Tra Italia, Francia e Germania sta per nascere un colosso spaziale di portata continentale, primo potenziale game-changer dell’approccio europeo per la conquista delle orbite e dei servizi che la nuova economia dello spazio può abilitare. Tre dei maggiori attori della difesa e dell’aerospazio, l’italiana Leonardo, la francese Thales e la franco-tedesca Airbus, hanno concordato la messa in comune dei propri business spaziali per abilitare economie di scala e maggiori capacità di innovazione e sviluppo nel settore. E la notizia è potenzialmente dirompente.
Un’alleanza attesa da tempo sui satelliti
Nella joint venture, di cui si parla dal 2019 e che prevede un’integrazione sul modello del produttore di missili paneuropeo Mbda (sinergia tra Leonardo, Thales e la britannica Bae) Leonardo e Thales conferiranno la partecipata Thales Alenia Space, il gruppo italiano metterà nel paniere la controllata Telespazio e Airbus la sua divisione satellitare.
Si prevede che il nuovo gruppo, in grado di valere oltre 11,5 miliardi di euro e di sdoganare un fatturato di 6,5 miliardi alla partenza, possa aver sede nella città francese di Tolosa e, come Moda, coordinare in forma centralizzata le attività strategiche e comuni salvo tutelare le specifiche legate alla sicurezza nazionale di ogni Paese, come la continuità dei contratti con le difese nazionali e i brevetti strategici.
Cosa faranno Leonardo, Thales e Airbus
Il focus della nuova alleanza sarà la corsa ai satelliti per la connettività e la trasmissione internet e la ricerca di capacità comuni per conquistare le orbite terrestre basse (Leo) dove si gioca la corsa tra Starlink, il servizio offerto dalla SpaceX di Elon Musk, la costellazione Kuiper di Amazon e i nuovi provider cinesi.
“Gli sforzi per fondere i produttori di satelliti europei si sono ripetutamente arenati a causa delle rivalità nazionali e delle diverse priorità industriali, ma le pressioni del mercato si sono intensificate. La società di consulenza Novaspace prevede che nel prossimo decennio verranno lanciati 43.000 satelliti in tutto il mondo, rappresentando un mercato da 665 miliardi di dollari in produzione e servizi di lancio“, nota Aerospace Global News.
Non mancherà, inoltre, una capacità di ricerca congiunta nello strategico settore dei satelliti in orbita geostazionaria fondamentali per l’osservazione della Terra e le telecomunicazioni strategiche. Integrare le capacità date dalla costellazione italiana Sicral, dalla tedesca Egnos e dalla francese Syracuse per coordinare le capacità di trasmissione dell’informazione e cifratura, creando un’impalcatura comune di sicurezza, può essere un altro obiettivo a cui la nuova alleanza, che si sta forgiando con il nome in codice di Project Bromo, può ambire.
Gli obiettivi dell’asse Leonardo-Thales-Airbus
La nuova piattaforma, che Airbus parteciperà al 35% e Leonardo e Thales al 32,5%, avrà anche la possibilità di presentarsi come grande e importante appaltatore per i programmi futuri dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa) e dell’European Union Agency for the Space Programme (Euasp) su progetti che vanno dalla ricerca scientifica nello spazio alle nuove costellazioni continentali per il tracciamento delle informazioni e l’osservazione della Terra. L’obiettivo è creare un prime contractor di rango continentale capace di sfidare i colossi americani e cinesi.
Nelle intenzioni, nota Astrospace, “La nuova realtà vuole inoltre guidare programmi innovativi capaci di rispondere all’evoluzione delle esigenze dei clienti e alla crescente domanda di sovranità europea e nazionale, anche in ambito militare” e “lo farà offrendo soluzioni integrate per infrastrutture e servizi in tutti i principali domini spaziali, promuovendo la cooperazione tra le nazioni e potenziando la capacità d’investimento del continente”.
Appena otterrà l’ok della Commissione Europea, la nuova creatura dovrà integrare i suoi siti produttivi e i suoi 25mila dipendenti, oltre a un portafoglio ordini già spinto per tre anni, a tempo di record: si parla di entrata in servizio della joint venture entro il 2027.
Definire i rapporti politici e industriali
Nel campo dei settori afferenti alla macroaerea della difesa e della sicurezza, si tratterebbe del primo grande progetto industriale coinvolgente al contempo Italia, Francia e Germania, rappresentando dunque un test strategico in cui bisognerà ben definire quote di lavoro, proprietà intellettuale e influenza sistemica sul piano politico. Nel quadro della geometria variabile di molti progetti continentali, la vaghezza su questo fronte ha creato, ad esempio, problemi al programma franco-tedesco per un caccia di sesta generazione.
Leonardo, come grande system integrator che lavora attivamente tanto con Airbus (programma Eurofighter) e Thales (Mbda e Thales Alenia Space), può essere la camera di compensazione di un progetto ambizioso ma che deve scontare la necessità di definire il perimetro di gioco in partenza. Un problema politico, in cui le ambizioni tedesche per i grandi piani di riarmo e il tradizionale solipsismo francese dovranno essere contemperate dall’istinto pontiere dell’Italia, che rappresenta il vero punto di domanda su un progetto che mira a rivoluzionare la corsa europea allo spazio.
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