Si tratta di una delle più pericolose fughe di dati sensibili che abbia mai colpito il Regno Unito dall’inizio della campagna in Afghanistan, e avrebbe “svelato” informazioni su oltre un centinaio di cittadini britannici – comprese spie e di membri delle forze speciali – direttamente collegati al trasferimento “segreto” di decine di migliaia di afghani sul suolo britannico per timore di un’ondata di rappresaglie da parte dei talebani in cerca di vendetta.
Tra i dati di quasi 19.000 afghani che avrebbero collaborato con gli inglesi durante i vent’anni di guerra in Afghanistan, molti dei quali giudicati “a rischio di gravi danni o addirittura di morte“, erano anche informazioni compromettenti per i funzionari britannici che hanno preso parte ai programmi di rinsediamento. Profili coinvolti in operazioni segrete.
Secondo diverse fonti che sono entrate in contatto con la stampa britannica, nella “fuga di dati” che è già stata definita come “una delle peggiori violazioni mai avvenute” nel Regno, erano incluse le informazioni personali di oltre cento funzionari britannici, tra cui comparivano profili di spie dell’ MI6, l’agenzia di intelligence per le operazioni all’estero, e membri delle Special Air Service, la prima e principale forza speciale a cui vengono assegnate le missioni più delicate in territorio ostile, comprese le cosiddette “black ops“.
L’agenzia stampa Reuters ha riporta questa notte la notizia, citando un portavoce del Ministero della Difesa, il quale ha dichiarato: “Prendiamo molto seriamente la sicurezza del nostro personale e il personale, in particolare quello che ricopre posizioni sensibili, ha sempre adottato misure appropriate per proteggerla“, ma questa volta potrebbe non essere andata esattamente così.
Il Segretario della Difesa John Healey, ritenuto tra i maggiori responsabili dell’insabbiamento, ha già presentato delle scuse, riconoscendo che la fuga di notizie includeva anche “informazioni su legislatori e alti funzionari militari che sostenevano gli alleati afghani che cercavano rifugio nel Regno Unito“. Ovviamente la fuga di informazioni di questo tipo ha costretto il governo di Londra alla creazione di un “programma segreto” di ricollocamento di queste risorse, dal momento che sarebbe stato a dir poco imprudente continuare a impiegare del servizio segreto, come nelle unità d’élite delle forze speciali, dei profili potenzialmente “privati” nelle loro coperture e identificabili da ogni d’intelligence estera e avversaria che potrebbe poteva avvalersi dei dati violati. Il programma per proteggere e ricollocare i profili coinvolti sarebbe costato, secondo le fonti, ben 2 miliardi di sterline.
Sempre secondo quanto riportato dalle fonti britanniche, la notizia di questa fuga di dati e del programma segreto di ricollocamento, è stata a lungo protetta da una “superingiunzione” che vietava la copertura mediatica dei fatti avvenuti nel 2022. Questa precauzione per mantenere la massima segretezza su questo scandalo è stata revocata martedì scorso, mentre ulteriori dettagli sono stati liberati da questo vincolo solo nella giornata di giovedì 17 luglio 2025.
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