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	<title>Aborigeni Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Tue, 13 Oct 2020 14:54:15 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Aborigeni Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Rio Tinto, il dramma &#8220;nascosto&#8221; di 12mila aborigeni</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/rio-tinto-il-dramma-nascosto-di-12mila-aborigeni.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Massardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Oct 2020 14:54:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Aborigeni]]></category>
		<category><![CDATA[Miniere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Miniera-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Miniera-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Miniera-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Miniera-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Miniera-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Miniera-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Miniera-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Quel che rimane della miniera di rame dell&#8217;isola di Bougainville, in Papua Nuova Guinea, è uno scenario di desolazione e di abbandono, un pugno nell&#8217;occhio all&#8217;interno di un ambiente con davvero pochi rivali al mondo. Considerata meno di mezzo secolo fa come una delle più grandi miniere a cielo aperto al mondo, Panguna adesso è &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/rio-tinto-il-dramma-nascosto-di-12mila-aborigeni.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/rio-tinto-il-dramma-nascosto-di-12mila-aborigeni.html">Rio Tinto, il dramma &#8220;nascosto&#8221; di 12mila aborigeni</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Miniera-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Miniera-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Miniera-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Miniera-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Miniera-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Miniera-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Miniera-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Quel che rimane della miniera di rame dell&#8217;isola di <strong>Bougainville</strong>, in Papua Nuova Guinea, è uno scenario di desolazione e di abbandono, un pugno nell&#8217;occhio all&#8217;interno di un ambiente con davvero pochi rivali al mondo. Considerata meno di mezzo secolo fa come una delle più grandi miniere a cielo aperto al mondo, <strong>Panguna</strong> adesso è stata completamente abbandonata dal gruppo del Rio Tinto poiché ha smesso di rientrare all&#8217;interno delle strategie aziendali. Tuttavia, i risultati dello sfruttamento del territorio sono ancora evidenti, al punto da aver messo in pericolo la stessa sopravvivenza della popolazione aborigena della regione. E in questo scenario, sono oltre 12mila i &#8220;<strong>maledetti</strong>&#8221; &#8211; come vengono chiamati dalle tribù confinanti &#8211; che vivono sopra ad un terreno ormai arido e nel quale ogni attività agricola è diventata ormai impossibile.</p>
<h2>Una storia di diseguaglianza</h2>
<p>Nessuna delle popolazioni che abita e abitava sull&#8217;isola di Bougainville ha mai ottenuto un piccolo ritorno dallo sfruttamento intensivo dei propri territori, nonostante le criticità che in questo modo sono venute alla luce. L&#8217;intero &#8220;bottino&#8221; della <strong>miniera di rame</strong> è stato negli anni accumulato dall&#8217;azienda anglo-australiana Rio Tinto, che dalla metà del secolo scorso in avanti ha portato avanti le sue attività estrattive, riservando ai locali un trattamento al limite della legalità. Adesso, però, quando di Panguna non rimangono che gli <strong>edifici arrugginiti</strong> e i camion parcheggiati all&#8217;esterno delle strutture di stoccaggio, l&#8217;urlo di vendetta della popolazione non può più essere soffocato.</p>
<p>Grazie all&#8217;intervento di uno studio legale australiano, 155 famiglie di Bougainville hanno fatto causa a <strong>Rio Tinto</strong>, accusandolo di aver provocato enormi danni ambientali e di aver messo in crisi la sopravvivenza di 12mila aborigeni. Secondo i portavoce dello studio di avvocati, <a href="https://www.lemonde.fr/economie/article/2020/10/10/reputation-dynamitee-pour-le-groupe-minier-rio-tinto_6055532_3234.html">come riportato dalla testata giornalistica francese </a><em>Le Monde, </em>&#8220;Non tutto cosa è legale dovrebbe però essere lecito&#8221;. E in base a questo, l&#8217;intenzione è quella di chiedere un risarcimento che possa permettere alla popolazione locale di ricostruirsi una vita e al tempo stesso porti ad un indennizzo economico nei confronti della <strong>Papua Nuova Guinea</strong> a causa dei danni provocati al patrimonio storico della regione.</p>
<h2>Rio Tinto ha distrutto patrimoni storici fondamentali</h2>
<p>Come sottolineato già nello scorso 2018 dallo storico Michael Slack<em>, </em>nel pieno degli svolgimenti dei lavori sarebbe stato distrutto il<strong> sito archeologico</strong> noto col nome di &#8220;Juukan 2&#8221;. I segreti custoditi al suo interno sarebbero stati fondamentali per lo studio della vita degli aborigeni prima dell&#8217;arrivo della colonizzazione europea e a seguito della sua distruzione, forse, non sarà mai più possibile ottenere tutta questa serie di informazioni.</p>
<p>Sebbene secondo l&#8217;inchiesta del governo papuano &#8211; in dirittura d&#8217;arrivo per il prossimo 9 dicembre &#8211; ciò fosse dovuto non a delle irregolarità ma a un &#8220;semplice&#8221; malinteso, appare evidente come l&#8217;operato aziendale nella regione sia andato ben oltre il &#8220;moralmente permesso&#8221;. E soprattutto, è stato messo in evidenza come l&#8217;estrazione intensiva abbia conseguentemente devastato il <strong>patrimonio storico</strong> ed ambientale di una regione che adesso deve fare i conti con una serie di problematiche dalla difficile gestione. Tuttavia, l&#8217;estrema facilità con le quali le aziende hanno ottenuto negli ani il permesso di abbattere i siti protetti è impressionante: 463 richieste accettate su 463 presentate, sinonimo di nessun ostacolo lungo la strada dei grandi imprenditori operanti sull&#8217;isola. E proprio questo particolare, assieme alle altre pulsioni storiche, aveva addirittura indotto la popolazione di <a href="https://it.insideover.com/politica/bougainville-ha-votato-a-favore-dellindipendenza.html">Bougainville a richiedere ed effettuare un referendum indipendentista</a>, per staccare definitivamente la spina da <strong>Port Moresby</strong>.</p>
<h2>Il silenzio sui nativi dell&#8217;Oceania</h2>
<p>Il continente oceanico è stato negli anni vittima di uno sfruttamento intensivo che ha colpito in modo particolare le abitudini e lo stile di vitta delle popolazioni indigene locali. Nonostante i trattati internazionali e gli accordi, infatti, i loro <strong>diritti</strong> sono stati ripetutamente calpestati e soggiogati alle necessità commerciali internazionali, proprio come accaduto nel caso dell&#8217;isola di Bougainville.</p>
<p>Contrariamente a quanto accaduto però in altre parti del mondo e in modo molto simile al Sud America, le vicende sono state &#8220;nascoste&#8221; dal <strong>silenzio</strong> internazionale, anche a causa dell&#8217;operatività nella regione di molteplici attori internazionali e di grandi multinazionali. E questa serie di contingenze, in ultima battuta, ha provocato dei danni al patrimonio storico e ambientale che forse ormai non potranno più essere sistemati.</p>
<p>La causa intentata contro il Rio Tinto, però, potrebbe dare rilievo internazionale alla voce degli aborigeni, riportando di nuovo all&#8217;attenzione mondiale le problematiche del continente australiano. In uno scenario in cui, forse per la prima volta, si potrebbe avere la possibilità di <strong>fermare</strong> la distruzione di un patrimonio ancora poco conosciuto ma dall&#8217;importanza vitale.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Gli Aborigeni australiani vivono un dramma senza fine</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/gli-aborigeni-australiani-vivono-un-dramma-senza-fine.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2020 15:18:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Aborigeni]]></category>
		<category><![CDATA[Black lives matter]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1153" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Aborigeno-Australia-protesta-La-Presse-e1594135092414.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Australia, aborigeno protesta (La Presse)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Aborigeno-Australia-protesta-La-Presse-e1594135092414.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Aborigeno-Australia-protesta-La-Presse-e1594135092414-300x180.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Aborigeno-Australia-protesta-La-Presse-e1594135092414-1024x615.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Aborigeno-Australia-protesta-La-Presse-e1594135092414-768x461.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Aborigeno-Australia-protesta-La-Presse-e1594135092414-1536x922.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Aborigeno-Australia-protesta-La-Presse-e1594135092414-2048x1230.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Diverse migliaia di persone hanno preso parte, nel corso di questo fine settimana, alle manifestazioni del movimento Black Lives Matter svoltesi in numerose città australiane. Le marce si sono svolte ad Adelaide, Brisbane,  Darwin, Perth e Sydney  I dimostranti hanno urlato a gran voce slogan in difesa dell&#8217;uguaglianza razziale ed hanno protestato per le tante &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/gli-aborigeni-australiani-vivono-un-dramma-senza-fine.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1153" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Aborigeno-Australia-protesta-La-Presse-e1594135092414.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Australia, aborigeno protesta (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Aborigeno-Australia-protesta-La-Presse-e1594135092414.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Aborigeno-Australia-protesta-La-Presse-e1594135092414-300x180.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Aborigeno-Australia-protesta-La-Presse-e1594135092414-1024x615.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Aborigeno-Australia-protesta-La-Presse-e1594135092414-768x461.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Aborigeno-Australia-protesta-La-Presse-e1594135092414-1536x922.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Aborigeno-Australia-protesta-La-Presse-e1594135092414-2048x1230.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Diverse migliaia di persone hanno <a href="https://globalnews.ca/news/7140285/australia-black-lives-matter-protest/">preso parte</a>, nel corso di questo fine settimana, alle manifestazioni del movimento<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-cose-black-lives-matter.html"><strong> Black Lives Matter</strong></a> svoltesi in numerose <strong>città australiane</strong>. Le marce si sono svolte ad Adelaide, Brisbane,  Darwin, Perth e Sydney  I dimostranti hanno urlato a gran voce slogan in difesa dell&#8217;uguaglianza razziale ed hanno protestato per le tante morti registrate tra gli Aborigeni durante la custodia cautelare delle forze dell&#8217;ordine. Almeno 432 di loro hanno infatti perso la vita in queste circostanze dal 1991 ad oggi e nessuno è mai stato condannato per questi tragici eventi. Secondo Paul Silva, organizzatore della marcia di Sydney, le dimostrazioni sono una nuova modalità per ottenere giustizia dato che altri tentativi, in passato, non hanno avuto successo.</p>
<h2>Diritti negati</h2>
<p><a href="https://www.economist.com/special-report/2018/10/25/the-condition-of-indigenous-australians-is-a-national-disgrace">Gli Aborigeni</a> rappresentano circa il 3 per cento della popolazione australiana, per un totale di 800mila persone e vivono in <strong>condizioni disagiate</strong> rispetto alla restante parte degli abitanti del Paese. La loro<strong> speranza di vita</strong> è inferiore di un decennio rispetto agli altri Australiani, la mortalità infantile è invece il doppio di quella sperimentata dal resto della popolazione. Il reddito medio di una famiglia Aborigena è decisamente inferiore (37 per cento in meno) se paragonato a quello della popolazione ed appena il 62 per cento di loro termina gli studi. Solamente il 48 per cento degli Aborigeni in età lavorativa ha effettivamente un&#8217;occupazione (contro il 75 per cento degli Australiani) ed è tredici volte più probabile che gli adulti vengano arrestati rispetto al resto della popolazione. <a style="font-size: 1rem;" href="https://aiatsis.gov.au/exhibitions/aboriginal-natives-shall-not-be-counted">Le discriminazion</a><span style="font-size: 1rem;">i contro questa minoranza etnica risalgono al periodo della <strong>colonizzazione britannica</strong> dell&#8217;Australia: nel corso dei decenni la cultura degli Aborigeni ha subito attacchi molto violenti e la popolazione è stata oggetto di maltrattamenti fisici e di sfruttamento economico con ovvie ricadute sul tessuto sociale e con la perdita, di fatto, dei vantaggi e privilegi garantiti dal diritto di cittadinanza. In ognuno dei Sei Stati che compongo l&#8217;Australia, ad esempio, è stata in vigore (sino agli anni Settanta) una legge che prevedeva la rimozione dei bambini aborigeni dalle famiglie natie ed i loro affidamento agli Australiani. Secondo alcune stime, in diverse regioni tra il 1910 ed il 1970, tra il 10 ed il 30 per cento dei bambini aborigeni è stato rimosso dalla famiglia ed affidato altrove.</span></p>
<h2>Morti mai chiarite</h2>
<p><a href="https://www.bbc.com/news/world-australia-52900929">Diverse</a> <strong>morti sospette</strong> tra gli Aborigeni hanno provocato proteste. Tra queste c&#8217;è il caso di Tanya Day, 55 anni, deceduta a causa di una ferita mortale, nel 2017, infertagli mentre era sotto custodia e quello di Ms Dhu, 22 anni, morta nel 2014 di polmonite e setticemia mentre era sotto custodia della polizia. Un coroner ha successivamente definito &#8220;inumano&#8221; il comportamento di chi avrebbe dovuto prendersi cura di lei. Il caso di David Dungay, 26 anni, ricorda quello di George Floyd: il giovane è deceduto nel 2015 in una cella dopo essere stato immobilizzato da cinque poliziotti ed aver ripetuto, disperatamente, che non riusciva più a respirare. Secondo alcuni dati (non completi) gli Aborigeni sarebbero la popolazione con <strong>il più</strong> <strong>alto tasso di incarcerazione</strong> del mondo e costituiscono ben il 30 per cento della popolazione carceraria australiana.</p>
<h2>La (non) risposta della politica</h2>
<p>Il primo ministro conservatore <strong>Scott Morrison</strong> ha recentemente invitato gli australiani a non prendere parte alle dimostrazioni in favore dell&#8217;uguaglianza razziale a causa della diffusione del Covid-19 nel Paese. Secondo Morrison questa indicazione non sarebbe riferita ai contenuti delle stesse quanto alla mera necessità di preservare la salute pubblica. Morrison ha affermato che la polizia dovrebbe aver il diritto di effettuare cariche dispersive nei confronti di chi manifesta e che i dimostranti rischiano di danneggiare proprio gli Aborigeni, che sono più vulnerabili in caso di infezione. Il premier ha negato che la situazione australiana possa essere paragonabile a quella americana. Il dato interessante è che anche <strong>le opposizioni progressiste</strong>, costituite da Laburisti e Verdi, non hanno preso parte, con alcune eccezioni individuali, alle proteste. Sembra dunque probabile che la causa dell&#8217;uguaglianza razziale sarà oscurata, almeno per un certo periodo di tempo, dalla pandemia in corso e che solo quando l&#8217;emergenza sanitaria verrà superata verranno, forse, immaginate delle soluzioni efficaci contro il razzismo.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Crisi, suicidi e violenze: il dramma degli aborigeni australiani</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/la-tragedia-degli-aborigeni.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jul 2019 11:26:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Aborigeni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="998" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_7642448-1-e1563200751929.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_7642448-1-e1563200751929.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_7642448-1-e1563200751929-300x156.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_7642448-1-e1563200751929-768x399.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_7642448-1-e1563200751929-1024x532.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dall&#8217;inizio dell’anno vi sono stati almeno 35 suicidi di indigeni australiani, tre dei quali avevano appena 12 anni. L’Australia si trova nel bel mezzo di una delle più tragiche “epidemie” di suicidi nelle comunità aborigene, con vittime che per il 68% hanno meno di 30 anni e per il 27% meno di 20. Una situazione &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/la-tragedia-degli-aborigeni.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/la-tragedia-degli-aborigeni.html">Crisi, suicidi e violenze: il dramma degli aborigeni australiani</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="998" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_7642448-1-e1563200751929.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_7642448-1-e1563200751929.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_7642448-1-e1563200751929-300x156.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_7642448-1-e1563200751929-768x399.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_7642448-1-e1563200751929-1024x532.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><span style="font-weight: 400;">Dall&#8217;inizio dell’anno vi sono stati almeno 35 suicidi di<strong> indigeni australiani</strong>, tre dei quali avevano appena 12 anni. L’Australia si trova nel bel mezzo di una delle più tragiche “epidemie” di suicidi nelle comunità aborigene, con vittime che per il 68% hanno meno di 30 anni e per il 27% meno di 20. Una situazione drammatica che sembra non volersi arrestare, tantomeno trovare rimedio, in particolare nei giovani, per i quali il suicidio è la principale causa di morte. Traumi da abusi provocati dai genitori adottivi o dalle stesse comunità, razzismo, sfratti e povertà sono i principali fattori che spingono questa popolazione all&#8217;estremo gesto, diventato oramai non solo una pratica normalizzata ma perfino detonatore di un effetto contagio dal quale circa il 95% degli aborigeni viene affetto.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma partiamo dalle origini. Le civiltà aborigene in <strong>Australia</strong>, come notifica il recente rapporto sui suicidi giovanili condotto dal coroner del </span><a href="https://www.coronerscourt.wa.gov.au/_files/inquest-2019/13-Children-and-Young-Persons-in-the-Kimberley-Region-Finding.pdf"><span style="font-weight: 400;">Western Australia Ros Fogliani</span></a><span style="font-weight: 400;">, sono al centro di distorsioni intergenerazionali da ben 150 anni: la </span><i><span style="font-weight: 400;">Stolen generation</span></i><span style="font-weight: 400;">, o generazione rubata, è il nome con cui vengono indicati i bambini australiani aborigeni e isolani dello stretto di Torres allontanati dalle loro famiglie da parte dei governi federali australiani e dalle missioni religiose. Ancora oggi non si conoscono le reali intenzioni che spinsero i territori australiani all&#8217;attuazione di queste norme, e ancora oggi questo fenomeno affligge il popolo aborigeno. Dal 2008 a oggi, infatti, il numero di bambini aborigeni “in cura” – e quindi sottratti alle famiglie di origine &#8211; </span><a href="http://koorimail.com/"><span style="font-weight: 400;">è aumentato del 65%:</span></a><span style="font-weight: 400;"> sono quasi 8 volte di più le probabilità per un giovane aborigeno di essere oggetto di un intervento dipartimentale. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il perché? L&#8217;attuale generazione, secondo <strong>Julie Tommy Walker</strong>, leader aborigena e donna Innawonga, non riuscirà mai a uscire dal giogo della sottrazione della prole, in quanto gran parte delle famiglie indigene vive in uno stato di povertà assoluta, abbandonate dallo Stato e segregate in comunità isolate dalle città principali, dove noia e frustrazione inducono gli abitanti all&#8217;uso smisurato di </span><a href="https://www.youtube.com/watch?time_continue=7&amp;v=qEVLja-oe-w"><span style="font-weight: 400;">alcol e droghe</span></a><span style="font-weight: 400;">. Come se non bastasse, dalla lettera congiunta dell’Australasian College of Physicians, l’Australian and New Zealand College of Psychiatrists e il National Aboriginal Health Organization, supportate dall&#8217;allarme lanciato dai Vescovi cattolici australiani, a sobillare l’atto di togliersi la vita in queste popolazioni è anche (e con un certo peso) il mix letale di dolore per la perdita della propria terra e la disconnessione da quel supporto economico che il Governo, in primis nel </span><a href="https://www.creativespirits.info/aboriginalculture/politics/northern-territory-emergency-response-intervention"><span style="font-weight: 400;">Northern Territory</span></a><span style="font-weight: 400;">, ha deciso di interrompere nel 2007 fino, con recenti integrazioni, al 2022.</span><b> </b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il processo di <strong>gentrificazione</strong> ha spinto molti aborigeni lontano dalle terre natie, il che per molti anziani delle comunità ha provocato anche un allontanamento dalla cultura tradizionale. Abbandonati all&#8217;autogoverno e alla battaglia con i demoni del passato che di padre in figlio continuo a perseguitarli, gli indigeni non ricevono aiuto alcuno, le comunità implodano e le condizioni di vita stentano a rimanere umane.  </span><span style="font-weight: 400;">Il governo di Scott Morrison, attaccato duramente per la lassismo su questo tema, al momento non è stato capace di mettere in campo alcun provvedimento di urgenza per intervenire e arginare l’onda d’urto. I numerosi raid nei campi indigeni attuati dalle forze dell’ordine, al contrario, hanno portato alla rimozione delle figure genitoriali con successivo picco dei suicidi, spesso per impiccagione, proprio quando incarcerati.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Lontane le </span><a href="https://www.youtube.com/watch?v=b3TZOGpG6cM"><span style="font-weight: 400;">scuse del governo australiano</span></a><span style="font-weight: 400;">, pertanto, il sistema welfare per le popolazioni aborigene si è trasformato in un nodo scorsoio letale. Abolito il progetto di sviluppo delle comunità finanziate dal governo (Cdep), è stato inoltre messo in quarantena il 50% dei pagamenti del welfare, sospesa la legge sulla discriminazione razziale (Rda) e imposti per i bambini aborigeni dei controlli sanitari obbligatori senza consultazione dei genitori. “L&#8217;intervento ha avuto conseguenze che avranno ripercussioni per generazioni” spiega il professore Mick Dodson, leader aborigeno, che insieme a Djapirri Mununggirritj, Dhanggal Gurruwiwi e altri portavoce delle comunità più antiche porta avanti una battaglia di opposizione alle ingerenze statali, mirata soprattutto alla sensibilizzazione nelle scuole e nei luoghi di lavoro. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">A margine dei macro problemi, per giunta, l’effetto matriosca colpisce vari livelli della società, a partire proprio dagli istituti scolastici. I casi di bullismo sono in continuo aumento, sia da parte degli australiani sia all&#8217;interno delle stesse comunità dei nativi. Questa escalation di violenza ha toccato il suo punto più basso nel 2015, quando una bambina di soli 10 anni si è tolta la vita dopo aver subito vessazioni e abusi. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Secondo il rapporto </span><a href="https://assets.survivalinternational.org/documents/1528/il-progresso-puo-uccidere-2ediz.pdf"><span style="font-weight: 400;">“Il progresso può uccidere”</span></a><span style="font-weight: 400;"> del movimento mondiali per i diritti dei popoli indigeni, <strong>Survival International</strong>, gli Aborigeni hanno sei volte più probabilità di morire in età infantile rispetto agli altri cittadini australiani e loro aspettativa di vita alla nascita è di 17-20 anni inferiore. </span><span style="font-weight: 400;">A condizionare questi dati, infine, subentra altresì l’aggravante emotiva e umana. La totale assenza di autostima nei giovani aborigeni, sommata alla scarsa interazione con i coetanei autoctoni e non, nel 2013-14 ha istigato sette dei ventitré bambini del Queensland coinvolti a suicidarsi solo per attirare attenzioni. </span><a href="https://aiatsis.gov.au/sites/default/files/docs/digitised_collections/the_koori_mail/523.pdf"><span style="font-weight: 400;">Le indagini e le ricerche psicologiche</span></a><span style="font-weight: 400;"> hanno dimostrato che durante le cerimonie funebri tradizionali &#8211; che possono durare per giorni &#8211; i giovani notano la maggiore considerazione che il defunto ottiene, e ciò purtroppo li spinge a togliersi la vita solo per avere lo stesso trattamento.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/la-tragedia-degli-aborigeni.html">Crisi, suicidi e violenze: il dramma degli aborigeni australiani</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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