Trump, Anticristo e Palantir: il messianesimo Made in Usa

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L’abbiamo visto tutti: il Presidente degli Stati Uniti, nella persona di Donald Trump, circondato dal proprio staff e da una o più “guide spirituali” nell’atto di imporre le mani su di lui , fino a toccarlo, e pregare per lui in profondo stato di raccoglimento e preghiera. L’istituzione considerata la più potente ed influente al mondo – scossa da poche ora da un nuovo, ipotetico rischio di attentato – è da non poco tempo al centro di un dibattito religioso-messianico, in cui il Papato stesso e’ messo in discussione e addirittura invitato a “fare attenzione” quando parla di teologia e Bibbia. L’aspetto insolito è che l’invito a tale cautela non arriva da un vescovo scismatico, da uno sciamano o una guida carismatica di qualche nuova corrente filosofica, ma dal Vicepresidente degli Stati Uniti, JD Vance. 

Malintesi biblici e croci di Gerusalemme

Chi trovasse comico il recente episodio in cui il Ministro della Guerra – una definizione che già di per sé meriterebbe fiumi di inchiostro – Pete Hegseth, ha letto un brano della Bibbia in realtà scritto da Quentin Tarantino per Pulp Fiction, farebbe meglio a dare un’occhiata alle foto di Mr Hegseth senza camicia. Non per voyeurismo, ma per rendersi conto della quantità di tatuaggi legati al fenomeno dei “nuovi crociati” che anima buona parte degli esponenti del Ministero della Guerra e anche una parte dell’esercito USA: Croce di Gerusalemme sul petto, motto “Deus Vult” sul braccio, e un bell’AK 47, che non sarà nel Vangelo ma senz’altro ha un’efficacia maggiore di uno spadone medievale di templare memoria. Il fenomeno è esteso al punto da aver generato movimenti di opposizione al fanatismo cristiano nell’esercito americano, primo tra tutti la  Military Religious Freedom Foundation (MRFF).

Religione e petrolio

Diciamolo chiaramente: se si trattasse “solo” di scaramucce per bilanciare potere, diplomazia e, alla fine dei giochi, soldi-affari-armi-petrolio, non sarebbe un fenomeno nuovo né preoccupante. Se si trattasse semplicemente di un indebolito supporto USA al Vaticano e all’Europa, e di una strategia per giustificare i miliardi spesi per il conflitto in Iran grazie ad un’aura di sacralità degna delle crociate, sarebbe “ordinaria amministrazione”: tagli di fondi, mancati finanziamenti, freddo calcolo economico, tante bombe, qualche stendardo con croci di Gerusalemme. Tutto molto umano, pragmatico e, come detto, non così insolito. It’s marketing, baby.

L’Anticristo ai tempi dell’IA

Ad essere insolita, in questo caso, è la rapida evoluzione del fanatismo religioso manifestato dalle più alte cariche del più potente governo al mondo, mista ad un sincretismo politico-filosofico infarcito di Intelligenza Artificiale, biologia e Apocalisse. Un caso per tutti? Le recenti lezioni romane del visionario imprenditore Peter Thiel. Il discusso fondatore di Palantir, in visita alla capitale italiana, non ha tenuto una conferenza sull’IA, sull’economia e sulla guerra, ma sull’Anticristo. Un modo per attirare gente e fare più soldi? Certamente il rumore mediatico di una conferenza sull’Anticristo è ben maggiore di quello di una disquisizione economica, tuttavia chi vi ha partecipato parla di un mix tutt’altro che banale di filosofia, storia politica e religiosa, psicologia sociale e tanto, tanto transumanesimo. 

Narciso, il Katechon e gli impianti neurali 

Chi è, secondo Thiel, l’Anticristo? Secondo l’ottima lettura dell’esperto di USA Oliviero Bergamini, e in base alle dichiarazioni dello stesso Thiel e della cerchia di “tecnocrati della Silicon Valley”, si  tratta di un’entità – non necessariamente un essere singolo e definito, ma anche di un popolo o un governo, come quello cinese – che blocca l’evoluzione umana verso il superamento dell’ignoranza, della malattia, della mediocrità. La salvezza può essere portata solo da un’entità salvifica, che gli impedisca la distruzione finale: il Katechon citato nella Lettera ai Tessalonicesi. Trump, o Thiel stesso: un essere che promuova il ruolo salvifico della tecnologia fusa con l’umano: eugenetica, impianti neurali, esperimenti al di là della medicina, Intelligenza Artificiale al controllo della conoscenza, governo da parte di una oligarchia di tecnocrati illuminati, poteri illimitati conferiti da uno Stato neo liberista assoluto. Incubo tecnocratico? Superamento della democrazia? O solo tanta, tanta paura della sola che, alla fine dei giochi, accomuna questi moderni Narcisi a tutti gli umani: la morte. Nel dubbio, sembra che Thiel & Co abbiano già prenotato la propria crio-conservazione. Ai posteri… post-apocalittici, l’ardua sentenza.