La tecnologia aeronautica guarda sempre al futuro e continua a fare passi da gigante nello sviluppo e nei test di nuovi sistemi che potrebbero rivoluzionare il modo di volare intorno al pianeta e fare anche la differenza tra l’aria e il quarto dominio, lo spazio.
È nell’ambito di questa corsa verso il progresso che BAE Systems ha sviluppato un sistema aereo a pilotaggio remoto, un drone per essere essenziali , che è alimentato dall’energia solare e che ha recentemente completato con successo una nuova serie di voli di prova. Questo sistema aereo a pilotaggio remoto, chiamato PHASA-35 e associato allo pseudo-satellite ad alta quota High Altitude Pseudo Satellite, sempre sviluppato dagli ingegneri britannici, ha “segnato una svolta nella corsa all’utilizzo della stratosfera per il monitoraggio e le comunicazioni terrestri”, hanno annunciato da BAE Systems, azienda nota per fornire alcune tra le soluzioni tecnologiche più avanzate al mondo nel campo della difesa, dell’industria aerospaziale e della sicurezza.
Secondo quanto riportato, nelle scorse settimane il drone alimentato a energia solare che vanta un’apertura alare di ben 35 metri, una capacità di trasporto di un carico utile di 15 kg, e che si avvale di una serie di “tecnologie all’avanguardia” tra cui materiali compositi avanzati, gestione termica e pannelli fotovoltaici per fornire energia che durante il giorno viene immagazzinata in celle ricaricabili ad alte prestazioni che gli consentono di volare anche di notte, ha volato per 24 ore attraversando la stratosfera.
Il velivolo sperimentale di BAE è decollato dallo Spaceport America nel New Mexico eseguendo successivamente un atterraggio di successo in condizioni di pieno servizio, ovvero “pronto a solcare nuovamente i cieli” solo due giorni più tardi. Per gli sviluppatori di FalconWorks, il ramo di ricerca e sviluppo avanzati del settore aereo di BAE Systems, “il lancio, il volo, l’atterraggio, la sua potenziale riconfigurazione e la possibilità di un rilancio così rapido hanno dimostrato l’importante traguardo raggiunto nello sviluppo di PHASA-35”. Rivelando: “Ci stiamo impegnando per continuare a sviluppare PHASA-35 a ritmo sostenuto per poterlo rendere operativo già nel 2026”.
Un drone multiuso nella stratosfera
Progettato per operare “al di sopra delle condizioni meteorologiche e del convenzionale traffico aereo”, il PHASA-35 possiede “tutto il potenziale per offrire una gamma stabile e persistente di utilizzi” che vanno dall’intelligence, alla sorveglianza fino alla ricognizione a lunghissima durata. Secondo quanto riportata da BAE Systems, questo grande drone che ricorda nelle sue linee essenziali i velivoli progettati dai veri pionieri dell’aria, fa parte di una più ampia gamma di UAS e capacità che l’azienda sta sviluppando per offrire massima “flessibilità in termini di portata, carico utile e costi”.
Il PHASA-35 potrà essere utilizzato per la distribuzione delle reti di comunicazione come il 4G e il 5G, e per un’ampia gamma di applicazioni civili, come soccorsi in caso di calamità e protezione delle frontiere, come alternativa ai tradizionali sistemi aerei e satellitari.
Il finanziamento e il monitoraggio dei test da parte dell’US Army Space e Missile Defense Command Technical Center, e voli di prova presso White Sands Missile Range coordinati e supportati da personale proveniente dal Naval Surface Warfare Center, ci ricorda al contempo come sistemi simili possano svolgere anche ruoli rilevanti nel campo della difesa.
Durante le ultime prove il drone alimentato a energia solare che può volare nella stratosfera ha trasportato infatti un sensore che gli consentirebbero di svolgere missioni di intelligence, sorveglianza e ricognizione, sviluppato dalla divisione di intelligence digitale di BAE Systems.