Non è soltanto un film realizzato in Cina, ma un dramma storico che ripercorre gli orrori di uno dei capitoli meno conosciuti della Seconda Guerra Mondiale. Si intitola 731 perché racconta le atrocità commesse in Cina dalla controversa Unità 731.
Non un’unità qualsiasi, ma la forza speciale giapponese incaricata di sviluppare armi batteriologiche per conto dell’Impero nipponico. Una divisione che ancora oggi lascia dietro di sé numerose zone d’ombra, e che è stata accusata di aver effettuato terribili esperimenti, anche sugli esseri umani, nei territori all’epoca conquistati dal Giappone.
Diretta dal regista Zhao Linshan e interpretata da noti attori della Cina continentale, tra cui Jiang Wu e Wang Zhiwen, questa pellicola ha acceso i riflettori sulle ambigue attività condotte dall’Unità 731 nella Cina nordorientale durante la guerra sino-giapponese e la Seconda Guerra Mondiale.
La trama del film
La trama del film 731 ruota attorno alla tragica vicenda di Wang Yongzhang, un venditore ambulante cinese che, durante l’occupazione giapponese della Manciuria, viene attirato con l’inganno all’interno del centro gestito dall’Unità 731.
Convinto di partecipare a semplici controlli sanitari e ricerche mediche per la prevenzione delle malattie, Wang accetta l’offerta attratto dalla promessa di una possibile libertà. Tuttavia, una volta all’interno della struttura, l’uomo si ritroverà prigioniero, vittima di un orrore scientifico che supera ogni immaginazione.
Sottoposto a crudeli esperimenti, Wang viene usato come cavia umana. Test di congelamento degli arti, esposizione a gas tossici e persino vivisezioni senza anestesia fanno parte dell’inferno quotidiano inflitto dalle forze di occupazione giapponesi. Questo film ricostruisce, dunque, secondo il punto di vista cinese e con un forte impatto emotivo, uno dei capitoli più oscuri della storia del XX secolo.

La controversa Unità 731
Ma quanto in 731 è finzione e quanto realtà? L’Unità 731, base di ricerca segreta per le armi chimiche e biologiche, fu istituita dall’esercito giapponese ad Harbin, capoluogo della provincia dell’Heilongjiang, nella Cina nordorientale. Durante la Seconda Guerra Mondiale, il sito servì da centro nevralgico per la guerra biologica giapponese in Cina e nel Sud Est Asiatico.
Per garantire l’accuratezza storica il regista Zhao ha rivelato di aver studiato oltre 8.000 pagine di documenti d’archivio e 423 ore di filmati storici. “Seguo una dottrina rigorosa secondo cui ogni inquadratura e ogni dettaglio narrativo devono avere una base storica documentata”, ha spiegato in occasione 20a edizione degli Huabiao Film Awards di aprile.
I media cinesi insistono su un aspetto: il progetto dell’Unità 731 sarebbe stato sostenuto da tutto lo Stato giapponese in carica all’epoca dei fatti. Dal canto suo, il Giappone ha riconosciuto con riluttanza l’esistenza dell’unità alla fine degli anni Novanta, ma si è rifiutato di parlarne.
I resoconti delle attività dell’unità sono stati costruiti sulla base di testimonianze di ex membri, fotografie e prove documentali. E ancora oggi suscitano accesi dibattiti a livello internazionale, tra accuse di propaganda ed esagerazioni.

