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Un portale nel Dark Web per reclutare nuove spie per il servizio segreto per antonomasia, quello di Sua Maestà. Il Secret Information Service, meglio noto come MI6, ha varato questa nuova strategia con l’obiettivo di espandere il bacino di reclutamento, con un indirizzo chiaramente rivolto a quegli Stati ritenuti ostili al Regno Unito o potenzialmente rivali.



Come l’MI6 recluterà spie straniere

Un video di poco meno di tre minuti sul neo-costituito canale YouTube del MI6 spiega nel dettaglio le istruzioni: usare un device non associabile ai dati personali, aprire TOR o navigare in incognito, sempre tramite rete privata e virtuale (Vpn) capace di geolocalizzare in Paesi amici e con indirizzi creati ex novo. Un appello: “grazie per il tuo coraggio“, al termine del video, prima di un messaggio finale che sa molto della tradizione dei recruiter: “We very much look forward to hearing for you”.

Uno stile british in tutto e per tutto, con sobria formalità e concisa concretezza, che appare molto distante dai video immaginifici e spettacolari con cui la controparte americana di Vauxhall Cross, la Central Intelligence Agency (Cia), mirava a reclutare potenziali spie cinesi o russe. In ogni caso, si tratta di una mossa pratica volta a estendere la base di reclutamento tramite una svolta comunicativa decisamente attiva delle intelligence dell’Anglosfera: mostrarsi più trasparenti, più visibili, più nitidi per poter attrarre più segreti.

L’MI6 e l’evoluzione dell’intelligence

Può sembrare una contraddizione, ma non è così. Ad oggi le intelligence devono operare come corpi attivi degli Stati e mostrare sempre più dei connotati evolutivi capaci di renderle sempre più al passo di un mondo che cambia. In un contesto dominato da grandi avanzamenti tecnologici e innovazioni, dall’Intelligenza artificiale al calcolo quantistico, l’intelligence riscopre il fattore umano. Ed è l’intramontabile Human Intelligence (Humint) a apparire il cardine dello sviluppo sistemico dei servizi segreti del futuro.

L’MI6, precursore dei servizi moderni, lo ha capito da tempo, in principio aprendo a reclutamenti mirati su persone neurodivergenti con sindromi come ADHD e autismo per espandere i tipi di pensiero a disposizione delle spie e al contempo aumentando la diversità etnica tra i cittadini britannici, così da diventare maggiormente rappresentativi del cambiamento della società. Ora arriva il terzo step, la ricerca di spie straniere capaci, per attrazione politica, incentivi economici o rivalsa verso i regimi delle proprie nazioni, di fornire informazioni al Regno Unito. Inoltre, il canale di reclutamento esplicito mira anche a sfidare eventuali intossicazioni ambientali o tentativi di intrusione da attori terzi che sicuramente produrrà, come a mandare un messaggio sul fatto che del servizio segreto britannico e delle sue capacità c’è da fidarsi.

L’ultima mossa di Sir Richard Moore

Questo è il principale lascito che Sir Richard Moore, uscente il prossimo 1 ottobre, lascerà al termine del suo quinquennio a Blaise Metrweli, classe 1977, prima donna della storia del MI6/Sis a ricoprire il ruolo di “C”, l’erede di Sir Mansfield Smith-Cumming, primo storico direttore del servizio estero: un’intelligence che prova a leggere i trend del cambiamento per ricostituire le sue basi dopo anni di complesse sfide in cui diverse grandi partite hanno lasciato le intelligence occidentali in difficoltà.

Dal Covid-19 alla guerra in Ucraina, rare volte gli scenari sono stati dominati e anticipati in maniera completa sul fronte delle previsioni e delle prospettive destinate a evolversi dagli 007 delle democrazie occidentali. Per l’MI6, dunque, ritornare in pista tornando a puntare sugli uomini prima che sugli algoritmi, che pure hanno un ruolo fondamentale, serve per proiettarsi nel migliore dei modi nel XXI secolo.

La sfida del rinnovamento

Basterà? Difficile dirlo. Però ciò che succede nel Regno Unito spesso è l’antesignano di ciò che plasmerà le intelligence del resto del mondo affine a Londra. Inoltre, la manovra appare un crash test per la residua sfera d’influenza e di prestigio del Regno Unito dopo decenni di appannamento della potenza britannica, e una possibile via per ottenere informazioni qualora il confronto informativo con gli Usa in ambito Five Eyes si ridimensionasse. Anche a costo di rendere un po’ meno vero il motto Semper Occultus (“Sempre segreto”) che è associato all’agenzia di Vauxhall Cross.

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