La Difesa Usa ha un nuovo nemico: la ludopatia tra i membri delle forze armate americane e i veterani. Il Pentagono guidato dal Segretario alla Guerra Pete Hegseth ha incluso il gioco d’azzardo tra i fenomeni monitorati.
Il Consolidated Appropriations Act 2026, la legge che chiede l’autorizzazione per i programmi di spesa per l’anno in corso, contiene 370 milioni di dollari allocati nel programma Peer Reviewed Medical Research Program (Prmrp) per finanziare ricerche sull’impatto del gioco d’azzardo sui combattenti americani.
Da tempo negli Usa la discussione è aperta. Già nel 2009 John W. Kindt, professore di Economia presso l’Università dell’Illinois e curatore dell’United States International Gambling Report, sottolineò che il gioco d’azzardo legalizzato e le sue diramazioni potessero creare un pregiudizio alla sicurezza nazionale. La scelta americana di espandere il gioco d’azzardo legalizzato con l’Indian Gaming Regulatory Act del 1988 ha avuto risonanza globale ma da allora in avanti la ludopatia è divenuta una piaga sociale sempre più diffusa.
Il Pentagono e il gioco d’azzardo
Il Pentagono si trova ora di fronte a questa problematica. “Secondo l’indagine del Dipartimento della Difesa sui comportamenti correlati alla salute del 2022, l’1,6% dei militari in servizio attivo ha segnalato un problema con il gioco d’azzardo e l’1,7% dei riservisti è risultato positivo allo screening per la dipendenza dal gioco d’azzardo”, nota Defense News, ma i dati reali sembrano molto più alti mentre “il gioco d’azzardo problematico è collegato a un aumento di sei volte del numero di senzatetto tra i veterani affetti da questo disturbo e il 40% di coloro che cercano cure per la dipendenza dal gioco d’azzardo ha tentato il suicidio“.
Il National Council on Problem Gambling (Ncpg), l’associazione americana che riunisce gli studiosi del settore e comprende anche esponenti di società del settore, ha sottolineato a luglio che ogni anno i militari americani spendono 100 milioni di dollari nelle slot machine poste nelle basi militari all’estero, “strutture non sono regolamentate dalle commissioni statali per il gioco d’azzardo e non includono gli strumenti per il gioco responsabile richiesti nella maggior parte degli stati americani” e indicato nell’assenza di prevenzione e di una ricerca federale sulla dipendenza militare un fattore di criticità.
Wired ha in un’inchiesta sottolineato che l’Army Recreation Machine Program gestirebbe quasi 1.900 slot in 79 basi all’estero. I guadagni dell’Armp alimentano gli investimenti del Pentagono nell’elemento di intrattenimento delle basi governate dalla Difesa Usa. Ma si tratta, potenzialmente, di un gatto che si morde la coda.
I rischi della Ludopatia
La ludopatia è una delle piaghe sociali che appaiono maggiormente vischiose e, inoltre, ha delle ricadute securitarie non secondarie. Un militare che sviluppa fenomeni di dipendenza è un combattente potenzialmente meno lucido, meno pronto a gestire situazioni di pressione o stress, meno adatto e pronto. Le applicazioni online spesso offrono portali legati al gioco d’azzardo che incentivano un consumo continuo di risorse.
Un militare soggetto a fenomeni di ludopatia e pesantemente impoverito dal gioco è un bersaglio facile per manovre di cooptazione esterne, può essere utilizzato da agenti malevoli capaci di sfruttare le sue vulnerabilità economiche per potergli far compiere azioni contro il suo stesso corpo di riferimento. Le informazioni sui militari in servizio possono essere tratte dalle backdoor dei siti più problematici, con il rischio di fughe e sottrazione di dati. Ogni esercito di una potenza imperiale come gli Usa deve fare attenzione ai fenomeni sociali che ne possono elidere la capacità combattente e il problema del gioco sta emergendo come uno di questi. La scelta del Pentagono di studiarla non deriva solo da curiosità scientifica ma anche dalla necessità di prevenire possibili ripercussioni securitarie. Ora più che mai da analizzare in un’America fragile socialmente.

