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Essere irreperibile da quasi sette anni ha portato un piccolo ipotetico vantaggio a Joseph Mifsud: la sua assenza davanti ai magistrati, ha comportato il “non luogo a procedere” nei suoi confronti da parte del Gup di Agrigento. Ma qual è il nesso tra il nome più importante del cosiddetto Russiagate e la cittadina siciliana?

Mifsud in Italia ha ricoperto diversi incarichi. Tra cui anche quello di presidente del Consorzio Universitario di Agrigento e, in questa veste, secondo i magistrati della città dei templi il professore maltese avrebbe messo mano al portafoglio dell’ente per spese in realtà personali.

Il doppio volto di Mifsud

Ad ogni modo, e al netto delle indagini al momento arenate per via della sua irreperibilità, per capire meglio chi è Joseph Mifsud occorre andare proprio ad Agrigento. Qui lo ricordano in tanti, sia al polo universitario che all’ex provincia. All’epoca infatti, era il 2009, a premere per la sua nomina era stato Eugenio D’Orsi, presidente della provincia di Agrigento. Nel 2019, quando il Russiagate era già diventato di dominio pubblico, l’ex amministratore agrigentino su Byoblu ha parlato di un doppio volto di Mifsud: “In un primo momento aveva portato molta speranza ad Agrigento – si legge nelle parole rilasciate cinque anni fa – poi è come scomparso, senza dubbio si è rivelato un ciarlatano”.

Mifsud è arrivato ad Agrigento su suggerimento, stando a quanto raccontato dallo stesso D’Orsi, di Roberto Di Mauro. Quest’ultimo è un deputato di lungo corso dell’assemblea regionale siciliana, fedelissimo dell’ex presidente della Regione Raffaele Lombardo e attuale assessore nella giunta Schifani. Il politico, anch’egli agrigentino, a sua volta avrebbe conosciuto Mifsud in Egitto ed in quell’occasione sarebbe così nata un’intesa volta a realizzare in Sicilia un progetto universitario internazionale

Dopo la nomina ad Agrigento, in effetti qualcosa di positivo si era mosso: “Ricordo – afferma un ex studente del polo siciliano su InsideOver – che dialogava molto con noi studenti. Era un piacere sentirlo, poter avere un professore con tante conoscenze del mondo accademico internazionale qui ad Agrigento era un grande privilegio, in tanti hanno puntato su di lui”.

“Con alcuni colleghi di Giurisprudenza avevamo fondato un’associazione all’interno dell’università – racconta sempre a InsideOver un altro studente – era il 2010 e lui, quando è venuto a conoscenza della nostra realtà, ha dato subito ordine ai funzionari di trovarci una stanza per avere una sede. Non ce l’aspettavamo e questo per noi aveva rappresentato all’epoca un grande significato”.

La traccia lasciata ad Agrigento

Gli ex studenti, nel parlare di Mifsud, evidenziano però anche alcuni aspetti quantomeno controversi: “Non mancavano elementi strani nel suo comportamento – ha dichiarato uno di loro – una volta ad esempio ha invitato a cena tutti i soci della nostra associazione. Al ristorante si era presentato con una collaboratrice di San Pietroburgo, una studentessa di cui non capivamo il ruolo e che poi non abbiamo più visto”. Però, in uno dei tanti incontri con gli studenti di allora, nelle sue parole emergeva realmente la volontà di portare in Sicilia molti progetti e molte collaborazioni dall’estero.

Qualcosa è cambiato a partire dal 2012, quando di quei progetti poi non c’è stata traccia. Ed è quello il momento in cui anche l’ex presidente della provincia D’Orsi ha ravvisato un drastico mutamento nel comportamento di Mifsud: “Qui lo si vedeva sempre meno – conferma un dipendente del polo universitario di Agrigento – poi qualche anno dopo è venuta alla luce l’inchiesta sulle sue presunte spese pazze”.

Un riferimento all’indagine descritta in precedenza, dove Mifsud è accusato di aver usato i soldi dell’università per spese personali: trasferte, tablet, cellulari, tutto finito nelle sue mani ma pagato con i soldi dei contribuenti. Ma, per l’appunto, l’inchiesta raramente potrà accertare la verità perché di Mifsud non si ha traccia: “E all’80% – ha dichiarato nel 2019 una fonte della procura di Agrigento a InsideOver – riteniamo sia morto”. In città ha comunque lasciato traccia soprattutto della sua seconda fase, quella dei progetti mai compiuti e del mistero relativo alla sua funzione a capo del polo universitario.

Una personalità misteriosa

Dopo Agrigento, Mifsud è rimasto spesso in Italia per via della sua attività alla Link Campus. Un’attività limitata ad alcuni seminari, secondo il numero uno della Link, Vincenzo Scotti. Tuttavia, Mifsud per l’università avrebbe svolto diversi incarichi ed è proprio qui che si è incontrato, nel 2016, con George Papadopoulos, ex collaboratore di Donald Trump. Un incontro da cui sarebbe poi nata l’intera vicenda legata al Russiagate.

Professore capace, ma anche personaggio misterioso, persona molto empatica con gli studenti ma, al tempo stesso, amministratore sospettato di appropriarsi di soldi dell’ente. Tanti volti e tanti misteri attorno a Mifsud, ancora oggi irrisolti. Intanto il prossimo 31 ottobre, passeranno sette anni dalla sua ufficiale scomparsa e la sua ultima immagine risale al 2018.

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