Pasta, caffè, olio e persino la salsa di pomodoro: i prodotti più rappresentativi del food Made in Italy non sono più soltanto cibi da consumare ma qualcosa di così buono, goloso e prezioso da diventare lussuosi oggetti da regalo. È questa una delle tante tendenze dell’agroalimentare viste a Rho Milano Fiera, in occasione di TUTTOFOOD 2025, fiera specializzata organizzata da Fiere di Parma in sinergia con gli enti fieristici di Milano e Colonia, che ha chiuso i battenti registrando oltre 95 mila presenze. Un’importante kermesse della durata di quattro giorni, che ha proposto a cuochi, esperti, media e semplici appassionati e curiosi un fittissimo programma di appuntamenti, incontri, meeting, convegni, educational, tasting e showcooking. E di certo non mancava il cuore del business di settore: hanno partecipato tra gli altri diverse migliaia di top buyer internazionali, provenienti da 100 Paesi (40% Europa, 20% Nord America – Canada e USA -, 10% America latina,, Estremo Oriente e Asean 15%, Medio Oriente 10%, Resto del Mondo 5%).
E diamo gli altri grandi numeri della fiera: 4.200 i marchi presenti, per il 75% italiani (e si parla di quasi tutti i “nomi” del nostro agroalimentare, la fiera è sempre più un posto in cui “bisogna” esserci), e per il restante 25% da 70 Paesi, dall’Albania all’Uzbekistan. Passando per la Spagna dell’olio di Cordoba e del Pata Negra, il pregiato e costosissimo prosciutto da razza iberica de bellota. E poi dalla Polonia della schabowy (la cotoletta simile alla nostra milanese) e dei pierogi (ravioli). E ancora le carni dell’Irlanda, Paese che da anni ha istituito il suo Bord Bia, l’Irish Food Board, un ente governativo per la promozione dell’industria Food&Beveraggi e ha presentato appunto un focus sulle carni Grass Fed, da animali allevati al pascolo almeno il 90% del tempo.
Protagonista con un enorme stand anche la Korea Agro-Fisheries and Food Trade e Rural Affairs Corporation del ministero dell’Agricoltura e del Commercio della Repubblica di Corea, tra nuove tendenze, piatti pronti healthy e show cooking. Dal sale di bamboo dei monaci buddisti ai calamari snack, fino ai succhi bio di yuja, agrume tipico di Goheung, nel 2024 le esportazioni di prodotti coreani verso l’Europa sono cresciute del 26%. Così a cucinare e a fare degustare al pubblico presente i piatti a base di prodotti coreani non erano cuochi asiatici ma due chef italiani, Michele ed Enrico Valotti, che hanno preparato cappelletti ripieni di kimchi e gnocchi di riso.
Il gusto ma anche il packaging
In ogni angolo degli 80 mila metri quadrati di superficie espositiva (tutto esaurito per gli stand nei 10 Padiglioni della Fiera milanese) si potevano fare degustazioni colte, piccoli assaggi, da tocchetti di formaggio a olive sott’olio, ma anche pranzare con un bel piatto di pasta presso gli stand di Barilla, La Molisana o Rummo. O addentare una fetta di pizza o un buon dolce realizzati usando le miscele delle farine speciali dei migliori mulini italiani, da Caputo a Casillo, da Spadoni a Molino Merano.

E da ammirare, sono proprio i packaging di queste preziose farine, spesso provenienti da cereali rari o antichi come l’amaranto o il kamut: rigorosamente in carta riciclata ed ecosostenibili, riportano gli antichi marchi familiari o stampe antiche. Quasi da collezionare. Come le latte del caffè: Trucillo, azienda produttrice di caffè a Salerno, dove ha sede anche una sua Accademia del Caffè, per festeggiare i 75 anni di storia ha proposto una collezione di barattoli ispirati alla Costa Amalfitana, con stampe che riprendono i disegni delle antiche o moderne ceramiche di Vietri. Paste e riso, poi, sono presentate proprio in box regalo, magari abbinando ai prodotti anche spezie, sughi ed eleganti utensili da cucina o stoviglie.
Olio, l’oggetto del desiderio
Ma il vero oggetto del desiderio agroalimentare è l’olio. Confezionato in ceramiche artistiche pugliesi, liguri o siciliane, riposto in ancorette o preziose bottiglie di vetro, o ancora in piccole e graziose boccette simili a quelle dei profumi viene scelto oggi persino dagli sposi come originali bomboniere da offrire agli ospiti di nozze. E lo stesso destino spetta al cioccolato, che viene personalizzato dalle aziende con i temi più diversi, ma anche dagli sposi che sulla carta ci ripongono i loro messaggi d’amore.
E per chi cerca le confezioni divertenti da regalare, immancabili le latte di fagioli e le birre a marchio Bud Spencer. Nello stand è presente buona parte della famiglia del celebre attore, al secolo Carlo Pedersoli, icona del cinema italiano e degli spaghetti western: il figlio Giuseppe insieme con i nipoti hanno voluto ricordare così una figura icona del cinema. E proprio il viso di Bud Spencer in formato “wanted” stile far west è raffigurato sulle etichette.
Infine, persino la salsa di pomodoro si presenta con una veste di design: Ode al Pomodoro” è il progetto presentato da Casa Marrazzo, azienda campana specializzata in conserve vegetali, a cui ha preso parte anche lo chef Andrea Aprea, due stelle Michelin. Momento centrale all’interno dello stand curato da artisti e architetti, la “verticale del pomodoro”, confronto guidato fra varietà come il San Marzano DOP, il Biologico e il Napoli.
Proprio il biologico, infine, così come il gluten free e il lattosio free e soprattutto il vegan sono tra le tendenze più moderne. Quasi tutti hanno scelto di mettere in produzione linee specializzate per chi è più attento alla dieta e alla sostenibilità ambientale.
Al taglio del nastro di TUTTOFOOD 2025 era presente anche il Ministro dell’agricoltura Francesco Lollobrigida, che ha dichiarato: “Il settore agroalimentare del nostro Paese è un sistema solido, che registra un export in crescita, che si rivolge sia ai mercati tradizionali dove l’Italia è un player consolidato che ai nuovi mercati, dove le aziende italiane si stanno affacciando, sostenute dal lavoro del Governo. TUTTOFOOD 2025 dimostra come la vocazione internazionale della nostra filiera e l’unione di due sistemi fieristici importanti come quello di Parma e quello di Milano consentirà alle eccellenze famose nel mondo di approcciare nel modo migliore i buyer presenti. Un sistema fieristico che ragiona in termini di sistema diventa protagonista ed è evidente che TUTTOFOOD è un momento in cui trovano casa le nostre trasformazioni, le nostre produzioni e le nostre filiere”.
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