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	<title>Aborto Archives - InsideOver</title>
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	<title>Aborto Archives - InsideOver</title>
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		<title>L&#8217;Argentina di Milei e la battaglia dell&#8217;aborto negato</title>
		<link>https://it.insideover.com/donne/largentina-di-milei-e-la-battaglia-dellaborto-negato.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Aug 2025 15:39:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Aborto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250807173819955_ba23e54ee73b89bc3ead688d7a885189.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250807173819955_ba23e54ee73b89bc3ead688d7a885189.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250807173819955_ba23e54ee73b89bc3ead688d7a885189-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250807173819955_ba23e54ee73b89bc3ead688d7a885189-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250807173819955_ba23e54ee73b89bc3ead688d7a885189-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250807173819955_ba23e54ee73b89bc3ead688d7a885189-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250807173819955_ba23e54ee73b89bc3ead688d7a885189-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Lucía ha provato a interrompere la gravidanza in un ospedale nella provincia di Salta, nel Nord dell&#8217;Argentina. Alla richiesta di ricevere il misoprostolo, usato per ottenere un aborto farmacologico, le è stato risposto che non era disponibile e che avrebbe dovuto comprarlo a sue spese. Il costo era pari a 100mila pesos (circa 67 euro), &#8230; <a href="https://it.insideover.com/donne/largentina-di-milei-e-la-battaglia-dellaborto-negato.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/donne/largentina-di-milei-e-la-battaglia-dellaborto-negato.html">L&#8217;Argentina di Milei e la battaglia dell&#8217;aborto negato</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Lucía ha provato a interrompere la gravidanza in un ospedale nella provincia di Salta, nel Nord dell&#8217;Argentina. Alla richiesta di ricevere il misoprostolo, usato per ottenere un aborto farmacologico, le è stato risposto che non era disponibile e che avrebbe dovuto comprarlo a sue spese. <strong>Il costo era pari a 100mila pesos (circa 67 euro), una cifra inaccessibile per Lucía.</strong></p>



<p>Secondo la legge che legalizza l&#8217;interruzione volontaria della gravidanza, approvata nel dicembre 2020 dopo decenni di mobilitazione dei movimenti femministi, lo Stato deve assicurare i medicinali e i servizi sanitari necessari a garantire l&#8217;accesso gratuito e sicuro all&#8217;aborto. </p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;Argentina e l&#8217;aborto</h2>



<p>Nell&#8217;Argentina governata dal presidente di estrema destra <a href="https://it.insideover.com/societa/argentina-ribella-milei-proteste-paese.html">Javier Milei</a>, questo non sta più succedendo e i diritti sessuali e riproduttivi sono a rischio. In quasi due anni alla Casa Rosada, il leader del partito La Libertad Avanza <strong>ha smantellato lo Stato e ha chiuso nove ministeri tra cui il ministero delle Donne, Genere e Diversità</strong>: i tagli alla spesa pubblica hanno comportato l&#8217;eliminazione o il forte indebolimento delle politiche dedicate a ragazze, adolescenti e soggettività dissidenti aggravando le disuguaglianze sociali.</p>



<p>Dall&#8217;insediamento dell&#8217;esecutivo, avvenuto nel dicembre 2023, <strong>lo Stato nazionale ha interrotto l&#8217;acquisto e la distribuzione delle forniture necessarie per garantire l’accesso all’IVE e ILE</strong> (Interruzione Volontaria della Gravidanza, Interruzione Legale della Gravidanza). Secondo una ricerca realizzata da Amnesty International, nel 2024 è stata azzerata la distribuzione alle province di misoprostolo e mifepristone, i due farmaci raccomandati dall&#8217;Organizzazione mondiale della sanità (OMS) per l&#8217;accesso sicuro e di qualità all&#8217;aborto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I tagli di Milei</h2>



<p>La stessa situazione si sta ripetendo nell&#8217;anno in corso. &#8220;Alcune province si sono organizzate per provvedere in modo autonomo, altre no. Oggi la possibilità di terminare una gravidanza dipende dal luogo in cui si vive. È un problema estremamente grave perché vuol dire che le disparità sul territorio aumentano&#8221;, spiega a InsideOver Lucila Galkin, direttrice del dipartimento genere e diversità di Amnesty International Argentina. &#8220;La mancanza dei medicinali costringe molte donne a percorrere lunghe distanze per accedere a un diritto fondamentale e sensibile al tempo. Ci sono aree, specialmente nel nord del Paese, dove bisogna viaggiare per più di 200 km per trovare una struttura sanitaria che garantisca l&#8217;aborto. Chi non può comprare i medicinali in farmacia, ricorre al mercato nero esponendosi a seri rischi per la salute&#8221;. </p>



<p>In Argentina si può abortire fino alla 14esima settimana senza dovere giustificare i motivi. Oltre questo limite, è permesso farlo nei casi di stupro e se è in pericolo la salute o la vita della persona gestante. &#8220;Medici pro-choice subiscono continue pressioni. Abbiamo denunciato la creazione di spazi all&#8217;interno di ospedali pubblici dove si cerca di dissuadere le donne dall&#8217;abortire, violando la legge. I discorsi d’odio verso gli operatori sanitari persistono. Ci troviamo in un contesto politico fortemente regressivo per le politiche di genere e di salute sessuale&#8221;. </p>



<p>Nel 2024 e rispetto all&#8217;anno precedente, <strong>l&#8217;organizzazione ha registrato un aumento del 275% delle denunce e richieste di consulenza per ostacoli nell’accesso all’IVG. </strong>La tendenza continua nel 2025.Le decisioni prese dall&#8217;amministrazione di Milei segnano un cambio di paradigma in un Paese conosciuto per le sue politiche progressiste in materia di diritti sessuali e riproduttivi, diventato un punto di riferimento in America Latina. Il leader del partito La Libertad Avanza ha abrogato le quote di impiego per le persone transgender nel settore pubblico, ha limitato l&#8217;accesso ai trattamenti ormonali e agli interventi di riassegnazione del genere e ha annunciato una riforma del codice penale per eliminare il reato di femminicidio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Diminuita la distribuzione di contraccettivi gratuiti</h2>



<p><strong>Il governo ha diminuito la distribuzione di contraccettivi gratuiti e ha eliminato il piano ENIA</strong>, un programma per prevenire le gravidanze adolescenziali che aveva ottenuto risultati significativi: tra il 2018 e il 2023, attraverso una rete di oltre 20mila operatori sanitari sul territorio, aveva contribuito a evitare migliaia di nascite non intenzionali. Milei ha espresso posizioni apertamente ostili nei confronti dell&#8217;aborto, definendolo come un “omicidio aggravato dal vincolo familiare”.In questo contesto, le reti di supporto tra donne e attiviste mantengono un ruolo centrale e affermano la forza dell’organizzazione comunitaria di fronte all’indebolimento delle politiche pubbliche. &#8220;I centri di salute e gli ospedali stanno subendo un lento svuotamento. </p>



<p><strong>Se ora in Argentina il diritto all&#8217;aborto resiste è perché ci sono le organizzazioni territoriali che lo difendono</strong>, denunciando irregolarità e abusi&#8221;, afferma Belen Grosso, membro delle Socorristas en Red. Nata nel 2012, la rete unisce centinaia di associazioni in tutto il Paese che forniscono supporto a chi decide di interrompere la gravidanza. Le attiviste, tutte volontarie, gestiscono una linea telefonica gratuita che fornisce indicazioni su come abortire. Una delle problematiche principali è infatti la mancanza di informazioni.</p>



<p>&#8220;Molte persone non sanno come accedere alla legge e come fare valere i propri diritti. Noi continuiamo a informare. Quando si ha più conoscenza, si ha più potere e forza. La tutela dei diritti cammina insieme alla consapevolezza&#8221;, aggiunge Grosso. Il lavoro delle socorristas si basa su protocolli medici riconosciuti dall’OMS: spiegano in modo dettagliato come usare i farmaci abortivi, aiutano a riconoscere i segnali di allarme, indicano quando è necessario rivolgersi a un medico, restano in contatto e disponibili fino al termine del processo. Danno supporto emotivo e ascolto, spesso organizzando incontri dove si condividono le proprie esperienze. L&#8217;accompagnamento è una &#8220;cura e ha un significato politico. Significa trasmettere l’idea che nessuna è sola, nessuna viene lasciata indietro&#8221;, prosegue Grosso. “Grazie ai movimenti delle donne, in Argentina parlare di aborto e desiderio non è più un tabù. Il femminismo ha ottenuto un profondo cambiamento culturale. Non permetteremo che si torni indietro&#8221;. </p>
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		<title>Grandi manovre nei repubblicani: Musk resta in campo, DeSantis vince i referendum</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/grandi-manovre-nei-repubblicani-musk-resta-in-campo-desantis-vince-i-referendum.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Nov 2024 03:57:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Aborto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241101093858456_e86e4707e835b8c6b5fe75553bf0c32e.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241101093858456_e86e4707e835b8c6b5fe75553bf0c32e.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241101093858456_e86e4707e835b8c6b5fe75553bf0c32e-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241101093858456_e86e4707e835b8c6b5fe75553bf0c32e-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241101093858456_e86e4707e835b8c6b5fe75553bf0c32e-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241101093858456_e86e4707e835b8c6b5fe75553bf0c32e-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241101093858456_e86e4707e835b8c6b5fe75553bf0c32e-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Lo scrutinio delle presidenziali americane va di pari passo con le grandi manovre politiche che emergono nei due maggiori partiti, anche sulla scia dei voti paralleli a quello per la Casa Bianca. Mentre Donald Trump iniziava con euforia una notte elettorale ancora tutta da decidere, i fari si accendevano su due figure-chiave: Elon Musk e &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/grandi-manovre-nei-repubblicani-musk-resta-in-campo-desantis-vince-i-referendum.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241101093858456_e86e4707e835b8c6b5fe75553bf0c32e.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241101093858456_e86e4707e835b8c6b5fe75553bf0c32e.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241101093858456_e86e4707e835b8c6b5fe75553bf0c32e-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241101093858456_e86e4707e835b8c6b5fe75553bf0c32e-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241101093858456_e86e4707e835b8c6b5fe75553bf0c32e-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241101093858456_e86e4707e835b8c6b5fe75553bf0c32e-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241101093858456_e86e4707e835b8c6b5fe75553bf0c32e-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Lo <strong>scrutinio delle presidenziali americane</strong> va di pari passo con le grandi manovre politiche che emergono nei due maggiori partiti, anche sulla scia dei voti paralleli a quello per la Casa Bianca. Mentre <strong>Donald Trump</strong> iniziava con euforia una notte elettorale ancora tutta da decidere, i fari si accendevano su due figure-chiave: <strong>Elon Musk e Ron DeSantis</strong>.</p>



<p>Il magnate, titolare di Tesla e SpaceX, ha dichiarato che per la sua presenza in campo nella politica della destra Usa il voto del 5 novembre rappresenta un punto di passaggio, non di arrivo. <strong>America PAC, il suo super-comitato</strong> con cui ha sostenuto The Donald contro Kamala Harris, resterà operativo. Lo ha detto Musk dopo aver espresso il suo voto per Trump. &#8220;L&#8217;America PAC continuerà a lavorare anche dopo queste elezioni, preparandosi per le elezioni di medio termine e per quelle intermedie, oltre a esaminare le elezioni per il procuratore distrettuale e a livello giudiziario&#8221;, ha affermato Musk.</p>



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<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">Dark MAGA Assemble!<br> <a href="https://t.co/JGqFQ1DTGO">pic.twitter.com/JGqFQ1DTGO</a></p>&mdash; Elon Musk (@elonmusk) <a href="https://twitter.com/elonmusk/status/1853948745521439079?ref_src=twsrc%5Etfw">November 5, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>L&#8217;uomo più ricco al mondo porterà dunque il peso del sistema capitalistico tecnologico che rappresenta dietro The Donald. L&#8217;appoggio di Musk, assieme a quello di Peter Thiel, è risultato decisivo per ampliare le <strong>prospettive dei repubblicani</strong> in settori tradizionalmente presidiati dai dem. <strong>Dopo </strong><a href="https://it.insideover.com/politica/la-corsa-dei-miliardari-dietro-trump-e-i-rivali-di-the-donald-come-si-schiera-il-business-usa.html"><strong>Timothy Mellon, primo donatore con oltre 150 milioni di dollari, Musk</strong> </a>è stato il primo contributore della corsa di Trump: &#8220;Musk ha fatto scalpore durante la campagna elettorale in Pennsylvania a sostegno della campagna di Trump, offrendo anche 1 milione di dollari al giorno agli elettori degli stati indecisi che hanno firmato la petizione del suo comitato di azione politica a sostegno della Costituzione&#8221;, ha<a href="https://www.foxnews.com/live-news/2024-presidential-election-day-results-polls-news-trump-harris"> ricordato Fox News.</a></p>



<p>Un risultato importante che consoliderà in casa repubblicana il peso del sistema libertario rappresentato da Musk, alfiere della nuova destra mondiale assieme al presidente <strong>argentino <a href="https://it.insideover.com/politica/musk-milei-un-asse-tra-individualismo-e-libero-mercato-per-guidare-la-destra-mondiale.html">Javier Milei</a>, accomunato a Musk dall&#8217;approccio anarco-capitalista</strong>. Individualismo e libertarismo economici sono anche propri del governatore della Florida <strong>Ron DeSantis</strong>, più conservatore su temi etici.</p>



<p>E proprio DeSantis, sfidante di Trump alle primarie, ha ottenuto un risultato politico notevole nella notte. <strong>La Florida di cui è governatore vota a valanga per i repubblicani: 20 seggi su 28 alla Camera vanno al Grand Old Party</strong>, <a href="https://it.insideover.com/politica/elezioni-usa-2024-il-voto-entra-nel-vivo-boom-di-trump-in-florida.html">mentre The Donald <strong>vola a +13% su Harris</strong>.</a> E al contempo non passano i referendum sulla legalizzazione della marijuana e per il <strong>superamento della legge di DeSantis</strong> sul contenimento dell&#8217;aborto a sei settimane. In particolare, il referendum sull&#8217;aborto non ha raggiunto la soglia necessaria del 60%, fermandosi al 59%, necessaria a annullare la legge del 2023 che restringe la prospettiva per l&#8217;interruzione volontaria di gravidanza, fissata fino al 2022 a 24 settimane in Florida. <strong>Vince il Partito Repubblicano libertario sull&#8217;economia e conservatore sui temi etici</strong>, vince dunque nella narrazione interna il suo punto di sintesi, Trump. <strong>Il passaggio da Grand Old Party a Trump Old Party è anche questo</strong>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/grandi-manovre-nei-repubblicani-musk-resta-in-campo-desantis-vince-i-referendum.html">Grandi manovre nei repubblicani: Musk resta in campo, DeSantis vince i referendum</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Rissa tra Meloni e Macron, sull&#8217;aborto al G7 volano gli stracci</title>
		<link>https://it.insideover.com/donne/rissa-tra-meloni-e-macron-sullaborto-al-g7-volano-gli-stracci.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Jun 2024 09:43:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Aborto]]></category>
		<category><![CDATA[G7]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="899" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240614113848755_6640bdc92c3a9ba3ab5e02f03a402e27-e1718358338337.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="g7" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240614113848755_6640bdc92c3a9ba3ab5e02f03a402e27-e1718358338337.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240614113848755_6640bdc92c3a9ba3ab5e02f03a402e27-e1718358338337-600x281.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240614113848755_6640bdc92c3a9ba3ab5e02f03a402e27-e1718358338337-300x140.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240614113848755_6640bdc92c3a9ba3ab5e02f03a402e27-e1718358338337-1024x479.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240614113848755_6640bdc92c3a9ba3ab5e02f03a402e27-e1718358338337-768x360.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240614113848755_6640bdc92c3a9ba3ab5e02f03a402e27-e1718358338337-1536x719.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> due leader hanno battibeccato a distanza, a mezzo stampa, su una questione delicata come l'aborto nel bel mezzo del G7.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/donne/rissa-tra-meloni-e-macron-sullaborto-al-g7-volano-gli-stracci.html">Rissa tra Meloni e Macron, sull&#8217;aborto al G7 volano gli stracci</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="899" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240614113848755_6640bdc92c3a9ba3ab5e02f03a402e27-e1718358338337.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="g7" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240614113848755_6640bdc92c3a9ba3ab5e02f03a402e27-e1718358338337.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240614113848755_6640bdc92c3a9ba3ab5e02f03a402e27-e1718358338337-600x281.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240614113848755_6640bdc92c3a9ba3ab5e02f03a402e27-e1718358338337-300x140.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240614113848755_6640bdc92c3a9ba3ab5e02f03a402e27-e1718358338337-1024x479.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240614113848755_6640bdc92c3a9ba3ab5e02f03a402e27-e1718358338337-768x360.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240614113848755_6640bdc92c3a9ba3ab5e02f03a402e27-e1718358338337-1536x719.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Emmanuel Macron</strong> e <strong>Giorgia Meloni</strong> non se le sono mandate a dire in queste ore. A metterli l&#8217;un contro l&#8217;altro armati, non la crisi dei migranti o le elezioni europee, bensì l&#8217;<strong>aborto</strong>. Un tema che forse avrebbe meritato altro trattamento e maggiori delicatezze, a proposito del quale tutti pensano bene di dover dire qualcosa, facendone uso strumentale sulla pelle delle donne.</p>



<p><strong>Ma da dove è nata la polemica? </strong>Esiste un precedente, il<a href="https://it.insideover.com/politica/ucraina-cina-e-sguardo-sul-sud-globale-ecco-come-andato-il-g7-di-hiroshima.html"> <strong>vertice di Hiroshima</strong></a> dello scorso anno: in quell&#8217;occasione i Sette si erano pubblicamente impegnati per «<em>un accesso universale, adeguato e sostenibile ai servizi sanitari per le donne, compresi i diritti alla riproduzione</em>». Una dichiarazione molto patinata per dire che il diritto all&#8217;aborto va difeso, soprattutto lì dove è a rischio. Ma veniamo al <strong>G7 di Puglia</strong>: alla vigilia del summit hanno cominciato a circolare le voci su una presunta aratura della dichiarazione finale, che avrebbe totalmente spazzato via ogni riferimento specifico all&#8217;aborto, lasciando l&#8217;ispirazione alla generica indicazione di Hiroshima. Era cominciate così le <strong>speculazioni <em>bipartisan</em></strong>, chi per attaccare Meloni senza prove fattuali (la dichiarazione finale non la conosce nessuno se non gli <em>sherpa</em> al lavoro) chi per gridare al tema &#8220;divisivo&#8221;, e quindi &#8220;poco opportuno&#8221; in un consesso pettinato come il G7, che dovrebbe occuparsi di un non ben specificato &#8220;altro&#8221;.</p>



<p>La questione, che ha tenuto banco fino all&#8217;arrivo di Macron in Puglia, ha fatto sì che volassero gli stracci. Meloni grida alla &#8220;panna montata&#8221;, ovvero alla polemica pretestuosa, creata ad arte per colpire i buoni risultati raggiunti sull&#8217;Ucraina. Macron serba rancore per il resto della giornata e una volta al Castello Svevo di Brindisi per la cena di gala, tira fuori l&#8217;asso nella manica: ricordare al mondo che la sua<em> Republique </em>ha inserito il diritto all&#8217;aborto nella Costituzione. Quello che avviene dopo, davanti alle telecamere di mezzo mondo è una versione elegante di quello che a Napoli chiamano &#8220;<em>strascino</em>&#8220;. &#8220;<em>Non abbiamo le stesse sensibilità con l&#8217;Italia</em>&#8220;, commenta Macron, ingellato per l&#8217;occasione. </p>



<p>Per la premier è davvero troppo. Fermata dai giornalisti prima che raggiunga il Castello per la cena offerta dal Presidente <strong>Sergio Mattarella</strong>, bolla la polemica come &#8220;totalmente pretestuosa&#8221; accusando Macron di fare campagna elettorale utilizzando &#8220;<em>un forum prezioso come il G7</em>&#8220;, sì proprio lui uscito a pezzi dalle elezioni europee. I due, prima di cena, si salutano a malapena con sorrisi tirati e coltelli fra i denti.</p>



<p>Risse fra potenti a parte, ciò che è interessante notare è che un tema come l&#8217;aborto sia entrato di prepotenza in un tavolo di negoziazione che si è occupato sempre d&#8217;altro. L&#8217;aborto è un tema divisivo? Vero. A Biden, ad esempio, farebbe molto comodo qualcuno che gli togliesse questa gigantesca castagna dal fuoco, lui che quella parola ha perfino paura di pronunciarla. Ma in quanto diritto delle donne, l&#8217;aborto è diventato una componente fondamentale del <strong>paniere di diritti umani</strong> in discussione in questi consessi. Il fatto che ci sia entrato, di prepotenza, denota che i diritti umani non rappresentano più il sesso degli angeli, ma sono definitivamente parte dei tavoli negoziali internazionali, assieme a una manciata di <strong>valori non negoziabili</strong>. La tutela delle donne è fra questi, soprattutto lì dove ancora si continua a morire dissanguate su sudici tavoli da cucina per mano di macellai senza scrupoli.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/donne/rissa-tra-meloni-e-macron-sullaborto-al-g7-volano-gli-stracci.html">Rissa tra Meloni e Macron, sull&#8217;aborto al G7 volano gli stracci</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>I pro-life adesso vogliono la testa di Trump</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/i-pro-life-adesso-vogliono-la-testa-di-trump.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Jan 2023 14:05:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Aborto]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni midterm]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni negli Stati Uniti]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni Usa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1271" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Agenzia_Fotogramma_IPA18665439-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Agenzia_Fotogramma_IPA18665439-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Agenzia_Fotogramma_IPA18665439-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Agenzia_Fotogramma_IPA18665439-1024x678.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Agenzia_Fotogramma_IPA18665439-768x509.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Agenzia_Fotogramma_IPA18665439-1536x1017.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La popolarità e il destino di Donald Trump si stanno trasformando in una spirale avvolta su se stessa. Se l&#8217;ex presidente degli Stati Uniti doveva già vedersela con i suoi garbugli giudiziari e i detrattori all&#8217;interno del Gop, adesso rischia di perdere una fetta importante dell’elettorato conservatore. Il tycoon è stato, infatti, aspramente criticato da &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/i-pro-life-adesso-vogliono-la-testa-di-trump.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1271" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Agenzia_Fotogramma_IPA18665439-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Agenzia_Fotogramma_IPA18665439-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Agenzia_Fotogramma_IPA18665439-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Agenzia_Fotogramma_IPA18665439-1024x678.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Agenzia_Fotogramma_IPA18665439-768x509.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Agenzia_Fotogramma_IPA18665439-1536x1017.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La popolarità e il destino di <a href="https://it.insideover.com/politica/trump-si-ricandida-i-tre-possibili-scenari.html">Donald Trump</a> si stanno trasformando in una spirale avvolta su se stessa. Se l&#8217;ex presidente degli Stati Uniti doveva già vedersela con i suoi garbugli giudiziari e i detrattori all&#8217;interno del Gop, adesso rischia di perdere una fetta importante dell’elettorato conservatore. Il <em>tycoon</em> è stato, infatti, aspramente criticato da diversi esponenti del fronte pro-vita e della destra del Partito repubblicano, dopo aver imputato alla questione dell&#8217;<strong>aborto</strong> l&#8217;insuccesso dei conservatori alle recenti <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/cosa-ce-dietro-alla-mancata-red-wave-repubblicana-alle-midterm.html?_gl=1*1rkf6wa*_ga*MTE1Njk2MDQ3Ni4xNTk2MzQ1NTY5*_ga_ENZ2GEXW4Y*MTY2Nzk3NzU0My4xNzguMS4xNjY3OTg1NTUzLjAuMC4w"><em>midterm</em></a></strong>. Diversi conservatori hanno criticato Trump, affermando che nessuno dei candidati da lui sostenuti fosse favorevole a un divieto assoluto all&#8217;aborto, contrariamente a quanto apparentemente affermato dall&#8217;ex presidente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le accuse di Trump</h2>



<p>Trump era tornato a commentare nel fine settimana il risultato dei Repubblicani alle elezioni di metà mandato dello scorso novembre, imputando la sconfitta della maggior arte dei candidati conservatori al tema dell&#8217;aborto, realizzando un autogol clamoroso. In un messaggio pubblicato sul suo social <em>Truth</em>, ha infatti raccontato che troppi candidati hanno gestito la questione in maniera inadeguata, riferendosi in particolare a quelli che a suo dire avrebbero insistito &#8220;con troppa fermezza&#8221; nel promuovere il divieto assoluto dell&#8217;interruzione di gravidanza, <strong>anche in caso di stupro o incesto</strong>. Trump è parso anche puntare l&#8217;indice contro l&#8217;elettorato conservatore, sostenendo che la tradizionale componente antiabortista &#8220;ha ottenuto quel che voleva&#8221; con la sentenza della Corte Suprema dello scorso anno, &#8220;e poi si è dileguata&#8221; abbandonando sostanzialmente la causa e le piazze.</p>



<p>Diversi conservatori sarebbero ora pronti a detronizzarlo. &#8220;Letteralmente zero candidati repubblicani hanno sostenuto che l&#8217;aborto debba essere vietato anche quando la vita della madre è a rischio&#8221;, ha dichiarato, ad esempio, il noto commentatore di orientamento conservatore <strong>Ben Domenech</strong>, che ha accusato l&#8217;ex presidente di &#8220;tradire la causa pro-vita&#8221;. Analizzando le primarie del 2024, in cui Trump è l&#8217;unico candidato dichiarato (scivolato però in basso nei sondaggi), Domenech ha aggiunto: &#8220;Trump ha tradito la causa pro-vita. Esiste ora un&#8217;enorme apertura per colpirlo nella posta in gioco del 2024, che mi aspetto che diversi candidati seguano.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Trump e i pro-life, un matrimonio di convenienza</h2>



<p>Quello che sembrerebbe un rapporto datato, ovvero quello tra Trump e gli antiabortisti non è stato altro che <strong>un matrimonio di convenienza sin dal 2016</strong>. Nessuno, all’interno dei militanti pro-life, ha mai pensato veramente a Trump (che all&#8217;epoca era inequivocabilmente favorevole alla scelta) come un vero sostenitore della sua causa o delle basi religiose conservatrici di quella causa stessa. Ma la la promessa di ribaltare grazie alla Corte Suprema la storica <em>Roe vs. Wade</em> è stato un carrozzone troppo ghiotto per non saltarci sopra.</p>



<p>Ora che però il gioco si fa duro, Trump è pronto a far volare gli stracci, perfino scaricando questa fetta di elettorato. Pronto a fargli la guerra anche il noto opinionista <strong>Ramesh Ponnuru</strong> (lui stesso un attivista anti-aborto di lunga data) bollando le affermazioni di Trump come &#8220;un mucchio di sciocchezze in cima a un nocciolo di verità”. La verità consisterebbe nel fatto che alcuni candidati repubblicani che hanno preso posizione sull&#8217;aborto-come Dixon, Michels, Mastriano, Walker e Masters- hanno tutti perso. Ma come ormai è assodato, alle <em>midterm</em> sono intervenute ben <a href="https://it.insideover.com/politica/ne-con-biden-ne-con-trump-come-il-voto-personale-ha-definito-le-midterm.html">altre dinamiche nelle scelte di voto</a>, definito mai così “personale” come in questa tornata: lo schema generale dei risultati suggerisce, infatti, che gli elettori hanno punito i repubblicani più per i loro stretti legami con Trump, e con il refrain della frode elettorale presunta nel 2020, che per la loro opposizione all&#8217;aborto. Del resto, i governatori repubblicani che hanno firmato divieti totali o parziali sull&#8217;aborto, infatti, sono stati rieletti in Florida, Georgia, Ohio e Texas.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Trump ha bisogno dei pro-life per vincere</h2>



<p>Sfortunatamente per Trump, fintanto che la sua candidatura per il 2024 sarà in piedi, necessiterà del movimento anti-aborto più di quanto il movimento abbia bisogno di lui. Con ogni probabilità, ci saranno altri candidati (sicuramente l&#8217;ex presidente Pence, forse l&#8217;arcirivale Ron DeSantis) disposti a mettersi in riga. La reazione alla collera di Trump, secondo <em>NBC News</em>, da parte delle organizzazioni anti-aborto più aggressive è stata significativa. Un importante gruppo anti-aborto ha respinto i commenti dell&#8217;ex presidente, invitando Trump a presentare un programma di &#8220;ambizioso consenso a favore della vita&#8221;.</p>



<p><a href="https://sbaprolife.org/">Susan B. Anthony Pro-Life America </a>ha criticato i candidati del Gop che adottano quella che ha definito una &#8220;<strong>strategia dello struzzo</strong>&#8220;, sostenendo che Trump e altri candidati alla presidenza nel 2024 dovrebbero articolare in modo più completo la loro posizione sul divieto all&#8217;interruzione di gravidanza. &#8220;L&#8217;approccio alla vittoria sull&#8217;aborto nelle gare federali, dimostrato da un decennio, è questo: affermare chiaramente l&#8217;ambiziosa posizione di consenso a favore della vita e contrastarla con la visione estrema degli oppositori democratici&#8221;, ha affermato lunedì il gruppo in una dichiarazione. &#8220;Non vediamo l&#8217;ora di sentire quella posizione completamente articolata da Trump e da tutti i candidati alla presidenza&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La corsa al più antiabortista di tutti nel Gop</h2>



<p>Che l’argomento metta già pepe fra i<em> runners</em> per Usa2024 è già chiaro da parte di un semimorigerato come Mike Pence: la provocazione da parte di Pro-Life America ha ricevuto una calorosa risposta dall&#8217;ex vicepresidente, <a href="https://twitter.com/Mike_Pence/status/1610058386762256384">che ha ritwittato la dichiarazione del gruppo anti-aborto</a>, aggiungendo che era &#8220;ben detto&#8221;, dopo aver ripetutamente elogiato il ribaltamento di <em>Roe v. Wade</em>.</p>



<p>La domanda, dunque, è ormai lecita: la campagna antiabortista può fare a meno di Trump? Certamente. Trump può vincere senza i pro-life, amesso che superi le sue beghe legali? Difficile, se non impossibile. Significa perdere una fetta d’America conservatrice fino al midollo che non negozierà per nessuna ragione la propria etichetta <em>pro-life</em> che già qualcuno ambisce a mettersi sul petto, presentandosi come il più antiabortista degli antiabortisti. La percezione, sempre più ampia, è che la candidatura dell&#8217;ex presidente nel 2024 rischi di andare in pezzi un anno prima delle primarie: come l’ha dipinta bene il <em>New York Magazine</em>, si tratta sempre più di una &#8220;corsa per la rielezione triste, solitaria, assetata, distrutta, praticamente finta&#8221;. Che si tratti di Pence o di qualcun’altro, i conservatori antiabortisti sono alla ricerca di un nuovo padrino. The Donald, nel frattempo, ha già perso un enorme bacino di imprescindibili, mettendoli alla berlina invece che rinfocolarne l’affezione.</p>
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		<title>Il voto sull&#8217;aborto in Kansas accende la corsa per il midterm</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-voto-sullaborto-in-kansas-accende-la-corsa-per-il-midterm.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Aug 2022 19:40:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Aborto]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni americane 2020]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=365633</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYIYDMuk5hqB3MlnnzFS_ANSA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYIYDMuk5hqB3MlnnzFS_ANSA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYIYDMuk5hqB3MlnnzFS_ANSA-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYIYDMuk5hqB3MlnnzFS_ANSA-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYIYDMuk5hqB3MlnnzFS_ANSA-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYIYDMuk5hqB3MlnnzFS_ANSA-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYIYDMuk5hqB3MlnnzFS_ANSA-2048x1366.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’inaspettato è accaduto: la scelta sull’aborto ha scollato l’elettorato dalle proprie appartenenze partitiche, almeno nel sunflower state. A poco più di un mese dalla storica sentenza che ha ribaltato la Roe vs. Wade, il Kansas sceglie di difendere il diritto all&#8217;aborto: gli elettori hanno infatti bocciato la proposta che avrebbe rimosso il diritto di accesso &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/il-voto-sullaborto-in-kansas-accende-la-corsa-per-il-midterm.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-voto-sullaborto-in-kansas-accende-la-corsa-per-il-midterm.html">Il voto sull&#8217;aborto in Kansas accende la corsa per il midterm</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYIYDMuk5hqB3MlnnzFS_ANSA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYIYDMuk5hqB3MlnnzFS_ANSA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYIYDMuk5hqB3MlnnzFS_ANSA-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYIYDMuk5hqB3MlnnzFS_ANSA-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYIYDMuk5hqB3MlnnzFS_ANSA-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYIYDMuk5hqB3MlnnzFS_ANSA-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYIYDMuk5hqB3MlnnzFS_ANSA-2048x1366.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>L’inaspettato è accaduto: la scelta sull’aborto ha scollato l’elettorato dalle proprie appartenenze partitiche, almeno nel <em>sunflower state</em>. A poco più di un mese dalla storica sentenza che ha ribaltato la <strong>Roe vs. Wade</strong>, il <strong>Kansas </strong>sceglie di difendere il diritto all&#8217;<a href="https://it.insideover.com/donne/gli-usa-divisi-dalla-battaglia-post-roe-vs-wade-il-punto.html"><strong>aborto</strong></a>: gli elettori hanno infatti bocciato la proposta che avrebbe rimosso il diritto di accesso alle interruzioni di gravidanza dalla costituzione dello Stato. Si tratta del primo vero test elettorale sulla questione da quando la Corte Suprema degli Stati Uniti ha consentito agli Stati di vietare la procedura. <strong>I “no” sono arrivati a sfiorare il 60%</strong> facendo registrare un’affluenza record alle urne. Il dato è fondamentale perché mostra come sia in grado di galvanizzare gli elettori in vista delle <strong>elezioni di medio termine </strong>dell&#8217;8 novembre. Ma ciò che sorprendere maggiormente è che sia accaduto in uno Stato profondamente conservatore (anche se a guida democratica), ove Donald Trump, aveva vinto di quasi 15 punti percentuali nel 2020.</p>
<h2>Aborto vs. Trump: cosa dicono i dati</h2>
<p>Il Kansas sfiora appena i tre milioni di abitanti e circa un quinto della popolazione vive nelle 59 contee ad ovest di Wichita. Circa 940.000 cittadini hanno votato al referendum, un volume impressionante in un anno di medio termine. Si tratterebbe di un&#8217;affluenza del 49% che ha portato al voto quasi lo stesso numero di abitanti del medio termine del 2018.</p>
<p>Al di là del risultato generale, è interessante analizzare il voto contea per contea. Il 59% degli elettori nella contea di Leavenworth ha respinto l&#8217;emendamento, la stessa quota che ha votato per Trump nel 2020. Nella contea di Saline, il 64% degli elettori ha votato per Trump nel 2020 e il 55% ha votato contro l&#8217;emendamento. Nella contea di Sedgwick, in cui Trump aveva strappato il 55%, il 58% degli elettori ha optato per il no. La maggior parte dei sono giunti dalle contee più popolose dello Stato, che comprendono grandi aree urbane e suburbane. Lo stato possiede quattro istituti che effettuano le procedure di aborto: due si trovano a Wichita e due a Overland Park, aree che hanno votato contro l&#8217;emendamento. Se ci si sposta nella contea di Wyandotte, in cui sorge Kansas City, i no raggiungono il 74% (a fronte di un 65% per Biden), mentre la vicina contea di Johnson, la più popolosa dello stato (quasi 600mila abitanti), il 68% difende il diritto all’aborto a fronte di un 53% di elettori che avevano scelto l’attuale presidente. Nelle aree rurali che hanno sostenuto in modo schiacciante Trump, i margini di scelta del no hanno tutti superato il 50% sebbene in alcune zone non in maniera schiacciante.</p>
<p>Al momento si tratta di proiezioni che, basandosi sull’oltre il 90% dei voti scrutinati sono ormai ritenute affidabili, sebbene i risultati ufficiali giungeranno non prima di una settimana.</p>
<h2>Dobbiamo aspettarci un &#8220;effetto Kansas&#8221;?</h2>
<p>È risaputo che le elezioni di medio termine siano un referendum sull’operato del presidente in carica, i cui <a href="https://it.insideover.com/politica/trump-e-biden-giu-nei-sondaggi-gli-americani-vogliono-facce-nuove.html">tassi di approvazione</a> non raccontano nulla di buono. Tuttavia, questo 2022 sembra poter tirare fuori dal cilindro ogni tipo di sorpresa. Mentre gli Stati Uniti viaggiano verso l&#8217;8 novembre, la violenza armata di alto profilo fa sempre più notizia, un comitato del Congresso indaga sull’attacco al Campidoglio e si sta sulle barricate a proposito dell’aborto. Tutto questo mentre il tasso di inflazione raggiunge il 9,1%, il suo punto più alto da decenni.</p>
<p>Appare davvero difficile stimare quanto “l’effetto Kansas” potrebbe ingenerare una reazione moltiplicatrice nel Paese, ma soprattutto quanto un tema così polarizzante possa scalare le vette delle priorità degli americani. Un <a href="https://poll.qu.edu/poll-results/">sondaggio di Quinnipiac</a> del 20 luglio mostra che il 34% di tutti gli elettori ha classificato l&#8217;<strong>inflazione</strong> come la questione più urgente che il Paese deve affrontare e la <strong>violenza armata</strong> al secondo posto (12%). Nessun altro problema ha raggiunto la doppia cifra. Tuttavia, prese separatamente, le priorità di Democratici e Repubblicani cambiano. Il sondaggio mostra che tra i repubblicani, l&#8217;inflazione (48%) è al primo posto seguita dall&#8217;<strong>immigrazione</strong> (16%) senza che altri problemi raggiungano la doppia cifra. Tra i democratici, la violenza armata (22%) è al primo posto, seguita da aborto (14%), inflazione (14%), leggi elettorali (12%) e cambiamenti climatici (11%). E tra gli indipendenti, l&#8217;inflazione (41%) è al primo posto senza altri problemi che raggiungono la doppia cifra.</p>
<p>Cosa ha vinto, dunque, in Kansas? I gruppi <em>pro-choice</em> affermano di aver enfatizzato i temi dell&#8217;autonomia corporea e della libertà individuale per conquistare gli elettori con visioni complesse sui diritti riproduttivi. L’intera campagna ha fatto leva sulla riluttanza dei cittadini a consentire a Washington di intervenire nelle decisioni sanitarie personali, incoraggiando gli elettori a &#8220;dire no a un maggiore controllo del governo&#8221;. Da tenere d’occhio, per il momento, il <strong>Kentucky</strong>. Qui, una coalizione per la difesa del diritto all&#8217;aborto sta utilizzando lo stesso messaggio per combattere un simile emendamento costituzionale. Heather Ayer, coordinatrice della campagna per l&#8217;American Civil Liberties Union del Kentucky, ha affermato che i focus group hanno dimostrato che l&#8217;enfasi sulla libertà personale nelle decisioni mediche risulta un argomento vecchio stile, ma sempre e comunque vincente.</p>
<p>La questione aborto, tuttavia, questa volta è stata protagonista di una votazione specifica su un unico tema. A novembre il <em>cabaret</em> di motivazioni che spingeranno al voto sono le più varie e avranno strettamente a che fare con i bisogni primari. Si tratterà di capire quanto questa <em>moral issue</em> sarà in grado di competere con altre questioni: di certo, questo precedente, se venisse confermato altrove, potrebbe essere un punto a favore di Biden, che potrebbe intestarsi questa battaglia e appuntarsela sul petto.</p>
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		<title>Gli Usa divisi dalla battaglia post Roe vs. Wade: il punto</title>
		<link>https://it.insideover.com/donne/gli-usa-divisi-dalla-battaglia-post-roe-vs-wade-il-punto.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Jul 2022 05:11:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Aborto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220721094226148_e87aa3d63417c3cecb1dfbb244db7e5d-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220721094226148_e87aa3d63417c3cecb1dfbb244db7e5d-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220721094226148_e87aa3d63417c3cecb1dfbb244db7e5d-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220721094226148_e87aa3d63417c3cecb1dfbb244db7e5d-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220721094226148_e87aa3d63417c3cecb1dfbb244db7e5d-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220721094226148_e87aa3d63417c3cecb1dfbb244db7e5d-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220721094226148_e87aa3d63417c3cecb1dfbb244db7e5d-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Da quando, il 24 giugno scorso, la Corte Suprema degli Stati Uniti ha ribaltato la storica sentenza Roe vs. Wade, un’altra battaglia soffia sull’America in fiamme. L’ennesimo scontro su una delle più importanti moral issue è già diventato materia di propaganda elettorale, e segnerà la faglia tra Repubblicani e Democratici, a discapito di un dibattito &#8230; <a href="https://it.insideover.com/donne/gli-usa-divisi-dalla-battaglia-post-roe-vs-wade-il-punto.html">[...]</a></p>
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<h2>Una battaglia politica, legale, mediatica</h2>
<p>All’indomani della storica sentenza, si sono scatenati nel Paese i peggiori sentimenti oscurantisti: come quando il procuratore generale dell&#8217;<strong>Arizona</strong> Mark Brnovich ha annunciato in un <em>tweet</em> che lo Stato sarebbe tornato a un <strong>divieto di aborto senza eccezioni per stupro e incesto</strong>: &#8220;Il nostro ufficio ha concluso che la legislatura ha chiarito le sue intenzioni in merito alle leggi sull&#8217;aborto. ARS 13-3603 (la legge in questione) è tornata in vigore e non sarà abrogata”.</p>
<p>Oppure ancora, il caso della <a href="https://eu.indystar.com/story/news/health/2022/07/01/indiana-abortion-law-roe-v-wade-overturned-travel/7779936001/">ragazzina dell’Ohio</a>, appena dieci anni, rimasta incinta a seguito di uno stupro, che ha cercato di abortire nel vicino <strong>Indiana</strong>: la bambina e la sua famiglia accusati di essere bugiardi prezzolati e di essersi prestati alla propaganda. Peccato poi che la storia si scopre vera. Appena una settimana fa, il procuratore generale dell&#8217;Ohio &#8211; un repubblicano anti-abortista &#8211; ha criticato l&#8217;<em>Indianapolis Star </em>per aver riportato per la prima volta la storia, proprio mentre le forze dell&#8217;ordine nella contea di Franklin, Ohio, hanno accusato un uomo di 27 anni, Gerson Fuentes di Columbus, per lo stupro. Fuentes aveva confessato pubblicamente di aver violentato la bambina almeno due volte.</p>
<p>Da qui la necessità immediata, per Stati come l’Indiana, di normare immediatamente questa zona grigia. La Corte suprema dello Stato ha optato per far entrare in vigore una legge che richiederà il consenso dei genitori per effettuare aborti volontari su minori. Lo riferisce l&#8217;emittente <em>Nbc News</em>, ricordando che la legge era stata approvata nel 2017, ma bloccata da alcuni tribunali di grado inferiore, che ne avevano dichiarato l&#8217;incostituzionalità. A seguito della recente decisione della Corte suprema, lo Stato aveva chiesto alle autorità giudiziarie di consentire l&#8217;entrata in vigore della legge. &#8220;Ulteriori ritardi servirebbero solo ad ostacolare l&#8217;entrata in vigore di una norma tesa a proteggere i minori e le rispettive famiglie&#8221;, avevano scritto i rappresentanti legali dello Stato, chiedendo alla Corte suprema di &#8220;agire subito&#8221;. La richiesta è stata poi accolta dal giudice John Roberts.</p>
<p>La battaglia, così, si fa anche mediatica, con le vittime costrette a dimostrare la veridicità delle violenze subite al cospetto del dubbio. Ma c’è di più. Il dibattito (il primo a farlo è proprio <a href="https://it.insideover.com/donne/biden-un-giorno-triste-per-gli-usa-sullaborto-un-grave-errore.html"><strong>Joe Biden</strong></a>) continua ad essere spostato su <strong>casi estremi come incesti e stupri</strong>, quasi come se l’aborto fosse da trattare sempre come <em>extrema ratio</em> in situazioni al limite e non come una scelta anche, e soprattutto, per le donne che restano incinte in situazioni “normali”. Una deriva molto utile sia a progressisti che conservatori: ai primi consente di non esporsi troppo, raccattando qualche <em>dixiecrat</em> in più, agli altri consente di non passare per retrogradi pur preservando il mantello dei <em>pro-life</em>.</p>
<h2>La &#8220;guerra&#8221; nelle corti</h2>
<p>Lunedì scorso un giudice del <strong>West Virginia</strong> ha impedito ai propri funzionari di imporre un vecchio divieto di abortire risalente al XIX secolo. La decisione del giudice del circuito della contea di Kanawha, Tera Salango, apre la strada alla ripresa dei servizi nell&#8217;unica clinica statale per l&#8217;aborto, che ha sospeso gli interventi per paura di essere perseguita a seguito della sentenza del 24 giugno. Salango ha concordato con la clinica, il <em>Women&#8217;s Health Center of West Virginia</em>, che la legge è stata effettivamente abrogata da statuti post-Roe più moderni che &#8220;sono in conflitto disperato&#8221; con quello vecchio che consente l&#8217;aborto fino alla 20a settimana di gravidanza. &#8220;Per quasi 50 anni abbiamo orgogliosamente messo a disposizione la nostra clinica a chiunque necessitasse di un&#8217;operazione di aborto, e siamo determinati a continuare finché sarà possibile: la notizia di oggi è un sollievo, e ci consente di riprendere a lavorare&#8221;, ha scritto la direttrice della struttura, Katie Quinonez, in una nota. Il caso è uno dei tanti che gruppi e cliniche per i diritti dell&#8217;aborto hanno presentato a livello nazionale cercando di fermare o bloccare l&#8217;entrata in vigore di divieti e restrizioni negli Stati per lo più a guida repubblicana.</p>
<p>La sentenza è arrivata poche ore dopo che un giudice della <strong>Louisiana</strong> ha esteso un blocco temporaneo di applicazione a un cosiddetto divieto &#8220;<em>trigger</em>&#8221; progettato per entrare in vigore se l&#8217;alta corte avesse ribaltato la Roe. Sempre in Louisiana, il 13 luglio scorso un giudice di Baton Rouge ha sospeso temporaneamente l&#8217;entrata in vigore della legge consentendo alle cliniche per la salute riproduttiva di continuare ad operare. Si tratta del secondo provvedimento in poche settimane che blocca l&#8217;entrata in vigore della sentenza, dopo che le autorità hanno approvato una serie di restrizioni all&#8217;aborto volontario. Il tribunale di Baton Rouge che ha emesso l&#8217;ordine restrittivo ha fatto sapere che le richieste di aborto saranno consentite almeno fino al 29 luglio. Presumibilmente, non si tratterà dell’unico rinvio.</p>
<p>Il governatore della <strong>Pennsylvania</strong>, il democratico Tom Wolf, ha invece firmato un ordine esecutivo per proteggere il diritto all&#8217;aborto e alla medicina contraccettiva, anche per coloro che arriveranno da altri Stati che hanno criminalizzato la procedura. In un messaggio pubblicato sul suo profilo Twitter, il governatore ha anche dichiarato che la Pennsylvania rifiuterà di adempiere ad eventuali richieste di emettere mandati di arresto nei confronti di persone accusate di reati connessi alle leggi contro l&#8217;aborto. &#8220;La decisione della Corte suprema, che ha rovesciato la sentenza Roe v. Wade del 1973, ha causato un&#8217;ondata di paura e incertezza in tutto il Paese: lo Stato della Pennsylvania non parteciperà a questo attacco nei confronti delle donne, e accoglierà tutti coloro che hanno bisogno di trattamenti necessari per la propria salute&#8221;, ha detto, aggiungendo che l&#8217;ordine esecutivo tutelerà anche i medici e le strutture che offrono servizi legati alla contraccezione.</p>
<p>Nel frattempo, come racconta in un’inchiesta il <a href="https://www.latimes.com/world-nation/story/2022-07-19/women-sterilization-roe-vs-wade"><em>Los Angeles Times</em></a>, nel Paese è boom di richieste per procedure di <strong>sterilizzazione femminile</strong>. La legatura delle tube ha una storia lunga e complessa negli Stati Uniti. Storicamente, le donne, spesso appartenenti a gruppi emarginati, sono state sterilizzate con la forza a loro insaputa. Per questo motivo, l&#8217;<em>American College of Obstetricians and Gynecologists</em> raccomanda un approccio etico con i pazienti, prendendo allo stesso tempo precauzioni contro &#8220;usi coercitivi o comunque ingiusti&#8221;.</p>
<h2>La battaglia al Congresso</h2>
<p>La<strong> battaglia congressuale</strong>, nottetempo, è già lì che infuria. Lo scorso 15 luglio la Camera dei rappresentanti ha approvato una proposta di legge tesa a proteggere l&#8217;accesso all&#8217;aborto volontario nel Paese, e ha in programma di votarne una seconda per tutelare le donne che dovranno spostarsi dal proprio Stato di residenza per accedere al trattamento. Lo riferisce il <a href="https://www.wsj.com/articles/house-set-to-vote-on-bills-protecting-abortion-access-11657896570"><em>Wall Street Journal</em></a>, sottolineando come entrambi i provvedimenti rischiano di rimanere bloccati al Senato, dove i democratici avrebbero bisogno del sostegno di almeno dieci esponenti del Partito repubblicano. La seconda proposta, denominata <em>Ensuring Access to Abortion Act</em>, prevede una serie di tutele rivolte alle donne che dovranno recarsi in altri Stati per ricevere una procedura di aborto. &#8220;Queste proposte sono state avanzate nel rispetto del nostro diritto a prendere le decisioni che riteniamo più opportune per la nostra salute e il nostro corpo&#8221;, ha commentato la rappresentante democratica Judy Chu.</p>
<p>Anche il dipartimento della Giustizia degli Stati Uniti passa all&#8217;azione: ha infatti annunciato di aver istituito una <em><strong>task force</strong></em> per valutare nuove misure per tutelare il diritto all&#8217;aborto. Questa unità operativa sarà guidata dalla procuratrice generale associata Vanita Gupta, e si occuperà di monitorare i provvedimenti che i singoli Stati adotteranno per vietare o limitare l&#8217;accesso all&#8217;aborto, per poi presentare all&#8217;amministrazione presidenziale una serie di possibili risposte anche sul piano legale.</p>
<p>Anche i <em>congressmen</em> non stanno a guardare. Sono almeno 17 i rappresentanti democratici arrestati martedì scorso a Washington nel quadro di una manifestazione organizzata per protestare contro la recente decisione della Corte Suprema. Stando alle informazioni diffuse dalla polizia locale, alcuni manifestanti sarebbero stati fermati e arrestati per aver bloccato il traffico su First Street, rifiutando di disperdersi come richiesto dalle forze dell&#8217;ordine. Fra loro, la pasionaria <strong>Alexandria Ocasio-Cortez. </strong></p>
<p>L&#8217;amministrazione Biden cerca di prendere tempo, a suon di <em>escamotage</em>. Il presidente starebbe valutando di dichiarare un&#8217;<strong><a href="https://www.politico.com/news/2022/07/10/biden-health-emergency-abortion-access-00044936">emergenza sanitaria “limitata</a>” </strong>per difendere l&#8217;aborto e in particolare l&#8217;accesso alle <strong>pillole abortive</strong>. Lo riporta <em>Politico</em> citando alcune fonti, secondo le quali si tratterebbe di una dichiarazione circoscritta per mettere al riparo da possibili azioni legali i medici, le farmacie e le altre istituzioni che possono fornire le pillole abortive anche negli stati americani dove sono in vigore le norme più rigide contro le interruzioni di gravidanza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/donne/gli-usa-divisi-dalla-battaglia-post-roe-vs-wade-il-punto.html">Gli Usa divisi dalla battaglia post Roe vs. Wade: il punto</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L&#8217;errore del giudice liberal Ruth Bader Ginsburg e la debolezza di Obama sull&#8217;aborto</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/lerrore-del-giudice-liberal-ruth-bader-ginsburg-e-la-debolezza-di-obama-sullaborto.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Jul 2022 20:17:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Aborto]]></category>
		<category><![CDATA[Corte Suprema]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni americane 2020]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220721104952458_a79b8e388a9fcf6ad2aad418c0b082c8-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220721104952458_a79b8e388a9fcf6ad2aad418c0b082c8-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220721104952458_a79b8e388a9fcf6ad2aad418c0b082c8-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220721104952458_a79b8e388a9fcf6ad2aad418c0b082c8-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220721104952458_a79b8e388a9fcf6ad2aad418c0b082c8-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220721104952458_a79b8e388a9fcf6ad2aad418c0b082c8-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220721104952458_a79b8e388a9fcf6ad2aad418c0b082c8-2048x1363.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Ruth Bader Ginsburg è stata una di quelle donne destinate a fare la storia. Nonostante non siano passati nemmeno due anni dalla sua morte, il suo volto è già nei libri di storia. Tuttavia, il suo nome riecheggia in queste settimane nei corridoi che contano di Washington DC e più di qualcuno, fra i dem, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/lerrore-del-giudice-liberal-ruth-bader-ginsburg-e-la-debolezza-di-obama-sullaborto.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/lerrore-del-giudice-liberal-ruth-bader-ginsburg-e-la-debolezza-di-obama-sullaborto.html">L&#8217;errore del giudice liberal Ruth Bader Ginsburg e la debolezza di Obama sull&#8217;aborto</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220721104952458_a79b8e388a9fcf6ad2aad418c0b082c8-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220721104952458_a79b8e388a9fcf6ad2aad418c0b082c8-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220721104952458_a79b8e388a9fcf6ad2aad418c0b082c8-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220721104952458_a79b8e388a9fcf6ad2aad418c0b082c8-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220721104952458_a79b8e388a9fcf6ad2aad418c0b082c8-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220721104952458_a79b8e388a9fcf6ad2aad418c0b082c8-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220721104952458_a79b8e388a9fcf6ad2aad418c0b082c8-2048x1363.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><strong>Ruth Bader Ginsburg</strong> è stata una di quelle donne destinate a fare la storia. Nonostante non siano passati nemmeno due anni dalla sua morte, il suo volto è già nei libri di storia. Tuttavia, il suo nome riecheggia in queste settimane nei corridoi che contano di Washington DC e più di qualcuno, fra i <em>dem</em>, guarda al caso della celebre giudice come ad un’occasione mancata, che avrebbe permesso un corso differente degli eventi, soprattutto in merito alla recente sentenza sull’<a href="https://it.insideover.com/donne/biden-un-giorno-triste-per-gli-usa-sullaborto-un-grave-errore.html"><strong>aborto</strong></a>.</p>
<h2>Un errore di calcolo</h2>
<p>Ma facciamo un passo indietro. Siamo nell’autunno 2016 e l’era Obama sta per terminare in quel di Pennsylvania Avenue. Ruth Bader Ginsburg, iconica voce progressista della<a href="https://it.insideover.com/politica/laborto-e-la-sacralita-della-corte-suprema.html"> <strong>Corte Suprema</strong></a>, paladina dei diritti delle donne ha 83 anni ma, soprattutto, è tornata a soffrire di quella malattia senza scampo che l’aveva già colpita nel 1999. L’era Obama termina ed inizia l’era Trump. Vittorioso alle elezioni del 2016, il neopresidente nomina inizialmente <strong>Neil Gorsuch</strong> alla Corte Suprema, mantenendo così l&#8217;equilibrio fra i seggi nel dopo Antonin Scalia, il leggendario giudice conservatore. Nel 2018, l&#8217;occasione è ghiotta per procedere con una seconda nomina, quella di <strong>Brett Kavanaugh</strong>. Nel mezzo del processo di conferma, quest’ultimo viene accusato di aggressione sessuale: accuse pesanti che nega con forza e che, grazie all&#8217;appoggio incondizionato di Trump, riesce a superare incassando la conferma in Senato.</p>
<p>La morte di Ruth Bader Ginsburg nel 2020 concede a Trump una terza nomina, quella in grado di far pendere la Corte a destra per gli anni a venire. Lo fa ad appena un mese dalla scadenza del suo mandato: una possibilità legittima, ma poco opportuna. Il suo “giudice di mezzanotte” sarà una donna, <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-amy-coney-barrett.html"><strong>Amy Coney Barrett</strong></a>, una vita da attivista antiabortista ma, soprattutto, 48enne. Ed è così che l’attuale Corte Suprema diventa l’elefante nella stanza dell’amministrazione Biden.</p>
<p><strong>Un errore di calcolo di portata storica per i democratici</strong>, che forse si poteva evitare. La questione della nomina a vita dei giudici è una delle più dibattute nella storia degli Stati Uniti. Sono in molti a chiedersi, infatti, se al di là della loro esperienza, sia il caso di concedere a membri così in là con gli anni di decidere il futuro della nazione. Così come è ripetutamente messa in discussione la loro derivazione “politica”, esattamente come la loro decisione su quando e se dimettersi anticipatamente.</p>
<h2>Le nomine di Obama</h2>
<p>Nonostante “con i se e con i ma, la storia non si fa”, una retrospettiva suggerisce che se Ginsburg si fosse ritirata quando aveva 80 anni nel 2013, Obama avrebbe potuto spingere per la conferma di un giudice liberale, poiché all’epoca dei fatti i Democratici controllavano il Senato. Le polemiche si inasprirono, poi, all’inizio del secondo mandato di Obama. È anche vero che la giudice avrebbe potuto ritirarsi in qualsiasi momento, magari ugualmente scomodo per i democratici. Anche se avrebbe potuto, Ginsburg chiarì ripetutamente di non avere intenzione di ritirarsi, sperando di poter dare il proprio contributo almeno per qualche altro anno. Infatti, nel 2019, difese strenuamente la sua decisione di rimanere alla Corte.</p>
<p>Una delle ragioni di tanto tentennamento fu proprio il dubbio circa la capacità di Obama di nominare un sostituto che sarebbe andato bene a tutti: avrebbe potuto o voluto nominare un giudice &#8220;ultra progressista&#8221;? Il Senato avrebbe approvato una persona del genere? Una maggioranza democratica al Senato è durata fino alle elezioni di metà mandato del 2014, concedendo a Obama quasi due anni di controllo del legislativo che, in teoria, avrebbero potuto essere utilizzati per far passare un candidato ultraliberale. A guardare le altre sue nomine, <strong>Elena Kagan</strong> non è di certo un’ultra-progressista, bensì una moderata; di ben altra tempra <strong>Sonia Sotomayor</strong>. <strong>Merrick Garland</strong>, invece, il candidato di Obama per sostituire Scalia, non venne confermato: immediatamente dopo l&#8217;annuncio, il leader della maggioranza al Senato Mitch McConnell decretò il suo fermo rifiuto di considerare i candidati alla Corte Suprema fino alla successiva inaugurazione presidenziale. Citando la famosa “regola Thurmond&#8221;, McConnell sostenne che non avrebbe dovrebbe esserci una nomina così vicina alle successive elezioni. E Garland era di certo un moderato.</p>
<h2>Il caso del giudice Breyer</h2>
<p>Certamente i <em>dem</em> sono stati più lungimiranti con l’harvardiano, ma di certo meno iconico, giudice <a href="https://www.youtube.com/watch?v=-JCbXKz7kaE"><strong>Stephen Breyer</strong></a>. Di orientamento liberale, a 83 anni era il più anziano degli altri otto magistrati della Corte Suprema fino al gennaio scorso. Autore di importanti sentenze a sostegno del diritto all’assistenza sanitaria, promotore dei diritti LGBT e strenuo detrattore della pena di morte. Dopo la vittoria alle elezioni del 2020 numerosi attivisti <em>dem</em> avevano esortato Breyer a farsi da parte, temendo l’eventuale anatra zoppa il prossimo autunno al <em>midterm</em>. Così, è stato possibile l’avvicendamento tra Breyer e <strong>Ketanji Brown Jackson</strong>. Nei fatti, non muta l’equilibrio ideologico della Corte, ma quantomeno questa opzione consente di irrobustire l’ala liberale con una giurista molto più giovane. Memori della vicenda Ginsburg, i democratici hanno sentito il fiato sul collo della possibilità di perdere il controllo del Senato e dunque di poter vedere ridotti a due i “propri” giudici. Le pressioni su Breyer, inoltre, hanno consentito di nominare la prima donna nera a un seggio della Corte Suprema, il che ha il suo valore iconico e, dunque, politico.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/lerrore-del-giudice-liberal-ruth-bader-ginsburg-e-la-debolezza-di-obama-sullaborto.html">L&#8217;errore del giudice liberal Ruth Bader Ginsburg e la debolezza di Obama sull&#8217;aborto</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Perché sull&#8217;aborto i democratici Usa dovrebbero fare mea culpa</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/perche-sullaborto-i-democratici-usa-dovrebbero-fare-mea-culpa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Jul 2022 18:01:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Aborto]]></category>
		<category><![CDATA[Corte Suprema]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYIYDMmJ5hqB3MlnnzFR_ANSA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYIYDMmJ5hqB3MlnnzFR_ANSA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYIYDMmJ5hqB3MlnnzFR_ANSA-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYIYDMmJ5hqB3MlnnzFR_ANSA-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYIYDMmJ5hqB3MlnnzFR_ANSA-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYIYDMmJ5hqB3MlnnzFR_ANSA-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYIYDMmJ5hqB3MlnnzFR_ANSA-2048x1366.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I democratici hanno ferocemente criticato la decisione della Corte Suprema Usa di cancellare la sentenza Roe v. Wade, che dal 1973 garantiva su scala federale la facoltà per le donne incinte di praticare l’aborto. La Corte Suprema, infatti, ha stabilito che non esiste alcun diritto costituzionalmente garantito all’aborto negli Stati Uniti, dove manca una legge &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-sullaborto-i-democratici-usa-dovrebbero-fare-mea-culpa.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-sullaborto-i-democratici-usa-dovrebbero-fare-mea-culpa.html">Perché sull&#8217;aborto i democratici Usa dovrebbero fare mea culpa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYIYDMmJ5hqB3MlnnzFR_ANSA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYIYDMmJ5hqB3MlnnzFR_ANSA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYIYDMmJ5hqB3MlnnzFR_ANSA-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYIYDMmJ5hqB3MlnnzFR_ANSA-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYIYDMmJ5hqB3MlnnzFR_ANSA-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYIYDMmJ5hqB3MlnnzFR_ANSA-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYIYDMmJ5hqB3MlnnzFR_ANSA-2048x1366.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>I democratici hanno ferocemente criticato <a href="https://it.insideover.com/donne/usa-svolta-storica-sullaborto-la-corte-suprema-cancella-la-roe-vs-wade.html">la decisione della Corte Suprema Usa di cancellare</a> la sentenza<em> Roe v. Wade</em>, che dal 1973 garantiva su scala federale la facoltà per le donne incinte di praticare l’aborto. La Corte Suprema, infatti, ha stabilito che non esiste alcun diritto costituzionalmente garantito all’aborto negli Stati Uniti, dove manca una legge ad hoc a quasi mezzo secolo dalla sentenza del 1973 che garantì una facoltà mai normata da una legge di carattere nazionale.I dem hanno accusato i repubblicani di &#8220;accelerare la restaurazione contro le libertà&#8221; ma la verità è che i dem dovrebbero semplicemente incolpare loro stessi per le (innumerevoli) occasioni sprecate in passato. Da quasi 50 anni a questa parte, avrebbero potuto fare molto di più per tutelare il diritto all&#8217;aborto, che ora viene deciso dai singoli stati.</p>
<h2>Dem &#8220;arrabbiati e delusi&#8221;</h2>
<p>Emily Vaughan <a href="https://oberlinreview.org/27002/opinions/failures-of-democratic-party-evident-in-wake-of-roe-v-wade-decision-leak/">racconta su </a><em>The Oberlin Review, </em>giornale studentesco della città di città di Oberlin, Ohio, uno dei più antichi della nazione, di essere &#8220;spaventata, arrabbiata e rattristata, ma soprattutto delusa&#8221;. Parliamo di un&#8217;elettrice democratica e progressista, non certo di una repubblicana. Nella sua analisi, ricorda infatti che la <em>Roe v. Wade</em>  è in vigore da quasi 50 anni. Tuttavia, in questo lungo lasso di tempo, &#8220;i democratici hanno avuto la maggioranza sia alla Camera, sia al Senato per 22 anni e dunque hanno avuto molteplici opportunità di codificare <em>Roe v. Wade</em> e proteggere ulteriormente il diritto all&#8217;aborto delle persone&#8221; ma non l&#8217;hanno fatto. Il Congresso, infatti, avrebbe potuto approvare una legge al fine di rendere l&#8217;aborto legale a livello federale in modo che, anche senza <em>Roe v. Wade</em> in atto, &#8220;gli stati non sarebbero in grado di imporre divieti&#8221;. Come ammette anche il <a href="https://www.newyorker.com/news/our-columnists/political-lessons-for-democrats-in-a-post-roe-america"><em>New Yorker</em></a>, infatti, un Congresso a maggioranza democratica potrebbe &#8211; e avrebbe potuto &#8211; &#8220;approvare una legislazione che ripristina la <em>Roe v. Wade</em> e sfidare la Corte a cancellarla. Dato che il Partito ha solo cinquanta voti al Senato, dovrebbe emendare o abolire l&#8217;ostruzionismo per farlo, e venerdì Bernie Sanders ha ribadito il suo appello a questa stessa linea di condotta&#8221;. Ma se aveva i numeri per codificare una legge sull&#8217;aborto, perché non lo ha fatto? Perché anche i democratici, al loro interno, sono stati a lungo divisi su un tema cruciale come quello dell&#8217;aborto.</p>
<p>C&#8217;è poi la <a href="https://eu.usatoday.com/story/news/factcheck/2020/09/23/fact-check-ruth-bader-ginsburg-could-have-retired-under-barack-obama/3495683001/">questione legata</a> a <strong>Ruth Bader Ginsburg</strong>, la giudice della Corte Suprema morta nel settembre 2020 a causa di un cancro, nominata dal presidente Bill Clinton nel 1993. Due decenni dopo, all&#8217;inizio del secondo mandato di Obama, sono iniziate le richieste di sue dimissioni, vista anche la salute precaria della giudice, a cui è stato diagnosticato il primo &#8211; dei cinque tumori &#8211; al colon già nel 1999. Fino alle elezioni di medio termine del 2014, Obama aveva una maggioranza tale da consentirgli di nominare un giudice &#8220;ultra-progressista&#8221; al suo posto, in modo tale che quella casella venisse occupata da un giudice liberal (indicato, più tardi, da Donald Trump). È vero, tuttavia &#8211; a parziale discolpa di Obama &#8211; che Ruth Bader Ginsburg ha sempre dichiarato che avrebbe prestato servizio presso la Corte Suprema fino alla sua morte.</p>
<hr />
<ul>
<li><strong><a href="https://bit.ly/3PKrwPu">La svolta sull&#8217;aborto infiamma la guerra culturale</a></strong></li>
<li><strong><a href="https://bit.ly/3yWgUpV">La battaglia si sposta negli Stati</a></strong></li>
<li><strong><a href="https://bit.ly/3nfYQkY">La storia della Roe v. Wade</a></strong></li>
</ul>
<hr />
<h2>Il voto (tardivo) dei democratici è solo propaganda</h2>
<p>Lunedì la Camera ha approvato una legge che proteggerebbe l&#8217;accesso all&#8217;aborto a livello nazionale, la prima azione dei Democratici al Congresso per rispondere alla decisione della Corte suprema di fine giugno che ha ribaltato <em>Roe v. Wade</em>. Il voto è stato in gran parte simbolico: i progetti di legge hanno infatti pochissime possibilità di superare l&#8217;opposizione repubblicana nel Senato, <strong>dove sono necessari 60 voti</strong> per far avanzare la legislazione. I dem alla Camera hanno inoltre approvato altre due misure. La prima dovrebbe proteggere il diritto di viaggiare attraverso i confini dei relativi stati per poter usufruire del diritto all&#8217;aborto, passato alla camera con 223 voti favorevoli e 205 contrari. La misura proteggerebbe anche gli operatori sanitari che praticano aborti su pazienti provenienti da un altro stato rispetto a quello in cui sono residenti. La seconda garantirebbe l&#8217;accesso all&#8217;aborto fino alla cosiddetta &#8220;vitalità fetale&#8221;, ovvero sia al punto dello sviluppo fetale in cui il feto può sopravvivere al di fuori dell&#8217;utero, approssimativamente considerato <strong>intorno alle 24 settimane</strong>. Gli stessi dem, tuttavia, sono perfettamente consci del fatto che tali misure sono destinate a essere bocciate al Senato.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-sullaborto-i-democratici-usa-dovrebbero-fare-mea-culpa.html">Perché sull&#8217;aborto i democratici Usa dovrebbero fare mea culpa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>&#8220;È anti-democratica”: il duro affondo di Soros contro la Corte Suprema (e il Gop)</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/e-anti-democratica-il-duro-affondo-di-soros-contro-la-corte-suprema-e-il-gop.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Magni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Jul 2022 15:41:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Aborto]]></category>
		<category><![CDATA[Corte Suprema]]></category>
		<category><![CDATA[George Soros]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=363700</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1551" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/Agenzia_Fotogramma_IPA1051627-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/Agenzia_Fotogramma_IPA1051627-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/Agenzia_Fotogramma_IPA1051627-300x242.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/Agenzia_Fotogramma_IPA1051627-1024x827.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/Agenzia_Fotogramma_IPA1051627-768x621.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/Agenzia_Fotogramma_IPA1051627-1536x1241.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/Agenzia_Fotogramma_IPA1051627-2048x1655.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La lunga lettera aperta di George Soros, pubblicata sul Sole 24 Ore martedì 12 luglio, è rivelatrice, prima di tutto, del clima da guerra civile che si sta diffondendo negli Stati Uniti. In secondo luogo, è una curiosa contrapposizione dei valori democratici ai valori di libertà. Secondo Soros, la democrazia americana è minacciata. I nemici &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/e-anti-democratica-il-duro-affondo-di-soros-contro-la-corte-suprema-e-il-gop.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/e-anti-democratica-il-duro-affondo-di-soros-contro-la-corte-suprema-e-il-gop.html">&#8220;È anti-democratica”: il duro affondo di Soros contro la Corte Suprema (e il Gop)</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1551" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/Agenzia_Fotogramma_IPA1051627-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/Agenzia_Fotogramma_IPA1051627-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/Agenzia_Fotogramma_IPA1051627-300x242.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/Agenzia_Fotogramma_IPA1051627-1024x827.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/Agenzia_Fotogramma_IPA1051627-768x621.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/Agenzia_Fotogramma_IPA1051627-1536x1241.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/Agenzia_Fotogramma_IPA1051627-2048x1655.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La lunga lettera aperta di <strong>George Soros</strong>, pubblicata sul <em>Sole 24 Ore</em> martedì 12 luglio, è rivelatrice, prima di tutto, del clima da guerra civile che si sta diffondendo negli Stati Uniti. In secondo luogo, è una curiosa contrapposizione dei valori democratici ai valori di libertà.</p>
<p>Secondo Soros, la democrazia americana è minacciata. I nemici esterni sono ben visibili a tutti: la Cina di Xi Jinping e la Russia di Putin. Ma “… la minaccia a livello nazionale derivante dai nemici della democrazia è persino maggiore. Tra questi ci sono la Corte Suprema, dominata da estremisti di destra, e il Partito repubblicano di Donald Trump che ha nominato proprio gli estremisti che ora presiedono la Corte”. Questa è un’affermazione molto grave, se pronunciata da un democratico, perché implica la fine della possibilità di alternanza. Ma l’aspetto che lascia più perplessi, su una conclusione così drastica, è il motivo dell’allarme di Soros. Infatti, il filantropo progressista non menziona neppure i sospetti di collusione fra i Repubblicani e i nemici esterni degli Usa (con la Russia di Putin, in particolare), ma a suo dire il maggior sintomo di dittatura è il comportamento dei giudici conservatori della Corte Suprema.</p>
<p>La Corte, a giugno, ha ribaltato la storica sentenza <strong>Roe vs. Wade</strong>, che aveva portato, nel 1973, alla legalizzazione dell’aborto su scala nazionale. Per Soros il problema della sentenza del giugno 2022 è nel metodo, più che nel merito, per le motivazioni scritte dal giudice supremo Samuel Alito, autore dell’opinione di maggioranza: “ha basato il suo verdetto – scrive Soros &#8211; sull&#8217;asserzione secondo cui il XIV Emendamento protegge solo i diritti riconosciuti nel 1868, ovvero quando l&#8217;emendamento fu ratificato. Ma quest’argomentazione mette in pericolo molti altri diritti che sono stati riconosciuti a partire da allora come il diritto alla contraccezione, ai matrimoni tra persone dello stesso sesso e i diritti Lgbtq”.</p>
<p>Mette in pericolo, in che senso? La Corte ha spiccato una sentenza secondo cui uno Stato membro degli Usa ha libertà di legiferare su queste materie. Perché queste stesse materie non sono diritti costituzionali, dunque non possono essere imposti su scala nazionale. Dunque gli Stati che vogliono continuare ad applicare leggi che permettono l’aborto (e i matrimoni dello stesso sesso) possono continuare a farlo. Semmai, sono gli Stati che vogliono vietarli che non possono essere aggrediti a colpi di denunce e sentenze che impedirebbero loro di farlo.</p>
<p>La Corte, in questo modo, sta imponendo un modello non democratico? No, semmai restituisce voce alla democrazia locale. Più precisamente, la Corte sta riaffermando un principio di libertà: gli Stati, le comunità locali, sono più liberi di decidere sulle loro regole interne, pur lasciando i cittadini a loro volta liberi di trasferirsi altrove, se, localmente, il loro comportamento non è conforme. Resta solo il problema del costo materiale per il trasferimento, ma le grandi aziende americane (per lo meno, buona parte di esse) sta già provvedendo con il pagamento dei dipendenti negli Stati anti-abortisti di tutte le spese necessarie per l’interruzione di gravidanza in altri Stati più liberal: spese di viaggio, pernottamento e ricovero.</p>
<p>Secondo esempio: “È anche evidente che questa Corte intende portare un attacco frontale al ramo esecutivo. Infatti, uno dei verdetti conseguenti della sessione appena conclusa della Corte ha negato all&#8217;Agenzia per la protezione ambientale l’autorità di emettere le regolamentazioni necessarie per contrastare il cambiamento climatico”. Ma con quella sentenza, in difesa della <strong>West Virginia</strong>, la Corte ha semplicemente posto fine a un abuso di potere. L’<strong>Epa</strong>, agenzia per l’ambiente americana, non ha il potere di legiferare in materia climatica, non può imporre a uno Stato le quote di emissioni da rispettare, senza avere alle spalle un preciso mandato del Congresso. L’Epa è una burocrazia, con vertici di nomina presidenziale: è un organo esecutivo, non può fare leggi.</p>
<p>L’unico caso in cui Soros difende i diritti degli Stati dal governo federale è sul Secondo Emendamento, perché lo Stato di New York ha vietato, con una legge locale, di portare armi in pubblico, mentre la Corte ha difeso il principio costituzionale secondo cui ogni americano ha il diritto di acquistare “e di portare” armi. Anche qui, Soros perora la causa del governo di New York nel nome di un concetto collettivista della democrazia, dove si vota per il bene della maggioranza e della sua sicurezza. Ma contro un diritto di libertà individuale, garantito sin dal 1791 quando venne introdotto il diritto di possedere e portare armi nella Carta dei Diritti: è democrazia contro libertà, ancora una volta.</p>
<p>Anche nella soluzione al problema, Soros rivela ancora la sua natura di centralista democratico: “C’è solo un modo per tenere a freno la Corte Suprema, ovvero delegittimare il Partito repubblicano con una vittoria schiacciante. Ciò permetterebbe al Congresso di proteggere i diritti che erano stati affidati alla tutela della Corte Suprema grazie alle leggi”. In soldoni: fare leggi, a colpi di maggioranza, contro le sentenze di una Corte suprema che non fa altro che applicare testualmente la Costituzione (a differenza dei giudici progressisti che la interpretavano sulla base dello “spirito dei tempi”).</p>
<p>Nella sua difesa al sistema democratico, Soros accusa i Repubblicani di voler sovvertire le regole del voto. E lo fa con toni complottisti, degni dei suoi nemici che lo accusano delle peggiori operazioni occulte. Ad esempio, delle nuove norme elettorali locali dice: “Se da un lato queste leggi si focalizzano sul privare gli afroamericani, altre minoranze e i giovani del diritto di voto, dall&#8217;altro il loro obiettivo ultimo è quello di sostenere i repubblicani alle elezioni”. Perché? Molto semplicemente (al di là del dibattito sui confini dei distretti elettorali, che poco importa perché chiunque sia nella posizione giusta li ridisegna a proprio vantaggio) queste norme introducono maggiori controlli sull’identità della persona che vota. Se questo sia di svantaggio per gli afroamericani non è affatto detto, a meno che non si dia per scontato che votino tutti senza documenti in regola. E, ancora più a monte, poi, dando per scontato che tutti gli afroamericani votino per i Democratici. Ebbene, per Soros, queste norme elettorali e le sentenze della Corte sono: “Una parte di un piano attentamente delineato per trasformare gli Stati Uniti in un regime repressivo”. E chi è il più complottista, adesso?</p>
<p>Quel che Soros non accetta, pur essendo presidente della fondazione “Società Aperta” è proprio l’essenza della società aperta: l’esistenza di una competizione fra istituzioni e individui liberi di decidere per i loro valori. Vorrebbe, al contrario, un unico Stato democratico, centralista, che decide per tutti allo stesso modo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/e-anti-democratica-il-duro-affondo-di-soros-contro-la-corte-suprema-e-il-gop.html">&#8220;È anti-democratica”: il duro affondo di Soros contro la Corte Suprema (e il Gop)</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Presidente vs. Corte suprema: una nuova grande battaglia americana</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/presidente-vs-corte-suprema-una-nuova-grande-battaglia-americana.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Jul 2022 11:17:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Aborto]]></category>
		<category><![CDATA[Corte Suprema]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYHe4hbxLAYtjW3cUFUE_ANSA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYHe4hbxLAYtjW3cUFUE_ANSA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYHe4hbxLAYtjW3cUFUE_ANSA-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYHe4hbxLAYtjW3cUFUE_ANSA-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYHe4hbxLAYtjW3cUFUE_ANSA-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYHe4hbxLAYtjW3cUFUE_ANSA-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYHe4hbxLAYtjW3cUFUE_ANSA-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>È un insolito duello quello a cui stanno dando vita il presidente degli Stati Uniti Joe Biden e la Corte Suprema, l’un contro l’altro armati. Una trama davvero intricata quella che si sta costruendo attorno ai due pilastri del tempio sacro della democrazia americana. Soltanto poche ore fa, il presidente ha firmato un ordine esecutivo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/presidente-vs-corte-suprema-una-nuova-grande-battaglia-americana.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYHe4hbxLAYtjW3cUFUE_ANSA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYHe4hbxLAYtjW3cUFUE_ANSA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYHe4hbxLAYtjW3cUFUE_ANSA-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYHe4hbxLAYtjW3cUFUE_ANSA-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYHe4hbxLAYtjW3cUFUE_ANSA-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYHe4hbxLAYtjW3cUFUE_ANSA-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYHe4hbxLAYtjW3cUFUE_ANSA-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>È un insolito duello quello a cui stanno dando vita il presidente degli Stati Uniti <strong>Joe Biden</strong> e la Corte Suprema, l’un contro l’altro armati. Una trama davvero intricata quella che si sta costruendo attorno ai due pilastri del tempio sacro della democrazia americana. Soltanto poche ore fa, il presidente ha firmato un <a href="https://edition.cnn.com/2022/07/08/politics/what-is-in-biden-abortion-executive-order/index.html"><strong>ordine esecutivo</strong></a> per garantire il diritto all&#8217;aborto negli Usa. “Non possiamo permettere che una Corte Suprema fuori controllo ci tolga i nostri diritti&#8221;, ha tuonato ancora, esortando gli americani a &#8220;<strong>votare, votare, votare</strong>&#8221; al prossimo <em>Midterm</em>, in novembre. L’inquilino della Casa Bianca appare stranamente energico, esattamente come il 25 giugno scorso, quando intervenne in <a href="https://www.insideover.com/wp-admin/post.php?post=361859&amp;action=edit">diretta nazionale</a> commentando la decisione dei giudici della Corte. Dichiarare la “Corte Suprema” fuori controllo non è affatto cosa da poco, così come ribaltare una sentenza a suon di <em>executive orders</em>. Ancora più insolito, assistere al ribaltamento di un diritto ormai dato per acquisito. È l’America che lotta contro se stessa.</p>
<h2>Il contenuto dell’Ordine esecutivo</h2>
<p>L&#8217;ordine esecutivo tenta di salvaguardare l&#8217;<strong>accesso all&#8217;aborto farmacologico</strong> e alla <strong>contraccezione di emergenza</strong>, proteggere la privacy dei pazienti, avviare iniziative di istruzione pubblica e rafforzare la sicurezza e le opzioni legali disponibili per coloro che cercano e forniscono servizi di aborto.</p>
<p>Il Presidente ha ordinato al Segretario alla Salute Xavier Becerra di redigere una relazione entro 30 giorni sulle azioni che il suo Dipartimento sta intraprendendo in merito. Il presidente sta inoltre istituendo una <em>task force</em> sull&#8217;accesso all&#8217;assistenza sanitaria riproduttiva, che includerà il procuratore generale Merrick Garland. L&#8217;ordine esecutivo si concentra soprattutto sulla protezione della <strong>privacy </strong>dei pazienti e mira anche a garantire la sicurezza di coloro che cercano e forniscono cure per l&#8217;aborto, anche proteggendo le <strong>cliniche mobili</strong> che sono state dispiegate per fornire assistenza ai pazienti fuori dal proprio Stato.</p>
<h2>Cosa può davvero fare il presidente Biden</h2>
<p>Governare a colpi di <em>executive orders</em>, anche per una giusta causa, è una pratica che viene mal digerita dall’americano medio, tendenzialmente allergico alle presidenze imperiali e all’ingerenza di Washington, soprattutto nella vita “intima” dei singoli Stati. Un pratica di cui hanno abusato un po’ tutte le presidenze, chi più chi meno. Biden non fa eccezione: tutti ricorderanno le numerose firme apposte urgentemente a pochi minuti dal suo discorso d’insediamento, per ribaltare alcuni dei lasciti del trumpismo. A voler pensar male, questo vigore inatteso, questa lotta senza quartiere alla Corte Suprema sa di <strong>battaglia elettorale</strong>: una campagna senza argomenti fino a poche settimane fa. Biden ha bisogno di intestarsi una battaglia civile storica nel tentativo di ridefinire la sua immagine: e quegli appelli “al votare, votare, votare” ne sono la prova, sebbene i poteri del presidente sulla questione siano molto limitati.</p>
<p>In effetti, <strong>il progressivo declino del Congresso</strong> di cui soffre la democrazia americana ha lasciato molto spazio alla Corte Suprema, di fatto diventata organo di governo di ultima istanza. Il fatto che la Corte sia intervenuta in materie già espressamente trattate da leggi federali (si pensi al segregazionismo) dimostra che il sistema politico non ha garantito i canali di espressione della volontà popolare come dimostrano le sentenze <em>Brown vs Board of Education</em> e <em>Roe vs Wade</em>. Come aveva rilevato James Thayer nel 1901, facendo così “il popolo viene privato dell’esperienza politica, dell’educazione morale e dello stimolo che verrebbe dal battersi in modo normale attorno alla questione”. Il paradosso è dunque che, sino ad oggi, un organo come la Corte, non eletto e fortemente antimaggioritario, sia il depositario degli orientamenti della nazione in fatto di diritti civili e <em>moral issues</em>.</p>
<p>Biden crede ancora che &#8220;l&#8217;unico modo&#8221; per ripristinare completamente il diritto all&#8217;aborto sia votando a novembre e dando ai Democratici la maggioranza al Congresso per approvare un disegno di legge federale. Si tratterebbe dello stratagemma più lineare (e veloce) possibile: ripristinare la Roe approvando una legge nazionale che la codifichi, da firmare immediatamente dopo la sua approvazione, sanando uno dei difetti base della <em>common law</em>. In effetti, sposando questa linea, Biden e i suoi si mostrano più saggi del previsto: lasciare la questione in mano al risultato elettorale fugherebbe qualsiasi altra ipotesi di intervento coatto sul sistema.</p>
<h2>Le altre opzioni sul tavolo</h2>
<p>In seguito all’annuncio del 25 giugno scorso, i sagaci costituzionalisti americani avevano ipotizzato diverse soluzioni. Funzionari democratici e progressisti avevano chiesto al governo federale, ad esempio, la possibilità di <strong>praticare l’aborto entro aree di proprietà federale</strong> negli Stati in cui la procedura è vietata. La Casa Bianca aveva già respinto quella richiesta prima dell&#8217;annuncio dell&#8217;ordine esecutivo di Biden: questa pratica esporrebbe le donne e gli operatori sanitari al rischio di essere perseguiti legalmente non appena lasciata la proprietà federale. L’escamotage passerebbe per una sorta di gioco delle parti tra polizia e Fbi, degno dei più banali film di Hollywood ma che scatenerebbe una lotta senza precedenti tra potere statale e federale. E su questo non si può scherzare negli Stati Uniti.</p>
<p>L’altra opzione riguarderebbe una <strong>riforma della Corte Suprema</strong> da cui scaturirebbe un&#8217;inevitabile battaglia legale e uno stravolgimento costituzionale senza precedenti, sebbene il suo funzionamento sia alquanto singolare. Il grande politologo Robert Dahl, nel suo <em>Quanto è democratica la Costituzione americana?</em>, si è a lungo interrogato sulle riforme costituzionali richieste da tutti ma poi operate da nessuno. La Corte Suprema è proprio uno dei miti sacri che Dahl mira a scardinare a causa del suo “<strong>vizio antimaggioritario</strong>”. Non si può, infatti, porre l’autorità di fare leggi nelle mani di funzionari eletti e dare, contemporaneamente, al potere giudiziario l’autorità pratica di decidere importanti misure politiche. In tal caso, infatti, la Corte Suprema diviene un corpo legislativo non eletto ed il più grande nucleo antidemocratico dell’intero sistema americano.</p>
<h2>Le possibili riforme della Corte Suprema</h2>
<p>La prima opzione prende il nome di <strong><em>court-packing</em></strong>, ovvero “imballare la Corte”. Se il Congresso avesse i voti necessari, potrebbe semplicemente aggiungere più seggi alla Corte Suprema. Il presidente Biden nominerebbe quindi diversi nuovi giudici per riempire quei seggi vacanti, che potrebbero essere confermati da un Senato democratico. Sebbene la Costituzione preveda che ci debba essere una Corte suprema, non dice quanti giudici dovranno servirla. Ci aveva provato, ad esempio, Franklin D. Roosevelt per proteggere il suo <em>New Deal</em> dalle picconate dei giudici, e non finì bene. L’opzione è rischiosa anche perché, semmai nel 2024 i Repubblicani dovessero tornare alla Casa Bianca, potrebbero ricorrere allo stesso stratagemma e la Corte si trasformerebbe in una <em>banana republic</em>.</p>
<p>L’altra opzione sarebbe quella di <strong>depoliticizzare la Corte</strong>. In un documento del 2019, i costituzionalisti Dan Epps e Ganesh Sitaraman hanno proposto un tribunale di 15 giudici composto da cinque democratici, cinque repubblicani e cinque giudici scelti dagli altri 10. L&#8217;idea alla base di questa proposta è che l&#8217;equilibrio di potere sulla Corte Suprema sarebbe detenuto da giudici moderati accettabili da entrambi i partiti politici. In questo caso, i nemici sono prevalentemente due: la rottura della tradizione e l’eventuale furia repubblicana. Questa proposta è affiancata da un’altra opzione, quella della cosiddetta “<strong>lotteria</strong>”: l&#8217;idea di base è che ciascuno dei circa 170 giudici delle corti d&#8217;appello federali attivi sarebbe nominato come giudice associato della Corte suprema. Quindi, ogni due settimane, nove di questi giudici sarebbero scelti a caso per far parte della più alta corte della nazione. Dopo altre due settimane, sarebbe selezionato un diverso pannello di nove. Caos o finalmente equilibrio? Difficile prevederlo.</p>
<p>Da più parti, invece, si chiede di introdurre un <strong>limite di mandato</strong>. La proposta, che a volte ha goduto del sostegno di eminenti Democratici e Repubblicani, richiederebbe a ciascun giudice di dimettersi dopo 18 anni. I termini sarebbero scaglionati in modo che un giudice si dimetta ogni due anni, il che significa che due giudici verrebbero sostituiti durante ogni mandato presidenziale, chiunque sia presidente.</p>
<p>Il braccio di ferro tra i due poteri costituzionali minaccia di getterebbe benzina sul fuoco delle faglie americane. Benzina di cui lo stesso Biden teme gli effetti incontrollati, prediligendo un risultato elettorale ad una riforma costituzionale. A novembre l&#8217;ardua sentenza.</p>
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