La disastrosa gestione della finale di Champions League di sabato scorso fra Liverpool e Real Madrid svoltasi allo Stade de France di Parigi sta diventando un caso politico che imbarazza il governo francese e rischia di avere gravi ripercussioni, soprattutto sul ministro dell’Interno, Gérald Darmanin. La tesi del ministro e delle autorità francesi è che, a scatenare il caos prima e durante la partita siano stati migliaia di tifosi inglesi, giunti allo stadio di Saint-Denis senza biglietto. I tifosi del Liverpool sarebbero dunque la causa dei 35 minuti di ritardo della partita e delle migliaia di persone ammassate davanti ai cancelli; una tesi che è stata subito smentita da svariate ricostruzioni, che raccontano storia molto diversa.

Come riportato dal Corriere della Sera, infatti, molti giovani provenienti dalla la banlieue di Parigi dove si trova lo stadio avrebbero scavalcato i cancelli e sarebbero riusciti a entrare senza biglietto, mentre gruppi di teppisti locali avrebbero derubato e picchiato i tifosi di entrambe le squadre, in alcuni casi anche famiglie con bambini. Pur di non prendersela con le banlieue e con l’immigrazione, il governo del presidente francese Emmanuel Macron preferisce tuttavia mantenere la sua versione, facendo irritare non poco la diplomazia inglese e il governo di Londra. Ma da destra a sinistra piovono gravi accuse contro il governo parigino.

Le testimonianze smentiscono il ministro di Macron

Se il quotidiano francese di sinistra, Libération, mostra in prima pagina il ministro dell’Interno, Gérald Darmanin, con una naso da Pinocchio e il titolo Darmanin refake le match, la rivista Marianne sottolinea che la versione del ministro dell’Interno, che dà la colpa di quanto accaduto durante la finale di Champions League al massiccio afflusso di spettatori del Liverpool senza biglietto, è smentita da “elementi di fatto” e da numerose “testimonianze”. “C’erano tra le 30.000 e le 40.000 persone in più di quante lo Stade de France può ospitare, ed erano lì con biglietti contraffatti o senza biglietto” ha affermato il ministro Darmanin.

I giornalisti internazionali presenti, tuttavia, non hanno riscontrato nulla di ciò. “Nessun tifoso del Liverpool è venuto da me per dirmi che gli è stato venduto un biglietto falso. Se ci fossero stati migliaia e migliaia di biglietti falsi, lo avremmo saputo. Eravamo lì”, afferma su Twitter Kaveh Solhekol, giornalista del canale inglese Sky News. “Sono rimasto in piedi per più di un’ora prima del calcio d’inizio fuori dai cancelli affollati e non c’era assolutamente alcun segno di persone che si facessero strada con biglietti contraffatti”, ha sottolineato James Benge, del canale stattunitense Cbs.



Cosa non torna nella versione di Darmanin

Su Le Parisien, anche Pierre Barthélemy, avvocato di diversi gruppi di tifosi francesi, inviato sulla scena in qualità di osservatore per l’associazione Football Supporters Europe, non ha dubbi: “C’erano biglietti falsi e accrediti falsi, abbiamo visto, ma in modo molto marginale. In un’ora, al gate Y, ne abbiamo trovati circa una dozzina. Sono stati immediatamente arrestati dalla polizia”. Dello stesso parere Ronan Evain, direttore generale dell’associazione: “La cifra presentata dalla questura di 30.000-40.000 biglietti falsi è del tutto fantasiosa” assicura. “Si è trattato di un fenomeno marginale. Ricordiamo inoltre che nessuno degli arresti di polizia di sabato sera riguardava presunti biglietti contraffatti”. Nel caos di sabato scorso sono stati segnalati anche episodi di molestie sessuali, riferisce Le Figaro, di cui sarebbero colpevoli le bande locali: “È pazzesco quello che è successo. Non l’avevo mai visto, bande di gente del posto di Barbès, Saint-Denis” afferma un agente di polizia presente durante la finale di Champions League. Un secondo funzionario, sempre sul campo sabato, conferma le aggressioni sessuali avvenute nei pressi dello stadio.

Sul fronte politico, il leader della sinistra, Jean-Luc Mélenchon, ha sottolineato che si tratta di un’immagine “deplorevole” per la Francia, osservando che è “preoccupante perché possiamo chiaramente constatare che non siamo preparati per gestire eventi di questo tipo”. Secondo Marine Le Pen il mondo ha notato che la Francia non è “più in grado di organizzare grandi manifestazioni senza che possa degenerare”. Per Eric Zemmour, che accusa il ministro Darmanin di “mettere la polvere sotto il tappeto”, gli incidenti sono da attribuire a “saccheggiatori e ladri” di Saint-Denis.

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