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	<title>Adrian Darya 1 Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Thu, 03 Oct 2019 16:09:35 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Adrian Darya 1 Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>La Adrian Darya scarica il petrolio in Siria e salta l&#8217;incontro Trump Rouhani</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-adrian-darya-scarica-il-petrolio-in-siria-e-salta-lincontro-trump-rouhani.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Oct 2019 16:09:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Adrian Darya 1]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Adrian-Darya-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="La petroliera Adrian Darya 1 (LaPresse)" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Adrian-Darya-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Adrian-Darya-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Adrian-Darya-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Adrian-Darya-1-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La petroliera iraniana Adrian Darya 1, che la scorsa estate è stata al centro di una contesa internazionale a seguito del suo abbordaggio e sequestro a Gibilterra, ha scaricato il suo carico di 2,1 milioni di barili di petrolio greggio in Siria. A riferirlo è stato lo stesso Segretario di Stato americano Mike Pompeo in un &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-adrian-darya-scarica-il-petrolio-in-siria-e-salta-lincontro-trump-rouhani.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-adrian-darya-scarica-il-petrolio-in-siria-e-salta-lincontro-trump-rouhani.html">La Adrian Darya scarica il petrolio in Siria e salta l&#8217;incontro Trump Rouhani</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Adrian-Darya-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="La petroliera Adrian Darya 1 (LaPresse)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Adrian-Darya-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Adrian-Darya-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Adrian-Darya-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Adrian-Darya-1-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La petroliera iraniana <strong>Adrian Darya 1</strong>, che la scorsa estate è stata <a href="https://it.insideover.com/politica/la-adrian-darya-e-al-largo-della-siria-ecco-i-possibili-scenari.html" target="_blank" rel="noopener">al centro di una contesa internazionale</a> a seguito del suo abbordaggio e sequestro a Gibilterra, ha scaricato il suo carico di 2,1 milioni di barili di petrolio greggio in <strong>Siria</strong>. A riferirlo è stato lo stesso Segretario di Stato americano <strong>Mike Pompeo</strong> in un <a href="https://twitter.com/SecPompeo/status/1179252375636320268" target="_blank" rel="noopener"><em>tweet</em></a> che mostra una ripresa satellitare della petroliera alla fonda non lontano dalla raffineria siriana di Baniyas, affiancata da un piccola nave cisterna, la Jasmine, sempre battente bandiera di Teheran.</p>
<p>&#8220;Nonostante la promessa del ministro degli Esteri iraniano (Mohammed n.d.r.) Zarif alla Gran Bretagna che l&#8217;Adrian Darya 1 non avrebbe consegnato petrolio alla Siria, ora sta trasferendo greggio al largo della costa siriana. Il mondo riconoscerà la responsabilità dell&#8217;Iran nella consegna di questo petrolio alla Siria?&#8221; sono state le parole di Pompeo, riferendosi alla violazione delle sanzioni imposte alla Siria dal Dipartimento del Tesoro americano e dall&#8217;Unione Europea che prevedono l&#8217;embargo sugli idrocarburi.</p>
<p>La vicenda dell&#8217;Adrian Darya sembra quindi essere giunta a conclusione, con la conferma di <a href="https://it.insideover.com/guerra/liran-ha-venduto-il-petrolio-della-petroliera-sequestrata-a-gibilterra.html" target="_blank" rel="noopener">quelli che erano i sospetti iniziali</a> sulla destinazione finale del carico di greggio. Le dichiarazioni di Pompeo vanno però inquadrate in una visione più ampia dei rapporti tra <strong>Stati Uniti</strong> e <strong>Iran</strong>, caratterizzati, negli ultimi mesi, da un&#8217;andamento che oscilla tra l&#8217;apertura al dialogo e l&#8217;inasprimento dei toni diplomatici, che rientrano perfettamente nella strategia della Casa Bianca per cercare di (ri)portare gli Ayatollah al tavolo delle trattative e strappare un accordo sulla denuclearizzazione <a href="https://it.insideover.com/guerra/gli-stati-uniti-si-giocano-la-carta-coreana-per-la-crisi-con-liran.html" target="_blank" rel="noopener">con lo stesso <em>modus operandi</em></a> tenuto con la <strong>Corea del Nord</strong>.</p>
<h2>Salta l&#8217;incontro Trump Rouhani</h2>
<p>Donald <strong>Trump</strong> ed Hassan <strong>Rouhani</strong> avevano trovato un&#8217;intesa su un documento di quattro punti mediato da Emmanuel <strong>Macron</strong> la scorsa settimana a New York, come base per un incontro ed un rilancio dei negoziati. La notizia è stata riportata da <a href="https://www.politico.eu/article/trump-rouhani-agreed-4-point-plan-before-iran-balked-french-officials/" target="_blank" rel="noopener"><em>Politico</em></a> che riferisce come alla fine l&#8217;incontro sia saltato perché il presidente iraniano voleva che Trump prima dichiarasse l&#8217;intenzione di revocare le sanzioni.</p>
<p>L&#8217;accordo era il risultato di una &#8220;politica navetta&#8221; di Macron tra Trump e Rouhani e prevedeva che l&#8217;Iran non acquisisse nessun tipo di armamento atomico e che aderisse completamente ai suoi obblighi sul nucleare accettando nel contempo una negoziazione a lungo termine sulla propria capacità nel campo dell&#8217;energia atomica. L&#8217;Iran avrebbe anche garantito di astenersi da ogni aggressione e si sarebbe accordato per imboccare la strada per una &#8220;genuina politica di pace e rispetto nella regione attraverso negoziazioni&#8221;.</p>
<p>Da parte americana ci sarebbe stato l&#8217;impegno di &#8220;revocare tutte le sanzioni imposte nuovamente dal 2017&#8221; e si sarebbe riconosciuta all&#8217;Iran &#8220;piena capacità di esportare il suo petrolio e utilizzare liberamente le sue entrate&#8221;.</p>
<p>L&#8217;incontro poi non è avvenuto in quanto le autorità iraniane hanno insistito sul fatto che Trump prima avrebbe dovuto dichiarare che si sarebbe impegnato a <strong>togliere le sanzioni</strong> che stanno strangolando l&#8217;economia iraniana. A nulla è valso anche il successivo tentativo di Macron di organizzare una telefonata tra Trump e Rouhani per cercare di salvare l&#8217;accordo, in quanto il presidente iraniano avrebbe rifiutato questa alternativa, come riportano fonti francesi.</p>
<h2>Una strada difficile ma non impossibile</h2>
<p>Il messaggio di Pompeo che, in un certo senso, mette con le spalle al muro l&#8217;Iran dimostrando la violazione dell&#8217;embargo alla Siria, è quindi stato generato da una serie di eventi avvenuti repentinamente nei giorni scorsi che delineano la difficoltà delle diplomazie Usa e iraniane di trovare un accordo sul delicato tema del nucleare.</p>
<p>Non sappiamo quando la ripresa satellitare sia stata effettuata con esattezza, sappiamo solo che è stata resa nota il 2 ottobre, e quindi non possiamo dire se la decisione si scaricare il petrolio sia successiva o precedente al fallimento dell&#8217;accordo tra Trump e Rouhani. Se fosse successiva darebbe una spiegazione alla decisione iraniana di non accettare nemmeno una conversazione telefonica, se fosse precedente spiegherebbe perché gli Stati Uniti non abbiano voluto cedere sulla questione delle sanzioni e dell&#8217;embargo.</p>
<p>La via per il raggiungimento di un accordo tra le parti che porti alla riedizione di un trattato sul nucleare iraniano, dopo <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/tutto-quello-che-ce-da-sapere-sul-51-il-trattato-sul-nucleare-iraniano.html" target="_blank" rel="noopener">la fine del Jcpoa</a>, è costellata di difficoltà che però non ci sembrano insormontabili: risulta evidente come le diplomazie di Stati Uniti e Iran intendano proseguire nella volontà di confrontarsi, di colloquiare, pur mantenendo &#8211; a grandi linee &#8211; le proprie posizioni.</p>
<p>Washington, infatti, ha ribadito a Teheran la propria volontà di non voler sovvertire il regime degli Ayatollah, così come ha fatto con Pyongyang per lo stesso tema (la denuclearizzazione), ma l&#8217;Iran in questo momento ha bisogno di dimostrare di poter negoziare &#8220;alla pari&#8221; con la superpotenza americana: sul piatto non c&#8217;è solo l&#8217;embargo e la vendita dei propri idrocarburi, ma anche uno scacchiere geopolitico mediorientale molto delicato, dove esistono potenze regionali &#8211; <strong>Israele</strong> e <strong>Arabia Saudita</strong> &#8211; che <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-guerra-parallela-di-israele-puo-mettere-a-rischio-i-piani-usa-in-iraq.html" target="_blank" rel="noopener">combattono il tentativo iraniano di allargare la propria influenza nell&#8217;area</a> (la famosa &#8220;Mezzaluna Sciita&#8221;) e che vengono percepite dagli Ayatollah come una minaccia esistenziale. Una questione, quindi, anche di credibilità.</p>
<p>In questa partita a scacchi tra Iran e Stati Uniti il rischio è proprio quello che altri giocatori (Tel Aviv e Riad), scompiglino la scacchiera che faticosamente si sta componendo, e potenzialmente distruggano il tentativo di entrambe le parti di trovare un accordo che sia vantaggioso.</p>
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		<item>
		<title>La Adrian Darya è al largo della Siria: ecco tutti i possibili scenari</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-adrian-darya-e-al-largo-della-siria-ecco-i-possibili-scenari.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Sep 2019 06:00:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Adrian Darya 1]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Adrian-Darya-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="La petroliera Adrian Darya 1 (LaPresse)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Adrian-Darya-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Adrian-Darya-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Adrian-Darya-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Adrian-Darya-1-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La petroliera Adrian Darya 1, si trova al largo della Siria meridionale sul confine col Libano e sembra essere in attesa di scaricare il suo carico di 2,1 milioni di barili di petrolio greggio. Il vascello, già noto come Grace 1 ed ora battente bandiere iraniana, era stato sequestrato lo scorso 5 luglio dopo essere &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-adrian-darya-e-al-largo-della-siria-ecco-i-possibili-scenari.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Adrian-Darya-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="La petroliera Adrian Darya 1 (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Adrian-Darya-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Adrian-Darya-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Adrian-Darya-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Adrian-Darya-1-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La petroliera <strong>Adrian Darya 1</strong>, si trova al largo della <strong>Siria</strong> meridionale sul confine col Libano e sembra essere in attesa di scaricare il suo carico di 2,1 milioni di barili di petrolio greggio. Il vascello, già noto come Grace 1 ed ora battente bandiere iraniana, era stato sequestrato lo scorso 5 luglio dopo essere stato abbordato dai Royal Marines e bloccato a Gibilterra per cinque settimane nel porto del possedimento inglese.</p>
<p>Dopo essere stata liberata il 18 agosto la Adrian Darya 1 ha fatto rotta verso est nel Mediterraneo dirigendosi prima verso la Grecia, dove le è stato negato l&#8217;ingresso nel porto di Kalamata, poi è sembrata dirigersi verso la Turchia dopo aver navigato a sud di Creta e di Cipro. Secondo gli ultimi rapporti i<a href="https://it.insideover.com/guerra/liran-ha-venduto-il-petrolio-della-petroliera-sequestrata-a-gibilterra.html" target="_blank" rel="noopener">l carico della nave sarebbe già stato venduto dall&#8217;Iran</a>, ma non è ancora nota la destinazione finale, sebbene, data la sua posizione attuale, si possano fare alcune ipotesi.</p>
<h2>Una guerra diplomatica nel Mediterraneo</h2>
<p>Prima di addentrarci nei possibili scenari che riguardano la fine del viaggio dell&#8217;Adrian Darya 1, o per meglio dire del greggio che trasporta, è bene ricostruire brevemente quanto sta avvenendo a livello diplomatico intorno alla petroliera iraniana.</p>
<p>Immediatamente dopo il suo rilascio da Gibilterra, gli <strong>Stati Uniti</strong> hanno vivamente protestato per la decisione e allo stesso tempo hanno emesso d&#8217;urgenza dei provvedimenti legali: la corte federale degli Stati Uniti ha infatti emanato un <strong>decreto di sequestro</strong>, ma Gibilterra si è rifiutata di metterlo in atto generando malumori in quel di Washington.</p>
<p>Per gli Usa la petroliera rientra nei beni a disposizione delle <strong>Guardie della Rivoluzione islamica</strong>, un ente considerato terrorista. Di rimando l’Iran ha fatto sapere che ogni tentativo di catturare nuovamente il vascello avrà “gravi conseguenze”.</p>
<p>Insieme al provvedimento della corte federale, le autorità statunitensi hanno emesso un &#8220;divieto di visto&#8221; per l&#8217;equipaggio delle petroliera e pochi giorni fa, il 31 agosto, hanno elevato sanzioni verso la società armatrice e la nave stessa: secondo <em>La Presse</em> il <strong>Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti </strong>ha dichiarato che la nave è &#8220;proprietà bloccata&#8221; sotto un ordine antiterroristico e &#8220;chiunque supporti l&#8217;<span class="hilg1">Adrian</span> <span class="hilg2">Darya</span> 1 rischia di essere sanzionato&#8221;.</p>
<p>Ieri il regime sanzionatorio Usa si è allargato andando a colpire la rete di trasporto logistico diretta sostenuta dai Guardiani della Rivoluzione Iraniana e dal movimento sciita libanese Hezbollah. Per Washington un esponente di spicco dei pasdaran e l&#8217;ex ministro del Petrolio iraniano, Rostam Qasemi, sovrintendono a questa rete, costituita da decine di armatori, navi e facilitatori. Sempre ieri, <a href="https://www.agenzianova.com/a/0/2592092/2019-09-05/iran-adrian-darya-usa-avrebbero-offerto-ricompensa-a-comandante-per-consegnare-nave" target="_blank" rel="noopener">come riporta <em>Agenzia Nova</em></a>, Brian Hook &#8211; inviato del Dipartimento di Stato &#8211; ha dichiarato che <a href="https://it.insideover.com/politica/dollari-usa-adrian-darya-iraniani-rifiutano-offerta.html" target="_blank" rel="noopener">gli Stati Uniti sono pronti ad offrire ricompense</a> fino a <strong>15 milioni di dollari</strong> a chiunque fornisca informazioni utili a contrastare le transazioni finanziarie dei Guardiani della Rivoluzione.</p>
<p>Sempre Hook ha cercato di corrompere il capitano della Adrian Darya 1, l&#8217;indiano Akhilesh Kumar, offrendogli svariati milioni di dollari lo scorso 26 agosto per fargli consegnare la nave ed il suo carico.</p>
<h2>Quali scenari si aprono?</h2>
<p>L&#8217;attuale posizione della petroliera è indicativa sulla destinazione finale del suo carico: la <strong>Siria</strong>. Sebbene le autorità iraniane non abbiano mai specificato chi ha acquistato il carico di greggio della Adrian Darya 1, valutato in circa <strong>130 milioni di dollari</strong> (117 milioni di euro), è ormai palese che verrà scaricato e fatto arrivare in qualche modo a Damasco.</p>
<p>Non è un caso che Washington, oltre a colpire la rete commerciale iraniana, abbia messo nel mirino anche quella di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/il-partito-di-dio-storia-e-futuro-di-hezbollah.html" target="_blank" rel="noopener">Hezbollah</a>. L&#8217;ipotesi più probabile è infatti quella che il trasbordo del greggio avvenga in acque internazionali su cisterne più piccole, fornite proprio dal movimento libanese sciita o dalla Siria, e poi fatte arrivare in Libano, da dove sarebbe molto facile il successivo passaggio del confine siriano con autocisterne, o addirittura direttamente a Tartus.</p>
<p>La stessa tipologia di operazione è avvenuta &#8211; ed è lecito supporre continui ad avvenire &#8211; nei mari che circondano la <strong>Corea del Nord</strong>: cisterne cinesi sono state individuate in alto mare nell&#8217;atto di trasferire il loro carico a naviglio più piccolo battente bandiere di comodo e diretto nei porti nordcoreani, aggirando così il blocco imposto dalle sanzioni internazionali.</p>
<p>L&#8217;ostacolo maggiore è rappresentato dalla presenza, nel Mediterraneo Orientale, di una consistente flotta di navi della coalizione a guida Usa che potrebbero interferire nelle operazioni anche in considerazione delle geografia stessa di quel tratto di mare, molto più &#8220;piccolo&#8221; e circondato da Paesi più o meno alleati degli Usa rispetto alle distese del Mar Cinese Orientale.</p>
<p>L&#8217;Iran del resto, avendo deciso di <strong>giocare a carte scoperte</strong> proprio effettuando il cambio di proprietà della Adrian Darya 1 che ora, lo ricordiamo, batte bandiera iraniana in loco di quella panamense sventolata quando si chiamava Grace 1, rischia di vedersi messo con le spalle al muro proprio per la decisione di aver fatto proseguire la rotta della sua petroliera sino alle coste della Siria. Forzare il blocco, aggirare l&#8217;embargo, rappresenta un atto di pirateria che, se compiuto da una nave non battente bandiera di comodo, assume un significato politico importante e potenzialmente ulteriormente destabilizzante.</p>
<p>D&#8217;altro canto potrebbe essere una precisa volontà di Teheran per alzare la tensione e dimostrare al mondo che il Paese non intende chinare la testa davanti ai diktat americani, ipotesi da non sottovalutare proprio considerando la storia ed il carattere nazionale del popolo iraniano.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-adrian-darya-e-al-largo-della-siria-ecco-i-possibili-scenari.html">La Adrian Darya è al largo della Siria: ecco tutti i possibili scenari</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L&#8217;Iran ha venduto il petrolio della petroliera sequestrata a Gibilterra</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/liran-ha-venduto-il-petrolio-della-petroliera-sequestrata-a-gibilterra.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Aug 2019 07:29:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Adrian Darya 1]]></category>
		<category><![CDATA[petroliere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="787" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Grace-1-petroliera-La-Presse-e1566890957770.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Grace-1-petroliera-La-Presse-e1566890957770.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Grace-1-petroliera-La-Presse-e1566890957770-300x123.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Grace-1-petroliera-La-Presse-e1566890957770-768x315.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Grace-1-petroliera-La-Presse-e1566890957770-1024x420.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;Iran ha comunicato di aver venduto il carico di greggio della petroliera che era stata sequestrata dai Royal Marines lo scorso 5 luglio è che è rimasta per ben cinque settimane bloccata a Gibilterra. La nave iraniana, già nota col nome di Grace 1 ed ora ribattezzata Adrian Darya 1, è riuscita a salpare il &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/liran-ha-venduto-il-petrolio-della-petroliera-sequestrata-a-gibilterra.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/liran-ha-venduto-il-petrolio-della-petroliera-sequestrata-a-gibilterra.html">L&#8217;Iran ha venduto il petrolio della petroliera sequestrata a Gibilterra</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="787" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Grace-1-petroliera-La-Presse-e1566890957770.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Grace-1-petroliera-La-Presse-e1566890957770.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Grace-1-petroliera-La-Presse-e1566890957770-300x123.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Grace-1-petroliera-La-Presse-e1566890957770-768x315.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Grace-1-petroliera-La-Presse-e1566890957770-1024x420.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>L&#8217;I<strong>ran</strong> ha comunicato di aver venduto il carico di greggio della petroliera che era stata <a href="https://it.insideover.com/politica/dopo-il-golfo-il-mediterraneo-il-regno-unito-sequestra-una-petroliera-iraniana-a-gibilterra.html" target="_blank" rel="noopener">sequestrata dai Royal Marines lo scorso 5 luglio</a> è che è rimasta per ben cinque settimane bloccata a <strong>Gibilterra</strong>. La nave iraniana, già nota col nome di Grace 1 ed ora ribattezzata <strong>Adrian Darya 1</strong>, è riuscita a salpare il 18 agosto facendo rotta verso est nel Mediterraneo.</p>
<h2>Un intrigo internazionale</h2>
<p>La Adrian Darya 1 era stata abbordata dai Royal Marines inglesi e sequestrata in quanto il suo carico di 2,1 milioni di barili di petrolio greggio sarebbe dovuto arrivare in Siria, attualmente ancora sottoposta ad embargo come da direttive dell&#8217;Unione Europea e del <a href="https://www.treasury.gov/resource-center/sanctions/Programs/pages/syria.aspx" target="_blank" rel="noopener">Dipartimento del Tesoro americano</a>.</p>
<p>La petroliera, che come detto si chiamava Grace 1, apparteneva ad una società di Singapore e batteva bandiera panamense, ma ora ha cambiato armatore e batte bandiera iraniana, da qui la necessità di ribattezzare il vascello. Questa mossa si spiega con la volontà dell&#8217;Iran di <strong>difendere apertamente il proprio naviglio commerciale</strong>: proprio oggi le autorità di Teheran hanno fatto sapere di aver <a href="https://aawsat.com/english/home/article/1873156/iran-deploys-destroyer-gulf-aden-protect-its-vessels" target="_blank" rel="noopener">dispiegato un cacciatorpediniere armato di missili da crociera</a> per proteggere il traffico navale battente bandiera iraniana in transito nel Golfo di Aden.</p>
<p>Una mossa dell&#8217;Iran che, data l&#8217;escalation in atto in quella parte di mondo, ha più di un mero valore simbolico: basterebbe infatti un eventuale scontro a fuoco navale, in cui l&#8217;unico cacciatorpediniere iraniano sicuramente avrebbe la peggio a fronte del dispositivo navale statunitense e inglese, per esacerbare i toni del confronto in atto e spingere ulteriormente i Paesi coinvolti verso un conflitto aperto.</p>
<p>La mossa di &#8220;nazionalizzare&#8221; la petroliera è anche un modo per giocare allo scoperto e quindi indice di una crescente sicurezza di Teheran nelle proprie possibilità diplomatiche: oltre a poter &#8220;alzare la voce&#8221; in modo netto in caso di nuovi abbordaggi e sequestri, lascia intendere la volontà politica &#8211; un po&#8217; spavalda &#8211; di continuare nei propri traffici commerciali, magari ancora verso Paesi soggetti ad embargo, alla luce del sole.</p>
<h2>Gli Stati Uniti protestano</h2>
<p>Il portavoce del governo iraniano, <a href="https://www.dw.com/en/iran-sells-oil-from-tanker-released-by-gibraltar/a-50164566" target="_blank" rel="noopener">Ali Rabiei</a>, non ha specificato chi ha acquistato il carico di greggio della Adrian Darya 1, valutato in circa <strong>130 milioni di dollari</strong> (117 milioni di euro), ma quello che sappiamo, dal tracciato della rotta della nave, è che sta dirigendo verso il Mediterraneo Orientale.</p>
<p>La destinazione finale non è nota. In un primo tempo, come riportato anche da <a href="https://www.reuters.com/article/us-mideast-iran-tanker-oil/iran-says-it-has-sold-oil-from-tanker-released-by-gibraltar-idUSKCN1VG0O0" target="_blank" rel="noopener"><em>Reuters</em></a>, la petroliera sembrava diretta in Grecia, al porto di Kalamata, ma il governo di Atene ha rifiutato il permesso di attracco. In questo momento la Adrian Darya 1 si trova circa a 180 chilometri a <strong>Sud-Ovest di Creta</strong> e sta navigando alla velocità di 8 nodi sempre con rotta Est.</p>
<p>La corte federale degli Stati Uniti, immediatamente dopo l&#8217;ordine di rilascio della petroliera, ha emanato un decreto di sequestro, ma Gibilterra si è rifiutata di metterlo in atto generando malumori in quel di Washington.</p>
<p>Per gli Usa, infatti, la petroliera rientra nei beni a disposizione delle Guardie della Rivoluzione Islamica, un ente considerato terrorista da Washington. Di rimando l&#8217;Iran ha fatto sapere che ogni tentativo di catturare nuovamente il vascello avrà &#8220;gravi conseguenze&#8221;.</p>
<p>Sebbene la destinazione finale della Adrian Darya 1 non sia nota è ragionevole supporre che possa essere diretta in <strong>Libano</strong>, da dove risulterebbe molto più facile contrabbandare il greggio verso la Siria, ma non è nemmeno da escludere che possa giungere direttamente in un porto siriano: sarebbe una grandissima vittoria propagandistica per Teheran che avrebbe così dimostrato di poter essere in grado di aggirare l&#8217;embargo.</p>
<p>La successiva mossa di Washington, a questo punto, potrebbe essere quella di mettere alle calcagna della petroliera un proprio cacciatorpediniere con lo scopo di controllarne la destinazione finale e di fermarla in caso di avvicinamento alle acque territoriali siriane. Presumibilmente il naviglio militare russo presente in quelle acque non interverrebbe sia per evitare un incidente dalle difficili conseguenze sia perché anche la <strong>Russia</strong> ha tutto l&#8217;interesse a non risultare apertamente &#8220;sponsor&#8221; dell&#8217;Iran preferendo <a href="https://it.insideover.com/guerra/un-razzo-italiano-cade-nellatlantico-i-servizi-temono-un-sabotaggio.html" target="_blank" rel="noopener">mantenere un basso profilo</a>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/liran-ha-venduto-il-petrolio-della-petroliera-sequestrata-a-gibilterra.html">L&#8217;Iran ha venduto il petrolio della petroliera sequestrata a Gibilterra</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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