Il governo spagnolo di Pedro Sanchez ha avviato una stretta informale nei confronti di Palantir Technologies, l’azienda statunitense di analisi dati co-fondata dai magnati neoconservatori Peter Thiel e da Alex Karp, ordinando alle imprese pubbliche e a quelle controllate dallo Stato di non stipulare nuovi accordi con la società. La decisione, riportata mercoledì dal quotidiano El Confidencial, è motivata dal timore che informazioni sensibili per la sicurezza nazionale possano essere esposte a rischi.
La società di Peter Thiel nel mirino di Sanchez
Le direttive riguardano in particolare le aziende pubbliche e private controllate dalla SEPI (Sociedad Estatal de Participaciones Industriales), il fondo sovrano e holding industriale di proprietà dello Stato. Tra i soggetti interessati figurano colossi come Telefónica, Indra e Navantia, società impegnate rispettivamente nelle comunicazioni critiche, nella Difesa e nelle infrastrutture pubbliche.
Fonti governative hanno spiegato che l’obiettivo è ridurre la dipendenza da un’azienda estera nella gestione di informazioni strategiche dello Stato. La misura colpisce in modo trasversale i settori delle comunicazioni critiche, della Difesa, della tecnologia militare e delle infrastrutture pubbliche.
La spada di Damocle sul contratto con il Ministero della Difesa
Nonostante la stretta, il quadro resta ambiguo. Palantir mantiene attualmente un contratto in essere con il Ministero della Difesa spagnolo, firmato nel 2023 per un valore di 16,54 milioni di euro, finalizzato a sistemi di analisi di intelligence militare. Il futuro di questo accordo – in scadenza a novembre di quest’anno – non è ancora definito. Il ministero, secondo le indiscrezioni, starebbe addirittura discutendo con Palantir il rinnovo e l’espansione degli accordi esistenti.
Questa posizione contraddittoria ha suscitato polemiche politiche. I partiti Junts e Sumar, soci di governo di Pedro Sánchez, hanno chiesto spiegazioni ai socialisti in merito ai due contratti stipulati dal Ministero della Difesa, temendo una possibile esposizione di informazioni riservate. Il governo ha difeso gli accordi, assicurando che sono stati sviluppati «nel pieno rispetto della normativa vigente» e con clausole a garanzia della sicurezza e della difesa nazionale.
Un fronte europeo contro Thiel
La mossa di Madrid va contestualizzata nell’ambito di un fronte, sempre più ampio, di Paesi europei dubbiosi su Palantir e Thiel. In Francia, lo scorso giugno il primo ministro Sébastien Lecornu ha annunciato che l’agenzia di intelligence interna DGSI ha rescisso il contratto con Palantir, sostituendola con la società francese ChapsVision: «Non possiamo dipendere da strumenti sviluppati da potenze straniere», ha dichiarato Lecornu, sottolineando che «la sovranità digitale non è negoziabile».
Nel Regno Unito, nonostante Palantir detenga contratti con il Ministero della Difesa e il Servizio Sanitario Nazionale (Nhs), la pressione politica aumenta: il mese scorso il sindaco di Londra Sadiq Khan ha bloccato un contratto da 50 milioni di sterline tra la polizia metropolitana e l’azienda americana, definendolo una «violazione chiara e grave» delle norme sugli appalti; Palantir ha accusato Khan di anteporre «la politica alla sicurezza pubblica». Anche in Germania Berlino si è detta contraria a nuovi contratti: a fine aprile il responsabile della cyberdifesa dell’esercito tedesco ha dichiarato di non avere intenzione di affidare incarichi all’azienda statunitense.
Un’azienda al centro delle polemiche
Palantir, co-fondata da Peter Thiel e Alex Karp, è da tempo al centro di critiche per il suo coinvolgimento in operazioni controverse. L’azienda ha fornito software per le politiche di controllo dell’immigrazione dell’amministrazione Trump e per le attività militari israeliane. Il giornalista e Premio Pulitzer Glenn Greenwald l’ha definita il nuovo «Deep State», società che sembra aver conquistato una posizione di preminenza senza precedenti nell’amministrazione Trump.
Fondata nel 2002 per sfruttare le opportunità emerse con la «guerra al terrore», Palantir si è rapidamente affermata come uno dei principali attori tecnologici nel settore dell’intelligence e dell’analisi dei dati. Secondo Glenn Greenwald, l’azienda è diventata «virtualmente onnipotente» all’interno dell’amministrazione Trump grazie a un ordine esecutivo firmato il 20 marzo 2025, intitolato «Fermare sprechi, frodi e abusi eliminando i silos informativi». L’ordine, spiega Greenwald, punta a centralizzare tutte le informazioni governative sotto un’unica autorità, abbattendo le barriere che finora hanno frammentato i dati tra le varie agenzie federali.
La storia di Palantir è segnata da episodi inquietanti. Greenwald ricorda un caso del 2010, quando l’azienda collaborò con la Bank of America per contrastare un’imminente pubblicazione di WikiLeaks. Un documento di Palantir, reso pubblico da hacker, proponeva di «screditare WikiLeaks» attraverso “attacchi alla reputazione professionale” di suoi sostenitori, incluso Greenwald stesso.
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