Nella nostra galleria di leader populisti americani non poteva certamente mancare il personaggio leggendario che, negli anni Trenta del secolo scorso, riuscì a raggiungere i massimi vertici della popolarità e del successo, per poi scomparire repentinamente nel più totale anonimato: stiamo parlando del Reverendo Charles E. Coughlin (1891-1979), più noto, semplicemente, come Padre Coughlin, soprannominato “the Radio Priest” per essere stato il primo a utilizzare il nuovo mezzo di comunicazione di massa a scopi propagandistici.

Già, perché, per un curioso paradosso, sembra che siano sempre stati i populisti, spregiativamente liquidati come conservatori e reazionari, a intuire prima di tutti le potenzialità dei nuovi mezzi di comunicazione; dobbiamo infatti al grande patriota Benjamin Franklin l’intuizione delle potenzialità della stampa durante la rivoluzione Americana, ed è stato Donald Trump a fare per primo un uso massiccio dei social, come fu proprio l’umile parroco di una sperduta parrocchia dell’Idaho a concepire per fini politici l’utilizzo della radio come mezzo di comunicazione di massa.

Al picco del suo successo, tra il 1932 e il 1936, la voce del sacerdote cattolico risultava agli Americani altrettanto famigliare di quella del Presidente Roosevelt: dati ufficiali stimarono in 40 milioni (30% della popolazione Usa) il numero di radioascoltatori che ogni domenica sintonizzavano i loro apparecchi radio per ascoltare il sermone di questo prete dalle radici irlandesi, che riusciva a parlare a tutti, dato che, come si può facilmente immaginare, il 65% del suo pubblico non era cattolico.

Cresciuto in una famiglia molto religiosa, il giovane Charles, dopo una brillante carriera al college sia come studente sia come atleta (era un eccellente rugbista) prese volentieri la via del seminario appassionandosi soprattutto alla dottrina sociale della Chiesa, che offriva una plausibile e solida alternativa tanto al materialismo comunista sovietico quanto all’incipiente consumismo americano, tanto bene ritratto nel 1922 da Sinclair Lewis nel suo romanzo Babbit.

“L’accoglienza” del Ku Klux Klan

Ordinato sacerdote, nel 1926 fu nominato parroco della chiesa Shrine of the Little Flower di Royal Oak, un piccolo comune che negli anni successivi sarebbe diventato un sobborgo di Detroit. Il suo arrivo fu salutato da una enorme croce infuocata piantata minacciosamente davanti alla chiesa dagli attivisti del Ku Klux Klan, che consideravano loro nemici tanto gli afroamericani quanto i cattolici. La cosa non turbò minimamente il giovane prete che, anzi, riuscì alla prima occasione a disinnescare l’attrito con i Klansmen.
Il vero nemico di Padre Coughlin, infatti, non era certamente rappresentato dai cavalieri del KKK, ma dagli speculatori e dai banchieri internazionali che, dopo la crisi del 1929, avrebbero causato la prima e più grave depressione economica del Ventesimo secolo, e che il reverendo aveva cominciato a conoscere appena arrivato nella sua parrocchia, sulla quale gravava un debito che le offerte dei fedeli non riuscivano a colmare.

Fu così che, dotato di un ingegno non comune, e animato da un entusiasmo contagioso, Padre Coughlin decise di trasmettere i suoi sermoni domenicali attraverso una rete di piccole radio locali. L’iniziativa ebbe un successo strepitoso, grazie all’eloquenza calda e al tono rassicurante del radio-prete, e, man mano che (è il caso di dirlo) si diffondeva la voce, aumentavano gli ascoltatori e soprattutto le loro offerte, che permisero non solo di chiudere il debito della sua chiesa, ma anche di costruire, nel giro di poco tempo un vero e proprio network di emittenti indipendenti che via via coprirono sempre più Stati, fino ad arrivare, nel 1930, ad attirare l’attenzione della CBS, che volle ospitare le trasmissioni del sacerdote e mandarle in onda su scala nazionale.

La battaglia politica dopo la crisi del ’29

Per i primi anni, Padre Coughlin si limitò a predicare la dottrina cristiana, commentando le scritture alla luce del magistero cattolico, ma, a partire dal 1930, le cose cambiarono radicalmente: la crisi di Wall Street si stava facendo sentire, soprattutto in aree industriali come quella di Detroit, dove la disoccupazione aveva colpito vaste aree di popolazione, suscitando l’intervento del “radio-prete”. Fu così che, oltre a organizzare una rete di solidarietà per tutti i parrocchiani di Royal Oak, Padre Coughlin iniziò la sua attività politica vera e propria, denunciando alla radio le perniciose “azioni del capitalismo predatorio” che avrebbero finito per convincere i poveri ad abbracciare “l’orribile dottrina comunista”.

I suoi strali non si limitavano a colpire le suddette ideologie materialiste, ma si indirizzavano anche contro il Proibizionismo, cosa che gli attirò ancora più simpatie. Nei primi anni Trenta dedicò ben cinque trasmissioni interamente a criticare quello che chiamava “l’ignobile esperimento” voluto da “bugiardi mascalzoni e fanatici” che avevano la responsabilità del gangsterismo dilagante e soprattutto del generale indebolimento del rispetto pubblico verso chi rappresentava la Legge e difendeva la Costituzione.

Vicino a Roosevelt per la durata del suo primo mandato, ne divenne, invece, un acerrimo nemico quando ritenne che le promesse di colpire gli strozzini della finanza erano soltanto chiacchiere, perché, in realtà, nonostante il New Deal, gli speculatori continuavano a imporre il giogo della povertà e della disoccupazione a un Paese dove, invece, le risorse naturali abbondavano, e la buona volontà di lavorare non mancava per niente.

Il successo delle sue trasmissioni e dei suoi discorsi nei principali uditori degli Usa continuava a crescere, così come le offerte continuavano ad affluire, ma la volontà di gestire tutto in prima persona e di non consentire la creazione di un vero e proprio partito, ma soltanto una rete di “circoli” risultò il vero limite dell’azione politica di Padre Coughlin. Alleato a Huey Long, avrebbe probabilmente costruito con lui, se non fosse stato assassinato, un terzo partito in grado di competere efficacemente alle elezioni presidenziali del 1936.

L’assassinio di Long e la disorganizzazione dei circoli di Coughlin non impedirono la rielezione di Roosevelt, che continuò indisturbato con la sua politica, fino a coinvolgere l’America nella Seconda guerra europea, intervento osteggiato dal popolo americano. Coughlin continuò a fare i suoi discorsi, cercando senza successo di impedire l’entrata in guerra degli Usa. Fu, per questo, anche incriminato, e il suo vescovo nel 1942 gli impose il silenzio e il ritorno a una vita riservata. Coughlin, da buon religioso, obbedì senza discutere, e, dopo aver ipnotizzato dal vivo decine di migliaia di persone e tenuto davanti alla radio decine di milioni di ascoltatori, tornò umilmente alla sua parrocchia di Royal Oak, dove continuò serenamente il suo Ministero fino alla morte, avvenuta nel 1979.