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	<title>A2/AD Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Sun, 16 Jul 2023 15:35:39 +0000</lastBuildDate>
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	<title>A2/AD Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Navi con armi ipersoniche: così gli Usa finiscono sotto tiro</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/fregate-con-armi-ipersoniche-cosi-gli-usa-finiscono-sotto-tiro.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Chiacchio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Jul 2023 10:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[A2/AD]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Missili ipersonici]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1453" height="909" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/fregata-iran.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/fregata-iran.jpg 1453w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/fregata-iran-600x375.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/fregata-iran-300x188.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/fregata-iran-1024x641.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/fregata-iran-768x480.jpg 768w" sizes="(max-width: 1453px) 100vw, 1453px" /></p>
<p>La formazione di un imponente sistema A2/AD rappresenta un obbiettivo di primaria importanza per l’Iran, in virtù della necessità di limitare le capacità di proiezione militari americane. La costruzione di imbarcazioni leggere e veloci dotate di sistemi missilistici ipersonici rappresenta un importante passo in tal senso</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/fregate-con-armi-ipersoniche-cosi-gli-usa-finiscono-sotto-tiro.html">Navi con armi ipersoniche: così gli Usa finiscono sotto tiro</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1453" height="909" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/fregata-iran.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/fregata-iran.jpg 1453w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/fregata-iran-600x375.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/fregata-iran-300x188.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/fregata-iran-1024x641.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/fregata-iran-768x480.jpg 768w" sizes="(max-width: 1453px) 100vw, 1453px" /></p>
<p>Il <strong>Golfo</strong> <strong>Persico</strong> rappresenta attualmente una delle aree del globo maggiormente soggette a frizioni tra i principali attori ivi presenti. Di fronte all’impossibilità di pervenire ad una parità militare con gli Stati Uniti, l’<strong>Iran</strong> sta attualmente sviluppando sistemi d’arma in grado di precludere il libero accesso degli Usa a tale area geografica.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Anti access/Area denial</h2>



<p>Nell’ambito dottrinario degli studi di guerra il termine <strong>A2/AD</strong>, rappresenta il diminutivo di&nbsp;<em>anti access/area denial.&nbsp;</em>Una strategia A2/AD mira a <strong>precludere</strong>&nbsp;<strong>l’accesso</strong>&nbsp;di un attore ostile ad un determinato dominio, o in alternativa a&nbsp;limitare&nbsp;la sua libertà di movimento entro il dominio stesso. A partire dagli anni Novanta diverse nazioni ostili agli Stati Uniti hanno investito fortemente nell’ottenimento di tali capacità, viste come un efficace deterrente ad un eventuale attacco statunitense, o in alternativa come una efficace strategia militare in caso di fallimento della deterrenza. </p>



<p>Una strategia A2/AD può essere implementata attraverso sistemi antiaerei, artiglieria, sistemi missilistici a lungo raggio, o anche forze navali progettate per eseguire attacchi mordi e fuggi, piuttosto che per mantenere il controllo del dominio marittimo. Già negli anni Duemila gli Stati Uniti espressero forti <strong>preoccupazioni</strong> circa lo sviluppo di tale strategia da parte dei loro competitor. Tali preoccupazioni furono recepite nel 2003 dalla pubblicazione&nbsp;<em>Meeting the Anti Access and Area Denial Challenge,&nbsp;</em>la quale raccomandava l’adozione da parte delle forze armate statunitensi di alcuni accorgimenti volti a contrastare l’impiego di una strategia A2/AD.&nbsp;</p>



<p>Negli ultimi anni i principali concorrenti statali degli Stati Uniti, quali la Federazione russa e la Repubblica Popolare Cinese, hanno <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-strategia-a2-ad-di-taiwan-cosi-taipei-puo-bloccare-la-cina.html/amp" target="_blank" rel="noreferrer noopener">investito pesantemente</a> nello sviluppo e nel miglioramento di tali capacità. Pur non presentando capacità militari comparabili a quelle di Mosca e Pechino, Teheran negli ultimi anni ha costruito un efficace sistema A2/AD formato dall’<strong>integrazione di missile balistici</strong> a lungo raggio volti a colpire le grosse basi statunitensi nella regione, nonché missile antinave e soprattutto imbarcazioni posamine e navi da attacco leggere e veloci. Tale strategia è inoltre favorita dalla conformazione morfologica del territorio, caratterizzata dalla presenza dello <strong>Stretto di Hormuz</strong>, braccio di mare estremamente&nbsp;<strong>corto e frastagliato</strong>. La preclusione dell’accesso al Golfo Persico rappresenta un obbiettivo di importanza prioritaria per Teheran, in quanto il controllo del dominio aereo e marittimo risulta essere essenziale per consentire agli Stati Uniti di prevalere in un eventuale conflitto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La Damavand-2&nbsp;</h2>



<p>La <strong>Damavand-2</strong> rappresenta l’ultimo progetto relative alla classe&nbsp;<em>Mowj&nbsp;</em>(conosciuta ance come Modge),<em>&nbsp;</em>una lunga serie di imbarcazioni leggere e veloci alternativamente categorizzate come fregate leggere, o corvette. I progetti relativi alla classe Mowj sono portati avanti dall’<em>Iranian Navy Factories,&nbsp;</em>nonché dalla&nbsp;<em>Marine Industries Organization.&nbsp;</em>Attualmente la Damavand-2 sta svolgendo i primi test di navigazione e diventerà probabilmente operativa nei prossimi anni, le informazioni circa le capacità operative e l’armamento dell’imbarcazione sono attualmente scarse, tuttavia l’ammiraglio Shahram Irani ha dichiarato che la fregata sarà dotata di missile ipersonici. Tale annuncio fa seguito ad una dichiarazione risalente al mese di giugno nella quale le Guardie Rivoluzionarie&nbsp;<a href="https://www.thedefensepost.com/2023/06/06/iran-unveils-hypersonic-missile/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">avevano asserito</a>&nbsp;come il Teheran avesse sviluppato un missile ipersonico denominato “<a href="https://it.insideover.com/difesa/ultima-minaccia-iran-missile-balistico-ipersonico.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Fattah</a>”, avente velocità superiore di circa 15 volte alla velocità del suono.&nbsp;</p>



<p>Una fregata leggera e veloce dotata di missili ipersonici può rappresentare una significative minaccia per le forze americane nella regione, in quanto un simile sistema d’arma dispone sia della capacità di&nbsp;<strong>avvicinarsi rapidamente</strong>&nbsp;alle grosse imbarcazioni statunitensi, ponendo in essere attacchi mordi e fuggi favoriti dall’elevata velocità del missile. Tuttavia un tal tipo di imbarcazione potrebbe anche essere impiegato per&nbsp;<strong>colpire</strong>&nbsp;le basi militari americane nella regione, grazie all’elevata velocità del missile e dell’imbarcazione stessa che renderebbe difficile porre in essere una risposta. Ciò limiterebbe significativamente le capacità di proiezione di Washington, assestando anche un colpo significativo al suo sistema logistico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le sfide iraniane</h2>



<p>Al netto delle dichiarazioni dei vertici militari iraniani, le sfide relative alla costruzione di un simile sistema d’arma si presentano quantomai complesse. Anzitutto la mera installazione di un sistema missilistico ipersonico su una nave da Guerra rappresenta un’operazione <a href="https://www.naval-technology.com/features/iran-claims-naval-hypersonic-capability-but-is-it-viable/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">estremamente ardua</a>, la quale è stata sinora portata a termine solo da poche nazioni. Contemporaneamente le capacità industriali e tecniche iraniane sono piuttosto limitate, il costante fallimento nello sviluppo da parte di Teheran di un caccia avente bassa tracciabilità radar (il cosiddetto Qaher-313), testimonia la <strong>scarsità</strong> di mezzi e <em>know how</em> atti ad eseguire un’operazione di tale complessità. Al contempo i missile ipersonici hanno sinora presentato un’efficacia <strong>piuttosto limitata</strong> in una reale operazione bellica, come dimostrato&nbsp;<a href="https://it.insideover.com/difesa/patriot-contro-kinzhal-la-sfida-usa-russia-sui-cieli-ucraini.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dall’intercettazione</a>&nbsp;del sistema missilistico russo Kinzhal.</p>



<p>La composizione dell’asimmetria tra le capacità effettive di una nazione e gli obbiettivi da essa&nbsp;perseguiti rappresenta uno degli elementi più importanti nella redazione di una&nbsp;<em>grand strategy.</em>&nbsp;Tale concetto venne rimarcato nel capolavoro di John Lewis Gaddis&nbsp;<em>On Grand Strategy</em>. Attualmente l’Iran sta perseguendo una strategia volta a mutare in proprio favore la <strong>bilancia di potere</strong> nella regione tramite l’utilizzo di&nbsp;<em>proxy,&nbsp;</em>che colmino le lacune del paese sul settore convenzionale. Tale strategia ha determinato l’ottenimento di diversi successi da parte di Teheran, quali la presa da parte degli Houthi dello Yemen settentrionale, tuttavia essa non ha determinato una risoluzione delle problematiche relative alle capacità industriali e tecniche del paese, poco funzionali a costruite un efficace dispositivo convenzionale, il quale rimane fortemente inferiore dal punto di vista tecnologico a quello dei vicini. Il superamento di tale sfida rappresenta un elemento assolutamente necessario per il conseguimento delle ambizioni iraniane.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;esercito Usa testa le capacità dei missili ipersonici</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/primo-dispiegamento-operativo-per-i-missili-ipersonici-dellu-s-army.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Apr 2023 05:21:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[A2/AD]]></category>
		<category><![CDATA[armi ipersoniche]]></category>
		<category><![CDATA[Missili ipersonici]]></category>
		<category><![CDATA[Us Army]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/original-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Fonte: U.S. Army" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/original-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/original-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/original-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/original-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/original-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/original-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;esercito degli Stati Uniti ha rivelato che il primo battaglione di fuoco a lungo raggio della Multi-Domain Task Force ha schierato per la prima volta il sistema missilistico ipersonico LRHW (Long-Range Hypersonic Weapon) a Cape Canaveral, in Florida, ovvero a quasi 4mila chilometri dalla base Lewis-McChord, Washington, che ospita il battaglione. L&#8217;unità dello U.S. Army &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/primo-dispiegamento-operativo-per-i-missili-ipersonici-dellu-s-army.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/original-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Fonte: U.S. Army" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/original-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/original-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/original-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/original-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/original-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/original-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;esercito degli <strong>Stati Uniti</strong> ha <a href="https://defence-blog.com/us-army-deploys-new-hypersonic-weapon/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">rivelato </a>che il primo battaglione di fuoco a lungo raggio della <em>Multi-Domain Task Force</em> ha schierato per la prima volta il <a href="https://it.insideover.com/schede/difesa/i-sistemi-ipersonici.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sistema missilistico ipersonico</a><strong> LRHW</strong> (<em>Long-Range Hypersonic Weapon</em>) a Cape Canaveral, in Florida, ovvero a quasi 4mila chilometri dalla base Lewis-McChord, Washington, che ospita il battaglione. </p>



<p>L&#8217;unità dello U.S. Army ha effettuato un&#8217;esercitazione, denominata “<strong>Thunderbolt Strike</strong>”, per mettere alla prova le proprie capacità <strong><em>expeditionary </em></strong>utilizzando i vettori LRHW. Il dispiegamento ha testato il meccanismo di comando e controllo (C2) tra il <strong>comando Indo-Pacifico</strong> statunitense e quello strategico basato sul continente, quindi per verificare le capacità di schieramento rapido dell&#8217;esercito Usa per quanto riguarda questo particolare sistema d&#8217;arma.</p>



<p>“I nostri soldati hanno elaborato missioni reali, con dati reali, in tempo reale, per produrre effetti reali” ha affermato il generale Bernard Harrington, comandante dell&#8217;unità coinvolta nell&#8217;esercitazione, che ha sottolineato anche come l&#8217;esercito statunitense stia sviluppando il modo in cui combatterà usando questa nuova tecnologia in modalità di schieramento avanzato.</p>



<p>Thunderbolt Strike segna una nuova pietra miliare per l&#8217;esercito e l&#8217;industria statunitensi, in quanto permetterà non solo di affinare le tecniche <em>expeditionary</em>, ma anche di rimediare a eventuali lacune tecniche del sistema d&#8217;arma, che, come abbiamo visto, è stato schierato in uno scenario terrestre che però ricalca le condizioni ambientali che si possono trovare nel teatro indo-pacifico.</p>



<p>L&#8217;esercito Usa si è detto <strong>soddisfatto </strong>dall&#8217;esito dell&#8217;esercitazione, affermando che l&#8217;LRHW ha dimostrato di poter essere schierato lontano dalla propria base in modo rapido ed efficiente, quindi di poter svolgere qualunque missione gli venga assegnata.</p>



<p>Thunderbolt Strike ha messo in pratica l&#8217;<strong>approccio multidominio</strong> in un contesto <em>expeditionary</em>, ovvero in un teatro in cui non ci sono basi attrezzate, a ridosso della “linea del fronte” quindi con tutte le difficoltà logistiche del caso che riguardano il supporto di un&#8217;unità da combattimento da tutti i punti di vista. </p>



<p>L&#8217;U.S. Army non ha reso noti ulteriori dettagli dell&#8217;esercitazione, quindi non sappiamo se abbiano simulato lo schieramento dell&#8217;LRHW in un ambiente altamente contestato, di conseguenza non è possibile stabilire se sia stata affrontata l&#8217;attività di “<strong>controbolla</strong>”, ovvero la penetrazione delle aree <strong>A2/AD</strong> (<em>Anti Access / Area Denial</em>) che la <strong>Cina </strong>ha stabilito nei suoi mari contigui e anche oltre, missione comunque prevista per questo sistema missilistico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Com&#8217;è strutturato il missile</h2>



<p>L&#8217;LRHW ha una portata dichiarata di 1725 miglia (2700 chilometri circa) ed è costituito da un missile lanciato da terra dotato di un corpo planante ipersonico e relativo equipaggiamento di trasporto, supporto e controllo del fuoco. Secondo l&#8217;esercito i missili ipersonici possono viaggiare a oltre 6100 Km/h, ovvero più di Mach 5. Questo vettore può raggiungere la parte superiore dell&#8217;atmosfera terrestre e rimanere poco oltre la portata dei sistemi di difesa aerea e missilistica fino a quando non è pronto a colpire. </p>



<p>Idealmente quest&#8217;arma ipersonica a lungo raggio verrebbe utilizzata per sopprimere la capacità di fuoco di ampia portata e ingaggiare altri bersagli di alto valore dal punto di vista strategico, e sappiamo che l&#8217;esercito statunitense sta lavorando a stretto contatto con la <strong>U.S. Navy</strong> nel suo sviluppo, in quanto l&#8217;LRHW è composto dal <strong><em>Common Hypersonic Glide Body</em> (C-HGB)</strong>. La componente missilistica dell&#8217;LRHW è stata sviluppata da <strong>Lockheed Martin</strong> e <strong>Northrop Grumman</strong>. I</p>



<p>l sistema è organizzato in batterie e secondo quanto riferito, una batteria dovrebbe avere quattro Tel (<em>Transporter Erector Launcher</em>), ciascuno con due missili, un centro operativo mobile e un certo numero di veicoli di supporto come l&#8217;<em>Heavy Expanded Mobility Tactical Truck</em> (HEMTT) dell&#8217;esercito.</p>



<p>L&#8217;Office of the Secretary of Defense Cost Assessment and Program Evaluation ha <a href="https://crsreports.congress.gov/product/pdf/IF/IF11991" target="_blank" rel="noreferrer noopener">stimato </a>che il programma LRHW costerà al Pentagono <strong>4,4 miliardi di dollari</strong> per lo sviluppo e <strong>2,5 miliardi</strong> per la produzione. Il piano iniziale di acquisizione è per <strong>66 missili</strong>, inclusi 48 sviluppatori tecnologici. Il costo di ogni missile pertanto si aggira intorno ai 106 milioni di dollari. </p>



<p>Il prezzo elevato delle armi ipersoniche potrebbe facilmente limitarne la produzione, e quindi le scorte, pertanto verrebbe a mancare il volume di fuoco necessario per contrastare l&#8217;immenso numero di piattaforme aeree e navali cinesi. L&#8217;efficacia di questi sistemi terrestri mobili potrebbe anche essere limitata dalle <strong>restrizioni </strong>riguardanti la possibilità di avere <strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/linee-interne-indo-pacifico-sfida-usa-cina.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">basi avanzate</a></strong> nell&#8217;Indo-Pacifico insieme alla gittata delle armi stesse: 2700 chilometri vengono giudicati non sufficienti per poter colpire gli assetti avversari, anche terrestri, senza la possibilità di dispiegamento in basi avanzate in quella regione, ma c&#8217;è da considerare che la capacità <em>expeditionary </em>recentemente testata offre una soluzione a questo dilemma in quanto, in caso di conflitto, i sistemi verrebbero dispiegati più a ridosso degli obiettivi o dei <em>choke points</em> sensibili, ma per poter svolgere questa missione è necessario comunque ottenere un certo grado di superiorità aeronavale in modo da poter effettuare le “spedizioni” in relativa sicurezza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/primo-dispiegamento-operativo-per-i-missili-ipersonici-dellu-s-army.html">L&#8217;esercito Usa testa le capacità dei missili ipersonici</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il sistema missilistico da difesa aerea Samp-T</title>
		<link>https://it.insideover.com/schede/difesa/il-sistema-missilistico-da-difesa-aerea-samp-t.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Jan 2023 13:03:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[A2/AD]]></category>
		<category><![CDATA[Armi all&#039;Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[guerra aerea]]></category>
		<category><![CDATA[Missili Samp/T]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1427" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230123135127964_91b7e18db1a8341dbd449aeed4b78c38-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="samp-t" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230123135127964_91b7e18db1a8341dbd449aeed4b78c38-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230123135127964_91b7e18db1a8341dbd449aeed4b78c38-300x223.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230123135127964_91b7e18db1a8341dbd449aeed4b78c38-1024x761.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230123135127964_91b7e18db1a8341dbd449aeed4b78c38-768x571.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230123135127964_91b7e18db1a8341dbd449aeed4b78c38-1536x1142.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230123135127964_91b7e18db1a8341dbd449aeed4b78c38-2048x1522.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Samp-T, acronimo di Sol-Air Moyenne Portée/Terrestre (suolo-aria media portata/terrestre), è un sistema missilistico da difesa aerea costruito dal consorzio italo-francese Eurosam di cui fanno parte Mbda Francia, Mbda Italia e Thales. Si tratta di un sistema “di teatro”, ovvero a corto/medio raggio, in grado di proteggere siti sensibili (porti, aeroporti, città, concentramenti di truppe &#8230; <a href="https://it.insideover.com/schede/difesa/il-sistema-missilistico-da-difesa-aerea-samp-t.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1427" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230123135127964_91b7e18db1a8341dbd449aeed4b78c38-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="samp-t" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230123135127964_91b7e18db1a8341dbd449aeed4b78c38-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230123135127964_91b7e18db1a8341dbd449aeed4b78c38-300x223.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230123135127964_91b7e18db1a8341dbd449aeed4b78c38-1024x761.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230123135127964_91b7e18db1a8341dbd449aeed4b78c38-768x571.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230123135127964_91b7e18db1a8341dbd449aeed4b78c38-1536x1142.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230123135127964_91b7e18db1a8341dbd449aeed4b78c38-2048x1522.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il <strong>Samp-T</strong>, acronimo di <em>Sol-Air Moyenne Portée/Terrestre</em> (suolo-aria media portata/terrestre), è un sistema missilistico da difesa aerea costruito dal consorzio italo-francese <strong>Eurosam </strong>di cui fanno parte Mbda Francia, Mbda Italia e Thales. </p>



<p>Si tratta di un sistema “di teatro”, ovvero a corto/medio raggio, in grado di proteggere siti sensibili (porti, aeroporti, città, concentramenti di truppe ecc) da missili da crociera, velivoli (<em>manned </em>e <em>unmanned</em>) e missili balistici tattici. </p>



<p>L’Italia, insieme alla Francia, invierà una batteria di Samp-T all’Ucraina come <a href="https://roma.corriere.it/notizie/politica/23_gennaio_22/tajani-italia-armi-sistema-missilistico-samp-t-ucraina-bf911fad-3836-4bb2-9623-14c02aae8xlk.shtml?refresh_ce" target="_blank" rel="noreferrer noopener">confermato il 22 gennaio </a>2023 dal ministro degli Esteri Antonio Tajani che ha reso noto inoltre che il trasferimento è in corso di finalizzazione.</p>
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		<title>Usa, presto una task force multidominio in Europa</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/usa-presto-una-task-force-multidominio-in-europa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Acciaccarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Sep 2019 05:01:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[A2/AD]]></category>
		<category><![CDATA[Cyber]]></category>
		<category><![CDATA[Esercito statunitense]]></category>
		<category><![CDATA[guerra elettronica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="926" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Soldato-americano-in-Corea-La-Presse-e1568651820569.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Soldato-americano-in-Corea-La-Presse-e1568651820569.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Soldato-americano-in-Corea-La-Presse-e1568651820569-300x145.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Soldato-americano-in-Corea-La-Presse-e1568651820569-768x371.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Soldato-americano-in-Corea-La-Presse-e1568651820569-1024x494.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Continua il processo di modernizzazione delle tattiche operative dell’esercito statunitense. E nei prossimi mesi, al massimo entro la fine del 2020, sarà definitivamente costituita la task force multidominio in Europa, che potrà operare in tutti i domini, ovvero aria, terra, mare, cyber e spazio. Una dottrina molto voluta dal Pentagono per permettere all&#8217;Esercito di utilizzare gli &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/usa-presto-una-task-force-multidominio-in-europa.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="926" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Soldato-americano-in-Corea-La-Presse-e1568651820569.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Soldato-americano-in-Corea-La-Presse-e1568651820569.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Soldato-americano-in-Corea-La-Presse-e1568651820569-300x145.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Soldato-americano-in-Corea-La-Presse-e1568651820569-768x371.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Soldato-americano-in-Corea-La-Presse-e1568651820569-1024x494.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Continua il processo di modernizzazione delle tattiche operative dell’esercito statunitense. E nei prossimi mesi, al massimo entro la fine del 2020, sarà definitivamente costituita la <strong>task force multidominio</strong> in <a href="https://www.defensenews.com/land/2019/09/08/us-armys-multidomain-force-emerges-in-europe/">Europa</a>, che <span class="st">potrà operare </span>in tutti i domini, ovvero aria, terra, mare, cyber e spazio. Una dottrina molto voluta dal Pentagono per permettere all&#8217;Esercito di utilizzare gli attuali, e i futuri, sistemi d&#8217;arma al meglio, rispondendo così alla trasformazione tecnologica dei campi di battaglia maggiormente complessi e imprevedibili. La scelta dell’Europa non è casuale ed è figlia del fatto che, nel caso di un conflitto, sarebbe il terreno di scontro con la Russia, che negli ultimi anni ha investito fortemente nelle tecnologie militari non convenzionali. Insieme al teatro europeo &#8211; che sarà il vero banco di prova &#8211; il Pentagono <span class="st">procederà alla costituzione di una </span>task force multidominio anche nell&#8217;<strong>Indo-Pacifico</strong>, in chiave anti-cinese e orientata maggiormente alla possibilità di operare anche in ambiente marittimo.</p>
<h2>Il concetto di operazione multidominio</h2>
<p>L&#8217;obiettivo delle <a href="https://www.tradoc.army.mil/Portals/14/Documents/MDO/TP525-3-1_30Nov2018.pdf">operazioni multidominio</a> (Mdo, Multi-domain operations) è quello di dare all&#8217;esercito statunitense, oltre che alle forze armate dei Paesi alleati, un maggior numero di opzioni disponibili per affrontare un eventuale conflitto.  Proprio per questo motivo, il principale compito delle task force in Europa e in Asia sarà la raccolta dei dati per l&#8217;intelligence, le operazioni cyber e quelle di <strong>guerra elettronica</strong>, alle quale si affiancheranno, in caso di scontro militare, le capacità antisatellite e di distruzione dei <strong>sistemi di difesa missilistica</strong> nemici.</p>
<p>Poter effettuare attacchi precisi a lungo raggio permetter<span class="st">à di azzerare le capacità <strong> A2/AD</strong> (Anti Access/Area Denial) avversarie dando così modo agli aerei dell&#8217;aviazione, alle navi della marina e agli uomini a terra di operare in un&#8217;area che sarebbe stata densamente protetta. Ciò farà sì che la task force multidominio verr</span>à utilizzata anche per scoraggiare eventuali aggressioni, non solo da parte della Russia e della Cina ma anche degli altri attori statali e da organizzazioni terroristiche e paramilitari.</p>
<h2>Vincere senza combattere</h2>
<p>Secondo il <strong>Pentagono</strong> e il Dipartimento dell’Esercito ciò garantirà la possibilità di competere con successo in ogni dominio e di sostenere direttamente qualsiasi operazione militare, contrastando al tempo stesso i potenziali avversari tramite operazioni non convenzionali e di intelligence. L’idea è quella di contrastare più facilmente qualsiasi tentativo di destabilizzazione politica dei Paesi alleati degli Stati Uniti, specialmente quelli dell&#8217;Est Europa “minacciati” dalla vicinanza della Russia e che stanno investendo ingenti risorse nella <a href="https://it.insideover.com/politica/missili-anticarro-e-f-35-la-polonia-adesso-si-militarizza.html">modernizzazione delle forze armate</a>. Probabilmente le Mdo non saranno ad appannaggio di un’unica task force, perché nelle ultime esercitazioni svolte in Europa è stato applicato a più riprese questo concetto, focalizzando le attenzioni verso la guerra elettronica, cibernetica e spaziale. Incrementare le capacità di difesa, oltre che di attacco, darebbe modo di competere specialmente con le forze armate russe che hanno basato i loro ultimi sviluppi intorno a concetti di guerra non convenzionale. Azzerare queste capacità permetterà agli Stati Uniti di assicurare la difesa dei Paesi alleati, ma darà anche modo di operare in maggiore sicurezza.</p>
<h2>Una scelta obbligata dalla tecnologia</h2>
<p style="text-align: left;">La task force multidominio in Europa non sarà completa entro la fine di quest’anno e non avrà la piena capacità operativa fino al 2020, ma intanto la sua costituzione è un passo avanti verso l’applicazione della nuova dottrina dell’Esercito e delle altre forze armate statunitensi. Concetti che dovranno essere appresi e applicati, in realtà, anche dai Paesi alleati agli Stati Uniti, specialmente da quelli che utilizzano (o che utilizzeranno) armamenti, aerei, elicotteri e mezzi terresti di nuova generazione, per i quali è necessario adeguare le <strong>dottrine militari</strong> al fine di utilizzarli al meglio. Probabilmente nelle esercitazioni in programma per il 2020 in Europa e in Asia le task force multidominio dell&#8217;Esercito statunitense faranno la loro prima comparsa gettando le basi per una radicale trasformazione nelle dottrine operative terrestri degli Stati Uniti e dei Paesi alleati, sulla falsariga di quanto sta avvenendo in quelle <a href="https://it.insideover.com/guerra/ecco-quale-sara-il-futuro-della-guerra-area.html">aeronautiche</a> .</p>
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		<title>Quelle bolle di difesa russe  che hanno blindato la Siria</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/il-sistema-di-difesa-russo-in-siria.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Sep 2018 21:01:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[A2/AD]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Siria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="4288" height="2848" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/02/Pilota-e-navigatore-di-un-Sukoi-34-stanno-rullando-sulla-pista-della-base-di-Hmeymim-per-una-missione-di-bombardamento-in-Siria.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/02/Pilota-e-navigatore-di-un-Sukoi-34-stanno-rullando-sulla-pista-della-base-di-Hmeymim-per-una-missione-di-bombardamento-in-Siria.jpg 4288w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/02/Pilota-e-navigatore-di-un-Sukoi-34-stanno-rullando-sulla-pista-della-base-di-Hmeymim-per-una-missione-di-bombardamento-in-Siria-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/02/Pilota-e-navigatore-di-un-Sukoi-34-stanno-rullando-sulla-pista-della-base-di-Hmeymim-per-una-missione-di-bombardamento-in-Siria-768x510.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/02/Pilota-e-navigatore-di-un-Sukoi-34-stanno-rullando-sulla-pista-della-base-di-Hmeymim-per-una-missione-di-bombardamento-in-Siria-1024x680.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 4288px) 100vw, 4288px" /></p>
<p>La Russia nel quadro del suo intervento armato per la risoluzione della crisi siriana, ha lentamente ma costantemente installato un formidabile sistema difensivo a protezione delle proprie basi e dei propri asset militari in Siria. L&#8217;esigenza è stata fortemente sentita soprattutto a partire dall&#8217;abbattimento del cacciabombardiere Sukhoi Su-24 “Fencer” ad opera di una coppia di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-sistema-di-difesa-russo-in-siria.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="4288" height="2848" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/02/Pilota-e-navigatore-di-un-Sukoi-34-stanno-rullando-sulla-pista-della-base-di-Hmeymim-per-una-missione-di-bombardamento-in-Siria.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/02/Pilota-e-navigatore-di-un-Sukoi-34-stanno-rullando-sulla-pista-della-base-di-Hmeymim-per-una-missione-di-bombardamento-in-Siria.jpg 4288w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/02/Pilota-e-navigatore-di-un-Sukoi-34-stanno-rullando-sulla-pista-della-base-di-Hmeymim-per-una-missione-di-bombardamento-in-Siria-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/02/Pilota-e-navigatore-di-un-Sukoi-34-stanno-rullando-sulla-pista-della-base-di-Hmeymim-per-una-missione-di-bombardamento-in-Siria-768x510.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/02/Pilota-e-navigatore-di-un-Sukoi-34-stanno-rullando-sulla-pista-della-base-di-Hmeymim-per-una-missione-di-bombardamento-in-Siria-1024x680.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 4288px) 100vw, 4288px" /></p><p>La <strong>Russia</strong> nel quadro del suo intervento armato per la risoluzione della crisi siriana, ha lentamente ma costantemente installato un formidabile sistema difensivo a protezione delle proprie basi e dei propri asset militari in <strong>Siria</strong>.</p>
<p>L&#8217;esigenza è stata fortemente sentita soprattutto a partire dall&#8217;<strong>abbattimento del cacciabombardiere Sukhoi Su-24 “Fencer”</strong> ad opera di una coppia di F-16 turchi avvenuta il 24 novembre del 2015 come reazione ad un presunto sconfinamento nello spazio aereo di Ankara da parte del velivolo russo che stava rientrando alla base aerea di <strong>Khmeimim</strong>, sede del contingente aereo e di terra di Mosca.</p>
<p>Abbattimento che ha avuto come risultato la morte dei due piloti del cacciabombardiere a seguito del mitragliamento da parte delle milizie turcomanne durante la discesa col paracadute.</p>
<p>La bolla difensiva russa in Siria</p>
<p>Quasi immediatamente dopo l&#8217;incidente, che è costato la vita ai due piloti del Su-24, la Russia annuncia il dispiegamento di una batteria del <a href="http://www.occhidellaguerra.it/il-sistema-s-400-la-spina-nel-fianco-dellaviazione-della-nato/" target="_blank"><strong>sistema da difesa aerea S-400</strong></a> nei pressi di <strong>Latakia</strong> (città vicina alla base aerea di Khmeimim) a protezione dei propri <a href="http://www.occhidellaguerra.it/ecco-tutti-gli-aerei-della-russia-in-siria/" target="_blank">velivoli schierati in Siria</a>, che consistono in Sukhoi Su-34, Su-24, Su-25 per l&#8217;attacco al suolo e Su-30 e Su-35 per la scorta.</p>
<p>L&#8217;anno seguente, a <strong>ottobre del 2016</strong>, immagini satellitari confermate da osservatori a terra hanno rilevato il dispiegamento anche del <a style="color: #0000ff;" href="http://www.occhidellaguerra.it/il-sistema-s-300/" target="_blank">sistema S-300</a> a protezione della base navale di <strong>Tartus</strong>, concessa in usufrutto a Mosca dal Governo siriano.</p>
<p></p>
<p>Sempre nel <strong>2016</strong> ma nel mese di <strong>novembre</strong>, immagini satellitari individuano per la prima volta la presenza del sistema antinave costiero <i><a href="http://www.occhidellaguerra.it/sistema-antinave-russo-bastion-killer-delle-portaerei-usa/" target="_blank">Bastion P</a></i> dislocato 13 chilometri a nord-ovest della cittadina di <strong>Masyaf</strong>, sita nell&#8217;entroterra siriano tra Latakia e Tartus. Sistema che risulta essere entrato in azione, in maniere poco ortodossa rispetto alle sue specifiche, contro bersagli terrestri dell&#8217;<strong>Isis</strong>.</p>
<p>A <strong>gennaio</strong> del <strong>2017</strong> un satellite israeliano scopre anche il <a href="https://nationalinterest.org/blog/the-buzz/report-russias-dangerous-iskander-m-ballistic-missiles-are-18991" target="_blank">dispiegamento</a> del sistema balistico a corto raggio <a href="http://www.occhidellaguerra.it/il-missile-iskander-la-spada-di-damocle-sulla-testa-della-nato/" target="_blank">Iskander M</a>, dislocato sempre presso la base aerea di Khmeimim, che ora si configura come il vero e proprio centro nevralgico della presenza russa sul suolo siriano.</p>
<p>A <strong>settembre</strong> del <strong>2017</strong> le batterie di S-400 in Siria salgono a due, e questa seconda viene schierata sempre nella zona di Masyaf proprio dove è stato posizionato il sistema <i>Bastion P</i>. Questa volta la fonte delle immagini satellitari è la Airbus Defense Space Imagery.</p>
<p>A <strong>gennaio</strong> del <strong>2018</strong> il dispositivo difensivo russo si <a href="https://www.military.com/defensetech/2018/01/26/russia-deploys-more-s-400-missile-systems-syria.html" target="_blank">rinforza ulteriormente</a> con il dispiegamento di due batterie di S-400 presso la base navale di Tartus e di altre due presso la base aerea di Khmeimim</p>
<p>Contestualmente ai primi invii di sistemi missilistici da difesa aerea come S-300 e 400 la Russia ha fornito alle proprie forze il sistema per la difesa di punto – o a corto raggio – <strong><i>Pantsir S2</i></strong> (Sa-22 “Greyhound” in codice Nato) che viene utilizzato anche dall&#8217;Esercito Siriano nella versione S1 ed è stato colpito nell&#8217;attacco di maggio del 2018 portato da Israele contro obiettivi siriani ed iraniani. Si pensa che il <i><a href="https://www.rt.com/news/426520-syria-israel-pantsir-russia/" target="_blank">Pantsir</a></i> colpito dal missile da crociera israeliano <i><a href="https://theaviationist.com/2018/05/10/the-israeli-air-force-has-just-released-a-video-of-a-pantsir-s1-air-defense-system-being-struck-in-last-night-attack-in-syria/" target="_blank">Delilah</a></i> non fosse operativo.</p>
<p>A corollario di questo schieramento si ricorda anche la presenza di sistemi di disturbo elettronico mobili come il <i><a href="http://www.occhidellaguerra.it/la-siria-e-il-campo-di-prova-per-gli-armamenti-russi-arrivano-anche-i-nuovi-elicotteri-della-mil/" target="_blank">Richag AV</a></i> che risulterebbe essere entrato in azione durante l&#8217;attacco dell&#8217;aprile 2018 quando alcuni missili da crociera <strong>Tomahawk</strong> sono andati fuori bersaglio.</p>
<p>Le conseguenze strategiche della bolla difensiva russa</p>
<p>Il posizionamento di diversi e moderni sistemi <strong>A2/AD</strong> (Anti Access / Area Denial) in Siria ha <strong>cambiato le carte in tavola</strong> dello scacchiere strategico del Medio Oriente.</p>
<p>Se prima la Russia poteva contare solo sui sistemi imbarcati delle diverse unità navali che a rotazione – spesso e volentieri incostante – si alternavano nel porto di Tartus, unica base russa nell&#8217;area mediterranea prima dell&#8217;intervento armato del 2015, ora Mosca possiede un ombrello difensivo e offensivo di lunga portata pari a quello di altre regioni della madrepatria, come l&#8217;enclave baltica di <strong>Kaliningrad</strong>, la <strong>Crimea</strong> o la zona delle <strong>Curili/Kamčatka</strong>.</p>
<p>Pertanto Mosca è in grado non solo di fornire protezione ai suoi vari asset militari che di volta in volta si alternano per terra, mare e aria nella regione del Mediterraneo Orientale, ma ha stabilito una zona di ampio raggio in cui controlla effettivamente qualsiasi azione dell&#8217;Occidente e degli alleati che ha nell&#8217;area, come Israele.</p>
<p>I radar di lunga portata dei vari sistemi come l&#8217;S-400 possono infatti <strong>fornire dati molto preziosi</strong> alla Russia per quanto riguarda gli ultimi sistemi occidentali come F-22 ed <a href="http://www.occhidellaguerra.it/programma-f-35/" target="_blank">F-35</a>, e non è infatti un caso che i <a href="http://www.occhidellaguerra.it/caccia-f-35-israeliani/" target="_blank">Lightning II israeliani</a> che sono entrati in azione recentemente abbiano volato con un particolare dispositivo di incremento della Rcs (Radar Cross Section).</p>
<p>Anche dal punto di vista <strong>Elint</strong> (Electronic-signal Intelligence) la “bolla difensiva” siriana è particolarmente preziosa: essendo la zona molto attiva in ambito elettronico – si ricorda a titolo d&#8217;esempio la presenza del radar di ultima generazione <strong>AN/TPY-2</strong> a Kürecik in Turchia o in Israele – i sistemi di sorveglianza e spionaggio russi di ultima generazione hanno la possibilità di essere particolarmente attivi in tutta sicurezza.</p>
<p></p>
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		<title>Il missile russo Iskander, la spada di Damocle sulla Nato</title>
		<link>https://it.insideover.com/schede/guerra/il-missile-iskander-la-spada-di-damocle-sulla-testa-della-nato.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Sep 2018 07:40:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[A2/AD]]></category>
		<category><![CDATA[sistema Iskander]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1400" height="1006" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_2427880.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_2427880.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_2427880-300x216.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_2427880-768x552.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_2427880-1024x736.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p>
<p>Il sistema Iskander M , o 9K720 (SS-26 &#8220;Stone&#8221; in codice Nato), è un missile balistico mobile a corto raggio &#8211; chiamati anche Srbm o di teatro &#8211; che nasce dall&#8217;esigenza russa di sostituire gli obsoleti Otr-21 Tochka (SS-21 “Scarab”) ed è il diretto successore del missile Otr-23 Oka (SS-23 “Spider”) ritirato dal servizio in osservanza &#8230; <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/il-missile-iskander-la-spada-di-damocle-sulla-testa-della-nato.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/il-missile-iskander-la-spada-di-damocle-sulla-testa-della-nato.html">Il missile russo Iskander, la spada di Damocle sulla Nato</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1400" height="1006" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_2427880.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_2427880.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_2427880-300x216.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_2427880-768x552.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_2427880-1024x736.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p><p>Il sistema <strong>Iskander M</strong> , o 9K720 (SS-26 &#8220;Stone&#8221; in codice Nato), è un missile balistico mobile a corto raggio &#8211; chiamati anche Srbm o di teatro &#8211; che nasce dall&#8217;esigenza russa di sostituire gli obsoleti Otr-21 <i>Tochka</i> (SS-21 “Scarab”) ed è il diretto successore del missile <a href="http://www.military-today.com/missiles/ss23_spider.htm" target="_blank" rel="noopener">Otr-23 <i>Oka</i></a> (SS-23 “Spider”) ritirato dal servizio in osservanza del <strong>trattato Inf</strong> sui missili a raggio medio e intermedio in Europa.</p>
<p>Il missile ha la finalità di colpire bersagli terrestri di alto valore fissi o in movimento, come centri di comando e controllo, aeroporti o colonne di mezzi.</p>
<p>Il progetto risale alla <strong>fine degli anni &#8217;70</strong> e la costruzione è cominciata nel 1988 sotto la direzione della<a href="https://en.wikipedia.org/wiki/KB_Mashinostroyeniya" target="_blank" rel="noopener"> KB Mashinostroyeniya</a> ma, a causa della dissoluzione dell&#8217;Unione Sovietica, i ritardi accumulati portarono ad effettuare il <strong>primo test</strong> coronato da successo solo nel <strong>1996</strong>.</p>
<p>L&#8217;<i>Iskander M</i> è <strong>entrato in servizio nel 2006</strong> e al 2017 si contavano 112 esemplari schierati nelle Forze Armate russe. Una brigata è composta da circa 12 veicoli di lancio, 12 di ricarica, 11 posti comando, 14 di supporto, uno di analisi dati e uno di servizio per un totale di 51.</p>
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		<title>Il sistema antinave Bastion: il killer delle portaerei americane</title>
		<link>https://it.insideover.com/schede/guerra/sistema-antinave-russo-bastion-killer-delle-portaerei-usa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Sep 2018 07:02:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[A2/AD]]></category>
		<category><![CDATA[Missile Oniks]]></category>
		<category><![CDATA[Sistema Bastion]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1400" height="933" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_7838377.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_7838377.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_7838377-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_7838377-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_7838377-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p>
<p>Il K-300P Bastion-P  (SS-C-5 &#8220;Stooge&#8221; in codice Nato) è un sistema missilistico mobile di fabbricazione russa per la difesa costiera. Anche noto con la denominazione 3K55, utilizza i missili P-800 Oniks prodotti dalla NPO Mashinostroyeniya, con sede a Reutov nell’Oblast di Mosca. Il sistema Bastion, di cui esiste anche una versione fissa nota come Bastion-S, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/sistema-antinave-russo-bastion-killer-delle-portaerei-usa.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1400" height="933" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_7838377.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_7838377.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_7838377-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_7838377-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_7838377-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p><p>Il <strong>K-300P <em>Bastion-P</em></strong>  (SS-C-5 &#8220;Stooge&#8221; in codice Nato) è un sistema missilistico mobile di fabbricazione russa per la difesa costiera. Anche noto con la denominazione 3K55, utilizza i <strong>missili P-800 <em>Oniks</em></strong> prodotti dalla <strong>NPO Mashinostroyeniya</strong>, con sede a Reutov nell’Oblast di Mosca.</p>
<p>Il sistema <em>Bastion</em>, di cui esiste anche una versione fissa nota come <em>Bastion-S</em>, nasce nei primi anni Novanta come sostituto del sistema 4K44 <em>Redut</em> (SS-C-1 “Sepal”) ed i primi tre sistemi sono stati consegnati alle forze armate della Federazione russa nel 2010.</p>
<p>Il <em>Bastion</em> è ottimizzato per colpire diversi bersagli di superficie comprendendo anche le <strong>portaerei</strong> con la loro scorta, <strong>navi anfibie</strong>, <strong>mezzi da sbarco</strong> di vario tipo e convogli di mercantili o unità da guerra. In qualche caso il sistema può anche operare contro bersagli terrestri.</p>
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		<title>La spina nel fianco dell&#8217;aviazione della Nato</title>
		<link>https://it.insideover.com/schede/guerra/il-sistema-s-400-la-spina-nel-fianco-dellaviazione-della-nato.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Sep 2018 06:00:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[A2/AD]]></category>
		<category><![CDATA[s-400]]></category>
		<category><![CDATA[Sistema S-300]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1400" height="933" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_7639686.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_7639686.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_7639686-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_7639686-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_7639686-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p>
<p>Il sistema S-400 Triumf  (Sa-21 “Growler” in codice Nato) è la diretta evoluzione del sistema S-300 che fa parte della difesa aerea della Russia sin dalla fine degli anni Settanta. Pur essendo direttamente discendente dalla numerosa famiglia degli S-300, e in particolare dall’S-300PMU-2 Favorit, l’S-400 è un sistema d’arma molto diverso dai precedenti tanto che &#8230; <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/il-sistema-s-400-la-spina-nel-fianco-dellaviazione-della-nato.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1400" height="933" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_7639686.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_7639686.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_7639686-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_7639686-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_7639686-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p><p>Il sistema <strong>S-400 <em>Triumf</em></strong>  (Sa-21 “Growler” in codice Nato) è la diretta evoluzione del<a href="http://www.occhidellaguerra.it/il-sistema-s-300/" target="_blank" rel="noopener"> sistema S-300</a> che fa parte della difesa aerea della <strong>Russia</strong> sin dalla fine degli anni Settanta. Pur essendo direttamente discendente dalla numerosa famiglia degli S-300, e in particolare dall’S-300PMU-2 <em>Favorit</em>, l’S-400 è un sistema d’arma molto diverso dai precedenti tanto che la designazione ufficiale, S-300PMU-3, fu presto cambiata.</p>
<p>L’S-400 nasce, appunto, per sostituire nelle forze della difesa aerea russe i sistemi<a href="https://missilethreat.csis.org/defsys/s-200-sa-5-gammon/" target="_blank" rel="noopener"> S-200 <em>Vega</em></a> (Sa-5 “Gammon” in codice Nato) ed i già citati S-300 nelle loro varie e numerose versioni.</p>
<p>Il sistema, sviluppato dalla <strong>Almaz Antey</strong> e costruito dal bureau <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/MKB_Fakel" target="_blank" rel="noopener">Mkb Fakel</a>, pone le sue radici alla fine degli <strong>anni Ottanta</strong> e ne viene annunciata la nascita ufficiale a gennaio del 1993, ma è solo a febbraio del 1999 che viene effettuato il primo test caratterizzato da successo. Il programma, afflitto da continui ritardi, viene dichiarato completato nel 2004 mentre la consegna ai reparti comincia, a piccola scala, nel 2007.</p>
<p>Anche l’S-400, derivando concettualmente dal S-300PMU-2 e PMU-1, ha in dotazione <strong>missili diversi</strong> per operare contro uno spettro di bersagli multiplo. Il sistema infatti è stato pensato per ingaggiare tutti i bombardieri Usa (dal B-2 al B-52), i cacciabombardieri di quarta e <strong>quinta generazione</strong>, velivoli spia e da guerra elettronica, velivoli Awacs, Uav e Ucav, missili da crociera, e missili balistici sino agli <strong>Mrbm</strong>. Per quanto riguarda i veicoli di rientro di missili, più in generale, il limite massimo di velocità del bersaglio per l’intercettazione è posto 4,8 km/s (circa 17mila chilometri orari o Mach 14) con una probabilità di successo pari all’83% per un singolo Rv (Reentry Vehicle).</p>
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		<item>
		<title>S-300, il sistema di difesa che blinda i cieli della Russia</title>
		<link>https://it.insideover.com/schede/guerra/il-sistema-s-300.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Sep 2018 07:56:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[A2/AD]]></category>
		<category><![CDATA[Sistema S-300]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1400" height="932" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_6012810.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_6012810.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_6012810-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_6012810-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_6012810-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p>
<p>La Russia, e l’Unione Sovietica prima di essa, ha una profonda e lunga tradizione di temibili sistemi missilistici da difesa aerea. Dal primo S-25 Berkut (Sa-1 &#8220;Guild&#8221; in codice Nato) sino ai moderni S-300 ed S-400 passando per il celeberrimo S-75 Dvinà (Sa-2 &#8220;Guideline&#8221;) &#8211; tra i missili Sam (Surface to Air Missile) più diffusi al &#8230; <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/il-sistema-s-300.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1400" height="932" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_6012810.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_6012810.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_6012810-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_6012810-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_6012810-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p><p>La <strong>Russia</strong>, e l’Unione Sovietica prima di essa, ha una profonda e lunga tradizione di temibili sistemi missilistici da difesa aerea. Dal primo S-25 <em>Berkut</em> (Sa-1 &#8220;Guild&#8221; in codice Nato) sino ai <strong>moderni S-300 ed S-400</strong> passando per il celeberrimo S-75 <em>Dvinà</em> (Sa-2 &#8220;Guideline&#8221;) &#8211; tra i missili Sam (Surface to Air Missile) più diffusi al mondo e autore dell’abbattimento del velivolo spia U-2 di Gary Powers nel 1960 &#8211; Mosca è sempre stata all&#8217;avanguardia nella <strong>tecnologia missilistica</strong> di tal tipo ed oggi una batteria composta dai sistemi più moderni ha un&#8217;efficacia nell&#8217;interdizione dello spazio aereo pari, se non superiore, a quella di uno stormo di caccia intercettori.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/il-sistema-s-300.html">S-300, il sistema di difesa che blinda i cieli della Russia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Nuovo test per il sistema S-500: bersaglio colpito a distanza record</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/test-sistema-s-500-bersaglio-colpito-distanza-record.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 May 2018 12:38:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[A2/AD]]></category>
		<category><![CDATA[Missili antiaerei]]></category>
		<category><![CDATA[Missili balistici]]></category>
		<category><![CDATA[Sistema S-500]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/uncategorized/test-sistema-s-500-bersaglio-colpito-distanza-record-166763.html</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="3000" height="1996" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/01/World_Russia_Flag_of_the_Russian_Federation_035272_.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/01/World_Russia_Flag_of_the_Russian_Federation_035272_.jpg 3000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/01/World_Russia_Flag_of_the_Russian_Federation_035272_-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/01/World_Russia_Flag_of_the_Russian_Federation_035272_-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/01/World_Russia_Flag_of_the_Russian_Federation_035272_-1024x681.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 3000px) 100vw, 3000px" /></p>
<p>A riportarlo è la Cnbc che cita fonti di intelligence: la Russia ha effettuato recentemente un test segreto in cui il nuovo sistema S-500 ha intercettato un bersaglio a più di 480 chilometri (299 miglia), ovvero 80 chilometri in più di quanto mai fatto sino ad oggi, stabilendo un nuovo record. Nonostante la fonte sia &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/test-sistema-s-500-bersaglio-colpito-distanza-record.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/test-sistema-s-500-bersaglio-colpito-distanza-record.html">Nuovo test per il sistema S-500: bersaglio colpito a distanza record</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="3000" height="1996" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/01/World_Russia_Flag_of_the_Russian_Federation_035272_.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/01/World_Russia_Flag_of_the_Russian_Federation_035272_.jpg 3000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/01/World_Russia_Flag_of_the_Russian_Federation_035272_-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/01/World_Russia_Flag_of_the_Russian_Federation_035272_-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/01/World_Russia_Flag_of_the_Russian_Federation_035272_-1024x681.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 3000px) 100vw, 3000px" /></p><p>A riportarlo è la <em><a href="https://www.cnbc.com/2018/05/24/russia-quietly-conducted-the-worlds-longest-surface-to-air-missile-test.html" target="_blank">Cnbc</a></em> che cita fonti di intelligence: la <strong>Russia</strong> ha effettuato recentemente un test segreto in cui il nuovo <strong>sistema S-500</strong> ha intercettato un bersaglio a più di 480 chilometri (299 miglia), ovvero 80 chilometri in più di quanto mai fatto sino ad oggi, stabilendo un nuovo record.</p>
<p>Nonostante la fonte sia ben informata non viene riportato esattamente il giorno del test né dove sarebbe stato effettuato, mentre da Mosca &#8211; come spesso accade in questi casi &#8211; tutto tace.</p>
<p>Che cos&#8217;è il sistema S-500?</p>
<p>L&#8217;S-500 è il <strong>nuovo sistema da difesa aerea e antimissili balistici</strong> sviluppato dalla russa Almaz-Antey (che annovera tra i suoi prodotti i ben noti S-300 e S-400) a cominciare dal 2002.</p>
<p>Le prime consegne ai reparti di questo avveniristico sistema erano previste per il 2015 per poi essere posticipate al 2017 ma, a causa dei cronici ritardi che affliggono i programmi militari complessi, si prevede che <strong>entrerà in servizio entro il 2020</strong> essendo ancora in fase di test.</p>
<p>Secondo quanto riportato dal Vice Comandante in Capo delle Forze Aeree Russe &#8211; <strong>tenente generale Viktor Gumenny</strong> &#8211; ad <a href="https://sputniknews.com/russia/201604151038052590-russia-military-s500-defense/" target="_blank">aprile di quest&#8217;anno</a>, il sistema S-500 sarà in servizio &#8220;nell&#8217;immediato futuro&#8221;.</p>
<p>Le caratteristiche del sistema S-500</p>
<p>Cominciamo subito col dire che il sistema S-500 non è una semplice evoluzione del sistema precedente, l&#8217;S-400, ma rappresenta un&#8217;<strong>arma del tutto nuova</strong>.</p>
<p>Il missile infatti ha un proprio sistema di intelligenza che gli permette di analizzare le condizioni dell&#8217;ambiente radar/elettronico e aereo in cui si trova e prendere decisioni autonome che riguardano altitudine, velocità e direzione di volo. <strong>Una vera e propria forma di Intelligenza Artificiale</strong>, come riferito dal Comandante delle Forze Aeree Russe <strong>colonnello generale Viktor Bondarev</strong> in una dichiarazione del <a href="https://www.rt.com/news/179256-russia-deploy-s500-missiles/" target="_blank">10 agosto 2014</a>. </p>
<p>I <strong>dati tecnici</strong> del sistema S-500 &#8220;Prometey&#8221; sono ancora frammentari. Quello che possiamo dire con un ragionevole livello di esattezza oggi è che sarebbe in grado di intercettare bersagli a una <strong>distanza massima compresa tra i 500 ed i 600 chilometri</strong>. Incertezza ricopre anche la <strong>quota massima</strong> di esercizio: secondo alcune fonti potrebbe raggiungere i <strong>40/50 chilometri</strong> di altitudine mentre secondo altre questa arriverebbe addirittura a 200 (124 miglia).</p>
<p>Fonti russe sostengono che possa intercettare anche i velivoli stealth di quinta generazione americani (F-22 &#8220;Raptor&#8221; ed F-35 &#8220;Lightning II&#8221;), ma data la particolare natura del mezzo è possibile che venga impiegato contro bersagli di particolare valore tattico come velivoli Awacs, da disturbo elettronico o per intercettare missili balistici.</p>
<p>Il sistema S-500 può infatti <strong>tracciare un massimo di 20 missili balistici</strong> sino ad una distanza di 2 mila chilometri (secondo altre fonti sino a 3500) e i veicoli di rientro a 1300 chilometri, mentre può <strong>ingaggiare e colpire 10 testate contemporaneamente</strong> viaggianti ad una velocità massima di 5/7 km/s. Tra i requisiti del sistema ci sarebbe anche la possibilità di intercettare <a href="http://www.occhidellaguerra.it/la-russia-batte-tutti-operativa-la-prima-testata-hgv-per-missili-intercontinentali/" target="_blank">testate ipersoniche del tipo Hgv</a> ed anche <a href="http://www.occhidellaguerra.it/gli-stati-uniti-allarme-super-missili-ipersonici-russi/" target="_blank">missili da crociera ipersonici</a>, rappresentando &#8211; se confermato &#8211; un vantaggio esclusivo rispetto agli attuali sistemi occidentali in servizio o in fase di miglioramento.</p>
<p></p>
<p>Come i suoi &#8220;fratelli minori&#8221; S-300 e 400 il sistema S-500 <strong>è mobile</strong> e tutti gli elementi che lo compongono (radar, centro comando e controllo, ricarica) sono costituiti da veicoli pesanti ad alta mobilità su ruote. Rispetto ai suoi predecessori i<strong> tempi di dispiegamento operativo si sono notevolmente accorciati</strong>: si parla di 10 minuti dal momento in cui il Tel (Transporter Erector Launcher) si ferma a quando è in grado di sparare il missile, migliorando notevolmente, pertanto, la capacità di sopravvivenza del sistema in combattimento. Già negli anni &#8217;80, infatti, i sovietici usavano la tattica <em>&#8220;shoot, scoot and hide&#8221;</em> che potremmo tradurre con &#8220;spara, scappa e nasconditi&#8221; per i loro sistemi da difesa aerea S-300V.</p>
<p>Il sistema S-500 sarà molto probabilmente articolato sul Tel 10&#215;10 modello Baz-69096. I due posti comando sul camion 6&#215;6 Baz 69092-12 mentre il radar di acquisizione dei bersagli e gestione tattica saranno a rimorchio della motrice 8&#215;8 Baz-6403.01. Un secondo radar di acquisizione bersagli sarà montato sullo chassis 10&#215;10 del Baz-69096 così come quello dedicato al tracciamento dei missili balistici. Invece il radar di ingaggio multimodale si prevede che sarà montato sul 8&#215;8 Baz-6909-022. Tutti veicoli dalle buone doti fuoristrada.</p>
<p>L&#8217;analisi tattica</p>
<p>Quando il sistema S-500 entrerà in servizio attivo sarà in grado di <strong>cambiare radicalmente la postura antimissile e da difesa aerea</strong> della Russia proiettandola ad un livello mai raggiunto prima. L&#8217;S-500 infatti, se vedrà confermata anche la sua <strong>capacità antisatellite</strong>, andrà ben oltre i semplici concetti della <strong>difesa A2/AD</strong> andando a riempire tutto lo spettro di risposta alle possibili minacce aerospaziali.</p>
<p>Secondariamente, grazie al proprio raggio operativo implementato a 600 chilometri, diventa un perfetto e versatile <strong>sostituto degli aerei da caccia intercettori</strong>, andando, nel contempo, a diminuire notevolmente i tempi di reazione della difesa aerea grazie alla velocità dei propri vettori a medio/lungo raggio. </p>
<p>Quando e se il sistema S-500 sarà rischierato nelle <a href="http://www.occhidellaguerra.it/le-bolle-difensive-della-russia-preoccupano-loccidente/" target="_blank"><strong>&#8220;bolle difensive&#8221;</strong> </a>russe già esistenti (Crimea, Kaliningrad, Siria, Kola e Kachatka) rappresenterà un fattore destabilizzante proprio grazie alle caratteristiche dei missili e dei radar a lungo e lunghissimo raggio, un po&#8217; come già avvenuto in occasione dello schieramento del <strong>Thaad</strong> e del suo radar AN/TPY-2 in <strong>Corea del Sud</strong> che ha notevolmente infastidito la Cina proprio per le sue caratteristiche.</p>
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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/test-sistema-s-500-bersaglio-colpito-distanza-record.html">Nuovo test per il sistema S-500: bersaglio colpito a distanza record</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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