non era rivolta a nessun Paese nello specifico, la settimana di operazioni ha certamente <strong>segnalato le</strong> <strong>capacità </strong>degli States e del loro principale partner regionale di puntare all’Iran – come anche a Cina e Russia – rinforzando il concetto di deterrenza integrata insito nella National Defense Strategy.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il nido dell&#8217;aquila iraniana</h2>



<p>Il nome della nuova base tattica è la traduzione in farsi della parola &#8220;aquila&#8221;, mentre il numero 44 si riferisce all&#8217;anniversario della rivoluzione del 1979; è situata a 120 chilometri a nord di Bandar Abbas, in una remota area della provincia di Hormozgan. L&#8217;ispirazione del nome è chiara: nonostante la posizione arretrata, la struttura sorveglia e tiene a tiro le rotte strategiche di trasporto marittimo nel Golfo Persico e nello <strong>Stretto di Hormuz</strong>. In questo nuovo nido dell&#8217;aquila le autorità iraniane ripongono grandi speranze. Durante la cerimonia d&#8217;inaugurazione, l&#8217;alto ufficiale delle Guardie della Rivoluzione Gholamreza Jalali ha riferito che la struttura potrebbe <strong>rivoluzionare la postura militare</strong> del Paese e forzare il nemico a riconsiderare i suoi calcoli militari. </p>



<p>Il comandante Baqeri <a href="https://www.forbes.com/sites/pauliddon/2023/02/07/eagle-44-underground-airbase-hints-at-irans-strategy/?sh=182641146bc2" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha poi aggiunto</a> che Oghab-44, insieme ad altre non meglio specificate basi aeree sotterranee, potrebbe espandere il potere deterrente iraniano oltre le note capacità missilistiche <strong>rimettendo la forza aerea in campo</strong>. Consapevole che l&#8217;aviazione militare iraniana ha sempre avuto finanziamenti notevolmente minori rispetto alle Guardie della Rivoluzione Islamica e alle e altri rami delle forze armate regolari, Baqeri ha garantito che questa e altre future iniziative sorelle puntelleranno la debolezza della flotta aerea del Paese ospitando nuovi jet e proteggendoli da attacchi nemici. </p>



<p>Con catene montuose a nord e a sud, la topografia del luogo <strong>scoraggia attacchi aerei e missilistici</strong>, ma difficilmente questi ostacoli saranno così insormontabili da bloccare armi di nuova generazione. Allo stesso modo, i pesanti portali anti-esplosione che proteggono le quattro entrate della struttura hanno poche possibilità di resistere ad un eventuale attacco tattico nucleare, e gli stessi aerei alloggiati nei bunker corazzati devono pur decollare e atterrare su piste esposte dove rimangono vulnerabili all&#8217;artiglieria nemica. Dalle immagini trasmesse dalle emittenti governative si evince che la struttura è ancora incompleta, ma per ora gli ampi tunnel che collegano le aree della struttura dedicate alla manutenzione e all&#8217;armamento dei velivoli e allo stoccaggio di carburante non sono forniti di dispositivi antincendio o che favoriscano la ventilazione, e questo potrebbe costituire un&#8217;ulteriore vulnerabilità della base. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Rilanciare l&#8217;aviazione per controllare il Golfo</h2>



<p>I recenti commenti di Baqeri, l’inaugurazione di Oghab-44 e la promessa di altre basi aeree rinforzate suggeriscono che l’Iran potrebbe concentrare i propri sforzi per una <strong>forza aerea più moderna</strong>. Ne è un esempio la trattativa per i 24 <strong>Su-35</strong>, caccia multi-ruolo venduti da Mosca in cambio di droni iraniani, la cui consegna sembra <a href="https://www.startmag.it/smartcity/la-russia-consegnera-i-caccia-su-35-a-iran/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">prevista per marzo 2023</a>. Il tempismo dell&#8217;acquisizione volge a favore della narrativa ricattatoria di Mosca. Il Cremlino sembra voler mandare un messaggio chiaro: se i governi occidentali manderanno gli F-16 o altri aerei da combattimento in Ucraina, la Russia darà i suoi Sukhoi 35 a Teheran. Il comandante dell&#8217;aviazione Hamid Vahedi <a href="https://www.borna.news/%D8%A8%D8%AE%D8%B4-%D8%B3%DB%8C%D8%A7%D8%B3%DB%8C-3/1372678-%D8%AE%D8%B1%DB%8C%D8%AF-%D8%AC%D9%86%DA%AF%D9%86%D8%AF%D9%87-%D8%B3%D9%88%D8%AE%D9%88-%D8%A7%D8%B2-%D8%B1%D9%88%D8%B3%DB%8C%D9%87-%D8%AF%D8%B1-%D8%AF%D8%B3%D8%AA%D9%88%D8%B1-%DA%A9%D8%A7%D8%B1-%D8%A7%D8%B1%D8%AA%D8%B4-%D8%A7%DB%8C%D8%B1%D8%A7%D9%86" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha confermato</a> che il Paese è pronto ad acquistare anche elicotteri, sistemi di difesa e vari missili da Mosca. </p>



<p>La <strong>partnership strategica con la Russia</strong> e i potenziali nuovi jet da combattimento costituirebbero un salto quantico per l&#8217;Iriaf, la forza aerea della Repubblica Islamica. Attualmente, il suo pilastro fondamentale è costituito dalla flotta di <strong>F4 Phantom</strong> che l&#8217;aviazione dello scià Pahlavi aveva acquistato dagli Stati Uniti prima della rivoluzione. Si parla dunque di dispositivi vecchi di almeno 45 anni. Poco meno datate sono anche le altre componenti dell&#8217;aviazione militare iraniana, i MiG-29 e i Su-24, acquisiti dall&#8217;Unione Sovietica sull&#8217;orlo della dissoluzione nel 1990.</p>



<p>Armati con missili antinave a lungo raggio e munizioni moderne in grado di agganciare obiettivi mobili, i nuovi aerei che decolleranno da Oghab-44 potrebbero lanciare attacchi preventivi a sorpresa contro le grandi corazzate della marina americana che navigano nel Golfo (specialmente le portaerei e i gruppi anfibi) ma anche contro le basi militari statunitensi sulla sponda opposta. L’ultimo dispiegamento della <strong>portaerei Ronald Reagan</strong> e del suo gruppo d&#8217;attacco, Carrier Strike Group, risale a settembre 2021, e la quinta flotta americana, deputata al pattugliamento della regione, è stata più volte schierata a distanza di tiro dall&#8217;Iran. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/liran-ripensa-la-propria-forza-aerea-e-parte-da-un-nuovo-nido-daquila.html">L&#8217;Iran ripensa la propria forza aerea e parte da un nuovo nido d&#8217;aquila</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Presto un&#8217;unica rete per i simulatori degli F-35?</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/presto-ununica-rete-per-i-simulatori-degli-f-35.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Acciaccarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Dec 2019 08:51:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Aeronautica]]></category>
		<category><![CDATA[Aeronautica statunitense]]></category>
		<category><![CDATA[Esercitazioni militari]]></category>
		<category><![CDATA[simulatore]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/F-35-Lightning-La-Presse-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="F-35 caccia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/F-35-Lightning-La-Presse-2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/F-35-Lightning-La-Presse-2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/F-35-Lightning-La-Presse-2-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/F-35-Lightning-La-Presse-2-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dal prossimo anno aumenteranno le tecnologie a disposizione dei piloti dei Lockheed Martin F-35, specialmente quelle relative alle esercitazioni al simulatore. L’azienda statunitense, infatti, si è posta l’obiettivo entro la fine del 2020 di far sì che sia possibile connettere in rete tra di loro tutti i simulatori di volo presenti negli Stati Uniti, così &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/presto-ununica-rete-per-i-simulatori-degli-f-35.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/F-35-Lightning-La-Presse-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="F-35 caccia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/F-35-Lightning-La-Presse-2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/F-35-Lightning-La-Presse-2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/F-35-Lightning-La-Presse-2-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/F-35-Lightning-La-Presse-2-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Dal prossimo anno aumenteranno le tecnologie a disposizione dei piloti dei <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/programma-f-35.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Lockheed Martin F-35</strong></a>, specialmente quelle relative alle <strong>esercitazioni al simulatore</strong>. L’azienda statunitense, infatti, si è posta l’obiettivo entro la fine del 2020 di far sì che sia possibile <strong>connettere in rete </strong>tra di loro tutti i <strong>simulatori di volo</strong> presenti negli Stati Uniti, così da assicurare lo svolgimento in contemporanea delle esercitazioni. Ma se in un primo momento l&#8217;<strong>Aeronautica statunitense</strong> (Usaf, Us Air Force) è l&#8217;obiettivo diretto di Lockheed Martin nel futuro anche il Regno Unito avrà questa capacità, fungendo da trampolino per una sua potenziale estensione anche agli altri Paesi (tra cui l&#8217;<strong>Italia</strong>) che utilizzano il caccia multiruolo di quinta generazione. Lo scopo non è solo quello di aumentare l&#8217;interoperabilità tra le diverse aeronautiche, ma anche quello di ridurre i costi e permettere un addestramento dei piloti in scenari maggiormenti complessi in totale sicurezza.</p>
<h2>La prima fase di sperimentazione</h2>
<p>I primi test si svolgeranno nella <strong>base aerea di Nellis</strong>, Nevada, dove, da gennaio, i piloti dell’Usaf inizieranno l’ultima fase di sperimentazione del <strong>Distributed Mission Training</strong> (Dmt). Se tutto dovesse procedere per il meglio, allora i tecnici di Lockheed Martin inizieranno l&#8217;implementazione dell’hardware di tutti i simulatori dell’F-35 presenti negli Stati Uniti, che saranno collegati in un’unica rete capace di gestire –potenzialmente– un <strong>numero illimitato di connessioni</strong>, provenienti anche da migliaia di chilometri di distanza. A spiegare i prossimi passi è stato <strong>Chauncey McIntosh</strong>, vicepresidente di Lockheed per la formazione e la logistica del programma F-35, che ha spiegato, nel <a href="https://www.defensenews.com/digital-show-dailies/itsec/2019/12/04/coming-in-2020-a-new-technology-that-will-link-f-35-simulators-across-the-globe/">corso di un evento ad Arlington</a>, come le prove di connessione portate a termine abbiano dato ottimi risultati. Il passo avanti è importantissimo, specialmente perché in questo modo sarà possibile ovviare al limite fisico che per utilizzare in tempo reali più simulatori obbliga a portarli nello stesso luogo.</p>
<p>La capacità di connettere in tempo reale simulatori posti a distanza tra di loro e di assicurare la piena ed effettiva funzionalità, però, non sarà l’unica novità nel prossimo futuro. Gli ingegneri e i tecnici di Lockheed Martin stanno, infatti, lavorando allo sviluppo di un sistema che possa connettere anche i simulatori di altri aerei, collegando tra di loro gli F-35 con i caccia Lockheed Martin <strong>F-22 Raptor</strong> e<strong> F-16 Fighting Falcon</strong>, così come l’aereo da sorveglianza e preallarme <strong>Boeing E-3 Sentry</strong>. L’obiettivo è quello di assicurare lo svolgimento di esercitazioni al simulatore nel corso del quale vengono utilizzati i principali velivoli in uso all’Usaf, così da preparare al meglio i piloti alla vita operativa.</p>
<h2>I piani per il futuro</h2>
<p>In prima linea nello sviluppo di simulatori sempre più avanzati e capaci di interpretare e rappresentare i dati raccolti nelle diverse operazioni, ovviamente, ci sono gli Stati Uniti, guidati dal centro di ricerca dell’<strong>Aeronautica</strong> che ha chiesto un aumento dei fondi destinati allo sviluppo di software per collegare i diversi simulatori in uso alle varie forze armate. Al momento al Distributed Mission Training di Lockheed Martin l’Usaf ha affiancato il programma <a href="https://www.defensenews.com/digital-show-dailies/itsec/2016/11/30/air-force-to-invest-in-common-architecture-for-simulators/">Simulator Common Architecture Requirements and Standards</a> (<strong>Scars</strong>), con l&#8217;obiettivo di rendere le simulazioni di volo sempre più interconnesse e con un software capace di analizzare e rappresentare un’elevatissima quantità di dati inseriti. Il primo contratto per continuare lo sviluppo del programma dovrebbero arrivare nel 2020, seguendo alla <a href="https://www.bgov.com/spend/opportunities/detail#!/2555602/documents">richiesta</a> del 2018 inviata al <strong>Pentagono</strong> da <a href="https://news.bloomberglaw.com/federal-contracting/air-force-wants-a-contractor-to-link-its-training-simulators">900 milioni di dollari</a> per i prossimi 10 anni.</p>
<p>L’interesse delle industrie sembra elevato e la dimostrazione di ciò è la volontà di <strong>Lockheed Martin</strong> di connettere in un’unica e sicura rete i simulatori degli F-35. Il naturale proseguo dello sviluppo sarà la connessione con i software addestrativi degli altri aerei in uso all’Usaf, per poi continuare nell’integrazione con i simulatori in uso alle altre forze armate statunitensi. I pro superano di molto i contro, specialmente perché effettuare esercitazioni basati su scenari complessi potrebbe in futuro diventare meno dispendioso in termini economici e maggiormente sicuro, arrivando a simulare senza difficoltà anche conflitti su scala globale.</p>
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		<title>La Svezia lotta contro gli incendi usando i suoi caccia da guerra</title>
		<link>https://it.insideover.com/ambiente/svezia-incendi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[eldoleo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Jul 2018 11:45:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Aeronautica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1600" height="1067" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/37869763_10156415798510833_5655362233836765184_n.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/37869763_10156415798510833_5655362233836765184_n.jpg 1600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/37869763_10156415798510833_5655362233836765184_n-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/37869763_10156415798510833_5655362233836765184_n-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/37869763_10156415798510833_5655362233836765184_n-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p>
<p>Sembra assurdo, ma l&#8217;aeronautica svedese ha deciso di combattere un incendio boschivo con i suoi jet da caccia. Per frenare l&#8217;avanzata di un incendio divampato 13 giorni fa, sono stati inviati due caccia Gripen che sfruttando l&#8217;onda d&#8217;urto sprigionata dalla detonazione di armi a guida laser con precisione millimetrica, hanno circoscritto le fiamme per permettere &#8230; <a href="https://it.insideover.com/ambiente/svezia-incendi.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1600" height="1067" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/37869763_10156415798510833_5655362233836765184_n.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/37869763_10156415798510833_5655362233836765184_n.jpg 1600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/37869763_10156415798510833_5655362233836765184_n-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/37869763_10156415798510833_5655362233836765184_n-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/37869763_10156415798510833_5655362233836765184_n-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p><p>Sembra assurdo, ma l&#8217;aeronautica svedese ha deciso di combattere un incendio boschivo con i suoi jet da caccia. Per frenare l&#8217;avanzata di un incendio divampato 13 giorni fa, sono stati inviati due caccia<strong> Gripen</strong> che sfruttando <strong>l&#8217;onda d&#8217;urto</strong> sprigionata dalla detonazione di armi a guida laser con precisione millimetrica, hanno circoscritto le fiamme per permettere ai vigili del fuoco di continuare a domare l&#8217;incendio in una fase estremamente critica.</p>
<p>Gli scienziati descrivono questo &#8220;singolare effetto&#8221; come la <strong>forza dell&#8217;ossigeno</strong> che viene sprigionata quando soffiamo per spegnere le candeline su una torta di compleanno.</p>
<p>Secondo quanto ha riportato la testata <em><a style="color: #0000ff;" href="https://www.thelocal.se/20180725/watch-swedish-fighter-jets-drop-bombs-on-forest-fire">The Local-Sweden</a></em>, l&#8217; incendio boschivo di notevoli dimensioni è divampato nell&#8217;area della foreste di <strong>Älvdalen</strong> &#8211; una zona situata nella Svezia centrale destramente difficile da raggiungere per i vigili del fuoco &#8211; e veniva domato da due settimana senza successo.</p>
<p>La situazione, già critica, sarebbe peggiorata lì dove le fiamme avessero raggiunto un poligono militare disseminato di ordigni esplosivi, mettendo in serio pericolo l&#8217;incolumità del personale inviato a frenare le fiamme che avrebbero proseguito a bruciare la foresta aumentando le dimensioni dell&#8217;incendio.</p>
<p></p>
<p>Per questo l&#8217;aeronautica svedese &#8211; <em>Svenska flygvapnet</em> &#8211; ha deciso di armare una coppia di caccia da combattimento lanciato Gripen con <strong>bombe a guida laser GBU-49</strong> e di inviarli a compilare questo singolare &#8220;target&#8221; non militare. I Gripen hanno sganciato le bombe da un altitudine di 9.800 piedi (approssimativamente 3.000 metri): le bombe detonate sull&#8217;obiettivo hanno estinto le fiamme per un raggio di oltre 100 metri dal punto d&#8217;impatto. Riducendo l&#8217;ampiezza dell&#8217;incendio e permettendo ai vigili del fuoco di riprendere le loro operazioni in sicurezza.</p>
<p>L&#8217;<a href="https://eu.usatoday.com/story/news/nation-now/2014/05/22/fighting-wildfires-explosives-australia/9392851/">improvviso cambiamento di pressione</a> soffia le fiamme di un fuoco dalla sua fonte di combustibile, in questo caso alberi, cespugli e sottobosco; la stessa cosa che accade quando si deve spegnere le candela di una torta di compleanno: si separa con la forza del soffio la fiamma dallo stoppino. Questo non è altro che lo stesso principio applicato dagli ingegneri che impiegano cariche esplosive per estinguere <strong>gli incendi nei pozzi petroliferi</strong>.</p>
<p>Questa missione dimostra come arginare con successo &#8211; secondo i report del governo svedese &#8211; gli incendi che divampano sempre più spesso raggiungendo dimensioni tali da portare esiti catastrofici per il nostro pianeta.</p>
<p>L&#8217;incendio in questione ha coperto 14mila ettari di estensione diventando, per un paese dal clima rigido non incline agli incendi boschivi, il più grande incendio degli ultimi 40 anni.</p>
<p></p>
<h2>Le bombe intelligenti impiegate</h2>
<p>L&#8217;aeronautica svedese ha utilizzato una delle più recenti e grandi <strong>bombe guidate di precisione</strong> in suo possesso per questa particolare missione. La<strong> Gbu-49</strong> è considerata una bomba a guida laser &#8220;<strong>Enhanced Paveway</strong>&#8221; con una configurazione a doppio cercatore che gli permettere di sfruttare sia la guida Gps sia la guida laser.</p>
<p>Il pilota del caccia che impieghi questo tipo di munizione in un raid, normalmente inserisce una serie di<strong> coordinate Gps</strong> che la portano a colpire il bersaglio; ma nel caso il nemico disturbasse o bloccasse il segnale per la guida satellitare, il pilota passa alla guida laser che non può essere &#8220;disturbata&#8221;.</p>
<p></p>
<h2>Il &#8220;Grifone&#8221; della Saf</h2>
<p>Il <strong>Jas 39 E</strong> è l&#8217;ultimo caccia multiruolo della famiglia Grifone sviluppato dall’azienda svedese Saab (Svenska Aeroplan AktieBolaget). Jet da combattimento multiruolo entrato in forza alla <strong>Swedish Air Force</strong> nel 1996, è un caccia monoposto con ala a delta e alette canard capace di raggiungere una velocità di Mach 2 spinto da un motore Volvo Rm 12.</p>
<p>L’ultima versione del Gripen ha dimostrato un<strong> miglioramento di longevità operativa</strong>, sistemi generali, payload, apparati di comunicazioni, prestazioni, avionica, interfaccia Human-Machine Interface (Hmi) /sensor fusion. Queste qualità, insieme alle dotazioni di radar Active Electronically Scanned Array (Aesa), Infra Red Search and Track (Irst), e apparati per Electronic Warfare (Ew) all&#8217;avanguardia rendono l’ultimo Jas 39 un competitivo <strong>caccia multiruolo di 4ª generazione</strong> &#8220;avanzata&#8221; ma anche, con buone probabilità l&#8217;ultima piattaforma che la Saab svilupperà. Il suo armamento è composto un cannoncino da 27 mm Mauser Bk27 gun e combinazioni per un carico di 3.500 kg di armamenti convenzionali air-to-air, anti-ship, air-to-surface.</p>
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		<title>Cos&#8217;è la procedura di &#8220;scramble&#8221;  che difende i cieli dell&#8217;Italia</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/ecco-cose-la-procedura-di-scramble-e-chi-difende-i-nostri-cieli.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Jul 2018 07:36:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Aeronautica]]></category>
		<category><![CDATA[Difesa europea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LP_5322889.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LP_5322889.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LP_5322889-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LP_5322889-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LP_5322889-1024x681.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La corsa dei piloti agli apparecchi già schierati sulla pista, il decollo immediato e il  boom sonico dovuto alla massima accelerazione, data per raggiungere la quota ottimale e intercettare il prima possibile una potenziale minaccia per il nostro spazio aereo. Lo &#8220;scramble&#8221; ( dall&#8217;inglese corsa ndr) è un termine militare con il quale si definisce il decollo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/ecco-cose-la-procedura-di-scramble-e-chi-difende-i-nostri-cieli.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/ecco-cose-la-procedura-di-scramble-e-chi-difende-i-nostri-cieli.html">Cos&#8217;è la procedura di &#8220;scramble&#8221;  che difende i cieli dell&#8217;Italia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LP_5322889.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LP_5322889.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LP_5322889-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LP_5322889-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LP_5322889-1024x681.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La corsa dei piloti agli apparecchi già schierati sulla pista, il decollo immediato e il  <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="https://www.focus.it/scienza/scienze/boom-sonico-nord-italia-muro-del-suono">boom sonico</a> dovuto alla massima accelerazione, data per raggiungere la quota ottimale e intercettare il prima possibile una potenziale minaccia per il nostro spazio aereo.</p>
<p>Lo &#8220;scramble&#8221; ( dall&#8217;inglese corsa <em>ndr</em>) è un termine militare con il quale si definisce il decollo immediato di un <strong>caccia intercettore</strong> per identificare un velivolo sconosciuto &#8211; noto come &#8220;bogey&#8221; &#8211; in uno spazio aereo nazionale controllato. Termine risalente alla <strong>Seconda guerra mondiale</strong>, quando i piloti della Royal Air Force erano in perenne stato d&#8217;allerta sulle piste e i campi di volo dell&#8217;Inghilterra meridionale durante la Battaglia d&#8217;Inghilterra, il segnale di scramble veniva dato non appena i pionieristici radar del sistema Chain Home confermavano la presenza di &#8220;bandits&#8221; &#8211; velivoli nemici, in quel caso formazioni di bombardieri della Luftwaffe tedesca.</p>
<p>Dalla stazione di controllo del No.11 Gruppo Operazioni venivano diramate le telefonate d&#8217;allarme a tutte le squadriglie del settore, agli equipaggi, già in tenuta da volo e in stato di allerta: poi la folle corsa agli apparecchi già armati, allora i caccia Supermarine Spitfire e Hawker Hurricane, e via <em>à la chasse</em>!</p>
<p>Oggi le cose sono un po&#8217; differenti, ma la ferma necessità di non perdere nemmeno un minuto prezioso per intercettare una minaccia che sta violando lo spazio aereo senza identificarsi o essere identificata à la stessa.</p>
<p>La procedura di &#8220;scrambing&#8221; venne standardizzata dalla Nato durante la guerra fredda. Una volta individuata una potenziale minaccia, il segnale di <strong>Quick Reaction Alert</strong> viene ricevuto e analizzato dal <strong> Combined Air Operation Center </strong>(Caoc) della Nato, che impartisce l&#8217;ordine di scramble ai caccia intercettori suddivisi per ogni spazio aereo nazionale e settore già in preallerta &#8211; il Quick Reaction Alert Assets for Intercepts  &#8211; o decide di passare l&#8217;azione alle batteria missilistiche antiaeree della <a href="http://www.mittler-report.de/fileadmin/user_upload/daten/produkte/esd/ESD_Spotlight_No_29.pdf">Nato Integrated Air and Missile Defence</a>.</p>
<p>In Italia la difesa dello spazio aereo nazionale è affidata a quattro squadriglie dell&#8217;<strong>Aeronautica Militare </strong>tutte equipaggiate con caccia multiruolo Eurofigher Typhoon: il 4° Stormo di base a Grosseto e il 51° Stormo di base a Istrana per la copertura del centro-nord , il 36° di base a Gioia del Colle e il 37° di base a Trapani per la copertura del centro-sud. Ogni squadriglia ha sempre una coppia di intercettori pronti al decollo in tempo massimo di 15 minuti dal segnale di Quick Reaction Alert, <strong> </strong>24 ore al giorno, 365 giorni l&#8217;anno.</p>
<p></p>
<p>Non appena il campanello d&#8217;allarme avverte gli equipaggi, i piloti indossano le tute anti-g, infilano il casco da volo e decollano con i loro jet capaci di raggiungere velocità <strong>mach 2</strong> per procedere all&#8217;intercettazione. La spinta ottenuta dai reattori portati al massimo spesso da luogo al boom sonico &#8211; recentemente udito nel nord d&#8217;Italia per l&#8217;intercettazione di un volo di linea dell&#8217;Air France che non si era identificato (22 marzo 2018).</p>
<p>L&#8217;ordine viene impartito non appena il Coac e nel caso italiano i radar del 22esimo  Gruppo entrano in contatto con il segnale di una traccia radar sconosciuta che non si è identificata.</p>
<h2>Gli intercettori italiani</h2>
<p>Gli stormi dell&#8217;Aeronautica Militare a cui è affidato il compito di intercettare i &#8220;bogey&#8221; che entrano nel nostro spazio aereo sono equipaggiati con caccia multiruolo <strong>Eurofighter Typhoon</strong>, caccia birettore monoposto di quarta generazione ad ala delta. Per la soppressione di minacce aeree i Typhoon sono armati con missili <em>aria-aria</em> a corto e medio raggio Aim-9 Sidewinder, Aim-120 Amraam e Iris-T.</p>
<p>Nella maggior parte dei casi registrati, gli intercettori che ricevono l&#8217;ordine di scramble si trovano ad intercettare voli di linea che mancano l&#8217;identificazione o dei quali si è perso il segnale, velivoli con problema al transponder, o voli civili che hanno subito un dirottamento.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/ecco-cose-la-procedura-di-scramble-e-chi-difende-i-nostri-cieli.html">Cos&#8217;è la procedura di &#8220;scramble&#8221;  che difende i cieli dell&#8217;Italia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Gli F-35 ci diranno e ci ricordano da che parte sta l&#8217;Italia nel mondo</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/f35-italia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Jul 2018 07:23:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Aeronautica]]></category>
		<category><![CDATA[f35]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="884" height="493" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/F35.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/F35.jpg 884w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/F35-300x167.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/F35-768x428.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 884px) 100vw, 884px" /></p>
<p>L&#8217;F-35 non è solo un aereo, ma è una scelta politica. Importante, impegnativa, ma necessaria. E questo governo si trova nella condizione di dover confermare o meno un impegno preso dai suoi predecessori che ha una ricaduta fondamentale nella posizione dell&#8217;Italia all&#8217;interno dello scacchiere internazionale. L&#8217;Italia si è impegnata per anni nel progetto F-35. È &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/f35-italia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="884" height="493" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/F35.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/F35.jpg 884w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/F35-300x167.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/F35-768x428.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 884px) 100vw, 884px" /></p><p>L&#8217;<strong>F-35</strong> non è solo un aereo, ma è una <strong>scelta politica</strong>. Importante, impegnativa, ma necessaria. E questo governo si trova nella condizione di dover confermare o meno un impegno preso dai suoi predecessori che ha una ricaduta fondamentale nella <strong>posizione dell&#8217;Italia</strong> all&#8217;interno dello scacchiere internazionale.</p>
<p>L&#8217;Italia si è impegnata per anni nel progetto F-35. È un impegno costato miliardi di euro, ma è anche un investimento nelle capacità della nostra Difesa. Come spiegato da Franco Iacch per <em><a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.ilgiornale.it/news/mondo/litalia-potrebbe-rinunciare-allf-35-1550780.html">Il Giornale</a></em>, è chiaro che quei 90 caccia multiruolo ordinati dall&#8217;Italia sono un segnale della nostra <strong>volontà di essere credibili</strong> nel panorama delle aeronautiche internazionali. Rinunciare oggi all&#8217;F-35 significa quindi innanzitutto abbassare il livello di competitività della nostra Aeronautica militare.</p>
<p></p>
<p>Ma al netto delle motivazioni tecnologiche e tattiche, la questione è anche politica: rinunciare al programma degli F-35 significa per l&#8217;Italia rinunciare a partecipare a un&#8217;idea nata in seno all&#8217;Alleanza atlantica e fortemente voluta dalla stessa <strong>Difesa</strong> italiana. Inutile comprendere l&#8217;importanza del caccia della <strong>Lockheed Martin</strong> senza ricordare che dietro c&#8217;è l&#8217;interesse degli Stati Uniti. E gli Stati Uniti rappresentano ancora oggi il vertice militare del sistema occidentale. E se anche possiamo credere nel prossimo decadimento dell&#8217;ordine liberale internazionale di matrice atlantica, gli <strong>Stati Uniti</strong> saranno sempre interessati ad avere l&#8217;Italia all&#8217;interno della loro orbita.</p>
<p>Anche il cambiamento di scenario politico e la &#8220;rivoluzione&#8221; rappresentata da un esecutivo di matrice sovranista-populista, ha comunque messo in chiaro che l&#8217;asse con Washington non è mai stata messa in discussione. Anzi, la nascita del governo Lega-Movimento Cinque Stelle è sembrata apprezzata soprattutto Oltreoceano. <strong>Donald Trump</strong> è entusiasta del governo di <strong>Giuseppe Conte</strong>. E <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.occhidellaguerra.it/bolton-roma-stati-uniti/">il viaggio di John Bolton a Roma</a> e gli incontri con Matteo Salvini ed <strong>Elisabetta Trenta</strong> ne sono stati la certificazione.</p>
<p></p>
<p>L&#8217;Italia è al centro della strategia usa nel Mediterraneo. Ed è anche il nuovo perno dell&#8217;amministrazione Trump per rompere gli schemi in Europa riuscendo a <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="https://www.express.co.uk/news/world/984218/donald-trump-trade-war-germany-car-industry-angela-merkel">scalfire la leadership tedesca</a> all&#8217;interno dell&#8217;Unione europea. Londra, Roma e l&#8217;Europa orientale sono i tre fianchi su cui si svolge la delicata partita statunitense per il Vecchio Continente. Con la Francia a fare da osservatore interessato e apparentemente non coinvolto.</p>
<p>Se queste sono le premesse, è chiaro che la compravendita di caccia multiruolo di proprietà del colosso americano Lockheed Martin è fondamentale. Principalmente, perché l&#8217;Italia resta ancorata all&#8217;industria bellica statunitense. Poi, perché in questo modo la Difesa italiana ribadisce <strong>l&#8217;appartenenza politica e strategica al blocco atlantico</strong>. Che resta, inevitabilmente, la nostra prospettiva. A prescindere dai governi, dai colori politici e dalle maggioranza parlamentari, è cristallino che Roma non sia nelle condizioni né abbia desiderio di sganciarsi dagli Stati Uniti.</p>
<p></p>
<p>Le ricadute in termini di soldi spesi, investimenti potenzialmente perduti e in termini occupazionali sono dunque tasselli di un mosaico ben più complesso. <a href="http://www.ilgiornale.it/news/politica/f-35-ministro-trenta-non-ne-compreremo-altri-1549800.html">Il ministro Trenta ha affermato</a> la necessità di una rivalutazione della partecipazione italiana nella quantità. Ma abbandonare l&#8217;F-35 è un qualcosa che anche i più ferrei sostenitori della linea dura pentastellata dovranno rinunciare a considerare. Un movimento di lotta, che diventa movimento di governo, si assume anche delle <strong>responsabilità</strong> che prescindono dal singolo esecutivo e dal mandato di un ministro. Sono impegni strategici. E la strategia non può essere rivoluzionata con una firma.</p>
<p>E questo vale soprattutto in una fase complessa e di transizione geopolitica come quella che viviamo, e in cui gli Stati Uniti stanno rinsaldando il blocco delle loro alleanze. La richiesta di maggiori fondi per la Difesa della <strong>Nato</strong>, la volontà di tagliare i ponti con alleati scomodi o dispendiosi, la necessità di rimodellare le alleanze con l&#8217;Europa, sono tutti elementi con cui il governo italiano deve fare i conti. <strong>L&#8217;Italia da che parte sta?</strong> Gli F-35 serviranno anche a rispondere a questa domanda.</p>
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		<title>Quell&#8217;allerta americana su Gibuti:&#8221;Attacchi laser contro gli aerei&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/usa-laser-gibuti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Apr 2018 06:41:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Aeronautica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="856" height="567" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/laser-arma.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/laser-arma.png 856w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/laser-arma-300x199.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/laser-arma-768x509.png 768w" sizes="auto, (max-width: 856px) 100vw, 856px" /></p>
<p>Sta accadendo qualcosa di molto strano dalle parti di Gibuti. Eventi insoliti, estremamente complessi, che stanno dando grossi problemi all&#8217;aviazione degli Stati Uniti. Tanto che l&#8217;aeronautica americana ha diramato un&#8217;allerta generale a tutti i piloti attraverso un avviso (Notam) del pericolo. Di cosa si tratta? Il Notam inviato, e leggibile dalla piattaforma della Federal aviation administration, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/usa-laser-gibuti.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/usa-laser-gibuti.html">Quell&#8217;allerta americana su Gibuti:&#8221;Attacchi laser contro gli aerei&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="856" height="567" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/laser-arma.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/laser-arma.png 856w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/laser-arma-300x199.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/laser-arma-768x509.png 768w" sizes="auto, (max-width: 856px) 100vw, 856px" /></p><p>Sta accadendo qualcosa di molto strano dalle parti di <strong>Gibuti</strong>. Eventi insoliti, estremamente complessi, che stanno dando grossi problemi all&#8217;aviazione degli <strong>Stati Uniti</strong>. Tanto che l&#8217;aeronautica americana ha diramato un&#8217;allerta generale a tutti i piloti attraverso un avviso (<strong>Notam</strong>) del pericolo.</p>
<p>Di cosa si tratta? Il Notam inviato, e leggibile dalla piattaforma della <a style="color: #0000ff" href="https://pilotweb.nas.faa.gov/PilotWeb/notamRetrievalByICAOAction.do?method=displayByICAOs&amp;reportType=REPORT&amp;formatType=ICAO&amp;retrieveLocId=HDAM&amp;actionType=notamRetrievalByICAOs">Federal aviation administration</a>, recita quanto segue: &#8220;Prestare attenzione per attività laser non autorizzata. Ci sono stati più <strong>eventi che coinvolgono un laser ad alta potenza</strong> nelle vicinanze di N1135.70 E04303.14. Prestare estrema <strong>attenzione</strong> quando si viaggia vicino a quest&#8217;area. Se viene osservato un laser vicino a Gibuti, notificarlo immediatamente alla torre su 122. Gli equipaggi militari sono pregati di contattare anche Wildhorn su 124.9&#8243;.</p>
<p>L&#8217;importanza di questo comunicato di allerta risiede nella posizione segnalata dal Notam. Come riporta il sito <a style="color: #0000ff" href="http://www.janes.com/article/79630/us-warns-pilots-of-laser-attacks-in-djibouti#.WuM-d8vUSC0.twitter">Janes.com</a>, che si occupa di questioni militari e analisi strategiche, quelle coordinate riguardano una località nel mare situata <strong>a 750 metri dalla nuova base militare cinese a Gibuti</strong>. Base che si trova non troppo distante da <b>Camp Lemonnier</b>, la base degli Stati Uniti nello stesso Paese africano.</p>
<p>Il Notam è stato pubblicato sul sito web della Federal aviation administration il <strong>14 aprile</strong>, con una data di scadenza per il <strong>14 giugno</strong>. Le forze Usa sono dunque molto preoccupate da questi eventi, che probabilmente si intensificheranno nei prossimi due mesi.</p>
<p>I sospetti sull&#8217;uso di armi laser da parte della Cina</p>
<p>Numerose fonti di intelligence riportano che la<strong> Marina militare cinese</strong> stia testando (o direttamente utilizzando) una nuova arma laser. Quest&#8217;arma può essere utilizzata sia da terra, sia a bordo delle navi. Questo spiegherebbe il collocamento della minaccia a largo delle coste. Secondo l&#8217;intelligence americana, l&#8217;uso di laser contro gli aerei può essere <strong>una minaccia letale</strong>. Il laser rende i piloti temporaneamente ciechi e questa tipologia di armi era già stata usata durante la Guerra fredda da parte dei sovietici.</p>
<p>[Best_Wordpress_Gallery id=&#8221;913&#8243; gal_title=&#8221;caccia americani&#8221;]</p>
<p>La Cina, negli ultimi anni, ha approfondito molto le ricerche su questo nuovo sistema di arma. E il Pentagono è molto preoccupato. Già a dicembre, il generale <strong>John Hyten</strong>, comandante di Stratcom, aveva messo in guarda la Difesa Usa dagli sviluppi della ricerca scientifica da parte di Cina e Russia. </p>
<p></p>
<p>Ospite del Reagan National Defense Forum a Simi Valley, in California, il generale Usa parlava delle nuove armi della Cina e della <strong>Russia</strong>. <a style="color: #0000ff" href="https://edition.cnn.com/2017/12/02/politics/russia-china-space-weapons/index.html">E si rivolse alla platea in questi termini</a>: &#8220;<strong>Stanno costruendo armi</strong>, testando armi, fabbricando armi per operare dalla terra verso lo spazio,armi che possono interferire sulle nostre, armi laser, e non è un segreto&#8221;.</p>
<p>Anche gli Stati Uniti testano armi laser in quell&#8217;area</p>
<p>Che la Cina possa testare armi laser a Gibuti, è plausibile. Le forze armate cinesi agiscono in Africa anche a questo socpo, oltre che per controllare le rotte commerciali che passano per lo stretto di <strong>Bab el Mandeb</strong>. Ma gli Stati Uniti non sono certo da meno. Poco più a largo di Gibuti, sulle coste dello Yemen, il Pentagono testa (come la Cina) le sue nuove armi. Fra cui quelle laser.</p>
<p>Non è un mistero e <a style="color: #0000ff" href="http://www.occhidellaguerra.it/yemen-test-armi/">ne scrivemmo anche su questa testata</a>. Il generale a capo dei Marine, Robert Neller, <a href="https://www.marinecorpstimes.com/news/your-marine-corps/2018/03/08/yemen-coast-a-live-fire-laboratory-for-firing-lasers/">definì lo Yemen</a> un &#8220;laboratorio a fuoco vivo&#8221; per le nuove armi. Armi che comprendevano nuove &#8220;famiglie di armi laser&#8221;.</p>
<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/usa-laser-gibuti.html">Quell&#8217;allerta americana su Gibuti:&#8221;Attacchi laser contro gli aerei&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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