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Avio, azienda nazionale leader del settore aerospaziale, ha annunciato i piani per iniziare a testare il suo dimostratore di razzo riutilizzabile monostadio IFD1 nel terzo trimestre del 2025. IFD1 è uno dei due dimostratori in fase di sviluppo nell’ambito dell’iniziativa Space Transportation Systems (STS) di Avio, sostenuta da finanziamenti del Governo italiano. Il finanziamento governativo, pari a 181,6 milioni di euro provenienti dal PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), è stato assegnato ad Avio a marzo 2023 per lo sviluppo di un dimostratore a due stadi in grado di far progredire le tecnologie chiave per un successore del razzo Vega E, attualmente in fase di sviluppo. A maggio 2023 l’azienda ha rivelato che, come passaggio intermedio verso il dimostratore a due stadi, avrebbe prima sviluppato un dimostratore suborbitale monostadio per convalidare la possibilità di riaccensione del suo motore a razzo methalox MR10. All’epoca, l’azienda ha affermato che il veicolo potrebbe anche essere utilizzato per esplorare le tecnologie di recupero.

Nell’ultimo render condiviso nella presentazione dei risultati finanziari annuali 2024, sono visibili superfici di controllo simili a quelle del booster Falcon 9 di SpaceX, la compagnia spaziale di Elon Musk, apparentemente confermando che lo stadio verrà utilizzato per esplorare la riutilizzabilità. Secondo l’azienda, l’integrazione del dimostratore è in corso, con un primo test di accensione previsto nel terzo trimestre del 2025. Questo test sarà probabilmente l’ultima importante pietra miliare prima del lancio del dimostratore.

Lo sviluppo del Vega Next

Le lezioni apprese da Avio dalla sua iniziativa STS saranno utilizzate nello sviluppo del suo razzo Vega Next, che l’azienda ha dichiarato che introdurrà a partire dal 2032. Un altro aspetto chiave del razzo Vega di nuova generazione è il motore methalox M60, il più grande di Avio, il cui sviluppo beneficia di 103,7 milioni di euro di finanziamenti dal Governo italiano. Il motore verrà utilizzato per la prima volta per alimentare il razzo IFD2 a due stadi. In base al contratto governativo, Avio è tenuta a completare il volo di prova dell’IFD2 prima della fine del 2026.

Il programma STS, che vede la stretta collaborazione con l’ESA (European Space Agency), prevede la fabbricazione di un lanciatore leggero a due stadi con propulsione a ossigeno liquido e metano, a ridotto impatto ambientale. I principali sviluppi sono attesi nel campo dei serbatoi criogenici in materiale composito, dei sistemi di separazione non pirotecnici e dei sistemi avionici integrati basati sull’estrazione di hardware e software aeronautici. Il secondo programma, denominato HTE (High-Thrust Engine) e finanziato con 103,7 milioni di euro fino al completamento, sarà dedicato allo sviluppo di un nuovo motore a ossigeno liquido e metano con tecnologia ad alte prestazioni, ridotto impatto ambientale e spinta elevata, con progettazione dettagliata e realizzazione di dimostratori sempre più complessi fino al test di qualificazione a terra entro il 2026.

Vega Next sarà il successore del vettore Vega E. Gli ingegneri dell’azienda italiana stanno attualmente lavorando sul razzo Vega C, che sarà sostituito in futuro dal veicolo di lancio Vega C+, che funziona con il motore P160, una versione aggiornata del booster a combustibile solido P120. Secondo Avio, il Vega C+ sarà in grado di lanciare 200 kg di carico utile in più nell’orbita terrestre rispetto al Vega C. Il contratto tra Avio ed ESA per questi nuovi vettori, è stato siglato a dicembre dello scorso anno e ha un valore totale di 350 milioni di euro coprendo anche i lavori per convertire un ex edificio di integrazione Ariane 5 presso lo spazioporto di Kourou, nella Guyana francese, per l’uso da parte del Vega C. Attualmente, il Vega C è assemblato sulla rampa di lancio, il che limita le velocità di lancio; l’edificio consentirà ad Avio di eseguire due campagne di lancio in parallelo. Avio punta a effettuare il primo lancio del Vega E nel 2027 o nel 2028 e risulta che il vettore avrà prestazioni di carico utili migliorate, pari a circa 3 tonnellate metriche posizionabili in orbita terrestre bassa rispetto alle 2,3 tonnellate del Vega C, allo stesso prezzo.

Tornando all’IFD1, Avio si pone il traguardo di diventare il primo costruttore europeo a introdurre in servizio un vettore riutilizzabile, considerando che la società francese Arianespace aveva affermato che il suo razzo Ariane 6, che ha subito ritardi nello sviluppo e non è riutilizzabile, resterà l’unico ancora per lungo tempo, almeno sino al 2030. L’ultimo stop al primo lancio commerciale di Ariane 6 è avvenuto di recente, il 3 marzo, quando problemi sull’interfaccia di terra con il lanciatore ne hanno abortito la missione e ora si attende di trovare una nuova finestra temporale per tentarla nuovamente. Avio sembra quindi volersi staccare da Arianespace e procedere da sola per diventare un’opzione, tutta europea ma soprattutto nazionale, per la messa in orbita di satelliti.

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