Capire la finanza, per capire il mondo FOLLOW THE MONEY

Un manuale per eseguire sabotaggi con strumenti “low-cost” redatto dall’OSS, il servizio segreto “armato” americano precursore della CIA, sembra essere tornato di moda dopo la sua pubblicazione sul sito dell’agenzia d’intelligence statunitense che ha implementato il suo approccio social e spesso condivide materiale declassificato “interessante”. Anche per i sabotatori fai da te, evidentemente.

Sabotare tutto, ovunque e con ogni arma: compresa la manifesta “stupidità”. Sembrerà banale, ma la tonteria, la pigrizia o la negligenza che possono causare il rallentamento o l’inefficienza di un sistema sono tattiche prese in esame dall’intelligence fin dal 1944. Da quando compaiono nel manuale di sabotaggio “amatoriale” redatto e firmato da “Wild Bill” Donovan, il capo dell’Office of Strategic Services, agenzia di intelligence e operazioni congiunte fondata dagli americani durante la seconda guerra mondiale che è stato precursore della CIA, la quale, guarda caso, inserirà capitoli simili anche in altri “opuscoli” destinati ai sovversivi nel pieno della Guerra Fredda. Basta sfogliare “Operazione Psicologiche nella Guerra di Guerriglia”, il saggio firmato dal misterioso J. Kirkpatrick che è stato distribuito segretamente ai controrivoluzionari nicaraguensi nel 1984.

Le azioni di sabotaggio in un contesto di guerra rappresentano uno strumento prezioso per fiaccare il nemico, che può e deve essere rallentato in ogni modo. Anche senza l’ausilio di particolari strumenti, armi o sofisticati esplosivi al plastico con i tipici inneschi “a matita” che vediamo nei film di spionaggio. Certo, anche quelle erano cose consegnate via aria proprio dall’OSS o dal SOE, lo Special Operation Service britannico doveva sostenere ogni tipo di agente agitatore possibile per “distrarre” i tedeschi, fiaccarne il morale, e intaccare il sistema dall’interno; ma a volte bastava una candela, un pezzo di spago imbevuto nel grasso o nella benzina, e un cumulo di carta nascosti nel sottoscala di edificio, di una fabbrica o di un deposito, per portare a termine con successo un sabotaggio senza essere presenti a momento dell’incendio. Era l’A, B, C.

Nell’introduzione si sottolinea come il sabotaggio vari da coup de main altamente tecnici, che richiedono una pianificazione dettagliata e l’impiego di agenti appositamente addestrati, a innumerevoli semplici atti che il “comune cittadino-sabotatore” può compiere.

Trenta pagine di consigli per sabotare il nemico

Nelle trenta pagininette del manuale titolato “Simple sabotage field manual“, il lettore viene iniziato al sabotaggio “diffuso” o sabotaggio “amatoriale”, in breve: sabotaggio alla portata di tutti, non solo degli agenti formati dai servizi segreti. Dagli incendi dolosi e alla mancanza di collaborazione per dissimulata, dalla negligenza nell’informare la sussistenza dell’imminente fine di un elemento essenziale alla manomissione di ingranaggi nella catena di montaggio di una fabbrica, fino, anzi, sopratutto alla manifestazione di stupidità o al sabotaggio “morale” di un apparato dove vengono premiati gli inetti al fine di generare frustrazione nei più capaci collaborazionisti. Tutte informazioni apparentemente preziose che, come ha fatto notare Wired, sono tornate molto di moda nelle prime settimane di febbraio 2025, quando Simple sabotage field manual è diventato “improvvisamente virale sul web, registrando migliaia di visite sulla biblioteca libera Project Gutenberg“.

Prima pagine delSimple sabotage field manualdell’OSS

Il manuale puntava a essere, per stessa ammissione di Donovan, la “dottrina di base per la formazione dei servizi strategici per questo argomento“. Fornendo ai sabotatori neofiti le basi per diffondere atti di resistenza diffusa nella vita quotidiana. Anche come banco di prova per future azioni di sabotaggio più complesse, come “legare un pezzo di spago molto pesante più volte avanti e indietro tra due linee di trasmissione telefonica parallele, avvolgendolo più volte attorno al filo ogni volta“, se “in precedenza lo spago dovrebbe essere pesantemente saturato di sale e poi asciugato, quando sarebbe piovuto lo spago sarebbe diventato un conduttore verificando un cortocircuito“.

Sporcizia, negligenza e stupidità al servizio dell’OSS

Anche la sporcizia e la trascuratezza potevano essere un’arma dal momento che: “una fabbrica pulita difficilmente prenderà fuoco, ma una sporca potrebbe farlo. I lavoratori dovrebbero trascurare la gestione dei rifiuti e i custodi dovrebbero il meno efficienti possibile nelle pulizie”. Mentre delle “azioni di disturbo” a “bassa intensità” potrebbe essere incentrare su ordini errati di materiale che potrebbero rallentare la logistica di un apparato. Fino al sabotaggio di semplici parti di ingranaggi delle macchine di una fabbrica, intaccandone una parte singola per provocare un guasto singolo o un’usura generalizzata che costringa al cambio di parti, magari non immediatamente reperibili.

Per alcuni il sabotaggio consiste solo nel minare un ponte o una ferrovia con della dinamite, come in “Giù la testa” di Sergio Leone, per menti eccellenti come Donovan, capaci di osservare il sistema nel suo insieme, anche sbagliare numero una volta al giorno in un grande hotel dove è acquartierato il l’altro comando nemico, tenendo la linea inutilmente occupata e stressando il centralinista, è un’ipotesi al pari di otturare un wc con una brillante tattica non riconducibile ad alcun sabotaggio – la chiave di tutto.

Inserire carta arrotolata strettamente, capelli e altre ostruzioni nel wc” o “saturare una spugna con una soluzione densa di amido o zucchero strizzandola saldamente fino a formare una palla”. La spugna “manterrà la forma di una palla dura e compatta” e sarà perfetta da gettare nel wc, e una volta introdotta nel sistema fognario “si espanderà gradualmente tornando alle sue dimensioni normali e ostruendolo”. In breve, scherzi telefonici e bravate da bulli di scuola erano “consigliate” come primi passi verso il sabotaggio che avrebbe causato delle grane ai tedeschi.

Un comportamento “non collaborativo” ben congegnato sarebbe passato per semplice “stupidità“, senza il rischio di finire di fronte a un plotone d’esecuzione. Lo stesso vale per l’inserimento di lettere nei sacchi della posta sbagliati, la sistemazione di documenti in posti sbagliati, e sì, anche urinare o versare acqua nelle taniche di benzina per rallentare lo spostamento di un mezzo designato, fosse una jeep o un camion, al pari di dare indicazioni sbagliate o cambiare le direzioni delle indicazioni stradali. Tutto questo era e potrebbe ancora oggi rivelarsi un piccolo atto di sabotaggio. Certo, la domanda che dovremmo porci è “chi” al giorno d’oggi potrebbe applicare queste semplici lezioni di sabotaggio fai da te? Ma la risposta potrebbe essere semplice quanto vaga: potenzialmente chiunque. Tutto dipende dalla battaglia ideale che sta combattendo.

Abbonati e diventa uno di noi

Se l’articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l’avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.

Non sei abbonato o il tuo abbonamento non permette di utilizzare i commenti. Vai alla pagina degli abbonamenti per scegliere quello più adatto