Avete sempre sognato di visitare il Giappone ma non ci siete ancora riusciti? Vi consigliamo di fare in fretta perché non è mai esistito un momento migliore di questo per farlo.
Potrà sembrarvi strano, ma se avete a disposizione euro, dollari o sterline da spendere, potrete effettuare sul suolo giapponese un’esperienza turistica davvero economica. Il motivo? Tutta colpa dello yen, la valuta nipponica in caduta libera da anni, finita al centro di un meccanismo infernale e che rende estremamente conveniente per i viaggiatori occidentali organizzare un tour in a Tokyo e dintorni.
Nei giorni scorsi lo yen si è deprezzato fino a toccare 161,20 rispetto al dollaro americano, e cioè il livello più basso degli ultimi 37 anni, e 172 contro l’euro. Tutto questo sta generando un doppio effetto perverso: da un lato sempre più turisti sono attratti da prezzi abbordabili, mentre dall’altro le famiglie giapponesi sono costrette a fare i conti con un aumento annuale delle loro spese di circa 560 dollari.
Detto altrimenti, lo yen debole prosciuga il potere d’acquisto dei locali, oltre a generare prezzi più elevati per le importazioni di cibo ed energia.
Il Giappone travolto dal turismo
Mai prima d’ora il Giappone aveva assistito ad un afflusso così rapido di tanti turisti. I dati della Japan National Tourism Organization parlano di oltre 14,5 milioni di persone giunte nel Paese nei primi cinque mesi del 2024. Si tratta del 70% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, non distante dal record del 2019 di 31 milioni di visitatori annui complessivi.
Tokyo, dà quasi l’impressione di esser diventato più un paradiso per i viaggi low cost che non la capitale di una delle economie più avanzate del globo. E questo, come detto, grazie agli straordinari tassi di cambio favorevoli per i viaggiatori muniti di euro, dollari o sterline. Lo yen sta infatti continuando a scendere, rendendo tutto – da un pranzo di sushi omakase a una bistecca wagyu A5 premium – economico.
A maggio, e per il terzo mese consecutivo, il Giappone ha accolto più di 3 milioni di visitatori: la maggior parte proveniva da Corea del Sud (3,7 milioni), Cina (2,4) e Taiwan (2,4). E gli italiani? Sono fermi a 81,1mila turisti, ma in crescita del 27,9% rispetto al 2019.
Secondo un’analisi di Bloomberg Intelligence, quest’anno il Giappone riceverà la cifra record di 34 milioni di visitatori, anticipando di 12 mesi l’obiettivo fissato dal governo di superare il numero di visitatori del 2019. Ricordiamo che il primo ministro Fumio Kishida ha fissato l’obiettivo a lungo termine di arrivare a 60 milioni di turisti in entrata all’anno entro il 2030.
Il momento giusto
Al netto dell’overtourism e delle conseguenze nefaste del turismo di massa, il momento favorevole per viaggiare in Giappone è ora.
Prendiamo come esempio i viaggiatori americani. Il dollaro è avvantaggiato dallo yen debole, e gli statunitensi non temono di aprire i loro portafogli per accaparrarsi affari in hotel a cinque stelle ed esperienze di lusso.
A proposito di hotel, secondo CoStar Group, la tariffa media giornaliera di una camera d’albergo in Giappone ammonta a circa 136 dollari: un affare rispetto a città come New York, dove una camera costa in media più di 300 dollari a notte, o Singapore, dove le tariffe superano i 250. E il costo del volo? Impossibile dare cifre esatte. Molto dipende dalla compagnia aerea scelta e dal tempismo (vale la vecchia regola: prenotando in anticipo si spende meno).
Certo è che, in seguito alla pandemia di Covid-19, il soft power del Giappone ha travolto l’intero pianeta. Per la gioia dei turisti occidentali e dei commercianti nipponici. Ma anche per la frustrazione dei cittadini giapponesi. Costretti a sopportare orde di ospiti non sempre educati a dovere. Non siate tra questi ultimi.

