La sfida per la sostenibilità e lo sviluppo più funzionale sul piano energetico, dei consumi e della gestione delle risorse si gioca oggi in ogni dimensione in cui l’attività economica si estrinseca e di cui si occupano i campi dell’innovazione, dello sviluppo tecnologico, degli investimenti. Ragion per cui oggi una dimensione da sottolineare con sempre maggior attenzione è quella dello spazio. Terreno di gioco geopolitico e nuova frontiera economica in molti settori, ove i ritrovati tecnologici di ultima generazione hanno un impareggiabile campo di prova funzionale a testare la maturità di nuove scoperte, l’efficienza di settori in avanzata, le prospettive future di alcune applicazioni. Ragion per cui le realtà attive nello scenario della transizione energetica e dell’innovazione in materia non possono ignorare le attività strategiche connesse al settore spaziale.
Il rapporto è simbiotico: da un lato, ha scritto l’Agenzia Spaziale Europea (Esa) sul suo portale online, “la transizione energetica non è in atto solo sulla Terra, bensì anche nello spazio: la Stazione Spaziale Internazionale e i satelliti utilizzano celle solari per convertire la luce del sole in elettricità e una futura base lunare includerà molto probabilmente centrali solari con sistemi rigenerativi per immagazzinare energia e garantire la sopravvivenza notturna” e dunque la corsa allo spazio del XXI secolo introietta il paradigma della transizione green e dovrà essere giocoforza sostenibile. Dall’altro, nello sviluppo della transizione duale, energetica e digitale, “il ruolo della tecnologia spaziale e dei dati satellitari è in costante aumento” e per l’ESA L’Energy-as-a-Service (E-a-Service) e l’Energy-data-as-a-Service (E-Dati-E-Service) sono i motori di questa trasformazione, che uniscono dati provenienti da molteplici fonti, incluso lo spazio”.
Tra le realtà maggiormente attive in questo settore, a tal proposito, si segnala CESI, multinazionale italiana basata a Milano e partecipata da Enel e Terna, attiva nello sviluppare tecnologie spaziali all’avanguardia capaci di incardinare quei principi di sicurezza e efficienza energetica che contraddistinguono lo sviluppo dei progetti diretti al campo della generazione e distribuzione nei sistemi terrestri.. CESI produce da oltre un trentennio celle solari per applicazioni spaziali all’avanguardia in grado di alzare la capacità di sviluppo dell’immagazzinamento di energia. L’azienda che nel 2026 ha celebrato i suoi 70 anni ha, in occasione della presentazione del bilancio della sua storia, ricordato che ben 250mila celle solari sviluppate e realizzate dai laboratori CESI hanno contribuito a garantire la capacità operativa a 100 satelliti di 25 Paesi, sostenendo missioni commerciali e viaggi interplanetari per ricerche che hanno raggiunto Mercurio, Marte e Giove. Nel 2025 CESI ha varato la divisione CESI Space e annunciato il lancio di una linea sostenuta da un investimento del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza volto a rafforzare il suo ruolo come produttore di celle solari che hanno una efficienza superiore al 30%, mirando ad alzarla ulteriormente in futuro. Gli effetti-spillover di queste ricerche funzionali allo sviluppo del settore spaziale possono fornire, in un ambiente estremo e con forti sollecitazioni, utili lezioni su come accelerare e potenziare le tecnologie per l’efficienza e la sostenibilità testandole attivamente.
Celle solari più efficaci possono alimentare satelliti in grado di garantire maggiori capacità operative, maggiore longevità e superiore efficienza. Un combinato disposto che può aiutare, tra le altre cose, ad aumentare la vita utile dei satelliti, a evitare consumi di risorse eccessivi e a sdoganare le frontiere dell’attività spaziale. Spesso con grande attenzione anche a ciò che serve a migliorare la qualità della vita sulla Terra o la difesa dell’ambiente. Nel 2027, ad esempio, un razzo Vega-C porterà in orbita il satellite Brasiliano Amazonia-1B che servirà a analizzare la lotta alla deforestazione. Porterà celle solari di ultima generazione CESI Space, in una dimostrazione della possibilità del connubio di cui si è parlato. In termini di corsa alla Luna, invece, l’ad di CESI Nicola Melchiotti ha parlato ad aprile alla conferenza “Abitare lo Spazio. Il caso Luna”, promossa dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), guidata allora dal compianto Teodoro Valente, recentemente scomparso, e dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), guidato da Adolfo Urso. Melchiotti ha sottolineato come l’abitabilità fuori dalla Terra passa per tecnologie efficienti come le celle solari di ultima frontiera, condizione di stabilità per un flusso continuo, operativo e strutturato al servizio di potenziali, future missioni. La frontiera dello spazio, al servizio e sostenuta al tempo stesso della transizione energetica, è per sua natura infinita. Quella dell’innovazione prova a cavalcare i trend più avveniristici. Industria, efficienza, ricerca: lo spazio è un laboratorio per ciò che si prepara sulla Terra e per nuove tecnologie dirompenti. Aziende come CESI sono ben posizionate per agire all’intersezione tra due monti ormai sempre più complementari.
Fonte immagine: Pixabay
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