L’Asia Society, un influente think tank che si occupa di questioni asiatiche, l’ha definita “la nuova armata di Xi Jinping”. Non sono militari o membri delle forze speciali. Il riferimento è ai giovani che si sono laureati presso la Tsinghua University, la più rinovamata università cinese nel campo delle scienze, dell’ingegneria e della tecnologia.
Da questo istituto fondato nel 1911 e situato a Nord-Ovest di Pechino, oltre il Quarto Anello, sono transitati importanti cervelloni come Robin Li e Wang Xing, rispettivamente il fondatore di Baidu e della società di consegne Meituan, così come numerosi altissimi funzionari del Partito Comunista Cinese, come l’ex presidente Hu Jintao e l’attuale leader Xi Jinping.
Nel corso degli ultimi anni, la Tsinghua è riuscita a scalare le classifiche internazionali. Basta dare un’occhiata ai risultati di CSRankings, che valutano le istituzioni in base alle pubblicazioni dei docenti in conferenze di alto livello nei settori dell’intelligenza artificiale, dei sistemi informatici, della teoria e della ricerca interdisciplinare. Ebbene, la citata università cinese ha superato la statunitense Carnegie Mellon University, storicamente al vertice, conquistando il primo posto.
Non è un fatto da trascurare, visto che istituti Usa come Mit, Stanford, Carnegie Mellon e Uc Berkeley hanno fissato gli standard del settore hi-tech e formato generazioni di scienziati e ingegneri che hanno costruito la Silicon Valley, consentendo a Washington di consolidare il proprio dominio geopolitico globale.
Xi punta sulla Tsinghua University
L’Accademia delle Scienze della Tsinghua è piena di giovani ambiziosi che sognano di “replicare” il successo di DeepSeek. Alcuni ricercatori sarebbero addirittura impegnati a lavorare a un chip di intelligenza artificiale in grado di rivaleggiare con quelli dell’azienda statunitense Nvidia.
Non solo: le autorità cinesi sono impegnate a reclutare talenti cinesi emigrati all’estero e a formare una schiera di ingegneri e matematici locali, fedeli al Partito Comunista Cinese (Pcc) e al governo, da impiegare nel braccio di ferro contro i gitanti tecnologici statunitensi.
In altre parole, insieme alla Peking University, la Tsinghua – da molti considerata una specie di Harvard cinese in quanto a celebrità mondiale – è diventata la fucina di brillanti geni cinesi che, nelle intenzioni di Xi, dovranno aiutare la Cina a sorpassare gli Stati Uniti sul fronte delle nuove tecnologie.
La grande ossessione di Pechino, del resto, è quella di essere quanto prima indipendente dalle tecnologie occidentali. È così che fisica quantistica, robotica, 6G e intelligenza artificiale sono diventate le armi utilizzate dai membri della Tsinghua New Army.
L’importanza delle università
Certo, le università statunitensi restano dominanti in aree fondamentali come algoritmi, complessità computazionale e crittografia, ma gli istituti cinesi stanno accelerando. L’ascesa di Tsinghua, in particolare, riflette anni di investimenti governativi e stretti legami con il fiorente settore tecnologico di Pechino.
Dando priorità alle pubblicazioni sulle riviste e conferenze più prestigiose, e richiamando talenti dall’estero, questa accademia è riuscita a spingere i propri docenti in prima linea in settori come l’intelligenza artificiale e i sistemi informatici.
In Cina sta così emergendo un’inedita generazione di dirigenti politici, con una forte presenza di laureati alla Tsinghua che occupano posizioni chiave e avanzano all’interno della gerarchia del Partito. Nel 2023, non a caso, il 30,2% dei giovani quadri a pieno titolo del Pcc erano ex studenti della Tsinghua.
Piccola curiosità: questa università è, come detto, l’alma mater di Xi Jinping, che vi ha studiato dal 1975 al 1979, conseguendo la laurea triennale in Ingegneria chimica, per poi tornarci, come studente part-time di dottorato in Giurisprudenza in teoria marxista e formazione ideologica e politica, dal 1998 al 2002.