In Italia, il virus West Nile ha causato sette decessi dall’inizio del 2025, con due vittime registrate nella sola giornata di lunedì. La prima morte è avvenuta all’alba presso l’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani” di Roma, dove un uomo di 77 anni, residente a Isola del Liri (Frosinone), è deceduto. La seconda vittima, un 80enne di Maddaloni, è morta in mattinata all’ospedale “Sant’Anna e San Sebastiano” di Caserta. Entrambi i pazienti presentavano un quadro clinico complesso, con patologie pregresse che hanno aggravato le loro condizioni.
Il virus West Nile: caratteristiche e diffusione
Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, la febbre West Nile è una malattia causata dal virus West Nile (WNV), un flavivirus identificato per la prima volta nel 1937 in Uganda. Il virus è diffuso in diverse regioni del mondo, tra cui Africa, Asia occidentale, Europa, Australia e America. I principali serbatoi del virus sono gli uccelli selvatici, mentre le zanzare, in particolare del genere Culex, rappresentano il principale vettore di trasmissione all’uomo attraverso le loro punture. Altri mezzi di infezione, sebbene rari, includono trapianti di organi, trasfusioni di sangue e la trasmissione madre-feto durante la gravidanza. Non è possibile, invece, la trasmissione diretta da persona a persona. Il periodo di incubazione varia tra 2 e 14 giorni, ma può estendersi fino a 21 giorni nei soggetti immunodepressi. La maggior parte delle persone infette (circa l’80%) non sviluppa sintomi.
Tra i casi sintomatici, il 20% manifesta sintomi lievi come febbre, mal di testa, nausea, vomito, linfonodi ingrossati o eruzioni cutanee. Nei bambini i sintomi sono generalmente lievi, mentre negli anziani o nei soggetti con condizioni di salute fragili, come i due pazienti deceduti, la malattia può evolvere in forme più gravi, come encefalite o meningite, con sintomi che includono febbre alta, disorientamento, tremori, convulsioni, paralisi o coma. In circa 1 caso su 1000, l’infezione può risultare letale.
Diagnosi e prevenzione
La diagnosi si basa su test di laboratorio, come ELISA o immunofluorescenza, per rilevare anticorpi IgM nel siero o nel liquido cerebrospinale. La positività a questi test può persistere a lungo, indicando anche infezioni pregresse. In alternativa, si utilizzano tecniche come la PCR o la coltura virale. Tuttavia, i test effettuati entro 8 giorni dall’insorgenza dei sintomi possono risultare negativi, rendendo necessaria una ripetizione. Non esiste un vaccino per la febbre West Nile, e la prevenzione si concentra sulla riduzione dell’esposizione alle zanzare.
Tra le misure consigliate: l’uso di repellenti, abbigliamento protettivo (pantaloni e camicie a maniche lunghe), zanzariere alle finestre, eliminazione dell’acqua stagnante (dove le zanzare si riproducono) e il cambio frequente dell’acqua nelle ciotole degli animali. Non esiste una terapia specifica: i sintomi lievi tendono a risolversi spontaneamente, mentre i casi gravi richiedono il ricovero, con trattamenti come fluidi intravenosi e respirazione assistita.
L’appello alla prevenzione
Francesco Vaia, ex direttore generale dell’Istituto Spallanzani e già direttore per la prevenzione del Ministero della Salute, ha sottolineato, citato dall’Ansa, l’importanza di un approccio responsabile e coordinato. “Il virus West Nile è generalmente lieve, salvo in persone anziane, debilitate o immunodepresse, come probabilmente erano le vittime”, ha dichiarato durante la trasmissione Morning News su Canale 5.
Vaia ha invitato a evitare allarmismi, ma sottolineato la necessità di “serietà e responsabilità” nella prevenzione, che deve includere azioni individuali (come proteggersi dalle punture di zanzara) e interventi di sistema, come campagne larvicide tempestive.
“Il nostro bersaglio sono le zanzare, non il virus”, ha precisato. A livello globale, Vaia ha evidenziato l’importanza della collaborazione internazionale per prevenire la diffusione delle malattie infettive in un mondo globalizzato. “Basta un viaggio in aereo o nave per trasferire il virus”, ha spiegato.
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