Starlink e SpaceX hanno già vinto la “nuova corsa allo spazio”? Se lo è chiesto il Financial Times commentando gli scenari tecnologici e industriali in via di sviluppo nel settore, principalmente riguardo all’internet via satellite di cui l’azienda di Elon Musk, che nel 2025 ha finora compiuto ben 42 lanci di satelliti per la trasmissione di Internet tramite vettori a orbita bassa terrestre (Leo) portando a 6.676, dati del 21 maggio, le unità in operazione. Ma alcune statistiche alzano questo numero fino a quota 7.300
Starlink, che trasmette Internet via satellite evitando le orbite geostazionarie lontane dalla Terra, da sola opera più di metà dei circa 12mila satelliti in orbita attorno al nostro pianeta e mira ad arrivare a quota 36mila. “Dal 2019, Musk ha lanciato oltre 8.417 satelliti, il 39% di tutti quelli lanciati dopo lo Sputnik, il primo satellite artificiale ad essere lanciato in orbita”, nota il Ft, e questo ha creato un indubbio vantaggio strategico a SpaceX, che opera il sistema Starlink. E quello che il quotidiano della City di Londra sottolinea è che sarà dura, per molti avversari, colmare il gap.
SpaceX e Starlink sono sfidate da Kuiper, la costellazione promossa dal patron di Amazon, Jeff Bezos, che si è lanciato contro il rivale Musk in un duello per l’Internet via satellite che ha l’indubbio vantaggio di stimolare la competitività della tecnologia statunitense. Ad oggi SpaceX e Musk posseggono un vantaggio di sistema legato, principalmente, al fatto che l’azienda di Starbase (già Boca Chica), Texas, ha una profonda integrazione tra attività interne.
SpaceX può garantire, segnala il Ft, “lanci Falcon 9 frequenti e a basso costo; uno stabilimento produttivo che produce più di otto satelliti al giorno, secondo la società di consulenza Quilty Space; una rapida cultura dell’innovazione; e ingenti finanziamenti da parte del suo proprietario miliardario”, in un contesto in cui “Amazon dovrà investire tra i 16 e i 20 miliardi di dollari per costruire Kuiper” e, dovendo le aziende sostituire ogni 5-7 anni ogni satellite SpaceX vanta un primato legato al fatto che ormai la sua attività non è solo strutturata ma anche scalabile sul fronte del business e dei ricavi. Ad oggi, tutti gli avversari attuali e potenziali di Musk devono dimostrare di saper garantire un’analoga proiezione. Vale per Kuiper, vale per l’europea Eutelsat, vale per le sfidanti cinesi. Tanti sono i concorrenti. Ma il re dello spazio resta ancora Musk. E chi vorrà sottrargli la corona o quantomeno renderla contendibile dovrà saper fare non solo innovazione ma anche business grazie allo spazio. E sarà questo il vero banco di prova.
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