Si presenta come un quotidiano indipendente e no-profit, al servizio dei cittadini di New York. Come riporta La Stampa, il nuovo giornale di New York si chiama The City e ha come simbolo un piccione battezzato dai lettori Nellie, in onore della giornalista Nellie Bly che alla fine dell’ Ottocento si finse pazza per raccontare sul giornale di Joseph Pulitzer la vita dentro un manicomio.

The City è online, scrive sempre La Stampa,”i contenuti sono gratuiti sia per chi legge sia per chi volesse ripubblicarli altrove, è sostenuto da fondazioni facoltose e donatori individuali e anche da giornalisti esterni che hanno deciso di dare una mano per rinverdire i fasti gloriosi dell’informazione locale”.

La nuova realtà editoriale ha raccolto 10 milioni di dollari da Craig Newmark Philanthropies, dalla Leon Levy Foundation e dalla Charles H. Revson Foundation, ciascuna delle quali ha contribuito per 2 milioni e mezzo di dollari. Non male per un giornale che si professa “indipendente”. Altri donatori includono: John S. e James L. Knight Foundation, Richard H. Ravitch Foundation (250.000 e 1.000.000 dollari), Miranda Family Foundation, Tishman Speyer, Erin e John Thornton (100.000 – 249.999 dollari) e Cheryl Cohen Effron e Gary Ginsberg (25.000 – 99.999 dollari)

Chi c’è dietro The City

Dietro alla Craig Newmark Philatropies c’è il “filantropo” Craig Alexander Newmark, inventore di Craigslist, famosissimo sito americano di annunci pubblicitari. Newmark è un milionario di manifesta fede democratica dal patrimonio personale – secondo Forbes – di 1,3 miliardi di dollari. Ha inoltre pubblicamente sostenuto le candidature dei democratici John Kerry, Barack Obama e, non ultima, quella dell’ex Segretario di stato Hillary Clinton, sconfitta da Donald Trump nel 2016.

Secondo il fondatore di Craigslist, “l’ossessione dei media per lo stupido scandalo delle e-mail di Hillary Clinton” avrebbe portato Donald Trump a vincere le elezioni presidenziali del 2016. Come spiega Giampaolo Rossi sul blog de IlGiornale.it, Newmark è, insieme all’Open Society di George Soros, tra i finanziatori del Poynter Institute e del Centre for Public Integrity, un’organizzazione con sede a Washington che gestisce il Consorzio Internazionale dei Giornalisti Investigativi (Icij).

Diretto da un giornalista anti-Trump

Anche i giornalisti che hanno aderito alla nuova start-up milionaria sembrano essere tutto fuorché sconosciuti esordienti o “indipendenti”. L’ ex direttore del New York Magazine, Adam Moss, siede nel board, presieduto dal direttore di BuzzFeed News, Ben Smith, un giornalista politico fortemente critico nei confronti del Presidente Donald Trump e tra i più agguerriti sostenitori dell’inchiesta sul Russiagate e della collusione della campagna di Trump con la Russia.

Ben Smith è stato protagonista di una lite con Tucker Carlson di Fox News: secondo Carlson, infatti, non ci sono prove che il presidente Trump abbia esplicitamente indirizzato Michael Cohen a mentire e questo BuzzFeed ha sempre negato di scriverlo. Smith, inoltre, ha sempre difeso la decisione di BuzzFeed di pubblicare il controverso dossier prodotto dall’ex spia britannica Christopher Steele che avrebbe dovuto incriminare Trump per i suoi presunti legami con la Russia.

Nel dossier Steele si sostiene che il governo russo fosse in possesso di una videocassetta risalente al 2013 nella quale apparirebbe il Presidente Donald Trump in compagnia di una prostituta a Mosca. Secondo l’ex spia inglese, il Cremlino avrebbe usato il filmato per ricattare Trump. Una ricostruzione mai confermata dai fatti e sulla quale lo stesso Christopher Steele ha espresso forti dubbi.

Tra i consulenti anche “ProPublica”

Tra i consulenti della nuova realtà editoriale newyorkese figura anche Richard Tofel, Presidente di ProPublica, organizzazione “no-profit” di giornalismo investigativo. ProPublica, che ha vinto il suo secondo premio Pulitzer nel 2010, ha ricevuto milioni di dollari dalla Sandler Foundation per “rafforzare l’infrastruttura progressista”. Nel 2010, ha anche ricevuto un contributo biennale di 125.000 dollari dall’Open Society Foundations di George Soros.

Difficile catalogare “indipendente” una realtà come The City, sostenuta a suon di milioni di dollari dalle solite fondazioni “filantropiche” della sinistra liberalamericana. Di “indipendente”, verrebbe da dire, c’è poco o nulla.

Dacci ancora un minuto del tuo tempo!

Se l’articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l’avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se non ci fosse InsideOver, quante guerre dimenticate dai media rimarrebbero tali? Quante riflessioni sul mondo che ti circonda non potresti fare? Lavoriamo tutti i giorni per fornirti reportage e approfondimenti di qualità in maniera totalmente gratuita. Ma il tipo di giornalismo che facciamo è tutt’altro che “a buon mercato”. Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.