Storie di spie – Le Squadre Alpha, a caccia di islamisti nell’inferno di Aleppo

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Nel servizio segreto russo il GRU, forte di 12.000 persone, è responsabile di tutte le missioni militari situate nelle ambasciate. Si occupa anche dell’intercettazione delle trasmissioni elettromagnetiche (SIGINT). Ma soprattutto, supervisiona le operazioni militari clandestine o segrete dove la Russia è coinvolta utilizzando le forze speciali, gli spetsnaz. Gli esempi più recenti nel Caucaso durante le due guerre in Cecenia (1994-1996 e 1999-2000), in Crimea nel 2014 (i “piccoli uomini verdi” senza distintivi) e poi in Siria a Palmira e Aleppo.

Se è  indubbiamente vero che vi e stata la liberazione di Aleppo nel dicembre 2016 grazie all’Esercito arabo siriano e alle milizie sciite che lo sostenevano, è tuttavia altrettanto vero che questa liberazione è stata possibile grazie all’aiuto  dei famosi spetsnaz, alcune unità dei quali sono subordinate al GRU. Tre battaglioni spetsnaz sono attualmente di stanza in Siria. Uno di loro è stato inviato ad Aleppo dove è stato dispiegato in trenta squadre Alpha, ognuna composta da una decina di combattenti (generalmente, la cellula di base degli spetsnaz è di tre uomini). È possibile che questa denominazione sia stata fatta in parallelo con il “gruppo Alpha” che ha preso il controllo del palazzo presidenziale afgano a Kabul il 27 dicembre 1979. 

Ogni squadra Alpha beneficia di grande autonomia e di materiali moderni e performanti nei settori delle trasmissioni, dell’osservazione, della raccolta di informazioni e della designazione degli obiettivi. Sono composte da tre tiratori scelti che sono anche addestrati alla guida degli appoggi fuoco aria-terra, da due genieri che, oltre alla loro specializzazione nel campo delle mine ed esplosivi, sono maestri nell’arte del camuffamento delle posizioni e da due meccanici capaci di riparare e mettere in funzione tutti i tipi di materiali mobili. I membri delle squadre Alpha possono utilizzare molti tipi di armi e sono formati nelle tecniche di primo soccorso. Si noti che ogni squadra inviata ad Aleppo comprendeva uno o più membri capaci di parlare arabo per comunicare con la popolazione.

La missione affidata a questo battaglione era di frammentare i gruppi ribelli neutralizzando al massimo i loro capi e i punti strategici. Ciò ha comportato in un primo momento un’infiltrazione all’interno di Aleppo e poi l’istituzione di punti di osservazione sicuri nella città. Alcuni abitanti selezionati sono stati reclutati per fornire informazioni in cambio di ricompense. Ciò tende a dimostrare che questo battaglione dipendeva effettivamente dal GRU e non da altre forze militari. Infatti, il trattamento degli “agenti remunerati” è prerogativa dei servizi e non delle unità regolari.

La fase successiva consisteva nel neutralizzare progressivamente i diversi responsabili dell’opposizione usando vari mezzi: tiri di precisione, bombardamenti aerei sugli obiettivi illuminati visivamente o per veicoli, designati da segnali clandestinamente installati dagli agenti precedentemente reclutati. Alcuni capi sono stati anche geolocalizzati attraverso i loro telefoni cellulari, precedentemente manomessi. Decine di alti responsabili sarebbero stati così eliminati.

La missione secondaria dei gruppi Alpha consisteva nell’individuare punti strategici – in particolare i tunnel che permettevano di passare da un blocco di edifici all’altro – per fornire le loro coordinate GPS all’aviazione e agli attacchi mare-terra e terra-terra. Questa strategia ha permesso di isolare progressivamente i gruppi ribelli che hanno avuto le maggiori difficoltà a coordinare la loro difesa, che tuttavia rimaneva molto efficace. 

La neutralizzazione dei leader ribelli ha consentito di indebolire significativamente la resistenza a livello organizzativo e operativo. I membri delle squadre Alpha, grazie alla loro formazione avanzata e all’equipaggiamento sofisticato, sono stati in grado di svolgere missioni di alto rischio e di grande importanza strategica.

Inoltre, la capacità di infiltrarsi e operare in aree urbane densamente popolate ha dimostrato l’efficacia delle tecniche di camuffamento e mimetizzazione delle squadre Alpha. Queste operazioni hanno avuto un impatto devastante sulla capacità operativa dei gruppi ribelli, che si sono trovati incapaci di organizzare una difesa coordinata contro gli attacchi combinati di fanteria e aviazione.

Infine, il supporto logistico delle squadre Alpha ha incluso la riparazione e il mantenimento delle attrezzature sul campo, garantendo che le operazioni potessero continuare senza interruzioni. La presenza di meccanici specializzati all’interno delle squadre ha permesso di mantenere in funzione veicoli e attrezzature fondamentali per il successo delle missioni.

Queste operazioni hanno rappresentato un modello di intervento militare integrato, combinando forze speciali, intelligence e attacchi mirati per raggiungere obiettivi strategici con un alto livello di efficienza e precisione. La campagna di Aleppo è stata un esempio lampante della capacità del GRU di condurre operazioni complesse e ad alto rischio in contesti urbani, utilizzando una combinazione di tecnologie avanzate e tecniche di guerriglia urbana. certamente sarebbero stati molto più difficili da coordinare in assenza delle squadre Alpha.