A marzo era riuscita a contenere la diffusione della pandemia con un tasso di infezione tra i più bassi d’Europa. Ora la Slovacchia è alle prese con una seconda ondata, molto più grave della prima, che ha fatto registrare picchi di oltre tremila nuovi casi di coronavirus in un solo giorno. E così, di fronte all’impennata dei contagi, il governo di Bratislava ha avviato una campagna per testare tutta la popolazione: tre weekend per sottoporre a tampone circa cinque milioni di abitanti e tracciare in questo modo i casi di Covid-19 nel Paese. “Questa ondata di coronavirus che stiamo ora affrontando è cento volte più grande della prima. La campagna di test è l’ultima possibilità che abbiamo per evitare un blocco totale che molti altri Paesi stanno già purtroppo preparando”, aveva dichiarato pochi giorni fa il primo ministro Igor Matovic.

Le decisioni tempestive prese fin dall’inizio della pandemia avevano permesso al Paese di gestire al meglio l’emergenza coronavirus. Misure come la chiusura delle attività, la rigida quarantena e l’uso obbligatorio delle mascherine avevano ridotto da subito la diffusione dei contagi facendo registrare tassi di infezione molto bassi e un numero limitato di decessi (28 i morti tra marzo e maggio). La Slovacchia aveva risposto bene alla pandemia, ma con la fine dell’estate i dati hanno iniziato ad aumentare. In particolare, il 25 ottobre si è registrato il record giornaliero con 3.042 nuovi contagi di coronavirus mentre ad oggi i casi totali sono oltre 46mila e le vittime più di 170. Il trend positivo sembra così essersi invertito e da modello per l’Europa, la Slovacchia è diventata il Paese con un tasso di infezione tra i più elevati. “La situazione è grave, non è sotto controllo”, aveva avvertito pochi giorni fa il ministro della Salute, Marek Krajci. Così il governo di Bratislava è corso subito ai ripari annunciando un lockdown parziale ma molto duro che resterà in vigore fino al primo novembre con la possibilità di venire però prolungato.

Test a tappeto per la popolazione

Per frenare la diffusione del virus ed evitare la creazione di nuovi focolai, l’esecutivo ha inoltre deciso di sottoporre a tampone tutti i cittadini di età superiore ai 10 anni mentre chi rifiuta l’esame dovrà obbligatoriamente mettersi in quarantena. Si tratta della prima campagna di test di queste dimensioni in Europa (le autorità sanitarie hanno acquistato 13milioni di test rapidi da effettuare su circa 5milioni di persone), ma potrebbe non essere l’ultima. I primi tamponi sono stati effettuati tra il 23 e il 25 ottobre nei distretti al confine con la Polonia più colpiti dal Covid-19. Su 140.945 slovacchi testati (circa il 91% degli abitanti della zona), sono risultate positive al coronavirus 5.594 persone (3,97%). I test gratuiti continueranno nei prossimi due fine settimana e chiunque si troverà in territorio slovacco potrà effettuare il tampone, indipendentemente dalla sua cittadinanza. Questo sistema capillare di controllo permetterà al governo di monitorare la diffusione del virus e individuare gli asintomatici in modo da evitare l’esplosione di nuovi e pericolosi focolai. La campagna si svolge sotto la direzione del ministero della Difesa che ha messo a disposizione 8mila soldati. L’esercito è sceso in campo per affiancare i medici e gli specializzandi chiamati dal ministro della Salute per far fronte alla mancanza del personale sanitario. Una carenza che sta già mettendo in difficoltà gli ospedali di tutto il Paese tanto che il governo ha lanciato un appello a medici e infermieri slovacchi operativi all’estero affinché rientrino subito a casa.

Se il numero dei contagi raggiungerà un livello critico, l’unica soluzione sarà la chiusura totale del Paese. Una misura che la Slovacchia non può permettersi. Così il governo ha deciso di introdurre un contestato lockdown parziale e dare il via ad una scrupolosa campagna di test su tutto il territorio. “Sarà l’operazione più difficile, complessa e veloce che la Slovacchia abbia mai organizzato”, ha scritto su Facebook il premier Matovic invitando tutto il resto della popolazione ad effettuare il tampone. Intanto l’Europa resta in attesa di sapere se i test a tappeto siano la strategia giusta per salvarsi dal coronavirus.