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Spionaggio

La misteriosa “Sindrome dell’Avana”: le rivelazioni di un ex agente della CIA

Negli Stati Uniti si continua a parlare della misteriosa “Sindrome dell’Avana”, termine comunemente usato per descrivere una serie di misteriosi problemi di salute riportati per la prima volta nel 2016 da diplomatici statunitensi e canadesi a Cuba. I sintomi principali...

Negli Stati Uniti si continua a parlare della misteriosa “Sindrome dell’Avana”, termine comunemente usato per descrivere una serie di misteriosi problemi di salute riportati per la prima volta nel 2016 da diplomatici statunitensi e canadesi a Cuba. I sintomi principali includono mal di testa, nausea, vertigini, affaticamento, problemi di equilibrio, dolori auricolari, difficoltà cognitive e perdita dell’udito. Da allora, casi simili sono stati segnalati in diverse località in tutto il mondo, tra cui Cina, Russia, Austria, Vietnam e persino negli Stati Uniti.

Un’ex agente della CIA, nota con lo pseudonimo “Alice”, ha denunciato gravi mancanze e presunte coperture da parte dell’intelligence statunitense riguardo alla gestione della Sindrome di Havana. In un’intervista esclusiva con la giornalista investigativa Catherine Herridge, Alice ha rivelato i devastanti effetti personali e professionali di quella che ritiene essere un’arma a energia diretta utilizzata contro personale governativo statunitense all’estero.

La denuncia: “Un tradimento”

Alice, che ora necessita dell’assistenza di un cane guida a causa delle sue condizioni debilitanti, ha descritto il trattamento riservato dalla CIA a lei e ad altri colleghi vittime della sindrome come una vera e propria persecuzione. “La CIA sta tradendo i suoi agenti, rendendo la mia vita e quella dei miei amici un inferno. Voglio che smettano di negarci ciò che ci è accaduto,” ha dichiarato durante l’intervista.

Alice sostiene che le sue lesioni, che hanno posto fine alla sua carriera nell’intelligence, siano state causate da un’arma a microonde sviluppata da un avversario straniero. Un rapporto della NSA del 2014 conferma che l’intelligence statunitense era a conoscenza dell’esistenza di un sistema di armi a microonde in grado di causare danni fisici gravi senza lasciare tracce evidenti. Secondo documenti non classificati, nel 2012 si sapeva che un avversario aveva progettato un’arma in grado di colpire abitazioni con microonde, causando effetti come il danneggiamento del sistema nervoso. La sindrome è stata riportata non solo negli Stati Uniti ma anche in paesi come Austria, Cina, Germania, India, Polonia, Russia e Vietnam. Alice ha raccontato di aver subito un AHI durante una missione in Africa, esperienza che ha segnato drammaticamente la sua vita.

Un caso controverso avvolto nel mistero

La comunità dell’intelligence Usa e le istituzioni politiche restano divise sulle cause della sindrome. Secondo un recente rapporto del Senato controllato dai Democratici, i sintomi sono attribuibili a condizioni naturali, esposizioni ambientali o fattori psicosociali, escludendo il coinvolgimento di un attore straniero. Al contrario, la Commissione Intelligence della Camera ha rilasciato il 5 dicembre un rapporto che considera sempre più probabile il coinvolgimento di un avversario straniero in alcuni casi.

Le segnalazioni relative alla sindrome dell’Avana risalgono al 2016, quando il personale dell’ambasciata statunitense a L’Avana, Cuba, ha dichiarato di soffrire di sintomi apparentemente inspiegabili, tra cui ronzii alle orecchie, acufeni, vertigini, mal di testa, vertigini e disfunzioni cognitive. Altri casi di diplomatici con sintomi simili sono stati segnalati anche in Cina e in Austria. Gli esperti hanno cercato di determinare cosa possa aver causato i sintomi: da allora, secondo il Wall Street Journal, sono stati segnalati circa 1.500 casi in tutto il mondo. Le vittime riferiscono che i loro sintomi sono iniziati subito dopo aver sentito un forte rumore. In particolare, Robyn Garfield, funzionario del Dipartimento di Commercio, ha dichiarato che lui e la sua famiglia hanno iniziato a soffrire di alcuni dei sintomi ascrivibili alla misteriosa sindrome dopo aver sentito dei rumori notturni mentre vivevano a Shanghai. La Cbs sostiene che vi sono collegamenti diretti tra questi eventi e alcune spie russe.

Robert E. Bartholomew, docente di Medicina Psicologica all’Università di Auckland, sostiene che l’isteria intorno alla sindrome dell’Avana sia infondata e alimentata dai media per il suo fascino da “romanzo di spionaggio”. Le armi acustiche, spesso associate alla sindrome, non sono una scoperta straordinaria, afferma, ma strumenti comuni come i dispositivi acustici a lungo raggio, usati principalmente per il controllo delle folle e con efficacia limitata. Secondo Bartholomew, la sindrome, già smentita dalla comunità d’intelligence, è più un fenomeno mediatico che scientifico, anche se i dubbi rimangono.

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