Il Governo dello Zambia sta facilitando l’estrazione e la lavorazione di rifiuti tossici di piombo a Kabwe, aggravando i rischi per la salute già devastanti per i residenti locali, esposti da decenni a livelli pericolosi di piombo provenienti da una ex miniera. Questa zona è infatti uno dei luoghi più inquinati da piombo al mondo sia per la contaminazione dell’ex miniera, che per le operazioni di estrazione di piombo e zinco. Il primo è un metallo pesante estremamente tossico se ingerito o inalato.
Human Rights Watch denuncia come le licenze rilasciate dal Governo a imprese sudafricane, cinesi e locali per l’estrazione di piombo e zinco e la lavorazione di rifiuti tossici stiano aumentando l’esposizione dei cittadini, con effetti particolarmente gravi su donne in gravidanza e bambini. Il piombo rappresenta un grave pericolo soprattutto per la salute dei bambini, nei quali può compromettere in modo irreversibile lo sviluppo del cervello e del sistema nervoso. Nelle donne in gravidanza, invece, l’esposizione può provocare aborti spontanei, parti prematuri e diverse altre complicazioni. Negli adulti, inclusi coloro che sono stati esposti al piombo durante l’infanzia, l’esposizione può causare effetti a lungo termine, tra cui un maggior rischio di danni renali, ipertensione, patologie cardiovascolari e, di conseguenza, morte prematura.
Nel rapporto di Hrw “Profitto velenoso: l’estrazione di rifiuti di piombo e il diritto dei bambini a un ambiente sano a Kabwe, Zambia” viene richiesta la sospensione delle operazioni, la revoca delle licenze e una bonifica completa della città. Decenni di attività estrattive e di fusione hanno prodotto circa 6,4 milioni di tonnellate di cumuli di rifiuti contenenti piombo. Questi cumuli di rifiuti composti da materiale scuro e sabbioso vengono sparsi sul territorio, nelle vicinanze dei quali non è raro vedere i bambini giocare, questo perché privi di recinsioni o segnalazioni che avvertono della presenza di rifiuti tossici.
Il ciclo dannoso del piombo
Come suggerisce l’analisi delle immagini satellitari condotta da Human Rights Watch, tra la metà del 2023 e tutto il 2024, aziende e privati hanno rimosso ingenti quantità di rifiuti di piombo dall’area di Kabwe, trasportandoli in vari punti della città, apparentemente per processarli. Mentre per le aziende si tratta di mero lucro, i piccoli minatori si guadagnano da vivere tra i cumuli di rifiuti, esponendosi a rischi molto maggiori. Questa attività è conosciuta in Zambia come “scavenging” e viene svolta senza l’uso di macchinari adeguati, spesso a mani nude o con strumenti rudimentali. Anche i bambini di soli 7 anni vengono coinvolti in questo tipo di attività e le donne, costrette a lavorare come minatori informali, spesso portano con sé i loro bambini più piccoli.
L’attività di estrazione, rimozione e trasporto solleva polvere di piombo, diffondendola ulteriormente in altre zone di Kabwe, aumentando i rischi per la salute della popolazione già esposta al piombo per decenni. Nonostante la gravità della situazione, il Governo non è riuscito a fermare queste operazioni pericolose né a garantire la protezione del diritto dei cittadini a vivere in un ambiente salubre.
Le polveri trasportate dal vento hanno quindi contaminato le aree residenziali intorno alla zona, esponendo fino a 200.000 persone. I danni più gravi sono quelli subiti dagli abitanti più poveri: non solo sono i più fragili, ma ammalarsi può peggiorare le condizioni di povertà, sia per i costi legati alle cure mediche, sia per le conseguenze negative sullo sviluppo cognitivo. Gli studi condotti da ricercatori medici hanno stimato che oltre il 95% dei bambini che risiedono nei dintorni dell’ex miniera ha livelli elevati di piombo nel sangue, metà dei quali richiede cure mediche urgenti. Secondo le Nazioni Unite, Kabwe è una “zona di sacrificio” proprio per l’alta esposizione delle comunità a inquinamento e sostanze tossiche.
Niente di nuovo
La miniera di Kabwe fu avviata nel 1904 da una compagnia coloniale britannica per l’estrazione di piombo, zinco e vanadio, ed è stata nazionalizzata nel 1971, sette anni dopo l’indipendenza dello Zambia. Le attività si sono concluse definitivamente nel 1994 con la sua chiusura.
I danni alla salute causati dalla lavorazione del piombo erano noti sin dagli anni Trenta, ma venivano deliberatamente coperti dall’azienda che spostava i lavoratori avvelenati dai metalli tossici in altre aree di lavoro. Solo nel 1975 furono accertati gli effetti nocivi che il piombo aveva anche sui bambini che vivevano nelle vicinanze. Nel corso di novant’anni di attività mineraria e di fusione sono stati generati circa 6,4 milioni di tonnellate di rifiuti contenenti piombo.
In seguito alla dismissione della miniera nel 1994, l’area non è mai stata adeguatamente risanata né dalle aziende responsabili né dalle autorità competenti. I residui tossici, lasciati incustoditi, hanno progressivamente rilasciato polveri di piombo che si sono diffuse nelle zone abitate limitrofe, causando l’inquinamento ambientale osservato oggi.
Nel 2020, la Anglo American fu accusata di aver avvelenato migliaia di bambini con la sua miniera. La società “era a conoscenza o avrebbe dovuto ragionevolmente conoscere i rischi dell’inquinamento da piombo causati dalla miniera e sapeva quali misure erano necessarie per prevenire e affrontare questo inquinamento”, recita il testo della causa. La causa collettiva intentata in un tribunale sudafricano, che chiedeva un risarcimento, un sistema di screening del piombo per donne e bambini colpiti e la bonifica dell’area, è stata respinta dal tribunale. Tra il 2022 e la fine del 2024 alcune imprese hanno continuato a condurre attività minerarie pericolose nell’area.
Il business dei metalli
I minerali contenuti nei rifiuti dell’ex miniera rappresentano una risorsa cruciale nell’economia globale della transizione energetica. Zinco, piombo e vanadio, estratti in passato e ancora presenti nell’area, sono diventati elementi chiave per lo sviluppo delle energie rinnovabili.
Lo zinco, in particolare, è impiegato nella produzione di turbine eoliche e impianti solari e idroelettrici, con una domanda destinata a crescere dell’80% entro il 2050. Anche il piombo e il vanadio trovano nuove applicazioni, dalle batterie alle tecnologie per l’accumulo energetico. Nonostante il governo zambiano abbia recentemente riconosciuto questi minerali come “essenziali per accelerare lo sviluppo dello Zambia”, gli interventi concreti per bonificare l’area contaminata tardano ad arrivare.
Gli annunci del presidente Hakainde Hichilema, che ha promesso l’istituzione di un comitato governativo nel 2022 e poi di nuovo nel 2024, non si sono ancora tradotti in azioni operative, lasciando la popolazione locale in una situazione di incertezza tra opportunità economica e rischio ambientale.
La strategia nazionale per la crescita verde dello Zambia, per il periodo 2024-2030, prevede un piano volto al “ripristino e alla gestione delle aree dismesse delle miniere”. Questo rappresenta un passo positivo e sarebbe fondamentale che tale piano venga concretamente applicato anche a Kabwe. Il governo dello Zambia dovrebbe sviluppare e attuare un programma di bonifica completo per l’ex miniera di piombo e per i suoi rifiuti, al fine di proteggere la salute della popolazione e ripristinare l’ambiente.
Secondo l’Environmental Management Act dello Zambia, le aziende dovrebbero presentare una valutazione dell’impatto ambientale alla Zambia Environmental Management Agency (Zema) e attendere l’approvazione prima di intraprendere qualsiasi attività potenzialmente dannosa per l’ambiente. Tuttavia, è ormai evidente che il Governo non ha preso misure adeguate per far rispettare le leggi minerarie, ambientali e sul lavoro. Di conseguenza, i diritti delle persone a un ambiente sano e alla protezione della salute non sono stati adeguatamente tutelati, facilitando piuttosto l’estrazione e la lavorazione di materiale contenente piombo attraverso il rilascio di ulteriori licenze di estrazione.

