Ogni anno, in coincidenza con il 31 marzo, in Azerbaigian è il momento del raccoglimento in quella che è ribattezzata la Giornata del genocidio degli azerbaigiani. Si tratta di una delle ricorrenze più storicamente importanti e popolarmente sentite in Azerbaigian, Paese nel quale la custodia gelosa del passato è la condizione imprescindibile per un presente e un futuro privi di tragedie.
31/3, il Giorno della memoria del popolo azerbaigiano
Il 31 marzo di ogni anno, dal 1998, a Baku è il giorno del raccoglimento: è il giorno dedicato alla commemorazione del genocidio degli azerbaigiani, costruzione con la quale si fa riferimento ai massacri su larga scala operati dall’alleanza Bolscevichi-Dashnaktsutyun a detrimento degli azerbaigiani nell’area del governatorato di Baku.
Il 31 marzo di ogni anno inizia il ricordo di quello che in Azerbaigian è indicato come Mart hadisələri (let. gli eventi di marzo), un periodo particolarmente intriso di violenze interetniche, inquadrabile nel più ampio contesto della guerra armeno-azerbaigiana, che in soli quattro giorni, 30 marzo-2 aprile 1918, avrebbe cagionato la morte di 12mila azerbaigiani nella sola Baku.
Nel complesso, nei mesi di marzo e aprile 1918, l’alleanza Bolscevichi-Dashnaktsutyun avrebbe ucciso oltre 16mila persone in sette regioni, sulla base dell’odio etnico, e distrutto centinaia di villaggi a maggioranza azerbaigiana. 10mila soldati, 6mila del Soviet di Baku 4mila del partito nazionalista armeno Dashnaktsutyun, impegnati in una caccia senza quartiere né sosta all’azerbaigiano. Un trauma indelebile che ha contribuito in maniera determinante a forgiare l’identità nazionale azerbaigiana.
La difficile ricerca della verità
Punire i colpevoli dei massacri anti-azerbaigiani del 1918 e fare luce sull’episodio storico non è mai stato semplice. Nell’immediato post-guerra civile, con l’instaurazione della Repubblica democratica dell’Azerbaigian, la Commissione investigativa straordinaria aprì procedimenti penali a carico di 194 persone, ma la successiva annessione manu militari dell’Azerbaigian da parte dell’Unione Sovietica bloccò la prosecuzione del processo.
Ottant’anni. Sono stati necessari esattamente ottant’anni perché la questione del genocidio azerbaigiano tornasse a galla, che cadesse il tabù. Nel 1998, durante la presidenza di Heydar Aliyev, il 31 marzo fu dichiarato a mezzo decreto il Giorno del genocidio degli azerbaigiani. E da allora, ogni anno, questo è il giorno in cui gli azerbaigiani si riuniscono per commemorare i loro antenati e per sensibilizzare la comunità internazionale sui crimini genocidiari di cui sono stati vittime nel corso del tempo, inclusa la prima guerra del Karabakh e la successiva occupazione trentennale – come ricordano eventi tragici quali il massacro di Khojaly e la distruzione di intere città, come Agdam.
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