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Spionaggio

Così il cyber spionaggio della Cina sfrutta i “buchi” della sicurezza americana

Un gruppo di hacker cinesi legati al Governo ha penetrato il sistema delle telecomunicazioni Usa fino ai più alti livelli.
Cina

La Casa Bianca ha convocato un incontro d’emergenza con i principali dirigenti dell’industria delle telecomunicazioni per discutere le conseguenze di una vasta operazione di cyber spionaggio attribuita alla Cina. L’operazione, descritta dagli esperti come “massiva”, è stata scoperta il mese scorso da Microsoft, che ha attribuito l’attacco al gruppo di hacker cinesi Salt Typhoon, considerato legato al governo di Pechino. Secondo il senatore Mark Warner, presidente della Commissione Intelligence del Senato, l’attacco rappresenta “di gran lunga il più grave hack delle telecomunicazioni nella storia americana”. Warner ha sottolineato la gravità dei dati raccolti dagli hacker, che riguardano importanti funzionari americani, ma ha anche evidenziato come la portata dell’intrusione sia molto più vasta di quanto inizialmente stimato. L’attacco ha compromesso la privacy di milioni di utenti di telefonia negli Stati Uniti.

Le telecomunicazioni sotto attacco

L’attacco ha colpito diverse società di telecomunicazioni americane, incluse le tre principali —T-Mobile, Verizon e AT&T. Gli hacker sono inizialmente riusciti a violare il sistema utilizzato dai provider per gestire le richieste di intercettazioni governative, effettuate previa autorizzazione giudiziaria. Tuttavia, sfruttando software e hardware obsoleti presenti nella rete nazionale delle telecomunicazioni, sono riusciti a penetrare più a fondo, compromettendo i dati di un’ampia gamma di utenti. I dettagli sull’entità dei danni causati dall’attacco sono ancora scarsi, poiché la Casa Bianca e l’industria delle telecomunicazioni hanno rilasciato poche informazioni. Tuttavia, sembra che gli hacker abbiano mirato a utenti di alto profilo, tra cui funzionari governativi attuali o passati, inclusi anche il Presidente eletto Donald Trump. Secondo le prime indiscrezioni, i cybercriminali avrebbero avuto accesso non solo ai metadati, ma anche ai contenuti delle chiamate e dei messaggi non crittografati inviati o ricevuti da questi utenti.

Vertice alla Casa Bianca: le contromisure

L’incontro d’emergenza alla Casa Bianca è stato organizzato dal consigliere per la sicurezza nazionale Jake Sullivan, con la partecipazione di Anne Neuberger, vice consigliera per la sicurezza nazionale per le tecnologie informatiche ed emergenti. Sebbene i nomi degli esecutivi dell’industria delle telecomunicazioni presenti alla riunione non siano stati resi noti, l’evento è indicativo della serietà della minaccia. L’attacco non solo evidenzia la vulnerabilità delle infrastrutture di telecomunicazioni americane, ma solleva anche interrogativi sulla capacità del Governo di proteggere i dati sensibili dei cittadini e dei funzionari di alto livello. L’obsolescenza tecnologica della rete nazionale è emersa come uno dei principali fattori che hanno facilitato l’attacco, sottolineando l’urgenza di investimenti significativi per modernizzare le infrastrutture.

L’operazione di Salt Typhoon non è solo un attacco informatico, ma un vero colpo alla sicurezza nazionale americana, con implicazioni potenzialmente globali. La Casa Bianca, insieme all’industria delle telecomunicazioni, dovrà ora affrontare la sfida di contenere i danni e prevenire futuri attacchi di questa portata.

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