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Spazio

SpaceSail, il colosso cinese dei satelliti che sfida gli Usa (e Musk)

SpaceSail, sostenuta dal governo di Shanghai, è pronta a sfidare SpaceX di Elon Musk. Ecco i piani della start-up cinese.

Lo scorso 23 gennaio un razzo cinese Long March-8 è decollato dalla provincia tropicale di Hainan per depositare 18 satelliti nell’orbita terrestre bassa. La Thousand Sails Constellation ha così raggiunto le 90 unità operative da quando, nell’agosto 2024, Qianfan, meglio nota come SpaceSail, un’azienda spaziale cinese sostenuta dal governo municipale di Shanghai e dall’Accademia cinese delle Scienze, ha lanciato il suo ambizioso progetto con l’obiettivo di fornire Internet a banda larga dallo spazio a livello globale.

Vi ricorda qualcosa? Esatto: la mission della costellazione Starlink di Elon Musk. Non a caso la Cina intende costruire una mega-costellazione formata da oltre 14.000 satelliti per competere direttamente con SpaceX. Toccherà a SpaceSail, la start-up creata da Shanghai Spacecom Satellite Technology (SSST), raggiungere e poi superare Musk. La roadmap prevede il lancio di altri 648 satelliti entro la fine del 2025 e 15.000 entro il 2030. Nel frattempo, per accelerare nell’impresa, sono in corso trattative con oltre 30 Paesi.

L’ascesa di SpaceSail

Con 7.000 satelliti in orbita, SpaceX è, al momento, irraggiungibile. SpaceSail, tuttavia, è convinta di poter superare la creatura di Musk sfruttando sia le enormi risorse statali cinesi che il supporto di numerosi Paesi in via di sviluppo e membri del gruppo Brics, tra cui Russia e India.

Per quanto riguarda il primo punto, sappiamo che SpaceSail può contare su freschissimi finanziamenti per 943 milioni di dollari, ottenuti da diversi investitori, tra cui Shanghai Alliance Investment (una divisione di venture capital del Governo municipale di Shanghai), Casstar (società di investimento legata all’Accademia cinese delle Scienze), Guosheng Capital, Hengxu Capital e altri.

Il primo satellite della mega-costellazione è stato assemblato nel dicembre 2023 da Shanghai Gesi Aerospace Technology (Genesat), fondata nel 2022 da SSST e dall’Innovation Academy for Microsatellites, parte della già citata Accademia delle Scienze. Curiosità: sembra che SSST sia l’erede cinese di un vecchio progetto sino-tedesco, la costellazione Kleo Connect, una joint venture tra Cina ed Europa poi naufragata tra dispute legali.

La sfida a SpaceX

SpaceSail è sostenuta dal governo di Shanghai. Per capirci, sarebbe come se il Comune di Milano – fatte le dovute proporzioni – decidesse di lanciare una start-up per sfidare SpaceX. Le intenzioni sono serissime: il progetto mira a creare un vero ecosistema spaziale commerciale, comprendente satelliti, veicoli di lancio, applicazioni correlate e infrastrutture.

Attenzione, però: la Thousand Sails Constellation non è l’unica costellazione cinese, e soprattutto è promossa a livello municipale. Esiste infatti anche il progetto nazionale Guowang (SatNet), gestito dal China Satellite Network Group, che prevede il lancio di 13.000 satelliti. E non è finita qui: persino Huawei ha annunciato l’intenzione di costruire una propria costellazione basata su collegamenti ottici.

Nel frattempo, SpaceSail può già vantare importanti partnership internazionali: un accordo con la società brasiliana di telecomunicazioni Telebras, la creazione di una sussidiaria in Kazakhstan e una collaborazione con l’azienda malese di comunicazioni satellitari Measat, per promuovere i servizi a banda larga satellitare in Malesia e, più in generale, in Asia.

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