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	<title>Abu Bakr al Baghdadi Archives - InsideOver</title>
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	<title>Abu Bakr al Baghdadi Archives - InsideOver</title>
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		<title>L’incubo che ritorna. Quelle uccisioni che rivelano dove sta rinascendo l’Isis</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Lo Nostro]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Apr 2023 10:07:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Abu Bakr al Baghdadi]]></category>
		<category><![CDATA[Isis (Stato islamico)]]></category>
		<category><![CDATA[Siria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1179" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/idlib-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="idlib" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/idlib-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/idlib-300x184.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/idlib-1024x629.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/idlib-768x472.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/idlib-1536x943.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/idlib-2048x1257.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Sono le tracce di un passato che non passa. Sulle mappe sono semplici chiazze nere affacciate tra il governatorato di Homs e quello di Deir Ez-Zor. Asettiche, come se si trattasse di un videogioco. Nere, come se fossero dei buchi dei quali si sa poco o nulla. Eppure rappresentano l’Isis, quello che, fino a non &#8230; <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/incubo-ritorna-uccisioni-dove-sta-rinascendo-isis.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/incubo-ritorna-uccisioni-dove-sta-rinascendo-isis.html">L’incubo che ritorna. Quelle uccisioni che rivelano dove sta rinascendo l’Isis</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1179" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/idlib-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="idlib" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/idlib-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/idlib-300x184.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/idlib-1024x629.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/idlib-768x472.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/idlib-1536x943.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/idlib-2048x1257.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Sono le tracce di un passato che non passa. Sulle mappe sono semplici chiazze nere affacciate tra il governatorato di Homs e quello di Deir Ez-Zor. Asettiche, come se si trattasse di un videogioco. Nere, come se fossero dei buchi dei quali si sa poco o nulla. Eppure rappresentano l’<strong>Isis</strong>, quello che, fino a non troppi anni fa, era lo Stato islamico che, dopo aver abbattuto i confini nati al termine della Prima guerra mondiale con gli accordi di Sykes-Picot, si estendeva tra <strong>Siria</strong> e Iraq, con filiali in Libia e nell’Africa più profonda. Oltre a lupi solitari pronti ad agire per conto proprio, oppure sotto il comando di Raqqa o di Mosul. Una rivoluzione geopolitica. Un sogno diventato realtà per migliaia di musulmani. Un <strong>incubo per l’Occidente</strong>, più volte colpito nelle sue capitali, soprattutto tra il 2015 e il 2017, in quello che è stato l’apogeo dello Stato islamico. Ora restano solo piccole tracce del Califfato. Attacchi e perdite eccellenti che, però, ci ricordano che i suoi uomini – tra i cinque e i settemila, secondo recenti stime – esistono ancora.</p>



<p>Oggi il Comando centrale Usa, Centcom ha annunciato di aver eliminato <strong>Khaled Aydd Ahmad al-Jabouri</strong>, considerato il “responsabile della pianificazione di attacchi dell&#8217;Isis in Europa”. Per gli americani, si priverà &#8220;temporaneamente&#8221; l&#8217;Isis della &#8220;capacità di organizzare attacchi all&#8217;estero&#8221;. Ciò che colpisce di questo omicidio mirato è che non è stato compiuto là dove, sulle mappe, è presente l’Isis ma nel governatorato di <strong>Idlib</strong>, la roccaforte ribelle nel nord ovest della Siria. <a href="https://amp.abc.net.au/article/102185880" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Come nota Abc News</a>, “l&#8217;attacco è stato l&#8217;ultimo di una serie compiuta negli ultimi anni contro militanti legati ad al-Qaeda e alti membri dello Stato islamico nella Siria nord-occidentale. La maggior parte delle persone uccise dagli attacchi statunitensi nella provincia di Idlib, controllata dai ribelli negli ultimi anni, erano membri di <strong>al-Qaeda</strong>, del ramo di Horas al-Din, che in arabo significa ‘Guardiani della religione’. Il gruppo include membri irriducibili di al-Qaeda che si sono staccati da Hayat Tahrir al-Sham, il più forte gruppo di ribelli nella provincia di Idlib”.</p>



<p>Solamente nel mese di febbraio, un <strong>drone</strong> aveva eliminato altri due membri di spicco dei ‘Guardiani della religione. Un doppio significato. Il primo: nella provincia di Idlib sono diversi gli elementi giudicati pericolosi dagli Stati Uniti, tanto che vengono eliminati con determinazione e costanza. Il secondo: è lì che i gruppi terroristi, Al Qaeda e Isis in primis, si stanno rifugiando e <strong>riorganizzando</strong>. Con buona pace di una certa narrazione che vedrebbe nella provincia di Idlib il centro dell’opposizione democratica che si oppone a <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-bashar-al-assad.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Bashar al Assad</a>. Non è così. E basta vedere dove sono stati ammazzati i più importanti leader dell’Isis, a cominciare dal primo califfo: <strong>Abu Bakr al Baghdadi</strong>. Era il 27 ottobre del 2019 quando il leader dello Stato islamico venne ammazzato, in un’operazione militare Usa (anche se alcune fonti dicono che si sia fatto saltare in aria), nel villaggio di Barisha, mille anime in tutto, a soli cinque chilometri dal confine turco. Al suo posto viene nominato Abu Ibrahim al-Hashimi al-Qurayshi. Tre anni alla guida dell’organizzazione terroristica e poi anche lui viene eliminato, sempre nella provincia di Idlib, in un’operazione delle forze speciali americane il 3 febbraio del 2022. Sorte diversa per Abu al Hasan al Hashimi al Qurashi, morto nel dicembre dello stesso anno mentre, probabilmente, durante una battaglia contro l’<a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/cos-e-l-esercito-siriano-libero.html/amp" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Esercito siriano libero</a>. Ora la guida dell’organizzazione terroristica è affidata a Abu al-Hussein al-Husseini al-Qurashi, di cui sappiamo poco o nulla.</p>



<p>Pensare che l’Isis sia sconfitto è un’illusione. Cambierà nome. Cambierà obiettivi. Ma forse, più che cercare i suoi seguaci (e soprattutto i suoi leader) nei deserti nell’est della Siria, sarebbe meglio guardare a Idlib. Il <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-russia-pronta-eliminare-santuario-al-qaeda-siria.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">nuovo santuario</a> del jihad internazionale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/incubo-ritorna-uccisioni-dove-sta-rinascendo-isis.html">L’incubo che ritorna. Quelle uccisioni che rivelano dove sta rinascendo l’Isis</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il Pentagono pianifica nuovi raid contro l&#8217;Isis</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/il-pentagono-pianifica-nuovi-raid-contro-lisis.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Oct 2019 06:00:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Abu Bakr al Baghdadi]]></category>
		<category><![CDATA[Forze speciali americane]]></category>
		<category><![CDATA[Isis]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1094" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Soldato-americano-in-Siria-La-Presse-e1572372023125.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Soldato Usa in Siria" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Soldato-americano-in-Siria-La-Presse-e1572372023125.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Soldato-americano-in-Siria-La-Presse-e1572372023125-300x171.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Soldato-americano-in-Siria-La-Presse-e1572372023125-768x438.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Soldato-americano-in-Siria-La-Presse-e1572372023125-1024x584.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La lotta all&#8217;Isis non si ferma. Dopo l&#8217;operazione per eliminare il Abu Bakr al Baghdadi, il Pentagono pianifica nuovi raid per eliminare ciò che resta dell&#8217;autoproclamato Stato islamico e dei suoi seguaci. I raid aerei &#8211; e forse non solo &#8211; che inquadreranno nel mirino nuovi obiettivi jihadisti sono frutto delle importanti informazioni acquisite durante la missione per &#8230; <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/il-pentagono-pianifica-nuovi-raid-contro-lisis.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/il-pentagono-pianifica-nuovi-raid-contro-lisis.html">Il Pentagono pianifica nuovi raid contro l&#8217;Isis</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1094" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Soldato-americano-in-Siria-La-Presse-e1572372023125.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Soldato Usa in Siria" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Soldato-americano-in-Siria-La-Presse-e1572372023125.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Soldato-americano-in-Siria-La-Presse-e1572372023125-300x171.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Soldato-americano-in-Siria-La-Presse-e1572372023125-768x438.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Soldato-americano-in-Siria-La-Presse-e1572372023125-1024x584.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La lotta all&#8217;Isis non si ferma. Dopo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-vittoria-di-trump-abbiamo-ucciso-al-baghdadi.html">l&#8217;operazione per eliminare il Abu Bakr al Baghdadi</a>, il Pentagono pianifica nuovi raid per eliminare ciò che resta dell&#8217;autoproclamato Stato islamico e dei suoi seguaci. I raid aerei &#8211; e forse non solo &#8211; che inquadreranno nel mirino nuovi <strong>obiettivi jihadisti</strong> sono frutto delle importanti informazioni acquisite durante la missione per la cattura dell&#8217;ex leader dell&#8217;Isis &#8211; suicidatosi poco prima di cadere nelle mani delle forze speciali che lo avevano intrappolato nel suo rifugio al confine turco-siriano.</p>
<p>Secondo i funzionari della Difesa americana citati dal <em>Washington Post</em>, il Pentagono è pronto a colpire nuovi obiettivi in Siria per eliminare con le bombe intelligenti dei propri cacciabombardieri e droni &#8220;obiettivi jihadisti&#8221; individuati grazie ai filmati e alle informazioni acquisite dal commando delle forze speciali nell<a href="https://it.insideover.com/terrorismo/i-nuovi-dettagli-del-raid-contro-al-baghdadi.html">&#8216;operazione che ha portato alla morte Baghdadi</a>. Il commando &#8211; forse una formazione mista che prevedeva agenti della Cia specializzati in &#8220;<strong>hunter killer</strong>&#8220;, membri della Delta Force e dei Navy Seal &#8211; avrebbe catturato due &#8220;uomini del Califfo&#8221; che erano presenti del rifugio, e questi, insieme alle informazioni e ai documenti presenti del nascondiglio di Barisha, villaggio nella provincia siriana di Idlib, potrebbero essere stati interrogati e aver rivelato informazioni di enorme rilevanza sull&#8217;organizzazione terroristica di matrice jihadista ancora presente in Siria.</p>
<p>Le fonti consultate dal <em>Post </em>hanno spiegato che l&#8217;operazione che ha portato all&#8217;uccisione di al Baghdadi va considerata come &#8220;inserita in una strategia più ampia&#8221; che mira a &#8220;portare la pace in Siria mentre si mette fine alla minaccia terroristica nella regione&#8221;. &#8220;C&#8217;è una logica dietro questo, anche se qualche volta potrebbe non essere chiara a tutti&#8221;, ha spiegato l&#8217;alto funzionario del Dipartimento di Stato americano del quale è stata &#8211; ovviamente &#8211; celata l&#8217;identità. L&#8217;uomo del Pentagono, con una puntualità che appare quasi &#8220;machiavellica&#8221;, ha inoltre riportato al noto quotidiano della capitale americana come ciò che la Casa Bianca stia cercando di fare vada oltre &#8220;gli attacchi aerei&#8221; e i raid della forze speciali, ma si sia concentrato in passato, e si concentri tutt&#8217;ora sul &#8220;<strong>piano politico e diplomatico</strong> nella regione&#8221; attraverso uno &#8220;sforzo finalizzato a eliminare le cause che hanno portato alla nascita e alla crescita dell&#8217;Isis&#8221;.</p>
<h2>L&#8217;obiettivo della &#8220;strategia&#8221; americana</h2>
<p>La ponderazione della <strong>strategia americana</strong> &#8211; che prevedeva il completo ritiro dalla Siria, seguito da un &#8220;contrordine&#8221; improvviso e ora da una serie di annunci altisonanti &#8211; sembra voler fare da contraltare alle dichiarazioni di Mosca, alleata di Bashar al Assad, che non ha mai smesso di colpire obiettivi in Siria e che ha definito come &#8220;ininfluente&#8221; dal punto di vista strategico l&#8217;eliminazione di al Baghdadi. Ormai ridotto al silenzio in una regione controllata da suoi oppositori. Parte di questa strategia &#8211; scandito dalle comunicazione pubbliche del presidente americano <strong>Donald Trump</strong> che in merito alla nuova crisi siriana ha sempre manifestato posizioni ambigue e controverse &#8211; è culminata nell&#8217;esternazione da parte dell&#8217;occupante della Casa Bianca in merito alla volontà degli Stati Uniti di voler controllare e &#8220;<strong>prendere il petrolio</strong>&#8221; siriano.</p>
<p>In merito a questa posizione &#8211; che può essere vista come il fine ultimo del nuovo focus americano sulla Siria &#8211; i funzionari del Pentagono e del Dipartimento di Stato hanno tenuto a precisare come petrolio siriano continuerà ad essere venduto &#8220;alle Forze democratiche siriane (Fds) l&#8217;alleanza curdo-araba sostenuta dagli americani nella lotta all&#8217;Isis&#8221;. Per parte sua, i<span style="font-size: 1rem;">l nuovo capo del Pentagono </span><strong style="font-size: 1rem;">Mark Esper </strong>ha tenuto a spiegare pubblicamente<span style="font-size: 1rem;"> come <a href="https://it.insideover.com/guerra/pentagono-contingente-a-difesa-dei-pozzi-siriani.html">la missione del contingente americano</a> che dovrebbe rimanere in Siria </span>rimanga <span style="font-size: 1rem;">quella di &#8220;garantire la sicurezza degli impianti petroliferi&#8221;. Evitando così che il regime siriano e gli alleati russi abbiano accesso alle risorse energetiche.</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/il-pentagono-pianifica-nuovi-raid-contro-lisis.html">Il Pentagono pianifica nuovi raid contro l&#8217;Isis</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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