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	<title>Acciaio Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Fri, 12 Dec 2025 06:46:30 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Acciaio Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Flacks-Bedrock, derby americano per l&#8217;ex Ilva</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/flacks-bedrock-derby-americano-per-lex-ilva.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Dec 2025 22:57:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Acciaio]]></category>
		<category><![CDATA[Ilva]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/ilva.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="acciaio" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/ilva.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/ilva-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/ilva-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/ilva-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>La lunga serie di interventi di fondi statunitensi nel mercato italiano non sembra destinata a cessare e anche sull&#8217;ex Ilva la scadenza della soglia temporale per le offerte vincolanti porta con sé un derby americano per Acciaierie d&#8217;Italia, il gruppo in amministrazione straordinaria che controlla il grande polo di Taranto ed altri stabilimenti come quello &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/flacks-bedrock-derby-americano-per-lex-ilva.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/flacks-bedrock-derby-americano-per-lex-ilva.html">Flacks-Bedrock, derby americano per l&#8217;ex Ilva</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/ilva.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="acciaio" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/ilva.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/ilva-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/ilva-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/ilva-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>La lunga serie di interventi di <strong>fondi statunitensi nel mercato italiano</strong> non sembra destinata a cessare e anche sull&#8217;ex <strong>Ilva</strong> la scadenza della soglia temporale per le offerte vincolanti porta con sé un <strong>derby americano</strong> per Acciaierie d&#8217;Italia, il gruppo in amministrazione straordinaria che controlla il <a href="https://it.insideover.com/economia/da-genova-a-taranto-il-disastro-dellex-ilva-incubo-chiusura-a-marzo.html">grande polo di Taranto ed altri stabilimenti come quello di Genova</a>. Si preannuncia che dopo un lungo processo di selezione in gara restino solo due fondi a stelle e strisce: <strong>Flacks, che è uscito allo scoperto per primo, e Bedrock</strong>.</p>



<p>Flacks, secondo quanto riportato dal fondatore Michael Flacks a <em>Bloomberg</em>, ha offerto la cifra simbolica di un euro per rilevare il 60% di Acciaierie d&#8217;Italia, lasciando il 40% allo Stato italiano, impegnandosi a <strong>investire 5 miliardi di dollari, a mantenere i livelli occupazionali</strong> e a conservare 8.500 posti di lavoro, garantendo poi a Roma la possibilità di acquisire il 40% rimanente per una circa compresa tra i 500 milioni e il miliardo di euro. Flacks è specializzata nei cosiddetti <em>distressed assets,</em> ovvero quelle aziende a rischio o pericolanti, e nella valorizzazione delle stesse per farne alzare i livelli operativi e i profitti.</p>



<p>Quello di Flacks è un atteggiamento da asset management cha da un lato garantisce un approccio teso a valorizzare il gruppo sul breve periodo ma dall&#8217;altro non lascia la prospettiva concreta del ritorno dell&#8217;ex Ilva ai tempi che furono: l&#8217;ambizione è innanzitutto quello del vedere <strong>la produzione salire a 4 milioni di tonnellate, per cui comunque a metà della capacità totale.</strong> </p>



<p>Bedrock, invece, deve ancora formalizzare la sua azienda. Il fondo è formalmente più strettamente industriale e possiede già dei gruppi siderurgici.<a href="https://italia-informa.com/ex-ilva-giorno-offerte-bedrock-flacks-taranto.aspx"> Ma, nota <em>Italia Informa</em> nei </a>fatti &#8220;ha l&#8217;approccio tipicamente finanziario ma con una forte componente industriale: rilevare impianti in difficoltà, ripulire i conti, rimettere in funzione gli stabilimenti e valorizzarli nel medio periodo&#8221;. </p>



<p>La sfida è all&#8217;inizio ma nel vuoto della politica industriale italiana vediamo che dopo ArcelorMittal e l&#8217;interesse azero di Baku Steel gli unici compratori seri per Ilva sono stati i fondi Usa. I quali vedono una manna nell&#8217;Italia e nell&#8217;Europa, come dimostrato dal private equity europeo. E si torna alla supplenza privata degli investimenti pubblici in settori strategici, come l&#8217;acciaio. Su cui i fondi americani hanno la potenza di fuoco per compensare i limiti nostrani.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/flacks-bedrock-derby-americano-per-lex-ilva.html">Flacks-Bedrock, derby americano per l&#8217;ex Ilva</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>L&#8217;economia circolare è la chiave per la svolta nel settore dell&#8217;acciaio</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/economia-circolare/leconomia-circolare-e-la-chiave-per-la-svolta-nel-settore-dellacciaio.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Dec 2025 08:49:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia circolare]]></category>
		<category><![CDATA[Acciaio]]></category>
		<category><![CDATA[Ilva]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/ilva.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="acciaio" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/ilva.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/ilva-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/ilva-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/ilva-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Aumentare la capacità di riciclo e riuso dell'acciaio contribuisce a migliorare i processi e una transizione decisiva per l'industria.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/economia-circolare/leconomia-circolare-e-la-chiave-per-la-svolta-nel-settore-dellacciaio.html">L&#8217;economia circolare è la chiave per la svolta nel settore dell&#8217;acciaio</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/ilva.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="acciaio" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/ilva.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/ilva-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/ilva-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/ilva-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>&#8220;<strong>Senza acciaio non c&#8217;è industria</strong>&#8220;, era solito dire <a href="https://it.insideover.com/economia/ilva-la-crisi-industriale-e-il-silenzio-degli-azeri-richiamano-in-campo-lo-stato.html">Oscar Sinigaglia,</a> padre della Finsider che fu l&#8217;antesignana dello sviluppo siderurgico nazionale nel secondo dopoguerra. E se senza acciaio non c&#8217;è industria, senza circolarità del settore siderurgico non ci può essere circolarità dell&#8217;economia. Dunque una corsa verso la sostenibilità.</p>



<p><strong>L&#8217;acciaio contribuisce con l&#8217;8% delle emissioni globali e per circa il 30% della generazione di anidride carbonica</strong> legata a<strong> processi industriali</strong> nel mondo, secondo quanto riporta un report dell&#8217;<strong>Organizzazione Economica per la Cooperazione e lo Sviluppo (Oecd)</strong> che ricorda il ruolo centrale del settore per abbattere l&#8217;impatto energetico dei processi produttivi. </p>



<p>Come ben dimostrato da casi come quello italiano, che ha visto un <strong>ruolo sempre più attivo del forno elettrico nelle linee produttive</strong> dell&#8217;acciaio, la decarbonizzazione del settore siderurgico è direttamente collegata al peso crescente dell&#8217;<strong>economia circolare, dato che è il ciclo integrato dei rottami di un materiale ampiamente riutilizzabile</strong> a alimentare l&#8217;abbattimento dell&#8217;uso degli altoforni, che producono acciaio direttamente da minerale e impongono un maggior impatto ambientale in termini di emissioni.</p>



<p>&#8220;L’economia circolare può ridurre le emissioni del settore siderurgico del 20% entro il 2050, combinando efficienza materiale e aumento del riciclo&#8221;,<a href="https://www.oecd.org/en/publications/circular-economy-policies-for-steel-decarbonisation_4cfb485d-en.html"> scrive l&#8217;Ocse nel suo report, aggiungendo</a> che &#8220;il rottame ferroso potrebbe rappresentare il 50% della produzione globale di acciaio entro il 2050, con un’intensità carbonica inferiore rispetto alla produzione primaria&#8221;. Questo scenario riguarda molto da vicino gli attori geoeconomici più attivi che hanno un ruolo nell&#8217;attuale <strong>ciclo della siderurgia, principalmente Cina e India</strong> che contribuiscono alla maggioranza della produzione globale.</p>



<p>Aumentare la capacità di raffinazione, riciclo e riuso dell&#8217;acciaio può contribuire a migliorare sul piano scientifico, tecnologico e industriale i processi e amplificare la forza e l&#8217;intensità di questa transizione, decisiva per l&#8217;industria globale. La produzione d&#8217;acciaio è oggi in fase relativamente discendente rispetto al picco del 2021, quando fu di 1.962 milioni di tonnellate al mondo.</p>



<p>I dati 2024 parlano di 1.886 milioni di tonnellate. Se la tendenza sarà questa <strong>il peso dell&#8217;acciaio verde e sostenibile potrà essere crescente nel quadro delle politiche di decarbonizzazione,</strong> in un contesto che sta vedendo una crescita della siderurgia &#8220;green&#8221;. E l&#8217;economia circolare può essere il pivot. Il trend storico parla chiaro: &#8220;Dal 1900, l&#8217;industria siderurgica mondiale ha riciclato oltre 25 miliardi di tonnellate di acciaio, riducendo il consumo di minerale di ferro di circa 33 miliardi di tonnellate e quello di carbone di 16 miliardi di tonnellate&#8221;, <a href="https://worldsteel.org/wider-sustainability/circular-economy/">ha scritto <strong>World Steel</strong>, aggiungendo </a>che &#8220;produrre una tonnellata di acciaio oggi richiede solo il 40% dell&#8217;energia necessaria nel 1960&#8221;. <strong>Un trend strategico che può indicare anche la via per la riconversione </strong><a href="https://it.insideover.com/economia/da-genova-a-taranto-il-disastro-dellex-ilva-incubo-chiusura-a-marzo.html"><strong>dell&#8217;ex Ilva</strong> in Italia,</a> al centro di una complessa dinamica di rilancio che può passare anche per l&#8217;economia circolare.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/economia-circolare/leconomia-circolare-e-la-chiave-per-la-svolta-nel-settore-dellacciaio.html">L&#8217;economia circolare è la chiave per la svolta nel settore dell&#8217;acciaio</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Da Genova a Taranto, il disastro dell&#8217;ex Ilva: incubo chiusura a marzo</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/da-genova-a-taranto-il-disastro-dellex-ilva-incubo-chiusura-a-marzo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Dec 2025 15:25:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Acciaio]]></category>
		<category><![CDATA[Ilva]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251201180949603_4f65b920a8db30d28810fc60fd0b4779.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251201180949603_4f65b920a8db30d28810fc60fd0b4779.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251201180949603_4f65b920a8db30d28810fc60fd0b4779-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251201180949603_4f65b920a8db30d28810fc60fd0b4779-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251201180949603_4f65b920a8db30d28810fc60fd0b4779-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251201180949603_4f65b920a8db30d28810fc60fd0b4779-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251201180949603_4f65b920a8db30d28810fc60fd0b4779-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La crisi senza fine dell&#8217;Ilva non accenna a ricomporsi. E dopo oltre un decennio il governo Meloni si rischia di aggiungere al lungo elenco bipartisan di esecutivi (Renzi, Gentiloni, Conte I e II, Draghi) che non sono riusciti a sbrogliare la matassa del colosso siderurgico italiano, che dalla crisi della gestione della famiglia Riva ad &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/da-genova-a-taranto-il-disastro-dellex-ilva-incubo-chiusura-a-marzo.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/da-genova-a-taranto-il-disastro-dellex-ilva-incubo-chiusura-a-marzo.html">Da Genova a Taranto, il disastro dell&#8217;ex Ilva: incubo chiusura a marzo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251201180949603_4f65b920a8db30d28810fc60fd0b4779.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251201180949603_4f65b920a8db30d28810fc60fd0b4779.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251201180949603_4f65b920a8db30d28810fc60fd0b4779-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251201180949603_4f65b920a8db30d28810fc60fd0b4779-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251201180949603_4f65b920a8db30d28810fc60fd0b4779-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251201180949603_4f65b920a8db30d28810fc60fd0b4779-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251201180949603_4f65b920a8db30d28810fc60fd0b4779-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La <strong>crisi senza fine dell&#8217;Ilva</strong> non accenna a ricomporsi. E dopo oltre un decennio il <strong>governo Meloni</strong> si rischia di aggiungere al lungo elenco bipartisan di esecutivi (Renzi, Gentiloni, Conte I e II, Draghi) che non sono riusciti a sbrogliare la matassa del colosso siderurgico italiano, che dalla crisi della gestione della famiglia Riva ad oggi, passando per la fallimentare epoca ArcelorMittal e la caotica stagione di <a href="https://it.insideover.com/economia/crisi-stmicroelectronis-e-acciaierie-ditalia-lindustria-italiana-a-un-bivio.html">Acciaierie d&#8217;Italia (Adi), </a><strong>non ha più ottenuto il medesimo peso industriale</strong> del passato.</p>



<p>E se tradizionalmente era l&#8217;epicentro del polo già perno della gloriosa Finsider, l&#8217;Ilva di Taranto, il cuore delle <strong>preoccupazioni politiche e industriali</strong> sul futuro di quella che un tempo era la più grande azienda siderurgica d&#8217;Europa, oggi invece la sfida riguarda anche gli impianti nel resto d&#8217;Italia, a partire dallo stabilimento di <strong>Genova</strong>. La chiusura del <strong>reparto di zincatura</strong> del polo genovese dell&#8217;Ilva ha alzato l&#8217;allerta per il futuro di Adi, in amministrazione straordinaria da circa un anno e mezzo e che di recente ha visto un finanziamento extra coprire l&#8217;attività fino a <strong>febbraio 2026.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Ilva, un&#8217;acciaieria e tre cortocircuiti</h2>



<p>Mentre a Genova gli operai hanno promosso più scioperi e sono arrivati a occupare il sito e mentre a <strong>Taranto languono le risorse e i progetti per la decarbonizzazione e l&#8217;aumento della produzione</strong> da parte di altoforni che secondo alcune stime potrebbero non superare il milione di tonnellate di acciaio annui su otto teoricamente potenziali di produzione, l&#8217;esecutivo di Giorgia Meloni e in particolare il <strong>Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso</strong> si trovano di fronte al rischio di un triplice cortocircuito, ovvero ritrovarsi l&#8217;ex Ilva/Adi priva:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Di un serio piano di reindustrializzazione e ritorno alla normalità</strong> del gruppo, anche perché la corsa all&#8217;elettrificazione della produzione, che secondo il think tank<a href="https://eccoclimate.org/it/tagli-alla-decarbonizzazione-dellex-ilva-serve-una-strategia-per-il-futuro-dellacciaio-italiano/"> Ecco nel 2022 sarebbe costata 11 miliardi di euro</a> entro il 2030, appare oggi difficile da strutturare.</li>



<li>Di prospettive serie per la<a href="https://www.money.it/ilva-il-futuro-dell-acciaio-italiano-tra-crisi-e-sovranita-perduta"> <strong>vendita a un attore esterno</strong></a><strong>. Tramontata l&#8217;ipotesi di Baku Steel</strong>, gli interessamenti di <strong><strong>Jindal</strong></strong>, gruppo indiano della siderurgia, e dei fondi Usa Flacks e Bedrock appaiono ancora non concretizzati e probabilmente distanti dall&#8217;ipotesi dello Stato, socio del gruppo con Invitalia, di fare quantomeno cassa della sua partecipazione.</li>



<li>Di una strategia chiara mentre la soglia del 2026 e del combinato disposto tra l&#8217;entrata in vigore dei dazi &#8220;verdi&#8221; Ue (Cbam)<a href="https://it.insideover.com/economia/la-cina-domina-il-mercato-siderurgico-e-il-regno-unito-vuole-un-patto-dacciaio-con-leuropa-e-gli-usa.html"> e lo scoppio della <strong>guerra globale dell&#8217;acciaio tra Europa, Usa e Cina a colpi di sanzioni</strong></a> rischia di creare una situazione difficilmente governabile.</li>
</ul>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251201180904985_e90e81c12ae26d9a118f66a4648b30d2-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-496096" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251201180904985_e90e81c12ae26d9a118f66a4648b30d2-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251201180904985_e90e81c12ae26d9a118f66a4648b30d2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251201180904985_e90e81c12ae26d9a118f66a4648b30d2-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251201180904985_e90e81c12ae26d9a118f66a4648b30d2-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251201180904985_e90e81c12ae26d9a118f66a4648b30d2-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251201180904985_e90e81c12ae26d9a118f66a4648b30d2.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Nuova manifestazione con il blocco della viabilita&#8217; a Cornigliano, dopo l&#8217;assemblea di questa mattina fuori dei cancelli della fabbrica che rischia la chiusura, Genova, 01 dicembre 2025. ANSA/LUCA ZENNARO</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Una corsa in salita</h2>



<p>Tutto questo è il frutto di anni di <strong>problematiche gestionali</strong> in cui è mancato tutto: coraggio dell&#8217;autorità pubblica, iniziativa privata ambiziosa, una visione di sistema della siderurgia. Dopo che a febbraio i finanziamenti finiranno, la prospettiva di una chiusura e di uno stop alla produzione, da Taranto a Genova, si farà più concreta. &#8220;La fornitura di rotoli d’acciaio, l’unica che consente agli stabilimenti del Nord di lavorare, è garantita fino a fine febbraio 2026, poi la produzione potrebbe anche finire sul mercato, lasciando così gli impianti senza più la possibilità di dedicarsi all’attività a freddo, la laminazione dei rotoli che consente di trasformare l’acciaio in un’infinità di prodotti con cui tutti quanti conviviamo&#8221;,<a href="https://iusletter.com/oggi-sulla-stampa/rassegna-stampa-per-le-imprese/il-fronte-del-nord-agita-lex-ilva-piu-autonomia-per-salvare-i-posti-di-lavoro/"> nota <em>Ius Letter</em> lasciando aperta la prospettiva che a marzo la situazione precipiti.</a></p>



<p>La <strong>crisi dell&#8217;Ilva può travolgere</strong> in prospettiva l&#8217;industria nazionale o perlomeno una quota importante dell&#8217;indotto. Provare ad arginarla è d&#8217;interesse nazionale. In <a href="https://it.insideover.com/economia/acciaio-asse-sinistra-le-pen-la-francia-verso-la-nazionalizzazione-di-arcelormittal.html">Francia l&#8217;Assemblea Nazionale sta votando, anche contro lo stesso governo di Sebastien Lecornu,</a> per nazionalizzare totalmente gli asset transalpini di ArcelorMittal. Forse sarà anche questo il destino verso cui si incammina l&#8217;ex capitana dell&#8217;industria siderurgica nazionale? Nel 2026 dovranno arrivare risposte.</p>



<p><strong><em>Le grandi partite economiche e tecnologiche plasmano il mondo di oggi. Su InsideOver le commentiamo con attenzione e curiosità. Per contribuire a sostenere una testata che vuole leggere il mondo di domani mentre è in elaborazione,&nbsp;</em></strong><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">abbonati e sostieni il nostro lavoro.</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/da-genova-a-taranto-il-disastro-dellex-ilva-incubo-chiusura-a-marzo.html">Da Genova a Taranto, il disastro dell&#8217;ex Ilva: incubo chiusura a marzo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Acciaio, asse sinistra-Le Pen: la Francia verso la nazionalizzazione di ArcelorMittal</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/acciaio-asse-sinistra-le-pen-la-francia-verso-la-nazionalizzazione-di-arcelormittal.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Dec 2025 13:15:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Acciaio]]></category>
		<category><![CDATA[Rassemblement National]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1341" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251129143232608_8a0fe5ae66edc582bc1b5e3cc529a8f5.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251129143232608_8a0fe5ae66edc582bc1b5e3cc529a8f5.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251129143232608_8a0fe5ae66edc582bc1b5e3cc529a8f5-300x210.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251129143232608_8a0fe5ae66edc582bc1b5e3cc529a8f5-1024x715.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251129143232608_8a0fe5ae66edc582bc1b5e3cc529a8f5-768x536.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251129143232608_8a0fe5ae66edc582bc1b5e3cc529a8f5-1536x1073.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251129143232608_8a0fe5ae66edc582bc1b5e3cc529a8f5-600x419.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Parlamento francese scavalca il governo di Sebastien Lecornu e accelera sulla possibile nazionalizzazione dei siti transalpini di ArcelorMittal, il colosso di diritto lussemburghese e anima franco-indiano che opera nel settore della siderurgia e rappresenta il secondo maggior produttore globale di acciaio dietro la cinese Baowu con 58 milioni di tonnellate di acciaio prodotte nel &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/acciaio-asse-sinistra-le-pen-la-francia-verso-la-nazionalizzazione-di-arcelormittal.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/acciaio-asse-sinistra-le-pen-la-francia-verso-la-nazionalizzazione-di-arcelormittal.html">Acciaio, asse sinistra-Le Pen: la Francia verso la nazionalizzazione di ArcelorMittal</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1341" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251129143232608_8a0fe5ae66edc582bc1b5e3cc529a8f5.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251129143232608_8a0fe5ae66edc582bc1b5e3cc529a8f5.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251129143232608_8a0fe5ae66edc582bc1b5e3cc529a8f5-300x210.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251129143232608_8a0fe5ae66edc582bc1b5e3cc529a8f5-1024x715.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251129143232608_8a0fe5ae66edc582bc1b5e3cc529a8f5-768x536.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251129143232608_8a0fe5ae66edc582bc1b5e3cc529a8f5-1536x1073.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251129143232608_8a0fe5ae66edc582bc1b5e3cc529a8f5-600x419.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Parlamento francese scavalca il <strong>governo di Sebastien Lecornu</strong> e accelera sulla possibile <strong>nazionalizzazione dei </strong><a href="https://www.lastampa.it/economia/2025/11/28/news/arcelormittal_nazionalizzazione_acciaio_francia-15415253/"><strong>siti transalpini di ArcelorMittal</strong>,</a> il colosso di diritto lussemburghese e anima franco-indiano che opera nel settore della siderurgia e rappresenta il secondo maggior produttore globale di acciaio dietro la cinese Baowu con 58 milioni di tonnellate di acciaio prodotte nel 2024. </p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;asse Mélenchon-Le Pen contro Lecornu su ArcelorMittal</h2>



<p>Con il voto compatto del campo progressista e l&#8217;astensione benevola della destra del <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/storia-e-obiettivi-del-rassemblement-national-il-partito-di-marine-le-pen.html">Rassemblement National di Marine Le Pen </a></strong>è stata approvata dall&#8217;Assemblea Nazionale una proposta <strong>della sinistra radicale de <a href="https://it.insideover.com/religioni/perche-offendere-i-credenti-sullultima-cena-olimpica-lezione-di-rispetto-da-melenchon-e-al-azhar.html">La France Insoumise, guidata da Jean-Luc Mélenchon</a>,</strong> prospettante proprio la presa di controllo dei siti francesi del gruppo, ipotesi respinta al mittente dall&#8217;esecutivo ma che mira a rispondere alla crisi strutturale della siderurgia francese.</p>



<p>ArcelorMittal, partecipata al 40% dal miliardario indiano Lakshmi Mittal e dalla sua famiglia, nel 2024 ha fatturato 62,44 miliardi di dollari ottenendo un bilancio in utile (3,3 miliardi di profitti operativi, 1,3 miliardi di utili netti) ma a Parigi i legislatori temono che possa continuare una lunga fase di alti e bassi che l&#8217;ha contraddistinta. <strong>Del resto, la richiesta del Parlamento</strong> arriva in una fase di criticità della siderurgia europea, pressata dalla competizione internazionale.</p>



<p><a href="https://www.rfi.fr/en/france/20251128-french-mps-vote-to-nationalise-arcelormittal-as-ministers-warn-of-illusion">Come nota l&#8217;emittente francese Rfi, </a>&#8220;lo scorso anno la Cina ha prodotto 1 miliardo di tonnellate di acciaio, ovvero oltre la metà della produzione mondiale, rispetto ai 150 milioni dell&#8217;India e ai meno di 100 milioni di Giappone e Stati Uniti&#8221;, in un contesto in cui &#8220;l&#8217;Europa, al contrario, è molto indietro: la Germania ne produce 37 milioni di tonnellate, l&#8217;Italia 20 milioni, la Spagna 12 milioni e la Francia solo 11 milioni&#8221;, <strong>in altalena negli ultimi anni</strong>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La sfida dell&#8217;acciaio francese</h2>



<p>ArcelorMittal, in Italia già socia di Invitalia nell&#8217;ex Ilva di Taranto con cui ha costituito la joint venture <strong>Acciaierie d&#8217;Italia oggi in amministrazione straordinaria</strong>, in Francia mantiene 7mila posti di lavoro (di recente ha annunciato che ne taglierà 270 in un processo di <a href="https://www.aist.org/arcelormittal-targets-us$4-billion-in-new-cost-reductions" target="_blank" rel="noreferrer noopener">riduzione dei costi</a>) e <a href="https://gmk.center/en/news/arcelormittal-confirms-its-intention-to-invest-in-the-decarbonization-of-its-dunkirk-plant/">controlla <strong>7 impianti nel Nord dell&#8217;Esagono, il principale dei quali a Dunkerque</strong>.</a> </p>



<p>La sinistra transalpina, col sostegno decisivo dei francesi, <strong>ravviva un principio storico del nazionalismo economico francese</strong>, che del resto il <strong>presidente Emmanuel Macron</strong> non ha mai mancato di applicare in passato per difendere la prerogativa operativa di importanti attori, ad esempio nel 2017 condizionando la scalata di Fincantieri ai cantieri navali di Saint Nazaire e nel 2022 spingendo per la completa <a href="https://it.insideover.com/economia/macron-sdogana-leconomia-di-guerra-a-cosa-punta-la-francia.html">nazionalizzazione della multiutility Electricité de France (Edf</a>). Ora, il voto del Parlamento non è<a href="https://www.lemonde.fr/politique/article/2025/11/28/la-nationalisation-d-arcelormittal-au-c-ur-d-un-texte-approuve-par-l-assemblee-nationale-a-la-portee-symbolique_6655199_823448.html"> però condiviso dal <strong>governo di minoranza di Lecornu</strong></a>, </p>



<p>Secondo il ministro dell&#8217;Industria, Sébastien Martin, la legge &#8220;indebolirebbe l&#8217;occupazione invece di proteggerla&#8221; e la <strong>vera battaglia si gioca in Europa, dove si lavora al piano di innalzamento delle tariffe per l&#8217;acciaio </strong><a href="https://www.lopinion.fr/politique/industrie-les-deputes-votent-pour-une-nationalisation-darcelormittal-france"><strong>proveniente dall&#8217;esterno</strong> del blocco al 50% e si</a> aspetta l&#8217;entrata in vigore delle barriere tariffarie del Carbon Border Adjustment Mechanism (Cbam) che farà pagare agli importatori il prezzo del dumping ambientali di prodotti di vari settori. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Lo Stato torna in campo</h2>



<p>Quest&#8217;ultima parte è indubbiamente realistica, ma <strong>è pur vero che il ritorno in campo degli Stati</strong> con investimenti strategici e proiezioni dirette nell&#8217;economia non poteva non condizionare anche l&#8217;azione francese, legata a un sistema-Paese storicamente propenso a una postura di tal foggia. </p>



<p><strong>Il valore degli asset francesi di ArcelorMittal è stimato in 3 miliardi di euro,</strong> ma in ballo c&#8217;è molto di più: la possibilità che la Francia viri verso un sistema più dirigista e autoreferenziale, giocando da sé, fuori dalle norme europee su aiuti di Stato e concentrazioni comunitarie. E al contempo, le prospettive future dell&#8217;ex Ilva, dove i lunghi anni di legame con ArcelorMittal possono essere retrospettivamente letti come una storia continua di occasioni perse e ridimensionamento industriale. <a href="https://it.insideover.com/economia/chi-guadagnerebbe-dalla-chiusura-dellilva.html">Ne parlavamo già nel 2019</a> in riferimento alla crisi <a href="https://it.insideover.com/economia/la-fine-dellindustria-italiana.html">del polo tarantino</a> e delle prospettive critiche dell&#8217;acciaio europeo, che non hanno tardato a materializzarsi.</p>



<p><strong><em>Le grandi partite economiche e tecnologiche plasmano il mondo di oggi. Su InsideOver le commentiamo con attenzione e curiosità. Per contribuire a sostenere una testata che vuole leggere il mondo di domani mentre è in elaborazione,&nbsp;</em></strong><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">abbonati e sostieni il nostro lavoro.</a></p>
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		<title>La Cina domina il mercato siderurgico e il Regno Unito vuole un &#8220;patto d&#8217;acciaio&#8221; con l&#8217;Europa e gli Usa</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/la-cina-domina-il-mercato-siderurgico-e-il-regno-unito-vuole-un-patto-dacciaio-con-leuropa-e-gli-usa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Oct 2025 10:32:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Acciaio]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra commerciale]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/La-Cina-domina-il-mercato-siderurgico-e-il-Regno-Unito-vuole-un-patto-dacciaio-con-lEuropa-e-gli-Usa.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/La-Cina-domina-il-mercato-siderurgico-e-il-Regno-Unito-vuole-un-patto-dacciaio-con-lEuropa-e-gli-Usa.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/La-Cina-domina-il-mercato-siderurgico-e-il-Regno-Unito-vuole-un-patto-dacciaio-con-lEuropa-e-gli-Usa-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/La-Cina-domina-il-mercato-siderurgico-e-il-Regno-Unito-vuole-un-patto-dacciaio-con-lEuropa-e-gli-Usa-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/La-Cina-domina-il-mercato-siderurgico-e-il-Regno-Unito-vuole-un-patto-dacciaio-con-lEuropa-e-gli-Usa-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/La-Cina-domina-il-mercato-siderurgico-e-il-Regno-Unito-vuole-un-patto-dacciaio-con-lEuropa-e-gli-Usa-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/La-Cina-domina-il-mercato-siderurgico-e-il-Regno-Unito-vuole-un-patto-dacciaio-con-lEuropa-e-gli-Usa-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Cina domina il mercato siderurgico e il Regno Unito vuole un "patto d'acciaio" con l'Europa e gli Usa. Gli scenari.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/la-cina-domina-il-mercato-siderurgico-e-il-regno-unito-vuole-un-patto-dacciaio-con-leuropa-e-gli-usa.html">La Cina domina il mercato siderurgico e il Regno Unito vuole un &#8220;patto d&#8217;acciaio&#8221; con l&#8217;Europa e gli Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/La-Cina-domina-il-mercato-siderurgico-e-il-Regno-Unito-vuole-un-patto-dacciaio-con-lEuropa-e-gli-Usa.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/La-Cina-domina-il-mercato-siderurgico-e-il-Regno-Unito-vuole-un-patto-dacciaio-con-lEuropa-e-gli-Usa.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/La-Cina-domina-il-mercato-siderurgico-e-il-Regno-Unito-vuole-un-patto-dacciaio-con-lEuropa-e-gli-Usa-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/La-Cina-domina-il-mercato-siderurgico-e-il-Regno-Unito-vuole-un-patto-dacciaio-con-lEuropa-e-gli-Usa-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/La-Cina-domina-il-mercato-siderurgico-e-il-Regno-Unito-vuole-un-patto-dacciaio-con-lEuropa-e-gli-Usa-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/La-Cina-domina-il-mercato-siderurgico-e-il-Regno-Unito-vuole-un-patto-dacciaio-con-lEuropa-e-gli-Usa-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/La-Cina-domina-il-mercato-siderurgico-e-il-Regno-Unito-vuole-un-patto-dacciaio-con-lEuropa-e-gli-Usa-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un &#8220;patto d&#8217;acciaio&#8221; <strong>Londra-Bruxelles-Washington?</strong> Nel Regno Unito c&#8217;è chi lo desidera ardentemente. Nessun riferimento al cupo precedente dell&#8217;asse tra l&#8217;Italia fascista e la Germania nazista del 1939: qui si parla di <strong>acciaio vero, di una risorsa il cui mercato</strong> deve oggi gestire la <strong>sovracapacità cinese</strong> e la spinta a una risposta occidentale alla possibilità di un&#8217;invasione dei prodotti della Repubblica Popolare.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I timori del Regno Unito sul settore siderurgico</h2>



<p>Nel Regno Unito tiene banco il caso dell&#8217;acciaieria di <a href="https://it.insideover.com/economia/la-cina-ha-fame-dacciaio-pechino-rileva-il-colosso-britannico-british-steel.html">Scunthorpe</a> della <strong>British Steel, acquistata nel 2020 dalla cinese Jingye</strong> e in grave difficoltà, in un caso che ricorda molto da vicino <a href="https://it.insideover.com/economia/ex-ilva-ora-lazerbaigian-vuole-lacciaio-di-taranto.html">quello italiano</a> dell&#8217;<a href="https://www.money.it/ilva-il-futuro-dell-acciaio-italiano-tra-crisi-e-sovranita-perduta">Ilva di Taranto. </a><strong>Il governo britannico di Keir Starmer</strong> ha rilevato la gestione <a href="https://www.bbc.com/news/articles/crlzjx26p8yo">dell&#8217;impianto nei mesi scorsi e si trova</a> in un contenzioso con Jingye per decidere come <strong>liquidare l&#8217;investitore cinese</strong> e nel frattempo intende coordinare la risposta al tema della sovracapacità cinese con gli alleati: Unione Europea e Stati Uniti. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251031111106354_a910ca522b6d60bb1b25993aee65c34f-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-491960" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251031111106354_a910ca522b6d60bb1b25993aee65c34f-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251031111106354_a910ca522b6d60bb1b25993aee65c34f-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251031111106354_a910ca522b6d60bb1b25993aee65c34f-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251031111106354_a910ca522b6d60bb1b25993aee65c34f-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251031111106354_a910ca522b6d60bb1b25993aee65c34f-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251031111106354_a910ca522b6d60bb1b25993aee65c34f.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">L&#8217;acciaieria di Scunthorpe</figcaption></figure>



<p>Ad oggi, l&#8217;Ue ha in programma di imporre dall&#8217;1 luglio 2026 delle tariffe al 50% sulle importazioni d&#8217;acciaio e dall&#8217;1 gennaio entrerà in vigore il<a href="https://it.insideover.com/economia/la-sfida-dei-dazi-usa-per-lacciaio-europeo.html"> Carbon Border Adjustment Mechanism </a>(Cbam) che dovrà spingere gli importatori a pagare una tariffa compensativa per i prodotti importati da mercati con standard ambientali più laschi. Parimenti, Washington ha imposto con Donald Trump delle tariffe al 50% sui <strong>prodotti siderurgici in entrata</strong>, a cui Londra ha strappato lo sconto per un dimezzamento nell&#8217;accordo bilaterale con l&#8217;America.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La guerra siderurgica mondiale e i rischi per Londra</h2>



<p><strong>Per Londra una guerra siderurgica mondiale senza schieramenti precisi</strong> rischia di essere rovinosa. Le condizioni finanziarie degli impianti sono tutte da definire, e inoltre esportando 1,9 milioni di tonnellate per un valore di 3 miliardi di sterline (poco meno di 4 miliardi di euro) nel <a href="https://www.aljazeera.com/news/2025/10/8/crisis-why-eu-plan-for-50-percent-tariff-is-spooking-british-steel#:~:text=Why%20would%20the%20UK%20bear,%E2%80%9D%2C%20according%20to%20the%20EC.">blocco dei Ventisette </a>Londra si troverebbe colpita nel 78% del suo export siderurgico dai nuovi dazi europei. Da qui la richiesta britannica di spostare il focus sulla Cina, che produce metà dell&#8217;acciaio mondiale: <strong>il rischio di finire vaso di coccio tra i vasi di ferro è palese</strong>.</p>



<p>Sir Chris Bryant, ministro britannico del Commercio, ha parlato con il <em>Financial Times</em> dell&#8217;eventualità di un patto a tre, Usa-Ue-Uk, per <strong>contrastare la Cina e implementare un accordo simile a quello della Comunità economica del carbone e dell&#8217;acciaio (Ceca)</strong> predecessore della Comunità Economica Europea e dell&#8217;attuale Unione Europea. Bryant, nota il Ft, propone di &#8220;stringere un&#8217;alleanza per proteggersi dall&#8217;acciaio ingiustamente sovvenzionato, gran parte del quale proviene dalla Cina&#8221;, abbattendo i dazi interni ai rispettivi mercati e innalzandoli in forma comune verso gli operatori esterni. </p>



<p><a href="https://www.ft.com/content/46191ae9-0ecb-428c-8b1c-55511c9910b8">Del resto, nota il Ft,</a> &#8220;secondo l&#8217;Ocse, l&#8217;eccesso di capacità produttiva globale di acciaio ha raggiunto i 600 milioni di tonnellate lo scorso anno, pari a quasi un quarto della capacità produttiva mondiale.<strong> Si prevede che tale eccesso aumenterà a 721 milioni di tonnellate entro il 2027</strong>, in gran parte dovuto alla Cina, che produce 1 miliardo di tonnellate di acciaio all&#8217;anno&#8221;. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il nodo della sovracapacità cinese dell&#8217;acciaio</h2>



<p>La <strong>sovracapacità rischia di mandare fuori mercato i produttori americani ed europei</strong> e di creare una dipendenza vincolante da fornitori terzi in un asset strategico per la produzione e la sicurezza economica. Londra vuol giocare sul filo del suo ruolo di pontiere per un triangolo con Bruxelles e Washington e di facilitatore politico tra le due sponde dell&#8217;Atlantico. </p>



<p>Va detto che la Cina ha a sua volta iniziato a affrontare la questione della sovraproduzione, che sottrae risorse e fa girare a vuoto la macchina economica nazionale. <a href="https://www.reuters.com/world/asia-pacific/china-proposes-more-stringent-steel-capacity-swap-plan-curb-overcapacity-2025-10-24/">Della scorsa settimana è un piano</a> per programmare un rientro concreto da una condizione di eccessivo ampliamento delle maglie. I prezzi hanno <a href="https://tradingeconomics.com/commodity/steel/news/496605">beneficiato di questa stretta annunciata, </a>che è ben distante però dalle richieste occidentali di maggior chiarezza. Il dialogo tra alleati <strong>sul fronte dell&#8217;acciaio può aprire la strada a un nuovo progetto di ibridazione tra sicurezza economica</strong>, dinamiche commerciali e scelte tariffarie. E testare come in tempi di tensioni commerciali intorno all&#8217;Occidente un fronte che coniuga industria e sicurezza delle filiere possa creare consenso laddove spesso c&#8217;è soprattutto rottura.</p>



<p><strong><em>Le grandi partite economiche e tecnologiche plasmano il mondo di oggi. Su InsideOver le commentiamo con attenzione e curiosità. Per contribuire a sostenere una testata che vuole leggere il mondo di domani mentre è in elaborazione,&nbsp;</em></strong><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">abbonati e sostieni il nostro lavoro.</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/la-cina-domina-il-mercato-siderurgico-e-il-regno-unito-vuole-un-patto-dacciaio-con-leuropa-e-gli-usa.html">La Cina domina il mercato siderurgico e il Regno Unito vuole un &#8220;patto d&#8217;acciaio&#8221; con l&#8217;Europa e gli Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Trump, i dazi sull&#8217;acciaio e la sponda Usa-Giappone: cosa sta succedendo</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/trump-i-dazi-sullacciaio-e-la-sponda-usa-giappone-cosa-sta-succedendo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Jun 2025 12:41:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Acciaio]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra commerciale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1198" height="899" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/1972_in_Birmingham_Alabama_-_U.S._STEEL_PLANT._RED-ORANGE_COLOR_IS_CHARACTERISTIC_OF_STEEL_PLANT_EMISSION_-_NARA_-_545414_cropped.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/1972_in_Birmingham_Alabama_-_U.S._STEEL_PLANT._RED-ORANGE_COLOR_IS_CHARACTERISTIC_OF_STEEL_PLANT_EMISSION_-_NARA_-_545414_cropped.jpg 1198w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/1972_in_Birmingham_Alabama_-_U.S._STEEL_PLANT._RED-ORANGE_COLOR_IS_CHARACTERISTIC_OF_STEEL_PLANT_EMISSION_-_NARA_-_545414_cropped-600x450.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/1972_in_Birmingham_Alabama_-_U.S._STEEL_PLANT._RED-ORANGE_COLOR_IS_CHARACTERISTIC_OF_STEEL_PLANT_EMISSION_-_NARA_-_545414_cropped-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/1972_in_Birmingham_Alabama_-_U.S._STEEL_PLANT._RED-ORANGE_COLOR_IS_CHARACTERISTIC_OF_STEEL_PLANT_EMISSION_-_NARA_-_545414_cropped-1024x768.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/1972_in_Birmingham_Alabama_-_U.S._STEEL_PLANT._RED-ORANGE_COLOR_IS_CHARACTERISTIC_OF_STEEL_PLANT_EMISSION_-_NARA_-_545414_cropped-768x576.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1198px) 100vw, 1198px" /></p>
<p>La mossa del presidente statunitense Donald Trump, che ha alzato al 50% i dazi sull&#8217;acciaio in entrata negli Stati Uniti a partire dal 4 giugno, è una manovra sostanzialmente protezionistica che rafforza l&#8217;ibridazione tra politica economica, decisioni commerciali e sicurezza nazionale. Se infatti da un lato sul fronte della protezione della produzione del materiale più &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/trump-i-dazi-sullacciaio-e-la-sponda-usa-giappone-cosa-sta-succedendo.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1198" height="899" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/1972_in_Birmingham_Alabama_-_U.S._STEEL_PLANT._RED-ORANGE_COLOR_IS_CHARACTERISTIC_OF_STEEL_PLANT_EMISSION_-_NARA_-_545414_cropped.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/1972_in_Birmingham_Alabama_-_U.S._STEEL_PLANT._RED-ORANGE_COLOR_IS_CHARACTERISTIC_OF_STEEL_PLANT_EMISSION_-_NARA_-_545414_cropped.jpg 1198w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/1972_in_Birmingham_Alabama_-_U.S._STEEL_PLANT._RED-ORANGE_COLOR_IS_CHARACTERISTIC_OF_STEEL_PLANT_EMISSION_-_NARA_-_545414_cropped-600x450.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/1972_in_Birmingham_Alabama_-_U.S._STEEL_PLANT._RED-ORANGE_COLOR_IS_CHARACTERISTIC_OF_STEEL_PLANT_EMISSION_-_NARA_-_545414_cropped-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/1972_in_Birmingham_Alabama_-_U.S._STEEL_PLANT._RED-ORANGE_COLOR_IS_CHARACTERISTIC_OF_STEEL_PLANT_EMISSION_-_NARA_-_545414_cropped-1024x768.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/1972_in_Birmingham_Alabama_-_U.S._STEEL_PLANT._RED-ORANGE_COLOR_IS_CHARACTERISTIC_OF_STEEL_PLANT_EMISSION_-_NARA_-_545414_cropped-768x576.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1198px) 100vw, 1198px" /></p>
<p>La <strong>mossa del presidente statunitense Donald Trump,</strong> che ha alzato al 50% i dazi <a href="https://www.oecd.org/en/publications/oecd-steel-outlook-2025_28b61a5e-en.html">sull&#8217;acciaio</a> in entrata negli Stati Uniti a partire dal 4 giugno, è una <strong>manovra sostanzialmente protezionistica</strong> che rafforza l&#8217;ibridazione tra politica economica, decisioni commerciali e <strong>sicurezza nazionale</strong>. </p>



<p>Se infatti da un lato sul fronte della protezione della produzione del materiale più strategico per l&#8217;industria dall&#8217;ondata di importazioni proveniente da mercati stranieri Trump ha agito assecondando una tendenza volta soprattutto a garantire la <strong>filiera siderurgica</strong> per il suo ruolo nella produzione volta a rifornire le forze armate (principalmente i <a href="https://it.insideover.com/economia/250-navi-in-10-anni-gli-usa-lanciano-una-nuova-politica-per-la-cantieristica-navale.html">cantieri navali)</a>, dall&#8217;altro il raddoppio dei dazi si inserisce in un sistema in evoluzione sul fronte del mercato dell&#8217;acciaio. E il riferimento non può non andare alla <strong>rinnovata e accelerata trattativa tra U.S. Steel e la giapponese Nippon Steel</strong> per creare un conglomerato transpacifico della siderurgia capace di sfidare i giganti cinesi e indiani che dominano il mercato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Us Steel-Nippon Steel, le novità dell&#8217;affare dopo l&#8217;arrivo di Trump</h2>



<p>Nelle ultime settimane Trump ha <strong>ripreso in mano il dossier</strong> dell&#8217;offerta del colosso nipponico per rilevare la gloriosa <strong>azienda di Pittsburgh, Pennsylvania</strong>, protagonista dell&#8217;epopea dell&#8217;industrializzazione americana ma ora declinata assieme al cuore della manifattura a stelle e strisce concentrata nella Rust Belt. </p>



<p>In campagna elettorale <strong><a href="https://it.insideover.com/economia/biden-alza-il-muro-sullacciaio-fermata-la-scalata-americana-di-nippon-steel.html">Trump ha inseguito sul suo terreno il predecessore Joe Biden</a></strong>, che ha alzato un muro invalicabile alla trattativa respingendo la proposta di acquisto da 14,9 miliardi di dollari in nome della sicurezza economica nazionale e degli <strong>approvvigionamenti strategici della siderurgia al mercato interno</strong>. Il ritorno di The Donald al potere e la volontà di <strong>riportare investimenti strategici</strong> e operativi negli Stati Uniti hanno però portato a una revisione parziale di questa posizione. </p>



<p>Washington cerca sinergie col <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/la-mossa-di-masayoshi-son-un-fondo-sovrano-di-usa-e-giappone-per-dominare-la-tecnologia.html"><strong>Giappone, alleato strategico e partner irrinunciabile,</strong> su molti dossier, dalla tecnologia alla difesa</a>, e per Trump Tokyo è un partner a cui è doveroso evitare sgarbi. Al contempo, <strong>Trump intende mantenere i livelli occupazionali</strong> e incassare investimenti produttivi in territori decisivi per la sua affermazione politica. Negli ultimi mesi, come nota il <em>New York Times</em>, i contatti tra Nippon Steel e Washington sono stati intensi. Il <strong>Comitato sugli investimenti esteri negli Stati Uniti d&#8217;America</strong> (Committee on Foreign Investment in the United States, Cfius), l&#8217;organo inter-agenzia che scrutina le operazioni straniere in territorio americano, il 21 maggio ha revisionato l&#8217;offerta presentata a fine 2023 da Nippon Steel, proponendo ritocchi in direzione dell&#8217;interesse economico americano. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La nuova linea di Trump: dazi e investimenti di pari passo</h2>



<p><a href="https://www.nytimes.com/2025/05/30/business/nippon-steel-us-steel-trump.html">Come nota il Nyt</a>, &#8220;una soluzione proposta prevedeva l&#8217;acquisizione da parte del governo statunitense delle cosiddette &#8220;golden share&#8221; nell&#8217;ambito della transazione&#8221;. Queste azioni &#8220;garantiscono a un azionista di minoranza il potere di veto su decisioni aziendali significative&#8221;, come succede in Italia con le partecipate pubbliche controllate dal Ministero dell&#8217;Economia e delle Finanze. </p>



<p><strong>Nippon, in quest&#8217;ottica, ha alzato il tiro promettendo in caso di conclusione dell&#8217;affare </strong><a href="https://www.axios.com/2025/06/02/trump-us-steel-nippon"><strong>14 miliardi di dollari di investimenti</strong> in impianti e produzione negli Usa</a> per coccolare le politiche dell&#8217;amministrazione poco prima che Trump annunciasse i dazi sull&#8217;acciaio in entrata. </p>



<p><strong>Una mossa che mira tanto ad accelerare</strong> un accordo del genere quanto a mettere a terra una politica ben precisa:<a href="https://time.com/7290211/trump-doubles-tariffs-steel-aluminum-backlash-experts-canada/"> Trump segnala ai produttori</a> siderurgici che c&#8217;è un modo per doppiare i dazi, ed è investire negli Usa. C&#8217;è una possibilità per andare d&#8217;accordo con Washington ed è accettare la crescita di fatturati e dividendi dei propri colossi economici grazie al mercato americano in cambio del calo del disavanzo commerciale degli States. Se l&#8217;accordo con Nippon Steel andrà in porto e sarà formalizzato, sarà un caso di studio sull&#8217;applicazione del combinato disposto tra <strong>leva daziaria e investimenti</strong> per stimolare un affare. Oltre che un esempio della rinnovata partnership Usa-Giappone, più forte di dazi e tariffe in un quadro economico globale dove affari e sicurezza si ibridano sempre più.</p>



<p><strong><em>Le nuove partite tecnologiche, industriali e commerciali plasmano i rapporti tra potenze e anche le grandi multinazionali diventano, anno dopo anno, soggetti sempre più “geopolitici”. Queste interazioni sono oggetto del nostro studio e del nostro lavoro di approfondimento. Per consentirgli di rafforzarsi,</em></strong><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard"> abbonati e schierati fianco a fianco con InsideOver!</a></p>



<p></p>
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		<title>La guerra dell&#8217;acciaio che scuote il mondo passa dall&#8217;Asia</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/la-guerra-dellacciaio-che-scuote-il-mondo-passa-dallasia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 May 2025 11:42:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Acciaio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1215" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250527110359462_308236af56331e20b14cbb9120f09b9d.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250527110359462_308236af56331e20b14cbb9120f09b9d.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250527110359462_308236af56331e20b14cbb9120f09b9d-600x380.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250527110359462_308236af56331e20b14cbb9120f09b9d-300x190.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250527110359462_308236af56331e20b14cbb9120f09b9d-1024x648.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250527110359462_308236af56331e20b14cbb9120f09b9d-768x486.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250527110359462_308236af56331e20b14cbb9120f09b9d-1536x972.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Tutti guardano con apprensione alla Cina, alla capacità produttiva dei suoi colossi e ai prezzi del materiale.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1215" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250527110359462_308236af56331e20b14cbb9120f09b9d.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250527110359462_308236af56331e20b14cbb9120f09b9d.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250527110359462_308236af56331e20b14cbb9120f09b9d-600x380.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250527110359462_308236af56331e20b14cbb9120f09b9d-300x190.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250527110359462_308236af56331e20b14cbb9120f09b9d-1024x648.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250527110359462_308236af56331e20b14cbb9120f09b9d-768x486.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250527110359462_308236af56331e20b14cbb9120f09b9d-1536x972.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Cina, India, Corea del Sud, Giappone: il <strong>grande gioco dell&#8217;acciaio</strong> parla sempre più asiatico. A guidare la corsa sono soprattutto i <strong>colossi cinesi</strong>, che da soli generano oltre il 50% della produzione mondiale (circa 1 miliardo di tonnellate). Negli ultimi giorni, tuttavia, sotto la luce dei riflettori c&#8217;era la giapponese <a href="https://it.insideover.com/economia/biden-alza-il-muro-sullacciaio-fermata-la-scalata-americana-di-nippon-steel.html"><strong>Nippon Steel</strong>,</a> protagonista di una vicenda che ci aiuta a capire cosa c&#8217;è in palio.</p>



<p>Da tempo il gigante giapponese bramava l&#8217;acquisto della statunitense <strong>Us Steel</strong>. Nel 2023 sembrava quasi tutto fatto ma l&#8217;allora presidente <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-joe-biden.html">Joe Biden</a> decise di stoppare la trattativa. &#8220;Questa acquisizione porrebbe uno dei maggiori produttori americani di acciaio sotto il controllo straniero e creerebbe un rischio per la nostra <strong>sicurezza nazionale</strong> e per le nostre catene di approvvigionamento critiche&#8221;, dichiarava Biden, definendo la Us Steel una &#8220;azienda americana vitale&#8221;. </p>



<p>Sarebbe toccato a <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-donald-trump.html">Donald Trump</a> sbloccare il contenzioso dando il via libera ad una <strong>partnership strategica</strong>, o meglio, ad un investimento giapponese nel <strong>settore siderurgico statunitense</strong>. &#8220;Si tratterà di una partnership pianificata tra United States Steel e Nippon Steel, che creerà almeno 70.000 posti di lavoro e aggiungerà 14 miliardi di dollari all&#8217;economia statunitense&#8221;, ha spiegato Trump. Secondo i termini dell&#8217;accordo Nippon Steel dovrà investire <strong>14 miliardi di dollari </strong>nelle attività dei Us Steel.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_2025052711054969_9e6f702ff49b29bd5b12d2789b439f04-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-471650" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_2025052711054969_9e6f702ff49b29bd5b12d2789b439f04-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_2025052711054969_9e6f702ff49b29bd5b12d2789b439f04-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_2025052711054969_9e6f702ff49b29bd5b12d2789b439f04-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_2025052711054969_9e6f702ff49b29bd5b12d2789b439f04-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_2025052711054969_9e6f702ff49b29bd5b12d2789b439f04-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_2025052711054969_9e6f702ff49b29bd5b12d2789b439f04.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La guerra (asiatica) dell&#8217;acciaio</strong></h2>



<p>L&#8217;operazione aiuterà Washington a scuotere dal torpore il proprio settore siderurgico, soprattutto in risposta alla crescente influenza cinese nel mercato mondiale, ma soprattutto posizionerà Nippon Steel come terzo produttore globale di acciaio, alle spalle della cinese<strong> Baowu Steel Group </strong>e della lussemburghese <strong>ArcelorMittal</strong>. </p>



<p>La strategia dell&#8217;azienda giapponese è chiara: per crescere nel medio-lungo termine intende intercettare la crescente <strong>domanda di acciaio</strong> proveniente dagli Usa, acciaio che Washington dirotterà in settori come i veicoli elettrici, l&#8217;edilizia e il rinnovamento delle infrastrutture. In più c&#8217;è da considerare la storia dei <strong>dazi</strong>: l&#8217;introduzione di una tariffa del 25% sui prodotti in acciaio e alluminio da parte di Trump ha complicato l&#8217;esportazione di acciaio verso gli Stati Uniti. </p>



<p>Nippon Steel ha dunque fatto la sua mossa. Una mossa giudicata da molti come inevitabile. Il motivo? Bisogna guardare alla <strong>Cina</strong>. La capacità produttiva di Pechino è aumentata rapidamente a partire dagli anni &#8217;90, e adesso rappresenta oltre la metà della produzione mondiale di acciaio grezzo. E quindi? Quando la domanda interna del Dragone è diminuita, i produttori cinesi hanno iniziato ad esportare la loro <strong>capacità produttiva</strong> in eccesso in Asia, innescando un conseguente <strong>calo dei prezzi</strong> che ha danneggiato aziende come Nippon Steel.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="636" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250527110450984_45edbd7ff248fdf530ad163d445bcd9b-1024x636.jpg" alt="" class="wp-image-471648" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250527110450984_45edbd7ff248fdf530ad163d445bcd9b-1024x636.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250527110450984_45edbd7ff248fdf530ad163d445bcd9b-600x373.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250527110450984_45edbd7ff248fdf530ad163d445bcd9b-300x186.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250527110450984_45edbd7ff248fdf530ad163d445bcd9b-768x477.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250527110450984_45edbd7ff248fdf530ad163d445bcd9b-1536x954.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250527110450984_45edbd7ff248fdf530ad163d445bcd9b.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La variabile cinese (e gli altri player)</strong></h2>



<p>Il primo produttore mondiale di acciaio (<strong>130 milioni di tonnellate annue</strong>, una quantità superiore a quella di Stati Uniti, Germania e Francia messe insieme) si trova in Cina. È una holding statale nata dalla fusione tra Baosteel e Wuhan Iron and Steel, e si chiama <strong>China Baowu Steel Group</strong>. Seguono lo Hebei Iron &amp; Steel Group (circa 45 milioni di tonnellate annue di acciaio), con impianti in Serbia e Sudafrica; Angang Steel Company (circa 40 milioni); Shougang Group (25 milioni); Jianlong Steel (poco più di 20 milioni) e Jiangsu Shagang (circa 20 milioni). La lista potrebbe continuare ancora a lungo, a dimostrazione di come la Cina abbia imparato a dominare il settore siderurgico. </p>



<p>L&#8217;<strong>India</strong> è il secondo produttore mondiale di acciaio dopo il Dragone. Il principale colosso di Delhi, <strong>Tata Steel</strong>, produce tuttavia 35 milioni di tonnellate d&#8217;acciaio all&#8217;anno, ben al di sotto della potenza di fuoco incarnata da Baowu. Alle sue spalle troviamo Jindal South West Steel (30 milioni); Steel Authority of India Limited (20 milioni); e Jindal Steel &amp; Power Ltd (12 milioni). In <strong>Corea del Sud</strong> la corona dell&#8217;acciaio spetta a <strong>Posco (Pohang Iron and Steel Company)</strong>, con una capacità produttiva di 40 milioni di tonnellate annue, davanti a Hyundai Steel (20 milioni), mentre il settore giapponese è appannaggio di Nippon Steel (45 milioni) e Jfe Steel Corporation (25 milioni).</p>



<p>Tutti guardano con apprensione alla Cina, alla capacità produttiva dei suoi colossi e ai prezzi del materiale. Perché? Semplice: i prezzi più bassi rappresentano un vantaggio per le aziende che utilizzano l&#8217;acciaio, ma l&#8217;impatto sui produttori si sta rivelando grave, con profitti sotto pressione e stabilimenti che chiudono. È bene iniziare a ragionare sul tema, visto che l&#8217;ultima <strong>crisi dell&#8217;acciaio</strong>, tra il 2015 e il 2016, scatenò una <strong>tempesta politica</strong> in Europa e negli Stati Uniti&#8230;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="650" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250527110515928_cc8d1c337e1ed34f1f0c51d63e933438-1024x650.jpg" alt="" class="wp-image-471649" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250527110515928_cc8d1c337e1ed34f1f0c51d63e933438-1024x650.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250527110515928_cc8d1c337e1ed34f1f0c51d63e933438-600x381.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250527110515928_cc8d1c337e1ed34f1f0c51d63e933438-300x190.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250527110515928_cc8d1c337e1ed34f1f0c51d63e933438-768x488.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250527110515928_cc8d1c337e1ed34f1f0c51d63e933438-1536x975.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250527110515928_cc8d1c337e1ed34f1f0c51d63e933438.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/la-guerra-dellacciaio-che-scuote-il-mondo-passa-dallasia.html">La guerra dell&#8217;acciaio che scuote il mondo passa dall&#8217;Asia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ilva, la crisi industriale e il silenzio degli azeri richiamano in campo lo Stato</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/ilva-la-crisi-industriale-e-il-silenzio-degli-azeri-richiamano-in-campo-lo-stato.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 May 2025 10:49:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Acciaio]]></category>
		<category><![CDATA[Ilva]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=471101</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250523122503651_373a94bc3d7c12f942ff39092b8b8d7a.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250523122503651_373a94bc3d7c12f942ff39092b8b8d7a.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250523122503651_373a94bc3d7c12f942ff39092b8b8d7a-600x399.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250523122503651_373a94bc3d7c12f942ff39092b8b8d7a-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250523122503651_373a94bc3d7c12f942ff39092b8b8d7a-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250523122503651_373a94bc3d7c12f942ff39092b8b8d7a-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250523122503651_373a94bc3d7c12f942ff39092b8b8d7a-1536x1022.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Ilva, la crisi industriale e il silenzio degli azeri richiamano in campo lo Stato. Ecco che cosa può succedere.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/ilva-la-crisi-industriale-e-il-silenzio-degli-azeri-richiamano-in-campo-lo-stato.html">Ilva, la crisi industriale e il silenzio degli azeri richiamano in campo lo Stato</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250523122503651_373a94bc3d7c12f942ff39092b8b8d7a.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250523122503651_373a94bc3d7c12f942ff39092b8b8d7a.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250523122503651_373a94bc3d7c12f942ff39092b8b8d7a-600x399.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250523122503651_373a94bc3d7c12f942ff39092b8b8d7a-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250523122503651_373a94bc3d7c12f942ff39092b8b8d7a-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250523122503651_373a94bc3d7c12f942ff39092b8b8d7a-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250523122503651_373a94bc3d7c12f942ff39092b8b8d7a-1536x1022.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;Occidente è alle prese da tempo con grandi partite economico-industriali riguardanti l&#8217;acciaio, e l&#8217;Italia con l&#8217;ex-Ilva è <strong>tornata nuovamente a affrontare il <a href="https://www.avvenire.it/economia/pagine/acciaierie-d-italia-cassa-intergazione-per-4mila-persone">rischio di uno stop</a></strong> a quello che un tempo era l&#8217;impianto siderurgico più grande d&#8217;Europa, dopo che la procura di <a href="https://it.insideover.com/l-italia-delle-citta/taranto-la-bella-addormentata-ditalia-sospesa-tra-ferro-e-acqua.html">Taranto </a>ha messo sotto sequestro un altoforno a seguito dello scoppio di una tubiera avvenuto lo scorso 7 maggio, e il rischio di un naufragio della trattativa per la vendita a Baku Steel.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="682" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250523122510191_012c75e5657bef69cb22dffd0b830db9-1024x682.jpg" alt="" class="wp-image-471109" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250523122510191_012c75e5657bef69cb22dffd0b830db9-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250523122510191_012c75e5657bef69cb22dffd0b830db9-600x399.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250523122510191_012c75e5657bef69cb22dffd0b830db9-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250523122510191_012c75e5657bef69cb22dffd0b830db9-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250523122510191_012c75e5657bef69cb22dffd0b830db9-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250523122510191_012c75e5657bef69cb22dffd0b830db9.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Lo stabilimento Ilva al tramonto, 24 settembre 2013.
ANSA / CIRO FUSCO</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa succede all&#8217;acciaio italiano</h2>



<p><strong>Acciaierie d&#8217;Italia, il gruppo partecipato da Invitalia e da ArcelorMittal</strong> che controlla l&#8217;Ilva di Taranto e gli altri impianti del gruppo come quello di Genova, ha messo in <strong>cassa integrazione 4mila dipendenti</strong> mentre si complica la corsa alla vendita: &#8220;Qualora l’altoforno dovesse rivelarsi danneggiato in maniera irreparabile, il piano industriale di Acciaierie d’Italia – che punta a una produzione di sei milioni di tonnellate di acciaio entro il 2026 – si rivelerebbe probabilmente infattibile<a href="https://www.startmag.it/energia/baku-steel-ex-ilva-question-time-urso/">&#8220;, nota <em>StartMag</em>, </a>sottolineando che questo rischia di rappresentare un pregiudizio alla <strong>possibile cessione del gruppo. </strong></p>



<p><strong>Resterebbe allora una sola strada,</strong> un ritorno al passato che però in un mondo competitivo saprebbe di futuro: la <strong>ripresa del controllo da parte dell&#8217;azionista pubblico</strong>, ovvero la riscoperta della strada tracciata dalla <strong>Finsider</strong> di <strong>Oscar Sinigaglia,</strong> che negli anni della ricostruzione post-bellica seppe, in seno all&#8217;Iri, dare con Taranto e altri poli l&#8217;autonomia all&#8217;Italia nell&#8217;approvvigionamento siderurgico, fondamentale allo sviluppo industriale del Paese.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le prospettive dell&#8217;Ilva e dell&#8217;acciaio italiano</h2>



<p>Ai tempi “l’economia privata era basata su un’imprenditoria diffusa, quella pubblica sostenuta dallo Stato aveva lo scopo di investire nel lungo periodo e creare concentrazioni di più grande dimensione”,&nbsp;<a href="http://osservatorioglobalizzazione.it/progetto-italia/viaggio-nella-storia-economica-italiana-la-parola-a-giuseppe-berta/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">come osservava nel 2019 il compianto storico dell’economia <strong>Giuseppe Berta</strong></a>. Oggi la sfida è quella di garantire approvvigionamenti solidi e continuità di rifornimento in epoche contraddistinte dal <strong>predominio della sicurezza nazionale sulla prosperità</strong> e da nuove guerre tariffarie internazionali. Ogni affare, dunque, sugli asset strategici va oltre il mercato.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="682" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250523122801327_3a59d30241ca81d73e31f69d0cd78da7-1024x682.jpg" alt="" class="wp-image-471114" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250523122801327_3a59d30241ca81d73e31f69d0cd78da7-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250523122801327_3a59d30241ca81d73e31f69d0cd78da7-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250523122801327_3a59d30241ca81d73e31f69d0cd78da7-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250523122801327_3a59d30241ca81d73e31f69d0cd78da7-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250523122801327_3a59d30241ca81d73e31f69d0cd78da7-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250523122801327_3a59d30241ca81d73e31f69d0cd78da7.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Sciopero all&#8217;Ilva, 19 gennaio 2024 (ANSA/ RENATO INGENITO)</figcaption></figure>



<p>Gli azeri, non a caso, chiedono al Governo Meloni tre garanzie per proseguire la trattativa: innanzitutto, una garanzia di <strong>continuità operativa</strong> di fronte alle norme ambientali, in secondo luogo un requisito di continuità operativa e infine, ma soprattutto, la <strong><a href="https://energiaoltre.it/bakusteel-azeri-ilva/">prospettiva securitaria di un rafforzamento delle forniture gasiere </a></strong>a Taranto tramite installazione di una nuova nave per il Gnl che si sommi alle forniture via tubo (proprio provenienti dall&#8217;Azerbaijan) del gasdotto Tap. Tutto questo per garantire, nelle intenzioni del ministro delle Imprese e del Made in Italy <strong>Adolfo Urso, una continuità</strong> capace di garantire gli investimenti per la decarbonizzazione, quantificati in 4 miliardi di euro, e la ripresa della produzione a livelli accettabili.</p>



<p>Peraltro, già la proposta di Adi per il piano industriale era meno ambiziosa delle logiche su cui la sua azione si indirizzava pochi anni fa. Nel 2021 Acciaierie d&#8217;Italia prevedeva una produzione a regime, nel 2025, di <strong>8 milioni di tonnellate con annessa svolta verso la decarbonizzazione e tutela occupazionale</strong>, nella consapevolezza che un <a href="https://it.insideover.com/economia/chi-guadagnerebbe-dalla-chiusura-dellilva.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">depotenziamento degli altoforni tarantini</a> avrebbe imposto <strong>problematiche strutturali al sistema-Italia.</strong> Ora la speranza è di una produzione del 25% inferiore in un contesto che vede molti dipendenti cassintegrati e una vendita aleggiare senza concretizzarsi. </p>



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<p><strong><em>Le nuove partite tecnologiche, industriali e commerciali plasmano i rapporti tra potenze e anche le grandi multinazionali diventano, anno dopo anno, soggetti sempre più “geopolitici”. Queste interazioni sono oggetto del nostro studio e del nostro lavoro di approfondimento. Per consentirgli di rafforzarsi,<a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">&nbsp;abbonati e schierati fianco a fianco con InsideOver!</a></em></strong></p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading">Verso il ritorno dello Stato?</h2>



<p>La prospettiva di un possibile ritorno dello Stato in campo come primo attore prende le mossa dalla presa di consapevolezza del fatto che l&#8217;’uscita dall’orbita pubblica dell&#8217;ex Finsider ha, nell&#8217;ultimo quarto di secolo, contribuito a frammentare la politica industriale nazionale e dunque a danneggiarne il coordinamento, prima nell&#8217;era dei Riva e poi in quella di Arcelor Mittal. </p>



<p>In una fase storica in cui  addirittura il sempre &#8220;liberale&#8221; Regno Unito vede lo Stato scendere in campo <strong>per rilevare la proprietà di </strong><a href="https://it.insideover.com/economia/la-cina-ha-fame-dacciaio-pechino-rileva-il-colosso-britannico-british-steel.html"><strong>British Steel</strong> e far continuare a ruggire gli altoforni di Scunthorpe </a>prevenendo una scalata cinese e in cui gli <strong>Stati Uniti, al passaggio tra Joe Biden e Donald Trump,</strong> continuano la linea operativa di fermare la scalata della giapponese <strong><a href="https://it.insideover.com/economia/biden-alza-il-muro-sullacciaio-fermata-la-scalata-americana-di-nippon-steel.html">Nippon Steel alla storica Us Steel </a>di Pittsburgh</strong> in nome della tutela della sicurezza industriale nazionale l&#8217;idea di un nuovo, deciso intervento dello Stato per tenere in pista l&#8217;Ilva appare tutt&#8217;altro che remoto. </p>



<p>La base di partenza del controllo pubblico al 50% di Adi tramite un soggetto legato allo Stato come Invitalia potrebbe essere interessante. E in prospettiva, da grandi agende infrastrutturali (si pensi al Ponte sullo Stretto) alle politiche di rilancio dell&#8217;industria della Difesa sono molti i campi in cui al Paese, negli anni a venire, servirà acciaio. E risolvere la crisi Ilva è strategico per il progresso e la prosperità dell&#8217;Italia. Di fronte al rischio di un fallimento di mercato, lo Stato difficilmente potrà stare fermo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/ilva-la-crisi-industriale-e-il-silenzio-degli-azeri-richiamano-in-campo-lo-stato.html">Ilva, la crisi industriale e il silenzio degli azeri richiamano in campo lo Stato</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Taranto, la Bella addormentata d&#8217;Italia,  sospesa tra ferro e acqua</title>
		<link>https://it.insideover.com/l-italia-delle-citta/taranto-la-bella-addormentata-ditalia-sospesa-tra-ferro-e-acqua.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Mar 2025 15:56:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[L’Italia delle città]]></category>
		<category><![CDATA[Acciaio]]></category>
		<category><![CDATA[Ilva]]></category>
		<category><![CDATA[Inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[pesca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="612" height="418" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/istockphoto-1257978437-612x612-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/istockphoto-1257978437-612x612-1.jpg 612w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/istockphoto-1257978437-612x612-1-600x410.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/istockphoto-1257978437-612x612-1-300x205.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 612px) 100vw, 612px" /></p>
<p>Il contrasto stridente tra la bellezza storica e naturale di Taranto e l’impatto dell’industria siderurgica sulla città e sull'ambiente.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/l-italia-delle-citta/taranto-la-bella-addormentata-ditalia-sospesa-tra-ferro-e-acqua.html">Taranto, la Bella addormentata d&#8217;Italia,  sospesa tra ferro e acqua</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="612" height="418" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/istockphoto-1257978437-612x612-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/istockphoto-1257978437-612x612-1.jpg 612w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/istockphoto-1257978437-612x612-1-600x410.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/istockphoto-1257978437-612x612-1-300x205.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 612px) 100vw, 612px" /></p>
<p>“<em>Vaglielo a spiegare il mare a chi non c’è nato</em>&#8220;. Ecco, vaglielo a spiegare cosa vuol dire essere tarantini a chi non lo è, ma soprattutto, cosa voglia dire vivere a Taranto. Due mari, tre ponti, più o meno centonovantamila abitanti. Una storia secolare, un porto di mare. Una bellezza rugosa, che oggi combatte per il futuro.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://encrypted-tbn0.gstatic.com/licensed-image?q=tbn:ANd9GcSrt1jidO8c0p8wwOGPrWCatOvVcWPxHbzS6-OWZR4aKwyoZrSZa2fKqynhjkTDE1DHc6449kVJhDRuWDbMQJiLroFQOSc6PFvzx9H9GA" alt=""/></figure>
</div>


<p>Il dilemma di Taranto è il respiro corto di chi vive tra il fuoco e il mare. È il fumo denso che si mescola alla brezza salmastra, il suono del vento che porta con sé sia il canto delle onde sia il lamento delle ciminiere. Ma le ciminiere non sono l’unico male di questa Bella Addormentata di <strong>Puglia</strong>: l’<strong>acciaieria</strong>, che nel corso dei decenni cambia perennemente nome ma non la sostanza, è solo il simbolo più evidente di un problema più profondo. Taranto è una città bellissima con ferite stratificate, in cui l’industria pesante ha amplificato fragilità già esistenti, ma non le ha create da sola.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.repstatic.it/content/nazionale/img/2017/11/28/103955129-24a7aa84-11ca-4c14-b761-de0aa8eae51b.jpg" alt="" style="width:600px;height:auto"/></figure>
</div>


<p>L’<strong>inquinamento</strong> non è solo siderurgico: c’è l’arsenale militare, c’è la raffineria Eni, una gestione dei rifiuti inadeguata. Il mare, che dovrebbe essere risorsa e bellezza, è stato per anni sfruttato e contaminato, con danni enormi alla pesca e alla <strong>mitilicoltura</strong>, attività storiche della città.<br>Taranto vive un paradosso economico: ha il più grande polo siderurgico d’Europa, ma resta tra le città più povere d’Italia. Quando l’industria non è stata capace di creare sviluppo diffuso, il commercio ha sofferto, il turismo è rimasto marginale, le nuove generazioni sono emigrate. Il tasso di disoccupazione giovanile è tra i più alti del Paese, e il lavoro spesso significa accettare precarietà e sacrifici. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Le promesse che non si concretizzano</h2>



<p>L’inquinamento ha reso drammatica la situazione sanitaria: Taranto ha <strong>tassi di malattie respiratorie e oncologiche superiori alla media nazionale</strong>. Ma il problema non è solo l’inquinamento. Gli ospedali sono sotto pressione, le liste d’attesa lunghe, e la sensazione diffusa è che la città sia lasciata a sé stessa. Taranto è una città che aspetta. Aspetta bonifiche che tardano, riconversioni industriali che restano sulla carta, promesse che non si concretizzano. Il <strong>porto</strong>, che potrebbe essere una risorsa strategica, è sottoutilizzato. Il turismo fatica a decollare. Ogni tanto si accende una speranza – la città candidata a Capitale della cultura, eventi e investimenti promessi – ma il rischio è che restino lampi in una notte troppo lunga come testimonia la <em>bagarre</em> scaturita dalla fallimentare gestione dei <strong>Giochi del Mediterraneo</strong>. A questo si aggiunge una <strong>classe politica</strong> che non è mai stata né classe né politica, ove si sono alternati sceriffi e cialtroni, improvvisati e notabili innocenti ma senza polso.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://cuorediborgo.com/wp-content/uploads/2018/07/d6307e7675901bb8791de425f961e80c.jpg" alt=""/></figure>
</div>


<p>Nel 2024, secondo l&#8217;indagine sulla qualità della vita del <em>Sole 24 Ore</em>, Taranto si è posizionata al 94º posto su 107 province italiane, guadagnando tre posizioni rispetto all&#8217;anno precedente. “<em>Che peccato</em>” è la frase che ripetono come un mantra i sognatori che restano e gli stanchi che se ne vanno. Nel secondo dopoguerra, Taranto era ancora una città legata alla tradizione marinara. La pesca e la mitilicoltura rappresentavano settori fondamentali dell’economia locale. Inoltre, la città ospitava una delle principali basi della <strong>Marina Militare italiana</strong>, che garantiva occupazione diretta e indiretta. Tuttavia, il Sud Italia soffriva per il ritardo economico rispetto al Nord, e Taranto non faceva eccezione. In questo contesto, lo Stato avviò una serie di interventi per industrializzare il Mezzogiorno, e Taranto divenne uno dei punti chiave di questa strategia. </p>



<p>Il vero punto di svolta arrivò nel 1961, quando lo Stato decise di costruire a Taranto il più grande impianto siderurgico d’Europa, l&#8217;<strong>Italsider</strong>. L&#8217;obiettivo era creare posti di lavoro e sviluppare l’economia locale, riducendo la dipendenza dalle attività tradizionali. “<em>Il mio papà lavora all’Italsider</em>”, era la frase che si sentiva pronunciare ad almeno la metà degli studenti di una qualsiasi classe di qualsiasi scuola tarantina almeno fino alla fine degli anni Novanta. L’industria siderurgica portò benessere economico e crescita demografica. Migliaia di persone trovarono impiego nello stabilimento e nell’indotto, attirando lavoratori anche dalle province vicine. Il Pil della città crebbe rapidamente, e Taranto divenne un simbolo del miracolo economico italiano mentre il resto della Puglia sceglieva altri percorsi. Così quando ancora quel nero ferro non rappresentava ancora il dramma che è oggi, Taranto venne condannata ad un’<strong>economia cittadina monosettoriale</strong>, dipendente quasi esclusivamente dalla grande industria.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.slowfood.it/wp-content/uploads/2022/04/DSCN9182-1536x1152.jpg" alt=""/></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">La bomba ambientale</h2>



<p>I primi scricchiolii arrivarono negli anni Ottanta: la crisi dell’industria pesante colpì duramente anche Taranto. La siderurgia, fino a quel momento fiore all’occhiello dello sviluppo del Sud, entrò in difficoltà a causa della concorrenza internazionale e delle mutate esigenze di mercato. Il settore della pesca entrò in crisi per via dell’inquinamento crescente nel “Mar Piccolo”. Ma l’Industria non è stata l’unica “droga” della città: anche la Marina Militare ha rappresentato a lungo una delle due mamme della città dei due Mari: negli anni Novanta, con la fine della Guerra Fredda, l’Italia avviò una serie di ridimensionamenti delle spese militari. Anche Taranto ne risentì: l’<strong>Arsenale</strong> subì una graduale riduzione del personale, molte attività di manutenzione vennero esternalizzate. La città perse progressivamente l’importanza strategica con un conseguente calo dei posti di lavoro legati alla Marina e a una crisi del settore artigianale e commerciale che ruotava attorno alle esigenze dei militari e delle loro famiglie.</p>



<p>Poi, la bomba ambientale. A Taranto si muore. A Taranto l&#8217;acqua, la terra, perfino il bestiame sono contaminati. L’<strong>inchiesta &#8220;Ambiente svenduto&#8221;</strong> sull’ex Ilva di Taranto esplode nel lontano 2012 quando viene disposto il sequestro senza facoltà d’uso dei sei impianti dell’area a caldo che, secondo quanto accertato in due maxi-perizie, una ambientale e una epidemiologica, attraverso le emissioni generavano nella popolazione “<em>eventi di malattie e morte</em>”. Intanto, gli abitanti di Taranto e quelli del famigerato quartiere Tamburi, apprendono la parola “<strong><em>wind days</em></strong>”: quelli in cui, in assenza di precipitazione e con il vento che soffia da Nord e Ovest, nubi nere si addensano così minacciose da impedire di respirare, le finestre vanno tenute chiuse, i bambini smettono di giocare in strada.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/2/21/%E2%80%9CI_Perdoni%E2%80%9D_di_Taranto.jpg/2500px-%E2%80%9CI_Perdoni%E2%80%9D_di_Taranto.jpg" alt=""/></figure>



<h2 class="wp-block-heading">La Taranto che resiste</h2>



<p>Ma dai diamanti non nasce niente, diceva De Andrè. E il dipinto va osservato tutto. <strong>C’è una Taranto che resiste</strong>: nelle reti dei pescatori che animano ancora oggi quell’olio su tela che è <strong>via Garibaldi</strong>; negli studenti universitari che pian piano scelgono di studiare qui: camminano coi libri sottobraccio e siedono al sole con i loro panini nella pausa pranzo; nei giovani musicisti del <strong>Conservatorio Paisiello </strong>le cui note ingentiliscono ancora i vicoli dell&#8217;isola antica; nei tanti piccoli imprenditori che hanno dato una svolta alla loro vita anche con piccole attività: b&amp;b, ristorantini, bottegucce; nei riti ancestrali della Settimana Santa che si tramandano da secoli; negli irriducibili che si danno ancora alla politica cittadina nonostante le batoste; nei <strong>delfini </strong>e nelle balenottere che vengono a salutare la città dal mare; nella forza di centinaia di giovani e meno giovani che sono rimasti o che hanno scelto di tornare: li chiamano pazzi ma sono medici, insegnanti, operatori culturali, artigiani, scienziati che avrebbero potuto diventare strapagate stelle del firmamento di altri cieli ma che hanno scelto di fare di questo groviglio di mare e di ferro una scommessa e una missione. Un incastro tipicamente da Sud Italia, da “Nuovo Cinema Paradiso”: sospesa tra il “<em>non farsi fottere dalla nostalgia</em>” e l’amore per le origini di chi ha avuto così tante ali da poter scegliere di curare le radici.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/l-italia-delle-citta/taranto-la-bella-addormentata-ditalia-sospesa-tra-ferro-e-acqua.html">Taranto, la Bella addormentata d&#8217;Italia,  sospesa tra ferro e acqua</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Dopo l&#8217;acciaio ecco l&#8217;alluminio: Trump alla guerra dei dazi per rilanciare l&#8217;industria Usa</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/dopo-lacciaio-ecco-lalluminio-trump-alla-guerra-dei-dazi-per-rilanciare-lindustria-usa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Mar 2025 13:18:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Acciaio]]></category>
		<category><![CDATA[Dazi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=460382</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="609" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/1200px-Bogoslovsky_aluminum_plant.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/1200px-Bogoslovsky_aluminum_plant.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/1200px-Bogoslovsky_aluminum_plant-600x305.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/1200px-Bogoslovsky_aluminum_plant-300x152.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/1200px-Bogoslovsky_aluminum_plant-1024x520.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/1200px-Bogoslovsky_aluminum_plant-768x390.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Dopo l'acciaio Trump va alla guerra dell'alluminio per rilanciare la produzione coi dazi. Ecco cosa può succedere.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/dopo-lacciaio-ecco-lalluminio-trump-alla-guerra-dei-dazi-per-rilanciare-lindustria-usa.html">Dopo l&#8217;acciaio ecco l&#8217;alluminio: Trump alla guerra dei dazi per rilanciare l&#8217;industria Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1200" height="609" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/1200px-Bogoslovsky_aluminum_plant.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/1200px-Bogoslovsky_aluminum_plant.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/1200px-Bogoslovsky_aluminum_plant-600x305.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/1200px-Bogoslovsky_aluminum_plant-300x152.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/1200px-Bogoslovsky_aluminum_plant-1024x520.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/1200px-Bogoslovsky_aluminum_plant-768x390.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Stop a tutte le preferenze nazionali e alle esenzioni, affondo totale sulle <strong>importazioni da Paesi terzi,</strong> richiamo alla <strong>sicurezza nazionale</strong> come giustificazione per le nuove tariffe: domani partono i <strong>corposi dazi su acciaio e alluminio</strong> decisi un mese fa dal presidente <strong>statunitense Donald Trump</strong> al fine di difendere l&#8217;industria interna americana, pressare alleati e rivali sul fronte del deficit commerciale accumulato dagli Usa e invitare le <strong>imprese del resto del mondo</strong> a preferire l&#8217;investimento nel continente americano rispetto al rischio di affrontare l&#8217;assalto tariffario a stelle e strisce.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La sicurezza nazionale, l&#8217;acciaio e l&#8217;alluminio</h2>



<p>La Sezione 232 del Trade Expansion Act, usata da Trump per giustificare i dazi, è stata invocata in nome della sicurezza nazionale. Sul fronte <a href="https://it.insideover.com/economia/la-sfida-dei-dazi-usa-per-lacciaio-europeo.html">dell&#8217;<strong>acciaio, abbiamo raccontato del dossier Nippon Steel-Us Steel</strong></a>, del <strong>tracollo della produzione siderurgica americana</strong> e della necessità che gli Stati Uniti sentono di difendere la <a href="https://it.insideover.com/economia/biden-alza-il-muro-sullacciaio-fermata-la-scalata-americana-di-nippon-steel.html">disponibilità dell&#8217;importante materiale per aziende quali quella della Difesa.</a> Su quello dell&#8217;alluminio, strategico in diversi settori critici, <strong>la pressoché totale dominanza cinese nel mercato</strong> ha mandato in allarme Trump e il suo segretario al Commercio, Howard Lutnick. La Cina produce oggi il 60% dell&#8217;<strong>alluminio globale, 43 milioni di tonnellate su 72 realizzate</strong> nel 2024 e la sua produzione supera di <strong>64 volte quella americana,</strong> che non andava oltre le 670mila tonnellate e si è ridotta a un quinto del valore di <strong>trent&#8217;anni fa, quando con circa 3,5 milioni di tonnellate</strong> Washington riusciva a doppiare Pechino.</p>



<p>L&#8217;ultima scossa al rialzo per la produzione americana di alluminio si è avuta sulla scia dei primi <strong>dazi di Trump, nel 2018, portati al 10% su tutte le importazioni</strong> e che ha spinto sopra il milione di tonnellate annue, con un aumento del 33%, l&#8217;output statunitense, prima che l&#8217;aumento dei prezzi dell&#8217;energia portasse a un nuovo calo. <a href="https://www.ft.com/content/a9d62ca0-9673-4e02-b37f-bac1dc1e310d"><strong>Il Financial Times cita l&#8217;esempio dell&#8217;acciaieria della Mag7 a New Madrid, Missouri,</strong> </a>tornata in funzione dopo un lungo stop proprio con i dazi di Trump e chiusa nuovamente nel 2024.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il nodo energia</h2>



<p>&#8220;Per l&#8217;industria dell&#8217;alluminio, tutto si riduce all&#8217;elettricità&#8221;, ha affermato al Ft Annie Sartor di Industrious Labs, organizzazione che studia le politiche di decarbonizzazione dell&#8217;industria ad alto impatto, aggiungendo che per l&#8217;industria la vera domanda sarà se &#8220;i dazi saranno lo strumento che affronterà la sfida fondamentale dell&#8217;industria primaria dell&#8217;alluminio, ovvero l&#8217;accesso all&#8217;elettricità a prezzi sostenibili&#8221;. </p>



<p><strong>Un quesito a cui la risposta non è scontata</strong>. Da inizio anno, intanto, <a href="https://tradingeconomics.com/commodity/aluminum">il prezzo dell&#8217;alluminio è aumentato del 20%</a> e Paesi come il <a href="https://it.insideover.com/politica/con-i-suoi-dazi-trump-ha-fatto-nascere-una-forza-nuova-il-nazionalismo-canadese.html">Canada, colpiti dai dazi Usa, intendono reagire alle tariffe americani in campi come l&#8217;energia</a>, con il <strong>premier dell&#8217;Ontario </strong><a href="https://edition.cnn.com/2025/03/10/business/canada-electricity-us-tariffs-doug-ford/index.html"><strong>Doug Ford</strong> che ha minacciato addirittura il taglio dell&#8217;elettricità al vicino.</a> Come ha scritto <strong>Gianmaria Vianova su queste colonne, Trump sembra preferire la </strong><a href="https://it.insideover.com/economia/trump-ammette-il-rischio-recessione-wall-street-sente-lodore-del-sangue-e-va-in-rosso.html"><strong>correzione delle distorsioni commerciali</strong> a ogni calcolo sui possibili rischi recessivi delle sue manovre</a>. Quanto questo possa prefigurare una primavera industriale per gli States o un boom della produzione interna delle materie prime, però, è tutto da dimostrare.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/dopo-lacciaio-ecco-lalluminio-trump-alla-guerra-dei-dazi-per-rilanciare-lindustria-usa.html">Dopo l&#8217;acciaio ecco l&#8217;alluminio: Trump alla guerra dei dazi per rilanciare l&#8217;industria Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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