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	<title>Abusi sessuali Archives - InsideOver</title>
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	<title>Abusi sessuali Archives - InsideOver</title>
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		<title>Starmer cede: perché ora il Regno Unito vuole davvero indagare sulle grooming gang</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Calvi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Jun 2025 17:09:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[Abusi sessuali]]></category>
		<category><![CDATA[Abusi sulle donne]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1100" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250523134007575_019836fa69129a513b7a0f742355d2af-e1748001204859.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Tre ucraini arrestati per gli strani attentati contro Starmer" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250523134007575_019836fa69129a513b7a0f742355d2af-e1748001204859.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250523134007575_019836fa69129a513b7a0f742355d2af-e1748001204859-600x344.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250523134007575_019836fa69129a513b7a0f742355d2af-e1748001204859-300x172.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250523134007575_019836fa69129a513b7a0f742355d2af-e1748001204859-1024x587.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250523134007575_019836fa69129a513b7a0f742355d2af-e1748001204859-768x440.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250523134007575_019836fa69129a513b7a0f742355d2af-e1748001204859-1536x880.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dopo anni di silenzi e minimizzazioni, la Gran Bretagna si trova costretta a leccarsi una delle sue ferite più profonde: lo sfruttamento sistematico di minori da parte delle cosiddette “gang di adescamento” (grooming gangs in inglese) formate perlopiù da uomini di origine pakistana. La recente pubblicazione del rapporto Casey ha squarciato il velo dell’ipocrisia su &#8230; <a href="https://it.insideover.com/criminalita/starmer-cede-perche-ora-il-regno-unito-vuole-davvero-indagare-sulle-grooming-gang.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/criminalita/starmer-cede-perche-ora-il-regno-unito-vuole-davvero-indagare-sulle-grooming-gang.html">Starmer cede: perché ora il Regno Unito vuole davvero indagare sulle grooming gang</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1100" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250523134007575_019836fa69129a513b7a0f742355d2af-e1748001204859.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Tre ucraini arrestati per gli strani attentati contro Starmer" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250523134007575_019836fa69129a513b7a0f742355d2af-e1748001204859.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250523134007575_019836fa69129a513b7a0f742355d2af-e1748001204859-600x344.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250523134007575_019836fa69129a513b7a0f742355d2af-e1748001204859-300x172.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250523134007575_019836fa69129a513b7a0f742355d2af-e1748001204859-1024x587.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250523134007575_019836fa69129a513b7a0f742355d2af-e1748001204859-768x440.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250523134007575_019836fa69129a513b7a0f742355d2af-e1748001204859-1536x880.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dopo anni di silenzi e minimizzazioni, la Gran Bretagna si trova costretta a leccarsi una delle sue ferite più profonde: lo <strong>sfruttamento sistematico di minori da parte delle cosiddette “gang di adescamento” (<em>grooming gangs </em>in inglese) formate perlopiù da uomini di origine pakistana</strong>. La recente pubblicazione del <a href="https://www.gov.uk/government/speeches/baroness-caseys-audit-of-group-based-child-sexual-exploitation-and-abuse">rapporto Casey </a>ha squarciato il velo dell’ipocrisia su un dramma durato troppo a lungo, tanto che il Governo di <strong>Keir Starmer </strong>non ha esitato ad annunciare l’avvio di un’indagine pubblica per consegnare i colpevoli alla giustizia. <a href="https://it.insideover.com/criminalita/uk-la-vera-storia-dei-violentatori-pakistani-che-il-governo-non-ha-voluto-indagare.html">In passato su queste colonne </a>vi avevamo raccontato dell’oliato meccanismo tramite il quale centinaia di ragazzine sono state prese per la gola con l’offerta di un passaggio fuori da scuola o il regalo di un vestito alla moda da orchi che le hanno poi rese <strong>schiave del sesso</strong>. L’opinione pubblica e le opposizioni, però, puntano il dito contro i laburisti in quanto accusati di aver sempre sminuito il fenomeno criminoso, vista l’origine straniera degli aguzzini.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il rapporto Casey: lo Stato e le vittime&nbsp;</h2>



<p>A gennaio 2025, la baronessa <strong>Louise Casey</strong> era stata incaricata di redigere un rapporto che facesse luce sulla vicenda delle gang di adescamento che dagli anni Novanta infestano i comuni nel Nord dell’Inghilterra. Oggi, Casey ha lanciato un grido d’allarme parlando di una <strong>cultura intrisa di “cecità, </strong><strong>ignoranza e pregiudizio&#8221;</strong> che ha contribuito alla spirale di violenze e al fallimento di ogni iniziativa potenzialmente in grado di proteggere giovani vite da quel mondo di orrori. La baronessa ha dichiarato di aver riscontrato, nei dati raccolti a livello locale in aree come Greater Manchester, West Yorkshire e South Yorkshire, una presenza significativamente elevata di sospetti di origine pakistana. Proprio sulla questione dell’etnia ha specificato: “Abbiamo scoperto che l&#8217;etnia dei responsabili viene tenuta nascosta e non viene ancora registrata per due terzi di loro, quindi non siamo in grado di fornire alcuna valutazione accurata sulla base dei dati raccolti a livello nazionale”. Il timore di condurre indagini riguardanti cittadini stranieri, secondo alcuni, comporterebbe il proliferare delle accuse di razzismo nella cui infamia nessuno degli inquirenti vorrebbe incappare.&nbsp;</p>



<p>Casey per sollecitare le autorità ad assumere un atteggiamento più risoluto ha elaborato una <strong>dozzina di raccomandazioni </strong>che prevedono l’introduzione dell’obbligo di registrare l’etnia e la nazionalità degli indagati nei casi di abusi su minori; un inasprimento della legge affinché qualsiasi rapporto sessuale con minori di 16 anni sia perseguito automaticamente come stupro; lo sviluppo di ricerche approfondite sulle cause dello sfruttamento, compresi i fattori culturali e l’influenza dei social media.&nbsp;</p>



<p>Dinanzi a uno spaccato di realtà così agghiacciante, l’autrice del rapporto ha aggiunto che che l<strong>e istituzioni pubbliche dovrebbero essere chiamate a rispondere per eventuali responsabilità</strong> nell&#8217;aver permesso che questi abusi venissero ignorati e restassero impuniti, al fine di saldare il debito che la società britannica ha nei confronti delle vittime.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">La svolta (tardiva) di Starmer e le critiche delle opposizioni</h2>



<p>Il clamore dell’investigazione condotta dalla Casey non ha lasciato indifferenti i laburisti che fino a qualche tempo fa hanno sempre visto malamente un’indagine nazionale, preferendo che ad occuparsene fossero i consigli locali. A segnare il cambio di rotta ci ha pensato il premier Starmer che dal <a href="https://it.insideover.com/politica/g7-dietro-le-scintille-macron-trump-un-occidente-senza-strategia-dalliran-allucraina.html">G7 in Canada</a> ha dichiarato: “Ho letto ogni parola del rapporto di Casey, che rispetto profondamente, e accetto la sua raccomandazione. È la cosa giusta da fare”. A fargli eco sono state le parole della ministra dell’Interno Yvette Cooper, la quale ha annunciato che tutte le raccomandazioni del rapporto saranno accolte e si darà luogo a&nbsp; un’<strong>investigazione imperniata sulle mancanze delle istituzioni</strong>.&nbsp;</p>



<p>Nonostante i proclami, i conservatori di Kemi Badenoch e i sovranisti di Nigel Farage hanno accusato Downing Street di essersi mosso solo sotto pressione dell’opinione pubblica e in più ci si domanda come l’esecutivo possa reperire un ingente ammontare di risorse per far fronte agli oltre 1000 casi da esaminare.&nbsp;</p>



<p>L’inchiesta potrebbe portare un po’ di luce in fondo al tunnel degli orrori, con una risposta istituzionale forte e delle responsabilità da assumersi. Tuttavia, non si può ignorare che questa tragedia è figlia di decenni di complicità passiva, alimentata da un politicamente corretto strisciante che ha paralizzato le istituzioni nonostante i gravi crimini. L&#8217;incapacità di nominare il problema per ciò che era – un abuso sistemico – ha permesso che migliaia di giovani donne venissero sacrificate sull’altare della convenienza politica. Ora che le uova nel paniere della verità si sono rotte, la Gran Bretagna ha l’occasione di ricostruire la fiducia delle sue comunità, ma le ferite aperte da questa storia orribile ci metteranno del tempo a cicatrizzarsi.</p>



<p><em>InsideOver dà voce a ogni storia per per fare arrivare tutte le voci a chi non ama l’indifferenza. Non restare indifferente, abbonati!</em></p>
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		<title>UK, la vera storia dei violentatori pakistani che il Governo non ha voluto indagare</title>
		<link>https://it.insideover.com/criminalita/uk-la-vera-storia-dei-violentatori-pakistani-che-il-governo-non-ha-voluto-indagare.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Calvi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jan 2025 13:13:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Abusi sessuali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1036" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250120212116790_6bf2d3ecda930fab9f2f0cefb0dcb2fe.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250120212116790_6bf2d3ecda930fab9f2f0cefb0dcb2fe.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250120212116790_6bf2d3ecda930fab9f2f0cefb0dcb2fe-600x324.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250120212116790_6bf2d3ecda930fab9f2f0cefb0dcb2fe-300x162.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250120212116790_6bf2d3ecda930fab9f2f0cefb0dcb2fe-1024x553.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250120212116790_6bf2d3ecda930fab9f2f0cefb0dcb2fe-768x414.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250120212116790_6bf2d3ecda930fab9f2f0cefb0dcb2fe-1536x829.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Lo scandalo è esploso in questi giorni, ma dietro le polemiche c'è uno schema ben congeniato di orrori e violenze a danno di tante ragazze.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1036" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250120212116790_6bf2d3ecda930fab9f2f0cefb0dcb2fe.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250120212116790_6bf2d3ecda930fab9f2f0cefb0dcb2fe.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250120212116790_6bf2d3ecda930fab9f2f0cefb0dcb2fe-600x324.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250120212116790_6bf2d3ecda930fab9f2f0cefb0dcb2fe-300x162.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250120212116790_6bf2d3ecda930fab9f2f0cefb0dcb2fe-1024x553.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250120212116790_6bf2d3ecda930fab9f2f0cefb0dcb2fe-768x414.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250120212116790_6bf2d3ecda930fab9f2f0cefb0dcb2fe-1536x829.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Tutto è iniziato con le auto sportive, i vestiti firmati e i telefoni di ultima generazione, poi sono arrivati l’alcol e la droga e infine gli abusi che hanno traumatizzato generazioni di bambine e adolescenti per decenni. È il film dell’orrore che tutto <a href="https://it.insideover.com/societa/odio-social-e-arresti-nel-regno-unito-il-sottile-confine-tra-sicurezza-e-liberta.html">il <strong>Regno Unito</strong></a> sta guardando in questi giorni e che vede come protagoniste ragazzine di giovane età cadute nella piaga dello <strong>sfruttamento sessuale</strong> ad opera delle cosiddette <strong><em>grooming gangs</em></strong> (bande di adescamento), composte per lo più da predatori di origini pakistane. La vicenda è salita alla ribalta dopo che Jess Phillips, sottosegretario per la “salvaguardia e la violenza contro donne e ragazze”, ha rifiutato la richiesta avanzata dal consiglio cittadino di Oldham &#8211; nei pressi di Manchester &#8211; di condurre un’indagine a livello governativo sullo sfruttamento della prostituzione minorile nel territorio. Il diniego del Governo di Sua Maestà ha suscitato le ire di <strong>Elon Musk</strong> che tramite X ha attaccato frontalmente l’esecutivo accusandolo di nascondere la testa sotto la sabbia per non ammettere che la maggioranza degli adescatori e dei violentatori sia di origini asiatica. </p>



<p>Non è la prima volta che questo scandalo irrompe nel dibattito pubblico poiché <strong>le radici risalgano agli anni Novanta</strong> e nel corso degli anni Duemila qualcuno ha più volte tentato di fare luce sul fenomeno, non riuscendo però a catalizzare l’attenzione delle autorità competenti che, al contrario, sono state promotrici di un silenzio assordante.</p>



<p>Tutto ha avuto inizio nella piccola città di Rotherham di poco più di 100 mila abitanti e collocata nel Nord dell’Inghilterra. Qui i predatori transitavano <strong>davanti alle scuole negli orari di uscita degli studenti con le loro macchine o con dei taxi </strong>se avevano la licenza per guidarli. Per guadagnarsi la fiducia delle ragazzine, gli aguzzini offrivano loro un passaggio fino a casa o a una qualsiasi altra meta che desideravano raggiungere; nei giorni a seguire gli uomini si ripresentavano ma questa volta con dei doni per le future vittime in modo che quest’ultime avessero l&#8217;illusione di essere corteggiate. Le menti delle <em>grooming gang</em> si sono avvalse di ragazzi giovani e di bell’aspetto per plagiare più facilmente le vittime prescelte e far credere loro di vivere una storia romantica proprio mentre si affacciavano all’adolescenza e, dunque, di godere di ammirazione da parte delle coetanee per la frequentazione con uomini più maturi. Ovviamente, purtroppo, lo scopo era un altro: una volta instaurato il rapporto di fiducia, le ragazzine venivano introdotte a soggetti che non avevano mai visto prima e <strong>costrette ad avere con loro rapporti intimi.</strong> Le vittime erano destinate a soddisfare i bisogni di più carnefici, non a caso erano trasportate come pacchi postali da una parte all’altra di Rotherham e anche in altri paesi limitrofi, dando forma a una vera e propria rete di schiave del sesso costrette a conoscere diverse brutture. <strong>La somministrazione di alcol e droghe</strong> era l’elemento finale per stordire le vittime, renderle incapaci di ribellarsi e allo stesso dipendenti da quella condizione di sopruso, dato che gli stupefacenti fungevano da premio di consolazione se “si comportavano bene”.&nbsp;</p>



<p>Nel 2014, la professoressa <strong>Alexis Jay</strong> &#8211; incaricata di condurre un’indagine sugli abusi sessuali &#8211; ha pubblicato il rapporto <em>Indipendent Inquiry into Child Sexual Exploitation in Rotherham</em> mediante cui si è affermato che dalla fine degli anni Novanta fino agli anni Dieci di questo millennio, circa <strong>1.400 bambine e adolescenti sono state abusate</strong> a Rotherham, <strong>quasi tutte da esponenti della comunità pakistana, sebbene questa sia il 5% della comunità cittadina.</strong> Nel rapporto della professoressa Jay si può leggere che la maggior parte delle vittime prescelte erano già state attenzionate dai servizi sociali perché provenienti da contesti familiari disfunzionali e affette da problemi di salute mentale, dunque un target ideale per chi era alla ricerca di prede facili da manipolare.</p>



<p>Inoltre, nel documento si legge di <strong>vere e proprie torture psicologiche e di ricatti diabolici perpetrati dagli esponenti delle <em>grooming gangs</em> </strong>per intimidire le ragazze ed evitare che confidassero a qualcuno quanto subito; ecco che allora le vittime venivano cosparse di benzina e minacciate di essere bruciate vive o costrette ad assistere a degli stupri di gruppo facendo loro credere di essere le prossime se avessero parlato.&nbsp;</p>



<p>Nel corso degli anni, il fenomeno si è allargato anche ad altre città come Rochdale, Huddersfield, Telford, Oxford e altre, dove ad andare in scena è sempre stato lo stesso schema di Rotherham, con le stesso archetipo di vittime e gli stessi carnefici. Già in passato, una rappresentante di un’associazione locale per la protezione dei minori aveva denunciato alle forze di polizia circa una cinquantina di casi di bambine abusate, ma <strong>le autorità non vollero saperne niente avanzando anche delle accuse di razzismo</strong> nei confronti della fonte.&nbsp;</p>



<p>Oggi che lo scandalo è esploso in tutto il suo orrore con conseguenti polemiche che hanno travolto il palcoscenico della politica &#8211; il premier <strong>Keir Starmer</strong> è stato accusato dai suoi detrattori di avere ignorato o peggio insabbiato le prove incriminanti per gli adescatori sud-asiatici quando era direttore delle <em>Public Prosecutions</em> -, l’auspicio è che si possa fare piena luce su una questione che ha distrutto molte vite  e che ha aperto una ferita nella società non facilmente rimarginabile. Per fare ciò non ci può essere ideologia politica che tenga.   </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/criminalita/uk-la-vera-storia-dei-violentatori-pakistani-che-il-governo-non-ha-voluto-indagare.html">UK, la vera storia dei violentatori pakistani che il Governo non ha voluto indagare</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Chiesa polacca, ora lo scandalo pedofilia rischia di travolgere tutto</title>
		<link>https://it.insideover.com/religioni/chiesa-polacca-ora-lo-scandalo-pedofilia-rischia-di-travolgere-tutto.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Boezi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Jul 2021 06:03:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Religioni]]></category>
		<category><![CDATA[Abusi sessuali]]></category>
		<category><![CDATA[Pedofilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1228" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Chiesa-in-Polonia-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Chiesa-in-Polonia-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Chiesa-in-Polonia-300x192.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Chiesa-in-Polonia-1024x655.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Chiesa-in-Polonia-768x491.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Chiesa-in-Polonia-1536x982.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Chiesa-in-Polonia-2048x1310.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Chiesa polacca, se possibile soprattutto durante il regno di papa Francesco, si è contraddistinta per rappresentare una sorta di baluardo del tradizionalismo. Un elemento caratterizzante &#8211; questo dell&#8217;ortodossia dottrinale -, che qualche commentatore ha scambiato per un segno oppositivo al pontificato del primo pontefice gesuita della storia. Quasi come se in Polonia non tutti &#8230; <a href="https://it.insideover.com/religioni/chiesa-polacca-ora-lo-scandalo-pedofilia-rischia-di-travolgere-tutto.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1228" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Chiesa-in-Polonia-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Chiesa-in-Polonia-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Chiesa-in-Polonia-300x192.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Chiesa-in-Polonia-1024x655.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Chiesa-in-Polonia-768x491.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Chiesa-in-Polonia-1536x982.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Chiesa-in-Polonia-2048x1310.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La <strong>Chiesa polacca</strong>, se possibile soprattutto durante il regno di papa Francesco, si è contraddistinta per rappresentare una sorta di baluardo del tradizionalismo. Un elemento caratterizzante &#8211; questo dell&#8217;ortodossia dottrinale -, che qualche commentatore ha scambiato per un segno oppositivo al pontificato del primo pontefice gesuita della storia. Quasi come se in Polonia non tutti i cattolici avessero abbandonato il binomio Wojtyla-Ratzinger.</p>
<p>Emblema di questa contesto, che è anche socio-culturale, <a href="https://www.ilgiornale.it/news/mondo/rosario-ai-confini-lattacco-primate-polacco-sospender-1454221.html">è stato forse il &#8220;rosario ai confini&#8221;</a>, una manifestazione che ha mischiato messaggio religioso ed istanze politiche, trovando peraltro la contrarietà di buona parte dell&#8217;episcopato nazionale. Questo, in estrema sintesi, era quello di cui si ragionava di questi tempi, quando la Polonia veniva citata dalle cronache religiose. Da qualche settimana a questa parte, però, <strong>uno scandalo</strong> rischia di travolgere tutto, compreso il giudizio su un pezzo di storia che polacchi e non hanno considerato decisivo per il cattolicesimo contemporaneo.</p>
<p>La Santa Sede ha inviato come visitatore apostolico il cardinale <strong>Angelo Bagnasco</strong>. Lo scopo della missione, come avviene di consueto in casi come questo, era quello d&#8217;indagare sulle accuse relative al cardinal Stanislao Dzwisz, ex arcivescovo di Cracovia e, soprattutto, segretario particolare di San Giovanni Paolo II. Non una figura periferica della storia recente della Santa Sede, quindi, ma un consacrato centrale per l&#8217;intera durata del regno del pontefice che ha contribuito alla definitiva sconfitta del comunismo. Dzwisz è stato tirato in ballo (ha fatto molto discutere un documentario televisivo) per presunti insabbiamenti relativi ad abusi. Il cardinale polacco si è sempre detto innocente, e questo va rimarcato. L&#8217;ex arcivescovo di Genova, come peraltro raccontato dall&#8217;<em>Adnkronos</em>, ha il compito di stilare un documento ufficiale su quanto scoperto, dopo una visita densa di verifiche.</p>
<p>Più di qualche commentatore vicino alla cosiddetta &#8220;destra ecclesiastica&#8221; ritiene che dietro alle accuse a Dzwisz esista un disegno volto a screditare, per vie indirette, il pontificato di <strong>San Giovanni Paolo II</strong>, che è il pontefice delle radici, dell&#8217;identità e della memoria patriottica: tutti concetti che soddisfano poco le esigenze della sinistra della Chiesa cattolica, cioè dei progressisti. Si tratta di una lettura politicizzata, che tuttavia circola in certi ambienti. Al contrario, c&#8217;è chi pensa che, durante il pontificato del pontefice polacco, le gerarchie alto-ecclesiastiche, in specie durante le ultime fasi delle malattia di Karol Wojtyla, abbiano fatto il bello ed il cattivo tempo, pure in materia d&#8217;insabbiamenti relativi agli abusi. Anche questo tipo di lettura può presentare più di qualche semplificazione.</p>
<p>I fatti ad oggi narrano che Dzwisz deve rispondere di accuse per cui il <strong>Vaticano</strong> sta indagando, com&#8217;è prassi. La vicenda richiama l&#8217;attenzione delle cronache internazionali anche per via del ruolo ricoperto dall&#8217;accusato: Dzwisz è una figura simbolo della gestione vaticana degli anni che hanno preceduto l&#8217;elezione di Benedetto XVI, che ha messo in campo una serie di riforme restrittive in materia di abusi e coperture. Poi Francesco, che ha continuato l&#8217;azione del predecessore, inasprendo in talune circostanze la legislazione esistente ed introducendo novità in materia di lotta alla pedofilia ed agli insabbiamenti.</p>
<p>Possibile e anzi probabile che, dopo la relazione del cardinal Angelo Bagnasco, più di qualcosa emerga al livello pubblico. A quel punto, la ricostruzione dei fatti e delle accuse diventerà quantomeno più chiara. Per l&#8217;Ecclesia non è un buon periodo in relazione agli scandali legati alle accuse di abusi compiuti da ecclesiastici. La Chiesa cattolica sta già affrontando l&#8217;annoso caso dell&#8217;<strong>Arcidiocesi di Colonia</strong>, in un quadro &#8211; quello tedesco &#8211; peraltro segnato anche dal dibattito attorno al futuro dottrinale ed organizzativo promosso dal Sinodo biennale. Ma l&#8217;episcopato polacco, che già non poteva contare su un particolare peso in termini di forza politica durante questo regno, rischia di subire un duro colpo, oltre che una crisi di credibilità. Si dice che Jorge Mario Bergoglio possa procedere a breve con un repulisti.</p>
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		<title>Cile, proteste contro il governo e chiese assaltate</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/cile-proteste-contro-il-governo-e-chiese-assaltate.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuel Pietrobon]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Oct 2020 16:27:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Abusi sessuali]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa cattolica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Cile-proteste-a-Santiago-e-assalto-alla-chiesa-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Cile, proteste a Santiago e assalto alla chiesa (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Cile-proteste-a-Santiago-e-assalto-alla-chiesa-La-Presse.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Cile-proteste-a-Santiago-e-assalto-alla-chiesa-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Cile-proteste-a-Santiago-e-assalto-alla-chiesa-La-Presse-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Cile-proteste-a-Santiago-e-assalto-alla-chiesa-La-Presse-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Il 18 ottobre ha avuto luogo una manifestazione popolare ampiamente partecipata per le strade di Santiago del Cile. L&#8217;obiettivo dei dimostranti era la celebrazione del primo anniversario del movimento di protesta antigovernativo che dall&#8217;anno scorso sta combattendo contro la corruzione, la mala-politica e i rimasugli dell&#8217;ordine pinochetiano nel sistema istituzionale. Ad un certo punto della &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/cile-proteste-contro-il-governo-e-chiese-assaltate.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Cile-proteste-a-Santiago-e-assalto-alla-chiesa-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Cile, proteste a Santiago e assalto alla chiesa (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Cile-proteste-a-Santiago-e-assalto-alla-chiesa-La-Presse.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Cile-proteste-a-Santiago-e-assalto-alla-chiesa-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Cile-proteste-a-Santiago-e-assalto-alla-chiesa-La-Presse-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Cile-proteste-a-Santiago-e-assalto-alla-chiesa-La-Presse-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Il 18 ottobre ha avuto luogo una manifestazione popolare ampiamente partecipata per le strade di Santiago del Cile. L&#8217;obiettivo dei dimostranti era la celebrazione del primo anniversario del movimento di protesta antigovernativo <a href="https://it.insideover.com/economia/le-cause-delle-proteste-popolari-in-cile.html">che dall&#8217;anno scorso</a> sta combattendo contro la corruzione, la mala-politica e i rimasugli dell&#8217;ordine pinochetiano nel sistema istituzionale.</p>
<p>Ad un certo punto della giornata, dopo ore di marcia sostanzialmente pacifica e priva di tensioni, la violenza e il caos hanno prevalso sulla bonarietà e sull&#8217;ordine quando centinaia di facinorosi hanno dato inizio ad una guerra urbana contro le forze dell&#8217;ordine e ad una serie di attacchi contro le chiese cattoliche del centro storico, riuscendo nell&#8217;obiettivo di distruggerne una per mezzo di un rogo.</p>
<h2>Una giornata di proteste</h2>
<p>La<a href="https://www.americamagazine.org/politics-society/2020/10/19/demonstrators-burn-two-catholic-churches-chile-anniversary-protests"> parata del 18 ottobre</a> non aveva obiettivi religiosi ma politici: in primis la celebrazione del primo anniversario dell&#8217;inizio delle proteste che da un anno hanno trasportato il Cile in una condizione di instabilità semi-cronica, in secundis una <strong>mobilitazione</strong> a favore del plebiscito nazionale sul futuro della costituzione cilena. Il 25 di questo mese, infatti, i cittadini cileni saranno chiamati ad una decisione sul testo fondamentale della repubblica: mantenerlo inalterato, pur trattandosi di un prodotto dell&#8217;era Pinochet, o modificarlo, completando definitivamente il processo di democratizzazione e di superamento del passato.</p>
<p>I moventi legittimi della protesta sono stati oscurati ad un certo punto della giornata, quando centinaia di black bloc <a href="https://www.aljazeera.com/gallery/2020/10/19/in-pictures-chile-protests/">hanno assunto il controllo delle strade</a> e dato vita a degli scontri pesanti con le forze dell&#8217;ordine e proceduto a devastare gli arredi urbani, le auto parcheggiate, gli esercizi commerciali e, infine, ad <strong>assaltare le chiese cattoliche</strong> toccate dalla marcia. Le violenze sono state particolarmente gravi contro due luoghi di culto: la chiesa di Nostra Signora dell&#8217;Assunzione e la chiesa di San Francesco Borgia.</p>
<p>All&#8217;interno della prima è stato appiccato un rogo la cui violenza è stata tale da provocare il collasso parziale della struttura e la caduta della guglia. La seconda è stata vandalizzata, subendo la distruzione degli arredi, la <strong>profanazione</strong> dei simboli religiosi ivi contenuti, come le croci e la raffigurazioni dei santi, e altre azioni di danneggiamento. In ambedue i casi le azioni sono state fotografate e filmate dagli stessi assalitori, le cui immagini e i cui video di giubilo sono diventati virali nell&#8217;arco di pochi minuti.</p>
<p>È altamente probabile che gli obiettivi siano stati selezionati in accordo ad un disegno preciso: la chiesa di Nostra Signora dell&#8217;Assunzione era una delle più importanti della capitale, anche detta la &#8220;chiesa degli artisti&#8221; per via degli affreschi ivi contenuti, mentre quella di San Francesco Borgia è la sede delle cerimonie istituzionali dei <em>Carabineros</em>, la forza di polizia e gendarmeria nazionale. Alla luce di queste considerazioni il rogo è interpretabile come <strong>un messaggio al clero</strong>, divenuto oggetto d&#8217;odio generalizzato per via del ruolo giocato durante l&#8217;epoca Pinochet e per i recenti scandali sessuali, mentre l&#8217;attacco contro la casa spirituale dei Carabineros ha un chiaro valore anti-istituzionale.</p>
<h2>Le origini del malcontento</h2>
<p>Le proteste antigovernative che da un anno stanno avvolgendo il Cile hanno condotto ad un<a href="https://www.catholicnewsagency.com/news/in-chile-archbishop-condemns-arson-attacks-that-destroyed-catholic-churches-43756"> aumento significativo</a> delle violenze anticristiane, sotto forma di chiese vandalizzate e date alle fiamme e clero esposto in maniera crescente <a href="https://www.aciprensa.com/noticias/suspenden-fiesta-de-san-vicente-de-paul-por-ataque-a-sacerdote-57528">ad aggressioni fisiche</a>. La chiesa di San Francesco Borgia, ad esempio, era entrata nel mirino dei dimostranti già a inizio anno: a gennaio, nel corso di una manifestazione, un gruppo di persone aveva fatto irruzione nel luogo di culto e appiccato un incendio. Anche la chiesa di Nostra Signora dell&#8217;Assunzione<a href="https://premierchristian.news/en/news/article/don-t-slip-into-the-cycle-of-hatred-priest-warns-parishioners-against-revenge-after-church-vandalised"> era stata già attaccata</a> a novembre dell&#8217;anno scorso, subendo il furto di statue raffiguranti il Cristo e la Madonna, successivamente distrutte in piazza, e degli arredi, come i banchi, utilizzati per erigere barricate contro la polizia.</p>
<p>Non si può comprendere l&#8217;ondata di cristianofobia senza un quadro completo del contesto socio-politico cileno. Il malcontento verso la gerarchia ecclesiastica, e il cattolicesimo in generale, non nasce negli anni recenti ma si origina durante la dittatura militare di Augusto Pinochet. È noto, infatti, che alcuni esponenti della chiesa cattolica abbiano supportato l&#8217;esperienza dittatoriale in chiave anticomunista; meno noti sono, invece, il ruolo giocato dal Vaticano nel processo di democratizzazione e l&#8217;attivismo di personaggi come Raul Silva Henriquez, arcivescovo di Santiago e fondatore del Comitato di Cooperazione per la Pace in Cile e del Vicariato della Solidarietà, le due principali organizzazioni per la giustizia sociale dell&#8217;epoca.</p>
<h2>Lo scandalo degli abusi</h2>
<p>Il prevalere di una lettura anticlericale sui fatti che hanno circondato il paragrafo più cupo della storia cilena ha determinato la nascita dell&#8217;associazione antistorica <span style="font-size: 1rem;">tra chiesa cattolica e dittatura militare, ed è stato seguito da un altro evento che ha avuto riflessi profondi sulla percezione del cattolicesimo nell&#8217;opinione pubblica: <strong>gli scandali sessuali</strong>.</span></p>
<p>Il riferimento è al caso Karadima, come è stato ribattezzato dalla grande stampa. Dopo anni di indiscrezioni, nel 2010, una delle figure più influenti del cattolicesimo cileno, <strong>Fernando Karadima</strong>, veniva accusata ufficialmente di aver consumato abusi sessuali ai danni di giovani fedeli, chierichetti e aspiranti sacerdoti. Le indagini su Karadima hanno portato all&#8217;apertura di un fascicolo che, molto presto, ha travolto l&#8217;intera struttura ecclesiastica nazionale, coinvolgendo oltre <strong>settanta</strong> personalità, complici a vario titolo di coperture, insabbiamenti e coinvolgimento diretto nelle violenze.</p>
<p>Diversi chierici dalla statura elevata sono stati toccati dallo scandalo, come Juan Barros Madrid, il vescovo dell&#8217;ordinariato militare, che si è concluso nella riduzione allo stato laicale di Karadima, nell&#8217;apertura di un processo per il risarcimento danni alle vittime, e nelle<a href="https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2019-12/papa-francesco-nomine-vescovi-cile-santiago-puerto-montt.html"> dimissioni in blocco</a> dell&#8217;intero episcopato nazionale.</p>
<p>I danni del caso Karadima all&#8217;immagine dell&#8217;istituzione-chiesa, già pesantemente colpita dall&#8217;associazione con la dittatura, possono essere compresi pienamente soltanto <a href="https://www.lintellettualedissidente.it/controcultura/esteri/papa-francesco-america-latina/">dando uno sguardo ai numeri</a>: la comunità cattolica si è ristretta di <strong>undici</strong> punti percentuali soltanto nel periodo di riferimento 2013-2017, passando dal 56% al 45% della popolazione totale. Quella drastica diminuzione, che non mostra segni di una possibile inversione di tendenza, ha comportato l&#8217;entrata del Cile nel piccolo alveo dei Paesi latinoamericani in cui i cattolici hanno cessato di rappresentare la maggioranza, del quale oggi fanno parte soltanto Honduras e Uruguay ma che in futuro potrebbe allargarsi e<a href="https://it.insideover.com/religioni/islam-e-evangelici-allassalto-e-guerra-per-lanima-dellamerica-latina.html"> abbracciare l&#8217;intero subcontinente</a>.</p>
<p>Gli <strong>attacchi anticristiani</strong> del 18 ottobre e dell&#8217;ultimo anno, quindi, non sono da leggere come degli episodi di natura estemporanea, degli effetti collaterali di una mobilitazione antigovernativa al cui interno è attiva una minoranza di provocatori, ma come la manifestazione più palese di un sentimento irreligioso molto più diffuso, generalizzato e radicato. Eloquente è, a tal proposito, quanto catturato dai video diffusi in rete da coloro che hanno dato fuoco alla chiesa di Nostra Signora dell&#8217;Assunzione: la gioia e l&#8217;esultanza della folla nell&#8217;assistere al lento collasso dell&#8217;edificio.</p>
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		<title>Quell’arma segreta di guerra: gli abusi sessuali sugli uomini</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/quellarma-segreta-di-guerra-gli-abusi-sessuali-sugli-uomini.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 May 2019 06:51:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Abusi sessuali]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Stupro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9596474.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9596474.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9596474-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9596474-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9596474-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Rimane una delle armi di guerra più segrete, spazzata sotto il tappeto come una sorta di polvere nociva perché pochi la vogliono prendere in considerazione. Eppure, di tanto in tanto, qualcuno osa affrontare questa sporcizia nascosta. &#8220;Mio marito non riesce ad avere rapporti sessuali&#8221;, ha detto una donna a Eunice Owiny, consulente del Refugee Law &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/quellarma-segreta-di-guerra-gli-abusi-sessuali-sugli-uomini.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9596474.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9596474.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9596474-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9596474-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9596474-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Rimane una delle armi di guerra più segrete, spazzata sotto il tappeto come una sorta di polvere nociva perché pochi la vogliono prendere in considerazione. Eppure, di tanto in tanto, qualcuno osa affrontare questa sporcizia nascosta.</p>
<p>&#8220;Mio marito non riesce ad avere rapporti sessuali&#8221;, ha detto una donna a Eunice Owiny, consulente del Refugee Law Project (Rlp) presso l&#8217;università di Makerere. &#8220;Questo lo fa stare molto male. Sono sicura che mi sta nascondendo qualcosa&#8221;. Owiny ha dichiarato al <em>Guardian</em> che il marito della donna, dopo molto tempo, le aveva confidato: &#8220;È successo a me. Mama Eunice, mi fa male. Devo usare questo&#8221;. Aveva infilato una mano in tasca e aveva tirato fuori un assorbente coperto di pus. Durante la sua fuga dalla <strong>guerra civile in Congo</strong>, i ribelli lo avevano separato dalla moglie. I suoi rapitori lo avevano <strong>violentato</strong>: tre volte al giorno, ogni giorno, per tre anni. Aveva visto uomini che quotidianamente venivano catturati e violentati; uno di essi era morto davanti a lui per le gravi lesioni causate dagli stupri. Non è raro che le vittime di queste violenze portino sul loro corpo ferite permanenti: alcuni sanguinano ancora quando camminano o si siedono e spesso devono limitare la loro dieta a cibi morbidi, prodotti che possono essere costosi in queste parti del mondo.</p>
<p>Gli <strong>abusi sessuali sugli uomini</strong> sono uno degli ultimi tabù rimasti; spesso la vittima non è disposta a parlarne a causa dell&#8217;umiliazione e di un&#8217;errata idealizzazione del machismo. Questo velo di silenzio finisce per proteggere l’aggressore, ancora di più nelle società patriarcali.</p>
<p>Il dott. Brock Chisholm è uno psicologo clinico ed è membro del consiglio di Survivors Uk, la principale organizzazione no profit britannica che aiuta gli uomini vittime di abusi sessuali. È anche il fondatore di Trauma Treatment International, un&#8217;organizzazione che assiste le vittime di traumi estremi come torture, stupri, traffico di esseri umani e schiavitù. Il dott. Chrisholm ha fornito testimonianze cruciali in molti importanti casi di violazione dei diritti umani in tutto il mondo.</p>
<p>&#8220;Esiste un tipo di stupro che non è troppo diverso dal modo in cui le donne vengono violentate. Ma le violenze sessuali sugli uomini come arma di guerra avvengono con modalità diverse, che rientrano all&#8217;interno di un approccio che utilizza tecniche di umiliazione&#8221;, ha spiegato il dott. Chrisholm. &#8220;A volte la violenza può avvenire con degli strumenti: per esempio bottiglie, bastoni e altri oggetti sono stati usati nelle camere di tortura siriane durante il governo di Assad. Anche Saddam Hussein ha adottato metodi simili per torturare i prigionieri&#8221;. &#8220;Esiste anche l&#8217;uso delle cosiddette ispezioni della cavità anale, che sono utilizzate di frequente pur non essendo necessarie. Vengono eseguite con la scusa della sicurezza, ma la vera ragione è infliggere un’umiliazione. Ci sono poi esempi come l’alimentazione rettale forzata eseguita sui prigionieri in sciopero della fame&#8221;.</p>
<p>A volte gli uomini sono costretti a patire altre forme di umiliazione, come partecipare ad atti sessuali con persone dello stesso sesso oppure esporre i loro genitali al fuoco o ad altre sostanze pericolose. Il mondo rabbrividì incredulo quando nel 2003 emersero le foto che mostravano i detenuti nel carcere iracheno di <strong>Abu Ghraib</strong> mentre subivano abusi fisici e sessuali per mano dell&#8217;esercito americano. In Europa la guardia costiera greca è stata oggetto di pesanti critiche quando sono emerse accuse di stupro e torture ai danni dei richiedenti asilo. Il dott. Chisholm conferma che la nudità forzata e la violenza sessuale sono tecniche di tortura che vengono ancora usate dai governi occidentali. &#8220;Ho lavorato personalmente a casi in cui queste forme di violenza sono state utilizzate dalla Cia contro presunti terroristi che in seguito sono stati completamente scagionati. Mi sono occupato di casi in cui civili dicevano che i soldati britannici e americani li avevano violentati. Il governo dirà che non è successo o che hanno indagato sulla questione senza riuscire a trovare prove sufficienti. In realtà è un fenomeno molto più comune di quanto solitamente viene raccontato&#8221;.</p>
<p><figure id="attachment_205163" aria-describedby="caption-attachment-205163" style="width: 1024px" class="wp-caption alignnone"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-205163" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_5311476-1024x681.jpg" alt="Un soldato di guardia alla Prigione di Abu Ghraib (LaPresse)" width="1024" height="681" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_5311476-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_5311476-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_5311476-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_5311476.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-205163" class="wp-caption-text">Un soldato di guardia alla Prigione di Abu Ghraib (LaPresse)</figcaption></figure></p>
<p>In luoghi come il <strong>Medio Oriente</strong> o l&#8217;<strong>Africa</strong>, lo stigma dello stupro maschile è legato a determinati limiti culturali e sociali: alcune culture portano ancora avanti la convinzione che il suicidio sia preferibile allo stupro. Un&#8217;altissima percentuale di vittime di violenza sessuale soffre di disturbo post traumatico da stress (Ptsd, post-traumatic stress disorder), fattore che è strettamente legato all&#8217;alto numero di suicidi. &#8220;Il Ptsd è un disturbo della memoria causato da qualsiasi evento traumatico in cui la vita dell’individuo è stata messa a rischio. Il disturbo insorge anche a causa di gravi turbamenti come lo stupro. Le persone rivivono il ricordo dell’accaduto nel presente e non nel passato (come invece è normale per altri ricordi autobiografici). Ciò significa che gli individui rivedono l&#8217;evento e sentono le stesse sensazioni nel loro corpo e nella loro mente, come se l’esperienza traumatica stesse accadendo di nuovo&#8221;, ha spiegato il dott. Chisholm. &#8220;I malati di Ptsd prendono provvedimenti per tenere a bada il disturbo: evitano suoni, odori, luoghi e qualsiasi cosa che possa provocare un attacco di Ptsd. L&#8217;impulso nel loro cervello è quello di nascondersi istintivamente da qualsiasi elemento che possa indurli a rivivere il trauma come se esso stesse accadendo di nuovo nel presente. La vita per i malati può diventare un inferno senza fine se essi rivivono costantemente l&#8217;esperienza traumatica e sentono di non averne il controllo. Sfortunatamente, spesso non c&#8217;è abbastanza supporto per chi soffre di Ptsd. Per esempio, quando lavoravo in clinica a Londra, c&#8217;era una lista d&#8217;attesa di due anni per ottenere aiuto”.</p>
<p>Poiché pochissimi parlano di questi crimini, i responsabili continuano a farla franca e sono invece le vittime a dover sopportare il peso del senso di colpa. Il tanto necessario cambiamento purtroppo non è vicino, a meno che l’orribile tabù che circonda la violenza sessuale sugli uomini non venga sfidato e demistificato.</p>
<p><em>Traduzione di Alessandro Chiarenza</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/quellarma-segreta-di-guerra-gli-abusi-sessuali-sugli-uomini.html">Quell’arma segreta di guerra: gli abusi sessuali sugli uomini</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Giocatrici della nazionale afghana sono state sistematicamente abusate</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/giocatrici-della-nazionale-afghana-di-calcio-sistematicamente-abusate.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Dec 2018 20:43:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Abusi sessuali]]></category>
		<category><![CDATA[calcio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1188" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_1584201.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_1584201.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_1584201-300x186.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_1584201-768x475.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_1584201-1024x634.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Caduto il governo dei talebani nel 2001, lo spot di un Afghanistan &#8220;moderno&#8221; e democratico ha subito preso spazio tra i meandri dei circuiti mediatici internazionali. Prime donne senza il burqa, primi palazzi di stampo occidentale in grado di modificare per sempre lo skyline di Kabul, primi elettori in fila in seggi elettorali con il &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/giocatrici-della-nazionale-afghana-di-calcio-sistematicamente-abusate.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1188" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_1584201.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_1584201.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_1584201-300x186.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_1584201-768x475.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_1584201-1024x634.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Caduto il governo dei talebani nel 2001, lo spot di un Afghanistan &#8220;moderno&#8221; e democratico ha subito preso spazio tra i meandri dei circuiti mediatici internazionali. Prime donne senza il burqa, primi palazzi di stampo occidentale in grado di modificare per sempre lo skyline di Kabul, primi elettori in fila in seggi elettorali con il dito sporcato dall&#8217;inchiostro volto ad identificare chi ha votato. Tanti piccoli simboli spacciati per importanti segnali di cambiamento. <strong>Uno spot appunto</strong>, che è servito (ma solo in parte) per giustificare una lunga permanenza di soldati Usa e della Nato in un paese dove però, nella realtà, di progressi politici e militari se ne sono visti ben pochi. Ad essere &#8220;assoldate&#8221; in questa campagna di promozione per il &#8220;nuovo&#8221; Afghanistan anche le ragazze della nazionale di calcio femminile. Le didascalie delle foto delle giovani donne che giocano a pallone a Kabul, hanno sempre parlato di esempio di progresso e di emancipazione femminile nel paese. Pochi per la verità in questi anni hanno fatto riferimento agli insulti, alle <strong>minacce</strong> ed ai soprusi subiti dalle ragazze. Adesso, a venire a galla, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.corriere.it/esteri/18_dicembre_04/afghanistan-molestie-abusi-scandalo-travolge-calcio-femminile-73f96c0c-f7c4-11e8-bfca-f74cf4634191.shtml">è anche la rivelazione di abusi sessuali </a>perpetuati da vertici e responsabili della federazione calcistica afghana. </p>
<p><a href="http://www.occhidellaguerra.it/projects/conflitti-non-dimenticare/" rel="attachment wp-att-61707"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-61707" src="http://www.occhidellaguerra.it/wp-content/uploads/2018/11/strip_occhi_articolo_talebani.jpg" alt="strip_occhi_articolo_talebani" /></a></p>
<p>Gli abusi sessuali diventati &#8220;sistema&#8221; nel calcio afghano </p>
<p>A far saltare il tappo è stata <strong>Khalida Popal</strong>, ex capitano della nazionale femminile di calcio. Quando sono caduti i talebani, lei aveva solo 14 anni. Da adolescente ha potuto quindi iniziare a giocare e si è subito distinta per il suo talento, di gran lunga superiore rispetto a quello di altre ragazze che si avvicinavano a questo sport nella Kabul dei primi anni 2000. Inizia quindi una buona carriera che la porta a diventare una delle bandiere della nascente nazionale femminile afghana, fino ad esserne anche il capitano.<strong> Un&#8217;icona dunque</strong>, l&#8217;ennesima ad uso e consumo di quei media che si sforzano a dipingere l&#8217;Afghanistan come un paese in grado di correre verso la normalità. Ma in realtà Khalida Popal è costretta a convivere con minacce e tentativi di aggressione. Non da parte dei talebani, ma di quella fetta di popolazione che non ha mai accettato l&#8217;idea che delle donne possano indossare delle divise e fare attività sportiva. E così dal 2011, per assecondare la sua passione, Khalida Popal è costretta a vivere in esilio in Danimarca. </p>
<p>Ed è da lì che, a distanza di anni dalla sua prima denuncia,<a href="https://www.gazzetta.it/Calcio/Estero/04-12-2018/scandalo-calcio-afghano-abusi-giocatrici-khalida-popal-karim-310990523565.shtml"> parla alla Bbc </a>di come veniva gestito il sistema del calcio femminile in Afghanistan.<strong> Ragazze costrette a non uscire dagli alberghi dei ritiri</strong>, ad assecondare le velleità sessuali di dirigenti ed accompagnatori. Durante gli allenamenti, sovente gli uomini presenti allungavano le mani. <strong>In questa maniera si svolgevano anche le &#8220;selezioni&#8221;</strong>: chi si opponeva ad andare a letto con alcuni vertici della federcalcio, non entrava in squadra. A volte per molte ragazze essere nella nazionale afghana non è soltanto motivo di gloria, bensì anche unica fonte di reddito per sé o per la famiglia. Ed è proprio anche in base a questo stato di necessità che, dirigenti ed allenatori della nazionale, riuscivano ad esercitare pressioni tali da portare all&#8217;abuso di carattere sessuale. &#8220;<strong>Ho denunciato tutto anni fa</strong> &#8211; racconta Popal &#8211; Ma non è servito. Anzi, gli uomini che ho denunciato hanno poi fatto carriera&#8221;. </p>
<p>Dopo aver visto l&#8217;intervista dell&#8217;ex capitano, sia le ragazze oggi all&#8217;estero che quelle ancora in patria hanno trovato coraggio. <strong>Ed anche loro hanno denunciato</strong>. Le autorità hanno trovato riscontri alle parole di Khalida Popal, adesso in tutto l&#8217;Afghanistan si parla degli abusi attuati all&#8217;interno della nazionale femminile. </p>
<p>La forza delle denunce</p>
<p>Ed in tutto questo, in tutta una storia fatta di finta modernità e veri quanto atroci abusi, esce allo scoperto un aspetto positivo. <strong>Il punto di vista dell&#8217;Afghanistan si è ribaltato</strong>: non sono più &#8220;folli&#8221; le ragazze che giocano e che per giunta denunciano i loro vertici, adesso il paese appare indignato per gli abusi scoperti. Il caso è diventato nazionale e politico. Ne ha parlato il presidente <strong>Ghani</strong>, il quale ha assicurato giustizia e, con riferimento alle denunce delle ragazze, ha affermato di essere di fronte ad un autentico shock collettivo. Indagano anche le procure di Kabul, inchieste sono state aperte da più tribunali per rintracciare i colpevoli. Anche la Fifa, a cui alcune ragazze si sono rivolte, vuole vederci chiaro e minaccia di far saltare alcune teste della federazione calcistica afghana.</p>
<p>L’Afghanistan è un conflitto che non si può dimenticare. E noi vogliamo tornare per raccontarvelo. <a href="http://www.occhidellaguerra.it/projects/conflitti-non-dimenticare/">Scopri come aiutarci</a></p>
<p></p>
<p>Il caso quindi, ha ricevuto un clamore del tutto inaspettato o comunque non molto atteso. Quanto perpetuato contro queste ragazze non è più una &#8220;solita&#8221; storia di abusi, è adesso anche in Afghanistan considerato come un crimine e come tale da perseguire.<strong> Un risultato dunque per chi ha denunciato</strong>. E, si spera, anche un possibile primo passo avanti concreto, e non solo mediatico, su un tema che nel paese asiatico rimane molto delicato. </p>
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		<title>&#8220;Vittime di gang  coperte di benzina e dopo violentate&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/reportage/donne/gli-orrori-di-huddersfield/stuprate-per-anni-dagli-islamici-le-testimonianze-choc.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Nov 2018 07:16:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Abusi sessuali]]></category>
		<category><![CDATA[Inghilterra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1068" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/Screen-Shot-2018-11-20-at-17.20.02.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/Screen-Shot-2018-11-20-at-17.20.02.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/Screen-Shot-2018-11-20-at-17.20.02-300x167.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/Screen-Shot-2018-11-20-at-17.20.02-768x427.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/Screen-Shot-2018-11-20-at-17.20.02-1024x570.jpeg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>(Regno Unito) &#8220;Una macchina ha accostato. Dentro c&#8217;erano due uomini asiatici. Dopo, uno di loro mi ha stuprato&#8221;. Katy è una delle vittime della gang pachistana di Huddersfield. Vittima di  20 bestie condannate in totale a più di 200 anni di carcere. Hanno stuprato, torturato, drogato, rapito e venduto delle bambine e delle adolescenti per anni. &#8230; <a href="https://it.insideover.com/reportage/donne/gli-orrori-di-huddersfield/stuprate-per-anni-dagli-islamici-le-testimonianze-choc.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1068" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/Screen-Shot-2018-11-20-at-17.20.02.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/Screen-Shot-2018-11-20-at-17.20.02.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/Screen-Shot-2018-11-20-at-17.20.02-300x167.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/Screen-Shot-2018-11-20-at-17.20.02-768x427.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/Screen-Shot-2018-11-20-at-17.20.02-1024x570.jpeg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><strong>(Regno Unito)</strong> &#8220;Una macchina ha accostato. Dentro c&#8217;erano due uomini asiatici. Dopo, uno di loro mi ha stuprato&#8221;. Katy è una delle vittime della gang pachistana di Huddersfield. Vittima di  20 bestie condannate in totale a più di 200 anni di carcere. Hanno stuprato, torturato, drogato, rapito e venduto delle bambine e delle adolescenti per anni.</p>
<p>Katy, che ora è una donna ma durante gli anni dell&#8217;incubo aveva 14 anni, è una di loro. Parla a fatica. Non vuole ricordare. O spesso non può proprio. Sì, perché spesso gli orchi la drogavano a sua insaputa. &#8220;Quella sera non so se mi abbia stuprato anche l&#8217;altro. Non posso dirlo&#8221;. &#8220;Eri cosciente?&#8221;, le chiediamo. &#8220;No&#8221;, risponde con un filo di voce. Katy ha perso la verginità con una violenza. Con quell&#8217;uomo che la considerava solo &#8220;spazzatura bianca&#8221;. &#8220;Ci dicevano che eravamo solo delle puttanelle bianche. Erano razzisti&#8221;. Per più di tre anni, questa è stata la sua vita. Una realtà uguale a quella di altre adolescenti e bambine di Huddersfield (accertate sono una quindicina, ma secondo i giudici di Leeds sarebbero molte di più). La più piccola di loro aveva solo 11 anni.</p>
<p></p>
<p>Loro, gli orchi, sono tutti di origine pachistana e fanno parte della comunità musulmana locale. Predavano ragazze vulnerabili con una situazione familiare complicata perché così era più facile adescarle e stuprarle. E pure portarle in giro per il Regno Unito per venderle e farle stuprare da altri. &#8220;Una volta mi hanno portato a Manchester in un hotel. Prima mi hanno drogato mettendomi qualcosa nel bicchiere. Poi qualcuno è entrato in stanza e mi ha stuprato&#8221;, racconta Katy.</p>
<p>&#8220;Dopo mi hanno abbandonata là. Io non sapevo come tornare a casa&#8230;&#8221;. Questo è un esempio della quotidianità di queste ragazze. Oggi sono delle donne, ma al tempo &#8211; tra il 2004 e il 2011 &#8211; erano solo delle bambine. &#8220;Non hai mai provato a opporti, a dire che non volevi farlo?&#8221;. &#8220;Sì, ma quando ci provavo mi minacciavano. Una volta mi hanno detto che mi avrebbero buttato giù dalla finestra&#8221;, racconta ancora Katy. L&#8217;incubo, per lei, finirà solo a 17 anni. &#8220;Sono rimasta incinta di uno di loro. Non è mai stato accusato di nulla perché non c&#8217;erano abbastanza prove. Penso che il mio bambino mi abbia salvato la vita&#8221;. &#8220;Perché?&#8221;, le chiediamo. &#8220;Perché improvvisamente era come se fossi diventata troppo vecchia per loro. Mi hanno semplicemente lasciato andare&#8221;.</p>
<p></p>
<p><style>.embed-container{position:relative;padding-bottom:56.25%;height:0;overflow:hidden;max-width:100%}.embed-container iframe,.embed-container object,.embed-container embed{position:absolute;top:0;left:0;width:100%;height:100%}</style><div class="embed-container"><iframe src="https://www.youtube.com/embed/HwKBdruJDCg" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></div></p>
<p>Ma non è solo Huddersfield. È tutto il Regno Unito. In totale, dal 2005 ad oggi, sono circa<strong> 300 le condanne per stupro</strong>, maltrattamento e sequestro di persona a carico di membri delle comunità musulmane locali. E anche in questi casi le vittime sono per la maggior parte di origine inglese. Sì, perché per questi orchi che le hanno violentate e usate erano solo &#8220;spazzatura bianca&#8221;. È impressionante ritrovare gli stessi racconti da parte di altre ragazze. Abbiamo parlato con Elizabeth e con Sammy, vittime delle gang pachistane di Rotherham e Swinton. Altri anni. Altri uomini. Le modalità, però, le stesse. &#8220;Erano tutti pachistani. Le signore, invece, erano donne bianche convertite all&#8217;Islam&#8221;, racconta Elizabeth. &#8220;Una volta sono stata segregata in un appartamento per 10 settimane. Poi hanno iniziato a vendermi per tutto il Paese&#8221;. Le chiediamo quanti uomini l&#8217;hanno stuprata in quei quattro anni. &#8220;Non so dire un numero preciso&#8230;.&#8221;.</p>
<p></p>
<p>&#8220;Una volta che entri in questo tunnel, sei già in trappola. Non puoi uscirne. Inizi a sentirti di loro proprietà&#8221;, aggiunge Elizabeth. &#8220;Sei non facevi quello che ti ordinavano, ti minacciavano di morte. Alcune ragazze venivano ricoperte di benzina e poi stuprate anche 30 o 40 volte a sera. Non potevi dire di no&#8221;, ricorda Sammy.  In Gran Bretagna lo chiamano &#8220;Grooming scandal&#8221;, ovvero: scandalo dell&#8217;adescamento. &#8220;Io penso che sia uno dei reati più pericolosi. Perché all&#8217;inizio non sai che ti sta succedendo. Quindi è come un reato silenzioso. Poi, una volta che te ne rendi conto, è già troppo tardi. Non puoi uscirne&#8221;, afferma Sammy. &#8220;Una volta hanno provato a uccidermi. Eravamo su questa macchina e ha iniziato ad andare veloce. Poi ancora più veloce. Siamo arrivati in cima a una collina mi ha detto che mi avrebbe buttato giù dal dirupo. Poi, in macchina, mi ha stuprato di nuovo. In quei momenti ero come un corpo morto in un obitorio&#8221;. Ti adescavano, ti stupravano e poi ti minacciavano. E minacciavano anche la tua famiglia. &#8220;A volte mi dicevano che avrebbero dato fuoco a casa mia se non fossi salita sulla loro macchina&#8221;, dice Sammy. &#8220;La polizia sapeva, ma non faceva nulla. Avevano paura di essere chiamati razzisti&#8221;. Alla fine dell&#8217;intervista, a Elizabeth vengono gli occhi lucidi. Sono passati tanti anni, ma quell&#8217;incubo è ancora dentro di lei. Non se ne libererà mai. &#8220;Oggi mi ripeto sempre che sono fortunata a essere ancora viva&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/reportage/donne/gli-orrori-di-huddersfield/stuprate-per-anni-dagli-islamici-le-testimonianze-choc.html">&#8220;Vittime di gang  coperte di benzina e dopo violentate&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Gli orrori di Huddersfield</title>
		<link>https://it.insideover.com/reportage/donne/gli-orrori-di-huddersfield.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Nov 2018 11:29:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Abusi sessuali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1276" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/mosaico-grande-112-volti.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/mosaico-grande-112-volti.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/mosaico-grande-112-volti-300x199.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/mosaico-grande-112-volti-768x510.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/mosaico-grande-112-volti-1024x680.jpeg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nel 2018 ci siamo addentrati in una terribile realtà. Quella che apparentemente sembra una cittadina tranquilla nel cuore della Gran Bretagna nascondeva, e secondo diverse fonti nasconde tuttora, un giro di sfruttamento sessuale minorile inquietante. In altre parole, bambine anche di soli 11 anni sono state trasformate in schiave del sesso. Eugenia Fiore ci accompagna &#8230; <a href="https://it.insideover.com/reportage/donne/gli-orrori-di-huddersfield.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/reportage/donne/gli-orrori-di-huddersfield.html">Gli orrori di Huddersfield</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1276" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/mosaico-grande-112-volti.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/mosaico-grande-112-volti.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/mosaico-grande-112-volti-300x199.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/mosaico-grande-112-volti-768x510.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/mosaico-grande-112-volti-1024x680.jpeg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Nel 2018 ci siamo addentrati in una terribile realtà. Quella che apparentemente sembra una cittadina tranquilla nel cuore della Gran Bretagna nascondeva, e secondo diverse fonti nasconde tuttora, un giro di sfruttamento sessuale minorile inquietante. In altre parole, bambine anche di soli 11 anni sono state trasformate in schiave del sesso.</p>
<p>Eugenia Fiore ci accompagna nel racconto, fatto di storie e testimonianze, di un vero e proprio inferno, che per anni ha bruciato non visto sotto gli occhi di tutti.</p>
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		<title>Arabia Saudita, l&#8217;abuso sessuale  adesso è diventato un reato</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/l-abuso-sessuale-arabia-saudita-reato.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 May 2018 16:59:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Abusi sessuali]]></category>
		<category><![CDATA[Wahabismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1005" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20171110122847_24934684-3.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20171110122847_24934684-3.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20171110122847_24934684-3-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20171110122847_24934684-3-768x515.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20171110122847_24934684-3-1024x686.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Pochi passi avanti, molta pubblicità: si può sintetizzare in questa maniera l’ultima legge in fase di approvazione in Arabia Saudita, la quale per la prima volta introduce all’interno del regno wahabita il reato di abuso sessuale. Prima di questa nuova norma, una donna abusata rischiava anzi di subire ulteriori danni sia d’immagine che a livello &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/l-abuso-sessuale-arabia-saudita-reato.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1005" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20171110122847_24934684-3.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20171110122847_24934684-3.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20171110122847_24934684-3-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20171110122847_24934684-3-768x515.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20171110122847_24934684-3-1024x686.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Pochi passi avanti, molta pubblicità: si può sintetizzare in questa maniera l’ultima legge in fase di approvazione in <strong>Arabia Saudita</strong>, la quale per la prima volta introduce all’interno del regno wahabita il reato di a<strong>buso sessuale</strong>. Prima di questa nuova norma, una donna abusata rischiava anzi di subire ulteriori danni sia d’immagine che a livello giudiziario. Adesso arriva questo timido passo avanti, ma c’è chi già denuncia il fatto che, tale norma, sia soltanto parte di un piano volto a promuovere un’immagine più moderata di un regime che si regge sulla dottrina wahabita.</p>
<p>La nuova norma in vigore in Arabia Saudita</p>
<p>A Riad le decisioni vengono prese dal re, approvate dal gabinetto del re ma, essendo l’elemento wahabita molto forte, anche il <strong>consiglio della Shura</strong> formato da religiosi ha diritto ad esprimere il proprio parere, seppur avente solo forma consultiva.<strong> Il wahabismo, l’ideologia su cui si fonda l’Arabia Saudita</strong>, è la più rigida interpretazione delle regole dell’Islam. Per tal motivo, il regno dei Saud è tra quelli dove le leggi ed i precetti religiosi hanno maggior valore ed incidono profondamente nella vita dei cittadini. Tra i paesi arabi, l’Arabia Saudita è indubbiamente quello più conservatore sotto un profilo meramente religioso.</p>
<p>La norma che dovrebbe entrare in vigore già nei prossimi mesi, viene per questa ragione considerata una vittoria per chi preme per un cambiamento in Arabia Saudita. In particolare, <strong>con la nuova legge l’abuso sessuale è punibile con cinque anni di galera ed una multa da ottantamila Dollari</strong>. Prima di oggi, non vi era in Arabia Saudita alcuna norma che potesse in qualche modo tutelare le donne vittime di abusi. La legge ha avuto l’ok da parte del Gabinetto, ma anche dallo stesso consiglio della Shura: dunque non ci dovrebbero essere ulteriori ostacoli per la sua definitiva applicazione. Per capire e comprendere però se per davvero, in questa materia, l’Arabia Saudita ha svoltato è necessario aspettare la norma nei suoi dettagli. In particolare, bisognerà attendere cosa si intende per violenza sessuale ed in quali casi potrà scattare la sanzione.</p>
<p>Non tutti si fidano di Mohamed bin Salman</p>
<p>La norma sopra descritta, rientra all’interno di un novero di leggi volte ad eliminare alcuni divieti ed alcuni tabù interni alla società saudita. Ad esempio, in primis, la norma che ha tolto il divieto alle donne di guidare un’auto, al pari delle altre leggi che hanno invece consentito nuovamente la riapertura dei cinema e dei teatri in Arabia Saudita. Dietro a queste norme, vi è la mano del principe ereditario<strong> Mohamed bin Salman</strong>, il quale tra i suoi obiettivi vi è quello di migliorare l’immagine all’estero del proprio paese. Ma non tutti si fidano di queste aperture, considerate solo piccole concessioni a fronte di una realtà che vede ancora e sempre di più l’Arabia Saudita essere tra i paesi con il maggior numero di violazioni dei diritti umani. Solo dunque mera propaganda, secondo i detrattori di bin Salman, oramai uomo più forte del paese considerando la salute dell’anziano padre Re Salman.</p>
<p></p>
<p>A confermare questa teoria, alcuni episodi recenti: proprio mentre venivano riaperti i cinema e le donne potevano tornare, in compagnia di un uomo, allo stadio, <a href="https://www.corriere.it/esteri/18_maggio_19/arabia-saudita-arrestate-cinque-attiviste-il-diritto-guida-143d9f4a-5b39-11e8-b51d-4ba44732f234.shtml">ecco che si è avuta notizia dell’arresto di undici attiviste. </a>Ufficialmente incriminate per aver collaborato con non meglio specificati nemici esterni e per aver attentato alla stabilità del regno, le undici donne arrestate sono note in Arabia Saudita per portare avanti sul web numerose battaglie per la condizione femminile nel paese. <strong>Alcune di loro si sarebbero messe alla guida di un’auto prima del 24 giugno</strong>, data in cui cesserà ufficialmente il divieto per le donne, altre invece avrebbero denunciato il fatto che le recenti riforme sono in realtà solo pura propaganda.</p>
<p>Ma non solo: mentre in occidente si esulta per queste timide aperture, l’Arabia Saudita è protagonista di alcuni eventi che segnano una netta violazione dei diritti umani. A partire, ad esempio, dalla persecuzione degli sciiti nella regione del <strong>Qatif</strong>, dove molti abitanti sono stati costretti a lasciare le case ufficialmente per far spazio ad opere di ammodernamento delle città. Diversi gli sciiti arrestati soltanto per essersi opposti alla demolizione delle proprie dimore, tante famiglie sono state prelevate da uomini della sicurezza e spostate altrove. Riyadh inoltre, è protagonista e di certo tra le <strong>principali responsabili della crisi umanitaria nello Yemen</strong>: nel paese, i sauditi hanno messo piede con una coalizione anti Houti, la quale però oltre ad avere avuto scarsi risultati militari sta contribuendo ad una delle peggiori crisi umanitarie dell’ultimo decennio.</p>
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