Otto caccia Hawker Hurricane di produzione britannica consegnati all’aviazione dell’Unione sovietica dopo l’invasione tedesca della potenza comunista nel 1941 sono stati scoperti vicino Kiev e dissotterrati in una foresta, non molto distanti da una bomba inesplosa. Lo riporta The Guardian citando come i caccia “facevano parte di un pacchetto di circa 3mila aerei da combattimento consegnati all’Urss tra il 1941 e il 1944 per sostenere lo sforzo bellico sovietico”.
“Se Hitler attacca l’inferno, mi alleo con il diavolo”: aveva detto Winston Churchill ai Comuni dopo l’avvio dell’Operazione Barbarossa nel giugno 1941. Il premier conservatore, ferocemente anticomunista, capì però che nell’alleanza con Iosif Stalin e Mosca, che nella Grande guerra patriottica sobbarcò il più grande sacrificio di morti e devastazioni del conflitto, c’era la chiave per opporre al Terzo Reich una vittoriosa coalizione. E tra gli aiuti che il Regno Unito fornì all’Urss fecero la parte del leone proprio i caccia Hurricane, protagonisti nel 1940 della battaglia d’Inghilterra durante la quale la Royal Air Force aveva opposto alla Luftwaffe una durissima resistenza nei cieli d’Oltre Manica.
Pur offuscato dal più moderno Supermarine Spitfire in termini di celebrità, l’Hurricane era l’aereo da caccia più diffuso nella Raf dell’epoca e fu responsabile di circa metà dei 2mila abbattimenti di aerei germanici sui cieli inglesi. Logico, dunque, che Churchill ritenesse prioritario fornirli ai sovietici per contrastare i Messerschmit Me-109 e gli altri aerei della Luftwaffe nei cieli dell’Unione sovietica.
L’Ucraina fu centrale in diversi teatri di guerra tra Germania e Urss tra il 1941, anno della conquista nazista di Kiev, e il 1944, durante il quale l’Operazione Bagration travolse le difese della Wehrmacht dando impulso alla controffensiva dell’Armata Rossa che si sarebbe conclusa a Berlino nel maggio 1945.
La Bbc ha ricordato che dopo l’entrata in guerra degli Stati Uniti molti armamenti furono finanziati da Washington negli accordi Lend-Lease: l’ipotesi degli studiosi del National Aviation Museum di Kiev che hanno contribuito alla ricerca è che i sovietici demolirono alcuni dei caccia a fine guerra per farli risultare come caduti in battaglia e non doverli restituire a Washington. La Bbc ricorda che alcuni degli aerei ritrovati “erano stati spogliati dei loro strumenti, radio, mitragliatrici e qualsiasi rottame metallico utile. Sono stati poi trascinati da trattori da un vicino campo d’aviazione, demoliti e lasciati cadere in un burrone poco profondo per essere oi coperti di terra dai bulldozer”. Il veterano dell’aviazione ucraina Oleks Shtan, che lavora allo scavo, citato dalla Bbc ha parlato di un’assoluta novità.
Per il ricercatore del National Aviation Museum Valerii Romanenko alcuni degli aerei potrebbero comunque essere stati privati dei residui pregiati dopo esser caduti in battaglia nel corso della feroce battaglia del Dnipro che a fine 1943 fece avanzare a costo di 350-400mila tra morti e dispersi l’Armata rossa fino a Kiev partendo da posizioni al confine tra il Donbass e l’attuale Federazione Russa. Sono dunque un “simbolo dell’assistenza britannica” che appare ancora più pregiato oggi, in una fase in cui Kiev sta respingendo le armate russe negli stessi teatri.
Il ritrovamento degli Hurricane ha dunque valenza importante per la storia militare, ma anche politico-narrativa per il Paese invaso. Che una volta di più indica nel Regno Unito il suo benefattore privilegiato in termini di armamenti e sostegno strategico. Da Boris Johnson a Rishi Sunak, Londra è al fianco di Kiev. E così come ieri le armi britanniche aiutarono Stalin a sconfiggere Hitler e a liberare l’Ucraina dall’occupazione, così oggi nel pensiero degli ucraini gli Storm Shadow e i Javelin dovrebbero aiutare a fermare Putin. Il ruolo di Londra decisivo, ieri come oggi: anche la storia è, in fin dei conti, attualità durante una guerra.

