L’imprenditore africano di maggior successo al mondo fatica a vedere uno dei suoi prodotti di punta sfondare nel continente d’origine: Starlink, il provider di servizi di Internet via satellite di proprietà di SpaceX, uno dei gioielli della corona del magnate americano di origini sudafricane Elon Musk, si sta affermando a macchia di leopardo in Africa. Problemi di scala nella disponibilità dei servizi, fattori connessi alla concorrenza con le aziende di telecomunicazioni locali e ostacoli regolatori stanno rallentando la diffusione della connessione di rete portata dai satelliti a orbita bassa (Leo) con cui Musk intende ampliare il mercato dell’accesso a Internet anche a aree non raggiunte da importanti connessioni infrastrutturali.
Sudafrica e non solo, Starlink e la sfida in Africa
Come ha ricordato il portale Visual Capitalist in un’analisi dedicata a Starlink in Africa, la piattaforma di Musk è operativa in 15 Paesi del continente su oltre 50. A oggi, anche complici le manovre politiche ostili dell’uomo più ricco del mondo contro il Governo di Pretoria, paradossalmente Musk non è riuscito a far entrare il suo asset nel suo Paese d’origine, uno dei più ricchi del continente.
L’azienda di Musk si è ritirata dal confronto con l’Autorità indipendente per le comunicazioni del Sudafrica (Icasa) criticando, come ricorda Tech Point Africa, il fatto che il Paese più meridionale del continente chiede una partecipazione al 30% di un partner sudafricano nelle attività di aziende straniere operanti nelle telecomunicazioni. SpaceX ha visto questo come una barriera impropria al mercato, e probabilmente anche per questi screzi Musk ha alzato l’asticella delle critiche contro il presidente Cyril Ramaphosa, pressando il presidente Usa Donald Trump e l’amministrazione ad assecondarlo nel rilanciare la voce tendenziosa di una presunta “persecuzione” dei bianchi sudafricani a opera della maggioranza nera.
Oltre a questo, ci sono barriere di mercato legate alla scala della penetrazione di Starlink in Africa. Visual Capitalist ha messo a confronto il prezzo dei servizi erogati dall’azienda di Musk in dodici Paesi africani.
La concorrenza delle compagnie locali
In diversi mercati, gli Internet Services Provider (Isp) restano più competitivi rispetto agli abbonamenti mensili a Starlink, a cui va aggiunto il costo dell’hardware iniziale. In particolare, ad esempio, il Paese col Pil e la popolazione maggiore dell’Africa, la Nigeria, vede un servizio Starlink erogato mediamente a 48,47 dollari al mese, contro i 9,59 dollari delle compagnie tradizionali, un rapporto di cinque a uno che rende meno competitivo l’Internet di Musk. Starlink resta molto meno competitivo degli Isp tradizionali anche in Madagascar e Ruanda, dove costa quasi 29 dollari contro 18 e 10 al mese, e in Benin (47 contro 31). Paragonabili, con un leggero sovraprezzo Starlink, i servizi in Botswana e Zambia. Starlink è offerto a prezzi più competitivi, invece, in Paesi come Mozambico, Capo Verde, Kenya e Ghana.
Vediamo, dunque, un contesto di relativa difficoltà di penetrazione dell’Internet via satellite che riflette la necessità di inserire la digitalizzazione in un contesto economico capace di assorbirlo al meglio e, soprattutto, di veder crescere la domanda per servizi complementari alle tradizionali connessioni.
Non a caso Starlink sovraperforma in Ghana, economia ad alta velocità tra quelle in maggior espansione che sta puntando al ruolo di hub dei servizi dell’Ovest del continente, in un Paese ricco di compagnie straniere energetiche come il Mozambico e in due poli turistici importanti come Capo Verde e Kenya, dove l’investimento infrastrutturale è più avanzato.
I dubbi delle compagnie africane su Starlink
Le compagnie africane, inoltre, stanno lavorando per alzare le barriere all’entrata di Starlink, contestando soprattutto un atteggiamento ritenuto predatorio in termini di ricerca di quote di mercato: “”Abbiamo un’azienda straniera che arriva, fa il minimo indispensabile e poi prende quote di mercato da aziende che hanno investito molto nel continente e stanno dando lavoro a migliaia di persone”, ha dichiarato a Africa Business il Ceo della compagnia di tlc nigeriana basata a Lagos Space in Africa, Temidayo Oniosuno. In quest’ottica, la necessaria partnership tra l’operatore Leo più attivo al mondo e le compagnie di tlc locali si ridimensiona per l’ostilità che emerge verso Starlink.
Nota Africa Business che “all’inizio del 2024 il tasso di penetrazione di Internet in Africa era di circa il 43%, ben al di sotto della media globale del 66%. Paesi come il Sudan del Sud, il Burundi e la Repubblica Centrafricana hanno alcuni dei tassi di penetrazione più bassi, con cifre rispettivamente pari al 12,1%, all’11,3% e al 10,6%”, e questo rende necessaria una sinergia che Starlink può costruire solo mostrando il suo contributo effettivo allo sviluppo del continente. Vedere l’Africa solo come una mucca da mungere per la crescita demografica e la necessità di amplificare la copertura di rete può non essere la strategia più attraente per espandere il business di Starlink nel continente.
Musk sa che dovrà cercare partnership con Governi e operatori e non apparire come un “colonizzatore” tecnologico. Pena la caduta delle opportunità di business e il ridimensionamento della tecnologica occidentale nel continente dove prospera l’influenza di Russia e Cina. Da africano di nascita, dovrebbe sapere benissimo quanto ormai i Paesi della regione rifuggano tutto quello che possa anche solo lontanamente apparire come un’estrazione di valore senza sviluppo dal loro percorso di crescita.

