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La nuova corsa allo spazio si presuppone essere contraddistinta da grandi competizioni tra potenze, impetuosi flussi di investimenti e crescenti interessi geopolitici, portando il mondo a sperimentare una versione aggiornata della rivalità che contraddistinse l’esplorazione del cosmo ai tempi della Guerra Fredda. Ancor più complesso, però, è il terreno di competizione, in cui si muovono non solo Stati ma anche grandi potentati privati. Insomma, una corsa a tutto campo, che richiede energia per esser sostenuta. E non è da sottovalutare il ruolo che una filiera industriale chiave gioca per alimentare le ambizioni spaziali degli attori odierni: quella delle celle solari, che consentono a satelliti e altri asset di restare in orbita alimentandosi con l’energia dell’astro attorno cui orbita la Terra. E un’eccellenza italiana nel settore è quella di CESI, multinazionale italiana basata a Milano che non solo è operante nel settore della consulenza per i progetti di interconnessione energetica e nel testing ma è anche all’avanguardia nel campo delle celle solari, che produce da oltre trent’anni.

Le celle solari che CESI costruisce negli impianti della sua sede di Via Rubattino, a Milano, vengono realizzate tramite una lega di germanio, arseniuro di gallio e indio-gallio-fosfuro capace di garantire il 30% di efficienza nell’accumulazione energetica. Tale sistema, definito a tripla giunzione, utilizza materiali semiconduttori per collegare tre celle distinte e ottimizzare la capacità di assorbimento della luce solare e la sua trasformazione in energia, sfruttando diverse lunghezze d’onda.

Un dato, questo che doppia quello tradizionalmente raggiunto dalle celle di accumulazione solare dei migliori impianti fotovoltaici. CESI ha fornito 25 agenzie spaziali differenti in un trentennio, realizzando circa 200mila celle solari che hanno permesso l’operatività di un centinaio di satelliti e contribuendo a posizionare l’Italia in un contesto di particolare valore nel settore industriale della corsa allo spazio. Le celle CESI sono attive sia su satelliti a orbita geostazionaria, come quelli delle telecomunicazioni, ma adatte anche a un orbita bassa (LEO) come i vettori dell’internet via satellite che sempre più affolleranno la parte dello spazio esoatmosferico più vicino alla superfice terrestre.

A marzo 2025, CESI ha avviato una nuova linea che consentirà l’aumento del 200% della produzione di celle solari nei suoi impianti milanesi sulla scia di un investimento sostenuto dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e dall’Agenzia Spaziale Italiana dal valore di 20 milioni di euro. Al contempo, l’azienda ha inaugurato la nuova business unit CESI Space, a testimonianza del ruolo importante che questo settore riveste per le strategie del gruppo.

 Questa evoluzione non ha solo abilitato la Space Factory di CESI secondo un principio di crescente efficienza e capacità produttiva per rispondere a una domanda intensa e crescente ma anche rafforzato il connubio tra la nuova industria della Space Economy e il settore energetico, dato che CESI mira a portare la stessa filosofia imprenditoriale che usa a terra nella nuova corsa alle orbite: le celle solari dell’azienda italiana garantiscono maggior efficienza e capacità di resilienza ai satelliti che mantengono operativi così come le tecnologie CESI, gli studi sui consumi, i test per analizzare resistenza agli eventi estremi dei componenti e l’attività di consulenza per grandi progetti infrastrutturali concorrono a definire un mondo orientato verso un crescente connubio tra decarbonizzazione, digitalizzazione e sviluppo economico in nome dell’analogo principio di efficienza. Tutto questo utilizzando know-how, competenze e tecnologie made in Italy e rendendo il Paese protagonista di nuovi trend dell’innovazione che ridisegnano il mondo in cui viviamo.

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