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Il mito di John F. Kennedy si è costruito attraverso una combinazione di manipolazione mediatica, glamour personale e una gestione attenta della sua immagine pubblica.

Kennedy e il suo team hanno utilizzato i media in modo strategico per creare un’immagine positiva del presidente. Le riviste e i giornali pubblicavano frequentemente articoli e fotografie della vita familiare di Kennedy alla Casa Bianca, dipingendolo come un leader giovane e dinamico. Il “Washington Star” e “Life” erano tra i media che esaltavano il presidente. I giornalisti venivano spesso invitati a eventi e situazioni che sembravano offrire uno sguardo intimo sulla vita di Kennedy, ma che erano attentamente orchestrati per mostrare solo il lato positivo.

Kennedy era presentato come un marito devoto e un leader energico e intelligente. Veniva spesso fotografato con la moglie Jackie e i loro figli, creando l’immagine di una famiglia perfetta. Era ritratto come un lettore vorace e un pensatore profondo, nonostante molti degli sforzi intellettuali fossero inscenati. Ad esempio, era noto per leggere rapidamente rapporti e documenti, un’abilità che veniva enfatizzata dai media. Kennedy fu il primo presidente a tenere conferenze stampa televisive regolari, creando un legame diretto con il pubblico. Jackie Kennedy condusse un tour televisivo della Casa Bianca, mostrando il restauro e le ristrutturazioni che aveva supervisionato. Questo contribuì a umanizzare i Kennedy e a presentarli come custodi della storia americana. Kennedy e sua moglie Jackie divennero icone della cultura popolare. Il senso della moda di Jackie e il carisma di Kennedy contribuirono a creare un’aura di sofisticazione e modernità intorno alla coppia presidenziale.

Dopo la morte di Kennedy, sua moglie Jackie contribuì a cementare il mito parlando del loro tempo alla Casa Bianca come di un periodo di “Camelot”, un’epoca dorata di idealismo e progresso. Molti aspetti negativi della vita di Kennedy furono nascosti al pubblico. Gli agenti del Servizio Segreto erano incaricati di coprire le relazioni extraconiugali e di mantenere la discrezione su vari comportamenti personali che avrebbero potuto danneggiare la sua immagine. Le gravi condizioni di salute di Kennedy, compresa la malattia di Addison e le infezioni veneree, furono tenute segrete per evitare di mostrare segni di debolezza.

La famiglia Kennedy, con la sua ricchezza e influenza, giocò un ruolo significativo nel sostenere e promuovere l’immagine di John F. Kennedy. La famiglia Kennedy non solo fornì risorse finanziarie, ma anche una rete di sostegno politico che aiutò a gestire e a mantenere il controllo sull’immagine pubblica di Kennedy. Il mito di John F. Kennedy fu costruito attraverso un’abile gestione dei media, una rigorosa attenzione ai dettagli dell’immagine pubblica e un’efficace strategia di comunicazione che presentava Kennedy come il perfetto simbolo di gioventù, dinamismo e intellettualismo. Questo, combinato con la capacità di nascondere gli aspetti meno edificanti della sua vita privata, ha contribuito a creare una figura presidenziale che rimane iconica fino ad oggi.

Attraverso le testimonianze degli agenti del Servizio Segreto, emerge un quadro complesso della vita quotidiana del presidente, contraddistinto da una costante lotta tra doveri ufficiali e personali.

Gli agenti del Servizio Segreto, tra cui William T. McIntyre e Tony Sherman, descrivono una Casa Bianca in cui il compito di proteggere il presidente era spesso complicato dalle sue abitudini personali. McIntyre ricorda come la sicurezza del presidente fosse messa a rischio dalle sue attività notturne e dagli incontri con donne che non facevano parte del personale ufficiale. Questi agenti dovevano spesso mentire ai superiori o coprire le tracce del presidente per evitare scandali. Un esempio emblematico è quando McIntyre descrive come dovette allontanare Jacqueline Kennedy dalla piscina dove il presidente si trovava con alcune donne, o come spesso i fratelli di Kennedy, Bobby e Ted, aiutassero a coprire le sue tracce.

Tony Sherman racconta di come il suo compito principale fosse spesso quello di evitare che la First Lady scoprisse le infedeltà del marito. Egli descrive situazioni in cui gli agenti dovevano notificare al presidente l’arrivo imminente di Jackie Kennedy, permettendo così al presidente e ai suoi ospiti di disperdersi prima che lei arrivasse. Questi racconti evidenziano una costante tensione tra il dovere di proteggere il presidente e la necessità di nascondere le sue trasgressioni.

Le testimonianze di Joseph Paolella e altri agenti mostrano come la sicurezza del presidente fosse compromessa non solo dai suoi comportamenti rischiosi, ma anche dalla necessità di mantenere il silenzio su questi comportamenti. Paolella ricorda come spesso le donne che incontravano Kennedy fossero viste come potenziali minacce alla sicurezza nazionale, con il rischio che una di loro potesse essere una spia. Questo solleva preoccupazioni sul fatto che la vita privata di Kennedy non fosse solo una questione di moralità, ma anche di sicurezza nazionale.

Gli agenti del Servizio Segreto descrivono un clima di discrezione e omertà all’interno della Casa Bianca. Larry Newman, ad esempio, racconta di come gli agenti fossero istruiti a non parlare di ciò che vedevano, nemmeno con le loro famiglie. Questa cultura del silenzio era necessaria per mantenere la reputazione del presidente e per garantire la continuità della sua amministrazione senza scandali pubblici. Tuttavia, Newman e altri agenti ammettono che questa discrezione spesso li metteva in situazioni moralmente ambigue, costringendoli a scegliere tra il dovere verso la loro nazione e la protezione dei segreti personali del presidente.

La presidenza di John F. Kennedy, pur essendo un periodo di grandi cambiamenti e aspirazioni per gli Stati Uniti, fu anche segnata da una complessa rete di segreti e compromessi. Gli agenti del Servizio Segreto che lo proteggevano erano costantemente impegnati non solo nella protezione fisica del presidente, ma anche nella gestione delle sue relazioni personali e nel mantenimento di una facciata pubblica di integrità e onore. Le loro testimonianze offrono uno sguardo raro e prezioso su uno degli aspetti meno noti della vita presidenziale, rivelando le sfide uniche affrontate da coloro che erano incaricati di proteggere non solo l’uomo, ma anche l’immagine della presidenza americana.

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