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Chi non lavora, non fa l’amore“, cantava Adriano Celentano. I versi del molleggiato sono l’esatta ragione per la quale oggi si celebra la Giornata mondiale del benessere sessuale (in inglese World Health Sexual Day). Infatti, nonostante la tendenza, soprattutto occidentale, sia quella di essere “più scollacciati”, sul tema del sesso siamo sempre meno liberi. Perché l’aspetto psicofisico legato alla sessualità ancora oggi resta relegato in soffitta, tra mania e fobia, con tutte le conseguenze disastrose del caso. Fra queste la convinzione che il sesso, soprattutto in una relazione, sia un “dovere” o un “premio“, proprio come nella canzone di Celentano.

Queste giornate internazionali, a dire il vero, sembrano tutte uguali, spesso infarcite di retorica su temi che tengono banco per qualche ora. Tuttavia, alcuni di questi appuntamenti fissi creano una routine che aiuta, puntualmente, a tornare su questioni calde che meritano una riflessione. Qualcuno sarà già pronto a interpretare la giornata come un invito al libero amore, faccia pure, ma c’è molto di più delle facili ironie da bar.

Nel 2010, la World Association for Sexual Health (WAS) ha invitato tutte le sue organizzazioni a celebrare, ogni 4 settembre, la Giornata mondiale della salute sessuale, nel tentativo di promuovere una maggiore consapevolezza sociale sulla salute sessuale in tutto il mondo. La Giornata è stata celebrata in 60 Paesi (ancora troppo pochi, purtroppo) con una vasta gamma di attività, da tavole rotonde di discussione a conferenze e mostre d’arte. Gli organizzatori nazionali hanno portato le attività nelle scuole, sui media, negli ospedali e nelle biblioteche, nelle università e nelle piazze pubbliche, cercando di garantire che i problemi di salute sessuale fossero discussi ovunque!

Il sesso è e resta oggi un tabù, ma soprattutto un lato delle nostre vite che è stato spinto in un angolino remoto di routine complesse, indaffarate e complicate. A questo si aggiunge una profonda e scarsa conoscenza della materia, così come della biologia intima di ognuno di noi: dal non saper come raggiungere l’orgasmo (argomento che rasenta il reame degli unicorni) alle malattie veneree, passando per la procreazione. E a mostrare queste difficoltà e queste lacune non sono solo gli adolescenti, i cui ormoni in subbuglio si prestano inconfutabilmente al tema, bensì anche gli adulti che giungono alla mezza età con convinzioni ferme all’età vittoriana.

La salute sessuale richiede un approccio positivo e rispettoso alla sessualità e alle relazioni sessuali, nonché la possibilità di avere esperienze sessuali piacevoli e sicure, libere da coercizioni, discriminazioni e violenza”, questo è il manifesto della Giornata Internazionale del benessere sessuale. Di quanto ce ne sia bisogno, ce lo spiegano i dati.

Se guardiamo alla nostra Penisola, un recente sondaggio (MySecretCase e Serenis) ha restituito un panorama poco confortante in merito. I dati emersi dall’indagine riportano che il 70,9% degli intervistati è in ansia per la propria vita sessuale e ha difficoltà a condividere i propri timori nella coppia e quasi il 50% trova complesso discuterne apertamente con il proprio partner. Tra le problematiche più diffuse il “classico” calo del desiderio sessuale, la comunicazione con il partner, la difficoltà a raggiungere l’orgasmo ma soprattutto dolori e disagi durante i rapporti, che rendono la vita intima un inferno. Questo costringe milioni di persone a rinunciare alla vita sessuale o a derubricarla come una sofferenza ineluttabile, quando le soluzione di solito son due: parlare con un medico o cambiare partner.

Quanto alla salute sessuale, emerge anche che le donne hanno un grado di preoccupazione verso la propria vita sessuale più alto degli uomini (72.5% donne vs 65.4% uomini), mentre per gli uomini esprimersi all’interno della coppia sembra essere una delle difficoltà maggiori. E anche i media sembrano giocare un ruolo fondamentale, oltre alle relazioni pregresse, l’educazione familiare e i traumi legati alla sessualità. L’ultimo rapporto Istat sul sesso tra giovani (2022) in Italia, riporta, invece, che il 21,6 % dei ragazzi e il 18,4% delle ragazze dichiara di avere avuto il primo rapporto completo prima dei 16 anni: un tema, quello del sesso fra adolescenti sul quale la scuola zoppica tra divieti e imbarazzi (e personale impreparato) e le famiglie si trincerano tra un pilatesco “occhio non vede, cuore non duole” e il discorsetto dell’ape e del fiore. Ma il sesso in adolescenza non sempre corrisponde a maggiore consapevolezza: alte percentuali di giovanissimi e giovanissime hanno le idee confuse su contraccezione, malattie sessuali, mestruazioni e piacere. Perché ricordiamolo, il sesso è innanzitutto questo.

A questo corrisponde anche una scarsa informazione medica, soprattutto sui propri diritti. Con l’utilizzo di metodi contraccettivi sempre più efficaci, in particolare la pillola d’emergenza il cui utilizzo è cresciuto in Italia, le donne sono riuscite solo parzialmente l’obiettivo di ridurre le gravidanze indesiderate ma c’è ancora strada da fare, precisa l’Istat. In particolare, rispetto alla pillola del giorno dopo c’è stato un incremento delle vendite (+79%) dal 2015 al 2018, grazie all’eliminazione dell’obbligo di prescrizione sia per le maggiorenni sia per le minorenni.

Quanto al resto del mondo, il benessere sessuale cozza contro almeno due fattori: quelli economici, da un lato, quelli culturali, dall’altro. Una ricerca dello scorso anno, ha chiarito in maniera magistrale questo legame, introducendo il concetto di “giustizia sessuale“, spiegato bene dal grafico qui sotto, che assieme ai concetti di salute e piacere sessuale, concorre al benessere sessuale oggi celebrato, che vuole costituire un approccio globale di sanità pubblica alla sessualità, in un mondo in cui il sesso è ancora subìto e spesso violento, male informato, privo di accesso a informazioni mediche, privo di gioia.

Ma benessere sessuale, oltre ai temi imperativi di salute e contraccezione, è soprattutto conoscenza del proprio corpo e di ciò che piace. Su questo tema gli esseri umani contemporanei sono deviati da una concezione del sesso che è quella del cinema. Molto spesso, porno. O delle riviste di costume che spiegano come allungare questo o posizionare quest’altro, nemmeno si trattasse di mobili Ikea. Quanto basta ad avere una vita sessuale frustrante e imbarazzata. Senza poi dimenticare che buona parte della letteratura in materia, così come della rappresentazione del sesso, è ancora oggi prevalentemente eterosessuale.

E dunque, come celebrare questa giornata? Chiedere, informarsi, capire, parlare, chiedere aiuto, pretendere se necessario. E poi per il resto…beh, mica dobbiamo dirvi tutto noi!!!

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