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	<title>accordi di Abramo Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Sun, 09 Nov 2025 05:50:35 +0000</lastBuildDate>
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	<title>accordi di Abramo Archives - InsideOver</title>
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		<title>Il Kazakstan e gli Accordi di Abramo: la diplomazia della neutralità si piega alla geopolitica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Nov 2025 05:50:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[accordi di Abramo]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="628" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/kazakstan.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Kazakstan" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/kazakstan.jpeg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/kazakstan-300x157.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/kazakstan-1024x536.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/kazakstan-768x402.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/kazakstan-600x314.jpeg 600w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p> Un’adesione simbolica ma dal valore strategico: così il Kazakstan ha ufficializzato la sua adesione agli Accordi di Abramo, Trump esulta.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-kazakstan-e-gli-accordi-di-abramo-la-diplomazia-della-neutralita-si-piega-alla-geopolitica.html">Il Kazakstan e gli Accordi di Abramo: la diplomazia della neutralità si piega alla geopolitica</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1200" height="628" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/kazakstan.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Kazakstan" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/kazakstan.jpeg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/kazakstan-300x157.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/kazakstan-1024x536.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/kazakstan-768x402.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/kazakstan-600x314.jpeg 600w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Un’adesione simbolica dal valore strategico. L’annuncio del 6 novembre, con cui il Kazakstan ha ufficializzato la sua adesione agli Accordi di Abramo, rappresenta un gesto apparentemente simbolico, ma denso di implicazioni geopolitiche. <strong>Astana intrattiene relazioni diplomatiche con Israele dal 1992</strong>, ma la scelta di entrare formalmente <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/cosa-prevedono-gli-accordi-di-abramo-firmati-alla-casa-bianca.html">nell’iniziativa lanciata da Donald Trump nel 2020</a></strong> proietta il Paese centroasiatico in una nuova dimensione diplomatica. Non si tratta solo di un atto di cortesia verso Washington: <strong>il Kazakstan scommette su un equilibrio fragile tra il mondo arabo-musulmano, la potenza statunitense e l’asse russo-cinese.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Rilanciare il marchio Trump nel Medio Oriente</h2>



<p>La decisione arriva in un momento in cui la Casa Bianca tenta di rilanciare gli Accordi di Abramo come strumento cardine della politica estera americana. Donald Trump, tornato al potere, intende riaffermare il suo protagonismo in Medio Oriente dopo la guerra di Gaza e le tensioni con l’Iran, presentando <strong>il “cerchio della pace” come un progetto globale di stabilizzazione</strong>. Il messaggio politico è chiaro: nonostante le accuse di crimini di guerra a Israele e la condanna internazionale, l’alleanza israelo-americana continua a espandersi. L’adesione di Astana permette a Trump di mostrare che la sua diplomazia resta capace di attrarre nuovi partner anche al di fuori del mondo arabo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Astana tra Israele, Washington e Pechino</h2>



<p><a href="https://it.insideover.com/politica/i-metalli-critici-e-un-cuneo-tra-russia-e-cina-ecco-perche-trump-convoca-gli-stan-dellasia-centrale.html">Per il presidente kazako <strong>Kassym-Jomart Tokayev</strong></a><strong>,</strong> questa mossa risponde a un calcolo raffinato. Da un lato, rafforza i rapporti economici e tecnologici con Israele, da cui il Paese importa sistemi di irrigazione, droni e soluzioni di sicurezza informatica. Dall’altro, consolida il legame con Washington, che <strong>da anni guarda al Kazakstan come a un contrappeso strategico all’influenza russa e cinese</strong> in Asia centrale.</p>



<p>Tuttavia, l’apertura verso Israele non rompe la tradizionale politica estera multi-vettoriale di Astana, fondata sul principio di equidistanza: il Kazakstan resta un membro attivo dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai e un partner chiave nell’Unione Economica Eurasiatica guidata da Mosca.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un messaggio a Mosca e Teheran</h2>



<p>L’adesione agli Accordi di Abramo manda anche un segnale politico implicito a due attori regionali: la Russia e l’Iran. Dopo l’invasione dell’Ucraina, Astana ha cercato di ridurre la propria dipendenza dal Cremlino, adottando una posizione più autonoma senza rompere con Mosca. L’apertura a Israele e agli Stati Uniti rafforza l’immagine di un Kazakistan sovrano e capace di navigare tra i blocchi. Nei confronti dell’Iran, invece, la mossa rappresenta una forma di cautela geopolitica: Astana sostiene la cooperazione energetica con Teheran ma non intende associarsi al fronte islamico radicale né legittimare la linea anti-israeliana.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli Accordi: energia e tecnologia come collante</h2>



<p>Dietro l’aspetto politico, l’ingresso del Kazakstan ha una chiara dimensione economica. <strong>Gli Accordi di Abramo sono diventati una piattaforma per la cooperazione industriale e tecnologica</strong>, non solo diplomatica. Israele punta alle risorse energetiche e minerarie dell’Asia centrale, mentre Astana cerca accesso alle competenze israeliane in materia di difesa, intelligenza artificiale e sicurezza cibernetica. Il recente accordo tra Tokayev e il segretario di Stato <strong>Marco Rubio</strong> sui “minerali critici” — indispensabili per le catene di approvvigionamento di droni e batterie — ne è un segnale evidente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La questione palestinese, grande assente</h2>



<p>L’adesione kazaka conferma la marginalizzazione della causa palestinese nel nuovo ordine mediorientale. Gli Accordi di Abramo, nati per normalizzare i rapporti tra Israele e gli Stati arabi aggirando la questione di Gerusalemme, hanno ormai ridefinito la diplomazia regionale. Nonostante le oltre 68.000 vittime palestinesi della guerra di Gaza, <strong>Paesi come Emirati, Bahrein e Marocco mantengono relazioni economiche con Israele.</strong> Il Kazakstan, pur non arabo, rafforza questo schema: una politica estera pragmatica che privilegia la cooperazione e gli investimenti alla solidarietà ideologica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Verso un nuovo equilibrio eurasiatico</h2>



<p>L’ingresso di Astana negli Accordi di Abramo non muterà la geografia della pace in Medio Oriente, ma <strong>amplia l’influenza americana nel cuore dell’Eurasia. </strong>Washington conquista un nuovo alleato simbolico in una regione cruciale per il transito energetico e per la competizione tecnologica con la Cina. Il Kazakistan, a sua volta, utilizza l’adesione per accrescere la propria visibilità internazionale e bilanciare le pressioni dei giganti confinanti. È la diplomazia della neutralità che si trasforma in geopolitica: un Paese senza accesso al mare, ma con una visione oceanica dei propri interessi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-kazakstan-e-gli-accordi-di-abramo-la-diplomazia-della-neutralita-si-piega-alla-geopolitica.html">Il Kazakstan e gli Accordi di Abramo: la diplomazia della neutralità si piega alla geopolitica</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Israele bombarda lo Yemen per mandare un messaggio a Iran e Arabia Saudita</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/israele-bombarda-lo-yemen-per-mandare-un-messaggio-a-iran-e-arabia-saudita.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Dec 2024 07:55:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[accordi di Abramo]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Milizie houthi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="788" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Wolfsburg_-_Inside_the_Volkswagen_Plant-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Wolfsburg_-_Inside_the_Volkswagen_Plant-1.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Wolfsburg_-_Inside_the_Volkswagen_Plant-1-600x394.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Wolfsburg_-_Inside_the_Volkswagen_Plant-1-300x197.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Wolfsburg_-_Inside_the_Volkswagen_Plant-1-1024x672.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Wolfsburg_-_Inside_the_Volkswagen_Plant-1-768x504.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Le bombe e i missili cadono su Sana&#8217;a, capitale dello Yemen, e sul porto di Hodeida ma i destinatari si chiamano Iran e Arabia Saudita: i raid di Israele sul Paese della penisola arabica nella notte tra il 18 e il 19 dicembre hanno rilanciato l&#8217;azione di Tel Aviv nel quadrante mediorientale e parlano sia &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/israele-bombarda-lo-yemen-per-mandare-un-messaggio-a-iran-e-arabia-saudita.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/israele-bombarda-lo-yemen-per-mandare-un-messaggio-a-iran-e-arabia-saudita.html">Israele bombarda lo Yemen per mandare un messaggio a Iran e Arabia Saudita</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1200" height="788" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Wolfsburg_-_Inside_the_Volkswagen_Plant-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Wolfsburg_-_Inside_the_Volkswagen_Plant-1.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Wolfsburg_-_Inside_the_Volkswagen_Plant-1-600x394.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Wolfsburg_-_Inside_the_Volkswagen_Plant-1-300x197.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Wolfsburg_-_Inside_the_Volkswagen_Plant-1-1024x672.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Wolfsburg_-_Inside_the_Volkswagen_Plant-1-768x504.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Le bombe e i missili <strong>cadono su Sana&#8217;a, capitale dello Yemen</strong>, e sul porto di <strong>Hodeida</strong> ma i destinatari si chiamano<strong> Iran e Arabia Saudita</strong>: i raid di Israele sul Paese della penisola arabica nella notte tra il 18 e il 19 dicembre hanno <strong>rilanciato l&#8217;azione di Tel Aviv</strong> nel quadrante mediorientale e parlano sia a Teheran, rivale strategico numero uno dello Stato Ebraico, che a Riad, con cui il governo di Benjamin Netanyahu cerca un dialogo. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché Israele attacca lo Yemen</h2>



<p>I caccia F-16 hanno penetrato le linee dei ribelli yemeniti colpendo terminal energetici, batterie anti-aeree, depositi di armi, <strong>rilanciando il settimo fronte di guerra di Tel Aviv</strong> dal 7 ottobre 2023 a oggi: a <strong>Gaza,</strong> dove nonostante i colloqui la guerra non si ferma, e al <strong>Libano</strong> interessato da un precario cessate il fuoco, si aggiungono la <strong>Cisgiordania</strong>, in cui spingono i coloni sostenuti dal governo,<a href="https://it.insideover.com/guerra/israele-occupa-altro-territorio-in-siria-e-per-washington-e-autodifesa.html"> la <strong>Siria,</strong> colpita dai caccia </a>dopo la caduta di Bashar al-Assad e sostanzialmente demilitarizzata da Tel Aviv e i tre Paesi su cui Israele ha compiuto raid: <a href="https://it.insideover.com/guerra/gaza-cisgiordania-libano-ora-anche-la-siria-netanyahu-cerca-ovunque-la-sua-guerra-mondiale.html">Iraq, Iran e, appunto, Yemen.</a></p>



<p>Qual è l&#8217;obiettivo di Israele? <a href="https://lnkd.in/da-rbGRG"><strong>Enfatizzare la presenza della minaccia degli Houthi</strong> </a>nel Mar Rosso contro il commercio globale come pivot attorno a cui costruire una nuova alleanza nel Medio Oriente, superando le contingenze negative <strong>imposte per la diplomazia dello Stato Ebraico</strong> dalle conseguenze della guerra di Gaza. </p>



<p>Obiettivo di fondo: sperare che il riavvicinamento Tel Aviv-Riad possa emergere sulla scia della <strong>messa a terra di manovre anti-Houthi</strong> che spingano i sauditi a riconsiderare il loro impegno a ridurre il coinvolgimento nello scenario regionale e ripensare il riavvicinamento all&#8217;Iran. Una strategia che parla anche agli <strong>Stati Uniti, i quali da un anno bombardano gli Houthi</strong> e non hanno mancato di rafforzare la loro presenza in Medio Oriente dopo la fine del regime siriano<a href="https://it.insideover.com/guerra/siria-gli-usa-bombardano-lisis-per-mandare-un-messaggio-ad-al-julani.html">, ufficialmente per contrastare possibili riprese dello Stato Islamico.</a></p>



<h2 class="wp-block-heading">Obiettivo massima pressione?</h2>



<p>In prospettiva, l&#8217;obiettivo ideale di Tel Aviv sarebbe vedere se è possibile plasmare quell&#8217;asse <strong>Israele-Usa-Arabia Saudita</strong> per contenere la proiezione iraniana nella regione e spingere alle porte della Repubblica Islamica il contenimento. La via che Netanyahu vuole seguire passa per l&#8217;offensiva contro gli alleati di Teheran e l&#8217;attesa per nuove mosse contro il <a href="https://it.insideover.com/guerra/nucleare-la-tentazione-di-trump-e-netanyahu-bombardare-liran.html">Paese degli ayatollah da parte dell&#8217;<strong>amministrazione Usa entrante di Donald Trump.</strong></a> </p>



<p>L&#8217;idea che il Trump 2.0 possa avversare nettamente l&#8217;Iran è altamente plausibile, e Netanyahu spinge per colpire le forze legate alla Repubblica Islamica ovunque, magari per spingere Teheran a <strong>una reazione eccessiva, soprattutto sul programma nucleare</strong>, che dia il là a un attacco diretto. Ad oggi tiene solo l&#8217;apparente pace iraniano-saudita, mentre Netanyahu lavora per la distensione col Paese di Mohammad bin Salman ora che i colloqui sono <a href="https://www.middleeasteye.net/news/israel-saudi-arabia-closer-normalisation-deal-report">ripresi a 14 mesi dal massacro del 7 ottobre.</a> <strong>Trump riprenderà il filo degli Accordi di Abramo?</strong> Per vederli realizzati, va ricordato, serve un obiettivo comune. Nel 2019-2020 fu l&#8217;ostilità contro l&#8217;Iran. Ora, va capito se casa Saud sarà della partita prima di dare per ripreso il filo interrotto della politica americana e israeliana in Medio Oriente.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/israele-bombarda-lo-yemen-per-mandare-un-messaggio-a-iran-e-arabia-saudita.html">Israele bombarda lo Yemen per mandare un messaggio a Iran e Arabia Saudita</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Via da Gaza, basta insediamenti e Stato di Palestina: l&#8217;Arabia Saudita detta le sue condizioni</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/via-da-gaza-basta-insediamenti-e-stato-di-palestina-larabia-saudita-detta-le-sue-condizioni.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 May 2024 08:35:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[accordi di Abramo]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240503162220316_67b885c41d5243a2efac6d9d37242cb4.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Un maxi accordo tra Usa e Arabia Saudita per far tornare in carreggiata la prospettiva di una normalizzazione tra Riad e Israele?" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240503162220316_67b885c41d5243a2efac6d9d37242cb4.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240503162220316_67b885c41d5243a2efac6d9d37242cb4-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240503162220316_67b885c41d5243a2efac6d9d37242cb4-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240503162220316_67b885c41d5243a2efac6d9d37242cb4-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240503162220316_67b885c41d5243a2efac6d9d37242cb4-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240503162220316_67b885c41d5243a2efac6d9d37242cb4-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un maxi accordo tra Usa e Arabia Saudita per normalizzare le relazioni con Israele e tener testa all'Iran? Ecco che cosa vuole in cambio Mohammed bin Salman.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/via-da-gaza-basta-insediamenti-e-stato-di-palestina-larabia-saudita-detta-le-sue-condizioni.html">Via da Gaza, basta insediamenti e Stato di Palestina: l&#8217;Arabia Saudita detta le sue condizioni</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240503162220316_67b885c41d5243a2efac6d9d37242cb4.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Un maxi accordo tra Usa e Arabia Saudita per far tornare in carreggiata la prospettiva di una normalizzazione tra Riad e Israele?" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240503162220316_67b885c41d5243a2efac6d9d37242cb4.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240503162220316_67b885c41d5243a2efac6d9d37242cb4-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240503162220316_67b885c41d5243a2efac6d9d37242cb4-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240503162220316_67b885c41d5243a2efac6d9d37242cb4-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240503162220316_67b885c41d5243a2efac6d9d37242cb4-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240503162220316_67b885c41d5243a2efac6d9d37242cb4-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un <strong>maxi accordo tra Usa e Arabia Saudita</strong> per far tornare in carreggiata la prospettiva di una normalizzazione tra Riad e Israele? <strong>Questo è quello che si pensa</strong> da più parti nei pensatoi strategici americani. Ora che il Dipartimento di Stato lavora alacremente a un accordo quadro su sicurezza e convergenza geopolitica e diplomatica con i sauditi, l&#8217;idea di inserire nel percorso di rafforzamento dell&#8217;alleanza settantennale tra gli Stati Uniti e il regno wahabita una clausola di rilancio della distensione di quest&#8217;ultimo con Tel Aviv stuzzica molti addetti ai lavori.</p>



<p>Joe Biden ricalca Donald Trump e nella fase finale del suo mandato cerca i &#8220;suoi&#8221; <strong>Accordi di Abramo?</strong> Non siamo molto lontani dalla realtà. Numerosi esponenti dell&#8217;<em>intellighenzia</em> democratica americana stanno già pensando all&#8217;idea che un accordo omnicomprensivo Usa-Arabia Saudita possa risolvere il problema mediorientale. Aprendo a una risoluzione della discordia tra sauditi e israeliani emersa dopo lo scoppio della guerra a Gaza, contenendo l&#8217;esuberanza iraniana e, perché no, aprendo alla soluzione della questione palestinese. <strong><em>Vaste programme</em></strong>, verrebbe da dire. Ma non è l&#8217;ottimismo che manca. &#8220;Per l’Arabia Saudita, un accordo bilaterale con gli Stati Uniti rappresenterebbe una vittoria importante, segnando la fine dell’era in cui Biden cercava di indebolire Mohammed bin Salman&#8221;, principe ereditario e tessitore delle strategie del regno, promettendo di trasformare il suo Paese in un “paria” dopo <strong>l’omicidio dell’editorialista del Washington Post Jamal Khashoggi </strong>per mani dei funzionari dell’intelligence saudita in Turchia&#8221;, <a href="https://edition.cnn.com/2024/05/02/middleeast/us-saudi-treaty-israel-palestinian-statehood-intl/index.html">hanno scritto in un servizio i giornalisti della Cnn </a>Becky Anderson, Mostafa Salem e Jennifer Hansler.</p>



<p>Dopo che il Segretario di Stato <strong>Antony</strong> Blinken è volato a Riad il 29 aprile per incontrarsi con il Ministro degli Esteri dell&#8217;Arabia Saudita, il principe <strong>Faisal bin Farhan bin Abdullah</strong>, ai margini del vertice tra Usa e Gulf Cooperation Council anche la storica firma del <a href="https://www.nytimes.com/2024/05/02/opinion/israel-saudi-arabia.html"><em>New York Times</em>, esperto di Medio Oriente e tre volte Premio Pulitzer <strong>Thomas Friedman</strong> ha speso parole al miele per la ritrovata sintonia Washington-Riad</a>. La quale potrebbe diventare presto una formale alleanza che, nota Friedman, &#8220;potrebbe isolare l’Iran, frenare l’influenza della Cina in Medio Oriente e ispirare pacificamente un cambiamento più positivo in questa regione rispetto alle invasioni statunitensi di Iraq e Afghanistan&#8221;. Friedman nota poi come gli avanzamenti di Mbs sul fronte del riavvicinamento agli Usa possano e debbano essere presi al balzo dal governo israeliano di estrema destra. Aggiungendo che <strong>sarebbe solo l&#8217;ideologia radicale del governo Netanyahu</strong> a evitare che si saldino l&#8217;alleanza con gli Usa e la necessaria convergenza coi Paesi arabi in chiave anti-iraniana: &#8220;Israele oggi non può convocare le coalizioni di cui ha bisogno per prosperare come nazione, perché ciò porterebbe alla disgregazione della coalizione di governo di cui Netanyahu ha bisogno per sopravvivere come politico&#8221;.</p>



<p>Friedman nota poi che l&#8217;accordo aprirebbe alla triangolazione Washington-Riad-Tel Aviv se Israele seguisse le logiche dell&#8217;alleanza e le condizioni saudite: &#8220;Lasciare Gaza, congelare la costruzione di insediamenti in Cisgiordania e intraprendere un “percorso” da tre a cinque anni per stabilire uno stato palestinese nei territori occupati&#8221;. <em>En passant</em>, però, con buona pace dei suoi inviti alla modernizzazione Bin Salman sta lanciando messaggi chiari a Israele sulla sua reale considerazione della questione palestinese: come <strong>riporta <em>Bloomberg</em>, da settimane in Arabia Saudita vengono arrestati coloro</strong> che sui social criticano pubblicamente <a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2024-05-01/saudi-arabia-steps-up-gaza-arrests-as-israel-ties-edge-closer?embedded-checkout=true">Israele e le sue azioni a Gaza.</a></p>



<p>Insomma, parliamo di una strategia a tutto campo con cui Biden e Blinken potrebbero cercare di chiudere l&#8217;attuale mandato. E provare a salvare capra e cavoli tenendo assieme tutto: <strong>la necessità disperata di segnare un punto sul piano diplomatico</strong>, la tutela della relazione coi <strong>maggiori alleati regionali,</strong> la volontà di <strong>puntellare l&#8217;Iran</strong> nella regione, la necessità di cercare <strong>vie d&#8217;uscita dalla </strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/le-universita-usa-insorgono-gaza-oggi-come-il-vietnam-nel-sessantotto.html"><strong>catastrofe di Gaza</strong> e</a> prospettive per non appiattirsi su Netanyahu senza abbandonare Tel Aviv, la spinta a <strong>ampliare il novero di alleanze militari</strong>. Un all-in difficilissimo e rischioso. Che sembra però poco al passo coi tempi, ricalcando l&#8217;insoddisfacente strategia volta a saldare l&#8217;asse israelo-saudita perseguita da Donald Trump contro Iran, Siria e Hezbollah durante la sua presidenza. L&#8217;unica differenza è che prima della guerra a Gaza Netanyahu era il <strong>primo attore e oggi uno dei primi ostacoli a tale strategia</strong>. Ma la filosofia appare convergente con quella degli Accordi di Abramo: plasmare un Medio Oriente capace di saldare Israele e blocco sunnita contro l&#8217;Iran da un lato e cercare una soluzione esogena alla questione palestinese dall&#8217;altra. Né l&#8217;una né l&#8217;altra strategia si sono dimostrate capaci di funzionare sistemicamente negli anni scorsi. Cambiano i presidenti, ma sul Medio Oriente <a href="https://piazzalevante.it/il-sentiero-stretto-di-trump-sul-conflitto-a-gaza-perche-spera-che-finisca-prima-delle-elezioni/">la miopia resta</a>. E le posizioni Usa nella regione continuano a scricchiolare.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/via-da-gaza-basta-insediamenti-e-stato-di-palestina-larabia-saudita-detta-le-sue-condizioni.html">Via da Gaza, basta insediamenti e Stato di Palestina: l&#8217;Arabia Saudita detta le sue condizioni</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Trump mediatore, la Turchia nell&#8217;Ue e guerra di Pechino ad Apple: cos&#8217;è successo oggi nel mondo</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/trump-mediatore-la-turchia-nellue-e-guerra-di-pechino-ad-apple-cose-successo-oggi-nel-mondo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Chiara Marcassa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Sep 2023 17:31:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[accordi di Abramo]]></category>
		<category><![CDATA[apple]]></category>
		<category><![CDATA[Colpo di stato Sudan]]></category>
		<category><![CDATA[Donald Trump]]></category>
		<category><![CDATA[InsideNews]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1241" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331165322386_bff6f4c538ef9596ed49e14add29f743-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="donald trump" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331165322386_bff6f4c538ef9596ed49e14add29f743-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331165322386_bff6f4c538ef9596ed49e14add29f743-300x194.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331165322386_bff6f4c538ef9596ed49e14add29f743-1024x662.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331165322386_bff6f4c538ef9596ed49e14add29f743-768x496.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331165322386_bff6f4c538ef9596ed49e14add29f743-1536x993.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331165322386_bff6f4c538ef9596ed49e14add29f743-2048x1323.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Pechino vuole i dispositivi di fabbricazione estera fuori da ambienti governativi, Ankara spinge per entrare in Europa mentre blocca ancora l'adesione svedese alla Nato. Trump potrebbe tornare alla Casa Bianca per concludere quello che aveva iniziato in Medioriente, e il generale sudanese al-Burhan dà ordine di smantellare il gruppo paramilitare ribelle. Ecco le notizie del giorno.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/trump-mediatore-la-turchia-nellue-e-guerra-di-pechino-ad-apple-cose-successo-oggi-nel-mondo.html">Trump mediatore, la Turchia nell&#8217;Ue e guerra di Pechino ad Apple: cos&#8217;è successo oggi nel mondo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1241" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331165322386_bff6f4c538ef9596ed49e14add29f743-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="donald trump" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331165322386_bff6f4c538ef9596ed49e14add29f743-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331165322386_bff6f4c538ef9596ed49e14add29f743-300x194.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331165322386_bff6f4c538ef9596ed49e14add29f743-1024x662.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331165322386_bff6f4c538ef9596ed49e14add29f743-768x496.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331165322386_bff6f4c538ef9596ed49e14add29f743-1536x993.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331165322386_bff6f4c538ef9596ed49e14add29f743-2048x1323.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Ankara promuove con vigore la propria candidatura alla membership europea, mentre non sembra ancora disposta a dare il via libera per l&#8217;adesione della Svezia alla Nato. Donald Trump è stato invitato privatamente a tornare al tavolo dei negoziati per mediare la normalizzazione tra Arabia Saudita e Israele. In Sudan, il generale al-Burhan ordina lo scioglimento immediato dei paramilitari ribelli, rischiando di scatenare una nuova ondata di violenze. Il governo di Pechino insiste sulla strada dell&#8217;autosufficienza tecnologica e della messa al bando di dispositivi di fabbricazione estera in ambienti sensibili, mettendo a rischio il colosso americano Apple. <strong>Ecco le cinque notizie del giorno.</strong></p>



<div class="wp-block-group"><div class="wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained">
<h2 class="wp-block-heading">&#8220;Un&#8217;Unione senza Turchia non sarà mai realmente globale&#8221;: Ankara avanza la sua candidatura all&#8217;Ue</h2>



<p>Il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan ha riaffermato l&#8217;intenzione del proprio Paese di entrare nell&#8217;<strong>Unione europea</strong> e ha esortato i 27 membri a compiere passi coraggiosi per dare seguito alla <strong>candidatura della Turchia</strong>. L&#8217;alto diplomatico ha rilasciato questi commenti in una conferenza stampa congiunta con Olivér Várhelyi, Commissario europeo per l&#8217;allargamento, nel corso di un incontro tenuto ad Ankara per rinsaldare il rapporto con l&#8217;Unione, recentemente deteriorato. &#8220;L&#8217;Unione Europea non può essere un attore veramente <strong>globale</strong> senza la Turchia&#8221; ha affermato Fidan. &#8220;È di vitale importanza rivitalizzare la prospettiva della membership: ci aspettiamo che i membri dimostrino la determinazione necessaria per approfondire le nostre relazioni e che siano in grado di agire con più audacia&#8221; ha aggiunto. </p>
</div></div>



<h2 class="wp-block-heading">Al-Burhan ordina lo scioglimento delle Rsf </h2>



<p>Il capo dell&#8217;esercito del Sudan, generale <a href="https://it.insideover.com/politica/allineamenti-opposti-in-gara-a-khartum.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Abdel Fattah al-Burhan</a> ha pubblicato un decreto che <strong>scioglie ufficialmente</strong> le <a href="https://it.insideover.com/guerra/golpe-in-sudan-chi-sono-e-cosa-vogliono-le-rsf.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rapid Support Forces (Rsf)</a>. Al-Burhan, che presiede anche il Consiglio Sovrano del Sudan, ha dato ordine alle forze armate di implementare al più presto<strong> il decreto presidenziale</strong> e dissolvere il corpo paramilitare. La decisione deriva &#8220;dalla ribellione di tali forze contro lo Stato, dalle gravi violazioni commesse contro i cittadini e il deliberato sabotaggio delle infrastrutture statali&#8221; si legge in una nota ufficiale&nbsp;del&nbsp;Consiglio sovrano sudanese. In precedenza, il Consiglio aveva già sanzionato Abdelrahim Hamdan Dagalo, il leader e comandante regionale delle Rsf. Da quando il conflitto tra l&#8217;esercito regolare e le Rsf ha avuto inizio il 15 aprile scorso, migliaia di sudanesi hanno perso la vita e oltre 4 milioni sono stati sfollati, la maggioranza di questi residenti nella capitale Khartoum e nello stato del Darfur. Un simile ordine era già stato emanato all&#8217;indomani della ribellione delle Rsf, ma la chiamata alle armi di al-Burhan contro il gruppo potrebbe innescare un nuovo ciclo di violenze e instabilità nel Paese. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Si espande il bando agli iPhone in Cina: rischi enormi per Apple</h2>



<p>La Cina pianifica un&#8217;espansione del <strong>divieto d&#8217;uso </strong>di<strong> </strong>iPhone in dipartimenti sensibili di agenzie governative o statali: si moltiplicano così le sfide per Apple nel suo maggior mercato estero e sede di produzione globale. Numerose agenzie hanno già cominciato a istruire il proprio staff a non portare con sè i propri <strong>iPhone</strong> sul luogo di lavoro, e sembra che Pechino intenda estendere la restrizione ben oltre imprese statali e agenzie governative. Se il governo cinese metterà in atto le proprie intenzioni, un embargo di questa entità rappresenterebbe l&#8217;apice del suo tentativo di sradicare l&#8217;uso di <strong>tecnologie estere</strong> in ambienti sensibili, di pari passo con lo sforzo per ridurre la sua dipendenza da software e circuiti di fattura americana e favorire l&#8217;utilizzo di dispositivi di <strong>fabbricazione nazionale</strong>. La decisione minaccia di erodere la posizione di Apple su un mercato che frutta all&#8217;azienda circa <strong>un quinto</strong> dei suoi guadagni totali, e da dove produce la maggior parte degli iPhone che distribuisce in tutto il mondo in fabbriche mastodontiche che impiegano milioni di cittadini cinesi. </p>



<h2 class="wp-block-heading"> Trump invitato a sostenere la normalizzazione tra sauditi e israeliani di Biden</h2>



<p>Jared Kushner sta sollecitando<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-donald-trump.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> Donald Trump </a>a supportare il tentativo dell&#8217;amministrazione Biden di mediare una normalizzazione dei rapporti tra <strong>Israele e Arabia Saudita </strong>– evento che potrebbe verificarsi a margine del G20 in India – per cementare l&#8217;eredità dell&#8217;ex presidente in Medio Oriente. Kushner ha ricoperto il ruolo di consulente alla Casa Bianca per <strong>suo cognato</strong> Trump ed è stato un negoziatore chiave negli <a href="https://it.insideover.com/politica/cosa-prevedono-gli-accordi-di-abramo-firmati-alla-casa-bianca.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Accordi di Abramo</a> siglati nel 2020 che hanno normalizzato le relazioni tra Israele ed Emirati, Bahrain, Marocco e Sudan. Kusher, che intrattiene stretti rapporti con il principe saudita Mohammed bin Salman (attraverso il suo fondo di private equity, <em>Affinity</em>) ha detto a Trump che se l&#8217;Arabia Saudita si unisse ai &#8220;suoi&#8221; accordi di Abramo, questo rivendicherebbe la sua politica sul Medio Oriente e lo avvantaggerebbe nella <strong>campagna elettorale</strong>. Anche il senatore repubblicano <strong>Lindsey Graham</strong> si unisce agli sforzi del genero di Trump: l&#8217;appoggio del Gop è cruciale per Biden perchè l&#8217;accordo includerebbe un trattato tra Washington e Riyad per la <strong>difesa </strong>del regno saudita che richiederebbe il sostegno di due terzi del Senato, dove gran parte dei democratici mantiene posizioni critiche verso MbS e il premier israeliano Benjamin Netanyahu. I repubblicani, nonostante le molte obiezioni sulla politica estera di Biden, sostengono fortemente Israele e l&#8217;estensione degli accordi di Abramo. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Candidatura della Svezia alla Nato: tutto pronto, manca solo la Turchia</h2>



<p>La Svezia è &#8220;completamente pronta&#8221; ad entrare nella Nato, e aspetta solo che <a href="https://it.insideover.com/politica/svezia-nella-nato-solo-con-la-turchia-in-ue-il-ricatto-di-erdogan.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">la Turchia avvii il processo</a> per ratificare la candidatura, ha dichiarato il ministro degli Esteri Tobias Billstrom ad un incontro con le controparti nordiche e baltiche tenuto a Riga. La Svezia ha presentato la candidatura di adesione all&#8217;alleanza di difesa lo scorso anno, ma Turchia e Ungheria devono ancora approvare la richiesta di Stoccolma. La Svezia si augura che il governo di Ankara ratifichi la sua candidatura non appena il parlamento turco si riunirà ad ottobre, come pattuito con il presidente <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-recep-tayyip-erdogan.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Recep Tayyip Erdogan </a>al summit Nato lo scorso luglio. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/trump-mediatore-la-turchia-nellue-e-guerra-di-pechino-ad-apple-cose-successo-oggi-nel-mondo.html">Trump mediatore, la Turchia nell&#8217;Ue e guerra di Pechino ad Apple: cos&#8217;è successo oggi nel mondo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il nuovo Medio Oriente e il futuro degli Accordi di Abramo</title>
		<link>https://it.insideover.com/video/il-nuovo-medio-oriente-e-il-futuro-degli-accordi-di-abramo</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Allegra Filippi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Aug 2023 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[accordi di Abramo]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto israelo-palestinese]]></category>
		<category><![CDATA[InsideNews]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-2-15.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-2-15.png 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-2-15-600x338.png 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-2-15-300x169.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-2-15-1024x576.png 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-2-15-768x432.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-2-15-334x188.png 334w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Con gli Accordi di Abramo siglati tra Uae, Bahrein e Israele l'equilibrio in Medio Oriente sta cambiando </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/video/il-nuovo-medio-oriente-e-il-futuro-degli-accordi-di-abramo">Il nuovo Medio Oriente e il futuro degli Accordi di Abramo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<figure class="wp-block-video"><video height="1080" style="aspect-ratio: 1920 / 1080;" width="1920" controls poster="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-2-15.png" src="https://cdn.evolutionadv.it/insideover/website/2023/08/Untitled_video-16.mp4"></video></figure>



<p>Proprio due anni fa, il 13 agosto del 2020, Donald Trump metteva la firma su quello che, alla luce degli eventi, è stato l’ultimo grande progetto Usa di politica estera: la normalizzazione delle relazioni tra&nbsp;<strong>Israele</strong>&nbsp;e gli Emirati Arabi Uniti e il Bahrein, comunemente detti&nbsp;<a href="https://it.insideover.com/politica/cosa-prevedono-gli-accordi-di-abramo-firmati-alla-casa-bianca.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Accordi di Abramo</a>.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Scopri di più: <a href="https://it.insideover.com/politica/il-nuovo-medio-oriente-e-il-futuro-degli-accordi-di-abramo.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Il nuovo Medio Oriente e il futuro degli Accordi di Abramo</a></li>
</ul>
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		<title>Export raddoppiato: cosa c&#8217;è dietro alla grande corsa per le armi di Israele</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/export-raddoppiato-perche-israele-vende-le-sue-armi-ai-paesi-arabi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Chiara Marcassa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Jun 2023 10:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[accordi di Abramo]]></category>
		<category><![CDATA[Droni armati]]></category>
		<category><![CDATA[Iron Dome]]></category>
		<category><![CDATA[Missili]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230615094620861_07bb66b11461afe2d0154fda6bc9ca18-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230615094620861_07bb66b11461afe2d0154fda6bc9ca18-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230615094620861_07bb66b11461afe2d0154fda6bc9ca18-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230615094620861_07bb66b11461afe2d0154fda6bc9ca18-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230615094620861_07bb66b11461afe2d0154fda6bc9ca18-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230615094620861_07bb66b11461afe2d0154fda6bc9ca18-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230615094620861_07bb66b11461afe2d0154fda6bc9ca18-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230615094620861_07bb66b11461afe2d0154fda6bc9ca18-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nonostante l'escalation in Cisgiordania e il rifiuto di una "Nato del Medio Oriente", un quarto delle armi prodotte da Israele viene acquistato da Paesi arabi. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/export-raddoppiato-perche-israele-vende-le-sue-armi-ai-paesi-arabi.html">Export raddoppiato: cosa c&#8217;è dietro alla grande corsa per le armi di Israele</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230615094620861_07bb66b11461afe2d0154fda6bc9ca18-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230615094620861_07bb66b11461afe2d0154fda6bc9ca18-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230615094620861_07bb66b11461afe2d0154fda6bc9ca18-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230615094620861_07bb66b11461afe2d0154fda6bc9ca18-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230615094620861_07bb66b11461afe2d0154fda6bc9ca18-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230615094620861_07bb66b11461afe2d0154fda6bc9ca18-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230615094620861_07bb66b11461afe2d0154fda6bc9ca18-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230615094620861_07bb66b11461afe2d0154fda6bc9ca18-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Questa settimana il ministro della Difesa israeliano Benny Gantz ha commentato pubblicamente i risultati annuali dell&#8217;export di attrezzature militari di Tel Aviv, sciorinando (anche quest&#8217;anno) numeri da record: nel 2022, <strong>Israele</strong> ha raddoppiato<strong> </strong>gli<strong> export</strong> in confronto a dieci anni fa. </p>



<h2 class="wp-block-heading">I numeri dell&#8217;industria di Tel Aviv</h2>



<p>Gli export di prodotti di difesa di fattura israeliana hanno ammontato nel 2022 a <strong>12,5 miliardi di dollari</strong>, laddove nel 2021 (anno che aveva a sua volta segnato il record di esportazioni) il fatturato era stato di 11,4 miliardi di dollari. Per avere una dato di riferimento, tra il 2011 e il 2013 quel numero fluttuava tra i 5,8 e i 6,6 miliardi di dollari. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="575" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Screenshot-2023-06-15-alle-10.43.01-1024x575.png" alt="" class="wp-image-399937" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Screenshot-2023-06-15-alle-10.43.01-1024x575.png 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Screenshot-2023-06-15-alle-10.43.01-600x337.png 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Screenshot-2023-06-15-alle-10.43.01-300x169.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Screenshot-2023-06-15-alle-10.43.01-768x431.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Screenshot-2023-06-15-alle-10.43.01-1536x863.png 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Screenshot-2023-06-15-alle-10.43.01-2048x1150.png 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Screenshot-2023-06-15-alle-10.43.01-334x188.png 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Screenshot-2023-06-15-alle-10.43.01.png 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Grafico pubblicato dal ministero della Difesa israeliano il 14 giugno 2023. I dati si riferiscono all&#8217;esportazione di prodotti di difesa nell&#8217;ultimo ventennio. </figcaption></figure>



<p>Durante la presentazione dei dati, gli ufficiali del Sibat (il dipartimento israeliano di Cooperazione per la difesa internazionale) hanno evidenziato un aumento del 65% degli export negli ultimi cinque anni, e hanno citato importanti &#8220;<strong>cambiamenti geostrategici</strong>&#8221; in Europa tra le ragioni che hanno provocato il netto incremento nella domanda per armi prodotte in Israele. Il riferimento implicito è all&#8217;invasione dell&#8217;Ucraina da parte della Russia. Gli agenti del Dipartimento hanno anche aggiunto che una parte della domanda è trainata dai contratti di vendita firmati tra Israele e i Paesi arabi che hanno recentemente normalizzato i loro legami diplomatici e commerciali con esso. </p>



<p>Tra i dati forniti dal Dipartimento c&#8217;è anche una panoramica dei specifici prodotti che Tel Aviv ha esportato. <strong>Droni e Uav</strong> (velivoli a pilotaggio remoto) rappresentano da soli il 25% degli export, mentre missili, razzi e dispositivi di difesa aerea sommati ammontano al 19% delle vendite. Gli altri prodotti di punta dell&#8217;industria della difesa israeliana sono i velivoli con equipaggio, sistemi di ricognizione, lanciamissili, sistemi di comunicazione e munizioni. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Nuovi clienti</h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="575" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Screenshot-2023-06-15-alle-10.42.48-1024x575.png" alt="" class="wp-image-399938" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Screenshot-2023-06-15-alle-10.42.48-1024x575.png 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Screenshot-2023-06-15-alle-10.42.48-600x337.png 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Screenshot-2023-06-15-alle-10.42.48-300x169.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Screenshot-2023-06-15-alle-10.42.48-768x431.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Screenshot-2023-06-15-alle-10.42.48-1536x863.png 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Screenshot-2023-06-15-alle-10.42.48-2048x1150.png 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Screenshot-2023-06-15-alle-10.42.48-334x188.png 334w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Grafico pubblicato dal ministero della Difesa israeliano il 14 giugno 2023. I dati si riferiscono alla quantità di prodotti di difesa israeliani esportati nei vari continenti negli ultimi cinque anni.</figcaption></figure>



<p>La vera novità svelata delle informazioni divulgate dal ministero della Difesa sta non tanto nella quantità o nella tipologia dei prodotti di difesa venduti da Israele, ma nella distribuzione geografica degli acquirenti. Il boom nel commercio delle armi sottolinea in particolare l&#8217;approfondimento dei legami diplomatici ed economici tra Israele e gli Stati firmatari degli accordi di Abramo. Infatti, <strong>Paesi arabi</strong> che nel 2020 hanno normalizzato i legami con Tel Aviv – Emirati Arabi Uniti, Bahrain e Marocco – hanno rappresentato quasi il <strong>25%</strong> <strong>del totale</strong> dei 12,5 miliardi di dollari fatturati in export di difesa da Israele, quando nel 2021 rappresentavano appena il 7%. Asia e Pacifico confermano il trend e si mantengono stabili destinatari del 30% degli export israeliani; ugualmente stabile il Nord America intorno all&#8217;11%. L&#8217;altra grande eccezione è rappresentata dall&#8217;Europa, che a fronte del conflitto in Ucraina ha incrementato in maniera imponente la spesa nel 2021 per poi normalizzarla intorno al 30% nel 2022. </p>



<p>In seguito alla firma degli accordi sponsorizzati dagli Stati Uniti, questi Paesi si sono mossi nella direzione di un rafforzamento dei legami soprattutto nella sfera della difesa. Va ricordato infatti che nel 2021 il <strong>Bahrain </strong>ha confermato che un ufficiale della Marina israeliana è stato <a href="https://www.aljazeera.com/news/2022/2/12/bahrain-confirms-israeli-officer-to-be-stationed-in-the-country" target="_blank" rel="noreferrer noopener">assegnato di stanza nel Golfo</a> – il primo militare israeliano ad essere inviato in un Paese arabo. Inoltre, in base alle immagini satellitari, esperti di difesa hanno verificato che gli <strong>Emirati Arabi Uniti</strong> hanno installato entro i propri confini il <a href="https://www.thedefensepost.com/2022/10/21/uae-israel-barak-air-defense/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sistema di difesa aerea Barak</a> sviluppato congiuntamente da Israele e India. </p>



<p>Per quanto riguarda il <strong>Marocco</strong> invece, l&#8217;inviato israeliano a Rabat ha recentemente affermato che la Elbit Systems – tra le maggiori compagnie israeliane che producono tecnologia per la difesa – sta per aprire <a href="https://www.moroccoworldnews.com/2023/06/355876/israeli-defense-giant-elbit-systems-plans-to-establish-two-sites-in-morocco" target="_blank" rel="noreferrer noopener">due sedi di produzion</a>e sul territorio marocchino. L’annuncio è giunto a pochi giorni dalla notizia che il governo israeliano sta considerando di riconoscere la sovranità del Marocco sui territori contestati del Sahara Occidentale.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://it.insideover.com/iscriviti-alla-newsletter" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="810" height="150" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/thumbnail_strip_io_newsletter_war-3.jpg" alt="" class="wp-image-396797" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/thumbnail_strip_io_newsletter_war-3.jpg 810w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/thumbnail_strip_io_newsletter_war-3-600x111.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/thumbnail_strip_io_newsletter_war-3-300x56.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/thumbnail_strip_io_newsletter_war-3-768x142.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 810px) 100vw, 810px" /></a></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Contraddizioni e cautele</h2>



<p>Il notevole e veloce incremento nei contratti di vendita di armi con i Paesi arabi è sintomo di due processi più profondi e poco visibili. In primo luogo, evidenzia come i rapporti con lo Stato di Israele siano progrediti nonostante la recente <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/la-cia-lancia-lallarme-sulla-terza-intifada.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">acutizzazione delle <strong>tensioni</strong></a><strong> con i gruppi armati palestinesi</strong> nei territori occupati della Cisgiordania. </p>



<p>Inoltre, sottolinea la disponibilità degli Stati arabi a intensificare gli scambi commerciali con Israele nel campo della difesa a dispetto della riluttanza che hanno dimostrato a partecipare ad un&#8217;iniziativa di coordinamento nella difesa proposta giusto un anno fa da Israele e Stati Uniti e presto rinominata come <strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/stati-arabi-e-israele-creano-una-rete-di-difesa-area-nasce-una-nato-del-medio-oriente.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">&#8220;Nato del Medio Oriente&#8221;</a>.</strong> Come a dire, armi da Israele sì, e anche tante, ma una cooperazione formalizzata no. O forse, non ancora. </p>



<p>Gli Stati del Golfo come gli Emirati sono stati infatti molto cauti nell’abbracciare apertamente legami militari con Israele, dal momento che potrebbero essere interpretati come <strong>rivolti al comune rivale regionale</strong>, la Repubblica Islamica dell&#8217;Iran. A fronte del generale <a href="https://it.insideover.com/politica/liran-la-distensione-in-medio-oriente-e-la-sfida-a-usa-e-israele.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">clima di distensione</a> che caratterizza questa <a href="https://it.insideover.com/politica/arabia-saudita-e-iran-riprendono-relazioni-diplomatiche-decisivo-il-ruolo-della-cina.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">stagione diplomatica</a> mediorientale, l&#8217;Iran mantiene solida la sua postura attiva e aggressiva nei confronti dell&#8217;acerrima nemica &#8220;entità sionista&#8221;.  </p>



<p>Se il progetto di una &#8220;Nato araba&#8221; contro Israele, che pure sopravvive nelle speranze iraniane, si può oramai dire tramontato, l&#8217;idea di una Nato Mediorientale rimane invece viva in maniera direttamente proporzionale alla percezione condivisa di una <strong>minaccia credibile</strong>, che la renda necessaria. In altre parole, un&#8217;alleanza militare in Medio Oriente è fattibile se le aggressioni di Teheran e dei suoi delegati la richiederanno. E ad attestarlo sono proprio i numeri del mercato della difesa Israeliano nella regione. </p>



<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/export-raddoppiato-perche-israele-vende-le-sue-armi-ai-paesi-arabi.html">Export raddoppiato: cosa c&#8217;è dietro alla grande corsa per le armi di Israele</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L&#8217;ombra di una nuova guerra in Medio Oriente</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/a-fari-spenti-verso-una-nuova-guerra-in-medio-oriente.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Lo Nostro]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 May 2023 05:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[accordi di Abramo]]></category>
		<category><![CDATA[Armi nucleari]]></category>
		<category><![CDATA[f35]]></category>
		<category><![CDATA[Nucleare]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=394374</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230503103429795_7f8aedc3ed4e42f147c1abfeee012926-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230503103429795_7f8aedc3ed4e42f147c1abfeee012926-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230503103429795_7f8aedc3ed4e42f147c1abfeee012926-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230503103429795_7f8aedc3ed4e42f147c1abfeee012926-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230503103429795_7f8aedc3ed4e42f147c1abfeee012926-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230503103429795_7f8aedc3ed4e42f147c1abfeee012926-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230503103429795_7f8aedc3ed4e42f147c1abfeee012926-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230503103429795_7f8aedc3ed4e42f147c1abfeee012926-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'antagonismo tra Israele e Iran è uno dei pochi elementi fissi in Medio Oriente. Così l'ipotesi di un attacco preventivo contro Teheran prende piede</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/a-fari-spenti-verso-una-nuova-guerra-in-medio-oriente.html">L&#8217;ombra di una nuova guerra in Medio Oriente</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230503103429795_7f8aedc3ed4e42f147c1abfeee012926-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230503103429795_7f8aedc3ed4e42f147c1abfeee012926-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230503103429795_7f8aedc3ed4e42f147c1abfeee012926-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230503103429795_7f8aedc3ed4e42f147c1abfeee012926-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230503103429795_7f8aedc3ed4e42f147c1abfeee012926-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230503103429795_7f8aedc3ed4e42f147c1abfeee012926-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230503103429795_7f8aedc3ed4e42f147c1abfeee012926-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230503103429795_7f8aedc3ed4e42f147c1abfeee012926-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>“A chi dice che se agiremo contro l’Iran si arriverà al conflitto, rispondo che scoppierà un’orribile guerra nucleare se non lo faremo”. Un intervento storico quello del premier israeliano Benjamin Netanyahu, che a marzo si è rivolto direttamente così per la prima volta al popolo iraniano in un’intervista al canale in lingua inglese Iran International evocando lo spettro dell’olocausto atomico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il rischio concreto di escalation</h2>



<p>Ancora risuonavano le parole del premier Netanyahu e lo stesso messaggio veniva recapitato al capo del Pentagono Lloyd Austin in visita in Israele dal suo omologo israeliano mentre l’ambasciatore dell’Azerbaijan smentiva indiscrezioni secondo le quali il suo Paese avrebbe autorizzato l’utilizzo di una sua base per fornire supporto logistico agli aerei israeliani in un’eventuale<strong> missione contro Teheran.</strong> Distratto da una logorante guerra d’attrito in Ucraina, il mondo dell’informazione e l’opinione pubblica internazionale sembrano non aver ancora aperto gli occhi sulla prospettiva di un’imminente <strong>escalation nucleare in Medio Oriente</strong>. L’allarme più recente è stato lanciato a febbraio dal direttore della Cia William Burns per il quale all’Iran “bastano poche settimane per arrivare ad arricchire l’uranio al 90% e oltre”, un livello sufficiente per costruire un’arma atomica pur comunque “essendo molto lontano in termini di capacità di sviluppare un’arma”.</p>



<p>Nel frattempo un altro evento, il <strong>disgelo tra l’Arabia Saudita e l’Iran</strong> sotto la mediazione cinese, ha rubato la scena per diverse settimane a quanto avviene nell’est Europa. Tutto da confermare nei fatti e nei prossimi mesi, questo riavvicinamento è stato salutato dalle cancellerie occidentali in maniera positiva e persino la Casa Bianca ha fatto buon viso a cattivo gioco sottolineando la possibilità, in apparenza, di una <strong>distensione nell’area</strong>. Di diverso avviso è stata la reazione della politica israeliana ben sintetizzata dalla dichiarazione del capo dell’opposizione Yair Lapid, che ha definito l’accordo tra i due Paesi come “un totale e pericoloso <strong>fallimento del governo israeliano</strong>” e un “crollo del muro di difesa regionale che abbiamo cominciato a costruire contro l’Iran”. L’allusione è agli <strong>accordi di Abramo</strong> nei quali Netanyahu puntava ad integrare l’Arabia Saudita e che, secondo quanto riportato dal New York Times e dal Wall Street Journal alla vigilia dell’intesa firmata a Pechino, aveva già avanzato delle condizioni per una sua adesione.</p>



<p>Per una curiosa coincidenza <strong>Israele</strong> e <strong>Iran</strong> stanno affrontando dei momenti di grande agitazione sociale: il primo a causa della contestata riforma sulla giustizia che, seppur congelata, non ha impedito di arrivare alla diciassettesima settimana di proteste; il secondo per le rivolte seguite alla morte di Mahsa Amini, la ventiduenne deceduta mentre era sotto custodia della polizia morale per non aver indossato correttamente l&#8217;hijab.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I sommovimenti interni e la possibile sortita </h2>



<p>La fragilità politica israeliana si riflette anche nella politica estera. Secondo indiscrezioni riportate dalla rete televisiva israeliana Channel 12, Mohammed bin Zayed Al Nahyan, presidente degli Emirati Arabi Uniti, avrebbe dichiarato una sospensione di qualsiasi collaborazione con Tel Aviv sino a quando Netanyahu non avrà ripreso il controllo del governo. Seppure queste voci siano state prontamente smentite da Netanyahu stesso, è evidente che l&#8217;esecutivo continua a proiettare un’immagine di <strong>grande instabilità</strong>.</p>



<p>Di qui si rafforza l’ipotesi che per rilanciare il suo governo, il premier israeliano possa decidere di <strong>chiudere</strong> definitivamente una <strong>partita con l&#8217;Iran</strong> dando via libera a un attacco preventivo agli impianti nucleari del Paese sciita. Sempre secondo Channel 12, di recente, Netanyahu avrebbe presieduto ad almeno cinque incontri con i massimi responsabili della sicurezza per discutere i dettagli di un <strong>possibile attacco</strong> e avrebbe informato di tali piani anche il segretario di Stato americano Anthony Blinken, il consigliere per la sicurezza nazionale Jake Sullivan e il presidente francese Emmanuel Macron.</p>



<p>Il ministro della difesa Yoav Gallant ha indicato una <strong>“linea rossa”</strong> dichiarando che non permetterà che venga superato il limite dell’arricchimento dell’uranio al 90%. È l’impianto di Fordow, vicino la città di Qom, che desta maggiore preoccupazione, una delle tre strutture di produzione nucleare, dove Teheran arricchisce le particelle di uranio fino all’87%.</p>



<p>Per Netanyahu quella contro il nucleare iraniano è quasi una <strong>questione personale</strong>. Non è la prima volta che il premier spinge sull’idea di intervenire contro il Paese degli ayatollah. L’ex premier e ministro della difesa Ehud Barak ha rivelato che Netanyahu ha infatti dovuto <strong>annullare dei piani di attacco</strong> già nel 2010 e nel 2011 e un’operazione simile è stata bocciata anche nel 2012 perché Israele era all’epoca impegnato in esercitazioni militari con gli americani e si voleva evitare un coinvolgimento diretto miliare di Washington contro Teheran. Nel 2010 fu il capo di Stato maggiore Gabi Ashkenazi a bloccare i piani militari in una riunione ristretta dicendo che le Tsahal (le forze di difesa israeliane) non erano pronte per l’operazione, raccogliendo l’appoggio di diversi ministri. </p>



<p>Sempre secondo quanto dichiarato da Barak, anche lui a favore di un attacco militare, nel 2011 il nuovo responsabile dell’esercito Benny Gantz diede invece il suo ok per l’operazione e la discussione arrivò a livello del “<strong>forum degli otto</strong>” ministri senior. In tale sede le presentazioni delle difficoltà, dei rischi e delle possibili perdite da parte del capo di Stato maggiore e il successivo intervento di Yuval Diskin, capo dello Shin Bet (il servizio di sicurezza interno) portarono ad un binario morto anche questo secondo tentativo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Eliminare il programma nucleare iraniano</h2>



<p>L’<strong>incubo nucleare</strong> è sempre stato al centro delle preoccupazioni d’Israele. L’aviazione israeliana è infatti già intervenuta nel giugno 1981 con l’operazione Babilonia bombardando il reattore di Osirak in <strong>Iraq </strong>e nel settembre 2007 con l’operazione Orchard distruggendo una centrale in costruzione ad al Kibar in <strong>Siria</strong>.</p>



<p>Tali precedenti impallidiscono di fronte alla complessità di un’operazione volta a fermare il programma nucleare iraniano. Molti dei potenziali obbiettivi sono distanti dalle basi israeliane tra i 1500 e i 1800 km, ma le forze di Tsahal avrebbero comunque fatto <strong>importanti progressi</strong> negli ultimi anni. Secondo il Jerusalem Post, gli <strong>F-35 israeliani </strong>potrebbero compiere l’attacco senza necessità di rifornimenti in volo e nel 2022 l’aviazione israeliana avrebbe condotto almeno quattro <strong>simulazioni di attacch</strong>i ad ampio raggio. La prima per testare il sistema radar e di allerta, quest’ultimo simile a quello che protegge le installazioni nucleari. Le altre simulazioni si sarebbero concentrate su missioni da combattimento in volo e sulle misure di difesa contro sistemi di attacco elettronici. Ad inizio anno Israele e Stati Uniti inoltre hanno condotto nel Mediterraneo orientale la più massiccia esercitazione militare congiunta.</p>



<p>Il direttore dell’Agenzia internazionale per l&#8217;energia Atomica Rafael Grossi, in visita a Teheran, ha gettato acqua sul fuoco parlando di progressi e di “<strong>discussioni costruttive</strong>” sul dossier nucleare, ma questa volta sembra proprio che la resa dei conti possa essere solo questione di mesi se non di settimane e che un governo in preda ad una crisi senza precedenti potrebbe cercare di uscire dall’angolo puntando tutto sulla possibilità di un <strong>successo in politica estera</strong>. Un azzardo rischioso che rappresenterebbe l’apertura di un nuovo fronte dagli esiti imprevedibili e dalla posta troppo alta, non solo per Israele.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/a-fari-spenti-verso-una-nuova-guerra-in-medio-oriente.html">L&#8217;ombra di una nuova guerra in Medio Oriente</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Allineamenti opposti in gara a Khartum</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/allineamenti-opposti-in-gara-a-khartum.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Chiara Marcassa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Mar 2023 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[accordi di Abramo]]></category>
		<category><![CDATA[Accordo cooperazione militare]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Rosso]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1696" height="952" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230227164747588_79d9254658fdb0f7b374ccb623717ccb-scaled-e1677605980320.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230227164747588_79d9254658fdb0f7b374ccb623717ccb-scaled-e1677605980320.jpg 1696w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230227164747588_79d9254658fdb0f7b374ccb623717ccb-scaled-e1677605980320-300x168.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230227164747588_79d9254658fdb0f7b374ccb623717ccb-scaled-e1677605980320-1024x575.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230227164747588_79d9254658fdb0f7b374ccb623717ccb-scaled-e1677605980320-768x431.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230227164747588_79d9254658fdb0f7b374ccb623717ccb-scaled-e1677605980320-1536x862.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230227164747588_79d9254658fdb0f7b374ccb623717ccb-scaled-e1677605980320-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1696px) 100vw, 1696px" /></p>
<p>Per due anni l&#8217;esercito del Sudan ha presieduto il governo di transizione dopo il colpo di Stato del 2021. Lo scorso dicembre, i militari hanno assicurato che si apprestano a cedere il potere ad un governo civile, ma l&#8217;élite in mimetica rispecchia la frammentazione del resto del Paese. In particolare, le cariche più alte del &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/allineamenti-opposti-in-gara-a-khartum.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1696" height="952" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230227164747588_79d9254658fdb0f7b374ccb623717ccb-scaled-e1677605980320.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230227164747588_79d9254658fdb0f7b374ccb623717ccb-scaled-e1677605980320.jpg 1696w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230227164747588_79d9254658fdb0f7b374ccb623717ccb-scaled-e1677605980320-300x168.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230227164747588_79d9254658fdb0f7b374ccb623717ccb-scaled-e1677605980320-1024x575.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230227164747588_79d9254658fdb0f7b374ccb623717ccb-scaled-e1677605980320-768x431.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230227164747588_79d9254658fdb0f7b374ccb623717ccb-scaled-e1677605980320-1536x862.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230227164747588_79d9254658fdb0f7b374ccb623717ccb-scaled-e1677605980320-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1696px) 100vw, 1696px" /></p>
<p>Per due anni l&#8217;esercito del <strong>Sudan</strong> ha presieduto il governo di transizione dopo il <strong>colpo</strong> <strong>di Stato</strong> del 2021. Lo scorso dicembre, i militari hanno assicurato che si apprestano a cedere il potere ad un governo civile, ma l&#8217;élite in mimetica rispecchia la frammentazione del resto del Paese. In particolare, le cariche più alte del governo di Khartum sono sedotte dalle promesse di due campi opposti. </p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;accordo osteggiato </h2>



<p>L&#8217;assistenza diplomatica dalla missione Onu in Sudan, dell’Unione Africana e dell’organizzazione di integrazione regionale Igad sembra aver sbloccato l’impasse politico tra i partiti civili e l’esercito sudanese. Le libere <strong>elezioni</strong> previste per il 2023 hanno dovuto quindi cedere il passo all&#8217;<strong>accordo quadro</strong>, firmato a dicembre 2022: un piano biennale per l&#8217;insediamento di un governo civile e la riattivazione del percorso di <strong>democratizzazione</strong> inaugurato dalla rivoluzione del 2019 che aveva rovesciato la dittatura trentennale di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-omar-al-bashir-presidente-che-il-sudan-vuole-fare-dimettere.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Omar Hassan al-Bashir</a>. </p>



<p>La firma tuttavia non significa la ricomposizione delle faglie sociali, e l&#8217;accordo è stato <strong>osteggiato </strong>da più parti. Primi tra tutti i <strong>comitati di resistenza popolari,</strong> che chiudono completamente all&#8217;ennesimo compromesso con i militari, ritenuti responsabili della <a href="https://c4ads.org/reports/breaking-the-bank/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">crisi politica ed economica</a> del Paese. <em>Nigrizia</em> <a href="https://www.nigrizia.it/notizia/sudan-verso-una-nuova-transizione-democratica" target="_blank" rel="noreferrer noopener">riferisce</a> che dall&#8217;interno si oppongono anche i <strong>movimenti armati del Darfur</strong>, parte della giunta militare al potere; l&#8217;accordo prevede per il Sudan un esercito &#8220;unico, nazionale e professionale&#8221; che significherebbe un&#8217;omologazione delle formazioni armate del Sud-Ovest con il resto del Paese. </p>



<p>Dissentono anche l&#8217;influente partito comunista e ampi segmenti della <strong>società civile</strong>, scontenti perché il documento non prevede avanzamenti significativi per lo stallo sudanese: temi cruciali come la giustizia transitiva, la responsabilità democratica e una riforma nell&#8217;ambito della sicurezza sono stati abilmente elusi per permettere l&#8217;approvazione del testo. Di conseguenza, l&#8217;accordo non offre una strategia per rompere il circolo vizioso della <strong>regressione democratica</strong>, della violenza e dell’interventismo militare. &nbsp;</p>



<p>Di contro il presidente del Consiglio sovrano di transizione, il Generale <strong>Abdel Fattah al-Burhan</strong>, ha più volte accusato la parte civile di essere responsabile della paralisi sia del dialogo nazionale che della formazione del governo di transizione a causa delle sue divisioni interne.</p>



<p>Dei tanti accordi tentati per spianare la strada della democrazia a Khartum, quello di dicembre è l&#8217;unico che ha raggiunto la firma: il motivo è che <strong>chi ci guadagna</strong> da questo patto non sono gli attivisti che si sono spesi per rovesciare la dittatura, ma i militari stessi, che mantengono ampi <strong>margini d&#8217;influenza</strong> oltre che di competenza nello sviluppo politico dello Stato. È per questo che chi vuole intrattenere rapporti d&#8217;interesse col Sudan punta sull&#8217;alleanza con i militari, seducendone le élites. La Russia di Putin lo sa bene, e per questo già all&#8217;indomani colpo di stato del 2019 aveva stretto i legami con la giunta sudanese per predisporre una <a href="https://it.insideover.com/guerra/russia-base-sudan.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">base navale sul Mar Rosso</a> e assicurare alla Marina russa l&#8217;accesso al Mediterraneo ma anche al Golfo Persico e all&#8217;Oceano Indiano. </p>



<h2 class="wp-block-heading">I due alfieri dell&#8217;esercito sudanese</h2>



<p>La frammentazione dell&#8217;esercito è una derivazione del complesso apparato di sicurezza della dittatura. L&#8217;esercito ufficiale e le varie unità di intelligence statali fanno capo al presidente <strong>al-Burhan,</strong> mentre le <em>Rapid Support Forces</em> (RSF) in cui sono confluite le milizie <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/chi-sono-i-janjaweed-i-demoni-a-cavallo-del-genocidio-in-darfur.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Janjaweed</a> sono guidate dal vice presidente del Consiglio Sovrano Mohamed Hamndan Dagalo, detto &#8220;<strong>Hemeti</strong>&#8220;. Costretti dalle contingenze a collaborare in un fronte unito per l&#8217;interesse dell&#8217;esercito, le prospettive di lungo termine li vedono battersi per il predominio sulle forze armate. Armandosi di <strong>alleanze potenti</strong>, i due alfieri dell&#8217;esercito hanno tenuto molteplici incontri diplomatici, riconfermando vecchie amicizie e inaugurando insospettabili avvicinamenti, e hanno delineato due blocchi radicalmente opposti che si contendono il controllo di Khartum e delle sue potenzialità, oltre che delle sue<strong> risorse minerarie </strong>e <strong>idriche</strong>. </p>



<p>Il vice presidente <strong>Hemeti</strong>, molto popolare nella regione del Darfur dove gestisce un business di estrazione aurifera e partecipa alla direzione di un fondo d&#8217;investimento, gode dell&#8217;appoggio di Arabia Saudita e Emirati Arabi, guadagnato con l&#8217;invio dei suoi mercenari Rsf nella guerra in Yemen. Facendo <a href="https://www.theafricareport.com/280902/sudan-the-wagner-rsf-ties-that-block-the-path-to-democratisation/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">collaborare</a> i combattenti Rsf con il <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/gruppo-wagner.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">gruppo Wagner</a> contro i ribelli nella Repubblica Centrafricana, Hemeti si è avvicinato alla Russia arrivando a sostenere il diritto di Mosca di &#8220;difendere il proprio popolo&#8221;. Di ritorno da una visita al Cremlino all&#8217;inizio della guerra in Ucraina, Hemeti ha riportato sul tavolo del governo la proposta della <a href="https://www.reuters.com/world/africa/hemedti-says-sudan-should-be-open-naval-base-accord-with-russia-or-others-2022-03-02/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">base navale russa</a> a Port Sudan. La recente <a href="https://www.reuters.com/world/africa/russias-lavrov-visits-sudan-diplomatic-push-africas-sahel-2023-02-09/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">visita di Lavrov</a> a Khartum ha rinnovato l&#8217;interesse di Mosca sulla questione. </p>



<p>Il capo dello schieramento opposto non gode dello stesso favore popolare, ma ha dalla sua la <strong>dimestichezza diplomatica</strong> di un politico di lunga carriera, più che di un generale dell&#8217;esercito. Al-Burhan ha infatti dimostrato capacità da sofista rimaneggiando intese e antagonismi. Un esempio lampante è il rapporto con la <strong>componente islamista</strong> del Paese, erede dell&#8217;attivismo politico del Fronte Islamico Nazionale di Hassan al-Turabi. Mentre un anno fa, a corto di sostegno interno, aveva promosso un <a href="https://www.africa-confidential.com/article/id/13935/Burhan_lets_the_Islamists_back_in" target="_blank" rel="noreferrer noopener">riavvicinamento al movimento islamista</a> assegnando incarichi di governo a sostenitori dell&#8217;Islam politico (con gran clamore degli attivisti che si erano battuti per uno stato democratico e laico), già a novembre scorso <a href="https://sudantribune.com/article267033/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">li redarguiva a più riprese</a>, prima per un presunto tentativo di colpo di stato e poi per aver provato ad infiltrarsi nell&#8217;esercito. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="731" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230228183424454_32485aeebbab66f9a46d6c4559462721-1024x731.jpg" alt="" class="wp-image-386637" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230228183424454_32485aeebbab66f9a46d6c4559462721-1024x731.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230228183424454_32485aeebbab66f9a46d6c4559462721-300x214.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230228183424454_32485aeebbab66f9a46d6c4559462721-768x549.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230228183424454_32485aeebbab66f9a46d6c4559462721-1536x1097.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230228183424454_32485aeebbab66f9a46d6c4559462721-2048x1463.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230228183424454_32485aeebbab66f9a46d6c4559462721-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Abdel Fattah al-Burhan parla all&#8217;Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York il 22 settembre 2022. Foto: EPA/Jason Szenes</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">I generali si spalleggiano contro gli islamisti e non solo</h2>



<p>L&#8217;allontanamento degli islamisti è presto spiegato volgendo lo sguardo a nord. Da tempo infatti al-Burhan ha rafforzato lo storico legame con il corrispettivo al Cairo, <strong>Abdel Fattah al-Sisi,</strong> con il quale condivide molti interessi strategici oltre che il nome. </p>



<p>La chiusura all&#8217;Islam politico e all&#8217;ascesa di un ramo cadetto dei Fratelli Musulmani in Sudan si immette in una tradizione di allineamento all&#8217;Egitto di lunga data. Già nel marzo 2021, l&#8217;esercito sudanese e quello egiziano hanno formalizzato il loro coordinamento con un <a href="http://www.news.cn/english/africa/2021-03/03/c_139778835.htm" target="_blank" rel="noreferrer noopener">accordo di cooperazione militare</a> che include la fornitura di armi per monitorare la regione occidentale del Paese, dato l&#8217;embargo Onu del 2005 sulle armi al Darfur. La <strong>vicinanza dei due generali </strong>rappresenta un elemento chiave per l&#8217;Egitto che trova nel Sudan un alleato chiave contro l&#8217;Etiopia nella disputa della <a href="https://it.insideover.com/guerra/legitto-accerchia-letiopia-nella-guerra-della-diga.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Grande Diga della Rinascita</a>, e per l&#8217;esercito sudanese che legittima la propria permanenza al potere con l&#8217;esempio egiziano. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il superamento dei Tre No di Khartum</h2>



<p>Per decenni il Sudan ha rappresentato uno dei Paesi <strong>più ostili a Israele</strong>, combattendolo in prima linea nel 1948, equipaggiando Hamas e altri gruppi armati Palestinesi per anni sotto il regime di al-Bashir, e venendo più volte bombardato per questo. Proprio a Khartum nel 1967 veniva passata dalla Lega Araba la risoluzione dei <strong>Tre No</strong>: &#8220;Nessuna pace con Israele, nessun riconoscimento di Israele, nessun negoziato con esso&#8221;. </p>



<p>In seguito alla deposizione del dittatore, nel 2020 il Generale al-Burhan ha incontrato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu nel primo incontro diplomatico tra i due Paesi in assoluto. Pochi mesi dopo venivano siglati gli <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/cosa-prevedono-gli-accordi-di-abramo-firmati-alla-casa-bianca.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Accordi di Abramo</a></strong> negoziati da Donald Trump, a cui Khartum ha aderito nel gennaio 2021. L&#8217;iniziativa ha permesso la rimozione del Sudan dalla lista americana degli Stati che sponsorizzano il terrorismo, favorendo la reintegrazione del Paese nel sistema finanziario internazionale dopo anni di isolamento.</p>



<p>È di questo mese la visita del ministro degli Esteri <strong>Eli Cohen</strong> a Khartum – programmata col consenso di Washington – in cui sono state trattate <a href="https://sudantribune.com/article270340/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">prospettive di cooperazione</a> su tematiche quali sicurezza, energia e risorse idriche e si è discussa la firma di un trattato di pace tra i due Paesi (appena il governo civile sarà in carica). In seguito alla visita di Cohen, il capo dell&#8217;intelligence sudanese è volato a Washington per incontrare il suo corrispettivo statunitense. Interessante notare che il vice presidente Hemeti ha comunicato al quotidiano sudanese <a href="https://bajnews.net/%D8%A3%D9%83%D8%AF-%D8%B9%D8%AF%D9%85-%D8%B9%D9%84%D9%85%D9%87-%D8%A8%D8%A7%D9%84%D8%B2%D9%8A%D8%A7%D8%B1%D8%A9-%D8%AD%D9%85%D9%8A%D8%AF%D8%AA%D9%8A-%D9%84%D9%85-%D8%A3%D9%84%D8%AA%D9%82%D9%90/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Bajnews</a> di essere stato lasciato all&#8217;oscuro di questi incontri. </p>



<p>L&#8217;<strong>interesse israeliano</strong> per il Sudan si collega al piano di Tel Aviv di predisporre una linea aerea diretta per il Sudamerica, per cui necessita dell&#8217;accesso allo spazio aereo sudanese. <em>Middle East Eye</em> <a href="https://www.middleeasteye.net/news/sudan-game-thrones-all-roads-russia-israel-west" target="_blank" rel="noreferrer noopener">riferisce</a> che Netanyahu ha già concluso accordi simili con il Ciad ed è in trattativa con il Mali e la Mauritania. Da parte di Khartum, disporre della tecnologia israeliana (in particolare per la desalinizzazione e l&#8217;irrigazione) determinerebbe un vantaggio significativo nel campo dell&#8217;agricoltura. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Linea indiretta Khartum &#8211; Washington </h2>



<p>La normalizzazione e l&#8217;accelerazione dei rapporti con Israele da un lato e l&#8217;attenta gestione dei movimenti islamisti dall&#8217;altro sono catalizzatori della relazione con gli <strong>Stati Uniti</strong>. Così com&#8217;è stato approvato, il testo dell&#8217;accordo quadro di dicembre lascia i poteri dell&#8217;esercito e delle milizie sudanesi quasi intatti, e il governo civile di cui pur si parla, in base alle circostanze attuali sembra possa essere un governo civile dominato da Burhan. </p>



<p>Il Generale al-Burhan ha dimostrato di essere una <strong>perno fondamentale</strong> nell&#8217;asse di sicurezza che va da Washington, a Tel Aviv, al Cairo. Mentre le proteste dei dissidenti nella capitale sudanese rimangono inascoltate, la partita sembra aperta tra Burhan ed Hemeti come tra Washington e Mosca. </p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/allineamenti-opposti-in-gara-a-khartum.html">Allineamenti opposti in gara a Khartum</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>&#8220;Braccio di ferro&#8221; tra le spie di Israele? Cosa divide Mossad e Shin Bet</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/braccio-di-ferro-tra-le-spie-di-israele-cosa-divide-mossad-e-shin-bet.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Feb 2023 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[accordi di Abramo]]></category>
		<category><![CDATA[Mossad]]></category>
		<category><![CDATA[Shin Bet]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230204150712449_44202b2234da1e3ff780e023fc7a6d1f-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="israele" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230204150712449_44202b2234da1e3ff780e023fc7a6d1f-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230204150712449_44202b2234da1e3ff780e023fc7a6d1f-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230204150712449_44202b2234da1e3ff780e023fc7a6d1f-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230204150712449_44202b2234da1e3ff780e023fc7a6d1f-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230204150712449_44202b2234da1e3ff780e023fc7a6d1f-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230204150712449_44202b2234da1e3ff780e023fc7a6d1f-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Mossad, custode della proiezione militare e dell&#8217;attivismo di politica estera, da un lato. Lo Shin Bet, garanzia della sicurezza interna, dall&#8217;altro. Non una faida, ma sicuramente una gara di popolarità quella che va in scena tra le principali agenzie di sicurezza di Israele in una fase critica seguita al ritorno al potere di Benjamin &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/braccio-di-ferro-tra-le-spie-di-israele-cosa-divide-mossad-e-shin-bet.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230204150712449_44202b2234da1e3ff780e023fc7a6d1f-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="israele" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230204150712449_44202b2234da1e3ff780e023fc7a6d1f-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230204150712449_44202b2234da1e3ff780e023fc7a6d1f-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230204150712449_44202b2234da1e3ff780e023fc7a6d1f-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230204150712449_44202b2234da1e3ff780e023fc7a6d1f-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230204150712449_44202b2234da1e3ff780e023fc7a6d1f-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230204150712449_44202b2234da1e3ff780e023fc7a6d1f-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il <a href="https://it.insideover.com/schede/difesa/come-funzionano-i-servizi-segreti-israeliani.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Mossad</strong></a><strong>,</strong> custode della proiezione militare e dell&#8217;attivismo di politica estera, da un lato. Lo <strong>Shin Bet</strong>, garanzia della sicurezza interna, dall&#8217;altro. Non una faida, ma sicuramente una gara di popolarità quella che va in scena tra le principali agenzie di sicurezza di <strong><a href="https://www.true-news.it/venti-di-guerra/mein-kampf-propaganda-netanyahu-male-israele" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Israele</a></strong> in una fase critica seguita al ritorno al potere di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-benjamin-netanyahu.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Benjamin Netanyahu.</a></p>



<p>Al centro del dibattito, l&#8217;estensione degli <a href="https://www.true-news.it/politics/geopolitics/ucraina-e-israele-gli-usa-al-bivio-sul-sostegno-agli-alleati" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>accordi di Abramo</strong>,</a> che per il Mossad hanno una chiara proiezione securitaria e strategica e per lo Shin Bet, invece, sono in accordo con il nuovo governo il perno per il contrasto muscolare agli avversari del Paese. In ordine crescente di pericolosità, Hamas, i guerriglieri libanesi di Hezbollah e l&#8217;arcinemico Iran. Dunque è una <strong>diplomazia parallela</strong> quella portata avanti dagli apparati di intelligence in una fase convulsa per il Paese. </p>



<p>Il governo di estrema destra e iper-nazionalista di Netanyahu ha dato in mano a <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/nazionalismi/chi-e-itamar-ben-gvir-il-volto-nuovo-del-nazionalismo-israeliano.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Itamar Ben Gvir</a></strong>, tribuno radicale di Potere Ebraico, uno strategico ministero per la Sicurezza Nazionale operante negli ambiti di controllo sul fronte interno e ha invece nel moderato del <a href="https://www.true-news.it/politics/greta-blm-semplicistica-israele-palestina-andrea-molle">Likud </a>Eli Cohen il nuovo ministro degli Esteri. Si pone dunque per Israele il dilemma sulla necessità di proseguire o meno con la linea di politica estera di soft e hard power seguita a lungo con l&#8217;apertura ai Paesi Arabi. In particolare, la scelta è tra lo <strong>status quo</strong> e l&#8217;inserimento dei nuovi Accordi di Abramo in una politica estera più assertiva.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong><a href="https://it.insideover.com/politica/inside-the-mossad-la-storia-del-servizio-segreto-israliano.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Inside the Mossad: la storia del servizio segreto israeliano</a></strong></li>



<li><strong><a href="https://it.insideover.com/politica/cosa-prevedono-gli-accordi-di-abramo-firmati-alla-casa-bianca.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Gli accordi di Abramo, spiegati</a></strong></li>



<li><strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/israele-ora-punta-liran-missione-del-mossad-a-washington.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Israele ora punta l&#8217;Iran. Missione del Mossad a Washington</a></strong></li>
</ul>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading">La strategia del Mossad</h2>



<p>Il Mossad, che ha condotto senza esitazione la <a href="https://it.insideover.com/guerra/israele-iran-torna-la-guerra-ombra.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">&#8220;guerra ombra&#8221; all&#8217;Iran nel Medio Oriente e nelle sue propaggini</a> teme di perdere, in quest&#8217;ottica, il sostegno e l&#8217;appoggio decisivo degli <strong>Stati Uniti</strong> alla linea di mano libera seguita finora, che ha portato all&#8217;attacco a siti militari iraniani in Siria, a colpire le navi che portavano armi a Hezbollah e a eliminare gli scienziati nucleari di Teheran. Il monito del Segretario di Stato Usa <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/ecco-chi-e-antony-blinken.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Antony Blinken</a>, come ha <a href="https://it.insideover.com/politica/blinken-avverte-netanyahu-usa-sempre-piu-a-disagio-in-israele.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">spiegato Allegra Filippi su queste colonne</a>, di recente è stato chiaro: le <strong>faide interne</strong> allo Stato ebraico e la deriva estremista di settori della maggioranza rischiano di alienare parte del totale sostegno americano al sesto governo Netanyahu. E di conseguenza il Mossad vuole tutelarsi come attore che si mantiene negli alvei democratici, operativi e istituzionali.</p>



<p><a href="https://formiche.net/2023/02/mossad-israele-ciad/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Gabriele Carrer e Emanuele Rossi su <em>Formiche</em> hanno</a> a tal proposito riconosciuto l&#8217;importanza di una vera e propria strategia diplomatica del Mossad, il cui direttore <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-david-barnea-il-nuovo-direttore-del-mossad.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">David Barnea</a></strong> ha di recente organizzato una visita a Gerusalemme del presidente del <strong>Ciad</strong>, Paese cruciale per la lotta al jihadismo in Africa, Mahamat Deby. &#8220;Da un lato, le intelligence (su tutte il Mossad) muovono le proprie attività per definire un’agenda che travalica i termini — temporali e operativi — dei governi, dimostrando la centralità degli apparati nel sistema di amministrazione del Paese&#8221;, scrivono Carrer e Rossi.</p>



<p>&#8220;Dall’altro (abbinato e conseguente) c’è la necessità anche per Israele di essere più presente in Africa — continente dove si muove parte dell’attuale e futura competizione tra medie e grandi potenze&#8221; e in cui, invece, lo Shin Bet presidia con il suo ex esponente Ron Levy, la strategia del ministero degli Esteri rivolti a un attore ben più ambiguo, il Sudan. Paese assai più autocratico del Ciad, così come lo è la Giordania in cui Ronen Bar, direttore dello Shin Bet, ha accompagnato in visita Netanyahu. Il citato Carrer ha dato visibilità a questi dati di fatto in un thread Twitter.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">A ciò si aggiunge il fatto che l’attuale direttore dello Shin Bet, Ronen Bar, ha recentemente accompagnato il primo ministro Benjamin Netanyahu in Giordania.<br><br>Sembra proprio che Shin Bet e Mossad sia in competizione sugli Accordi di Abramo.</p>&mdash; Gabriele Carrer (@GabrieleCarrer) <a href="https://twitter.com/GabrieleCarrer/status/1621439051617247232?ref_src=twsrc%5Etfw">February 3, 2023</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Lo scontro sugli accordi di Abramo</h2>



<p>Il Mossad dà un&#8217;interpretazione a trecentosessanta gradi degli accordi di Abramo e vive ancora con le linee guida inaugurate nel 2020 dal quinto governo Netanyahu. &#8220;Bibi&#8221; ha invece una proiezione più diretta col suo sesto esecutivo, di matrice securitaria: gli Accordi di Abramo come garanzia dell&#8217;ottenimento del minimo disturbo possibile nella gestione del <strong>fronte interno</strong>, del giro di vite sulla Palestina e del rilancio degli insediamenti a Gaza e in Cisgiordania. In mezzo, diplomatici come Cohen provano a far coesistere le due anime.</p>



<p>Lo Shin Bet gioca la politica estera funzionalmente all&#8217;<strong>obiettivo di Netanyahu</strong> di erigere una fortezza in Israele e non manca di alzare muri tutt&#8217;altro che metaforici: a fine gennaio ha revocato d&#8217;arbitrio i permessi di ingresso in Israele a 230 palestinesi risiedenti nella Striscia di Gaza, accusandoli di essere membri di Hamas o loro fiancheggiatori. Inoltre, sta innalzando i livelli di guardia contro attentatori interni e sostenitori di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/il-partito-di-dio-storia-e-futuro-di-hezbollah.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Hezbollah</a>, fatto comprensibile dopo la recente ondata di attentati ma che fa gioco alla strategia di una politica estera di stampo unicamente securitario. A cui il Mossad, &#8220;falco&#8221; <strong>interventista</strong> in diverse circostanze, non vuole però pienamente cedere il passo. Conscio che è dai legami politici di sistema, dalle alleanze politiche a tutto campo e dalla creazione di un clima disteso e non divisivo che si giudicherà la prospettiva di messa in sicurezza di Israele. </p>



<p><strong><a href="https://it.insideover.com/politica/la-diplomazia-globale-di-naftali-bennett.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Naftali Bennett </a>e <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-yair-lapid.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Yair Lapid</a></strong>, tra 2021 e 2022, da primi ministri hanno capito questo dato di fatto, espandendo gli Accordi di Abramo a prescindere dalla volontà di avere alleati di primo piano contro Hamas, Hezbollah e l&#8217;Iran. Netanyahu sembra contraddire sé stesso dopo il ritorno al potere. E alle spalle del premier si apre la &#8220;<strong>guerra</strong>&#8221; tra le spie di Tel Aviv. Interpreti di visioni diverse della politica estera e della rete di alleanze. Con lo Shin Bet pronto a ogni tipo di alleanza pur di contrastare i nemici irriducibili del Paese. Esattamente come i falchi del nuovo governo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/braccio-di-ferro-tra-le-spie-di-israele-cosa-divide-mossad-e-shin-bet.html">&#8220;Braccio di ferro&#8221; tra le spie di Israele? Cosa divide Mossad e Shin Bet</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Netanyahu e il Golfo come obiettivo: l&#8217;asse tra monarchie sunnite e nazionalisti israeliani</title>
		<link>https://it.insideover.com/nazionalismi/netanyahu-e-il-golfo-come-obiettivo-lasse-tra-monarchie-sunnite-e-nazionalisti-israeliani.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Jan 2023 17:21:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nazionalismi]]></category>
		<category><![CDATA[accordi di Abramo]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=379326</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_2023010611463351_4865b88f379a76145e145ae04c27da1a-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_2023010611463351_4865b88f379a76145e145ae04c27da1a-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_2023010611463351_4865b88f379a76145e145ae04c27da1a-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_2023010611463351_4865b88f379a76145e145ae04c27da1a-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_2023010611463351_4865b88f379a76145e145ae04c27da1a-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_2023010611463351_4865b88f379a76145e145ae04c27da1a-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_2023010611463351_4865b88f379a76145e145ae04c27da1a-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il governo iper-nazionalista di Benjamin Netanyahu, il più identitario e divisivo sul piano etno-sociale della storia di Israele, ha come primo obiettivo di politica estera espandere gli Accordi di Abramo e consolidare le relazioni diplomatiche coi Paesi del Golfo. Può sembrare una contraddizione solo a chi non conosce i tempi, i modi e gli obiettivi &#8230; <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/netanyahu-e-il-golfo-come-obiettivo-lasse-tra-monarchie-sunnite-e-nazionalisti-israeliani.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/netanyahu-e-il-golfo-come-obiettivo-lasse-tra-monarchie-sunnite-e-nazionalisti-israeliani.html">Netanyahu e il Golfo come obiettivo: l&#8217;asse tra monarchie sunnite e nazionalisti israeliani</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_2023010611463351_4865b88f379a76145e145ae04c27da1a-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_2023010611463351_4865b88f379a76145e145ae04c27da1a-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_2023010611463351_4865b88f379a76145e145ae04c27da1a-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_2023010611463351_4865b88f379a76145e145ae04c27da1a-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_2023010611463351_4865b88f379a76145e145ae04c27da1a-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_2023010611463351_4865b88f379a76145e145ae04c27da1a-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_2023010611463351_4865b88f379a76145e145ae04c27da1a-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il governo iper-nazionalista di <strong>Benjamin Netanyahu,</strong> il più identitario e divisivo sul piano etno-sociale della storia di Israele, ha come primo obiettivo di politica estera espandere gli Accordi di Abramo e consolidare le relazioni diplomatiche coi Paesi del Golfo.</p>



<p>Può sembrare una contraddizione solo a chi non conosce i tempi, i modi e gli obiettivi della politica estera di Tel Aviv, che sull&#8217;asse con le petromonarchie sunnite (<strong>Emirati Arabi, Arabia Saudita e Bahrain</strong>) costruisce degli assi portanti del suo sviluppo. E non è un caso che il neoministro degli Esteri israeliano <strong>Eli Cohen </strong>sia già al lavoro per organizzare proprio negli Emirati Arabi Uniti la prima visita all&#8217;estero del sesto governo Netanyahu. &#8220;Bibi&#8221; voleva visitare il Paese già a fine 2021, ma la caduta del suo quinto governo ha reso <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-naftali-bennett.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Naftali Bennett</a></strong> il primo premier della storia a giungere ad Abu Dhabi. In quest&#8217;ottica, l&#8217;obiettivo appare il contenimento della presenza dell&#8217;Iran nella regione e il rafforzamento dei vincoli energetici, securitari e commerciali.</p>



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<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">From Jerusalem to the people of Iran: <br><br>We salute the Iranian citizens who are heroically fighting for their freedom. <a href="https://t.co/fwbZhkxC3j">pic.twitter.com/fwbZhkxC3j</a></p>&mdash; Benjamin Netanyahu &#8211; בנימין נתניהו (@netanyahu) <a href="https://twitter.com/netanyahu/status/1612089181848608769?ref_src=twsrc%5Etfw">January 8, 2023</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p>Le relazioni ufficiali tra Israele e gli Emirati Arabi Uniti sono state stabilite due anni fa ai sensi degli Accordi di Abramo. E ora sono un pivot che la divisa politica israeliana ha adottato in forma trasversale. I bilaterali sono costanti. &#8220;Nel giugno 2022, l&#8217;allora primo ministro Naftali Bennett è volato ad Abu Dhabi&#8221; per una seconda volta &#8220;per incontri sull&#8217;Iran&#8221; con le autorità emiratine, ricorda il<a href="https://www.timesofisrael.com/netanyahu-said-set-to-make-first-official-trip-to-uae/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> <em>Times of Israel,</em></a> &#8220;e il ministro degli Esteri degli Emirati Arabi Uniti Al Nahyan<strong> <a href="https://www.timesofisrael.com/uae-foreign-minister-lands-in-israel-ahead-of-meeting-with-lapid-in-jerusalem/">ha visitato</a> Israele a settembre per celebrare il secondo anniversario degli <a href="https://it.insideover.com/politica/cosa-prevedono-gli-accordi-di-abramo-firmati-alla-casa-bianca.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">accordi di Abramo</a>.</strong> Ha incontrato l&#8217;allora primo ministro <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-yair-lapid.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Yair Lapid</a> e Netanyahu. Anche il presidente Isaac Herzog ha visitato gli Emirati Arabi Uniti&#8221;.</p>



<p>Dopo le elezioni dell&#8217;1 novembre che avevano visto la vittoria del campo largo nazionalista centrato sulla destra del Likud e sui suoi alleati &#8220;c&#8217;erano state preoccupazioni che i legami tra Israele e la nazione del Golfo potessero essere influenzati dall&#8217;elezione del governo intransigente di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-benjamin-netanyahu.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Netanyahu</a>&#8220;, ma così non sembrerebbe, almeno finora. Itamar Ben Gvir e Bezalel Smotrich, forti dei loro toni anti-islamici e anti-arabi, non hanno mai goduto delle simpatie dei Paesi del Golfo, ma Abu Dhabi e gli altri Stati della regione guardano al ruolo di Netanyahu come &#8220;pontiere&#8221;.</p>



<p>Nei primi giorni del governo nato il 29 dicembre gli Emirati Arabi Uniti hanno condannato &#8220;fortemente&#8221;&nbsp;<a href="https://wam.ae/en/details/1395303116070" target="_blank" rel="noreferrer noopener">la visita di Ben Gvir</a> alla <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/perche-si-parla-di-tensione-dopo-la-passeggiata-di-ben-gvir.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Spianata delle Moschee a Gerusalemme</a></strong>&nbsp;ma di fatto non hanno chiuso alla visita di Netanyahu. Troppo importante l&#8217;apertura di credito bilaterale e troppo cogente la sfida all&#8217;Iran per mettere in primo piano una causa, come quella palestinese, che oggi non ha più la valenza strategica di un tempo per le monarchie del Golfo.</p>



<p>Netanyahu si muoverà in continuità con Lapid e Bennett nel tentativo di separare al massimo politica interna e politica estera nell&#8217;approccio al mondo arabo. Troppo ghiotte le opportunità della relazione con gli Stati della regione per sacrificarle in nome di un nazionalismo fine a sé stesso che aiuta, però, a consolidare come questione puramente interna la faglia tra sionisti e arabi nello Stato Ebraico. Anzi, l&#8217;obiettivo è ottenere nuove adesioni agli Accordi di Abramo sul riconoscimento bilaterale e puntare alla triangolazione con gli Usa per contenere i rivali regionali delle potenze filoccidentali. Dopo <strong>Emirati, Bahrain, Marocco e Sudan</strong>, Netanyahu vuole puntare al più grande dei risultati: fare del suo governo nazionalista quello che riuscirà, in nome dell&#8217;inimicizia comune per Teheran, a conquistare il Santo Graal diplomatico del pieno riconoscimento <a href="https://www.aa.com.tr/en/politics/netanyahu-seeks-to-establish-full-diplomatic-relations-with-saudi-arabia/2765556" target="_blank" rel="noreferrer noopener">bilaterale tra Tel Aviv e l&#8217;<strong>Arabia Saudita</strong>.</a> Il 15 dicembre 2022 l&#8217;allora premier nominato ha promesso un &#8220;salto di qualità&#8221; nei rapporti con Riad. </p>



<p>Dal 2015 a oggi Netanyahu ha aumentato d&#8217;intensità i contatti con Riad, e la <a href="https://www.ibanet.org/article/D2659617-4CAB-4FE9-8B60-A971485EC3D6" target="_blank" rel="noreferrer noopener">diplomazia delle spie e dei militari, informalmente, prosegue attiva da diversi anni soprattutto sul tema iraniano.</a> Il commentatore di <a href="https://english.alarabiya.net/views/2022/12/28/Why-bilateralism-is-key-to-any-Saudi-Israeli-agreement" target="_blank" rel="noreferrer noopener">politica estera di <em>Al Arabiya </em><strong>Tony Badran</strong> sul sito</a> della nota emittente araba ha analizzato l&#8217;intervista concessa da Netanyahu prima dell&#8217;insediamento alla Tv con sede a Dubai ricordando che &#8220;Netanyahu ha presentato fermamente la possibilità di una normalizzazione diplomatica con l&#8217;Arabia Saudita&#8221;, che ha descritto come &#8220;il grande premio&#8221; di &#8220;una discussione bilaterale saudita-israeliana&#8221; attiva nei fatti da anni.</p>



<p>Tutto questo, ed è la grande novità, andando oltre i rapporti della nazione che controlla i luoghi santi dell&#8217;Islam con il broker maggiore degli Accordi di Abramo, gli Stati Uniti: Netanyahu ha sottolineato che &#8220;Israele ha agito e continuerà&nbsp;<a href="https://english.alarabiya.net/News/middle-east/2022/12/15/Netanyahu-Unprecedented-Iran-protests-have-led-to-US-rethinking-of-nuclear-deal">ad agire indipendentemente dagli Stati Uniti</a>, specialmente quando sono in gioco questioni fondamentali della sicurezza del paese, come la minaccia posta dall&#8217;Iran a Israele e alla regione&#8221;. Una svolta sostanziale che potrebbe portare, dunque, il governo più anti-arabo sul fronte interno della storia di Israele a diventare il più filo-arabo nei fatti in chiave geopolitica. Tutto questo ha senso se letto nel quadro della contrapposizione geostrategica e della <a href="https://it.insideover.com/guerra/israele-iran-torna-la-guerra-ombra.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">&#8220;guerra ombra&#8221; </a>tra l&#8217;Iran e i suoi rivali che da anni anima il Medio Oriente e in cui sia Israele che le monarchie del Golfo sono pronte, pur di non soccombere, a quelli che solo pochi anni fa avrebbero considerato veri e propri &#8220;patti col Diavolo&#8221;, ma che ora appaiono scelte realistiche e strategiche.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/netanyahu-e-il-golfo-come-obiettivo-lasse-tra-monarchie-sunnite-e-nazionalisti-israeliani.html">Netanyahu e il Golfo come obiettivo: l&#8217;asse tra monarchie sunnite e nazionalisti israeliani</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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